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mercoledì 29 gennaio 2025
Tanti auguri!
STROMBOLI: RISTORI A SOGGETTI PRIVATI E ATTIVITA' PRODUTTIVE PER DANNI CAUSATI DAGLI EVENTI METEO DEL 12 AGOSTO 2022. APPROVATI CRITERI E COMMISSIONE
La documentazione è rilevabile sul sito istituzionale del Comune di Lipari all'Albo pretorio. L'indirizzo del sito è www.comunelipari.it
Stromboli: ad alta quota un tappeto impermeabile su cui "scivola il fango", ecco perché ogni pioggia è un rischio
Fonte: https://www.messinatoday.it/cronaca/stromboli-sicurezza-studio-rischi-alluvione-rimedi-nunziante-di-lascio-rolandi.html
(di Andrea Castorina) Gli esperti lo chiamano "rischio interferenziale". Una combinazione di fattori che rendono Stromboli ancora più vulnerabile alle intense ondate di maltempo. Mentre i residenti, a due mesi dalla manifestazione di protesta contro i mancati interventi, attendono la definitiva messa in sicurezza del territorio, un team di studiosi ha acceso i riflettori sulle cause che hanno innescato le recenti alluvioni. Qualcosa sull'isola è cambiato e il luglio 2024 si può considerare una data simbolo. Partono da questo assunto gli autori di una recente relazione che indica una via alternativa per la progettazione di opere per la mitigazione del rischio idrogeologico di Stromboli e Ginostra. A firmarla una equipe di esperti dell'università Federico II di Napoli formata dai professori Luciano Nunziante, Massimo Di Lascio e dal vulcanologo Giuseppe Rolandi con la collaborazione di Barbara Liguori, Gabriella Di Natale, Alessandra Marano, Clorinda Salvi e Marco Trifuoggi. L'indagine è basata su robuste e approfondite analisi e prove di laboratorio dei prodotti vulcanici recenti di tipo chimico, fisico, granulometrico, sedimentologico, meccanico, anche con l'ausilio del microscopio elettronico.
C'è una correlazione tra le recenti eruzioni dell'estate scorsa e le violente alluvioni avvenute alcuni mesi dopo. Lo avevano già detto gli stessi isolani, ma adesso gli esperti mettono nero su bianco quanto avvenuto sull'isola partendo da quella nube "gialla" e da quel "tappeto di cenere" che ha reso impermeabile il terreno, formando di fatto un percorso privilegiato per le acque meteoriche che hanno invaso in più occasioni il centro abitato.
"Come si è osservato, nella fase evolutiva delle Pyroclastic Density Currents con caratteristiche idromagmatiche, che hanno chiuso la sequenza eruttiva del luglio 2024, è apparsa evidente - si legge nella relazione - l’invasione di una nuvola calda su gran parte dell’apparato vulcanico nella zona superiore ai 400 m. s.l.m, la cui superficie è stata ricoperta da una ash fall di colore ocra, carica di sale marino depositata dalla stessa nuvola. Tale coltre si è solidificata in poco tempo, formando un mantello duro e impermeabile con uno spessore decimetrico. Tale mantello ha, in sostanza, determinato una notevole riduzione della permeabilità del terreno, limitando notevolmente la capacità di assorbimento delle acque meteoriche. Si è costituita, quindi, una superficie che è’ stata in grado di favorire un più rapido deflusso delle acque meteoriche, che hanno dilavato i versanti dell’edificio vulcanico successivamente agli eventi eruttivi, accelerando i deflussi nelle aree bacinali che insistono nei due versanti mutuamente opposti di NE e di SW dello stesso cono vulcanico".
Quattro alluvioni in tre mesi dopo le eruzioni estive
Gli studiosi hanno quindi analizzato i recenti eventi alluvionali che da agosto a novembre 2024, hanno prodotto quattro nuove colate di fango che hanno investito Stromboli provocando ingenti danni. Eventi che si sono verificati fino a qualche giorno fa anche con pioggia meno intensa. E secondo lo studio si tratta di fenomeni correlati alla solidificazione e impermeabilizzazione del terreno causati dalle eruzioni di luglio 2024.
