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venerdì 14 agosto 2026
Protezione civile regionale, sindaco di Lipari valuti contingentamento turistico giornaliero a Stromboli e Panarea
A Stromboli, in particolare, la presenza contemporanea di migliaia di visitatori può determinare un significativo incremento della popolazione effettivamente esposta, con conseguente maggiore pressione sui servizi sanitari, di soccorso e di assistenza.
Tale situazione assume particolare rilievo in ragione della presenza del vulcano attivo e degli specifici scenari di rischio vulcanico, che impongono di garantire condizioni adeguate per l’eventuale allertamento, assistenza, allontanamento ed evacuazione della popolazione.
A Stromboli, in particolare, la presenza contemporanea di migliaia di visitatori può determinare un significativo incremento della popolazione effettivamente esposta, con conseguente maggiore pressione sui servizi sanitari, di soccorso e di assistenza.
Tale situazione assume particolare rilievo in ragione della presenza del vulcano attivo e degli specifici scenari di rischio vulcanico, che impongono di garantire condizioni adeguate per l’eventuale allertamento, assistenza, allontanamento ed evacuazione della popolazione. (ansa)
In ricordo di Clara Rametta. A Malfa Santa Messa e concerto ad un anno dalla scomparsa
Il giorno 16 agosto, alle ore 20:00, presso la Chiesa Immacolata di Malfa, sarà celebrata la Santa Messa in ricordo di Clara, a un anno dalla sua scomparsa.
A seguire, alle ore 22:00, ci ritroveremo in piazza per un concerto dedicato alla sua memoria, con la musica che tanto amava.
Un momento di preghiera, ricordo e condivisione aperto a tutti coloro che desiderano ricordarla con affetto.
"Parole di sale e note di vento". Un successo per l'evento della Pro Loco Amo Stromboli
"Parole di sale e note di vento": un successo di pubblico e di contenuti per l'evento che unisce memoria, rinascita e ripartenza
Si è svolto il 12 agosto, l’evento "Parole di sale e note di vento", giunto alla terza edizione, organizzato dalla Pro Loco "Amo Stromboli" APS, che ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe in un’atmosfera di grande suggestione offerta dalla terrazza dell'Hotel Villaggio Stromboli
La serata è stata caratterizzata da un dibattito di grande valore culturale, condotto da Gerardo Greco, che ha guidato con competenza e sensibilità il confronto tra relatori di riconosciuto prestigio: Marcello Sorgi, giornalista; Michele Valensise, ambasciatore; Gianluca Verzelli, economista e vicepresidente della Pro Loco "Amo Stromboli" APS.
I tre ospiti hanno saputo intrecciare riflessioni profonde con la bellezza dei luoghi e delle tradizioni dell’isola, offrendo ai presenti spunti significativi e confermando la capacità dell’associazione di proporre momenti di autentico valore culturale e comunitario.
Il confronto, dal titolo "Un altro mondo davanti a noi: Trump, le guerre, la crisi dei negoziati. Vivere in un’epoca in cui la parola è alle armi", ha affrontato con lucidità e profondità di analisi i grandi temi dell’attualità internazionale: dal ruolo degli Stati Uniti sullo scacchiere globale durante la presidenza di Donald Trump, alle guerre in corso, fino alla complessa crisi dei negoziati diplomatici che caratterizza l’attuale scenario geopolitico.
Un’occasione preziosa per il pubblico presente, che ha potuto comprendere, attraverso le voci autorevoli dei relatori, le dinamiche che stanno ridisegnando gli equilibri mondiali.
Non è un caso che la data scelta per l’appuntamento sia il 12 agosto: ricorre infatti l’anniversario della tragica alluvione del 2022 che colpì duramente Stromboli. Da allora, la Pro Loco "Amo Stromboli" APS ha scelto di trasformare ogni anno questa ricorrenza in un’occasione di rinascita culturale e di ripartenza, capace di restituire alla comunità un senso di identità, resilienza e speranza attraverso l’arte, la parola e la musica.
