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giovedì 23 ottobre 2025
La "Pagina culturale": Il Chiostro normanno di Lipari
Il Chiostro Normanno di Lipari, noto anche come Chiostro di San Bartolomeo, è un monumento storico di eccezionale importanza, situato all'interno del complesso del Castello, adiacente alla Concattedrale di San Bartolomeo.
È considerato uno dei pochi e più antichi esempi di chiostro normanno in Sicilia.
Storia e Scoperta
Origine: La sua costruzione risale al periodo della dominazione normanna, intorno al 1131, per volontà di Ruggero II d'Altavilla. Faceva parte del primo Monastero Benedettino eretto in Sicilia dopo l'espulsione degli Arabi.
Struttura: Originariamente, il chiostro era composto da quattro ambulacri. Nel corso dei secoli e a causa delle successive ricostruzioni della Cattedrale in stile Barocco (in particolare dopo il Sacco del 1544), una parte della struttura fu inglobata o distrutta.
Riscoperta: Il chiostro fu riportato alla luce solo di recente, nel 1978, durante gli scavi condotti dal celebre archeologo Luigi Bernabò Brea. Oggi sono visibili e conservati i resti di tre dei quattro lati originali.
Caratteristiche Architettoniche
La bellezza del chiostro risiede soprattutto nei suoi elementi scultorei, che testimoniano l'arte medievale siciliana del XII secolo:
Capitelli Decorati: Le colonne sono sormontate da capitelli di notevole pregio, decorati da maestranze locali calabro-sicule con forti influenze della tradizione bizantina. I soggetti sono vari e affascinanti:
Figure di animali fantastici e mostruosi.
Animali reali, come colombe che beccano datteri o che bevono da calici.
Motivi vegetali stilizzati (fiori e frutti).
Stile Latino-Normanno: Rappresenta una delle prime manifestazioni del nascente stile architettonico normanno nell'isola.
Oggi, il Chiostro Normanno è parte integrante del Parco Archeologico delle Eolie (Museo "Luigi Bernabò Brea") e viene spesso studiato in convegni internazionali per il suo ruolo chiave nell'architettura medievale del Mediterraneo.
Oggi, 23 ottobre: San Giovanni da Capestrano
Nacque a Capistrano in Abruzzo. Fece suoi studi a Perugia, ove fece tali progressi specialmente nel diritto, che Ladislao, re di Napoli, gli affidò il governo di parecchie città del suo regno. Mentre il Santo si sforzava di apportare la pace tra le fazioni, fu preso egli stesso e legato. Liberato insperatamente, entrò nei Minori Francescani, ove fu discepolo di san Bernardino da Siena, dal quale apprese specialmente l'amore al nome di Gesù e alla Vergine SS., amore e culto che poi propagò grandemente. Ricusato per umiltà il vescovado di Aquila, si diede alla riforma dei costumi, coll'esempio e cogli scritti.
Percorse quasi tutta l'Italia, predicando e conducendo innumerevoli anime a Dio. Da Papa Martino V fu creato inquisitore per l'estinzione della setta dei Fraticelli. Nicolò V lo creò inquisitore generale d'Italia contro gli Ebrei e i Saraceni. Nel Concilio Fiorentino ricondusse alla Chiesa Romana gli Armeni. Ad istanza dell'imperatore Federico III, fu mandato come nunzio in Germania, per convertire gli eretici e pacificare i principi. In sei anni di ministero in quelle regioni, coll'esempio e colla parola confermata da Dio anche per mezzo dei miracoli, condusse a Dio innumerevoli Ussiti, Adamiti, Taboriti ed Ebrei.
Ricevuta da Papa Callisto III la missione di predicare una crociata contro i Turchi, in breve tempo radunò 70 mila guerrieri cristiani, che spinti dalla sua infuocata parola e guidati dal prode Uniade, riportarono la strepitosa vittoria di Belgrado, in cui dei 150 mila Turchi, gran parte rimase uccisa e parte si salvò con la fuga.
