Cerca nel blog

lunedì 3 febbraio 2025

Stanziati fondi in somma urgenza per il porto di Sottomonastero e il pontile a giorno. Lo rende noto FdI

Lipari, al via i lavori di somma urgenza riguardanti il ripristino, la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria del porto di Sottomonastero e del pontile a giorno degli aliscafi.

La Regione Siciliana, considerata l’urgenza dei lavori, essenziali per consentire la fruizione del porto in totale sicurezza ed il suo ripristino, ha autorizzato attraverso il dirigente generale del Dipartimento Regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti, Arch. Salvatore Lizzio, l’esecuzione dei lavori per un importo di 214.000,00 euro a valere sul capitolo di bilancio della regione n. 672008 dell’esercizio in corso. I lavori saranno eseguiti dalla ditta A,B.M. costruzioni srl di Lipari. I lavori saranno completati entro 50 giorni dall’effettivo inizio.

Ringraziamo Il Presidente della Regione On.  Renato Schifani, l’Assessore regionale alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti On.  Alessandro Aricò e tutti i funzionari della Regione siciliana che sono riusciti a dare risposte concrete ed immediate ai bisogni dell’isola di Lipari .

Il nostro impegno continua .

Avv. Francesco Rizzo (Dirigente Nazionale)

Gianluca Giuffrè (Responsabile Comunale)

Fratelli d’Italia 

Isole Eolie

Oggi, 3 febbraio: San Biagio

Vescovo e martire
Protettore di:malattie della gola


S. Biagio nacque a Sebaste nell'Armenia. Passò la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Al letto dei sofferenti curava le infermità del corpo, e con la buona parola e l'esempio cristiano cercava pure di risanare le infermità spirituali.

Geloso della sua purezza ed amantissimo della vita religiosa, pensava di entrare in un monastero, quando, morto il vescovo di Sebaste, venne eletto a succedergli. Da quell'istante la sua vita fu tutta spesa pel bene dei suoi fedeli.

In quel tempo la persecuzione scatenata da Diocleziano e continuata da Licinio infuriava nell'Armenia per opera dei presidi Lisia ed Agricola°. Quest'ultimo, appena prese possesso della sua sede, Sebaste, si pose con febbrile attività in cerca di Biagio, il vescovo di cui sentiva continuamente magnificare lo zelo. Ma il sagace pastore, per non lasciare i fedeli senza guida. ai primordi della procella, si era eclissato in una caverna del monte Argeo.

Per moltissimo tempo rimase celato in quella solitudine, vivendo in continua preghiera e continuando sempre il governo della Chiesa con messaggi segreti. Un giorno però un drappello di soldati mandati alla caccia delle belve per i giochi dell'anfiteatro, seguendo le orme delle fiere, giunsero alla sua grotta. Saputo che egli era precisamente il vescovo Biagio, lo arrestarono subito e lo condussero al preside.

Il tragitto dal monte alla città fu un vero trionfo, perchè il popolo, nonostante il pericolo che correva, venne in folla a salutare colui che aveva in somma venerazione. Fra tanta gente corse anche una povera donna che, tenendo il suo povero bambino moribondo sulle sue braccia, scongiurava con molte lacrime il Santo a chiedere a Dio la guarigione del figlio. Una spina di pesce gli si era fermata in gola e pareva lo volesse soffocare da un momento all'altro. Biagio, mosso a compassione di quel bambino, sollevò gli occhi al cielo e fece sul sofferente il segno della croce.

- Mamma, sono guarito,
- gridò tosto il bambino
- sono guarito!...

Giunto a Sebaste, il prigioniero venne condotto dal giudice Agricola°, che voleva convincerlo a sacrificare agli idoli; ma il Santo con gran calma gli dimostrò che quello era un atto indegno di una creatura ragionevole, perché la ragione dice all'uomo che vi è un Dio solo, eterno, e creatore di ogni cosa, e non molti &i. Per tutta risposta il giudice lo fece battere con verghe e poi gettare in carcere.

Dopo qualche tempo lo volle di nuovo al tribunale, per interrogarlo nuovamente, ma trovò sempre in lui la più grande fermezza. Gli furono allora lacerate le carni con pettini di ferro e così lacero com'era fu sospeso ad un tronco d'albero. Sperimentati ancora contro l'invitto martire tutti i supplizi più inumani, fu condannato ad essere sommerso in un lago. I carnefici condottolo sulla sponda lo lanciarono nell'acqua, e mentre tutti si aspettavano di vederlo annegare. Biagio tranquillamente si pose a camminare sull'acqua finché raggiunse la sponda opposta. Il giudice. fuori di sè, vedendo di non poter spegnere altrimenti quella vita prodigiosa, lo fece decapitare.

PRATICA. S. Biagio è invocato per il male di gola: un bellissimo ossequio in suo onore sarebbe il non contaminare mai la nostra bocca con bestemmie o con parole disoneste.

