Cerca nel blog

venerdì 6 dicembre 2013

DDL Isole minori in discussione alla IV commissione dell'Ars. Pagoto ( sindaco delle Egadi): necessario molto lavoro

Si è tenuta a Palermo una importante riunione convocata alla IV Commissione – Territorio e Ambiente – all’Assemblea Regionale Siciliana, per discutere dell’Esame del disegno di legge n. 460-294-496 ´Legge quadro sulle Isole di Sicilia´.
All’incontro erano presenti Maria Lo Bello, assessore regionale per il territorio e l´ambiente, Fulvio Bellomo, della segreteria tecnica dell´assessore regionale per le infrastrutture e la mobilità, Giovanni Arnone, dirigente generale dipartimento regionale infrastrutture, mobilità e trasporti e ancora Attilio Licciardi, sindaco di Ustica, Salvatore Gabriele, sindaco di Pantelleria, Massimo Lo Schiavo, sindaco di Salina, Giuseppe Pagoto, sindaco delle Egadi, Francesco Di Chiara, della segreteria generale Isole minori, Giampiero Trizzino, presidente della Commissione, e i deputati Antonio Malafarina, Giorgio Assenza, Maria Cirone, Girolamo Fazio, Concetta Raia, Giuseppe Sorbello, Valeria Sudano e Girolamo Turano Girolamo.
Il progetto di legge quadro vuole dare risposte certe agli abitanti delle isole, dove ogni problema ordinario si trasforma in un’emergenza. Il ddl mira a cambiare il volto praticamente a tutti i settori della vita isolana, dalla salute, al paesaggio, dal turismo alle altre attività economiche. 
“Abbiamo discusso del disegno di Legge per le Isole Minori della Sicilia – dice Pagoto, il sindaco delle Egadi. Certo non e´ un bel periodo per chiedere risorse o interventi straordinari, pero´ abbiamo accolto disponibilita´ e sensibilita´ verso le nostre istanze da parte di tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. Sicuramente saranno necessari molti mesi di lavoro e di approfondimento delle varie tematiche, ma questa legislatura regionale potròà finalmente approvare una Legge organica per le Isole Minori”.

Servizi Socio-Sanitari. 27 deputati a Governo "Attivare Fondo Unico. Oggi maggiore spesa per peggiori servizi"

Per colpa della mancata attuazione del Piano sulla salute mentale approvato a luglio del 2012 e dell'attuazione del Fondo Unico per le attività socio-sanitarie, la Regione siciliana spende ogni giorno fra i 300 e i 500 euro per ognuno dei pazienti psichiatrici costretti neireparti di Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura e trattati per lo più farmacologicamente, quando esiste già dal 2011 la normativa regionale che permetterebbe un radicale abbattimento di questa spesa.
A questa già assurda situazione si aggiunge il fatto che a pagare le conseguenze sono anche le strutture residenziali che oggi ricevono compensi inadeguati, con tariffe vecchie quasi vent'anni pur in presenza di una richiesta di prestazioni altamente professionali sempre maggiori.
E' questa la denuncia di un nutrito gruppo di 27 parlamentari regionali di diversi schieramenti, che hanno sottoscritto la mozione preparata da Toti Lombardo del Partito dei Siciliani, finalizzata ad impegnare il Governo a dare immediata attuazione alla normativa vigente in materia di servizi socio-sanitari per i pazienti psichiatrici e ad attuare la previsione del Fondo Unico per le Attività socio-sanitarie.
In sostanza, si legge nel documento, già a partire dal 2001 a livello nazionale e dal 2009 a livello regionale, il ricorso a strutture residenziali di tipo non ospedaliero per i pazienti psichiatrici è individuato a livello normativo come la modalità di trattamento principale, in una ottica di integrazione socio-sanitaria. Si tratta di strutture che come le case-appartamento o le comunità-alloggio che secondo quanto riconosciuto dallo stesso Assessorato regionale per la sanità "rappresentano un modello di integrazione socio-sanitaria altamente efficace."
Con il Piano sanitario regionale e il relativo Protocollo d'Intesa approvati a fine del 2011 dalla Presidenza della Regione, si è spianata la strada al "Piano strategico per la salute mentale" approvato a luglio del 2012 nel quale le strutture residenziali vengono individuate come punto cardine di un sistema "che provvede a percorsi terapeutici individualizzati" necessari per evitare che si determinino inserimenti dei pazienti a tempo indeterminato nelle strutture ospedaliere "con nuove forme di istituzionalizzazione."
Ad aggravare la situazione e a creare un vero paradosso per cui si pagano di più i servizi terapeuticamente meno efficaci, è, secondo i firmatari della mozione, la mancata emanazione dei criteri attuativi del Piano Sanitario da parte del Governo per quanto riguarda l'accreditamento delle strutture residenziali, la revisione delle tariffe e la mancata attuazione del Fondo Unico per le attività Socio-sanitarie che permetterebbe di svincolare la gestione di molti pagamenti dalla contabilità degli enti locali, oggi notoriamente gravati da problemi di finanziari e di liquidità non indifferenti. Una situazione che mette a rischio la stessa sopravvivenza delle comunità (circa 200, con 2.000 pazienti e 1.800 dipendenti).
Da qui quindi la proposta dei firmatari del documento che impegna il Governo: a mettere in atto tutto quanto necessario per dare attuazione al Piano Sanitario, ed in particolare al sistema regionale integrato socio-sanitario per le comunità alloggio per disagio psichico; ad adottare i provvedimenti per la creazione del Fondo Unico  per tutte le attività socio–sanitarie e a definire le procedure di accreditamento delle strutture private, con criteri imparziali e coinvolgendo l’Assemblea Regionale Siciliana.
"Non possiamo più permettere per la salute e la dignità dei pazienti psichiatrici, così come per la professionalità degli operatori impegnati nelle strutture residenziali - afferma Toti Lombardo - che continui una situazione davvero paradossale dove la Regione paga di più per offrire i servizi meno efficaci dal punto di vista terapeutico."
La mozione è stata firmata dai parlamentari Toti Lombardo, Roberto Di Mauro, Vincenzo Figuccia, Giovanni Greco, Giuseppe Federico, Cataldo Fiorenza, Giovanni Lo Sciuto, Luisa Lantieri, Bernadette Grasso, Carmelo Currenti, Michele Cimino, Giuseppe Sorbello, Margherita La Rocca Ruvolo, Marco Falcone, Nello Musumeci, Vincenzo Vinciullo, Gianfranco Vullo, Giuseppe Milazzo, Bruno Marziano, Salvatore Pogliese, Alice Anselmo, Gianluca Micciché, Valeria Sudano, Edy Tamajo, Santi Formica, Fabrizio Ferrandelli, Giuseppe Arancio

