Ruben Caruso e Antonio Formica, calciatori della Ludica Lipari, sono stati impegnati ieri a Zafferana Etnea con la rappresentativa provinciale che si è imposta per uno a zero.
Oggi Antonio Formica, in occasione dell'incontro infrasettimanale amichevole tra Igea Virtus e Camaro, proverà per la formazione barcellonese.
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giovedì 2 dicembre 2010
Messina. I carabinieri arrestano 30enne di Filicudi per evasione dai domiciliari
COMUNICATO STAMPA
Nel pomeriggio di ieri in Messina, i Carabinieri della Stazione di Messina Bordonaro hanno tratto in arresto, in flagranza di reato di evasione, il 30enne SARPI Vincenzo, con precedenti di polizia.
I militari operanti, nel corso di un controllo del prevenuto, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari dal mese di ottobre u.s. perché ritenuto responsabile di incendio e resistenza a P.U., è stato trovato all’esterno dell’abitazione in violazione agli obblighi impostigli dalla misura.
Stante la flagranza del reato di evasione SARPI Vincenzo è stato dichiarato in arresto e su disposizione dell’A.G. trattenuto in camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo
Nel pomeriggio di ieri in Messina, i Carabinieri della Stazione di Messina Bordonaro hanno tratto in arresto, in flagranza di reato di evasione, il 30enne SARPI Vincenzo, con precedenti di polizia.
I militari operanti, nel corso di un controllo del prevenuto, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari dal mese di ottobre u.s. perché ritenuto responsabile di incendio e resistenza a P.U., è stato trovato all’esterno dell’abitazione in violazione agli obblighi impostigli dalla misura.
Stante la flagranza del reato di evasione SARPI Vincenzo è stato dichiarato in arresto e su disposizione dell’A.G. trattenuto in camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo
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Lettere al direttore. Muore a Messina la nonnina di Stromboli. Mancano i collegamenti e i familiari restano sull'isola
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Direttore
buongiorno, torno a scriverti ma questa volta avrei voluto farlo per qualcosa di buono ed invece NO.
Oggi, anzi questa notte, si e' spenta la nonnina di Stromboli in ospedale a Messina e i figli non possono raggiungerla in quanto il "destino" vuole che, allo stesso tempo, ci siano disagi con i collegamenti o meglio non ci sono proprio. Bisogna aspettare l'unico aliscafo a mezzogiorno per poter raggiungere la terr ferma: MILAZZO......
E' ormai da qualche giorno che le nostre isole vivono in balia di collegamenti fantasma per i problemi di Siremar
Non voglio prendermela con la società ma, ancora una volta, con IL NOSTRO CARO SINDACO E TUTTA QUELLA GENTE CHE LO CIRCONDA.
Sono incapaci di far fronte a una situazione dove vede le isole minori Stromboli,Panarea,Alicudi e Filicudi messe in ginocchio e... LUI, loro, continuano a guardare senza far nulla, limitandosi solo a scrivere pezzi di carta ma senza nulla di concreto, di materiale.
Ma tanto questo non è un problema SUO... loro.. perchè loro i collegamenti li hanno quotidianamente e costantemente e, come sarebbe più giusto dire, il sedere lo hanno coperto.
Ora mi chiedo.... Se fossimo stati sotto campagna elettorale e lui fosse stato uno dei candidati avrebbe sicuramente trovato il modo perchè ovviamente, avrebbe fatto bella figura e recuperato voti. Ma, visto che questo non è il caso, non si fa' nulla...
Nelle mani di che siamo?.......Perchè il signor BRUNO non provvede ad integrare la mancanza di Siremar con almeno uno dei suoi mezzi? Suoi in quanto appartenenti alla societa' dove egli e' uno degli azionisti....?????? NO!.. sarebbe troppo per lui..
Bah, resto veramente sbalordita, indignata .......
La ringrazio e la prego di far arrivare questo mio pensiero al BEN "AMATO" SINDACO BRUNO portandogli i miei saluti e quelli di STROMBOLI, isola per lui inesistente
Stefania Dante
Caro Direttore
buongiorno, torno a scriverti ma questa volta avrei voluto farlo per qualcosa di buono ed invece NO.
Oggi, anzi questa notte, si e' spenta la nonnina di Stromboli in ospedale a Messina e i figli non possono raggiungerla in quanto il "destino" vuole che, allo stesso tempo, ci siano disagi con i collegamenti o meglio non ci sono proprio. Bisogna aspettare l'unico aliscafo a mezzogiorno per poter raggiungere la terr ferma: MILAZZO......
E' ormai da qualche giorno che le nostre isole vivono in balia di collegamenti fantasma per i problemi di Siremar
Non voglio prendermela con la società ma, ancora una volta, con IL NOSTRO CARO SINDACO E TUTTA QUELLA GENTE CHE LO CIRCONDA.
Sono incapaci di far fronte a una situazione dove vede le isole minori Stromboli,Panarea,Alicudi e Filicudi messe in ginocchio e... LUI, loro, continuano a guardare senza far nulla, limitandosi solo a scrivere pezzi di carta ma senza nulla di concreto, di materiale.
Ma tanto questo non è un problema SUO... loro.. perchè loro i collegamenti li hanno quotidianamente e costantemente e, come sarebbe più giusto dire, il sedere lo hanno coperto.
Ora mi chiedo.... Se fossimo stati sotto campagna elettorale e lui fosse stato uno dei candidati avrebbe sicuramente trovato il modo perchè ovviamente, avrebbe fatto bella figura e recuperato voti. Ma, visto che questo non è il caso, non si fa' nulla...
Nelle mani di che siamo?.......Perchè il signor BRUNO non provvede ad integrare la mancanza di Siremar con almeno uno dei suoi mezzi? Suoi in quanto appartenenti alla societa' dove egli e' uno degli azionisti....?????? NO!.. sarebbe troppo per lui..
Bah, resto veramente sbalordita, indignata .......
La ringrazio e la prego di far arrivare questo mio pensiero al BEN "AMATO" SINDACO BRUNO portandogli i miei saluti e quelli di STROMBOLI, isola per lui inesistente
Stefania Dante
Lipari: Comincia con uno "scontro" la giornata dedicata alla nuova portualità
Non parte bene la giornata dedicata agli incontri che hanno come tema la portualità (contestata) che la "Lipari porti" intende realizzare. Prima dell'incontro con i consiglieri comunali, programmato nella ex biglietteria di Marina Corta, vi sono stati momenti di tensione.
Dopo il diniego, i consiglieri di minoranza hanno deciso di non partecipare e stazionano all'esterno
LIPARI & MEGAPORTO
di Aldo Natoli
Ritengo che Michele Giacomantonio con il suo attento e qualificato intervento sulla realizzazione del megaporto, anzi dei megaporti, abbia centrato il vero problema: la perdita dell'identità dell'isola. Ed è questa
la riflessione che tutti noi, compreso chi ci governa, dobbiamo fare guardando foto, disegni ed ascoltando ammicchevoli proclami.
Eolie all'International Scientific Meeting di Belgrado. In discussione un lavoro che ha visto impegnato anche l'eoliano Cortese
Nell’ambito dei seminari della EAAE (European Association of Agricultural Economists-Società Europea degli economisti agrari), le Isole Eolie saranno presenti all’International Scientific Meeting organizzato dall’IAE (Institute of Agricultural Economics) di Belgrado. Il tema Multifunctional Agriculture and Rural Development (Agricoltura Multifunzionale e Sviluppo Rurale) sarà discusso a Belgrado oggi 2 dicembre e domani 3 dicembre 2010.
La sessione tematica in cui sarà discusso questo lavoro sarà la quarta: Possibilities for exploitation of agricultural potentials in tourism (Possibilità di sfruttamento delle potenzialità agricole del turismo).
Sarà presentato un documento dal titolo: “WINERIES AND AGRITOURISTIC FARMS FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT OF THE TERRITORY OF THE AEOLIAN ISLANDS” (Aziende vitivinicole ed agrituristiche per uno sviluppo sostenibile del territorio delle Isole Eolie). Questo lavoro ha permesso di esaminare le caratteristiche produttive ed ambientali della filiera vitivinicola che rappresenta il sistema territoriale delle Isole Eolie. L’obiettivo è stato quello di analizzare l’integrazione funzionale tra produzione, paesaggio agrario e attività agrituristica suggerendo alcune azioni per la tutela del territorio. La ricerca si è basata sull’uso di questionari informativi in cui sono stati raccolti dati generali e strutturali delle aziende agricole ed agrituristiche e dati socio-economici degli imprenditori intervistati.