"Parole di sale e note di vento" si conferma così non solo un evento, ma un vero e proprio rito collettivo: un modo per onorare la memoria senza restarne prigionieri, trasformando il dolore vissuto in occasione di crescita, ripartenza e coesione per l’intera comunità strombolana.
La Pro Loco "Amo Stromboli" APS ringrazia Gerardo Greco per la conduzione, Marcello Sorgi, Michele Valensise e Gianluca Verzelli per il loro prezioso contributo, e tutti i partecipanti che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento, rinnovando l’impegno a continuare a promuovere iniziative capaci di valorizzare il patrimonio culturale, sociale e umano dell’isola.
Pro Loco "Amo Stromboli" APS
Messina, cadavere di una donna trovato nel cortile di un’abitazione. Aveva risieduto a Lipari e Stromboli
Un cadavere in decomposizione di una donna argentina di 40 anni è stato trovato questa mattina a Messina, in un cortile di una abitazione sulla via La Farina. Ad avvertire le forze dell'ordine alcuni abitanti della zona che avevano avvertito un odore nauseabondo.
La morte risalirebbe a due giorni fa.
Sul posto gli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile che stanno indagando sulle cause della morte.
La donna, in precedenza, aveva abitato a Lipari e Stromboli
"Navigando Lungocosta" il programma di Rai uno domani verso Lipari
Diritto allo studio, trasporto scolastico degli studenti pendolari e criteri adottati dal Comune di Lipari. Interrogazione dei consiglieri d'opposizione di Lipari
Interrogazione consiliare - Diritto allo studio, trasporto scolastico degli studenti pendolari e criteri adottati dal Comune di Lipari.
Eolienews ricorda Jolanda Villani
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Oggi, 14 agosto: San Massimiliano Kolbe
Giovanni Paolo II, nell'elevarlo agli onori degli altari, il 10 ottobre 1982, lo ha proclamato «patrono del nostro difficile secolo», un esempio di pace e di fraternità in una società sconvolta dall'odio e dall'egoismo.
Kolbe nacque a SudunzskaWola, una cittadina del centro industriale di Lodz, l'8 gennaio 1894. I suoi genitori erano operai tessili. Kolbe da ragazzo conobbe il senso liberatorio e insieme opprimente di povertà e lavoro. E quell'esperienza non fu estranea ad alcune scelte che lo portarono ad abbracciare la Regola di san Francesco tra i minori conventuali di Leopoli (1907) e poi a dar vita a una istituzione che aveva proprio, in povertà e lavoro, caratteristiche tipicamente francescane, un sicuro fondamento, e cioè le «Città dell'Immacolata»: «Niepokalanów», in Polonia, e «Mugenzai No Sono», in Giappone.
Nell'ideale francescano Kolbe innestò poi la propria fiducia nella possibilità offerta dai mezzi che la tecnica in quel tempo stava mettendo a disposizione. E a chi gli faceva osservare che su di essi già il diavolo aveva allungato le sue sordide zampacce, egli rispondeva: «Ragione di più per svegliarci e metterci all'opera per riconquistare le posizioni perdute».
Quando ne ebbe l'opportunità, dimostrò la bontà e la lungimiranza dei propri progetti. E ciò avvenne in Polonia, dove ritornò nel 1919, dopo aver conseguito a Roma la laurea in teologia.
A pochi chilometri da Varsavia diede vita nel 1927 a «Niepokalanów» (Città dell'Immacolata) i cui cittadini, tutti frati, si dedicavano, vivendo in rigorosa povertà, all'apostolato per mezzo della stampa. E furono autori di un consistente boom editoriale che ancor oggi sorprende. Il «Cavaliere dell'Immacolata», la prima di una catena di riviste, fondato nel 1922 dopo un periodo iniziale di stasi, decollò raggiungendo le cinquantamila copie. In seguito si affermò come settimanale con settecentocinquantamila copie (addirittura un milione nel 1938).