PREGHIERA. Dio, che ci allieti con l'annua solennità del tuo beato martire e vescovo Biagio, concedi propizio, che come ne celebriamo la festa, così ci rallegriamo ancora della sua protezione.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Sebàste, in Arménia, la passione di san Biàgio, Vescovo e Martire, il quale, operatore di molti miracoli, sotto il Preside Agricolào, dopo essere stato lungamente battuto e sospeso ad un legno, ove con pettini di ferro gli furono lacerate le carni, dopo aver sofferto un'orrida prigione ed essere stato sommerso in un lago, dal quale uscì salvo, finalmente, per ordine del medesimo giudice, insieme con due fanciulli, fu decapitato. Prima di lui sette donne, le quali raccoglievano le gocce di sangue che scorrevano dal corpo dello stesso Martire, mentre era tormentato, furono arrestate come Cristiane, e tutte dopo atroci tormenti percosse con la spada.


IL PANETTONE DI SAN BIAGIO

Una antica leggenda popolare narra che una donna, poco prima di Natale, si recò da un Frate di nome Desiderio per fare benedire il panettone che aveva preparato per la sua famiglia. Il frate, avendo poco tempo a disposizione, le chiese di lasciargli il dolce e tornare prenderlo dopo qualche giorno, così lo avrebbe benedetto appena ne avrebbe potuto.

Solo dopo Natale, però, il prelato si accorse di avere ancora suddetto il panettone, del quale si era completamente dimenticato. Così il frate pensò che la donna se ne fosse dimenticata ed inizio a mangiarlo pian piano, per non buttarlo.

Il 3 febbraio la donna però si presentò dal frate per avere indietro il suo panettone benedetto. Frate Desiderio, dispiaciuto per averlo già mangiato, si recò comunque a prendere il recipiente vuoto da restituire alla donna. E qui la sorprendente scoperta: c'era un panettone grande per due volte quello che gli era stato lasciato a Natale. Un miracolo avvenuto proprio nel giorno di San Biagio, protettore della gola. Da allora l'usanza è quella di consumare un panettone, definito appunto di San Biagio, proprio in questo giorno.

Buongiorno...così!


 

domenica 2 febbraio 2025

Pendolari e gratuità "Serve amplliamento". Dalla Gazzetta del sud del 2 febbraio 2025


 

Accadde a Lipari, 2 febbraio 2008: Successo per la festa in maschera a Lami


 

Tanti auguri!

Buon compleanno a Paolo Mastropasqua, Bartolo Mandarano, Vincenzo Sciacchitano, Giuseppe Lazzaro, Fabrizio Polizzi, Gaetano Castelli, Alessandro La Cava, Letizia Oriente, Eleonora Biviano Natoli 




"Pescando" nel nostro archivio. Lipari, calcio a 5 al femminile (29° parte)


Canneto: Marosi a Calandra e in prossimità del parco giochi ma niente di eccezionale

 I marosi a Canneto stanno investendo in particolare, ma niente di eccezionale, al momento, l'area che va dal pontile a Calandra, penetrando in particolare, nei pressi del parco giochi e per l'appunto a Calandra.  Ricognizioni sono in corso da parte della Protezione civile comunale e nel pomeriggio si interverrà nelle zone in cui dovesse esserci bisogno.




Nella Filicudi abbandonata al suo destino, inizia il terzo mese d'attesa per avere un fisioterapista per una anziana signora

Erano i primi di Dicembre, quando il medico di base di Filicudi,  ha riempito le infinite pagine che richiede una banale autorizzazione di fisioterapia domiciliare a soggetto di cure urgenti e necessarie.

Ci scrive Graziella Bonica: 

"È iniziato il terzo mese di attesa.

Questo nonostante il medico abbia più volte reiterato la domanda.

Intanto l' Adi di Messina incaricata, risponde che fintanto che Lipari non autorizza la terapia non possono inviare alcun fisioterapista sull' isola.

Dunque: per curare il cancro, dobbiamo spostarci in Provincia; per semplici  analisi di laboratorio a Lipari o Milazzo; i bambini si curano per telefono o si raggiungono i pediatri spostandoli " malati" con o senza brutto tempo e quando i mezzi non sono in riserva; gli anziani bisogna, tra mille disagi, spostarli per qualunque ragione  con immense difficoltà logistiche e non.

Solo se la  situazione è più seria, si chiama  un elicottero e li, chiaramente, fuori da Lipari, se non hai la fortuna di possedere  una casa, saranno spese su spese.

Dunque, se anche una banale firma, su una " banale" richiesta di fisioterapia, per quanto necessaria e urgente, richiede mesi di attesa, cosa devono sperare gli abitanti delle isole minori riguardo ai loro sacrosanti diritti in ambito sanitario e diagnostico?

