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mercoledì 24 settembre 2025

Auguri di...

...Buon compleanno a Loredana Scoglio, Rosanna Mandarano, Marco Arnone, Cristian Nicchia, Giuseppe Saltalamacchia, Simona Acquaro, Adriana Mandarano, Giuliano Pavone

Come eravamo: Luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (Puntata 9°): Vulcano 1977


La "Pagina culturale": La stufa "tholos" micenea a Lipari

La stufa micenea si trova all'interno del complesso delle ex Terme di San Calogero a Lipari ed è una struttura a tholos risalente all'età del Bronzo, considerata l'unico monumento di architettura civile micenea fuori dalla Grecia. Costruita con blocchi di pietra lavica, è una stufa termale circolare che sfruttava una sorgente di acqua calda per la sua funzione di mantenimento del calore. La sua architettura è caratterizzata da una copertura a cupola che ricorda le tombe micenee a tholos, ed è testimonianza degli intensi scambi commerciali e culturali tra le Eolie e il mondo miceneo nel II millennio a.C.

Caratteristiche della stufa micenea:

  • Architettura: 
    Si tratta di una pseudo-cupola con una copertura a tholos, simile a quella delle tombe micenee, che ricorda la struttura delle tombe a cupola. 
  • Materiali: 
    La costruzione è realizzata con anelli sovrapposti di blocchi di pietra lavica levigata e resistente al vapore. 
  • Funzione: 
    Era utilizzata come stufa termale per mantenere il calore, grazie all'acqua calda proveniente da una sorgente idrotermale locale. 
  • Localizzazione: 
    La stufa si trova ad alcuni chilometri da Lipari, sul versante occidentale dell'isola, all'interno del sito archeologico delle Terme di San Calogero. 
  • Datazione: 
    La sua costruzione risale all'età del Bronzo, con una datazione che si stima precedente al 1430 a.C. 
  • Importanza storica:
  • Unicità: 
    È un monumento di grande importanza perché rappresenta l'unica opera di architettura civile micenea presente al di fuori dell'area greca. 
  • Testimonianza culturale: 
    La stufa di San Calogero conferma l'esistenza di intensi rapporti commerciali e culturali tra le isole Eolie e il mondo miceneo durante l'età del Bronzo. 

Oggi, 24 settembre: Madonna della Mercede

 Beata Vergine Maria della Mercede

Il primo agosto del 1218, festa di San Pietro in Vincoli, il fondatore dei Mercedari Pietro Nolasco ebbe una visione della Santissima Vergine, la quale si fece conoscere come la Mercede ossia Misericordia e lo esortò a fondare un Ordine religioso avente come fine principale quello di riscattare i cristiani finiti in schiavitù.

In quel tempo la Penisola iberica era dominata da eretici e pirati saraceni che prolificavano sulle coste del Mediterraneo, rapivano molte persone e le trasportavano come schiavi nel Nordafrica.

Pietro Nolasco creò così l'Ordine dei Mercedari, che fu fondato nella Cattedrale di Barcellona con l'appoggio del re Giacomo il Conquistatore ed il consenso di San Raimondo di Peñafort.

La devozione alla Madonna della Mercede si diffuse presto in Catalogna, poi in tutta la Spagna, ed infine in Francia ed in Italia. Con la scoperta dell'America il culto vi si diffuse largamente. Il Perù è attualmente il paese di tutta l'America che riunisce una maggior quantità di devoti.

MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione della beata Vergine Maria detta della Mercede, Fondatrice sotto tale nome dell'Ordine per la redenzione degli schiavi. La sua Apparizione si commemora il dieci Agosto.

Seduta consiglio comunale e Bilancio di previsione: Tar respinge richiesta di sospensiva



 

Buongiorno. Oggi è mercoledì 24 settembre


 

martedì 23 settembre 2025

Agricoltura, il neo assessore Sammartino giura all'Ars

Con il giuramento all'Ars, davanti al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l'assessore all'Agricoltura e vice presidente della Regione Luca Sammartino è entrato ufficialmente nel pieno delle sue funzioni.