Le Isole Eolie rappresentano un connubio tra natura, arte e tradizioni che possono essere sfruttate in maniera ambientalmente sostenibile, in modo da non varcare la soglia della “carrying capacity” (capacità di carico) e di limitare le esternalità negative dannose per l’ambiente socio-economico.
Il suddetto lavoro è stato realizzato dalla Sezione Economica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroforestali e Ambientali (DiSTAfA), facente parte della Facoltà di Agraria dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.
Il presente lavoro è stato realizzato dalla Prof.ssa Agata Nicolosi, dal Dott. Lorenzo Diego Cortese, dal Dott. Francesco Tromby e dal Dott. Marco Strazzulla.
La sessione tematica in cui sarà discusso questo lavoro sarà la quarta: Possibilities for exploitation of agricultural potentials in tourism (Possibilità di sfruttamento delle potenzialità agricole del turismo).
Sarà presentato un documento dal titolo: “WINERIES AND AGRITOURISTIC FARMS FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT OF THE TERRITORY OF THE AEOLIAN ISLANDS” (Aziende vitivinicole ed agrituristiche per uno sviluppo sostenibile del territorio delle Isole Eolie). Questo lavoro ha permesso di esaminare le caratteristiche produttive ed ambientali della filiera vitivinicola che rappresenta il sistema territoriale delle Isole Eolie. L’obiettivo è stato quello di analizzare l’integrazione funzionale tra produzione, paesaggio agrario e attività agrituristica suggerendo alcune azioni per la tutela del territorio. La ricerca si è basata sull’uso di questionari informativi in cui sono stati raccolti dati generali e strutturali delle aziende agricole ed agrituristiche e dati socio-economici degli imprenditori intervistati.
Le Isole Eolie rappresentano un connubio tra natura, arte e tradizioni che possono essere sfruttate in maniera ambientalmente sostenibile, in modo da non varcare la soglia della “carrying capacity” (capacità di carico) e di limitare le esternalità negative dannose per l’ambiente socio-economico.
Il suddetto lavoro è stato realizzato dalla Sezione Economica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroforestali e Ambientali (DiSTAfA), facente parte della Facoltà di Agraria dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.
Il presente lavoro è stato realizzato dalla Prof.ssa Agata Nicolosi, dal Dott. Lorenzo Diego Cortese, dal Dott. Francesco Tromby e dal Dott. Marco Strazzulla.
Petizione sulla messa in sicurezza in Sottomonastero. Parte da oggi la petizione del PD liparese
Al signor Sindaco del Comune di Lipari
Al Presidente della Regione Sicilia
All’Assessore Regionale delle Infrastrutture e della mobilità
Regione Sicilia
Al Prefetto di Messina
Oggetto: Petizione sulla Portualità isola di Lipari – messa in sicurezza di Sottomonastero
Noi cittadini del Comune di Lipari,
ci rivolgiamo alle SS.VV. nell’estremo tentativo di ottenere un tavolo di confronto per la modifica del progetto di Messa in sicurezza del Porto di Sottomonastero redatto dal Genio Civile OO.MM. con il titolo di: “Lavori di consolidamento molo foraneo, realizzazione Molo di sottoflutto e banchinamento in località Pignataro – Unità Fisiografica Pignataro – Sottomonastero – progetto di I° stalcio”. Tale progetto, modificato diverse volte per la scoperta delle rovine sottomarine del Porto Romano, nella sua stesura definitiva ha suscitato numerose perplessità da parte di tutti i comandanti delle navi e degli aliscafi, dei Piloti del Porto, degli addetti ai lavori, come il Gruppo Ormeggiatori, specificatamente per due aspetti:
a) lo scarso spazio di manovra per le navi di linea all'interno della darsena meridionale del nuovo approdo. A detta dei comandanti la soluzione prospettata dal Genio Civile OO.MM., comporta uno scarso spazio di manovra per le navi di linea, con le difficoltà d’attracco soprattutto in condizioni meteo marine avverse.
b) l'effetto dei marosi nella sottostante via tenente Mariano Amendola.: - A detta dei comandanti la soluzione prospettata dal Genio Civile OO.MM. comporta un forte moto ondoso che da un lato impedirebbe la piena operatività del molo di punta Scaliddi (lato sud) e dall'altro condannerebbe ancora di più la sottostante via tenente Mariano Amendola all'invasione delle acque, peggiorando l’attuale e già insopportabile situazione.
Da mesi, infatti, i residenti della via Ten. Mariano Amendola sono costretti a fare i conti col costante fenomeno dell’acqua alta, che rende la zona impraticabile, mettendo a rischio la stabilità degli edifici circostanti. Le attività commerciali presenti nella zona sono ormai al collasso: la presenza dell’acqua e lo stato di degrado che di conseguenza viene a determinarsi, impedisce la possibilità di lavorare. La situazione è molto grave, poiché ciò che in precedenza si presentava come un fenomeno occasionale, in presenza di particolari condizioni meteo-marine, è diventato ormai una condizione normale, con l’effetto che tutta la zona risulta impraticabile.
Questi rilievi sono stati verbalizzati in una riunione tenutasi presso l’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari il 31 marzo 2010. Le valutazioni finali dell’incontro conducevano alla necessità di modificare il progetto presentato raccogliendo i suggerimenti e i rilievi degli esperti del settore e più in generale della comunità eoliana. I consiglieri comunali di Lipari alla luce delle conclusioni sopra dette istituivano una commissione speciale sulla portualità, in data 28 maggio. La commissione sulla Portualità, congiuntamente alla commissione Lavori Pubblici, supportata da esperti comodanti di navi ed aliscafi, dopo una serie di incontri, il 12 agosto, approvata il seguente ordine del giorno: “Lavori di Messa in sicurezza dell’area di Sottomonastero”. Dopo un’accurata disamina delle diverse considerazioni esposte la riunione si conclude con un deliberato sottoscritto all’unanimità in cui si dice che: L’unica soluzione possibile per mettere in sicurezza l’area di Sottomonastero è quella relativa allo spostamento del pennello di cui al progetto del G.C. accanto al molo a giorno; ciò consentirebbe l’utilizzo dello stesso da due lati e non interferirebbe con l’adiacente area archeologica marina protetta.
Noi cittadini residenti nel Comune di Lipari riteniamo che l’opera proposta dal Genio Civile OO.MM. incida negativamente sulla struttura portuale principale dell’isola di Lipari, rischiando di vanificare i motivi per i quali la messa in sicurezza è stata pensata e progettata, e rischi di ampliare enormemente i problemi dovuti all’invasione delle acque nell’area sottostante l’attuale banchina di Sottomonastero; mentre riteniamo di dover assicurare l’approvazione di un progetto ampiamente condiviso dalla nostra comunità.
Chiediamo pertanto alle SS.VV.II., alla luce dei fatti sopra riportati, di attivarsi perché si arrivi nel più breve tempo possibile ad una una variante al progetto del Genio Civile OO.MM., in grado di raccogliere i suggerimenti proposti nell’interesse della nostra comunità, e di attivarsi per una soluzione definitiva alla periodica e sistematica invasione delle acque nella via Tenente Mariano Amendola.
Al Presidente della Regione Sicilia
All’Assessore Regionale delle Infrastrutture e della mobilità
Regione Sicilia
Al Prefetto di Messina
Oggetto: Petizione sulla Portualità isola di Lipari – messa in sicurezza di Sottomonastero
Noi cittadini del Comune di Lipari,
ci rivolgiamo alle SS.VV. nell’estremo tentativo di ottenere un tavolo di confronto per la modifica del progetto di Messa in sicurezza del Porto di Sottomonastero redatto dal Genio Civile OO.MM. con il titolo di: “Lavori di consolidamento molo foraneo, realizzazione Molo di sottoflutto e banchinamento in località Pignataro – Unità Fisiografica Pignataro – Sottomonastero – progetto di I° stalcio”. Tale progetto, modificato diverse volte per la scoperta delle rovine sottomarine del Porto Romano, nella sua stesura definitiva ha suscitato numerose perplessità da parte di tutti i comandanti delle navi e degli aliscafi, dei Piloti del Porto, degli addetti ai lavori, come il Gruppo Ormeggiatori, specificatamente per due aspetti:
a) lo scarso spazio di manovra per le navi di linea all'interno della darsena meridionale del nuovo approdo. A detta dei comandanti la soluzione prospettata dal Genio Civile OO.MM., comporta uno scarso spazio di manovra per le navi di linea, con le difficoltà d’attracco soprattutto in condizioni meteo marine avverse.
b) l'effetto dei marosi nella sottostante via tenente Mariano Amendola.: - A detta dei comandanti la soluzione prospettata dal Genio Civile OO.MM. comporta un forte moto ondoso che da un lato impedirebbe la piena operatività del molo di punta Scaliddi (lato sud) e dall'altro condannerebbe ancora di più la sottostante via tenente Mariano Amendola all'invasione delle acque, peggiorando l’attuale e già insopportabile situazione.
