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venerdì 19 giugno 2026

ASTRIS a Stromboli con “Dal Mare all’Universo” per il solstizio d’estate 2026

 


COMUNICATO - L’Universo comunica con noi non solo tramite la natura, ma anche con i neutrini, invisibili ma onnipresenti

Dal 20 al 22 giugno 2026, Stromboli accoglierà l’evento “Dal Mare all’Universo”, promosso da ASTRIS in occasione del solstizio d’estate 2026, con un programma dedicato al rapporto tra scienza, mare, cielo e conoscenza dell’Universo.

L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della ProLoco Amo Stromboli, nasce con l’obiettivo di avvicinare il largo pubblico ad alcuni dei temi più affascinanti della ricerca contemporanea: lo studio dei neutrini, messaggeri invisibili provenienti dal cosmo, l’esplorazione dell’Universo attraverso i grandi rivelatori sottomarini, la conoscenza della struttura interna della Terra e l’osservazione diretta del cielo.

Il titolo dell’evento richiama idealmente il legame profondo tra il mare e l’Universo. Proprio nelle profondità marine, infatti, la ricerca scientifica ha trovato uno straordinario ambiente naturale per studiare particelle quasi impalpabili, capaci di attraversare la materia e di portare informazioni preziose sugli eventi più estremi e lontani del cosmo.

La cornice di Stromboli, isola simbolo di natura, energia e bellezza, rende l’iniziativa ancora più significativa: un luogo in cui la forza della Terra, il respiro del mare e l’immensità del cielo si incontrano in modo unico.

Il programma prenderà avvio sabato 20 giugno con l’esposizione assistita di meteoriti e brecce lunari, a cura di Luciano Quaglietti e Cesare Dal Pont di ASTRIS, presso “Il vulcano nel bosco”. In serata sono previste osservazioni guidate al telescopio, aperte al pubblico.

La giornata di domenica 21 giugno sarà dedicata, nella mattinata, alle osservazioni solari presso “Il vulcano nel bosco”. Nel pomeriggio, presso la sala conferenze dell’hotel “La Sirenetta”, si terranno gli incontri scientifici: Cesare Dal Pont di ASTRIS parlerà de “I neutrini: una finestra sull’invisibile dell’Universo”; Giorgio Riccobene, di INFN – Laboratori Nazionali del Sud, Università di Catania e Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia, illustrerà “L’universo in fondo al mare: il più grande telescopio sottomarino del mondo in Sicilia (KM3NeT)”; Claudia Piromallo, di INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, affronterà il tema “L’interno della Terra rivelato dalle onde che essa stessa genera”; Andrea Donini, dell’Istituto di Fisica Corpuscolare, centro misto CSIC-Università di Valencia, proporrà l’intervento “Vedere debolmente non vuol dire vederci male: neutrini e struttura interna della Terra”.

In serata, ancora presso “Il vulcano nel bosco”, sono previste nuove osservazioni guidate al telescopio, aperte al pubblico.

L’evento rappresenta anche un’importante occasione per valorizzare Stromboli come luogo di cultura scientifica, oltre che di straordinario interesse naturalistico e paesaggistico, rafforzando il dialogo tra comunità locale, ricerca, divulgazione e pubblico.

«Siamo particolarmente orgogliosi di portare ASTRIS a Stromboli con un’iniziativa che unisce scienza, mare e cielo, dichiara Emanuele Sillato, Presidente di ASTRIS. Parlare di neutrini significa parlare dei messaggi più silenziosi e profondi che l’Universo ci invia. Farlo in un luogo come Stromboli, dove la natura mostra con tanta evidenza la sua forza e la sua bellezza, rende questo appuntamento ancora più speciale».

La Pro Loco Amo Stromboli esprime un sentito ringraziamento ad Astris , alle istituzioni scientifiche coinvolte — INFN – Laboratori Nazionali del Sud, INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Università di Catania, Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia, Istituto di Fisica Corpuscolare, centro misto CSIC-Università di Valencia — e a tutti gli enti, le istituzioni e le realtà che hanno offerto supporto, collaborazione e patrocinio all'iniziativa, poiché l'evento è una grande opportunità per l'isola 

Con “Dal Mare all’Universo”, ASTRIS conferma la propria missione: rendere la scienza accessibile, viva e condivisa e patrimonio di conoscenze per tutti: perché guardare il cielo significa anche comprendere meglio la Terra, il nostro posto nell’Universo e il valore della conoscenza.

Rosa Oliva  (Presidente della Pro Loco Amo Stromboli Aps)

Eolienews ricorda Enrico (Eligio) Cannistrà

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Le Eolie nelle stampe d'epoca (91° puntata): Lisca bianca vista da Bottaro

Eolienews ricorda Bartolo Zaia


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Oggi, 19 giugno: San Romualdo

 

S. Romualdo nacque a Ravenna dalla nobile famiglia degli Onesti: i costumi del casato però non corrispondevano al nome. Il duca Sergio, padre del nostro Santo, uomo irascibile e per nulla religioso, venuto in lite con un parente per il possesso di un podere, lo sfidò a duello. Romualdo sebbene aborrisse lo spargimento di sangue, costretto dal padre, dovette assistere a quell'atto irragionevole che terminò coll'uccisione dell'avversario. A quella vista il suo cuore inorridì e corse a nascondersi nel monastero di Classe presso Ravenna, per riparare, con quaranta giorni di penitenza, l'omicidio commesso dal genitore.
Finita quella quaresima, si sentì mutato; le esortazioni di un frate laico e di due visioni di S. Apollinare, lo decisero a vestire l'abito religioso in quel monastero.

Trascorsi tre anni, abbandonò il paese natio e recatosi in una solitudine vicino a Venezia, si pose sotto la direzione di un celebre eremita chiamato Marino. Dopo vent'anni di tirocinio, Romualdo in compagnia del maestro e di alcuni nobili veneziani, passò in Francia. fermandosi nei dintorni di S. Michele di Cusa.

Colà prese a progredire mirabilmente di virtù in virtù, superando lo stesso Marino, e molti, ammirando il suo tenore di vita, venivano a mettersi sotto la sua guida. Ivi pure dovette sostenere terribili lotte col demonio, che gli dipingeva in mille modi le difficoltà della vita religiosa, la fragilità della nostra debole natura e l'enorme fatica che ci vuole per giungere a piacere davvero al Signore. Il Santo tutto vinse con la mortificazione e la preghiera.

Dalla Francia tornò nuovamente in Italia ed ebbe la consolazione di constatare la conversione del duca suo padre.

Avuto intanto notizia che il suo discepolo Brunone di Querfurt era stato coronato del martirio in Russia, bramando anch'egli di versare il suo sangue per la fede, s'incamminò verso quelle regioni. Ma una grave malattia lo arrestò nell'Ungheria ed egli, scorgendovi un segno della volontà divina, fece ritorno in Italia.

Riprese quindi le fondazioni e le visite ai monasteri. Un giorno ad Arezzo s'incontrò con un conte aretino di nome Maldolo, padrone di una casa e di una magnifica selva che dal suo nome si chiamava CaMaldoli. Il conte, conosciuto chi fosse quel venerando pellegrino, gli manifestò una visione avuta e gli donò casa e selva. Romualdo, giudicando quella località adattissima per i suoi, ridusse la casa ad ospizio e vicino costruì un eremo per i religiosi contemplativi. Diede loro, con qualche modificazione, la regola benedettina e dal nome del luogo li denominò Camaldolesi.

Il santo vegliardo fondò ancora un altro cenobio nella valle di Castu, e vicino a questo si costruì una cella romita per passarvi gli ultimi anni. Quivi, affranto, mori il 19 giugno 1027 a 120 anni. La festa odierna ricorda la traslazione delle sue reliquie nella chiesa di Fabriano.

PRATICA. Imitare S. Romualdo in questo suo bel consiglio: «Presto a letto e presto fuor di letto».

PREGHIERA. Dela! Signore, ci renda accetti l'intercessione del beato abate Romualdo, affinchè quel che non possiamo coi nostri meriti, lo conseguiamo per il suo patrocinio.

Buongiorno e buon venerdì con questa cartolina dalle Eolie


 

giovedì 18 giugno 2026

Al via il 3 luglio del Festival EOLIE'26

La prima serata del festival, prende il via sul palco allestito nella piazzetta di Marina Corta alle 19.15 e il titolo dice già tutto: Abisso e Mistero.
Non è una metafora generica, ma il filo che unisce modi diversi di spingersi oltre i propri confini, alla ricerca di ciò che sfugge alle certezze e continua a interrogare l'uomo.
Ad accogliere il pubblico di Eoliè26, insieme al direttore artistico Francesco Malfitano, saranno Marcello Veneziani, filosofo e scrittore “inattuale” nel senso nietzschiano del termine e Luca Violini, attore e autore. Le riflessioni di Veneziani si alterneranno alle letture di Violini, dando vita a un percorso di riflessione e ascolto sul senso del limite, dell'ignoto e di ciò che si trova oltre.
Ti aspettiamo dal 3 al 6 luglio a Lipari.
PER INFO www.eolie.art

Dopo undici anni Vulcano avrà un moderno pontile. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 18 giugno 2026


 

Eolie, raffica di dubbi sui dissalatori, Italia Nostra chiede l'accesso agli atti. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 18 giugno 2026


 

Le Eolie nelle stampe d' epoca (90° Puntata ) : Panarea

Isole Eolie, Italia Nostra chiede accesso agli atti sui quattro dissalatori del Pnrr

Italia Nostra Sicilia accende i riflettori sui progetti di realizzazione dei quattro dissalatori previsti nelle isole di Filicudi, Panarea, Stromboli e Alicudi e finanziati con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con una articolata richiesta di accesso agli atti indirizzata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Comune di Lipari e a tutti gli enti competenti, l’Associazione ha chiesto di poter esaminare l’intera documentazione tecnica, ambientale e autorizzativa relativa agli interventi. Il documento è stato sottoscritto dal Presidente Nazionale di Italia Nostra Edoardo Croci e dalla Presidente Regionale di IN Sicilia Nella Tranchina, a conferma della rilevanza nazionale della questione e della necessità di garantire la massima tutela per uno dei territori più preziosi del Mediterraneo. «Non siamo contrari alla dissalazione in quanto tale – precisa Italia Nostra – e riconosciamo l’esigenza di assicurare adeguate risorse idriche alle comunità delle isole minori. Riteniamo però indispensabile verificare che opere di tale portata siano realmente compatibili con il patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale delle Eolie, riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità».

L’Associazione evidenzia una serie di questioni che meritano approfondimenti: la proporzionalità degli impianti rispetto ai reali fabbisogni delle isole, caratterizzati da una forte stagionalità; l’impatto paesaggistico delle opere; la sostenibilità economica dei progetti e dei costi di gestione nel lungo periodo; gli effetti ambientali derivanti dagli scarichi delle salamoie prodotte dai processi di dissalazione. Tali reflui presentano normalmente concentrazioni saline superiori a quelle naturali e possono contenere residui delle sostanze chimiche utilizzate per proteggere le membrane durante il processo di dissalazione a osmosi inversa.

 Particolare preoccupazione suscita la tutela degli ecosistemi marini e delle praterie di Posidonia oceanica, habitat protetto di importanza strategica per il Mediterraneo. Nella nota si richiama inoltre uno studio scientifico svolto sul dissalatore di Lipari che avrebbe evidenziato alterazioni delle caratteristiche delle acque marine e una riduzione della biodiversità nelle aree prossime agli scarichi. Uno dei punti centrali dell’iniziativa riguarda la compatibilità degli interventi con lo status UNESCO delle Isole Eolie. Italia Nostra chiede infatti di verificare se i progetti siano stati sottoposti a specifiche valutazioni in relazione alla conservazione del Valore Universale Eccezionale che ha determinato l’iscrizione dell’arcipelago nella World Heritage List e se siano stati coinvolti gli organismi competenti per la gestione del sito.

Attenzione viene inoltre rivolta al progetto previsto a Filicudi, localizzato in prossimità dell’area archeologica di Capo Graziano e di importanti testimonianze archeologiche sommerse, rispetto alle quali l’Associazione ritiene necessario acquisire ulteriori elementi conoscitivi.

Per Italia Nostra la questione non riguarda soltanto la realizzazione di quattro infrastrutture idriche, ma il modello di gestione di un territorio unico al mondo, sottoposto a molteplici vincoli ambientali e culturali.

«L’obiettivo – conclude l’Associazione – non è bloccare preventivamente gli interventi, ma garantire che ogni decisione venga assunta sulla base di dati scientifici, valutazioni complete, trasparenza amministrativa e pieno coinvolgimento delle comunità locali. Quando si interviene in un sito UNESCO, il livello di attenzione deve essere massimo».

 

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Gianluca Saltalamacchia, Jessica Di Giuseppe, Jessica Sarpi, Nando De Vita, Lorenza Castrucci, Leonardo Natoli, Tomas Favaloro, Patrizia Campo, Gaetano Merlino, Nico Lombardo, Nico Ficarra

Ordinanza per doppio senso nella via Amendola, APU e divieto di sosta h/24. Emessa anche ordinanza anti - rumore

Con ordinanza contingibile e urgente del sindaco di Lipari , Riccardo Gullo , si disciplina la viabilità nella Via Tenente Mariano Amendola (Sottomonastero) dal 22.06.2026 al 15.09.2026. Questo quanto previsto :
Istituzione, del doppio senso di circolazione nella Via Tenente Mariano Amendola di Lipari, con contestuale divieto di sosta 0/24 lato mare dall’incrocio di Via Vittorio Emanuele sino al civico 21, e lato monte dalla fine della concessione demaniale rilasciata alla ditta Cammarano (noleggio scooter) fino al civico 21;

Divieto di transito per i veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 Tonnellate;
Istituzione di una zona “Area Pedonale” mediante la collocazione di fioriere e/o elementi di arredo, da collocare all’altezza dell’ex studio medico “Formica”, nella bretella di congiunzione tra la Via Ten M. Amendola e la Via Vittorio Emanuele e nella parte finale di Via Vittorio Emanuele fino all’incrocio con la Via Cappuccini;

Divieto di sosta 0/24 nell’area antistante la predetta chiusura, e la zona destinata al carico e scarico merci.

Ordinanza su attività edili e rumorosi

Con l’arrivo della stagione turistica il sindaco, Riccardo Gullo, ha anche emesso l’ordinanza che disciplina e sospende le attività edili e i lavori rumorosi nelle isole del Comune, al fine di tutelare il riposo dei residenti e dei numerosi visitatori.

Il provvedimento prevede:

Dal 21 al 30 giugno 2026: In questa prima fase, i lavori sono consentiti esclusivamente nelle fasce orarie dalle 07:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 18:00. Nella primissima fascia mattutina (dalle 07:00 alle 09:00) sono autorizzati solo interventi edili di tipo non rumoroso.

Dal 4 luglio al 5 settembre 2026: Scatta la sospensione generale dei lavori edili o comunque rumorosi per le isole di Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi.

Esclusivamente per le isole di Lipari, Vulcano e Filicudi – in quanto dotate di viabilità provinciale – viene concessa una proroga dal 4 al 18 luglio, ma solo per i cantieri situati fuori dal centro urbano. In queste aree si potrà lavorare dalle 08:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 20:00.

Per non bloccare interventi strategici o legati alla sicurezza, l’ordinanza non si applica a: lavori marittimi; attività comunali e provinciali di scerbatura, fondamentali per la prevenzione degli incendi estivi; opere finanziate nell’ambito del PNRR e del REIMAR, visti i tempi stringenti di attuazione. tutti gli interventi urgenti di Protezione Civile.

Durante i periodi di stop, tutti i titolari di titoli abilitativi (Concessioni, Scia, Cila) dovranno mettere i cantieri in totale sicurezza e in perfetto ordine. Le attrezzature e i depositi dovranno essere opportunamente mascherati, evitando tassativamente il rilascio di polveri o materiali nell’atmosfera. Inoltre, l’ordinanza invita espressamente le imprese a concordare preventivamente le attività residue con il vicinato per non alterare la quiete pubblica.

Sono previste sanzioni che vanno da un minimo di 103,30 euro a un massimo di 516,46 euro. In caso di recidiva la multa verrà raddoppiata e il Comune potrà procedere alla revoca immediata delle autorizzazioni edilizie.

Eolienews ricorda Lina Scaramozzino

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Anestesisti e cardiologi all'ospedale di Lipari. Il 30 giugno scade la convenzione. E poi...

Il prossimo 30 giugno scade la convenzione con l'ospedale Papardo di Messina per l'invio di anestesisti e cardiologi all'ospedale di Lipari, il cui mancato rinnovo comporterebbe gravi rischi per i cittadini, così come per i tanti turisti che, nei prossimi mesi, sbarcheranno nell'arcipelago. 

Il rischio che ciò accada sembra essere abbastanza reale, in quanto, da ciò che trapela, la convenzione non sarà rinnovata e l'Asp di Messina avrebbe intenzione di indire un bando, riconoscendo a queste due figure, 60 euro lordi giornalieri. 

Non bisogna essere profeti e/o indovini per prevedere che a queste condizioni non verrà nessuno e questo, specie in pena estate, sarebbe davvero un dramma.  

Auspichiamo, se non è stato già fatto, un incisivo intervento della politica eoliana (non solo, quindi, di quella di Lipari) e dei vari comitati e/o associazioni che operano nel settore della Sanità. 

Eolienews ricorda Enrico Biviano

 
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Oggi, 18 giugno: Santa Marina

 

Secondo il Martirologio Romano,Santa Marina si festeggia il 18 giugno, e il 17 luglio si celebra la traslazione delle sue reliquie da Costantinopoli a Venezia, avvenuta nel 1231. Nella chiesa infatti si raccoglievano le gesta dei santi che poi venivano trascritte perché fossero di esempio a tutti i cristiani e venivano lette durante la messa. L'altare di questa santa è meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo, in particolare dalle località dell'Italia centro meridionale, dove è ancora venerata.


Marina nacque a Qalamoun nel Nord del Libano. Suo padre Eugenio era un pio uomo. Sua madre morì quando Marina era molto piccola. Fatto che indusse il padre a rinunciare al mondo per ritirarsi nel Monastero di Qannoubine nella Valle Santa, accompagnato dalla figlia, che vestì da maschio, introdotta ai monaci col nome di Marino. La giovane si dedicò alla pratica delle virtù monastiche con massima spiritualità e precisione.

Un giorno, mandato in missione in una città vicina, dovette trascorrere la notte a casa di un amico dei monaci che sia chiamava Paphnotius, la cui figlia era incappata in adulterio e rimasta incinta. Quando il padre scoprì il fatto s'infuriò e la figlia attribuì la colpa al monaco. L'uomo andò subito al Monastero dal Superiore che chiamò Marino e lo sgridò, ma questi non disse nulla per discolparsi. Il suo silenzio fu interpretato come un'ammissione di colpa e Marino fu condannato a svestire l'abito. Quando la figlia partorì, il nonno portò il bambino al Monastero e lo affidò a Marino che lo allevò con ciò che i monaci usavano dargli, latte di capra e avanzi. Marino sopportò la vergogna senza nessun lamento per quattro anni, poi il Superiore mosso a compassione lo riammise al Monastero sotto severissime condizioni.

Marino perseverò nella sua opera ascetica fino alla morte quando i segni del suo volto brillavano di luce divina. Grande lo stupore dei monaci quando, nel preparare il corpo per la sepoltura, scoprirono che Marino era una donna. Il Superiore e i monaci s'inginocchiarono davanti al corpo immacolato, chiedendo perdono a Dio e all'anima della santa divina.

Un'imperatrice di nome Marina, molto devota della Santa, per meglio assicurare dalla profanazione il suo sacro corpo, ordinò che venisse collocato nei sobborghi della Città imperiale (Costantinopoli). Da qui il s. corpo fu traslato in Romania presso un monastero da cui, successivamente, nel 1228, il mercante veneziano Giovanni Bora lo avrebbe acquistato e portato a Venezia dove volle impreziosire di quel sacro deposito la sua Parrocchia, che al nome di S. Liberale aggiunse quello di S. Marina.

La Santa mostrò presto quanto fosse efficace il suo patrocinio presso Dio. Il suo culto fu in ogni tempo grande presso i Veneziani, ma si accrebbe e prese una forma civile, mentre prima era di carattere esclusivamente ecclesiastico, nel 17 luglio dell'anno 1509.

Allora, nelle gravi angustie della guerra di Cambrai, le armi della Serenissima Repubblica, messe sotto il Patrocinio di questa inclita Vergine, poterono riconquistare la città di Padova, le cui chiavi in seguito vennero conservate nella chiesa della Santa.

In tale circostanza la gloriosa Vergine fu dichiarata Patrona Minus principalis di Venezia. Il Senato, considerando che questo felice avvenimento era una grazia dovuta alla protezione di S. Marina, decretò che il 17 luglio di ogni anno fosse il giorno festivo e che il Doge, con lo stesso Senato, dovesse recarsi con gran pompa alla chiesa della Santa, per omaggiarla del suo patrocinio.

Dopo il 1810, per le vicende dei tempi, la bella chiesa dedicata a S. Liberale e a S. Marina fu distrutta; il corpo della cara Santa fu trasportato nella chiesa di S. Maria Formosa, dove tuttora si può venerare, deposto in una sontuosa cappella.

MARTIROLOGIO ROMANO. Ad Alessàndria la passione di santa Marina Vergine.

Buongiorno e buon giovedì con questa cartolina dalle Eolie


 

mercoledì 17 giugno 2026

Al via i lavori di efficientamento energetico dell'illuminazione pubblica a Lipari


 

Cambia l'orario dell'APU in via Roma e a Marina Corta

 Con parziale modifica della precedente ordinanza, il dirigente Francesco Cataliotti, ha disposto l'anticipazione dell' orario di entrata in vigore dell’Area Pedonale Urbana sulla Via Roma (a partire dall'inizio della rampa che porta sul Corso Vittorio Emanuele) e nella Piazza Ugo di Sant’Onofrio (Marina Corta) di Lipari.  Questo in quanto la piazza è giornalmente frequentata da un considerevole numero di turisti e residenti ai quali si deve garantire garantire il transito pedonale in sicurezza.

Di conseguenza:Nella Via Roma di Lipari (tratto compreso tra la rampa che conduce alla Via Vittorio Emanuele e l’ingresso con la Piazza Ugo di Sant’Onofrio) ed in Piazza Ugo di Sant’Onofrio di una zona denominata AREA PEDONALE dalle ore 14:00 alle ore 02:00 del giorno successivo.

L’istituzione del divieto di sosta 0/24, con rimozione forzata, nella Via Roma di Lipari;

 Il doppio senso di circolazione, dalle ore 02:00 alle ore 14:00 nella Via Roma di Lipari;

Una seduta di consiglio sull'ordinanza-coprifuoco. E' polemica alle Eolie. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 17 giugno 2026


 

Dissalatori alle Eolie e "trasloco" di Posidonia, progetto "schizofrenico". L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 17 giugno 2026



 

Con "Tienimi presente" al via venerdì la VII edizione di Racconti d’estate

Quando torni a casa e non è davvero casa. Quando vai via e non è davvero altrove. Quando sei un regista deluso dal mondo del cinema, e decidi di fare marcia indietro dalla Capitale e tornare nella tua città natale.

Alberto scrive il suo diario dentro il film un po’ Nanni Moretti e un po’ Massimo Troisi o, anche, “l’isola di Arturo” che mentre sono là, vorrebbero trovarsi qua, e appena tornati qua, subito hanno voglia di scappar via.


Ma il problema non è essere giovani, o essere del Sud, o essere precari. Il problema è non essere mai esattamente da nessuna parte. Alberto Palmiero, però, dice a sé stesso “non perderti” ... e sarà presente alla VII edizione di Racconti d’estate. Tenetelo presente!

L'Ansa del direttore Sarpi: Dissalatori nelle Eolie, Italia nostra chiede accesso agli atti ma Comune di Lipari emette decreti per occupazione e l’immissione in possesso delle aree

LIPARI, Giugno 17 ANSA - Italia nostra Sicilia accende i riflettori sui progetti dei quattro dissalatori nelle isole di Filicudi, Panarea, Stromboli e Alicudi, finanziati con fondi del Pnrr. Con una richiesta di accesso agli atti indirizzata al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Comune di Lipari e a tutti gli enti competenti, l’associazione ha chiesto di poter esaminare l’intera documentazione tecnica, ambientale e autorizzativa relativa agli interventi.

Il documento è stato sottoscritto dal presidente nazionale Edoardo Croci e dalla presidente regionale Nella Tranchina. “Non siamo contrari alla dissalazione – precisa Italia Nostra – e riconosciamo l’esigenza di assicurare adeguate risorse idriche alle comunità delle isole minori. Riteniamo però indispensabile verificare che opere di tale portata siano realmente compatibili con il patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale delle Eolie, riconosciute dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità”.

Nel frattempo, il Comune di Lipari va avanti e con i decreti del dirigente del III settore, Mirko Ficarra, è stata autorizzata l’occupazione anticipata d’urgenza e l’immissione in possesso delle aree site a Filicudi, Alicudi e Panarea dove è stato previsto di realizzare le infrastrutture. Nessun decreto, al momento, per Stromboli. (ANSA)

Pontile aliscafi di Vulcano: Prove tecniche d'approdo in corso (foto e video)




 

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Nuccio Bonarrigo, Patrizia Castelli, Luigi Del Pozzo, Nino Terrano, Melania Lo Schiavo, Antonella Mondello, Alessandra Andaloro

Eolienews ricorda Amedeo Romagnoli

 


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Posidonia oceanica: il paradosso dei fondi europei. Finanziata la tutela, ma autorizzato lo sradicamento alle Isole Eolie?

 

COMUNICATO STAMPA


La Posidonia oceanica è una pianta acquatica: forma delle praterie sottomarine che purificano l’acqua e la rendono cristallina, nutrono organismi animali e vegetali, nonché proteggono la costa dall’erosione. La prateria di Posidonia è il massimo livello di sviluppo e complessità dell’ecosistema del Mediterraneo.


Il Comune di Lipari ha recentemente chiesto autorizzazione alla Regione Siciliana di modificare il progetto originale dei quattro dissalatori previsti per Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli. La nuova proposta consiste nell’operazione di “espianto e trapianto” della Posidonia oceanica per consentire la posa delle condotte sottomarine dei nuovi impianti. Per limitare i danni all’ecosistema, la Regione aveva già vietato qualsiasi scavo o dragaggio che potesse danneggiare la prateria di Posidonia. Le prescrizioni disponevano infatti che l’attraversamento della prateria avvenisse senza toccare il fondale, mediante Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC) sotterranea oppure posando la condotta al di fuori dell’area protetta. L’unica motivazione indicata a sostegno di tale modifica del progetto è il risparmio economico, a fronte però di una operazione di “espianto e trapianto” che è molto rischiosa per una pianta marina il cui tasso di crescita lineare dei rizomi è stimato in appena 100-1000 cm per secolo. Un cortocircuito economico e ambientale che si sta consumando alle spalle dei contribuenti e del nostro ecosistema marino.


Infatti, i progetti di realizzazione dei quattro dissalatori dovrebbero essere finanziati con i fondi del PNRR, le cui deroghe evidentemente permettono di scavalcare sia le leggi nazionali che la logica comune. La gestione dei fondi europei, troppo spesso percepiti come regali piovuti dall’alto, sono in realtà il frutto diretto del lavoro dei cittadini, alimentato dalle tasse che ognuno versa annualmente. Il paradosso strutturale a cui si assiste rasenta quindi l’assurdo. Da un lato, ingenti risorse pubbliche vengono stanziate e spese per la piantumazione e il ripristino della Posidonia oceanica, polmone verde dei nostri mari e baluardo contro l’erosione costiera. Dall’altro lato, in perfetta e schizofrenica contraddizione, altrettanto denaro pubblico viene impiegato per estirpare i medesimi banchi di Posidonia, sacrificati sull’altare di presunte opere di “pubblica utilità”. Viene spontaneo chiedersi quale utilità possa esserci nel distruggere un ecosistema protetto nell’area di addirittura quattro isole, per imporre progetti calati dall’alto, privi del consenso delle comunità locali e privi di una reale lungimiranza strategica. Una gestione che non si può che definire scellerata: i cittadini pagano due volte, prima per finanziare la devastazione e poi per ripristinarla. Utilizzare il denaro dei contribuenti per finanziare un’opera e, contemporaneamente, il suo esatto contrario, è un insulto alla logica economica e alla sensibilità ambientale.


Se la maggior parte della comunità è in disaccordo e protesta in ogni modo, una scelta può ancora ritenersi “pubblica”? Chi stabilisce cos’è di pubblica utilità?

Sarebbe doverosa quindi un’immediata inversione di rotta e un controllo rigoroso sulla coerenza dei finanziamenti pubblici. La transizione ecologica non può essere solo uno slogan dietro al quale nascondere lo scempio dei nostri mari, specialmente quando a pagarlo sono proprio gli stessi cittadini che vorrebbero proteggerli.

Movimento contro il Dissalatore sulla Spiaggia di Filicudi (MoDiSFi)

Eolienews ricorda Franchino Monteleone

 


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Oggi, 17 giugno: San Ranieri di Pisa


Ricco mercante, in grado di leggere il latino, entrò in relazione con una asceta di Pisa, si convertì e decise di abbandonare la vita mondana.
La vita di Ranieri ebbe una profonda trasformazione negli anni della giovinezza, nel 1140 andò in pellegrinaggio in Terra Santa, dove visse per tredici anni divenendo eremita. 
Nel 1153 ritornò a Pisa, preceduto da una fama di santità. Dopo un soggiorno di un anno presso il monastero di Sant'Andrea in Kinzica, si installò a San Vito, dove rimase sino alla morte. Si dedicò all'apostolato e alla predicazione. Il corpo venne sepolto in una cappella della cattedrale di Pisa. 
Il culto ebbe una grande fortuna a livello locale, e a partire dal XIII secolo divenne patrono della città. Ogni anno viene ricordato con una caratteristica luminara, secondo una tradizione che per alcuni avrebbe origine nell'anno stesso della morte del santo.
Non è provato che sia stato canonizzato da Alessandro III, ma il culto liturgico fu approvato nel XVII secolo e compare nel Martirologio romano. La sua vita scritta subito dopo la sua scomparsa dal canonico pisano Benincasa, che era stato suo confidente e consigliere.
Molte sono le leggende su Ranieri e vivono non solo legate alle sue gesta da vivo. Da tempo immemore i pisani si tramandano la tradizione riguardante una burrasca di san Ranieri, secondo la quale ogni anno il santo metterebbe alla prova i propri concittadini scatenando la pioggia sulle loro teste

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie


 

martedì 16 giugno 2026

Sanità: Il calvario di tre giorni di un eoliano fragile e i rimpalli di responsabilità

Riceviamo e pubblichiamo questo documento inviato 

 Alla Direzione Generale dell'ASP di Messina

Alla Direzione Sanitaria dell'Ospedale di Lipari


Scrivo queste righe come figlia di un uomo che negli ultimi quattro giorni ha vissuto un percorso che mi lascia profondamente amareggiata e preoccupata per il funzionamento del sistema sanitario a cui siamo costretti a sottostare.

Sabato sera mio padre è caduto da un'altezza di circa due metri. È un uomo di 76 anni, diabetico e portatore di diverse patologie. Trasportato autonomamente all'ospedale di Lipari, è stato sottoposto agli accertamenti necessari, tra cui tac ed esami radiologici, che hanno evidenziato la brutta frattura di una vertebra .

I medici presenti hanno prontamente svolto il loro compito, attivando i contatti con le strutture della provincia in grado di gestire il caso, considerato che a Lipari non è presente un reparto di neurochirurgia.

La documentazione clinica è stata inviata inizialmente all'Ospedale Papardo di Messina e da quanto ci è stato comunicato, il quadro richiedeva da subito un intervento chirurgico. Tuttavia, il trasferimento presso la struttura messinese non è avvenuto prontamente per indisponibilità di posti letto e per la saturazione del reparto.

Successivamente è stato contattato anche il Policlinico di Messina ed anche in questo caso ci è stata comunicata l'indisponibilità di posti presso il reparto competente. Nel frattempo sono trascorsi  3 giorni. Giorni durante i quali un uomo anziano è rimasto immobilizzato sul lettino di un pronto soccorso, in attesa di una collocazione adeguata.

A rendere ancora più frustrante questa vicenda è stata la sensazione, se non quasi certezza, di assistere ad un rimpallo di responsabilità tra due strutture che avrebbero dovuto collaborare per garantire una tempestiva presa in carico del paziente.

Durante questi tre giorni, a noi familiari è stato più volte riferito che la difficoltà principale legata al mancato trasferimento sarebbe stata una diatriba tra l'Ospedale Papardo e il Policlinico di Messina. In particolare ci è stato spiegato che il Policlinico avrebbe valutato la possibilità di prendere in carico mio padre, ma solo e soltanto a seguito di indicazioni o addirittura "autorizzazioni" da parte della struttura che aveva già seguito mio padre negli anni precedenti, per altre patologie, ovvero l'Ospedale Papardo.


Purtroppo non siamo nelle condizioni di verificare autonomamente se queste informazioni siano fondate, ma possiamo affermare con certezza che per giorni abbiamo assistito a una situazione di stallo, fatta di comunicazioni difficili, telefonate senza risposte e continui rinvii che hanno inevitabilmente prolungato i tempi di trasferimento.

Nel tentativo disperato di trovare una soluzione siamo arrivati persino a coinvolgere figure di riferimento della sanita' provinciale, nella speranza di sbloccare una situazione che appariva costantemente ferma. Ma nonostante l'interessamento di diverse persone, il problema non è stato risolto nell'immediatezza.

Soltanto oggi, grazie all'impegno del Medico di turno che ha provato a cercare una soluzione oltre i confini della provincia, è stato possibile trovare un posto presso l'Ospedale Cannizzaro di Catania, dove è stato trasferito in elisoccorso qualche ora fa, dopo giorni di attesa che avrebbero potuto essere evitati con un sistema più efficiente e coordinato.

Ci tengo a precisare che questa lettera non vuole essere un attacco ai medici e agli operatori sanitari del pronto soccorso di Lipari, al contrario desideriamo ringraziare chi si è impegnato concretamente nella ricerca di una soluzione.

Se c'è un aspetto che più di ogni altro ci lascia indignati, non è nemmeno quello della mancanza di un posto letto immediatamente disponibile, perché comprendiamo che la Sanità debba confrontarsi ogni giorno con emergenze anche più gravi. Quello che non riusciamo ad accettare è il continuo rimpallo a cui abbiamo dovuto assistere tra strutture che avrebbero dovuto collaborare per garantire la migliore assistenza possibile ad un paziente fragile.