L'annunzio di questa vittoria giunse a Roma il 6 agosto, e papa Callisto III, a perpetuare la memoria di questo giorno, istituì la festa della Trasfigurazione di nostro Signor Gesù Cristo.
Il nostro Santo ormai aveva compiuta la sua giornata: colto da grave malattia, e trasportato a Willech fu visitato da molti prìncipi: tutti furono esortati a conservare la giustizia e a difendere la religione.
Rese la sua bell'anima a Dio nel 1456. Nel 1690 Alessandro VIII lo annoverò tra i Santi e Leone XIII ne estese la festa a tutto l'orbe cattolico.
PRATICA. Saremo utili alla Chiesa e alla società, se adempiremo bene i doveri del nostro stato.
PREGHIERA. Dio, che per il beato Giovanni hai fatto trionfare, in virtù del santissimo nome di Gesù, i tuoi fedeli sui nemici della croce, deh! fa' che, superate, per sua intercessione, le insidie degli spirituali nemici, meritiamo di ricevere da te la corona di giustizia.
mercoledì 22 ottobre 2025
"Quattro gocce di pioggia" e Ginostra è di nuovo in ginocchio
Scrive Gianluca Giuffre'"In tarda mattinata sono bastati poco più di dieci minuti di pioggia, neanche molto intensa, per riportare la minuscola frazione di Ginostra ai disagi vissuti lo scorso inverno. Fango e detriti alluvionali hanno invaso alcune stradine per poi riversarsi violentemente in mare. Risultano parzialmente impraticabili tratti della via San Vincenzo e della stradina che conduce all’approdo. Inoltre, lo storico scalo del Pertuso si ritrova nuovamente ostruito dal fango. Ad esondare il Torrente Mastro Giovanni e i torrenti Serro Lazzaro e Mancuso"
Sulle Eolie la vigna parla di inclusione: Nino Caravaglio e il vino che costruisce ponti
(da un articolo di gamberorossso.it) Sulle isole Eolie, dove la terra si conquista a fatica tra vento, pietra e sole, la vigna non è solo lavoro. È memoria, identità, e sempre più spesso, umanità. Lo dimostra la storia di Nino Caravaglio, vignaiolo di Salina che ha trasformato la sua azienda in un modello virtuoso di accoglienza e integrazione. Un impegno che il Gambero Rosso ha premiato con il Premio Progetto Solidale nella guida Vini d’Italia 2026.
Il punto di svolta arriva nel 2022, quando Caravaglio sceglie di aprire le porte della sua cantina ai migranti accolti nel centro Don Bosco 2000 di Piazza Armerina. «Sono cristiano e credo che amare il prossimo sia una questione di fede – racconta – ma non solo dentro una chiesa: anche fuori, nella propria comunità». E la comunità, per lui, è fatta di vigna, di terra e di lavoro condiviso.
La decisione non è stata semplice. I primi ragazzi, rifugiati nigeriani, arrivano in un momento difficile, poco dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Lontani da tutto, spaesati, segnati da esperienze dure. Ma pian piano nasce un patto: lui offre lavoro dignitoso, casa e formazione; loro portano impegno, entusiasmo e senso di appartenenza.
Oggi, quei giovani non solo lavorano in vigna, ma partecipano attivamente alla vita aziendale: conoscono i vini, accompagnano i visitatori, propongono migliorie. Si sentono parte di una comunità. E lo sono.
«Se vuoi davvero integrare qualcuno – spiega Caravaglio – devi insegnargli tutto, non lasciargli solo i lavori pesanti. Dall’imbottigliamento all’etichettatura, bisogna coinvolgerli in ogni passaggio. Solo così non si sentiranno lavoratori di serie B».
Il risultato? Quattro lavorano stabilmente in cantina, altri sedici sono impiegati nella ristorazione delle Eolie. L’intero arcipelago oggi è un esempio di integrazione ben riuscita, anche grazie alla visione lungimirante della sindaca di Malfa, Clara Rametta, scomparsa di recente e alla quale Caravaglio ha dedicato il premio ricevuto.