Da mesi, infatti, i residenti della via Ten. Mariano Amendola sono costretti a fare i conti col costante fenomeno dell’acqua alta, che rende la zona impraticabile, mettendo a rischio la stabilità degli edifici circostanti. Le attività commerciali presenti nella zona sono ormai al collasso: la presenza dell’acqua e lo stato di degrado che di conseguenza viene a determinarsi, impedisce la possibilità di lavorare. La situazione è molto grave, poiché ciò che in precedenza si presentava come un fenomeno occasionale, in presenza di particolari condizioni meteo-marine, è diventato ormai una condizione normale, con l’effetto che tutta la zona risulta impraticabile.
Questi rilievi sono stati verbalizzati in una riunione tenutasi presso l’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari il 31 marzo 2010. Le valutazioni finali dell’incontro conducevano alla necessità di modificare il progetto presentato raccogliendo i suggerimenti e i rilievi degli esperti del settore e più in generale della comunità eoliana. I consiglieri comunali di Lipari alla luce delle conclusioni sopra dette istituivano una commissione speciale sulla portualità, in data 28 maggio. La commissione sulla Portualità, congiuntamente alla commissione Lavori Pubblici, supportata da esperti comodanti di navi ed aliscafi, dopo una serie di incontri, il 12 agosto, approvata il seguente ordine del giorno: “Lavori di Messa in sicurezza dell’area di Sottomonastero”. Dopo un’accurata disamina delle diverse considerazioni esposte la riunione si conclude con un deliberato sottoscritto all’unanimità in cui si dice che: L’unica soluzione possibile per mettere in sicurezza l’area di Sottomonastero è quella relativa allo spostamento del pennello di cui al progetto del G.C. accanto al molo a giorno; ciò consentirebbe l’utilizzo dello stesso da due lati e non interferirebbe con l’adiacente area archeologica marina protetta.
Noi cittadini residenti nel Comune di Lipari riteniamo che l’opera proposta dal Genio Civile OO.MM. incida negativamente sulla struttura portuale principale dell’isola di Lipari, rischiando di vanificare i motivi per i quali la messa in sicurezza è stata pensata e progettata, e rischi di ampliare enormemente i problemi dovuti all’invasione delle acque nell’area sottostante l’attuale banchina di Sottomonastero; mentre riteniamo di dover assicurare l’approvazione di un progetto ampiamente condiviso dalla nostra comunità.
Chiediamo pertanto alle SS.VV.II., alla luce dei fatti sopra riportati, di attivarsi perché si arrivi nel più breve tempo possibile ad una una variante al progetto del Genio Civile OO.MM., in grado di raccogliere i suggerimenti proposti nell’interesse della nostra comunità, e di attivarsi per una soluzione definitiva alla periodica e sistematica invasione delle acque nella via Tenente Mariano Amendola.
I fondi ticket e la cartellonistica da 75000 euro (di Pietro Lo Cascio)
Il sistema dei ticket di accesso alle isole del Comune di Lipari e ai vulcani attivi dell’arcipelago garantisce cospicui introiti (quest’anno si parla di 450.000 euro), che vengono gestiti e “reinvestiti” dal commissario delegato “per l’emergenza” – nonché sindaco di Lipari – Dr. Mariano Bruno. Dopo anni di regime di emergenza, dovremmo ormai disporre di servizi di vario tipo rivolti a quel turismo il cui “massiccio afflusso” – come recita il decreto ministeriale che lo ha istituito – genera evidenti difficoltà (sic!) e motiva il suo stesso perdurare: confortevoli gabinetti pubblici, depositi per bagagli, accoglienti pensiline nelle stazioni marittime, sentieri agevolmente percorribili, servizi aggiuntivi stagionali di raccolta e smaltimento degli R.S.U., eccetera. La notizia apparsa ieri sui giornali on-line locali desta tuttavia un certo stupore: tra gli interventi previsti quest’anno con uno stanziamento complessivo di 130.000 euro figurano una “sistemazione del sentiero di accesso al cratere di Vulcano”, per una somma di 25.000 euro, e “l’apposizione della cartellonistica di accesso” allo stesso cratere, per la non trascurabile cifra di 75.000 euro.
Come si decide di destinare una cifra di 75.000 euro alla cartellonistica, a fronte di soli 25.000 stanziati per la manutenzione dell’accesso stesso? Non conosco – se ne esiste uno – il progetto, ma devo dedurre che si tratta di un’iniziativa epocale, destinata a lasciare un segno imperituro sul cratere e nelle sue immediate adiacenze: ipotizzando infatti un costo di 1.000 euro a cartello, ed esagero volutamente, otterremmo 75 cartelli; se questi fossero disposti lungo il sentiero, i visitatori avrebbero serie difficoltà a intravedere il paesaggio circostante, consolati però dal privilegio unico di attraversare l’area con maggiore densità cartellonistica al mondo. Se, invece, venissero disposti qua e là, nel paese, si risolverebbe il grave problema dei turisti dispersi mentre cercano di accedere al cratere, che – come è noto – è assolutamente invisibile all’orizzonte. Magari si prevede una loro collocazione anche in altre isole, un po’ come quei cartelli americani o australiani che – in pieno deserto – indicano la direzione di “Roma, 6.000 km”, o di “Paris, 12.000 km”; in questo caso, troveremo nel porto di Alicudi un “Vulcano – accesso al cratere, 40 miglia nautiche”… è facile immaginare la soddisfazione di turisti e residenti, opportunamente informati di questa nuova possibilità. Può darsi che invece siano 75 cartelli didattici; in effetti, in 75 cartelli si potrebbe scrivere una storia riassuntiva della Terra e del sistema solare, partendo dal Big Bang, fino ad arrivare a qualche dettaglio sul cratere che – dopo una faticosa lettura – si vuole visitare. Insomma, chi ha immaginato di destinare una risorsa economica così imponente alla cartellonistica, darà sicuramente prova di una fantasia straordinaria; non resta che attendere, e stupirci.
Peccato che le decine di migliaia di visitatori del cratere continueranno anche l’anno prossimo a raggiungere l’accesso al sentiero percorrendo la strada, in parte provinciale, in parte comunale, dove non esiste un marciapiede, e nemmeno un cordolo di sicurezza, sfiorati da automobilisti più o meno attenti e spesso spazientiti, perché è fastidioso dovere dribblare gruppi di escursionisti ignari di essere su una delle principali arterie carrabili dell’isola.
Peccato che si possa soltanto sorridere, perché sulle scelte di un commissario in regime di “emergenza” non si può opinare; queste passano sulle teste di un consiglio comunale, non vengono rendicontate nel bilancio dell’ente, non sono soggette a nessuna valutazione da parte di organi locali… c’è l’emergenza (quale? mi sfugge…): dunque si decide e si stanziano soldi arbitrariamente, in piena, solitaria e autocratica autonomia. Bertolaso docet.
