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domenica 26 ottobre 2025

Salina, malore nella Riserva: turista tedesco soccorso con l’elicottero dei Vigili del Fuoco

Ancora un intervento di soccorso nella Riserva naturale “Le Montagne delle Felci e dei Porri” di Salina, dove un turista tedesco di 30 anni ha accusato un malore durante una passeggiata in uno dei sentieri più suggestivi, ma anche più impervi dell’isola.

A lanciare l’allarme sono state due turiste tedesche, una delle quali è la moglie dell’uomo. Le due hanno contattato il capo servizio della vigilanza della riserva, Elio Benenati, che si è subito attivato per organizzare i soccorsi.

Sul posto, oltre a Beninati, sono intervenuti il personale del presidio del 118, il medico Pirri e gli operatori Abbriano e De Mariano, e il maresciallo Giuseppe Carlà dei carabinieri di Santa Marina Salina. Grazie alle coordinate fornite dai familiari, il gruppo è riuscito a raggiungere la zona dove si trovava il turista.

“La zona purtroppo era molto impervia – racconta Benenati – e abbiamo dovuto chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco. Ma anche per loro non è stato semplice arrivare fino al punto in cui si trovava l’uomo.”

A quel punto è stato richiesto l’intervento di un elicottero dei Vigili del Fuoco decollato da Catania, che ha raggiunto la riserva e, con l’ausilio del verricello in dotazione, ha issato a bordo il turista. L’uomo è stato poi trasferito in ospedale sulla terraferma per le cure del caso.

Un intervento complesso ma portato a termine con successo grazie al coordinamento tra il personale della riserva, i soccorritori del 118, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco, che ancora una volta hanno dimostrato grande professionalità e prontezza.



Calcio, Prima categoria: Il Lipari affronta la Polisportiva Torrenovese 1971

 Il Lipari calcio affronta oggi pomeriggio, alle 14 e 30, al Monteleone - Scoglio, la Polisportiva Torrenovese 1971. 

La formazione ospite, a conclusione dello scorso turno, guidava la classifica con 9 punti. Un ostacolo ostico ma i ragazzi di Massimo Riganò ce la metteranno tutta per centrare la prima vittoria stagionale

Oggi, 26 ottobre: San Folco Scotti

Tre giorni fa, siamo entrati con la fantasia nella chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro, a Pavia, per vedere la tomba di San Boezio, sepolto nella cripta proprio sotto l'arca del grande convertito Sant'Agostino.

L'11 di questo mese, abbiamo parlato di Sant'Alessandro Sauli, barnabita, Vescovo prima in Corsica e poi a Pavia, dove morì più di mill'anni dopo Severino Boezio, e dove è sepolto. Oggi, per la terza volta in pochi giorni, il calendario, nel suo itinerario di millenni, ci conduce di nuovo a Pavia, a questa antica signora della pianura padana, dove la potenza si è sposata nel corso dei secoli alla bellezza, e la sapienza ha dato frutti di santità.

A Pavia è sepolto San Folco, o Fulco, Vescovo come Alessandro Sauli, ma di lui più giovane di trecentocinquant'anni. Ed è sepolto non in una delle chiese del primo periodo romanico, gloria e caratteristica della capitale dei Longobardi, ma nel Duomo rinascimentale, ideato dal Bramante, architetto della Chiesa delle Grazie, a Milano, e dall'Amadeo, architetto della Certosa di Pavia.

Al confronto con gli altri tre Santi che abbiamo ricordato, Agostino, Boezio ed Alessandro Sauli, la vita e la figura di San Folco o Fulco non è molto conosciuta, e può sembrare poco interessante. Era di Piacenza, ed un particolare significativo sul suo conto è dato dal suo cognome, quello di Scotti.

Gli Scotti, che proprio da Piacenza si diffusero in tutta Italia, erano una famiglia di scori, cioè di scozzesi. Scozzesi si dicevano allora non gli abitanti della Scozia, ma quelli dell'Irlanda. Dalla verde isola cristiana, evangelizzata, come si ricorderà, nel V secolo da San Patrizio, erano poi scesi in Europa, in secoli di difficoltà politiche e di miserie morali, decine di Santi e di religiosi, come per una trasfusione di sangue fresco e vivo. E dietro ai Santi, specialmente quando le isole del Nord furono invase dai Danesi, vennero mercanti, soldati, intere famiglie, come quella piacentina degli Scotti, dalla quale, verso il 1165, nacque San Folco.