"Tali colate - scrivono i componenti dell'equipe - hanno originato con il loro passaggio impetuoso anche profondi solchi sulla montagna. Le colate di fango che si riversano nelle valli storiche e poi negli alvei dei torrenti, in particolare in località Piscità (torrenti San Bartolo e Montagna Russo, Scalo Balordi, ecc.) hanno, in definitiva, causato l'innalzamento degli alvei dei torrenti con depositi di sabbie fino a raggiungere altezze di 3-5 m., occlusioni di strade, con trasporto di massi rocciosi di oltre 2 tonnellate, interramento di spiagge, ecc. In conclusione, l’insieme di questi fattori, che certamente testimoniano un aggravio delle condizioni idrologico-idrauliche, determinando un aumento della velocità di deflusso superficiale in occasione degli eventi alluvionali dell’ottobre e inizio novembre 2024, rappresentano una condizione di rischio interferenziale, in quanto derivante dalla interferenza di attività vulcaniche da flussi idro-magmatici ed idrologico-idrauliche che si sono verificate l’una di seguito all’altra. Questa situazione sostanzialmente variata in peggio del rischio idrogeologico interviene su uno stato già molto precario del territorio, che al di là delle periodiche azioni di rimozione dei detriti fanghi e sabbie che ostruiscono alvei e strade dopo gli eventi alluvionali, soffre tuttora la mancanza di un serio piano di manutenzione preventiva basata su importanti ed efficaci provvedimenti e sistemazioni di ingegneria naturalistica".
Gli esperti: "Qualcosa è cambiato rispetto al passato"
Nella relazione, gli autori hanno sviluppato indagini "sui prodotti eruttivi dello Stromboli dell’estate 2024 da diversi punti di vista, per tentare di comprendere la natura e il motivo degli aspetti fenomenologici “diversi” da quelli “di norma” osservati nel passato, e consistenti essenzialmente nel colore giallo ocra del deposito superficiale, e nella solidificazione dello strato superficiale per spessori che raggiungono anche la dimensione del decimetro, rendendo sostanzialmente impermeabile la coltre superficiale con effetti dirompenti sulla formazione di impetuose colate di fango e detriti anche in presenza di piogge di piccola intensità".
I sei bacini a rischio
Per gli esperti sono sei i bacini a forte rischio in caso di alluvione. Quattro si trovano a monte dell'abitato di Stromboli, due a Ginostra. Per un totale di ventidue aree censite e monitorate. "Risulta confermato che la già rilevata morfologia territoriale a facce triangolari ha condizionato la forma delle aree bacinali che, di fatto, risultano più allungate nel settore centrale e più limitate spostandosi verso gli spartiacque periferici. Le evidenze di ciò si riscontrano negli alvei San Bartolo e nel Montagna Russo che raggiungono quote superiori agli 800 m slm e negli alvei a monte della località San Vincenzo con quote all’apice tra 750 e 850 m slm. Sono proprio questi alvei che in seguito alle esondazioni del periodo 2022 – 2024, hanno riversato detriti, massi e fango sulle aree abitate".
La strategia per "frenare" le colate di fango ed evitare altri disastri
Lo studio suggerisce due tipologie di intervento finalizzate a ridurre l’energia dei deflussi e a contenere gli stessi in percorsi preferenziali a protezione degli abitati di Stromboli e Ginostra.
La prima tipologia prevede una sistemazione delle aree a monte dei bacini che raggiungono quote superiori ai 500 metri con deflussi che iniziano sul cono vulcanico semipermeabile con scarsa o nulla vegetazione. "La finalità è quella di attenuare l’energia cinetica delle acque acquisita in discesa dal cono vulcanico. L’intervento prevede la sistemazione a terrazzi degli impluvi torrentizi operando con strutture a secco utilizzanti tecniche di ingegneria naturalistica e contemporaneamente con limitati movimenti di terra sul bordo interno in modo da spianare le aree lungo le linee di impluvio. Le quote degli interventi per ogni alveo sono quelle del cambio di pendenza alla base del cono vulcanico".