Pietro Lo Cascio
consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà
Come si decide di destinare una cifra di 75.000 euro alla cartellonistica, a fronte di soli 25.000 stanziati per la manutenzione dell’accesso stesso? Non conosco – se ne esiste uno – il progetto, ma devo dedurre che si tratta di un’iniziativa epocale, destinata a lasciare un segno imperituro sul cratere e nelle sue immediate adiacenze: ipotizzando infatti un costo di 1.000 euro a cartello, ed esagero volutamente, otterremmo 75 cartelli; se questi fossero disposti lungo il sentiero, i visitatori avrebbero serie difficoltà a intravedere il paesaggio circostante, consolati però dal privilegio unico di attraversare l’area con maggiore densità cartellonistica al mondo. Se, invece, venissero disposti qua e là, nel paese, si risolverebbe il grave problema dei turisti dispersi mentre cercano di accedere al cratere, che – come è noto – è assolutamente invisibile all’orizzonte. Magari si prevede una loro collocazione anche in altre isole, un po’ come quei cartelli americani o australiani che – in pieno deserto – indicano la direzione di “Roma, 6.000 km”, o di “Paris, 12.000 km”; in questo caso, troveremo nel porto di Alicudi un “Vulcano – accesso al cratere, 40 miglia nautiche”… è facile immaginare la soddisfazione di turisti e residenti, opportunamente informati di questa nuova possibilità. Può darsi che invece siano 75 cartelli didattici; in effetti, in 75 cartelli si potrebbe scrivere una storia riassuntiva della Terra e del sistema solare, partendo dal Big Bang, fino ad arrivare a qualche dettaglio sul cratere che – dopo una faticosa lettura – si vuole visitare. Insomma, chi ha immaginato di destinare una risorsa economica così imponente alla cartellonistica, darà sicuramente prova di una fantasia straordinaria; non resta che attendere, e stupirci.
Peccato che le decine di migliaia di visitatori del cratere continueranno anche l’anno prossimo a raggiungere l’accesso al sentiero percorrendo la strada, in parte provinciale, in parte comunale, dove non esiste un marciapiede, e nemmeno un cordolo di sicurezza, sfiorati da automobilisti più o meno attenti e spesso spazientiti, perché è fastidioso dovere dribblare gruppi di escursionisti ignari di essere su una delle principali arterie carrabili dell’isola.
Peccato che si possa soltanto sorridere, perché sulle scelte di un commissario in regime di “emergenza” non si può opinare; queste passano sulle teste di un consiglio comunale, non vengono rendicontate nel bilancio dell’ente, non sono soggette a nessuna valutazione da parte di organi locali… c’è l’emergenza (quale? mi sfugge…): dunque si decide e si stanziano soldi arbitrariamente, in piena, solitaria e autocratica autonomia. Bertolaso docet.
Pietro Lo Cascio
consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà
mercoledì 1 dicembre 2010
Gli eoliani vogliono i porti ma non quelli proposti dalla "Lipari porti". Saverio Merlino auspica una presa di posizione del PD regionale e nazionale
Questa la lettera che Saverio Merlino ha inviato al Presidente Regionale Associazione Siciliana “ 360” e all’ Esecutivo Regionale dell’Associazione Siciliana “360". Alla lettera (come si leggerà) solo allegate alcune delle foto da noi già pubblicate e che, in questa occasione, non riproponiamo.
Ti invio, qui di seguito, alcune immagini del discusso progetto che sarà presentato a Lipari domani 2 dicembre e che prevede un mega porto turistico che dovrà essere realizzato dalla Società Condotta d’Acqua s.p.a di Roma, la quale insieme al Comune di Lipari ha costituito la società mista Lipari Porti spa.
Già da queste prime immagini spero comprenderai del perché della mia responsabile e convinta posizione contraria a questa operazione che, se attuata, secondo il progetto che sarà illustrato il 2 Dicembre, noi eoliani e gli amanti delle Eolie dovremmo dire addio alla tutela dei valori storico-estetico-ambientali di Marina Lunga, Marina Corta e Sottomonastero.
Gli eoliani vogliamo i porti, porti funzionali, utili alla nostra comunità, porti che diventino risorsa economica di tutti gli operatori commerciali eoliani e non risorsa economica in mano di pochi.
Spero fortemente che il Segretario Regionale, i nostri rappresentanti in seno al Governo Regionale Siciliano e i deputati del nostro Partito confermino la posizione “contraria” alla realizzazione della mega opera progettata, in questi termini, da Condotte Acqua spa.
Lipari, 01 Dicembre 2010
Saverio Merlino
Componente Esecutivo Regionale Associazione Siciliana “360”
Associazione politica del Partito Democratico
Ti invio, qui di seguito, alcune immagini del discusso progetto che sarà presentato a Lipari domani 2 dicembre e che prevede un mega porto turistico che dovrà essere realizzato dalla Società Condotta d’Acqua s.p.a di Roma, la quale insieme al Comune di Lipari ha costituito la società mista Lipari Porti spa.
Già da queste prime immagini spero comprenderai del perché della mia responsabile e convinta posizione contraria a questa operazione che, se attuata, secondo il progetto che sarà illustrato il 2 Dicembre, noi eoliani e gli amanti delle Eolie dovremmo dire addio alla tutela dei valori storico-estetico-ambientali di Marina Lunga, Marina Corta e Sottomonastero.
Gli eoliani vogliamo i porti, porti funzionali, utili alla nostra comunità, porti che diventino risorsa economica di tutti gli operatori commerciali eoliani e non risorsa economica in mano di pochi.
Spero fortemente che il Segretario Regionale, i nostri rappresentanti in seno al Governo Regionale Siciliano e i deputati del nostro Partito confermino la posizione “contraria” alla realizzazione della mega opera progettata, in questi termini, da Condotte Acqua spa.
Lipari, 01 Dicembre 2010
Saverio Merlino
Componente Esecutivo Regionale Associazione Siciliana “360”
Associazione politica del Partito Democratico
L'editoriale: C'è ancora chi ha paura di dire la sua.
L'EDITORIALE DI SALVATORE SARPI
Non pensavo potesse ancora accadere-
Questa frase non è certo la migliore per iniziare un editoriale ma riassume in pieno il mio stato d'animo dopo le ben 21 mail (inviate da indirizzi creati per l'occasione e con firme apocrife o addirittura anonimamente) giunte in redazione a proposito del sondaggio sulla portualità prospettata dalla "Lipari porti".
Per sgomberare il campo da ogni dubbio dobbiamo dire che non ci sono minacce ma un qualcosa, a mio avviso, ancora più grave: la paura di dire la propria.
Il tono di queste mail (divise anche non in modo equo) tra contrari e favorevoli è - quasi per tutte - di questo tenore: Caro direttore, io sono ......... (favorevole o contrario) al megaporto però non me la sento di votare perchè sa in questo paese si sa tutto e non vorrei mettermi contro ........
Può votare lei per me?
Questo quanto ci è arrivato e...cose similari!
Al di la del fatto che anche a me il sistema non consente di votare più di una volta, e ribadendo che il voto viene registrato in modo assolutamente anonimo, non riesco a capire la paura ad esprimere il proprio giudizio, la propria opinione, su un qualcosa che riguarda il nostro territorio, noi, i nostri figli.
Di fronte a questa "paura" (ma di che e di chi?) la tentazione di chiudere qui il sondaggio è stata forte.
Poi, sbollita l'amarezza, la decisione di andare avanti per chi ha il "coraggio" di voler fare "sentire", seppure attraverso un blog, la sua voce.
Andare avanti ...per chi l'unica "paura" che ha è quella di vedersi "appioppare" in un senso o nell'altro una decisione di altri.
Non pensavo potesse ancora accadere-
Questa frase non è certo la migliore per iniziare un editoriale ma riassume in pieno il mio stato d'animo dopo le ben 21 mail (inviate da indirizzi creati per l'occasione e con firme apocrife o addirittura anonimamente) giunte in redazione a proposito del sondaggio sulla portualità prospettata dalla "Lipari porti".
Per sgomberare il campo da ogni dubbio dobbiamo dire che non ci sono minacce ma un qualcosa, a mio avviso, ancora più grave: la paura di dire la propria.
Il tono di queste mail (divise anche non in modo equo) tra contrari e favorevoli è - quasi per tutte - di questo tenore: Caro direttore, io sono ......... (favorevole o contrario) al megaporto però non me la sento di votare perchè sa in questo paese si sa tutto e non vorrei mettermi contro ........
Può votare lei per me?
Questo quanto ci è arrivato e...cose similari!
Al di la del fatto che anche a me il sistema non consente di votare più di una volta, e ribadendo che il voto viene registrato in modo assolutamente anonimo, non riesco a capire la paura ad esprimere il proprio giudizio, la propria opinione, su un qualcosa che riguarda il nostro territorio, noi, i nostri figli.
Di fronte a questa "paura" (ma di che e di chi?) la tentazione di chiudere qui il sondaggio è stata forte.
