Depuratore, arriva la risposta di Pelaggi
Peppe Paino (Gazzetta del Sud)
Il sindaco Mariano Bruno ha annunciato di attendere per oggi una risposta definitiva da parte del commissario per l'emergenza idrica, Luigi Pelaggi, su delle non meglio specificate proposte, avanzate nei giorni scorsi a Roma dallo stesso primo cittadino, per la realizzazione del depuratore di Lipari. La struttura com'è noto è stata progettata nella zona di Canneto Dentro con le stazioni di sollevamento al porto di Sottomonastero e nei pressi della spiaggia di Unci. « Comunicherò le decisione del Commissario – ha detto Bruno – a quella parte, tra Comitato e associazioni varie – che hanno chiesto il mio intervento e non agli esagitati con i quali non si può proferir parola». Il riferimento è, ovviamente, rivolto a chi, secondo il sindaco, nei vari confronti che si sono tenuti finora su (in ordine) parco nazionale, portualità integrata e depuratore, ha colto l'occasione per farsi anche un po' di campagna elettorale, gridando ogni volta allo scandalo. Sul depuratore l'Associazione "Per Canneto" ed i comitati delle località di Serra e Pirrera, ritengono indispensabile portare la battaglia al di fuori dei confini eoliani, coinvolgendo in primis Lombardo.
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venerdì 18 marzo 2011
giovedì 17 marzo 2011
Unità d'Italia. Lipari: Sfilano le bande. Servizio sulla banda S. Bartolomeo
Oggi in occasione dei festeggiamenti per il 150° dell'Unità d'Italia a Lipari hanno sfilato lungo le vie del centro dell'isola, eseguendo pezzi che richiamano all'evento odierno e all'Italia, le bande S. Bartolomeo (al mattino) e Città di Lipari (in serata).
Vi proponiamo alcuni scatti realizzati per noi da Marina Centorrino sulla sfilata della banda S. Bartolomeo. Domani vi proporremo il servizio inerente la banda Città di Lipari con video e foto.
Vi proponiamo alcuni scatti realizzati per noi da Marina Centorrino sulla sfilata della banda S. Bartolomeo. Domani vi proporremo il servizio inerente la banda Città di Lipari con video e foto.
I 150 anni dell'Unità d'Italia e la risposta al consigliere Sabatini. Ci scrive l'assessore Ferlazzo
Riceviamo e pubblichiamo: In riferimento alla nota del Consigliere Sabatini apparsa sui locali siti web, il quale ancora una volta cerca di strumentalizzare ogni attività positiva porti avanti questa Amministrazione, e che perfino in un giorno come quello di oggi si diverte ad insultarla, rispondiamo che, non solo lui si sbaglia, ma che mai come in questo momento l'attenzione di questa Annibistrazione è rivoltà alle realtà più piccole del Ns. Comune. Certo, alcuni territori, visibilmente abbandonati a se stessi prima delle Amministrazioni Bruno, adesso stanno usufruendo del lavoro svolto da questa Amministrazione, e non mi riferisco solo all'isola di Vulcano. Il Consigliere dimentica forse gli interventi di messa in sicurezza e miglioramento del "welcome" fatti in tutte le isole, la costruzione della scuola e del campo di calcio a Stromboli, la riqualificazione delle aree archeologiche di Filicudi e Panarea, i lavori al porto di Alicudi, etc. etc. etc... (solo per citarni alcuni)...Ed il consigliere Sabatini volutamente sconosce quelli che sono i progetti per l'intero territorio del Comune di Lipari che quest'Amministrazione sta portando avanti, e che ad uno ad uno stanno captando le varie possibilità di finanziamento. Certo, si potrebbe sempre fare di più, ma gli uomini a disposizione dell'Ente sono sempre quelli, e per i miracoli ci stiamo attrezzando...
Ritornando al motivo della risposta, le condizioni metereologiche particolarmente avverse degli scorsi giorni hanno praticamente reso impossibile programmare iniziative sulle isole più piccole, tuttavia la festa per l'Unità d'Italia è appena iniziata, e le locali Circoscrizioni, se lo richiederanno, potranno avere sul proprio territorio alcuni dei bravissimi artisti (Cantori Popolari, Coro Polifonico, Compagnia Popolare Liparense, etc.) che si stanno esibendo sull'isola madre. Infine, una notizia che la renderà felice. L'esibizione del Coro Polifonico prevista sull'isola di Vulcano è saltata (causa problemi di salute della responsabile La Cava). Ad esibirsi sono rimasti solo i ragazzini della locale scuola elementare. Il risultato, come tutti gli eventi organizzati dalle scuole, è stato un successo.