L'Immacolata, cui padre Kolbe ha intitolato gran parte delle sue riviste, era il suo chiodo fisso. In tempi non troppo felici per la chiesa e per il mondo, Kolbe vedeva nella Madonna l'ideale capace di scuotere le coscienze, di ridare fiato al cristianesimo; un ideale, comunque, per il quale combattere le sante battaglie della fede. Per questo, ancor prima di essere ordinato sacerdote, aveva istituito a Roma, il 16 ottobre 1917, la Milizia dell'Immacolata, uno strumento per far conoscere e vivere la devozione alla Madre di Cristo, ancor oggi vivo e prosperoso.
Nel 1930 partì missionario per il Giappone a fondarvi un'altra Città dell'Immacolata, animata dallo stesso spirito e dagli stessi ideali. Tornato definitivamente in Polonia, dopo un paio di altri viaggi «missionari» nello stesso Giappone e in altri paesi dell'oriente, padre Kolbe si dedicò interamente alla sua opera.
La seconda guerra mondiale lo sorprese a capo del più importante complesso editoriale della Polonia.
Il 19 settembre 1939 fu arrestato dalla Gestapo, che lo deportò prima a Lamsdorf (Germania), poi nel campo di concentramento di Amlitz. Rilasciato l'8 dicembre 1939, tornò a Niepokalanów, riprendendo l'attività interrotta. Arrestato di nuovo nel 1941 fu rinchiuso nel carcere di Pawiak a Varsavia, e poi deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, dove con uno straordinario atto d'amore chiuse una vita tutta spesa al servizio degli altri.
Nel campo viveva una legge secondo la quale, per la fuga di uno, dieci dello blocco, venivano condannati a morire di fame in un oscuro sotterraneo. Quando all'appello della sera risultò che uno mancava un grande timore invase l'animo di tutti i prigionieri...
Il Comandante scelse con un cenno della mano chi doveva morire e ad un tratto si sentì un grido: «Addio! addio! mia povera sposa, addio miei poveri figli...era il sergente Francesco Gajowniczek.
Ma ad un tratto un uomo, anzi, un numero esce con passo deciso dalle file e va diritto verso il Comandante del campo. Chi è lei? Cosa vuole? Come osa infrangere la ferrea disciplina ed affrontare il terribile Capo?
«Sono un sacerdote cattolico polacco; sono anziano, voglio prendere il suo posto, perchè egli ha moglie e figli».
Il Comandante, meravigliato, parve non riuscire a trovare la forza per parlare e stranamente accettò quella proposta...
Padre Kolbe insieme agli altri condannati fu avviato verso il blocco 11. Qui le vittime furono denudate e rinchiuse in una piccola cella, in cui dovevano morire di fame e di sete. Ma da questo tetro luogo, invece di pianti e disperazione, questa volta si udirono preghiere e canti. Padre Kolbe li guidava, attraverso il cammino della croce, alla vita eterna.
Rimase nel bunker per due settimane, quando le SS decisero di svuotare la cella della morte. Erano rimasti in vita solo quattro uomini tra cui Padre Massimiliano.
Venne ucciso con un'iniezione di acido fenico, perché la cella, che egli aveva trasformato in cenacolo di preghiera e che condivideva con gli altri condannati, serviva per altre vittime. «Porse lui stesso, con la preghiera sulle labbra, il braccio al carnefice», raccontò un testimone.
Lo trovarono qualche ora dopo, «appoggiato al muro, con la testa inclinata sul fianco sinistro e il volto insolitamente raggiante. Aveva gli occhi aperti e concentrati in un punto. Lo si sarebbe detto in estasi». Era la vigilia dell'Assunta, di una festa della Madre di Dio, che egli aveva sempre amato, chiamandola con il nome di «dolce mamma».
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di san Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità e modello di fedeltà a Dio e agli uomini.
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