Poi, sbollita l'amarezza, la decisione di andare avanti per chi ha il "coraggio" di voler fare "sentire", seppure attraverso un blog, la sua voce.
Andare avanti ...per chi l'unica "paura" che ha è quella di vedersi "appioppare" in un senso o nell'altro una decisione di altri.
"Lipari porti" e Sottomonastero
Il difensore civico del Comune di Lipari, avv. Francesco Rizzo ha invitato il sindaco Mariano Bruno " a dar mandato all'ufficio di rilasciare al consigliere Sabatini copia integrale della documentazione o in alternativa a far realizzare alla società in parola copia su supposto informatico, qualora tale strumento fosse ritenuto più idoneo e adeguato".
L'avvocato Rizzo ha evidenziato come ciò debba avvenire prima della riunione di domani con la Lipari Porti
Intanto il consigliere Giacomo Biviano ci ha inviato questa nota: "A supporto della lettera inviata stamattina all'Assessore Regionale delle infrastrutture e della mobilità , dott. Pietro Russo, dal segretario del Pd Giuseppe Cincotta e dal Responsabile territorio e ambiente del PD Pino La Greca ricordo che vi è una delibera con la quale il Consiglio Comunale di Lipari esprimeva il proprio parere negativo al progetto approvato dal GG.CC.OO.MM. per la messa in sicurezza del Porto di Sottomonastero di Lipari e chiedeva allo stesso di modificarlo secondo le indicazioni e suggerimenti proposti dai Comandanti delle navi e degli aliscafi, oltre agli esperti del settore. Indicazioni sfociate nella proposta di variante del progetto approvata dalle commissioni congiunte Lavori pubblici e Portualità .
Ma l'amministrazione- conclude Biviano- ha dato seguito all'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale e ha portato avanti con decisione il progetto di variante approvato dalle due commissioni?
L'avvocato Rizzo ha evidenziato come ciò debba avvenire prima della riunione di domani con la Lipari Porti
Intanto il consigliere Giacomo Biviano ci ha inviato questa nota: "A supporto della lettera inviata stamattina all'Assessore Regionale delle infrastrutture e della mobilità , dott. Pietro Russo, dal segretario del Pd Giuseppe Cincotta e dal Responsabile territorio e ambiente del PD Pino La Greca ricordo che vi è una delibera con la quale il Consiglio Comunale di Lipari esprimeva il proprio parere negativo al progetto approvato dal GG.CC.OO.MM. per la messa in sicurezza del Porto di Sottomonastero di Lipari e chiedeva allo stesso di modificarlo secondo le indicazioni e suggerimenti proposti dai Comandanti delle navi e degli aliscafi, oltre agli esperti del settore. Indicazioni sfociate nella proposta di variante del progetto approvata dalle commissioni congiunte Lavori pubblici e Portualità .
Ma l'amministrazione- conclude Biviano- ha dato seguito all'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale e ha portato avanti con decisione il progetto di variante approvato dalle due commissioni?
Lipari: Si è insediato il dott. Stefano Blasco. "Duro" il suo saluto a Cefalù
Si è insediato oggi a Lipari il nuovo dirigente-comandante della polizia municipale dott. Stefano Blasco. Il suo ultimo incarco prima di arrivare a Lipari è stato quello di comandante della polizia municipale di Cefalù.
Blasco, che ha già comandato la polizia municipale di Lipari e al quale rivolgiamo l'augurio di buon lavoro in un territorio non certo facile, prima di lasciare Cefalù ha voluto dire la sua, senza risparmiare qualche "stilettata".
Vi proponiamo nell'ordine il saluto rivolto da Blasco agli abitanti di Cefalù attraverso il sito laltracefalù (1) e l'intervista rilasciata a lavoceweb (2)
In occasione della ormai prossima immissione in servizio nella qualità di Dirigente Comandante presso il Comune di Lipari, ritengo doveroso, e conforme ai dettami della normale buona educazione, rivolgere un saluto alla cittadinanza di Cefalù, paese presso il quale ho trascorso gli ultimi sette anni e mezzo dei complessivi venti in cui l’ho frequentato per motivi affettivi e familiari. La parentesi che si conclude, infatti, è esclusivamente lavorativa e professionale, e continuerò a vivere Cefalù costantemente, come facevo quando lavoravo nella provincia di Catania, ad Alia,a Collesano ed a Lipari.
Sette anni di vita professionale non particolarmente complessi né difficili, che ho sempre voluto vivere con la massima discrezione possibile e che si possono riassumere in un elenco di risultati concreti ottenuti in favore di chi ha lavorato per il Corpo di Polizia Municipale, lavoratori che sono stati negli anni posti in condizioni di operare nel modo migliore possibile a beneficio dei cittadini.
Si possono citare, in ordine cronologico, la costante fornitura di divise nuove e la loro uniformità, l’addestramento professionale e l’armamento individuale che hanno legittimato il servizio notturno di polizia urbana, la formazione di personale precario, che è stato qualificato e reso operatore di polizia a pieno titolo, l’acquisto di un autoparco nuovo ed efficiente con 7 autovetture adatte a vari usi, il raddoppio dei locali e degli Uffici a disposizione degli operatori e del pubblico, l’acquisto di macchine e materiale informatico, l’avvio di nuove procedure informatizzate, ma soprattutto numeri di sostanza, come le circa 300 operazioni ed indagini di polizia giudiziaria ed edilizia, i 7.000 verbali elevati, che, cifre alla mano, hanno portato alle casse del Comune circa 2.200.000 euro in 7 anni ed al netto degli incassi relativi ai “ruoli” degli anni precedenti. Numeri questi, che hanno fatto e fanno del Corpo di Polizia Municipale il settore in assoluto più produttivo del Municipio.
Tutto questo è stato ottenuto e messo in campo per volontà del Comando, ovvero per volontà del funzionario e degli operatori che hanno svolto e svolgono il proprio lavoro sulla strada, tra la maleducazione e le provocazioni che quotidianamente essi “respirano”, vivono e di cui sono testimoni.
Il riscontro che si è avuto dall’organo politico–decisionale rispetto a questa volontà di efficienza ed a questi fatti concreti, si può riassumere in una parabola discendente, che va dall’incremento stagionale estivo del Corpo degli anni 2003–2006, agli anni recenti, in cui per mezzo di scelte politiche, si è via via ridotta la disponibilità di organico, non rimpiazzando i pensionamenti, così come sono state falcidiate le ore-lavoro a disposizione del personale precario. Tutto ciò ha dimezzato di fatto la forza lavorativa del Corpo, anche grazie alle “strategie” poste in essere dall’assessore al personale nell’ultimo anno e mezzo, il quale considera il Corpo di Polizia municipale né più né meno importante di altri uffici comunali. Del resto, i risultati, in termini di presenza sul territorio, sono sotto gli occhi di tutti.
La mera elencazione del lavoro svolto dal sottoscritto e dagli operatori non può comunque esaurire i contenuti di sette anni di splendidi rapporti umani e professionali, con tanti tra i miei colleghi della Polizia Municipale e gli amministrativi, così come dei rapporti di amicizia e professionali con i colleghi della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera, del Corpo Forestale ed altri. In particolare mi piace ricordare il Dirigente Dott. Giuseppe Lo Presti ed il nucleo investigativo della Polizia di Stato con i preziosi Calogero Sgrò e Nino Di Martino, il Luogotenente Giovanni D’Amico del Nucleo Operativo dei Carabinieri, il Comandante Diego Caruso della Guardia Costiera. Voce a parte merita il dott. Manfredi Borsellino, che mi onora già da anni della sua amicizia e con il quale, abbiamo posto in essere operazioni di Polizia Giudiziaria di indubbio rilievo e che volevano rappresentare principalmente un “atto d’amore” verso la città di Cefalù ed il suo patrimonio artistico e paesaggistico già da tempo e sempre più calpestato e sfregiato da antichi e nuovi, beceri e meschini interessi individuali.
Ho svolto il mio lavoro sempre a testa alta, a dispetto delle velate ostilità della politica, trattando tutti sempre allo stesso modo e senza mai cedere ad atteggiamenti ossequiosi o proni verso chi, in questa comunità si crede “potente” solo perché ha titoli, influenze, denaro o voti. Non ho mai trattato con riguardi particolari chi è magari abituato alla devozione ed alla deferenza di un concittadino che è per natura mite e remissivo verso i forti, ipercritico verso i propri pari e sprezzante verso i deboli.