Ivan Ferlazzo (assessore)
Ritornando al motivo della risposta, le condizioni metereologiche particolarmente avverse degli scorsi giorni hanno praticamente reso impossibile programmare iniziative sulle isole più piccole, tuttavia la festa per l'Unità d'Italia è appena iniziata, e le locali Circoscrizioni, se lo richiederanno, potranno avere sul proprio territorio alcuni dei bravissimi artisti (Cantori Popolari, Coro Polifonico, Compagnia Popolare Liparense, etc.) che si stanno esibendo sull'isola madre. Infine, una notizia che la renderà felice. L'esibizione del Coro Polifonico prevista sull'isola di Vulcano è saltata (causa problemi di salute della responsabile La Cava). Ad esibirsi sono rimasti solo i ragazzini della locale scuola elementare. Il risultato, come tutti gli eventi organizzati dalle scuole, è stato un successo.
Ivan Ferlazzo (assessore)
Problematiche Siremar. Il sindaco Lo Schiavo chiedea Lombardo convocazione urgente per il Commissario Straordinario D’Andrea
VISTE le allarmanti e alquanto confuse notizie apparse sulla stampa, dalle quali si apprende che la vicenda Siremar potrà trasformarsi nel più grande danno economico e sociale mai arrecato alle Isole di Sicilia;
CONSIDERATO che dall’inizio della procedura di liquidazione della società Siremar non sono stati mai coinvolti i Sindaci delle Isole di Sicilia, i quali, più volte e in diverse sedi istituzionali, hanno richiesto di essere portati a conoscenza dell’iter istruttorio di cui sopra;
RITENUTO necessario approfondire con immediatezza la situazione Siremar, la quale coinvolge le popolazioni delle isole Minori della Sicilia e centinaia di operatori del settore marittimo, soprattutto in considerazione del fatto che il Commissario Dott. D’Andrea ha comunicato che per Siremar “ si potrà procedere ai sensi dell’art. 4 quater del D.L. n. 347 del 2003, convertito in Legge n. 39 del 2004” , che tradotto significa “fallimento”;
Tutto ciò premesso, chiedo alla S.S. Ill.ma, nella qualità di garante delle problematiche regionali, di convocare in via urgente e straordinaria il Commissario Dott. D’Andrea, alla presenza dei Sindaci delle Isole di Sicilia e dei rispettivi Presidenti Provinciali, al fine di chiarire e fugare i dubbi che tale incresciosa situazione continua a generare con ripercussioni negative dal punto di vista sociale ed economico, che rischiano di sfociare in situazioni di protesta.
In attesa di urgente riscontro, si porgono distinti saluti.
Il Sindaco di Santa Marina Salina
Coordinatore ANCIM Sicilia
Massimo Lo Schiavo
“Integrazione e tolleranza”, sabato 19 marzo a Lipari il convegno promosso dal Cenacolo culturale “Il Pensiero Libero”
“Integrazione e tolleranza”: tematiche quanto mai attuali, sulle quali il cenacolo culturale “Il Pensiero Libero”, in partnership con “Filippo La Rosa Onlus ”, intende accendere i riflettori analizzandone i diversi aspetti durante il convegno in programma al Gran Hotel Arciduca di Lipari sabato 19 marzo alle 9.30.
All’incontro – moderato dal presidente del cenacolo culturale, avv. Lucio Castagna - relazioneranno l’avv. Giancarlo Niutta, dirigente nell’Unità operativa complessa Avvocatura dell’Asp di Messina; il prof. Renato Candia, dirigente scolastico; la dott. Marilena Scanu, consigliere della Corte d’Appello di Messina; il prof. Giuseppe Caristi, titolare della cattedra Metodi matematici per le scienze economiche e finanziarie della facoltà di Economia di Messina; il prof. Luigi D’Andrea, ordinario di Diritto costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza di Messina; il prof. Giuseppe Gambardella, neurochirurgo.
Nel corso del convegno, verranno proiettate alcune photos di Betty Riganò, fotografo amatoriale. che successivamente saranno inserite in un volume edito dal cenacolo e dalla “Filippo La Rosa Onlus ” per la raccolta fondi in favore del reparto di Pediatria dell'Ospedale di Lipari.
