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mercoledì 14 gennaio 2026

Servizio idrico integrato: Barresi si dimette, arriva il nuovo commissario mentre si accelera sul socio privato

 Svolta nella gestione del servizio idrico integrato per la provincia di Messina. Rosaria Barresi, commissaria ad acta dell’Assemblea idrica territoriale (Ati), ha rassegnato le proprie dimissioni, comunicando ufficialmente alla Regione la rinuncia al mandato a far data dal 1° gennaio 2026.

La decisione di Barresi giunge dopo le pesanti critiche mosse dal sindaco metropolitano Federico Basile, che l'aveva accusata di "immobilismo" nell'iter verso il nuovo sistema di gestione. In risposta, il governatore Renato Schifani ha prontamente individuato il successore nell'avvocato Fabrizio Fiorito, attuale capo di Gabinetto dell’assessore regionale all’Energia Roberto Di Mauro. Fiorito avrà il compito di traghettare l'ente fino alla piena operatività della nuova gestione.

Nonostante il cambio al vertice, la macchina burocratica per l'individuazione di un partner privato non si ferma. Giuseppe Torre, direttore generale dell’Ati Messina, ha definito le tappe che porteranno alla nascita di Messinacque spa, la società a gestione mista (51% privata e 49% pubblica):

  • 15 gennaio 2026: pubblicazione dell’avviso di pre-informazione da parte della Centrale unica di committenza regionale.

  • Manifestazioni di interesse: gli operatori economici avranno almeno 35 giorni per presentare il proprio interesse alla gara.

  • Offerte economiche: la fase successiva per la presentazione delle offerte dovrebbe concludersi entro ulteriori 90 giorni.

  • Maggio 2026: l’obiettivo è giungere all’aggiudicazione definitiva della gara entro questo mese.

  • Il percorso verso la gestione mista continua però a incontrare una forte opposizione politica e sociale. Il sindaco Basile ha più volte sollecitato i sindaci del territorio a riprendere in mano la competenza per difendere una gestione totalmente pubblica ("in house").

A fargli eco è il comitato "Vogliamo l'acqua dal rubinetto", che attraverso un comunicato ha duramente contestato la scelta di insistere su una modalità di gestione che appare in contrasto con il volere della cittadinanza e degli enti locali. Il comitato chiede alla politica movimenti decisi per tutelare l'acqua come bene pubblico, opponendosi all'ingresso dei privati nella gestione del servizio.

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