Questo modo di operare, accompagnato dai risultati concreti della collaborazione portata avanti con le altre forze dell’ordine, ha avuto comunque un prezzo. Qualcosa che è riuscito unicamente ad urtare la mia sensibilità individuale, non certo a modificare il mio modo di lavorare o ad intaccare la mia dignità personale. Una vile missiva anonima e diffamatoria rivolta alla mia persona ed inviata, con metodo, a tutti gli uffici di Cefalù nel gennaio scorso, la cui gravità non risiedeva tanto nel suo contenuto, evidente frutto della mente di una persona sola, malata e depressa, quanto piuttosto nel comportamento omissivo e silente della amministrazione Comunale, ed in particolare della Giunta, che pur essendo destinataria di questa lettera, non ha preso alcuna posizione ufficiale o ufficiosa a riguardo. Del pari può dirsi del Consiglio Comunale, cui la missiva è stata formalmente inviata proprio dal sottoscritto per l’avvio di un pubblico dibattito, ma che l’ha invece affidata al solido e monolitico silenzio del suo Presidente. Forse perché, ad una sommaria lettura, poteva sorgere il dubbio che la missiva potesse provenire proprio da un soggetto che opera all’interno della casa comunale, considerato che il suo scrivere denota particolare dovizia ed appropriata conoscenza di dettagli burocratici ed indirizzi amministrativi.
Questo triste tentativo di delegittimazione e infamia, in sette anni e mezzo di lavoro fatto con piacere, entusiasmo ed onestà, rimane l’unica piccola nota amara, che è comunque mitigata dal peso specifico e dallo spessore intellettuale molto esigui di personaggi che rivestendo dei ruoli che hanno preteso per sé stessi, dovrebbero avere di tanto in tanto il coraggio di uscire dalla mediocrità in cui si crogiolano ed esprimere, se non vere e proprie idee, quantomeno consensi o dissensi di fronte ai fatti concreti.
Sette anni e mezzo di responsabilità di comando costituiscono ad ogni modo un grande patrimonio individuale di esperienza e di arricchimento umano. Saluto tutti i colleghi e tutte le persone che mi hanno voluto bene in modo sincero, e tra questi i miei compagni di bicicletta e amici del tempo libero, Dario La Martina, Vincenzo Vazzana e Gianni Forzisi.
Infine auguro ai miei colleghi poliziotti municipali ed impiegati, di proseguire con decoro in un’opera difficile nell’ambito di un Ente locale, svolgendo quotidianamente un lavoro la cui retribuzione li mantiene ormai sull’orlo di una indigenza economica che è celata solo dall’orgoglio. In particolare consiglio loro, come ho sempre fatto, di non cadere anche nella povertà morale, rifuggendo sempre dalle false promesse di una politica sempre più dozzinale e tendente al ricatto. Di vivere e lavorare facendo riferimento unicamente alle proprie forze, alla propria capacità ed alle proprie risorse.
Così facendo, manterranno intatta la propria dignità, se la considerano importante, e non dovranno “ringraziare” nessun altro che Se Stessi.
Cordialmente
Dott. Stefano Blasco.
2) lavoceweb: L'INTERVISTA
Stefano Blasco lascia Cefalù
“Città che non può cambiare” . Il capo dei vigili urbani: troppi interessi
Dopo sette anni passati a Cefalù, Stefano Blasco – comandante della Polizia municipale – lascia il ruolo per diventare dirigente comandante da Lipari. Una vita professionale, quella di Cefalù, “non particolarmente complessa né difficile” – come l’ha definita in una lettera di saluto ai colleghi – che ha sempre voluto vivere “con la massima discrezione possibile e che si può riassumere in un elenco di risultati concreti ottenuti in favore di chi ha lavorato per il Corpo di polizia municipale”. Blasco ha vinto il concorso di comandante tra quaranta partecipanti e si è classificato al primo posto. Abbiamo intervistato il comandante Blasco per chiedere un resoconto degli anni passati in una realtà come quella cefaludese.
Può provare a trarre un bilancio dei suoi anni al Comando della Polizia Municipale di Cefalù?
I bilanci sono fatti essenzialmente da numeri. Secondo quelli, e secondo le moderne logiche di gestione, potrebbe essere sufficiente dire che il lavoro della polizia municipale in questi sette anni e senza l’esercito dei “vigilini” stagionali degli anni Novanta, ha reso molti milioni di euro al Comune di Cefalù. Non posso dire pressoché nulla sulla gestione di questi introiti, avendo potuto incidere esclusivamente su di essi potenziando le dotazioni della Polizia municipale. Ma le politiche del personale complessive, soprattutto nell’ultimo anno, sono state assolutamente disastrose. E su quelle non ho avuto la possibilità di incidere. Il personale è sempre più scarso, demotivato, sempre meno indipendente e sempre più politicizzato. Questo porta solo a far sempre più cristallizzare un’immagine pessima del Corpo dei vigili. E forse è questo che si è sempre voluto a Cefalù. Avere un “Corpo di parafulmini” sui quali riversare colpe e responsabilità per poi farsi “belli” – da un punto di vista politico – sulle spalle degli operatori. Oggi per di più quasi tutti sono precari. Comunque, i risultati possono essere complessivamente positivi. E mai come in questi anni è stato incisivo l’impegno del Corpo sul fronte della polizia giudiziaria. Unico terreno sul quale la politica non deve e non può avere presa.
Come giudica questi anni di amministrazione che ha vissuto a Cefalù?
Non rivesto il ruolo che mi consente di giudicare, ma nella qualità di semplice uomo della strada mi è concesso di esprimere personalissime riflessioni. Non si tratta di valutare l’operato di questo o quel sindaco, o di qualche assessore. Il discorso è più ampio. A Cefalù non è rilevante la capacità dell’amministratore di governare o di influenzare gli eventi. L’attuale situazione di questa città, a mio avviso, è il risultato di una convergenza incancrenita di interessi che sono sempre i soliti, e sono rappresentati da quelle stesse persone sempre più decrepite e avide che fanno finta di non capire che il mondo è cambiato. I soliti vecchi “notabili” infarciti di furbizia e perbenismo. La cosa scoraggiante è che i “giovani” che decidono di fare politica seguono a comando ed acriticamente questi squallidi personaggi, perché sperano di trarne vantaggi personali. I “giovani” o sedicenti tali che fanno politica, non fanno altro che portare avanti le “idee” di chi è troppo vecchio o più semplicemente non ha nemmeno la possibilità di fare politica attiva. Insomma, la politica a Cefalù è fatta dagli interessi, sempre quelli. Non dalle persone.
Di quali interessi parla?
Dell’unico interesse che unisce trasversalmente la maggior parte delle forze politiche locali. Il mattone. Il calcestruzzo. Tutto a Cefalù ruota unicamente attorno agli interessi edilizi. Il turismo è uno specchietto per allodole, e viene utilizzato solo come incentivo per riversare ulteriore cemento in quei pochi luoghi dove non si potrebbe. Si può dire che Cefalù è ormai da cinquant’anni sotto il giogo insostenibile di oligarchi da strapazzo che l’hanno resa un agglomerato ingestibile di case su case senza strutture, infrastrutture e servizi. E questa è l’unica tendenza che spinge e alimenta la politica cefalutana. Creare cantieri per creare lavoro precario e fungibile, e quindi un bacino ampio di voti a poco prezzo. I risultati si vedono. E si vedranno ancor di più negli anni a venire, in cui potremo contare tantissime case e appartamenti “dalla” politica e “per” la politica. Ma non vedremo affatto crescere una città.
Ma quale è la sua opinione sui cefaludesi, in definitiva?
La mia opinione deriva da una conoscenza ventennale di questa città, vissuta “sulla strada”. I cefaludesi sono persone tendenzialmente buone ma troppo arrendevoli e deferenti verso il “potente”, il “notabile”, il “professionista”. Questo carattere è terreno fertile per tanti furbi e disonesti in giacca e cravatta che prosperano e comandano. Il cefalutano si nutre di promesse, belle parole e “contentini”, ha un infinito amore per la polemica contro chi ritiene suo pari ma non verso il potente, e il suo ostentato amore verso la propria città non supera solitamente il raggio di dieci metri da casa propria.
