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domenica 14 settembre 2025
Oggi, 14 settembre 2025: Esaltazione della Santa Croce
Cosroe II, re dei Persiani, nel 614, approfittando della dissoluzione dell'impero, mosse guerra ai Romani, col futile pretesto di vendicare l'imperatore Maurizio ed i suoi figli, che Foca aveva barbaramente trucidati. La condotta però ch'egli tenne ben presto diede a conoscere che egli non bramava altro che di saziare la sua ambizione e sfogare il suo odio contro i cristiani. Depredò la Mesopotamia, occupò successivamente le città di Edessa, Cesarea, Damasco e Gerusalemme e dopo aver fatto il solito bottino, abbandonò la Città Santa al saccheggio. Tra i tesori rapiti si trovava quello della Croce del Redentore che S. Elena aveva lasciata come pegno prezioso nella basilica del S. Sepolcro.
Eraclio, successore di Foca, alla vista delle gravi calamità provocate dalla guerra, propose a Cosroe la pace che venne respinta. Eraclio allora con digiuni e preghiere implorò l'aiuto di Dio e radunato l'esercito ingaggiò battaglia campale contro i Persiani che rimasero definitivamente sconfitti presso le rovine di Ninive. Cosroe fuggì ed associò al trono il figliuolo Medarse. Ciò spiacque immensamente al figlio maggiore di Cosroe, Siro, a cui per diritto di primogenitura toccava il regno. Sdegnato dell'affronto, giurò vendetta, e al passaggio del Tigri barbaramente uccise il padre ed il fratello. Eraclio, che come condizione di pace aveva posto la restituzione della Croce, tornò a Gerusalemme, ringraziando la Provvidenza della vittoria riportata.
L'imperatore stesso con vesti imperiali volle portare a spalle la preziosa reliquia alla chiesa di S. Croce sul Calvario, ma una mano invisibile lo arrestò presso la porta che conduceva al colle. Preso da timore, Eraclio si volse al patriarca Zaccaria e questi gli disse: « Guarda, imperatore, che con questi ornamenti di trionfo non imiti la povertà e l'umiltà con cui Gesù Cristo portò il pesante legno nella sua passione ». L'imperatore comprese, e indossato un umile vestimento, riprese la Croce, proseguendo speditamente il cammino. Nella Chiesa, la santa reliquia fu esposta alla pubblica adorazione: la cerimonia fu accompagnata da strepitosi miracoli.
Questa solennità fu poi celebrata ogni anno, premettendo alla festa quattro giorni di preparazione, e numerose turbe accorrevano a Gerusalemme in tale circostanza. Un anno vi si recò anche Maria Egiziaca, che ebbe la grazia della conversione, principio della sua santità.
« Attesa l'importanza religiosa della santa città, scrive il card. Schuster, questa festa si diffuse presto nel mondo cristiano, soprattutto orientale, tanto più che delle particelle della vera Croce fin dal quarto secolo venivano trasportate da Gerusalemme in molte altre chiese di Oriente e d'Occidente; e ci si teneva a riprodurre nelle principali città le cerimonie solenni del culto gerosolimitano verso la S. Croce, il vessillo trionfale della salute cristiana ».
PRATICA. Fermiamoci un istante a considerare í dolori di Gesù sulla Croce, e per amor suo abbracciamo volentieri la nostra croce.
PREGHIERA. O Dio, che in questo giorno ci rallegri colla solennità dell'Esaltazione della S. Croce, fa, te ne preghiamo, che possiamo godere in cielo dei frutti di quella redenzione del cui mistero avemmo conoscenza in terra.
sabato 13 settembre 2025
Termovalorizzatori, Schifani: «Il 22 settembre il contratto d'appalto. Andiamo avanti malgrado le forze ostili»
«Siamo davanti a una svolta storica, a un obiettivo che per anni è sembrato irraggiungibile. La Sicilia cambia davvero passo. Insieme andiamo avanti - sottolinea il presidente - E non ci fermeremo anche se ci sono forze e apparati ostili che dicono sempre no allo sviluppo della nostra terra. Andremo avanti».
La videodichiarazione è disponibile su YouTube a questo indirizzo.
Le nuove nomine di Monsignor Accolla in alcune chiese eoliane
. Sacerdote. Salvatore DI BLASI, Parroco della Parrocchia di San Giuseppe in Leni e Amministratore parrocchiale della Parrocchia di San Gaetano in Rinella – Leni;
. Sacerdote. Samuele LE DONNE, Amministratore parrocchiale della Parrocchia dei Santi Angeli Custodi in Vulcano
Oggi, 13 settembre: San Giovanni Crisostomo
