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mercoledì 30 luglio 2014

COMUNICATO STAMPA Apertura al pubblico delle Sezioni Museali distaccate di Panarea e Filicudi

L’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’I.S., il Dirigente Generale del Dipartimento dei BB.CC. e dell’I.S., il Direttore del Museo Archeologico Regionale “Luigi Bernabò Brea” di Lipari, sono lieti di poter comunicare che dal 1 agosto p.v. saranno riaperti al pubblico le Sezioni Museali Distaccate di Panarea e Filicudi. 

La riapertura dei due antiquaria rappresenta il raggiungimento di un obiettivo importante dell’Amministrazione Regionale che risponde alla necessità di promuovere interventi finalizzati alla valorizzazione e conoscenza del patrimonio storico – archeologico dell’Arcipelago ed all’esigenza di potenziare l’offerta culturale e l’attrattiva turistica delle due isole. 
Il risultato raggiunto è frutto del proficuo rapporto di collaborazione instaurato dalla Direzione del Museo con il Comune di Lipari, la Curia Vescovile e gli Operatori turistici locali. 
In particolare, sull’isola di Panarea è risultato fondamentale l’apporto ed il sostegno assicurato dalla Confindustria Messina e la sua Delegazione Alberghi e Turismo Eolie, che hanno consentito la realizzazione di una serie di interventi necessari per ridare decoro ai luoghi e consentirne la piena fruizione. 
Sull’isola di Filicudi, invece, preziosa e indispensabile si è rivelata la collaborazione delle ditte locali Scaldati e Letizia e della famiglia Santamaria. 
L’apertura delle due sezioni museali verrà assicurata dal personale dipendente del Museo che, con disponibilità e dedizione, presteranno servizio nelle due isole, garantendo, nel prossimo mese di agosto, l’apertura al pubblico, nelle giornate e negli orari di seguito specificati: 
Panarea: tutti i lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9,30 alle 14,00 e dalle 14,30 alle 18,00. 
Filicudi: tutti i martedì, giovedì e venerdì, dalle ore 12,00 alle ore 18,30. 
Nei restanti giorni, su richiesta e previa prenotazione, sarà comunque consentita la visita delle predette Sezioni Museali.

"Sputate pure sul nosocomio eoliano ma...." (di Giancarlo Baldanza)

Le lettere delle 3 Signore eoliane su presunti casi di malasanita' attribuiti all'Ospedale di Lipari presentano vistose lacune e gravi accuse verso le quali non si puo' non reagire, con civilta' ovviamente ma anche con assoluta fermezza. 
L'Ospedale eoliano effettua ogni anno migliaia di prestazioni sanitarie e i presunti casi di malasanita' ad esso attribuiti (l'ottanta per cento delle denunce di malasanita' in Italia risultano infondate!) sono al di sotto della media nazionale. 
Pulizia dei locali, disponibilita' di tutto il personale verso i pazienti, tempi di attesa bassissimi rispetto a cio' che avviene nella terraferma, pazienti trattati come persone e non come numeri ai quali viene collegata una patologia, rappresentano il miglior biglietto da visita del nostro nosocomio, cosi come ci attestano silenziosamente ogni giorno le persone locali e forestiere che si rivolgono a noi per le loro necessita' sanitarie. 
Non siamo esenti da errori, sia ben chiaro, ma risulta inaccettabile che fatti drammatici, ai quali va il massimo del rispetto, specialmente se trattasi di casi luttuosi, vengano denunciati sull'onda di un'emotivita' di un evento personale drammatico, ma rimangono pericolosamente generici nella descrizione oggettiva dei fatti. 
Questa metodica accusatoria coinvolge, nell'immaginario colletivo di chi legge certi articoli, tutto il personale sanitario, soprattutto medico, compresi anche coloro come me che nulla hanno avuto a che fare con i 3 casi denunciati a mezzo stampa. 
A seguito delle 3 lettere molto pesanti indirizzate al presidio sanitario liparoto, le 3 Signore hanno il dovere di formare un comitato pro-chiusura dell'ospedale, cosi da poter vedere quanti tra i 15.000 residenti eoliani sarebbero d'accordo con loro. 
Sputate pure sul nosocomio eoliano, poi quando lo chiuderanno, non arrabbiatevi se anche per una min... min... minima necessita' sanitaria, bisognera' recarsi sulla terraferma, meteo permettendo. 
Per essere chiari, porto un esempio tra i tanti che si possono fare, vissuto personalmente qualche anno fa a Roma. Un mio parente ebbe una violenta colica renale, lo accompagnai al PS di un noto ospedale romano, gli fu attribuito un numero e il codice verde. Abbiamo dovuto aspettare 3 ore e 50 prima che i colleghi romani potessero visitarlo e somministrare le cure del caso. Se a Lipari invece si aspetta oltre 10 minuti perche' il personale e' occupato con altri pazienti..... apriti cielo!.... e giu' fango sulla struttura e su chi vi lavora. Scriveva molto bene Solgenitzing nel suo famoso Arcipelago Gulag:" la liberta' si apprezza quando la si perde" Vogliamo fare altrettanto con l'ospedale di Lipari!? Chiedetelo a tutte quelle mamme e ai loro familiari che, a seguito della chiusura del reparto di ostreticia, sono dovute andare a fare i controlli e i parti lontano da Lipari, chiedete a loro se e' stato un bene o un'odissea. Credo di poter affermare a nome di tutto il personale sanitario e non (chi non dovesse essere d'accordo, puo' pubblicamente dissociarsi) che, nonostante tutto, continueremo a lavorare con la dedizione e il senso del dovere di sempre. I numeri e soprattutto i silenziosi attestati di stima dei nostri numerosi pazienti, cosi come le critiche se costruttive, sono dalla nostra parte. 
Dr. Giancarlo Baldanza - orgogliosamente Dirigente Medico dell'Ospedale e del Distretto Sanitario di Lipari