«Ricominciamo dalle priorità del governo Schifani - ha detto l'assessore - portate avanti in maniera straordinaria dal professore Barbagallo, che ringrazio per il lavoro e la dedizione che ha profuso durante il suo incarico. Ripartiamo da quello che i siciliani oggi si aspettano, ovvero l'impegno per fronteggiare l'emergenza idrica grazie alla pianificazione messa in campo dal mio predecessore, che va portata avanti sia nella Sicilia occidentale che in quella orientale. L'obiettivo è ridurre le perdite d'acqua ma, soprattutto, sostenere al meglio gli investimenti in agricoltura. Ripartiamo anche dalle grandi emergenze che la politica europea sta determinando nel comparto della pesca siciliana».

Tra gli obiettivi, la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche dell'Isola. «Siamo e saremo al fianco di tutti i produttori che vogliono portare nelle tavole il brand della Sicilia: ogni pasto, ogni materia prima siciliana rappresenta l'identità, le radici e la storia di questa straordinaria regione. Il governo è impegnato a introdurre nuove economie per far sì che le nostre aziende possano competere sempre di più nei mercati internazionali».

Sammartino ha quindi illustrato la strategia di continuità con il suo predecessore: «Il governo regionale già nelle prossime ore sarà impegnato sulle riforme tanto attese dalle organizzazioni dei produttori e dei sindacati, come quella del comparto forestale e quello dei consorzi di bonifica».


a questo link l'intervista all'assessore Sammartino

Accadde...oggi...nel 1943


 

C.S. Lipari, una storia a tinte rosso - blu: Mario Riganò (Riprendiamo le pubblicazioni dopo la pausa estiva)


 

A Ginostra due caproni "all'assalto" di una casa. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 23 settembre 2025




 

La fuga da Roma per raccontare Alicudi, la sfida della documentarista Marzia Rumi: "In quest'isola parlano anche i silenzi" -- Roma-Alicudi solo andata, la sfida della documentarista Marzia Rumi: "Racconto un'isola dove non puoi scappare neanche da te stesso"

 da www.messinatoday.it - Articolo di Andrea Castorina 


A tu per tu con l'autrice di "Finis Terrae" il reportage dedicato al più affascinante centro delle Eolie. La decisione di partire dopo il lockdown e il difficile ambientamento: "Mi hanno accolto quasi con ostilità ma poi ho saputo ascoltare e capire una terra dove non scappi neanche da te stesso"

“Dopo il lockdown cercavo un posto dove non c'era nessuno, dove non prendeva il telefono”. Così la documentarista Marzia Rumi risponde all'inevitabile domanda sul perché una ragazza romana abbia scelto di vivere ad Alicudi per alcuni mesi. Da qui inizia il suo racconto, da qui inizia “Finis Terrae”, il documentario con cui Rumi narra la più “sperduta” isola delle Eolie. Un lavoro curato in ogni dettaglio che recentemente si è aggiudicato anche l'ambito premio durante il Festival del Cinema di Cefalù.

“Durante la pandemia - racconta Marzia Rumi - abbiamo rimesso in discussione il nostro modo di vivere e quando le restrizioni si sono allentate ho sentito il bisogno di raggiungere un luogo che potesse darmi l'ispirazione che cercavo per il mio lavoro. Sono legata alla Sicilia che amo in tutti i suoi aspetti anche grazie a un'amica di Torre Faro con cui ho trascorso tante vacanze guardando lo Stretto. È stata proprio lei a parlarmi per la prima volta di Alicudi”.

E così si arriva al maggio 2020. “Ho messo piede ad Alicudi per la prima volta - racconta la reporter - e ho dovuto subito fare i conti con un'accoglienza molto diversa da quella che mi aspettavo conoscendo i siciliani. Ho trovato un atteggiamento quasi respingente da parte degli isolani ma ho immediatamente capito che dovevo solo avere fiducia per costruire piano piano un rapporto e un dialogo che mi permettesse di raccontare l'isola. Da qui la decisione di creare la colonna sonora di ‘Finis Terrae’ con il prezioso contributo della compositrice Sofia Albanese che ha registrato in presa diretta i suoni dell'isola".