Il secondo intervento è finalizzato alla canalizzazione dei deflussi a bassa percentuale della frazione solida. Il fine principale è quello di intercettare a monte dell’abitato le incisioni torrentizie evitando che le acque si incanalino su alvei strada riversandosi tra case e viottoli. Si prevedono canalizzazioni effettuate con movimenti di terra con una larghezza variabile in base al numero di alvei che vengono intercettati. Gli argini devono necessariamente essere progettati con tecniche di ingegneria naturalistica e se opportuno anche il fondo canale.
Ma c'è anche una soluzione più immediata e facilmente attuabile. Prevede di scavare sotto lo strato di cenere e riportare alla luce il materiale accumulato dopo le eruzioni del passato. “Da osservazioni effettuate sul campo, e da colloqui e notizie raccolte a Stromboli nella recente emergenza, si è potuto accertare che al disotto dello strato di cenere solidificata e impermeabile formatosi in superficie, gli strati sottostanti di materiali piroclastici sciolti derivanti da precedenti eruzioni, di colore nero e di grana grossolana (sabbie e ghiaie) sono per loro natura molto assorbenti e drenanti delle acque meteoriche, circostanza questa confermata dalle analisi eseguite da ricercatori del presente gruppo di ricerca su campioni classificati. Questa situazione suggerisce un rimedio abbastanza semplice e speditivo da applicare per attenuare nell’immediato il rischio connesso con la formazione di colate di fango: quello di frantumare la parte superiore solidificata delle ceneri sul cono vulcanico dove hanno inizio le colate, e inoltre determinare ivi delle strisce, della larghezza di qualche metro, sulle quali venga frantumata la cenere solidificata, che costituiscano barriera drenante in quota per le nascenti colate di fango. Queste barriere realizzate in zone opportunamente scelte, possono essere eseguite con relativa semplicità, con l’osservazione di opportune misure di sicurezza, da personale qualificato e autorizzato, o manualmente o anche con piccoli mezzi meccanici, in dipendenza della configurazione dei siti".
Tuttavia, gli autori dello studio specificano che "la via maestra per la riduzione del rischio da colate di fango in un sito dalle caratteristiche ambientali eccezionali riconosciute nell’ambito della Comunità Europea come quelle di Stromboli, rimane quella degli interventi di ingegneria naturalistica e del recupero ambientale basati su inerbimento, rinverdimento, rimboschimento, sistemazione disgaggio e risagomatura dei versanti instabili, oltre che quello della continua manutenzione e rafforzamento delle opere idrauliche, così come la rimozione e il riutilizzo dei materiali trasportati e depositi".
Oggi 29 Gennaio: San Costanzo di Perugia

A Perugia, fuori della Porta San Pietro, lungo la strada che scende verso Foligno, si può vedere la chiesa dedicata a San Costanzo, che risale all'epoca romanica. In quella chiesa, e non nella cattedrale, furono venerate le reliquie di San Costanzo, Patrono, con Sant'Ercolano, della città umbra.
Sulla metà del II secolo, Costanzo era un giovane cristiano che già emergeva nella recente ecclesia perugina per il suo zelo e per la sua generosità verso i poveri, unita ad una grande severità verso se stesso. Venne perciò eletto Vescovo molto giovane, quando aveva appena trent'anni. Era però già prudente, saggio nell'apostolato, maturo nella carità, saldo nelI'autorità, e si dimostrò un Vescovo provvidenziale, specialmente negli anni difficili della persecuzione di Marc'Aurelio.
