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giovedì 27 febbraio 2025

Pescando nel nostro archivio. Carnevale eoliano: Belle Epoque - Mouline Rouge


 

C.S. Lipari, una storia a tinte rosso - blu: Organico anno 95 - 96

Questo organico (allenatore Borelli),dopo un anno di "purgatorio" in Promozione, ha conquistato l'Eccellenza.

Era il Lipari del compianto Tanino Taranto (presidente) con cui collaboravano Massimo Di Franco, Pino Bertè, Giovanni Munafò e Giovanni Saltalamacchia.

Cristian Riganò fu il capocannoniere del torneo con 23 reti

In piedi da sinistra: D'Auria, Cristian  Riganò, Giovanni Mondello, Franco Cataliotti, Borelli(mister), Fabrizio Famularo (sponsor), Bartolo Greco, D'Ambra Antonio, Marco Lo Schiavo, Fulvio Caruso, Nicola Puleo (preparatore)

Seduti da sinistra: Roberto Li Donni, Fabrizio Biviano, Giuseppe Giunta, Enzo Giuffrè, Giulio Bruno, Nunzio Li Donni, Valentino Zavone, Fabrizio Monteleone, Mollica, Roberto D'Ambra, Bartolo Finocchiaro (clay)

 

Tanti auguri!

Buon compleanno a Pietro Agrip, Michele Pastore, Annamaria Prestipino, Norina Cappadona, Miche Rando, Serena Costanzo Joly, Gianna Ziino, Manfredi Morabito, Flavia Subba, Alberto Taranto, Maria Rosa Natoli, Marco Raffiti, Luna Mazza, Simona Minutoli, Elide Podetti

Ventisette febbraio 2018: Un articolo di Salvatore Sarpi sulla Gazzetta del sud


Oggi, 27 febbraio: San Gabriele

Francesco Possenti nacque ad Assisi il I marzo 1838 la nobile famiglia. Dai genitori ricevette quell'educazione cristiana che fu poi il germe della sua vocazione allo stato religioso. Fu giovane elegantissimo, ed era così rigoroso nell'esigere che i suoi abiti fossero ben tenuti e preparati, che facilmente s'irritava se qualche cosa mancava o scorgeva qualche piccola macchia sfuggita alle persone di servizio. Questo suo carattere, che lo portava a commettere impazienze; fu causa talvolta di dispiaceri al padre e ai fratelli. Studiò fino a 17 anni, dopo i quali, addolorato vivamente per la morte della madre, vittima del colera del 1855, si ritirò in religione.

Scelse la regola dei Padri Passionisti, fondati da San Paolo della Croce, per poter consolare col suo delicatissimo cuore i dolori della passione di Gesù Cristo e della Vergine Addolorata. Non più quindi vanità, non più ricercatezze, ma il rozzo saio passionista fu la sua ambizione.

Compiuto il noviziato prese il nome di Gabriele dell'Addolorata, volendo significare con questo la particolare devozione che nutriva verso la Madre dei dolori. Quantunque fosse stato sempre debole, manifestava uno speciale fervore nel condurre vita penitente e di preghiera.

Condusse una vita umile e silenziosa; non operò miracoli. La preghiera e la mortificazione, l'ubbidienza perfetta all'orario, lo studio, la meditazione, l'esame di coscienza, l'umiltà, erano il suo impegno quotidiano. A tutto questo, ch'è comune ad ogni religioso, egli aggiungeva una singolarissima devozione alla SS. Vergine, per cui in soli cinque anni di vita religiosa si fece grande santo. Spinto dal suo amore. Gabriele s'era composto una specie d'inno che chiamava simbolo di Maria e che portava con gran cura appeso al collo. Consisteva in una lunga serie di articoli che esprimevano la fede, la devozione, l'amore e la tenerezza verso le grandezze di Maria SS. Esercitò un vivo apostolato mariano tra i confratelli, non solo, ma anche coi familiari, ai quali assai di frequente scriveva lettere piene di saggezza e di amore.

Per mostrare quanto teneramente amasse la Vergine, aveva concepito l'idea di stamparsi sul petto con caratteri di fuoco il santissimo nome di Maria. Questo non gli fu permesso e dovette accontentarsi di portarlo scolpito nel suo cuore. Conservò l'innocenza e la sua santa morte avvenne il 27 febbraio 1862, contando appena 24 anni di età.