Auguri Italia..... Alcune immagini da Lipari
Auguri Italia, settentrione del Mediterraneo
L'Italia taglia il traguardo dei 150 anni ma non è maggiorenne, come dimostra in tante circostanze. I compleanni, tuttavia, vanno sempre festeggiati. Ecco perché la data del 17 marzo meriterebbe la massima considerazione, dalle Alpi all'estremo lembo della Sicilia. Come è accettabile, invece, che ogni occasione sia buona per minimizzare l'appuntamento, in nome di un revisionismo storico d'accatto? Sia chiaro, il Risorgimento non è stato solo matrimonio d'amore: si è versato sangue innocente, si sono messi in atto abusi ed "espropri" di ogni tipo, soprattutto a danno del Meridione, propri delle guerre di conquista.
Si può allora discutere di tutto, dei vincitori e dei vinti, delle verità scomode seppellite dalla polvere del tempo, ma tutto deve consumarsi nell'ambito delle rigorose analisi storiche. Che non competono alla politica e che quasi certamente coinvolgerebbero solo gli addetti ai lavori. L'unica possibilità per rinverdire certi valori è, invece, legata alla scuola. Questo 17 marzo sia l'avvio di una riflessione pacata, senza inutili revisionismi. Poniamoci pure qualche domanda, purché concreta e legata al presente. Il valore dell'Unità d'Italia al giorno d'oggi è atto di fede, patriottismo, nazionalismo, comune sentire, è legato alle radici di una cultura millenaria? È forse un mix di tutto questo ma anche interesse, necessità, logica, opportunismo perché... l'unione fa la forza, in tutti i campi.
In una società globalizzata, dove contano i "grandi numeri", quale ruolo potrebbero giocare la tanto invocata Padania o il Regno delle Due Sicilie? Siamo seri e osserviamo come cammina il mondo: certe velleità autonomiste fanno ridere. L'Italia deve guardare al futuro e sfruttare l'unica cosa certa di questo particolare momento: il Mediterraneo è tornato al centro del mondo. Mare nostrum, come ai tempi dell'Impero Romano. Questo scenario è già declinato al presente; anche alla luce dei terremoti economico-finanziari di questi ultimi tre anni, che hanno prodotto svolte epocali e sposteranno il baricentro del potere mondiale verso l'Oriente e il Sud del mondo.
In tale scenario, il nostro Paese deve giocare un ruolo di primo piano e diventare il Settentrione del Meridione, con tutta una serie di ricadute positive in particolare per la Trinacria, cerniera tra Africa ed Europa. È tempo, dunque, di confrontarsi, di delineare strategie perché anche Sicilia e Calabria possano assumere un ruolo da protagoniste rispetto a questa svolta epocale; che non è stata forse ben compresa nella sua dirompente capacità di cambiare gli equilibri politici, economici e militari del globo. C'è già chi ipotizza, come lo storico Niall Ferguson, la rapida fine dell'egemonia degli Stati Uniti, dunque dell'intero blocco occidentale come oggi è strutturato, e la nascita di un nuovo equilibrio multipolare. L'Italia e l'annesso... Regno delle Due Sicilie resteranno in piedi? La vicinanza ai potenti sceicchi dei petrodollari, così come all'Africa ricca di materie prime e già nell'orbita – purtroppo per noi – degli interessi cinesi, può essere l'innesco di ghiotte opportunità economiche e di leadership politica nell'area. Il tempo stringe e occorre essere pronti a una sfida senza esclusione di colpi.
Vogliamo continuare a discettare se il Risorgimento sia stato un bene o un male? Se è meglio intitolare le strade a Garibaldi o a Pietro Micca? L'Unità d'Italia è valore assoluto, il nostro Paese ha buon titolo per contare ma deve smettere di "giocare"; anche perché siamo in mezzo a tempeste senza precedenti a un passo da casa. C'è da aggiungere che mai come ora, nonostante i problemi provocati dall'economia finanziarizzata, si sta assistendo a una crescita generalizzata dei paesi emergenti. Questo processo di ridistribuzione della ricchezza determinerà gli assetti futuri del mondo. Con quale ruolo ci vogliamo essere? Decifrare i numeri del cambiamento, capire e orientare lo sviluppo, è diventata, dunque, questione di vita o di morte. L'Italia, Sicilia e Calabria prima di tutte le altre regioni, può evitare il declino ma deve muoversi su più fronti da protagonista: le rendite di posizione sono finite per tutti.
