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venerdì 29 agosto 2025

MASSIMILIANO ZIINO: “DALL’UFFICIO POSTALE DI FILICUDI PECORINI IL MIO SGUARDO PRIVILEGIATO SULL’ISOLA DEGLI ARTISTI”

 Palermo, agosto 2025 – “Se ognuna delle sette sorelle ha una sua anima, quella di Filicudi è certamente bohemien”. Massimiliano Ziino è un osservatore privilegiato dei movimenti della piccola isola eoliana negli ultimi giorni protagonista sul grande schermo nell’ultimo film di Luca Barbareschi Paradiso in vendita.

Anime e peculiarità diverse che Nanni Moretti descrisse nel suo “Caro Diario” scappando da Alicudi per la troppa quiete e da Panarea perché troppo vip, ma che a Filicudi non fece tappa.

“Panorami e tramonti mozzafiato che negli ultimi anni attraggono sempre più attori e registi e appassionati d’arte in generale” – racconta Massimiliano, impiegato nell’ufficio postale dell’isola.

Tre giorni a settimana, durante quest’estate, è Massimiliano a occuparsi della sede postale sita nel pittoresco Borgo Pecorini. Il suo è senz’altro un punto di osservazione unico, per ubicazione in una frazione che è il simbolo della trasformazione dell’isola scelta quale set a cielo aperto della pellicola, e che ogni anno di più si tinge d’arte e di artisti.

Come sottolinea l’operatore di Poste Italiane - quest’ultimo unico presidio finanziario presente - Filicudi è infatti soprannominata l’isola degli artisti, che la scelgono come rifugio e “musa” delle loro opere.  Complice la “biennale d’arte più piccola del mondo” e la più recente apertura della galleria Studio Casoli che attira espositori e collezionisti di opere d’arte da tutto il mondo, Filicudi è meta attrattiva di un turismo “altro” lontano dai circuiti di massa e ricercato da chi apprezza il passo lento dei territori meno contaminati.

“Per le strade dell’isola o in un ristorante – racconta l’operatore eoliano -, non di rado capita di imbattersi in volti noti. Alcuni di loro sono assidui frequentatori da decenni di quest’isola. E tra loro c’è chi ha casa, anzi un ‘cubetto’, affacciato sulle nostre scogliere come il regista Barbareschi. Così succede anche che all’orario dell’aperitivo al Saloon trovi il famoso gallerista e l’artista Maurizio Cattelan intrattenersi con filicudari e forestieri. O che nei pressi del ristorante La Sirena una fan di Paolo Sorrentino si ritrovi faccia a faccia col suo idolo al grido di ‘Grande Maestro!’”.

Per Massimiliano, residente a Lipari, Filicudi è a tutti gli effetti una seconda casa. Il suocero, tra l’altro, su quella stessa isola ricopriva la figura del procaccia, ossia l’addetto al trasporto dalle navi del prodotto postale su piccole imbarcazioni chiamate “rollo”, le uniche in grado di raggiungere le coste in assenza dei porti di attracco. Prima si remava, poi si saltava in sella agli asinelli, per risalire le trazzere.

 “Il servizio di recapito è cambiato, seppur la logistica sulle isole minori resti una sfida quotidiana – precisa -. La posta viene consegnata da un portalettere che si muove in motorino o a piedi, perché qui molti punti non sono raggiungibili con i mezzi. I pacchi viaggiano a bordo delle navi che attraccano direttamente al porto e arrivano nel nostro ufficio postale grazie al moderno procaccia che oggi si muove in macchina. Dietro ogni consegna si cela un gran lavoro di sinergie”.

Tra vip, artisti e appassionati giunti da ogni parte del mondo, Filicudi resta però l’isola dei filicudari. E l’ufficio postale un punto di riferimento per chi questo territorio lo vive tutto l’anno e allo sportello trova servizi essenziali e un contatto in più a cui rivolgersi. Anche loro sono il tratto distintivo di un’isola che muta rimanendo se stessa. 

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