A vent'anni entrò presso i canonici regolari di Sant'Eufemia, e poiché era un giovane d'ingegno vivace, fu mandato a completare i suoi studi di teologia a Parigi, capitale intellettuale dell'Europa cristiana. Tornato a Piacenza, a 30 anni è priore di Sant'Eufemia, poi canonico, poi arciprete della cattedrale. Infine viene eletto Vescovo di Piacenza. Sei anni dopo, resta vacante la sede di Pavia. E San Folco Scotti vien consacrato Vescovo anche di questa città.

Piacenza e Pavia non erano divise soltanto dal fiume, ma anche da una ,terribile ostilità. Sono note, e ancora pittorescamente vive nella tradizione italiana, le rivalità tra città vicine. Basterebbe ricordare, sempre nella pianura padana, quella proverbiale tra Modena e Bologna. Ma la rivalità tra Piacenza e Pavia, prima di essere pittoresca e tradizionale, fu a lungo atroce e cruenta.

San Folco, piacentino e Vescovo di Pavia, fu il grande pacificatore delle due città. Pace prima di tutto interna, tra i cittadini divisi dalle fazioni politiche. Pace poi tra le due città, non più cristiane soltanto di nome.

Nel corso della sua opera pacificatrice, San Folco morì, nel 1229. Altro non si sa sul suo episcopato. Ma quello che si sa, e soprattutto la sua opera di padre affettuoso, basta a giustificare la fama e il culto che il discendente degli Irlandesi ha guadagnato in terra lombarda, ricca di sapienza e di santità.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Pavia, san Folco Scotti, vescovo, uomo di pace, colmo di zelo e di carità.

Buongiorno e buona domenica. Oggi è il 26 ottobre 2025


 

Scadenza carte di Identità cartacee ( invito alla sostituzione ). Le carte di Identità cartacee non saranno più valide da agosto 2026


 

sabato 25 ottobre 2025

Accadde oggi...nel 2001


 

Collegamenti eoliani, richiesta la consultazione. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 25 ottobre 2025


 

Lipari, mareggiate e paura tornano ad Acquacalda. Si sblocca l'iter per appalto. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 25 ottobre 2025


 

Scriveva così...oggi...lo scorso anno la Gazzetta del sud


 

Stanotte torna l'ora solare: Lancette indietro di un'ora


 

Eolie, al via il servizio di trasporto biomedicale con droni. L'Ansa del direttore Sarpi e l'articolo completo

Lipari, 25 ottobre (Ansa) Dopo la fase sperimentale e vari test, conclusi con esiti eccellenti, il servizio di trasporto biomedicale con droni è ora pronto a decollare.
Lo annuncia l'Azienda provinciale sanitaria di Messina: i droni consegneranno farmaci, sangue ed emocomponenti nelle zone più difficili da raggiungere, come le isole Eolie e le aree montane.
Il primo collegamento operativo sarà tra l'ospedale di Patti e quello di Lipari.
Il progetto, primo nel suo genere in Italia, nasce dal servizio di Immunoematologia e medicina trasfusionale dell'ospedale di Patti e rientra nel piano di innovazione tecnologica e di telemedicina promosso dal direttore generale Giuseppe Cuccì.
"Il trasporto è ufficialmente autorizzato dall'Enac - spiega Cuccì - e utilizza strumenti altamente sofisticati ma di semplice impiego".
Il cuore tecnologico del progetto è la 'Smart capsule', una capsula intelligente, completamente automatizzata e tracciabile all'interno della quale saranno depositati farmaci, sangue ed emocomponenti, che monitorerà, in tempo reale, temperatura, umidità, vibrazioni e integrità del contenuto, assicurando che gli emocomponenti viaggino nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e qualità. (ANSA)

  

ARTICOLO COMPLETO: 


