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sabato 21 marzo 2026

Memoria e Legalità a Lipari: Gli studenti dell’Istituto Superiore "Isa Conti" dicono NO alla mafia attraverso l'arte e la storia

 LIPARI – Non una semplice ricorrenza, ma un seme di consapevolezza gettato in un terreno fertile: quello delle nuove generazioni. Si è svolta giovedì scorso, nella suggestiva cornice della Chiesa dell’Immacolata presso il Castello di Lipari, una giornata intensa dedicata alla Memoria delle vittime di mafia, che ha visto protagonisti 140 studenti delle classi del triennio dell’Istituto d’Istruzione Superiore "Isa Conti Eller Vainicher".

L’iniziativa è stata fortemente voluta e coordinata dai docenti promotori, i professori Giacomo Montecristo e Bartolo Fonti, che hanno accompagnato i ragazzi in questo percorso di riflessione insieme ai colleghi delle rispettive classi. Un sentito ringraziamento va al Dirigente Scolastico, prof. Gianfranco Rosso e a tutti coloro che hanno collaborato, per aver sostenuto con determinazione questo momento di alta formazione civica, e all’Amministrazione Comunale di Lipari, che ha gentilmente messo a disposizione i locali della Chiesa.


Il coraggio delle donne: "I Fimmini diciunu no"

Il cuore pulsante dell’evento è stata la rappresentazione della pièce teatrale dal titolo "I Fimmini diciunu no", portata in scena dall’attrice e cantastorie Donatella La Macchia. L'opera, una rielaborazione libera e appassionata, trae ispirazione dal libro "Le giornate di Filicudi" di Pino La Greca.

Attraverso la potenza del linguaggio scenico, la rappresentazione ha rievocato la storica rivolta del 1971, quando la comunità di Filicudi — con le sue donne in prima fila — si oppose fermamente al confino dei boss mafiosi sull'isola. Il messaggio è arrivato forte e chiaro ai giovani spettatori: la resistenza alla criminalità organizzata parte dal rifiuto quotidiano e dal coraggio di chi decide di non abbassare lo sguardo.

Dopo la performance, il palco ha lasciato spazio al confronto diretto. Gli studenti hanno dialogato con l’autore Pino La Greca, approfondendo i dettagli di una vicenda che appartiene al DNA del loro territorio, ma che spesso rischia di restare ai margini dei grandi libri di storia.

Il dibattito è stato un momento di scambio vivace, dove i ragazzi hanno potuto porre domande e riflettere su come episodi locali di oltre cinquant'anni fa parlino ancora oggi di dignità, diritti e libertà.

La giornata si è conclusa con una consapevolezza fondamentale: la lotta alla mafia non si fa solo nelle aule di tribunale, ma partendo dalla conoscenza della propria "microstoria". Comprendere ciò che è accaduto a pochi passi da casa è il primo passo indispensabile per costruire una coscienza critica e un fronte comune di contrasto verso ogni forma di prevaricazione.

"I giovani devono essere i custodi della memoria delle proprie isole," è emerso durante l'incontro. "Solo conoscendo il coraggio di chi ci ha preceduto, si può camminare oggi con una nuova consapevolezza civile."

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