Le nostre isole..la nostra casa. L'analisi di Francesco Coscione sul disinteresse dei cittadini per il territorio

Gent.mo Direttore,
ieri in un tragitto di qualche chilometro nelle nostre strade, ho notato, ma non era la prima volta e non voglio scoprire l'acqua calda, ciò che si trova a fianco dei cassonetti della spazzatura. C'è anche un cinescopio di una vecchia TV che risulta essere materiale pericoloso e ad alto rischio tossico come rifiuto. 
Per tutti sarebbe facile scaricarsi da ogni responsabilità dicendo il solito "piove governo ladro" ma le persone che hanno una coscienza civile, e ancora ne esistono, dovrebbero uscire da questo stupido alibi morale. Tutti noi che viviamo queste isole, nel senso più pieno della parola, ci rendiamo conto che sono la nostra casa? Che quello schifo è come se lo facessimo dentro il nostro soggiorno? Inviteremmo una persona a casa nostra con la spazzatura buttata in ogni angolo delle stanze? Penseremmo di vendere i nostri prodotti se nel nostro negozio ci fossero carcasse di copertoni e vecchi televisori a far bella mostra di se? La prima cosa che salta agli occhi quando si entra in una casa, non è se si mangia bene o se c'è un bel televisore per lo spettacolo serale ma se è pulita e ordinata.Ma già noi siamo convinti che "tanto i polli vengono sempre basta che c'è il 
sole e il mare".
Dilaga la difesa del mio orticello, pensare solo a se stessi come se fossimo tutti eremiti socialmente ed economicamente. Come se il sociale fosse una cosa che appartiene a chi amministra e il decoro urbano fosse di esclusiva pertinenza di un assessore onnipresente che deve riparare i danni degli incivili. E per favore non adduciamo a discolpa che ci sono i turisti, le stesse scene, anche peggiori, si vedono anche in pieno inverno. Chi non rispetta norme, leggi e divieti, ai nostri occhi, è degno di ammirazione perchè furbo? Quante volte ci siamo detti che se lo fanno gli altri è consentito? Abbiamo o no la forza civile di pensare che sporchiamo casa nostra? 
L'amministrazione può avere le sue responsabilità, quella perfetta è un' utopia, ma i padroni del nostro territorio siamo noi.
So che queste mie parole lasceranno la maggior parte indifferenti, che per alcuni di noi eludere un divieto è motivo di orgoglio, che ci fa comodo incolpare sempre gli altri per lavarci la coscienza, ma a me fa piacere pensare che esiste, e sono molti, chi la pensa come me, chi crede di poter fare qualcosa per il paese dove vive, anche cose piccole e poco visibili. So di essere un sognatore ma mi piacerebbe una nazione dove la bandiera e l'inno nazionale non si usassero solo per i mondiali e poi gli altri giorni per deriderli e farci le canzoncine stupide. Tutto avviene a cascata. Se vogliamo farcela dobbiamo ricostruire la casa dalle fondamenta, non dal tetto e, che ci piaccia o no, le fondamenta siamo tutti noi.
Francesco Coscione

