Nel corso degli anni 30 lo stabilimento di San Calogero ritornava nella disponibilità del Comune di Lipari. Gli ultimi anni della concessione erano stati particolarmente travagliati dal contenzioso con i concessionari e la rescissione del contratto.
Dal 1931 al 1933 l'impianto è probabilmente interessato dai lavori di ristrutturazione, da qui una prima relazione sanitaria per la riapertura dell'impianto. Nel corso del 1934 è il Comune che organizza e pubblicizza la stagione termale. Il problema della valorizzazione dello stabilimento fu affrontato all'indomani della scadenza della concessione. Sappiamo che nel corso del 1937 la problematica viene affrontata con il coinvolgimento dell'Ente provinciale per il Turismo e dal Vice Prefetto dell'epoca. Nella riunione venne esaminata la questione dell'allacciamento dello stabilimento con la rotabile per Quattropani. Nessun intervento, comunque, venne posto in essere per tale realizzazione con un ritardo di circa 30 anni. Il fabbricato, inoltre, era stato danneggiato dal terremoto del 28 dicembre 1908, ed è stata chiesta allo Stato la concessione di un mutuo di favore per riparazioni di oltre 100 mila lire. Per una tardiva presentazione della domanda di concessione la stessa viene revocata e ri-ottenuta, in via provvisoria, soltanto nel corso degli anni '40. Lo stabilimento rimane, molto probabilmente, inattivo per un decennio circa.
Nel periodo diverse solo le relazioni che testimoniano l'esigenza di procedere a dei lavori di ristrutturazione dell'impianto e nuove analisi delle acque. Infine il Comune procede all'acquisto di tutta una serie di terreni limitrofi allo stabilimento. L'impianto riapre ufficialmente non corso del 1945.
Anno 1933 - In data 19 agosto 1933, il Prof. Emanuele Oliveri dell'Istituto di Chimica Generale della Regia Università di Messina, procede all'analisi dell'acqua termo minerale della sorgente di San Calogero. Ecco le conclusioni: Dalle analisi eseguite risulta che l'acqua in esame appartiene alle cosiddette acque Ipertermali, avendo una temperatura di circa 60° C. (…) Nessun dato sulla portata dell'acqua viene rilevato.
Parere dell’ufficiale sanitario circa la riapertura dello stabilimento termale di S. Calogero in Lipari del 17 settembre 1933.
(…) Lo stabilimento è composto di 12 nitide stanze di alloggio, site in due piani, di cui due addette alla beneficenza, ben curate ed igieniche, con ampia terrazza, sufficiente acqua potabile, con cappella nell’interno, con corridoi che rendono le stanze di alloggio e di bagni indipendenti. Vi sono 6 sale con vasche da bagni e per le fangature, fornite dell’occorrente. Pregio principale di questo stabilimento è la Grotta naturale sudatoria (Stufa), forse unica nel mondo, per le benefiche e miracolose calorie cedute dall’acqua nel suo passaggio dentro questa stufa, che rimonta a tempi remoti, ai tempi dei romani, al dire dei competenti per la sua costruzione, in prosieguo riparata e rimodernata. Da tempi immemorabili sono accorsi in questo Stabilimento ammalati di varie infermità, paesani e forestieri, agiati ed indigenti con grande loro giovamento e taluni con completa guarigione.
L’utilità di queste acque termo-minerali e specialmente della stufa, non solo fu riconosciuta dagli antichi, ma anche dai moderni e vennero lodati e prescritte da illustri ed insigni Clinici, quali Caldarelli, Tomaselli, Gabbi, Giuffrè, Paolucci, Capizzi, Filetti, D’Arrigo ecc. Bagni e stufa sono stati utilissimi nelle varie forme di gotta, reumatismo, affezioni del ricambio, in quelle nervose a caratteri funzionali, nella tabe dorsale, nelle malattie ginecologiche, nelle dermatite ecc. Le varie analisi delle acque, fatte varie volte ed in diversi tempi, sono riuscite costanti nella sua composizione.
(…) L’ufficio Sanitario: Da parere favorevole per il funzionamento dello Stabilimento termo-minerale di bagni, fanghi e stufe allo scopo di riuscire proficuo e salutare agli ammalati, anche a quelli indigenti, che vi si recano a fare i bagni.
Un tentativo di appalto della gestione.
Nei primi mesi del 1934, precisamente il 15 febbraio, il Podestà deliberò un “Capitolato d’oneri per la cessione in appalto mediante asta pubblica della gestione dello Stabilimento termale S. Calogero.” (…) Nessun ulteriore notizia. Nessun imprenditore eoliano è, probabilmente, nelle condizioni di prendere in gestione l’impianto, o, nessuno lo vuole gestire direttamente. In qualche modo inizia una vicenda dal sapore pirandelliano, tutti, cittadini, imprenditori, classe politica, parlano dell’impianto, ma nessuno vuole rischiare i propri capitali. Questo per oltre un trentennio.Un albergo per San Calogero
Nel corso del 1938 il Podestà dell’epoca cercò di pervenire alla costruzione di un albergo per la valorizzazione turistico-termale dell’isola. L’albergo, nelle intenzioni del Podestà doveva essere realizzato a Lipari nel sito attualmente occupato dalla discoteca Turmalin. Nonostante le buoni intenzioni, il Prefetto rigetto il tutto con nota del 24 agosto 1938, riferendo che la normativa del tempo “vieta l’accensione di mutui per nuove opere e per qualsiasi altra ragione”. Il podestà con delibera n. 187 del 19.11.1938 deliberò di procedere, in via subordinata, al finanziamento a carico del Comune, negli esercizi 1942, 1943 con rate da 69.242,48 ciascuna. Il 2° conflitto mondiale chiuse la discussione.Periodo dal 1938 al 1945
Abbiamo pochissime notizie per il periodo dal 1938 al 1945. Probabilmente lo Stabilimento era chiuso per il mancato rinnovo della concessione, la chiusura si protrae sino a tutto il 1942 (data di definizione della concessione provvisoria). Certamente dovettero manifestarsi gli effetti della seconda guerra mondiale, con uno stato di abbandono dell'impianto. Le uniche notizie riscontrate sono del 1942 e si riferiscono ad un sopralluogo dell'Ufficio Minerario di Caltanissetta e soltanto nel 1945 lo Stabilimento ritornò a funzionare.
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