PRATICA. « li mio Paradiso sono i dolori della cara Madre mia» (S. Gabriele).

PREGHIERA. O Dio, che insegnasti al beato Gabriele a ricordare assiduamente i dolori della dolcissima tua Madre e per mezzo di lei lo innalzasti alla gloria della santità e dei miracoli, dà a noi per l'intercessione e l'esempio di lui, di associarci così ai gemiti della Madre tua, da esser salvati dalla materna sua protezione.

MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Isola, in Abruzzo, San Gabriele della Vergine Addolorata, Chierico della Congregazione della Croce e Passione del Signore, Confessore, il quale, illustre durante la sua breve vita per grandi meriti e dopo la morte per miracoli, dal Papa Benedetto decimoquinto fu ascritto nel catalogo dei Santi.

Buongiorno...così!


 

mercoledì 26 febbraio 2025

Avaria al catamarano Federica M., il comunicato di Libertylines

(Comunicato)Mercoledì 26 febbraio 2025 – Liberty Lines comunica che questa mattina alle ore 07:15, il catamarano Federica M partito alle ore 07:00 da Messina a Reggio Calabria, ha registrato un’anomalia alla turbina del motore di dritta che ha generato una combustione localizzata in prossimità dello scarico ed un denso fumo esterno.

L’equipaggio del comandante Batessa, che ringraziamo per la professionalità dimostrata, è intervenuto prontamente disattivando il motore e arrestando la ventilazione in modo da estinguere le fiamme

Il catamarano Federica M è quindi rientrato autonomamente al porto di partenza ed i passeggeri, tutti incolumi, sono stati tutti riprotetti sulla corsa delle ore 07:40. Il mezzo rientrerà in servizio già  domani.

In strada con l'hashish, tre giovani denunciati. Dalla Gazzetta del sud del 26 febbraio 2025


 

I ringraziamenti della famiglia Lo Surdo


 

Campionato giovanissimi under 15: Derby di ritorno al Lipari IC


Il Lipari IC si aggiudica il derby di ritorno con la Ludica Lipari per 4 a 0; all'andata finì 0 a 0.
A segno Greco G., Bevacqa, Torre R., Giardina I.
Nei minuti finali Finocchiaro della Ludica ha fallito un calcio un rigore

Lipari, cava e discarica abusiva. Si muove la procura di Barcellona. Dalla Gazzetta del sud del 26 febbraio 2025


 

Ventisei febbraio 2023: Un articolo della Gazzetta del sud


 

TRIBUNALE: FACCIAMO CHIAREZZA! Una nota dell'avvocato Angelo Pajno (presidente Associazione Forense Isole Eolie)

TRIBUNALE: FACCIAMO CHIAREZZA!

(e si riconosca a Cesare ciò che è di Cesare)

Qualche giorno addietro  l’informazione e la stampa locale hanno titolato preoccupati  circa la possibile chiusura della Sezione distaccata di Lipari del Tribunale di Barcellona P.G..

Presupposto dell’assunto sarebbe la decisione del Tar Catania (sent.  n.670/2025) che avrebbe “accolto” il ricorso “presentato dal Presidente del Tribunale“ dell’epoca  (il 2013), dott. De  Marco, tendente ad ottenere la  convalida del proprio provvedimento reso in applicazione della norma  governativo di chiusura, tra le altre, della nostra Sezione distaccata.

E’ opportuno, e fors’anche  necessario,  porre i termini della questione nella loro  corretta dimensione, sia fattuale che di diritto.

Ed allora:

correva l’anno domini 2012 allorquando   una sciagurata quanto improvvida iniziativa governativa capitozzava, a colpi di macete (giuridicamente parlando), la geografia giudiziaria del nostro Paese sul presupposto che la giustizia di prossimità fosse oramai una follia e bisognasse, per accelerare i tempi delle decisioni, sia in sede civile che penale, “accorpare “  il contenzioso presso strutture  che non fossero più le vecchie “preture” o i c.d. “Tribunalini” (ove la durata di una causa civile difficilmente superava i 18 mesi ed un processo penale veniva deciso, al dibattimento,  entro due o tre udienze al massimo).

Al grido di “ammucchiare è bello purchè si riformi” furono quindi  varate, nell’ordine: la legge delega n.148 del 2011 ed i decreti attuativi  della stessa, il n. 155/2012 (revisione delle circoscrizioni giudiziarie)  ed il n. 156/2012 (rimodulazione degli Uffici del Giudice di Pace).