Pensa che Cefalù si solleverà da questo stato di cose?
No. Mai.
12.11.2010
Paola Castiglia
Blasco, che ha già comandato la polizia municipale di Lipari e al quale rivolgiamo l'augurio di buon lavoro in un territorio non certo facile, prima di lasciare Cefalù ha voluto dire la sua, senza risparmiare qualche "stilettata".
Vi proponiamo nell'ordine il saluto rivolto da Blasco agli abitanti di Cefalù attraverso il sito laltracefalù (1) e l'intervista rilasciata a lavoceweb (2)
In occasione della ormai prossima immissione in servizio nella qualità di Dirigente Comandante presso il Comune di Lipari, ritengo doveroso, e conforme ai dettami della normale buona educazione, rivolgere un saluto alla cittadinanza di Cefalù, paese presso il quale ho trascorso gli ultimi sette anni e mezzo dei complessivi venti in cui l’ho frequentato per motivi affettivi e familiari. La parentesi che si conclude, infatti, è esclusivamente lavorativa e professionale, e continuerò a vivere Cefalù costantemente, come facevo quando lavoravo nella provincia di Catania, ad Alia,a Collesano ed a Lipari.
Sette anni di vita professionale non particolarmente complessi né difficili, che ho sempre voluto vivere con la massima discrezione possibile e che si possono riassumere in un elenco di risultati concreti ottenuti in favore di chi ha lavorato per il Corpo di Polizia Municipale, lavoratori che sono stati negli anni posti in condizioni di operare nel modo migliore possibile a beneficio dei cittadini.
Si possono citare, in ordine cronologico, la costante fornitura di divise nuove e la loro uniformità, l’addestramento professionale e l’armamento individuale che hanno legittimato il servizio notturno di polizia urbana, la formazione di personale precario, che è stato qualificato e reso operatore di polizia a pieno titolo, l’acquisto di un autoparco nuovo ed efficiente con 7 autovetture adatte a vari usi, il raddoppio dei locali e degli Uffici a disposizione degli operatori e del pubblico, l’acquisto di macchine e materiale informatico, l’avvio di nuove procedure informatizzate, ma soprattutto numeri di sostanza, come le circa 300 operazioni ed indagini di polizia giudiziaria ed edilizia, i 7.000 verbali elevati, che, cifre alla mano, hanno portato alle casse del Comune circa 2.200.000 euro in 7 anni ed al netto degli incassi relativi ai “ruoli” degli anni precedenti. Numeri questi, che hanno fatto e fanno del Corpo di Polizia Municipale il settore in assoluto più produttivo del Municipio.
Tutto questo è stato ottenuto e messo in campo per volontà del Comando, ovvero per volontà del funzionario e degli operatori che hanno svolto e svolgono il proprio lavoro sulla strada, tra la maleducazione e le provocazioni che quotidianamente essi “respirano”, vivono e di cui sono testimoni.
Il riscontro che si è avuto dall’organo politico–decisionale rispetto a questa volontà di efficienza ed a questi fatti concreti, si può riassumere in una parabola discendente, che va dall’incremento stagionale estivo del Corpo degli anni 2003–2006, agli anni recenti, in cui per mezzo di scelte politiche, si è via via ridotta la disponibilità di organico, non rimpiazzando i pensionamenti, così come sono state falcidiate le ore-lavoro a disposizione del personale precario. Tutto ciò ha dimezzato di fatto la forza lavorativa del Corpo, anche grazie alle “strategie” poste in essere dall’assessore al personale nell’ultimo anno e mezzo, il quale considera il Corpo di Polizia municipale né più né meno importante di altri uffici comunali. Del resto, i risultati, in termini di presenza sul territorio, sono sotto gli occhi di tutti.
La mera elencazione del lavoro svolto dal sottoscritto e dagli operatori non può comunque esaurire i contenuti di sette anni di splendidi rapporti umani e professionali, con tanti tra i miei colleghi della Polizia Municipale e gli amministrativi, così come dei rapporti di amicizia e professionali con i colleghi della Polizia, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Guardia Costiera, del Corpo Forestale ed altri. In particolare mi piace ricordare il Dirigente Dott. Giuseppe Lo Presti ed il nucleo investigativo della Polizia di Stato con i preziosi Calogero Sgrò e Nino Di Martino, il Luogotenente Giovanni D’Amico del Nucleo Operativo dei Carabinieri, il Comandante Diego Caruso della Guardia Costiera. Voce a parte merita il dott. Manfredi Borsellino, che mi onora già da anni della sua amicizia e con il quale, abbiamo posto in essere operazioni di Polizia Giudiziaria di indubbio rilievo e che volevano rappresentare principalmente un “atto d’amore” verso la città di Cefalù ed il suo patrimonio artistico e paesaggistico già da tempo e sempre più calpestato e sfregiato da antichi e nuovi, beceri e meschini interessi individuali.
Ho svolto il mio lavoro sempre a testa alta, a dispetto delle velate ostilità della politica, trattando tutti sempre allo stesso modo e senza mai cedere ad atteggiamenti ossequiosi o proni verso chi, in questa comunità si crede “potente” solo perché ha titoli, influenze, denaro o voti. Non ho mai trattato con riguardi particolari chi è magari abituato alla devozione ed alla deferenza di un concittadino che è per natura mite e remissivo verso i forti, ipercritico verso i propri pari e sprezzante verso i deboli.
Questo modo di operare, accompagnato dai risultati concreti della collaborazione portata avanti con le altre forze dell’ordine, ha avuto comunque un prezzo. Qualcosa che è riuscito unicamente ad urtare la mia sensibilità individuale, non certo a modificare il mio modo di lavorare o ad intaccare la mia dignità personale. Una vile missiva anonima e diffamatoria rivolta alla mia persona ed inviata, con metodo, a tutti gli uffici di Cefalù nel gennaio scorso, la cui gravità non risiedeva tanto nel suo contenuto, evidente frutto della mente di una persona sola, malata e depressa, quanto piuttosto nel comportamento omissivo e silente della amministrazione Comunale, ed in particolare della Giunta, che pur essendo destinataria di questa lettera, non ha preso alcuna posizione ufficiale o ufficiosa a riguardo. Del pari può dirsi del Consiglio Comunale, cui la missiva è stata formalmente inviata proprio dal sottoscritto per l’avvio di un pubblico dibattito, ma che l’ha invece affidata al solido e monolitico silenzio del suo Presidente. Forse perché, ad una sommaria lettura, poteva sorgere il dubbio che la missiva potesse provenire proprio da un soggetto che opera all’interno della casa comunale, considerato che il suo scrivere denota particolare dovizia ed appropriata conoscenza di dettagli burocratici ed indirizzi amministrativi.
Questo triste tentativo di delegittimazione e infamia, in sette anni e mezzo di lavoro fatto con piacere, entusiasmo ed onestà, rimane l’unica piccola nota amara, che è comunque mitigata dal peso specifico e dallo spessore intellettuale molto esigui di personaggi che rivestendo dei ruoli che hanno preteso per sé stessi, dovrebbero avere di tanto in tanto il coraggio di uscire dalla mediocrità in cui si crogiolano ed esprimere, se non vere e proprie idee, quantomeno consensi o dissensi di fronte ai fatti concreti.
Sette anni e mezzo di responsabilità di comando costituiscono ad ogni modo un grande patrimonio individuale di esperienza e di arricchimento umano. Saluto tutti i colleghi e tutte le persone che mi hanno voluto bene in modo sincero, e tra questi i miei compagni di bicicletta e amici del tempo libero, Dario La Martina, Vincenzo Vazzana e Gianni Forzisi.
Infine auguro ai miei colleghi poliziotti municipali ed impiegati, di proseguire con decoro in un’opera difficile nell’ambito di un Ente locale, svolgendo quotidianamente un lavoro la cui retribuzione li mantiene ormai sull’orlo di una indigenza economica che è celata solo dall’orgoglio. In particolare consiglio loro, come ho sempre fatto, di non cadere anche nella povertà morale, rifuggendo sempre dalle false promesse di una politica sempre più dozzinale e tendente al ricatto. Di vivere e lavorare facendo riferimento unicamente alle proprie forze, alla propria capacità ed alle proprie risorse.
Così facendo, manterranno intatta la propria dignità, se la considerano importante, e non dovranno “ringraziare” nessun altro che Se Stessi.