Neanche l'lmperatore saggio e filosofo, infatti, aveva abrogato o mitigato le disposizioni dei suoi predecessori. A norma di queste, chi veniva accusato come cristiano, doveva essere processato, e se era trovato colpevole, cioè se confermava la propria fede rifiutando di sacrificare, doveva essere condannato alla pena capitale.
Non si sa chi denunziò l'attivo e benefico Vescovo di Perugia. Probabilmente, come in molti altri casi, qualcuno sperò di metter le mani sulle ricchezze della Chiesa, avute in consegna dai fedeli e destinate ai poveri. Forse proprio per questo, per strappargli cioè vantaggiose informazioni, il Vescovo Costanzo venne torturato a lungo e crudelmente, insieme con diversi altri compagni di fede. Non mancano le leggende sulla sua Passione, dato che gli studiosi han rintracciato ben quattro distinte vite del Martire, a testimoniarne la popolarità e la suggestione tra i fedeli. E non è escluso che queste leggende abbiano qualche fondamento di verità.
Egli, per esempio, sarebbe stato rinchiuso nel calidarium delle Terme romane, dove i cittadini rispettabili e raffinati facevano il bagno di vapore. Quella volta però il calidarium venne scaldato alla temperatura di un forno, ma San Costanzo uscì incolume dal bagno mortale.
Ebbe la grazia di convertire i suoi guardiani, e poté scappare una prima volta. Chiamato di nuovo in giudizio, venne condannato a camminare sui carboni ardenti. Ma né questo né altri supplizi ebbero potere su di lui. Liberato miracolosamente e arrestato una terza volta ebbe finalmente la testa tagliata con la spada, verso l'anno 178.
Così cadde il primo Patrono di Perugia, uomo virtuoso, cittadino probo, cristiano generoso, Vescovo soccorrevole. Cadde per insegnare al suo popolo, e anche ai persecutori, la vera fede e la legge del Signore, non imposta con la violenza ma attuata con l'amore.
Tratto da:(Piero Bargellini, Mille Santi del giorno, Vallecchi editore, 1977)
martedì 28 gennaio 2025
SANITÀ ISOLE MINORI: RIUNIONE TAVOLO TECNICO A PALERMO
Presenti i rappresentati istituzionali delle Asp di Messina, Palermo e Trapani e di tutti i comuni delle isole di Sicilia.
Si riattiva così un organismo, fermo da alcuni anni, che ha lo scopo di affrontare il tema dei servizi sanitari nei territori geograficamente svantaggiati della regione, con particolare riguardo per le isole minori. L’obiettivo, come ha sottolineato la D.ssa Rosalia Murè - Responsabile del Servizio 6 “Emergenza Urgenza Sanitaria – Isole minori ed Aree disagiate”, che ha condotto l’incontro, è quello di aumentare lo standard delle prestazioni sanitarie di questi territori, uniformandolo a quello nazionale. Una missione molto concreta e pragmatica, volta a predisporre una programmazione sanitaria che tenga nella giusta considerazione le specificità di ciascuna isola.
Per le Isole Eolie erano presenti l’Assessore alla Sanità del Comune di Lipari Cristina Roccella, l’Assessore alle politiche sociali di Salina Anna Re, La responsabile dell’Ufficio Piano del Distretto Sociosanitario delle Isole Eolie Claudia Schilirò, il Direttore Generale dell’Asp di Messina dott. Cuccì, il Direttore Sanitario dott. Trimarchi, il Responsabile del Servizio Emergenza urgenza dott. Picciolo, il capo Distretto dott. Quaranta.
Dopo aver ascoltato i rappresentanti delle Asp che hanno relazionato riguardo le proprie attività, sono state raccolte le segnalazioni dei rappresentanti istituzionali di ciascuna isola.
Oltre al problema della carenza di medici che, purtroppo, in questo momento riguarda tutto il territorio nazionale, sono stati affrontati anche i problemi delle isole più piccole, e la necessità di rafforzare i servizi territoriali. Per esempio, la possibilità di eseguire analisi del sangue presso le Guardie mediche locali di ciascuna isola. L’accento è stato posto anche sul rafforzamento dei Servizi di salute mentale, sulla difficoltà dei pazienti che si devono sottoporre a terapie chemioterapiche, sul miglioramento del servizio di emergenza-urgenza e sul trasporto delle medicine.