Rizzo e Gugliotta (Vento eoliano) chiedono adeguamento accessi ai mezzi veloci a Milazzo

All’Autorità Portuale di Messina-Milazzo; Alla Capitaneria di Porto di Milazzo; All’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari ; Alla Compagnia delle Isole S.p.a.; All’Ustica Lines S.p.a. 
E p. c. Al Sindaco del Comune di Lipari Rag. Marco Giorgianni; Alla Commissione Speciale Trasporti del Comune di Lipari
OGGETTO: Molo di imbarco mezzi veloci Milazzo /adeguamento accessi mezzi di trasporto veloci
I sottoscritti Dott.ssa Annarita Gugliotta in qualità di Cons. Com. di Lipari e l’ Avv. Francesco Rizzo, fondatore del movimento Vento Eoliano, esprimendo un plauso per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza che hanno interessato l’aria di imbarco di Milazzo, convinti che questo sia solo il primo passo per rendere sempre più accoglienti ed adeguate le aree di imbarco, nello spirito proposito che da sempre ci contraddistingue, al fine di rendere l’area più consona, anche sulla scorta delle segnalazioni più volte effettuate dal componente della Commissione Speciale Trasporti del Comune di Lipari sig. Calogero Campisi, si espone quanto segue. 
Dapprima, occorre rappresentare che nonostante le numerose segnalazioni effettuate dal mese di settembre dello scorso anno agli organi competenti da parte del nostro Movimento, ancora oggi, persiste lo stato di difficoltà per l’imbarco sui mezzi veloci per i soggetti diversamente abili, segnatamente presso lo scalo di Milazzo, a causa della collocazione di passerelle ritenute non idonee. Difatti, così come sostenuto dall’Autorità portuale interpellata alcune passerelle utilizzate per l’imbarco/sbarco già dispongono di scivolo per disabili mentre altre ne sono sprovviste. 
Inoltre, sarebbe opportuno, visti i lavori che hanno interessato la copertura verso l’imbarco, provvedere a posizionare dei frangisole sulla tettoia in questione al fine di riparare i passeggeri dal sole ed evitare il nefasto “effetto serra” che al momento si viene a creare sotto la copertura in questione a causa del materiale utilizzato. 
Oltre a ciò, al fine di favorire un rapido scorrimento dei passeggeri in entrata ed uscita dai mezzi di trasporto, occorrerebbe tracciare per terra della segnaletica orizzontale che descriva il percorso da seguire in entrambi i sensi di scorrimento. 
Altresì di fondamentale importanza sarebbe l’apertura dei cancelli laterali in uscita facilitando così il deflusso dei viaggiatori ed evitando il sovraffollamento del terminale che ospita coloro i quali si apprestano a fare i biglietti e non solo. 
In ultimo, così come già predisposto per lo scalo di Lipari, utile apparirebbe un display con l’aggiornamento in tempo reale degli arrivi e delle partenze da e verso le Eolie, implementando altresì il numero dei posti a sedere. 
Lipari, lì 30.07.2014 
Avv. Francesco Rizzo 
D.ssa Annarita Gugliotta

Blitz anti-ambulantato selvaggio a Vulcano

E' in pieno svolgimento a Vulcano un blitz congiunto tra la  polizia municipale, giunta da Lipari con la Laurana, e i locali carabinieri.
Riguarda l'ambulantato selvaggio. Con particolare riferimento a quello insistente nei pressi della  pozza dei fanghi

Sanità a Lipari. Ancora una drammatica testimonianza. Ci scrive la signora Piera Biviano