Sono pronti a partire dall’Azienda Provinciale di Messina, più precisamente dal SIMT, Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale (SIMT) dell’Ospedale di Patti, i droni che trasporteranno farmaci, sangue ed emocomponenti nei territori più difficili da raggiungere, come isole o zone montane. L’iniziativa, sperimentata per la prima volta in Italia, rientra nel più ampio piano di innovazione tecnologica e di telemedicina promosso dall’Azienda sanitaria e dal suo Direttore generale, Giuseppe Cuccì, che mira all’impiego delle nuove tecnologie per ridurre distanza fra la sanità e pazienti, e, più specificamente in questo caso, a ridurre le disuguaglianze di accesso ai servizi sanitari tra la costa e le isole. Coordinata dal Direttore del SIMT di Patti e Capo Dipartimento dei Servizi, Gaetano Crisà, e sviluppata dalla ABzero, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’idea nasce dall’esigenza di garantire la tempestiva disponibilità di emocomponenti per i pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie insulari.
Dopo una prima fase sperimentale, si è proceduto con i test, che hanno dato ottimi risultati. Collaudato a settembre, ora è pronto per partire.

“Il trasporto è ufficialmente autorizzato dall’ENAC - spiega in una nota il Dg Giuseppe Cuccì - e utilizza una serie di strumenti altamente sofisticati ma facilmente utilizzabili, che noi vorremo impiegare non solo in situazioni di emergenza ma anche ordinarie”. Mettendo a disposizione del servizio pubblico una tecnologia che accelererebbe tempi e riduzione di costi senza termini di paragone. “L’attivazione prossima del trasporto di sangue e farmaci con droni tra l’Ospedale di Patti e l’Ospedale di Lipari rappresenta un passo avanti concreto per la sanità delle Isole Eolie. Siamo soddisfatti perché, in un’area dove l’accessibilità dipende da collegamenti marittimi soggetti a meteo, orari e possibili sospensioni, i droni riducono sensibilmente i tempi di consegna e aumentano l’affidabilità del servizio. Questo progetto migliora la capacità di risposta nelle urgenze, tutela la sicurezza dei pazienti e integra in modo efficiente la logistica sanitaria esistente, nel pieno rispetto degli standard di sicurezza e delle norme vigenti.” Mai più isole senza medicine, dunque.

Ma come funziona? Dotati di capsule intelligenti (“Smart Capsule”), totalmente automatizzate e tracciabili che consentono il monitoraggio in tempo reale di temperatura, umidità, vibrazioni e integrità del contenuto, i droni riescono a trasportare il materiale sanitario garantendo il rispetto delle norme di sicurezza e qualità previste per gli emocomponenti e contemporaneamente consentendo un sensibile risparmio in termini di tempo e costi. Stando ai dati forniti dalla start up sviluppatrice, il sistema consente una riduzione dell’80% dei tempi di trasporto e una diminuzione dei costi diretti di oltre il 40% rispetto ai mezzi convenzionali. Basti pensare che la prima rotta sulla quale sono state condotte le prove di volo, la Patti – Vulcano – Lipari, lunga circa 37 chilometri, è stata percorsa in soli 27 minuti. Non è difficile immaginare quanto questo ausilio potrebbe essere rivoluzionario per il nostro Servizio sanitario nazionale.

“I risultati ottenuti a Patti rappresentano una prima assoluta nel panorama nazionale - spiega Gaetano Crisà - dimostrando che il trasporto biomedicale tramite droni è tecnicamente sicuro, economicamente sostenibile e clinicamente utile”. L’unico esperimento prima di questo “sorvolando però un centro abitato, è stato condotto a Londra, da un ospedale all’altro: 5 minuti di volo rispetto a un’ora e mezza su gomma”, prosegue. La differenza in termini di efficienza e soprattutto di vite salvate è impareggiabile”. Inoltre, “la piattaforma “Smart Capsule” potrà essere integrata anche su mezzi terrestri o elicotteri, creando un ecosistema logistico multimodale per l’intera rete sanitaria messinese”.