Festeggiamo il "nostro" compleanno nel migliore dei modi e senza deleterie dietrologie. Guardiamo al futuro, tutti insieme da nord a sud, con l'ottimismo della ragione.
Si può allora discutere di tutto, dei vincitori e dei vinti, delle verità scomode seppellite dalla polvere del tempo, ma tutto deve consumarsi nell'ambito delle rigorose analisi storiche. Che non competono alla politica e che quasi certamente coinvolgerebbero solo gli addetti ai lavori. L'unica possibilità per rinverdire certi valori è, invece, legata alla scuola. Questo 17 marzo sia l'avvio di una riflessione pacata, senza inutili revisionismi. Poniamoci pure qualche domanda, purché concreta e legata al presente. Il valore dell'Unità d'Italia al giorno d'oggi è atto di fede, patriottismo, nazionalismo, comune sentire, è legato alle radici di una cultura millenaria? È forse un mix di tutto questo ma anche interesse, necessità, logica, opportunismo perché... l'unione fa la forza, in tutti i campi.
In una società globalizzata, dove contano i "grandi numeri", quale ruolo potrebbero giocare la tanto invocata Padania o il Regno delle Due Sicilie? Siamo seri e osserviamo come cammina il mondo: certe velleità autonomiste fanno ridere. L'Italia deve guardare al futuro e sfruttare l'unica cosa certa di questo particolare momento: il Mediterraneo è tornato al centro del mondo. Mare nostrum, come ai tempi dell'Impero Romano. Questo scenario è già declinato al presente; anche alla luce dei terremoti economico-finanziari di questi ultimi tre anni, che hanno prodotto svolte epocali e sposteranno il baricentro del potere mondiale verso l'Oriente e il Sud del mondo.
In tale scenario, il nostro Paese deve giocare un ruolo di primo piano e diventare il Settentrione del Meridione, con tutta una serie di ricadute positive in particolare per la Trinacria, cerniera tra Africa ed Europa. È tempo, dunque, di confrontarsi, di delineare strategie perché anche Sicilia e Calabria possano assumere un ruolo da protagoniste rispetto a questa svolta epocale; che non è stata forse ben compresa nella sua dirompente capacità di cambiare gli equilibri politici, economici e militari del globo. C'è già chi ipotizza, come lo storico Niall Ferguson, la rapida fine dell'egemonia degli Stati Uniti, dunque dell'intero blocco occidentale come oggi è strutturato, e la nascita di un nuovo equilibrio multipolare. L'Italia e l'annesso... Regno delle Due Sicilie resteranno in piedi? La vicinanza ai potenti sceicchi dei petrodollari, così come all'Africa ricca di materie prime e già nell'orbita – purtroppo per noi – degli interessi cinesi, può essere l'innesco di ghiotte opportunità economiche e di leadership politica nell'area. Il tempo stringe e occorre essere pronti a una sfida senza esclusione di colpi.
Vogliamo continuare a discettare se il Risorgimento sia stato un bene o un male? Se è meglio intitolare le strade a Garibaldi o a Pietro Micca? L'Unità d'Italia è valore assoluto, il nostro Paese ha buon titolo per contare ma deve smettere di "giocare"; anche perché siamo in mezzo a tempeste senza precedenti a un passo da casa. C'è da aggiungere che mai come ora, nonostante i problemi provocati dall'economia finanziarizzata, si sta assistendo a una crescita generalizzata dei paesi emergenti. Questo processo di ridistribuzione della ricchezza determinerà gli assetti futuri del mondo. Con quale ruolo ci vogliamo essere? Decifrare i numeri del cambiamento, capire e orientare lo sviluppo, è diventata, dunque, questione di vita o di morte. L'Italia, Sicilia e Calabria prima di tutte le altre regioni, può evitare il declino ma deve muoversi su più fronti da protagonista: le rendite di posizione sono finite per tutti.
Festeggiamo il "nostro" compleanno nel migliore dei modi e senza deleterie dietrologie. Guardiamo al futuro, tutti insieme da nord a sud, con l'ottimismo della ragione.
Buon Compleanno Italia !

Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861".
Sono le parole che si possono leggere nel documento della legge n. 4671 del Regno di Sardegna e valgono come proclamazione ufficiale del Regno d'Italia, che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 della Camera dei Deputati, nella quale è stato votato il progetto di legge approvato dal Senato il 26 febbraio 1861. La legge n. 4671 fu promulgata il 17 marzo 1861 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861.