Il primo  di tali capolavori di ingegneria genetica circa le capacità neuroniche del legislatore - che mirava financo a ipotetici, quanto inverosimili, obiettivi di riduzione di spesa (come se l’accorpamento non necessitasse comunque di trasferimenti di personale, mezzi e risorse!) - portò alla soppressione di ben 31 tribunali, 31 procure  e di tutte le 220 sezioni distaccate  di tribunale  ( e quì siamo a quella di Lipari).

Il secondo decreto ha falcidiato  invece ben 667 Uffici del Giudice di Pace lasciandone in esercizio solo 179 (tra i quali, bontà loro, quello di Lipari e delle altre realtà insulari italiane).

Complimenti vivissimi!

Ciò detto, a far data settembre 2013 prendeva quindi il via tale riforma ed il Presidente pro tempore del tribunale di Barcellona ne prendeva atto decretando la chiusura della sede  distaccata di Lipari.

L’amministrazione comunale di Lipari dell’epoca, sensibile alle necessità dei propri amministrati  ( e nella assoluta latitanza, more solito, di quelle degli altri tre comuni eoliani)  conferiva quindi  incarico a legale di fiducia di valutare la possibilità di un ricorso alla Giustizia Amministrativa  contro l’applicazione della summentovata riforma , anche sotto  il profilo di una possibile violazione di alcuni precetti costituzionali.

Da quì l’avvio del contenzioso di recente deciso con la citata sentenza del Tar di Catania che ha visto il Comune Eoliano quale parte ricorrente   nei confronti del Ministero della Giustizia ed altri organi ed uffici dello Stato, giammai il contrario.

Nelle more  il Parlamento nazionale , re melius perpensa,  ha fatto seguire alla cennata riforma una serie di proroghe  del funzionamento riguardo  le sezioni distaccate delle isole di Lipari, Ischia ed Elba, in un primo momento di durata triennale mentre, di poi, di anno in anno sino ai giorni nostri con l’ultima proroga  fissata al 31.12.2025.

Tale susseguirsi di provvedimenti legislativi-toppa si sono rivelati quasi peggio del buco in quanto, almeno per l’Ufficio di Lipari  e con la esclusione del periodo triennale,  gli ultimi anni  di proroga, con scadenza al 31 dicembre di ogni anno,  hanno portato ad una apertura meramente formale, e quindi solo apparente,  della sede  stante  la difficoltà di trasferimento degli incartamenti, sia civili che penali, nell’ambito di un sì tanto breve lasso temporale e  senza la certezza di poter proseguire l’attività oltre la chiusura di ciascun periodo di proroga.

In pratica l’attività giurisdizionale resta in capo alla sede principale di Barcellona, salvo sporadiche e ben definite eccezioni. Si potrebbe dire a ragion veduta che ci hanno mantenuto in vita con l’ossigeno magari sperando che il  31.12. successivo fosse effettivamente l’ultimo.

In quest’ottica va quindi evidenziato come  la sentenza del TAR in commento non incida assolutamente “sull’accanimento terapeutico” delle proroghe annuali che restano, e sono a tutt’oggi,  pienamente operative fermi restando i limiti di cui si è detto ed  i pregiudizi in danno della popolazione eoliana.

Di rilievo, infine, la circostanza che quel Collegio, pur rigettando il ricorso, ha ritenuto opportuno, evidentemente alla luce delle argomentazioni  trattate, compensare integralmente le spese di lite.

In sintesi: il pregevole tentativo fatto nel 2013 dalla amministrazione  comunale liparese dell’epoca  ha contribuito a mantenere acceso un faro sulla paradossale vicenda delle sezioni distaccate insulari e, mi sia consentito quale presidente della locale Associazione Forense,  a far sì che l’impegno ed il sacrificio degli Avvocati eoliani  possa essere infine ripagato nell’interesse delle comunità locali.

Da ultimo, va detto come sia oramai   di pubblico dominio l’impegno con il quale  l’attuale Governo  sta lavorando alla predisposizione del disegno di legge relativo alla “rivisitazione” della geografia giudiziaria  italiana  ripristinando quella Giustizia di prossimità che ne avena costituito il fulcro nei tempi passati  e dando finalmente concretezza al principio costituzionale  di recente inserito al VI comma dell’art. 119 della Carta costituzionale e mente del quale …” La repubblica riconosce le peculiarità delle isole e promuove  le misure necessarie  a rimuovere gli svantaggi derivanti dalla insularità” (legge costituzionale  del 07.11.2022 n.2).