A questo primo incontro, utile per raccogliere in maniera puntuale necessità e proposte di ogni singola isola, seguirà da parte dell’Assessorato regionale la valutazione di un programma di interventi specifici.
Il Tavolo Tecnico, oggi finalmente riattivato, si riunirà tre volte l’anno con la possibilità di convocazioni aggiuntive ad hoc.
Nel corso della riunione, tutti i presenti, ciascuno per la propria competenza, hanno manifestato massima disponibilità a mettere in piedi un organismo di coordinamento istituzionale che affronti in maniera concreta le necessità sanitarie delle isole minori. Un segnale forte, e la volontà di lavorare con determinazione per equiparare le isole agli standard sanitari nazionali.
ORDINANZA DI NON POTABILITA' DELL'ACQUA IMMESSA NELLA RETE CITTADINA EMESSA DAL SINDACO GULLO
Questa l'ordinanza emessa oggi dal sindaco di Lipari, Riccardo Gullo
VISTA la PEC del 21/01/2025 trasmessa da AMBIENTE & SICUREZZA S.R.L. con la quale sono stati comunicati gli esiti delle determinazioni analitiche sui campioni di acqua potabile prelevati nell’acquedotto comunale, e dai quali è stata rilevata la presenza di coliformi totali non conformi ai valori di parametro nei serbatoi di Lami, Annunziata 2 Vie, Varesana e Mt. S. Angelo;
RITENUTO opportuno, in attesa di ricevere ulteriori comunicazioni sull’esito delle nuove analisi disposte dal Responsabile del Servizio Idrico alla AMBIENTE & SICUREZZA S.R.L., vietare in via precauzionale l’utilizzo dell’acqua proveniente dalla rete comunale per fini alimentari e potabili, fino al rientro nella norma dei parametri fissati dalla legge;
VISTA la nota del Responsabile del Servizio Idrico con la quale propone l’adozione di Ordinanza di non potabilità dell’acqua immessa nella rete cittadina per le seguenti frazioni e località:
1. Annunziata; 2. Pianoconte; 3. Quattropani; 4. Santa Margherita; 5. Piano Greca 6. Lami; 7. Sparanello; 8.Lipari limitatamente alla contrada di Valle e di Ponte;
RICONOSCIUTA la necessità di vietare il consumo dell’acqua proveniente dalla rete pubblica comunale per il consumo umano diretto nelle frazioni sopraelencate, come misura precauzionale a salvaguardia della salute pubblica in attesa dell’espletamento delle opportune verifiche e degli
adempimenti necessari al rientro dei parametri di potabilità dell’acqua;
ORDINA
Alla popolazione delle frazioni e località di Annunziata, di Pianoconte, di Quattropani, di Santa Margherita, di Piano Greca, di Lami, di Sparanello e di Lipari (contrada di Valle e Ponte) di astenersi dall’utilizzare della acqua della rete pubblica comunale per il consumo umano diretto e per la preparazione di bevande o alimenti; invero la stessa potrà essere utilizzata per l’igiene della persona e della casa.
DISPONE La trasmissione del presente provvedimento alla Prefettura di Messina, all’ASP di Messina, all’ATI di Messina, alla Bel.Mar. Costruzioni S.r.l.
Contro il presente provvedimento può essere proposto, entro 60 giorni dalla sua pubblicazione all'Albo Pretorio, ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale di Catania, in alternativa, entro
120 giorni dalla pubblicazione, ricorso straordinario al Presidente della Regione.
"Pescando" nell'archivio video di Eolienews - Carnevale Eoliano 2015: 1° Video fotografico (16 Febbraio 2015)
Carnevale Eoliano 2015: 1° Video fotografico (16 Febbraio 2015)





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