In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un 'Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno: un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco-piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati italiani che avevano legato la loro sorte alla presenza dell'Austria nella penisola e si conclude con la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d'Italia.
Tra il 1859 e il 1860 non ci fu un vero scontro tra l'elemento liberale e le vecchie classi dirigenti ma una rassegnata accettazione della nuova realtà da parte di queste ultime. Solo nel regno meridionale si manifestò una qualche resistenza, dopo la perdita della Sicilia e l'ingresso di Garibaldi a Napoli (7 settembre), senza colpo ferire, con la battaglia del Volturno e la difesa di alcune fortezze. Il nuovo Stato non aveva tradizioni politiche univoche (insieme ad un centro nord con tradizioni comunali e signorili, c'era un mezzogiorno con tradizioni monarchiche fortemente accentrate a Napoli) ma si basava su una nazione culturale di antiche origini che costituiva un forte elemento unitario in tutto il paese, uno Stato - come scrisse all'indomani della conclusione della seconda guerra mondiale un illustre storico svizzero, Werner Kaegi - che cinque secoli prima dell'unità aveva "una effettiva coscienza nazionale" anche se priva di forma politica. Nel rapidissimo riconoscimento del regno da parte della Gran Bretagna e della Svizzera il 30 marzo 1861, ad appena due settimane dalla sua proclamazione, seguito da quello degli Stati Uniti d'America il 13 aprile 1861, al di là delle simpatie per il governo liberale di Torino, ci fu anche un disegno, anche se ancora incerto, sul vantaggio che avrebbe tratto il continente europeo dalla presenza del nuovo regno.
Cominciò infatti a diffondersi la convinzione che l'Italia unita avrebbe potuto costituire un elemento di stabilità per l'intero continente. Invece di essere terra di scontro tra potenze decise ad acquistare una posizione egemonica nell'Europa centro-meridionale e nel Mediterraneo, l'Italia unificata, cioè un regno di oltre 22 milioni di abitanti, avrebbe potuto rappresentare un efficace ostacolo alle tendenze espansioniste della Francia da un lato e dell'impero asburgico dall'altro e, grazie alla sua favorevole posizione geografica, inserirsi nel contrasto tra Francia e Gran Bretagna per il dominio del Mediterraneo. ISOLE MINORI: DOPO DIECI ANNI NASCE IL FONDO PER LO SVILUPPO
Il fondo per lo sviluppo delle isole minori e' diventato una realta' con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del presidente del consiglio dei ministri, che sblocca, finalmente, le somme previste dalla legge finanziaria del 2008 a favore di 36 comuni dislocati su 37 isole italiane.
Il provvedimento permette anche di avviare l'esame dei progetti finanziati con la legge finanziaria per il 2009. In questa prima fase, si tratta di oltre 14 milioni di euro, che permetteranno di avviare progetti destinati allo sviluppo produttivo, alla tutela ambientale, ai trasporti e ai servizi per la collettivita', alla cultura e ai beni culturali.
Il fondo, previsto dall'articolo 25 della legge 448 del 2001, diventa esecutivo alla fine di un lunghissimo e travagliato percorso legislativo: il 7 marzo 2003 il presidente del Consiglio dei Ministri aveva infatti emanato il primo decreto attuativo, con cui e' stata individuata la tipologia degli interventi finanziabili.
Solo il 24 dicembre 2007, la legge 244 - la finanziaria del 2008 - ne ha codificato le modalita' di erogazione. Il decreto e' stato modificato nel 2009 e nel 2010, quando e' arrivato in discussione alla Conferenza delle regioni.
In quella sede, la Regione siciliana ha dato un contributo determinante alla definizione dei criteri di erogazione del fondo, nella stesura che, adesso, e' stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.
Il provvedimento permette anche di avviare l'esame dei progetti finanziati con la legge finanziaria per il 2009. In questa prima fase, si tratta di oltre 14 milioni di euro, che permetteranno di avviare progetti destinati allo sviluppo produttivo, alla tutela ambientale, ai trasporti e ai servizi per la collettivita', alla cultura e ai beni culturali.
Il fondo, previsto dall'articolo 25 della legge 448 del 2001, diventa esecutivo alla fine di un lunghissimo e travagliato percorso legislativo: il 7 marzo 2003 il presidente del Consiglio dei Ministri aveva infatti emanato il primo decreto attuativo, con cui e' stata individuata la tipologia degli interventi finanziabili.