Dietro a un bicchiere di Malvasia – come la sua Infatata 2024, premiata con i Tre Bicchieri – oggi c’è molto più di una storia di terroir. C’è un modello di impresa agricola che guarda oltre il profitto, dove la fatica diventa occasione di riscatto e il lavoro unisce invece di dividere.
«Spesso questi ragazzi parlano un ottimo inglese e hanno una cultura ampia, più di molti del posto – dice Caravaglio –. Sono loro i veri costruttori di ponti». E in un’Italia che ha ancora molto da imparare sull’integrazione, esempi come questo dimostrano che un’altra strada è possibile. Che l’agricoltura può farsi comunità. E che il vino, ancora una volta, sa raccontare storie di umanità.
Come eravamo: Luoghi, cose e personaggi delle Eolie di un tempo (Puntata 23°- 5 foto)

Foto classe.
Prima fila partendo da sinistra : Agostino Cassarà, Giacomo Lo Surdo, Bartolo Greco, la maestra Maria Pia Sidoti, Francesca Reina, Sonia Monte, Vania Vadalà, Giuliana Paterniti Bardi, Felicia Fichera
Seconda fila partendo da sinistra: Angela Biviano, Stefania Cafarella, Cristian Ruggiero, Tindara Amato, Nunziella Indelicato, Linda Mandarano, Barbara Berinati, Tommaso La Macchia, Nicola Bono
Ambiente, le aree protette della Regione a Didacta Trentino 2025. Un viaggio immersivo tra natura, educazione e biodiversità
Lo stand offrirà ai visitatori un percorso immersivo ed emozionale che racconterà la biodiversità siciliana e le molteplici attività di educazione ambientale e fruizione sostenibile che si svolgono all’interno delle aree protette dell’Isola. Saranno riprodotte le esperienze tipiche che ogni anno coinvolgono migliaia di studenti, famiglie e appassionati di natura: escursioni, attività di osservazione dell’avifauna, percorsi sensoriali e laboratori didattici.
«La Sicilia - dice l'assessore Giusi Savarino - partecipa a Didacta per raccontare la propria identità ambientale e la ricchezza delle sue aree protette. Vogliamo mostrare come l’educazione ambientale e la conoscenza della biodiversità siano strumenti fondamentali per formare le nuove generazioni al rispetto della natura e alla sostenibilità. Le nostre riserve e i nostri parchi sono veri laboratori di vita e di futuro. Partecipare a fiere di rilievo nazionale come Didacta significa rafforzare la visibilità del Sistema e offrire un’immagine coesa e moderna della Sicilia che protegge e valorizza il proprio patrimonio naturale. È anche un modo per promuovere forme di turismo sostenibile e lento – dal trekking al birdwatching fino al turismo scolastico – che contribuiscono concretamente alla destagionalizzazione dei flussi e alla crescita di un’economia verde legata ai territori. Anche per quest'anno, come è già avvenuto in occasione dell'Expo di Osaka, speriamo che il nostro stand sia meta per un gran numero di visitatori».
In occasione della fiera saranno, inoltre, presentati e distribuiti i due strumenti fondamentali del Sistema: il catalogo “Itinerari di scoperta delle aree naturali protette” e il catalogo dell’educazione ambientale, due pubblicazioni pensate per valorizzare la conoscenza, la fruizione e l’offerta formativa dei parchi e delle riserve siciliane.
Grazie alla partecipazione a Didacta Trentino, il Sistema delle aree naturali protette potrà intercettare migliaia di insegnanti provenienti da tutta Italia, offrendo loro l’opportunità di conoscere in anteprima le proposte educative e naturalistiche delle aree protette siciliane e di organizzare viaggi di istruzione e progetti didattici legati alla scoperta della natura e della cultura del territorio.
Tanti auguri di..
Buon compleanno a Sara Russo, Giovanni Bonsignore, Bartola Mandarano, Daniela Gisella Saltalamacchia, Domenico Giacomantonio, Tamara Orto, Gabriella Reitano, Rosario Murabito


