Finché non sarà chiaro a tutti i " politici  che se ne occupano e a tutti gli  "amministratori "dei nostri territori,  che sulle isole minori non vivono solo " capre" che possono attendere ( a quanto pare) soluzioni adeguate alla loro esistenza, ma  soggetti con esigenze primarie,  di cui lo Stato si ricorda puntualmente SOLO   alle scadenze fiscali e al momento delle Elezioni,  nessun servizio di pubblica utilità garantito nelle modalità conosciute, potrà assicurare la permanenza dei residenti nei mesi invernali nella loro terra natia.

Le Isole minori, o quanto meno, Filicudi, dove vivo,  sono isole fortemente disagiate e  meritano attenzione massima".

Calcio a 5: Notevole riscontro per il torneo under 17 organizzato da Andrea Giuffrè al Freeland (classifica e video)


 

La nave non viaggia slitta ancora il funerale della signora Antonina Miirabile ved. Rao. Lo comunica Alfa&Omega


LA PAROLA - Commento al vangelo di domenica 2 febbraio 2025

Oggi 2 febbraio: Presentazione del Signore (Festa della Candelora)

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Luca 2, 29-31).

Questa festa è chiamata con svariati nomi, ciascuno dei quali ricorda un fatto avvenuto in questa giornata in cui la Sacra Famiglia ci diede l'esempio della più perfetta ubbidienza.

Iddio nell'Antico Testamento aveva prescritto che ogni figlio primogenito fosse consacrato a Lui in memoria del beneficio fatto al suo popolo quando tutti i primogeniti degli Egiziani perirono sotto la spada dell'Angelo sterminatore risparmiando invece gli Ebrei.

Un'altra legge poi ordinava che ogni donna ebrea si presentasse al Tempio per purificarsi, quaranta giorni dopo la nascita del bambino, oppure dopo ottanta, se era una figlia, portando alcune vittime da sacrificarsi in ringraziamento ed espiazione.

Siccome le due cerimonie potevano compiersi tutte due assieme, Giuseppe e Maria portarono Gesù alla città santa, quaranta giorni dopo il Natale.

Benché Maria non fosse obbligata alla legge della purificazione, poiché Ella fu sempre vergine e pura, tuttavia per umiltà ed ubbidienza volle andare come le altre.

Ubbidì poi al secondo precetto di presentare ed offrire il Figlio all'Eterno Padre; ma l'offrì in modo diverso dal come le altre madri offrivano i loro figliuoli. Mentre per le altre madri questa era una semplice cerimonia. senza timore di dover offrire i figli alla morte, Maria offrì realmente Gesù in sacrificio alla morte, poiché Ella era certa che l'offerta che allora faceva doveva un giorno consumarsi sull'altare della croce.

Giunti nel recinto del tempio venne loro incontro un vecchio venerando di nome Simeone, uomo giusto e pio, a cui lo Spirito Santo aveva promesso che non sarebbe morto prima d'aver mirato il Salvatore del mondo. Illuminato dal cielo aveva riconosciuto che il figlio di Maria era appunto l'aspettato delle genti. Presolo fra le braccia nell'entusiasmo della riconoscenza esclamò: « Or lascia, o Signore, che il tuo servo, secondo la tua parola, se ne vada in pace... »: poi benedisse i genitori del Bambino dicendo a Maria: « Ecco Egli è posto a rovina e resurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione; ed anche a te una spada trapasserà l'anima ».

Maria istruita nella Sacra Scrittura aveva già intravvisto tutte le pene che doveva patire il suo Figlio. e nelle parole di Simeone ne ebbe la dolorosa conferma.

Maria a tutto acconsente. e con mirabile fortezza, offre Gesù all'Eterno Padre, ma la sua anima fu in quel momento attraversata da una spada.

Fatta l'offerta come prescritto dalla legge del Signore, Maria e Giuseppe ritornarono nella Galilea, alla loro città di Nazaret. E il Bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza, e la .grazia di Dio era con Lui.

PRATICA Maria per ubbidienza volle adempiere quanto prescriveva la legge, quantunque non vi fosse obbligata. Impariamo anche noi ad ubbidire a tutte le leggi, perchè, come dice la Sacra Scrittura, l'uomo ubbidiente riporterà vittoria.

PREGHIERA Dio onnipotente ed eterno, supplichiamo umilmente la tua maestà, che come l'Unigenito Figlio tuo quest'oggi fu presentato al Tempio nella sostanza di nostra carne, così tu faccia che noi siamo presentati a te con animo purificato.

MARTIROLOGIO ROMANO. Purificazione della beata Vergine Maria, che dai Greci viene chiamata Hypapànte (cioè l'incontro) del Signore.

FILASTROCCA - Per la santa Candelora se nevica o se plora dell'inverno siamo fora; ma se l'è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno