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giovedì 27 dicembre 2007

MESSAGGIO POST NATALE DELL'ARCIVESCOVO

"Nel Bambino Gesù, si è manifestata la bontà di Dio, Nostro Salvatore, il suo amore per gli uomini. E noi siamo chiamati a vivere quella santità che Dio ci ha lasciato in dono, ognuno secondo la propria specifica vocazione”.Un invito, quello del vescovo, a non perdere mai di vista i valori dell’esistenza umana, auspicando che la chiamata alla santità si traduca nell’impegno di “vicinanza” verso i fratelli più bisognosi.
“Penso all’umile servizio e alla carità, gratuita e disinteressata, che come vescovi, sacerdoti, consacrati ed operatori pastorali, dovremmo offrire ai fratelli e alle sorelle delle comunità in cui operiamo – ha detto Monsignor La Piana – ed a quanti hanno responsabilità nell’amministrazione della “cosa pubblica”, ai quali spetta servire il bene comune, soddisfare le necessità della collettività (servizi pubblici, diritti fondamentali alla salute, alla casa, al lavoro, sostegno alla vita, alla famiglia, ecc), con equità e giustizia.Penso alle famiglie spesso in difficoltà. Le invito a vivere la comunione tra i membri che la costituiscono, a farsi dono della reciproca accoglienza e della vicendevole condiscendenza.Penso ai genitori, al loro delicato e insostituibile ruolo di primi educatori dei figli verso i quali invoco fattiva “vicinanza”, amore “vero” intessuto di gesti di “prossimità” e meno di “doni” spesso inutili e a volte dannosi.Penso ai giovani che sollecito “a farsi prossimo” anzitutto di se stessi, a dare cioè maggiore dignità e trattare con più rispetto il proprio corpo; che spingo nell’impegno verso una vita più autentica e meno “griffata”. Ai giovani chiedo di recuperare il valore dell’amicizia e del rispetto degli altri e li invito a sperimentare la gioia che nasce dal donare parte del proprio tempo e delle proprie energie a quanti necessitano di aiuto e di sostegno”.