Marzia inizia un percorso durato cinque anni. Un'esperienza di vita finita dentro un documentario in cui a raccontare non è solo quella trentina di persone che sfidano ogni ostilità e abitano l'isola tutto l'anno. Parlano gli animali, i paesaggi, i silenzi dell'isola. “Alicudi lentamente è diventato il mio rifugio - racconta Rumi - passati i primi giorni dettati dall'entusiasmo della novità mi sono però resa conto di quanto quest'isola fosse forte. Ricordo i mille gradini per raggiungere Pianicello e la prima casa che avevo affittato”. Ho vissuto con la sensazione di non poter scappare da nulla, neanche da te stesso. Questo è il vero aspetto dell'isolamento. Alicudi detta i tempi, impone uno stile di vita che non puoi ignorare. Se capisci questi inizi ad apprezzare anche i difetti del posto”.

Pazienza, dedizione e un'infinita attrazione per un luogo magico. “Alicudi ha tanto da raccontare - precisa l'autrice - anche dall'atteggiamento di chi ci è nato e ci vive, un modo di ragionare che a volte si fatica a decifrare. Lì ognuno fa la sua vita, il pescatore, il contadino e nient'altro sembra di loro interesse. Ma alla fine si aprono e hanno accolto il film come un grande gesto d'amore nei miei confronti”.




Lami: Inaugurazione del campetto realizzato in memoria di Valentino Raffaele grazie al volontariato su idea di Sergio Pollo.


 

TSUNAMI | Installate le prime boe in grado di monitorare i maremoti nel Mediterraneo (fonte: INGV)

 
Si è conclusa con successo l’iniziativa dell’INGV che segna un passo fondamentale nella mitigazione del rischio maremoto nel Mare Nostrum

 Si è conclusa con successo la campagna di deposizione delle prime boe di mare profondo nello Ionio da parte dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Obiettivo dell’iniziativa è quello di monitorare gli tsunami nel Mar Mediterraneo per consentire la mitigazione del rischio maremoto.

Il Mare Nostrum, infatti, è stato spesso teatro di fenomeni importanti, principalmente di origine sismica o dovuti all’attività vulcanica, come nel caso di Santorini e Stromboli. Grazie alla deposizione delle boe e ai dati rilevati in tempo reale, in caso di forti terremoti tsunamigenici nelle isole ioniche o nell’arco ellenico si potrà valutare in modo più accurato il possibile impatto di uno tsunami sulle coste italiane.

La campagna di deposizione delle boe in mare si è svolta tra il 9 e il 17 settembre ed è stata realizzata grazie al Progetto MEET (Monitoring Earth’s Evolution and Tectonics), coordinato dall’INGV e finanziato dal PNRR, con la fondamentale partecipazione dell’expertise di ricercatori e tecnici dell’Istituto, da molti anni impegnati nello studio degli tsunami e nelle tecniche di monitoraggio marino.

La nave Christos LVII è salpata dal porto di Segunto, in Spagna, con a bordo tre tecnologi dell’INGV, Antonio Costanza, Andrea Di Benedetto e Francesco Macaluso, l’equipaggio dell’imbarcazione e della MSM (Mediterráneo Señales Marítimas), società spagnola costruttrice di boe.

La deposizione si è svolta in due fasi. La prima, avvenuta il 14 settembre, ha visto l’installazione di due sensori di pressione assoluta a una profondità di circa 3200 metri in un punto ubicato circa 100 km a est della costa della Sicilia orientale. Contestualmente, nella stessa area, è stata installata una boa fissata a un sistema di ancoraggio, in grado di ricevere i dati tramite un modem acustico e di trasmetterli via satellite al Centro Allerta Tsunami dell’INGV. 

I sensori di pressione sono in grado di rilevare variazioni dell’altezza della colonna d’acqua soprastante di qualche centimetro, riuscendo a distinguere tra le onde provocate dal vento, le maree o i possibili tsunami.

Durante l’ultima fase, lo scorso 16 settembre, una seconda boa con le stesse caratteristiche tecniche è stata deposta più a nord, a circa 100 km dalla costa calabra ionica, a una profondità di 2600 metri. 

In caso di tsunami, i sensori di pressione trasmettono i dati con una frequenza maggiore, al fine di permettere una misurazione fedele delle onde, di aiutare il sistema di previsione e analisi in tempo reale dell’INGV e di consentire una maggiore tempestività nella conferma dell’effettivo arrivo di uno tsunami sulle coste. 

Interruzione energia elettrica a Varesana Sopra