Gentile direttore,
Le chiedo la possibilità di poter pubblicare anche la mia esperienza riguardo la malasanità dell’ospedale di Lipari, per affermare quanto dichiarato dalla sig.ra Mandarano e Saltalamacchia .
Mia madre è stata operata al cuore due anni fa all’ospedale Papardo di Messina, (by pass e cambio valvola aortica), la degenza è stata lunga ma mia madre nel giro di sei mesi  si è ripresa è tutto procedeva bene; l’unica conseguenza dell’operazione(che tra l’altro mi era stata già anticipata dai medici del Papardo prima ancora dell’operazione), è stata che mia mamma soffrendo di insufficienza renale cronica sarebbe entrata in dialisi subito dopo l’operazione. Difatti così è stato.
Trisettimanalmente mia mamma si recava all’ospedale di Lipari per sottoporsi alle sedute di dialisi, per il primo anno tutto sembrava procedere bene, ma nel mese di Settembre 2013  cominciò ad accusare i primi problemi: difficoltà nel dializzare e affanno.
I medici del reparto dialisi di Lipari, dopo varie sedute di dialisi non procedute nella maniera più consona e non capendo come comportarsi,  decidono di trasferirla al reparto dialisi di Milazzo; qui i medici decidono di farle un piccolo intervento, cambiando il catetere venoso con il quale mia mamma si sottoponeva alle sedute di dialisi, in quanto a detta dei medici non era più funzionante (solo dopo un anno e mezzo!!!).
Tornata a fare dialisi all’ospedale di Lipari, per qualche mese è proceduto bene, dopodiché si sono presentati nuovamente gli stessi problemi: difficoltà nel dializzare e affanno.
Anche stavolta i medici del reparto dialisi di Lipari vogliono trasferire mia mamma a Milazzo per cambiare per l’ennesima volta il catetere venoso, allorchè io mi allarmo e mi lamento dicendo che non è possibile che mia mamma sia l’unica paziente a dover cambiare il catetere ogni due mesi quando tutti gli altri pazienti dializzati lo tengono per anni.
Sta di fatto che mia mamma insieme a mio padre si recano a Milazzo (a loro spese) per cercare di capire come bisognava procedere. Qui i medici dopo una seduta di dialisi, la mandano nuovamente a casa dicendo che per loro il catetere venoso funzionava e che mia mamma dializzava bene. Oltre al danno pure la beffa: non solo mia mamma si reca inutilmente all’ospedale di Milazzo, rimane anche bloccata una notte lì per le condizioni meteo marine avverse.
Inutile soffermarmi sul fatto che io e  mio marito abbiamo litigato con i medici del reparto dialisi di Lipari che gli hanno fatto fare ad una persona che stava poco bene un inutile viaggio.
Quindi i medici di Lipari decidono di cambiare la terapia  intradialitica e domiciliare. Le fanno diverse analisi del sangue, ECG, visite cardiologiche etc. e mi dicevano stai tranquilla sua mamma non ha nulla sta bene, i valori sono nella norma. Ma mia mamma continuava a stare male a non dializzare bene e ad avere sempre l’affanno. Così i medici del reparto dialisi di Lipari, decidono di ricoverare mia mamma  al reparto medicina dell’ospedale di Lipari per tenerla in osservazione, ma tutti i valori risultavano nella norma l’unico nuovo dato emerso è che c’era la valvola mitralica che non funzionava più bene(di grado moderato) e non severo per cui decidono di dimetterla e continuare nuovamente con più sedute di dialisi. Tra l’altro anche il personale medico e infermieristico del pronto soccorso non aveva dato le giuste valutazioni ai malesseri di mia mamma dicendo che tutti i valori erano nella norma e dimettendola puntualmente ogni volta.
Ma a nulla tutto ciò è valso perché mia mamma ha smesso di respirare dopo qualche giorno, nell’incredulità mia e di tutte le persone che le volevano bene. Nessun medico ha capito che si doveva intervenire nella maniera più celere e cioè trasferirla in un ospedale nel reparto di cardiochirurgia e sottoporla a un intervento cardiaco, mi hanno solo comunicato la diagnosi senza capirne la gravità e le conseguenze a cui sarebbe andata incontro.
Mia mamma adesso non c’è più e (almeno spero), ha smesso di soffrire. Purtroppo non ha avuto la fortuna di godersi l’ultimo nipotino arrivato solo quindici giorni prima che lei smettesse di respirare.
Spero che nessun’altro/a possa passare ciò che ho vissuto io, ma vivo nella speranza che prima o poi l’ospedale di Lipari venga migliorato con strutture moderne ma soprattutto con medici competenti in grado di valutare e capire le diagnosi, poiché a poco o a nulla vale avere una tale struttura e affinché nessun altra vita debba lasciare questo mondo in questa maniera.
Piera Biviano

Alle spalle del Palazzetto dello Sport "Nicola Biviano". Il degrado e non solo

Pubblichiamo una sequenza fotografica che ci è giunta in redazione per evidenziare lo stato di degrado in cui versa la parte esterna (lato scuola) del Palazzetto dello Sport "Nicola Biviano" a Lipari. 
Nell'area, stante il cancello sempre aperto (ingresso da via Diana), si registrerebbe- da quanto apprendiamo un continuo via vai, specie durante le ore serali. 
Oltre a sottrarre l'area dal degrado sarebbero auspicabili controlli e magari la chiusura del cancello nelle ore in cui l'area non viene utilizzata dalla scuola.