Mi sia consentita, in chiusura, solo una postilla a beneficio della verità dei fatti: fa specie dover rilevare come  taluno  si compiaccia oggi pubblicamente di tale volontà governativa dopo aver  negato attenzione ai numerosi  inviti rivoltigli da questa Associazione per un confronto diretto e dopo aver inviato, a supporto,  corposa documentazione.

Ma tant’è!  

Avv. Angelo Pajno

Famularo: "Altro che calo, nel 2024 presenze in aumento

(di Fabrizio Famularo, operatore turistico) Abbiamo ricevuto dall’Osservatorio Turistico della Regione Sicilia i dati ufficiali sulle presenze turistiche del 2024 e cio’che emerge e’ chiaro: il turismo alle Isole Eolie ha registrato un aumento del 2,6% rispetto al 2023.

Nel dettaglio, gli arrivi nel Comune di Lipari sono passati da 142.770 nel 2023 a 146.527 nel 2024, dati certi e inconfutabili, frutto delle registrazioni ufficiali effettuate da tutte le attività del comparto turistico ricettivo. Un altro dato interessante riguarda la durata del soggiorno, che rispetto al 2023 e’ aumentata di un giorno. Le persone, quindi, hanno scelto di fermarsi più a lungo rispetto all’anno precedente.

Questa crescita smentisce categoricamente le previsioni pessimistiche diffuse i primi di agosto dello scorso anno da diverse testate giornalistiche, sia cartacee che online, che riportavano un presunto calo del 10% o addirittura del 15% nelle presenze turistiche alle Eolie. Si trattava di dati privi di fondamento, basati su percezioni soggettive e non su numeri ufficiali. Chi scrive questi articoli non solo dimostra di non svolgere correttamente il proprio lavoro, diffondendo informazioni senza alcun riscontro oggettivo, ma provoca anche un grave danno d’immagine alla destinazione. Veicolare dati errati in piena stagione turistica può scoraggiare potenziali visitatori, creando una percezione negativa che non corrisponde alla realta’ e penalizzando l’intero comparto turistico locale.

Le valutazioni sull’andamento turistico vanno fatte a fine anno, perché il turismo è influenzato da molteplici fattori. Non esistono stagioni sempre uguali.

L’andamento turistico varia di anno in anno in base a fattori come ad esempio la distribuzione delle festività, i ponti, le condizioni meteo, che influenzano in particolare le prenotazioni last minute. Alle Eolie, infatti, una fetta significativa del turismo è composta anche da visitatori che si trovano in Sicilia e che decidono all’ultimo momento di trascorrere un weekend sulle isole in base al meteo favorevole.

Ma se i numeri dimostrano una crescita, perché si è diffusa l’idea di una stagione negativa?

 Le ragioni principali, a mio avviso, sono due:

1. Aumento dell’offerta ricettiva: il numero di strutture alberghiere ed extra-alberghiere e’ cresciuto notevolmente, quindi, anche con un maggior numero di turisti, la percezione di riempimento non è la stessa di qualche anno fa.

2. Evoluzione del turista:  Il viaggiatore di oggi è molto più attento e selettivo. Prima di scegliere un ristorante, dove fare un aperitivo o un’escursione, legge recensioni, si informa e predilige chi offre un prodotto autentico e legato al territorio e che, naturalmente, si distingue anche per un ottimo voto.

In conclusione, i dati confermano che le Eolie continuano a essere una destinazione altamente appetibile, grazie al lavoro di tutti gli operatori turistici del settore, che investono costantemente e promuovono l’immagine dell’arcipelago, e alla straordinaria unicità della destinazione stessa. 

Certamente sarebbe utile poter disporre di dati sulle presenze suddivisi mese per mese, così da individuare con precisione i periodi di calo nella nostra stagione turistica che solitamente va da aprile ad ottobre. Questo permetterebbe di intervenire in maniera mirata con eventi e manifestazioni organizzate con il supporto di tutti gli operatori del settore, al fine di incentivare le presenze proprio nei mesi in cui si registra un afflusso minore, ottimizzando quindi il nostro potenziale.

Per fare ciò, occorre continuare a lavorare insieme, ricordandoci che il lavoro di squadra vince sempre.