Anime e peculiarità diverse che Nanni Moretti descrisse nel suo “Caro
Diario” scappando da Alicudi per la troppa quiete e da Panarea perché troppo
vip, ma che a Filicudi non fece tappa.
“Panorami e tramonti mozzafiato che
negli ultimi anni attraggono sempre più attori e registi e appassionati d’arte
in generale” – racconta Massimiliano, impiegato
nell’ufficio postale dell’isola.
Tre giorni a settimana, durante quest’estate, è Massimiliano a occuparsi
della sede postale sita nel pittoresco Borgo Pecorini. Il suo è senz’altro un
punto di osservazione unico, per ubicazione in una frazione che è il simbolo
della trasformazione dell’isola scelta quale set a cielo aperto della pellicola,
e che ogni anno di più si tinge d’arte e di artisti.
Come sottolinea l’operatore di Poste Italiane - quest’ultimo unico presidio finanziario presente - Filicudi è infatti soprannominata l’isola degli artisti, che la scelgono come rifugio e “musa” delle loro opere. Complice la “biennale d’arte più piccola del mondo” e la più recente apertura della galleria Studio Casoli che attira espositori e collezionisti di opere d’arte da tutto il mondo, Filicudi è meta attrattiva di un turismo “altro” lontano dai circuiti di massa e ricercato da chi apprezza il passo lento dei territori meno contaminati.
“Per le strade dell’isola o in un
ristorante – racconta l’operatore eoliano -, non di rado capita di imbattersi in volti
noti. Alcuni di loro sono assidui frequentatori da decenni di quest’isola. E
tra loro c’è chi ha casa, anzi un ‘cubetto’, affacciato sulle nostre scogliere
come il regista Barbareschi. Così succede anche che all’orario dell’aperitivo
al Saloon trovi il famoso gallerista e l’artista Maurizio Cattelan
intrattenersi con filicudari e forestieri. O che nei pressi del ristorante La
Sirena una fan di Paolo Sorrentino si ritrovi faccia a faccia col suo idolo al
grido di ‘Grande Maestro!’”.
Per Massimiliano, residente a Lipari, Filicudi è a tutti gli effetti una
seconda casa. Il suocero, tra l’altro, su quella stessa isola ricopriva la
figura del procaccia, ossia l’addetto al trasporto dalle navi del prodotto
postale su piccole imbarcazioni chiamate “rollo”, le uniche in grado di
raggiungere le coste in assenza dei porti di attracco. Prima si remava, poi si
saltava in sella agli asinelli, per risalire le trazzere.
“Il servizio di recapito è cambiato, seppur la
logistica sulle isole minori resti una sfida quotidiana – precisa -. La posta viene
consegnata da un portalettere che si muove in motorino o a piedi, perché qui
molti punti non sono raggiungibili con i mezzi. I pacchi viaggiano a bordo delle navi che attraccano direttamente al
porto e arrivano nel nostro ufficio postale grazie al moderno procaccia che
oggi si muove in macchina. Dietro ogni consegna si cela un gran lavoro di
sinergie”.
Tra vip, artisti e appassionati giunti da ogni parte del mondo, Filicudi
resta però l’isola dei filicudari. E l’ufficio postale un punto di riferimento
per chi questo territorio lo vive tutto l’anno e allo sportello trova servizi
essenziali e un contatto in più a cui rivolgersi. Anche loro sono il tratto
distintivo di un’isola che muta rimanendo se stessa.
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