Solo il 24 dicembre 2007, la legge 244 - la finanziaria del 2008 - ne ha codificato le modalita' di erogazione. Il decreto e' stato modificato nel 2009 e nel 2010, quando e' arrivato in discussione alla Conferenza delle regioni.
In quella sede, la Regione siciliana ha dato un contributo determinante alla definizione dei criteri di erogazione del fondo, nella stesura che, adesso, e' stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.
Anniversario
Caro nonno,
un anno fa alle 10.10 ci hai lasciato per riposare in pace dopo tanta sofferenza.
Oggi ancora non riesco a credere che un uomo speciale come te, una persona che tutti avremmo definito "immortale" sia stato vinto da una stupida malattia lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di chi ti ha voluto bene, ti ha amato fino all'ultimo e lo farà per sempre.
Sei stato un padre, un nonno, un grande lavoratore ed un uomo speciale, che, con la tua serenità e spensieratezza hai sempre dato a tutte le persone che ti hanno conosciuto una parola di conforto. Ci hai insegnato tante cose che non dimenticheremo mai, ci hai fatto anche da papà, quando i nostri genitori non potevano accompagnarci da qualche parte, perchè pieni di lavoro... Anche se ogni giorno e ogni festa non saranno più gli stessi senza di te, Ti portiamo sempre nel nostro cuore e ti vogliamo sempre un mondo di bene...
Dal profondo del cuore,
Il tuo caro nipote Claudio.
un anno fa alle 10.10 ci hai lasciato per riposare in pace dopo tanta sofferenza.
Oggi ancora non riesco a credere che un uomo speciale come te, una persona che tutti avremmo definito "immortale" sia stato vinto da una stupida malattia lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di chi ti ha voluto bene, ti ha amato fino all'ultimo e lo farà per sempre.
Sei stato un padre, un nonno, un grande lavoratore ed un uomo speciale, che, con la tua serenità e spensieratezza hai sempre dato a tutte le persone che ti hanno conosciuto una parola di conforto. Ci hai insegnato tante cose che non dimenticheremo mai, ci hai fatto anche da papà, quando i nostri genitori non potevano accompagnarci da qualche parte, perchè pieni di lavoro... Anche se ogni giorno e ogni festa non saranno più gli stessi senza di te, Ti portiamo sempre nel nostro cuore e ti vogliamo sempre un mondo di bene...
Dal profondo del cuore,
Il tuo caro nipote Claudio.
mercoledì 16 marzo 2011
Nulla per le isole minori (di Adolfo Sabatini)
Se non ricordo male, la classe politica in carica Amministra sei della sette isole dell’arcipelago Eoliano.-
Ma ad analizzare i soldi spesi in opere pubbliche ed agli eventi e/o manifestazioni organizzate da questo sindaco e da questa amministrazione sembra che l’unica isola, oltre a Lipari, oggetto di “attenzione” sia Vulcano.-
Non me ne vogliano gli abitanti di Vulcano, gli amici che ho in quell’isola ed i pochi temerari elettori che mi hanno liberamente votato infischiandosene del “padre padrone e dei suoi adepti”, ma questo mi sembra ingiusto e scorretto nei confronti di Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi.-
E’ vero che il sindaco è di Vulcano, che tre assessori sono di Vulcano e che un consigliere è di Vulcano, ma proprio per questo avrebbero dovuto dimostrate considerazione ed attenzione anche per le altre isole nelle quali hanno fatto “man bassa di voti “ elargendo in cambio “vane promesse mai mantenute”.-
Anche oggi a leggere il calendario degli eventi/manifestazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia si appalesa come esistono figli e figliastri, anzi isole di serie “A” e isole di serie “B”, senza per altro che questa amministrazione provi nessun imbarazzo.-
E pure Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi con i loro voti hanno permesso a questo sindaco di rimanere in carica altri 5 mesti, foschi e irrecuperabili anni.-
E cosa hanno avuto in cambio? NULLA!
Allora, cari amici di Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi a Voi ricordo una frase di Henry Fielding: A chi Nulla è stato dato, Nulla può essere richiesto.-
Adolfo Sabatini
Onda investe aliscafo Siremar. Solo apprensione
Preoccupazione nel pomeriggio per i passeggeri dell'Aliscafo "Antioco" della Siremar, che durante la tratta Lipari-Milazzo è stato investito da una violenta ondata che ha provocato il danneggiamento di un finestrino.Nessun danno comunque,, per i passegger. iL'aliscafo, ha raggiunto comunque la citta mamertina.
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