Gli auguri ai festeggiati di oggi

Eolienews augura Buon Compleanno ad Ugo Biviano, Catia Paino, Alessio Zagami, Gianluca Profilio, Giuliana Galletta, Gabriele Cappadona e Francesca Casamento

martedì 29 luglio 2014

A Lipari la mostra "Kosmos - "Paesaggi Interni" di Stello Quartarone

Autorità portuale. Messina accorpata con Catania e Augusta

Messina con Augusta e Catania. Alla fine il governo nazionale ha previsto l’accorpamento delle tre autorità portuali siciliane, inserito all’interno del decreto “Sblocca Italia”. Nell’ultima bozza del provvedimento, infatti, alla voce “piano porti”, nell’ambito del “piano strategico nazionale della portualità e della logistica”, saranno costituite le “autorità portuali di rilevanza europea”, tra le quali quella che legherebbe appunto Augusta, Catania e Messina. In tutto sono quattordici i nuovi enti. In Sicilia, secondo questa formula, Trapani dovrebbe unirsi a Palermo. In Calabria, invece, manterrebbe l’autonomia Gioia Tauro. Le altre del Paese sarebbero Genova-Savona, La Spezia-Marina di Carrara, Livorno Piombino, Napoli-Salerno, Cagliari-Olbia-Porto Torres, Taranto, Bari-Brindisi, Ancona-Ravenna, Trieste- Monfalcone e Venezia- Chioggia. Nei mesi scorsi la prospettiva di un venir meno della libertà d’azione dell’Autorità portuale di Messina, aveva scatenato una raffica di reazioni contrarie degli amministratori locali, non convinti dalle possibilità di sviluppo unitario e timorosi di poter perdere investimenti economici a scapito delle altre realtà. Secondo chi ha definito il decreto questa nuova struttura permetterebbe invece di attrarre risorse comunitarie ed accentuare le diverse peculiarità dei porti che, nel caso di Messina, evidentemente dovrebbe essere quella crocieristica.

Bagnamare. Il mare scava sotto. Rischi per la strada? La segnalazione


Una parte del piede della strada di Bagnamare appare decisamente erosa dai marosi e ci segnalano piccoli crolli di materiale che presumibilmente provengono dalla strada stessa. 
Non sarebbe forse il caso di fare una verifica onde evitare cedimenti sull'arteria stradale e conseguenti pericoli per chi vi transita??

Filicudi. Ci risiamo? Pontili galleggianti in arrivo? Legambiente regionale chiede al sindaco Giorgianni un intervento in autotutela

Quattro piccoli pontili galleggianti starebbero per essere installati a Filicudi nel tratto di mare compreso tra Filicudi Porto e Capo Graziano.
Si tratta, ovviamente, di una indiscrezione che però, bisogna pur dire, sta facendo il giro dell'isola destando forti perplessità e non solo. Anche perchè, a più riprese, nel passato i residenti si sono espressi negativamente su queste strutture che andrebbero, tra l'altro, ad essere posizionate nei pressi di un'area balneabile.
Abbiamo appreso che Legambiente regionale, su sollecitazione dei residenti e coerente con la posizione assunta nel passato su questa tematica, chiederà al sindaco di Lipari un intervento in autotutela affinchè, nell'attesa di tutte le verifiche necessarie, non si installino i suddetti pontili

Da Partylandia auguri a Giusy Lorizio e Gabriel Ziino per il loro compleanno

Lo staff di Partylandia augura Buon Compleanno a Giusy Lorizio che oggi compie 43 anni e a Gabriel Ziino che ne compie 1
Invitiamo la popolazione di Lipari e tutti i villeggianti ad aderire al sit-in che si terrà mercoledì 30 Luglio in Via Vittorio Emanuele ("alla Palma") alle ore 19:30 ed alla serata di solidarietà che si terrà giovedì 31 al Bar Luna Quinta a Marina Lunga a partire dalle 20:30, durante il quale verrà proiettato un documentario e verranno raccolti fondi da inviare a Gaza.