Cordialmente
Dott. Stefano Blasco.
2) lavoceweb: L'INTERVISTA
Stefano Blasco lascia Cefalù
“Città che non può cambiare” . Il capo dei vigili urbani: troppi interessi
Dopo sette anni passati a Cefalù, Stefano Blasco – comandante della Polizia municipale – lascia il ruolo per diventare dirigente comandante da Lipari. Una vita professionale, quella di Cefalù, “non particolarmente complessa né difficile” – come l’ha definita in una lettera di saluto ai colleghi – che ha sempre voluto vivere “con la massima discrezione possibile e che si può riassumere in un elenco di risultati concreti ottenuti in favore di chi ha lavorato per il Corpo di polizia municipale”. Blasco ha vinto il concorso di comandante tra quaranta partecipanti e si è classificato al primo posto. Abbiamo intervistato il comandante Blasco per chiedere un resoconto degli anni passati in una realtà come quella cefaludese.
Può provare a trarre un bilancio dei suoi anni al Comando della Polizia Municipale di Cefalù?
I bilanci sono fatti essenzialmente da numeri. Secondo quelli, e secondo le moderne logiche di gestione, potrebbe essere sufficiente dire che il lavoro della polizia municipale in questi sette anni e senza l’esercito dei “vigilini” stagionali degli anni Novanta, ha reso molti milioni di euro al Comune di Cefalù. Non posso dire pressoché nulla sulla gestione di questi introiti, avendo potuto incidere esclusivamente su di essi potenziando le dotazioni della Polizia municipale. Ma le politiche del personale complessive, soprattutto nell’ultimo anno, sono state assolutamente disastrose. E su quelle non ho avuto la possibilità di incidere. Il personale è sempre più scarso, demotivato, sempre meno indipendente e sempre più politicizzato. Questo porta solo a far sempre più cristallizzare un’immagine pessima del Corpo dei vigili. E forse è questo che si è sempre voluto a Cefalù. Avere un “Corpo di parafulmini” sui quali riversare colpe e responsabilità per poi farsi “belli” – da un punto di vista politico – sulle spalle degli operatori. Oggi per di più quasi tutti sono precari. Comunque, i risultati possono essere complessivamente positivi. E mai come in questi anni è stato incisivo l’impegno del Corpo sul fronte della polizia giudiziaria. Unico terreno sul quale la politica non deve e non può avere presa.
Come giudica questi anni di amministrazione che ha vissuto a Cefalù?
Non rivesto il ruolo che mi consente di giudicare, ma nella qualità di semplice uomo della strada mi è concesso di esprimere personalissime riflessioni. Non si tratta di valutare l’operato di questo o quel sindaco, o di qualche assessore. Il discorso è più ampio. A Cefalù non è rilevante la capacità dell’amministratore di governare o di influenzare gli eventi. L’attuale situazione di questa città, a mio avviso, è il risultato di una convergenza incancrenita di interessi che sono sempre i soliti, e sono rappresentati da quelle stesse persone sempre più decrepite e avide che fanno finta di non capire che il mondo è cambiato. I soliti vecchi “notabili” infarciti di furbizia e perbenismo. La cosa scoraggiante è che i “giovani” che decidono di fare politica seguono a comando ed acriticamente questi squallidi personaggi, perché sperano di trarne vantaggi personali. I “giovani” o sedicenti tali che fanno politica, non fanno altro che portare avanti le “idee” di chi è troppo vecchio o più semplicemente non ha nemmeno la possibilità di fare politica attiva. Insomma, la politica a Cefalù è fatta dagli interessi, sempre quelli. Non dalle persone.
Di quali interessi parla?
Dell’unico interesse che unisce trasversalmente la maggior parte delle forze politiche locali. Il mattone. Il calcestruzzo. Tutto a Cefalù ruota unicamente attorno agli interessi edilizi. Il turismo è uno specchietto per allodole, e viene utilizzato solo come incentivo per riversare ulteriore cemento in quei pochi luoghi dove non si potrebbe. Si può dire che Cefalù è ormai da cinquant’anni sotto il giogo insostenibile di oligarchi da strapazzo che l’hanno resa un agglomerato ingestibile di case su case senza strutture, infrastrutture e servizi. E questa è l’unica tendenza che spinge e alimenta la politica cefalutana. Creare cantieri per creare lavoro precario e fungibile, e quindi un bacino ampio di voti a poco prezzo. I risultati si vedono. E si vedranno ancor di più negli anni a venire, in cui potremo contare tantissime case e appartamenti “dalla” politica e “per” la politica. Ma non vedremo affatto crescere una città.
Ma quale è la sua opinione sui cefaludesi, in definitiva?
La mia opinione deriva da una conoscenza ventennale di questa città, vissuta “sulla strada”. I cefaludesi sono persone tendenzialmente buone ma troppo arrendevoli e deferenti verso il “potente”, il “notabile”, il “professionista”. Questo carattere è terreno fertile per tanti furbi e disonesti in giacca e cravatta che prosperano e comandano. Il cefalutano si nutre di promesse, belle parole e “contentini”, ha un infinito amore per la polemica contro chi ritiene suo pari ma non verso il potente, e il suo ostentato amore verso la propria città non supera solitamente il raggio di dieci metri da casa propria.
Pensa che Cefalù si solleverà da questo stato di cose?
No. Mai.
12.11.2010
Paola Castiglia
Siremar: deputati Fds siciliani, impossibile assicurare standard di sicurezza
I parlamentari nazionali FdS Pippo Fallica, Giacomo Terranova, Ugo Grimaldi, Francesco Stagno D'Alcontres e Marco Pugliese hanno presentato un'interrogazione al Ministro dei Trasporti per denunciare "l'impossibilita' di assicurare i normali standard di sicurezza per i passeggeri, il personale navigante ed i battelli in seguito alle difficolta' di ordine finanziario della Siremar".
"Nonostante - scrivono i parlamentari di Forza del Sud - le rassicurazioni che il Commissario Straordinario della Societa' di navigazione siciliana Giancarlo D'Andrea ha fornito ai sindaci delle Isole Minori in merito alla regolare continuita' del servizio pubblico, lo stesso Commissario Straordinario ha inviato una comunicazione ai responsabili degli uffici della societa' informandoli tra l'altro che le spese assumibili fino alla fine di quest'anno non dovranno superare una certa cifra, talmente esigua da comportare di fatto l'impossibilita' di gestire professionalmente l'ufficio tecnico che ha la responsabilita' della manutenzione e della sicurezza dei mezzi".
"Insomma, dato che buona parte dei mezzi in servizio necessiterebbero di manutenzioni che comporterebbero la sosta dei mezzi stessi, sosta che alla luce dell'attuale situazione, con diverse unita' gia' da tempo ferme presso vari cantieri navali, non e' effettuabile in quanto pregiudicherebbe il regolare svolgimento delle attuali linee gia' ridotte, come nei settori Eolie ed Egadi, i battelli rimasti in servizio - concludono i parlamentari di Forza del Sud - sono di fatto sottoposti ad un super sfruttamento che ne incrementa le probabilita' di avaria".
"Nonostante - scrivono i parlamentari di Forza del Sud - le rassicurazioni che il Commissario Straordinario della Societa' di navigazione siciliana Giancarlo D'Andrea ha fornito ai sindaci delle Isole Minori in merito alla regolare continuita' del servizio pubblico, lo stesso Commissario Straordinario ha inviato una comunicazione ai responsabili degli uffici della societa' informandoli tra l'altro che le spese assumibili fino alla fine di quest'anno non dovranno superare una certa cifra, talmente esigua da comportare di fatto l'impossibilita' di gestire professionalmente l'ufficio tecnico che ha la responsabilita' della manutenzione e della sicurezza dei mezzi".
"Insomma, dato che buona parte dei mezzi in servizio necessiterebbero di manutenzioni che comporterebbero la sosta dei mezzi stessi, sosta che alla luce dell'attuale situazione, con diverse unita' gia' da tempo ferme presso vari cantieri navali, non e' effettuabile in quanto pregiudicherebbe il regolare svolgimento delle attuali linee gia' ridotte, come nei settori Eolie ed Egadi, i battelli rimasti in servizio - concludono i parlamentari di Forza del Sud - sono di fatto sottoposti ad un super sfruttamento che ne incrementa le probabilita' di avaria".
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