e Giovanni soprannominato Crisostomo, o bocca d'oro, per la sua meravigliosa eloquenza, nacque in Antiochia.
In giovanissima età fu privato del padre. Gli rimase la santa genitrice che ad altro non pensò se non ad adempiere fedelmente tutti gli obblighi di una madre cristiana verso i suoi figliuoli.
Il Crisostomo studiò retorica e filosofia sotto la scorta dei migliori maestri del suo tempo e fece progressi tali che lo stesso suo insegnante ne rimase meravigliato, e, interrogato una volta dai suoi amici quale dei suoi discepoli avrebbe preferito gli succedesse nella cattedra : — Io nominerei, rispose, a mio successore Giovanni; se i Cristiani non ce l'avessero già involato.
Il vescovo di Antiochia, Melezio, conoscendo le rare qualità del Crisostomo, lo ordinò lettore. Flaviano, successore di S. Melezio, lo innalzò al sacerdozio, con l'incarico di predicar la parola di Dio, ufficio che Giovanni compì con zelo infaticabile e con grandissimo frutto. Egli spiegava Ie Scritture con molta chiarezza e proprietà; le sue istruzioni erano sode, le esortazioni vive e penetranti. Riprendeva con forza, esortava con carità e sapeva adattarsi alla mentalità di ciascuno.
Dodici anni continuò nel suo ufficio, quando venne a morire il vescovo di Costantinopoli, Nettario. Nell'elezione il pensiero corse subito a Giovanni, che a voce di popolo fu eletto successore il 26 febbraio dell'anno 398. Lo zelo per riformare i costumi gli attirò molti nemici.
Avendo pubblicamente ripreso dal pulpito alcune colpe dell'imperatrice, questa se ne volle vendicare. Lo fece quindi arrestare, e radunò il consiglio per escogitare cosa fare al Crisostomo. Chi proponeva l'esilio, chi la morte, chi la prigione perpetua, e chi altro. Finalmente uno che conosceva l'animo del Santo disse: « Ouanto avete proposto, altro non serve che a rallegrare il Vescovo. Con una cosa sola voi potete fargli del male, cioè facendogli commettere anche un solo peccato; ma fare questo non è in vostro potere ».
Si decise di esiliarlo in Bitinia. La notte appresso vi fu in Costantinopoli un terribile terremoto che tutti riguardarono come un effetto della collera divina. L'imperatrice medesima si spaventò e scongiurò l'imperatore a richiamare il santo Vescovo.
Tornò Giovanni in mezzo al suo popolo plaudente, ma per poco tempo, perché i suoi nemici non desistettero, e tanto fecero che l'imperatore fu costretto a esiliarlo nuovamente. Giovanni, per l'avanzata età e per gli strapazzi del viaggio, a stento poté arrivare alla città destinata; il giorno dopo il Signore lo chiamò a sè: era il 14 settembre del 407. Varie e pregevolissime sono le opere scritte da lui, e la Chiesa lo dichiarò Dottore.
PRATICA Non temete i mali di coloro che vi vogliono spaventare, ma temete il peccato che vi può mandare eternamente all'inferno.
PREGHIERA. La grazia celeste, deh! Signore, amplifichi la tua Chiesa, la quale hai voluto illustrare con i meriti gloriosi e la dottrina del tuo beato Giovanni, vescovo e confessore
venerdì 12 settembre 2025
Tre cartoon per raccontare i castelli di Milazzo, Lipari e S. Lucia del Mela. (da oggimilazzo.it)
Tre cartoon per raccontare la storia dei castelli di Milazzo, Santa Lucia del Mela e Lipari. Tre corti che fin da subito hanno attirato l’attenzione per la loro bellezza e semplicità. I cartoni animati sono stati realizzati nell’ambito del progetto di cooperazione transnazionale “INN Rete – Poli per l’Innovazione delle Comunità Rurali”, finanziato con i fondi della Misura 19.3 del PSR Sicilia 2014–2022.
Il partenariato vede coinvolti sette GAL siciliani (Tirreno Eolie, Natiblei, Nebrodi Plus, Metropolis Est, Sicani, Rocca di Cerere, Golfo di Castellammare – capofila), quattro GAL bulgari e tre GAL polacchi, uniti con l’obiettivo comune di promuovere l’innovazione attraverso azioni locali integrate e condivise. Per il GAL Tirreno Eolie, l’azione scelta ha riguardato la promozione innovativa del patrimonio storico architettonico dei tre castelli simbolo del territorio, attraverso la produzione di strumenti multimediali capaci di parlare un linguaggio universale e coinvolgente.
Oggi la consegna ufficiale ai cittadini di tre cartoni animati dedicati ai Castelli di Milazzo, Lipari e Santa Lucia del Mela, opere innovative che uniscono linguaggio artistico e strumenti digitali per valorizzare il patrimonio storico del territorio.