Per tre giorni abbiamo avuto la sensazione che nostro padre fosse diventato un caso da discutere anziché una persona da curare, lasciata lì ad aspettare mentre si cercava di capire chi dovesse prendersene carico.

Quando una famiglia arriva a pensare di dover coinvolgere addirittura le forze dell'ordine per ottenere risposte sul percorso di cura di un proprio caro, forse è l'ennesimo segnale che qualcosa nel sistema non stia funzionando come dovrebbe.

Con amarezza ma anche con la speranza che qualcosa possa cambiare.

Nota del direttore di Eolienews - La lettera è firmata ma non pubblichiamo il nome a tutela della privacy del nostro concittadino

Centomila euro per i festeggiamenti per San Bartolo (21/24 agosto 2026). Comune pubblica avviso per selezione operatore economico specializzato

 Per visualizzare l'Avviso pubblico integrale cliccare su questo
link https://www.comune.lipari.me.it/halley//ht/e1058/TMPJ027544.pdf

Ospedale di Lipari, pressing sull'Asp per garantire l'assistenza oncologica. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 16 giugno 2026


 

"Tenere la linea": un evento dedicato alla memoria di Luca Spoletini

A dieci anni dalla sua prematura scomparsa, il Dipartimento della Protezione Civile ricorda Luca Spoletini, a capo dell'ufficio stampa dal 2001 al 2010, con un'iniziativa dedicata alla sua eredità umana e professionale.

L’evento - a cui parteciperanno il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano e il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini - sarà inoltre occasione per presentare il “Premio Luca Spoletini - Tenere la linea” destinato a valorizzare e premiare le migliori tesi dedicate alla comunicazione dell'emergenza e del rischio.

Luca Spoletini ha rappresentato un importante punto di riferimento per l'intero Servizio Nazionale della Protezione Civile. Con competenza, umanità, equilibrio e dedizione al servizio pubblico, ha contribuito a costruire un modello di comunicazione istituzionale fondato sulla credibilità, sulla trasparenza e sulla tempestività dell'informazione, anche nelle situazioni più complesse. Attraverso le testimonianze di giornalisti che hanno collaborato con lui durante le principali emergenze in Italia e all'estero, saranno ricordati il suo approccio professionale, la capacità di coordinamento dell'informazione e il suo contributo nel raccontare al pubblico il funzionamento e le attività del Servizio nazionale di protezione civile. Interverranno Luciano Del Castillo, Filippo Gaudenzi e Grazia Graziadei, Matteo Guidelli, Antonio Maria Mira e Marco Ventura.

L'iniziativa, intitolata "Tenere la linea", si terrà giovedì 18 giugno, alle ore 11.30 nell'Auditorium "Elio Di Cicco", in via Vitorchiano 2, a Roma.


Le Eolie scaldano i motori. Sarà un'estate da boom?. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 16 giugno 2026


 

La motovedetta CP 332 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari rientra dalla missione operativa in Albania

È rientrata nel primo pomeriggio di domenica 14 giugno nel porto di Lipari la motovedetta CP 332, unità navale SAR (Search and Rescue) assegnata all’Ufficio Circondariale Marittimo, al termine di un’intensa attività operativa di oltre un mese in acque territoriali albanesi. 
La M/V CP 332, con a bordo un equipaggio composto da otto militari della Guardia Costiera di Lipari e due militari abilitati rescue swimmer, al comando del 1° M.llo Np LENTI Ivano, ha preso parte all’operazione “J.O. Albania 2026” sotto l’egida dell’Agenzia europea FRONTEX. 
Nel corso della missione, l’unità navale ha percorso oltre 2520 miglia nautiche ed ha effettuato 190 ore di pattugliamento nel Mar Adriatico, sia in contesti diurni che notturni, nella quasi totalità in condizioni meteo marine particolarmente avverse. 
Partita lo scorso 10 maggio con destinazione il porto di Durazzo, la motovedetta ha garantito costante vigilanza e collaborazione con l’Autorità Marittima locale, svolgendo attività fondamentali di pattugliamento e vigilanza dell’intero litorale albanese. 
Ad accogliere l’equipaggio al rientro dalla delicata missione, erano presenti il Capo del Compartimento Marittimo di Milazzo – Capitano di Fregata Alessandro SARRO - e il Capo del Circondario Marittimo di Lipari - Tenente di Vascello (CP) Gianmaria ARANGIO -, i quali hanno espresso la propria gratitudine ed orgoglio per il prezioso lavoro svolto, sottolineando l’importanza della missione e la professionalità dimostrata da tutto il personale durante l’operazione internazionale. 
Un rientro che celebra il valore e il coraggio di uomini e donne impegnati quotidianamente a salvaguardare la vita in mare e a rappresentare, anche oltre i confini nazionali, l’impegno umanitario e operativo della Guardia Costiera italiana.

Dissalatori alle Eolie, Comune di Lipari chiede espianto e trapianto Posidonia. L'Ansa del direttore Sarpi


LIPARI, Giugno 16 ANSA - Il Comune di Lipari ha chiesto l'autorizzazione alla Regione Siciliana di modificare il progetto originale dei quattro dissalatori previsti per Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli, finanziati con i fondi del Pnrr.

La nuova proposta consiste nell’operazione di 'espianto e trapianto' della Posidonia oceanica per consentire la posa delle condotte sottomarine dei nuovi impianti.

Per limitare i danni all’ecosistema, la Regione aveva già vietato qualsiasi scavo o dragaggio che potesse danneggiare la prateria di Posidonia. Non si è fatta attendere la reazione del Movimento contro il dissalatore sulla spiaggia di Filicudi, che in una nota sottolinea: “Il paradosso strutturale a cui si assiste rasenta l’assurdo. Da un lato, ingenti risorse pubbliche vengono stanziate e spese per la piantumazione e il ripristino della Posidonia oceanica, polmone verde dei nostri mari e baluardo contro l’erosione costiera. Dall’altro lato, in perfetta e schizofrenica contraddizione, altrettanto denaro pubblico viene impiegato per estirpare i medesimi banchi di Posidonia, sacrificati sull’altare di presunte opere di pubblica utilità". (ANSA)

Tanti auguri di...