In sostanza, conclude Cuccì: “L’intento è trasformare la cultura del drone, che ora vediamo utilizzata come strumento di guerra e di morte, in strumento di pace, salute e solidarietà umana”

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Filippo Sgroi, Angela Greco, Giuseppe Tripi, Filippo China, Doina Irimia, Anna Maria Saltalamacchia, Sandra Basile, Irene Briglia


Risse a Milazzo e Vulcano: emessi 9 "Daspo Willy". Nell'isola coinvolto anche il titolare di un ristorante

Il questore di Messina, Annino Gargano, quale Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, ha adottato 11 distinti provvedimenti di D.AC.UR., meglio noto come “Daspo Willy”, e 2 avvisi orali, dopo l’attività istruttoria della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Messina, da cui sono emerse la pericolosità sociale nonché l’alta probabilità di reiterazione delle condotte da parte dei soggetti interessati.

I destinatari dei provvedimenti, infatti, secondo gli accertamenti svolti, avrebbero preso parte ad episodi caratterizzati da violenza ed assoluta noncuranza delle regole del vivere civile, costituendo concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. Più in particolare, i primi 5 “Daspo Willy” sono stati adottati nei confronti degli autori di una rissa tra più persone, avvenuta nello scorso mese di aprile all’esterno di un locale pubblico sito a Milazzo, nell’affollata area della movida cittadina, alla presenza di numerosi avventori, testimoni - loro malgrado - del deplorevole episodio. Le fasi della rissa sono state riprese dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona ed hanno consentito ai carabinieri della locale Compagnia di identificare i soggetti e di deferirli all’Autorità Giudiziaria. Successivamente, nei confronti degli stessi, il questore ha adottato i provvedimenti di Divieto di accesso e stazionamento nelle vicinanze dei locali della zona di via Pescheria e nelle strade limitrofe, per periodi compresi tra 1 anno e 1 anno e 6 mesi.

Situazione analoga ha avuto luogo, alla fine dello scorso mese di agosto, a Vulcano, dove una altrettanto violenta rissa ha visto protagonisti 4 soggetti, tutti destinatari di “Daspo Willy”. La rissa è scaturita da una discussione nata all’interno di un ristorante dell’isola, tra il titolare ed alcuni avventori, poi degenerata all’esterno del locale. In seguito a quanto accaduto, i protagonisti della rissa hanno riportato lesioni refertate con prognosi tra i 6 e i 30 giorni. A seguito dell’intervento dei carabinieri della locale stazione, i soggetti convolti nella rissa sono stati identificati e segnalati all’Autorità Giudiziaria. L’attenta istruttoria svolta dalla divisione anticrimine si è conclusa con l’adozione dei provvedimenti del Questore, che fanno divieto ai predetti di accedere ad alcuni pubblici esercizi situati nel Porto di Levante dell’isola di Vulcano, nonché di stazionare nelle immediate vicinanze, per il periodo di 1 anno. Il titolare del ristorante è stato, inoltre, formalmente diffidato dal Questore, rischiando - in caso di reiterazione delle condotte violente – la sospensione dell’attività di ristorazione ai sensi dell’art. 100 del T.U.L.P.S.

Beni culturali, ricostituita la commissione per le eredità immateriali.

Ricostituita la commissione per le eredità immateriali della Regione Siciliana, l'organismo dedicato alla catalogazione, alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale dell’Isola che gestisce il Registro delle eredità immateriali della Sicilia (Reis).
«Un lavoro di squadra fondato su ascolto e confronto, per dare vita a provvedimenti efficaci a tutela e promozione dell’identità siciliana - ha dichiarato l’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – . Ringrazio la precedente commissione grazie alla quale numerose istanze hanno trovato riscontro, a testimonianza dell’attenzione e della sensibilità dell’assessorato verso le esigenze del territorio e delle comunità locali. Alla nuova commissione auguro buon lavoro: avrà un’impostazione multidisciplinare, capace di coniugare conservazione e innovazione nei percorsi da intraprendere».
Della nuova commissione, che avrà la durata di tre anni, fanno parte Ettore Sessa (presidente), Maria Frisella (vicepresidente) e tre componenti: don Vito Impellizzeri (preside della Facoltà Teologica di Sicilia), Maddalena De Luca (dirigente dei Beni culturali) e Orietta Sorgi (dirigente in quiescenza). Fanno inoltre parte della commissione il segretario Paolo Valentini (funzionario del dipartimento Beni culturali) e Laura Cappugi, direttrice del Centro regionale per l’Inventario e la catalogazione.