Ma chi sono gli autori? Il Creative Hub nasce da cinque realtà con consolidata esperienza nell’industria creativa, unite dalla passione per il proprio lavoro e il legame con la propria città Messina: Officina del Sole, Pomona Pictures, Sincromie, Ardeek e Bquadro hanno creato un network destinato a crescere, per creare nuove possibilità nell’ambito dell’industria creativa e per fornire a giovani (e non solo) formazione e supporto finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro.

Il Creative Hub si propone di ispirare, formare e introdurre i talenti del territorio nel mondo dell’industria creativa, con l’obiettivo a lungo termine di diventare un polo di eccellenza, un punto di riferimento per la città dello Stretto. Vediamoli nel dettaglio.
CORTO CASTELLO MILAZZO “Il mistero dello scarabeo” è un viaggio attraverso le epoche che precedono e accompagnano la nascita del castello fino ai giorni nostri. Tra dominazioni, guerre e rinascite, si intreccia la storia d’amore di due anime che cresce insieme al castello, vivendo momenti di splendore e periodi oscuri. Lo stile visivo, contemporaneo e ricercato, trasporta lo spettatore in un dipinto in movimento: gli acquerelli digitali di Lelio Bonaccorso si animano sotto le mani di Roberto Miroddi, creando un mondo tridimensionale impreziosito dai vfx di Fabrizio Adamo, in cui i protagonisti respirano trai colori di Deborah Braccini e le note di Giovanni Puliafato.
La versione di seguito è quella finale, riveduta e corretta. Nelle scorse settimane, infatti, una versione non ancora passata per l’editing finale ha fatto il giro dei social. Questa è quella definitiva.

CORTO CASTELLO SANTA LUCIA DEL MELA. Al corto hanno lavorato Gabriella Cannistrà, Carmelo Chillè, Zaira Coletta, Fabio Franchi, Pierangelo Pirak, Valentina Perrone, Davide Pompeiano, Giovanni Puliafito, Silvia Scimone, Vincenzo Siracusano. Il cortometraggio animato racconta la trasformazione del promontorio di “Mankarru”, un tempo teatro di conflitti e punto strategico per il controllo del territorio, oggi luogo di crescita, spiritualità e accoglienza. Attraverso un linguaggio simbolico e suggestivo, la narrazione segue la figura dell’ariete, totem dell’uomo combattente e irrequieto, che incarna l’eterno conflitto umano. Solo quando, colmo di rimorsi, depone le armi, inizia la sua metamorfosi. L’incontro con il pastore e l’agnello rappresenta il momento di svolta: un cambio di destino per il Castello di Santa Lucia del Mela, che da luogo di guerra si apre a una nuova fase di rinascita e umanità. La colonna sonora accompagna e scandisce le diverse fasi del racconto, rafforzando le emozioni e i passaggi simbolici. Figura centrale della fase di ricostruzione è la Madonna della Neve, scultura del Gagini, che veglia sull’apertura del seminario e sulla nascita dell’attuale centro di accoglienza. Ancora oggi, il Castello e la sua storia continuano a richiamare fedeli e visitatori, custodi di un messaggio universale di pace e trasformazione.

CORTO CASTELLO DI LIPARI. Racconta la città murata di Lipari come simbolo di trasformazione: da luogo aperto e multiculturale a spazio di reclusione, fino alla sua rinascita come centro di cultura e memoria. Il gabbiano reale mediterraneo guida lo spettatore attraverso le epoche, seguendo gli oggetti che oggi vivono nel museo. Le illustrazioni materiche e pittoriche di Michela De Domenico e Giuliana La Malfa, unite a movimenti di camera lenti e circolari, creano un flusso visivo che richiama il volo del gabbiano. Il finale è un ritorno: la libertà, anche quando sembra perduta, trova sempre la strada per rinascere.
Grazie all’uso di acquerelli digitali, illustrazioni materiche, animazioni 3D, VFX e colonne sonore originali, i tre corti offrono una visione moderna e coinvolgente della storia locale, capace di emozionare giovani e adulti.
Una nuova frontiera per la promozione culturale. «Con questi lavori – ha dichiarato il presidente del GAL Tirreno Eolie, Mario Sfameni – vogliamo coniugare tradizione e innovazione, restituendo nuova vita a luoghi simbolo della nostra identità. I castelli non sono soltanto monumenti di pietra: sono testimoni di storie, emozioni e comunità che li hanno abitati e trasformati nel corso dei secoli. Attraverso il linguaggio universale dell’animazione, accessibile ai giovani come agli adulti, intendiamo avvicinare i cittadini e i visitatori alla nostra storia in maniera moderna e coinvolgente. È un passo importante per rendere il patrimonio culturale non solo conservato, ma anche partecipato e condiviso. Il GAL Tirreno Eolie, insieme ai partner del progetto internazionale INN Rete, crede che la vera innovazione nasca quando il digitale diventa strumento per rafforzare l’identità dei territori, favorire il turismo culturale e offrire nuove opportunità di crescita alla nostra comunità. Questi tre cartoni animati sono solo l’inizio di un percorso che guarda al futuro senza dimenticare le radici».








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