Buon compleanno a Gabriele Murabito, Simona Zaia, Katia Merlino, Tindara Cincotta, Nour Samidi, Gianna Sidoti, Nancy Natoli, Alessio Profilio, Sonia Polis, Elisa Favaloro

A proposito di menopausa (di Alfredo Biancheri, medico)

In Italia la terapia ormonale sostitutiva( TSO)in menopausa nell’età compresa dai 50 ai 65 anni, è utilizzata soltanto dal 5% delle donne. E questo perché, questa terapia, è stata additata come responsabile del rischio di timori e di malattie cardiovascolari. Per certa letteratura la TSO serviva soltanto a lenire i disturbi della menopausa: vampate di calore, insonnia, alterazione dell’umore, secchezza vaginale e calo della libido. Dati i rischi , già detti, la posta, non valeva la candela. Oggi è cambiato l’approccio culturale. La terapia ormonale sostitutiva è una terapia preventiva che contribuisce alla protezione delle ossa contro l’Osteoporosi, ed alla protezione dell’apparato cardiovascolare contro l’ipertensione e la perdita della massa muscolare. Per non parlare poi di una migliore qualità di vita sociale e personale. La menopausa, pertanto, oggi non deve essere più affrontata come una gestione dei sintomi, ma come prevenzione e salute a lungo termine.

Eolienews ricorda Febronia Luca

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento

Le Eolie nelle stampe d' epoca (89° Puntata) : Piscità (Stromboli)

 

E' deceduta Anna Recupero ved. Lo Surdo

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Alla famiglia le condoglianze di Eolienews

Oggi, 16 giugno: Santi Quirico e Giulitta

Quirico e Giulitta, furono martiri del IV secolo un piccolo bambino, di circa tre anni, e sua madre, una matrona di stirpe regale, di Iconio (Konya) in Licaonia, regione centrale dell'attuale Turchia.

Allo scoppio violento della persecuzione di Diocleziano di diffondeva la caccia ai cristiani, voluta dal governatore Domiziano, Giulitta, rimasta vedova e pensando verosimilmente alla salvezza del suo bambino più che a sè stessa, lasciò la sua città e i suoi averi, per scendere insieme con due ancelle verso Seleucia, nell'Isauria.

Anche qui, il governatore romano, Alessandro, mostrava di eseguire, con ferocia gli ordini di persecuzione degli editti imperiali. Giulitta ritenne quindi prudente proseguire per Tarso, nella Cilicia. Ma subito la condotta e gli atteggiamenti di Giulitta furono notati e presto e venne così denunciata come cristiana.

Proprio in quegli stessi giorni il governatore dell'Isauria, Alessandro, aveva ricevuto l'incarico speciale di recarsi a Tarso, per fare eseguire anche colà gli editti imperiali per cause sconosciute.

Giulitta, la cui reputazione era già nota ad Alessandro, venne per suo ordine raggiunta e tratta in arresto. Ella, non volendo separarsi dal suo bambino, si lasciò tradurre davanti all'implacabile governatore, tenendosi in braccio il piccolo Quirico. Alla vista dei gendarmi le ancelle se ne fuggirono spaventate osservando da lontano la sorte della povera Giuditta.

Alessandro interrogò a lungo la donna ma ne ottiene una sola risposta: 'Io sono cristiana'. Le venne così imposto di sacrificare agli Dei ma Giulitta si rifiuta. Alessandro ne fu talmente irritato, che, le fece strappar dalle braccia il figliuolo e la mise alla tortura.

Narra la tradizione che il tenero Quirico, sentendo la madre che in mezzo ai tormenti gridava 'Io sono cristiana', ripeteva anch'egli: 'Io sono cristiano'.

Nel frattempo, il governatore Alessandro, fatto togliere il fanciullo alla madre, lo teneva sulle sue ginocchia. Ma, per quanti sforzi facesse il governatore per distogliere gli occhi del fanciullo dal guardar la madre, il piccolo continuava a tenere gli occhi rivolti verso di lei ed a gridare 'Io sono cristiano'.

Alessandro, attratto anche dall'avvenenza del fanciullo, gli faceva carezze e se lo accostò per baciarlo; ma il fanciullo lo respingeva ripetutamente e assecondando i movimenti naturali e propri della sua età, si sforzava di sottrarglisi.

Finché il preside, adirato e fuori di sé, per un impeto di brutalità, prese per un piede il piccolo Quirico, e, dall'alto della gradinata marmorea su cui stava il suo seggio, lo scagliò furente al suolo, dinanzi agli occhi della madre.

Urtando sui gradini del tribunale, la vittima innocente si sfracellò il capo, e tutto il pavimento all'intorno fu bagnato del suo sangue. La madre, Giulitta, pure impietrita dal dolore, davanti al frutto del suo amore sfracellato per terra sui gradini dello spietato governatore, ferma nella fede e resa per grazia divina superiore, riuscì, davanti a quello straziante e raccapricciante spettacolo, a ringraziare tra le lacrime il Signore per aver preso l'anima del figlio nella gloria del Paradiso.

Poi anch'essa, scorticata e coperta di pece bollente, fu condannata alla decapitazione e il suo corpo fu gettato fuori città con quello del suo figliolo.

L'indomani le due ancelle, rilevarono i due corpi durante la notte e li seppellirono. Quando, con l'impero di Costantino, giunse anche per i Cristiani la pace e la sicurezza, una delle ancelle, che era sopravvissuta, poté indicare ai fedeli di Tarso il luogo dove erano state raccolte le spoglie del piccolo Quirico e di Giulitta ed ebbe così inizio, con l'affermarsi della popolarità della loro storia, la tenera devozione per i due Santi Martiri.

Buongiorno con questa cartolina dalle Eolie