SANITÀ, BORSELLINO: “MANAGER ENTRO LA FINE DELL’ANNO

“Entro fine anno potremo avere la nomina dei manager delle aziende sanitarie, la commissione ha ultimato il suo lavoro ed in queste ore si sta pubblicando l’elenco dei selezionati, si tratta di 76 profili che sono stati ritenuti maggiormente meritevoli nella platea di tutti coloro che hanno fatto istanza”. Cosi’ l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, a margine del convegno organizzato dal gruppo Pd “Sanita’ si cura”, in merito alle nomine dei manager delle aziende sanitarie siciliane.
“E’ innegabile che il percorso articolato – ha detto Lucia Borsellino - abbia determinato anche a livello personale dei momenti di disagio mio personale, visto che era prevedibile che si sarebbe creato un dibattito acceso”.

Auguri a...

Eolienews augura Buon Compleanno a Rostyslav Kordiyaka, Paola Imbesi, Nicoletta Favaloro, Joseph Lello Merlino

giovedì 5 dicembre 2013

Funzionalità uffici giudiziari: arriva il parere favorevole in Commissione Giustizia, tra le condizioni il mantenimento della sezione distaccata del tribunale a Lipari

Riceviamo dall'avvocato Intilisano, che ringraziamo, quanto pubblicato oggi in una rivista giuridica
La Commissione Giustizia, martedì 3 dicembre, ha espresso parere favorevole con condizioni sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative, correttive e di coordinamento delle disposizioni di cui ai decreti legislativi n. 155/2012 e n. 156/2012, tese ad assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari.
Si chiede ripristino dei Tribunali in 10 comuni. La Commissione, nello specifico, ha espresso parere favorevole condizionato al ripristino dei Tribunali di Rossano, Lucera, Vigevano, Nicosia (con accorpamento ad esso del Tribunale di Mistretta), Alba, Bassano del Grappa, Pinerolo, Chiavari, Sanremo e Sala Consilina, esprimendosi affinché quest'ultimo sia inserito nel distretto di Corte d'Appello di Salerno, con accorpamento di alcuni Comuni limitrofi facenti parte attualmente della Sezione distaccata di Eboli.
Istituire Sezioni distaccate.
 Inoltre, «la Commissione» – ha chiarito il presidente della Commissione Giustizia, Nitto Francesco Palma - «ha condizionato il proprio parere favorevole a che siano istituite Sezioni distaccate o appositi uffici giudiziari dei Tribunali accorpanti nelle sedi dei Tribunali soppressi nonché che siano mantenute le sezioni distaccate di Ischia, Lipari e Portoferraio».

Buona serata ai lettori di Eolienews con questa foto di Katia Merlino

Riceviamo e pubblichiamo questo articolo apparso sul settimanale Centonove


METROMARE IN SCADENZA, LA FIT CISL PRONTA A DENUNCIARE LA SITUAZIONE DI STALLO ALL’AUTORITA’ NAZIONALE DEI TRASPORTI

“Denunceremo all'Autorità Nazionale dei Trasporti la situazione di stallo dell'attraversamento dello Stretto di Messina. Una situazione paradossale”. E’ l’intenzione manifestata questa mattina dal segretario generale Fit Cisl Sicilia Amedeo Benigno e dal segretario provinciale della Fit Cisl, Enzo Testa, stanchi dei “fiumi di parole spese un po' da tutti. Con la situazione attuale – affermano Benigno e Testa - al 31 di dicembre il servizio dovrebbe essere sospeso. Nasce, quindi, l'esigenza di prendere in mano la situazione e andare oltre, perché il servizio di attraversamento deve continuare oltre quella data”.
“Pertanto – affermano - considerato che la vigilanza e la garanzia della mobilità rientrano  tra i compiti istituzionali dell’Autority dei Trasporti, che trova origine all'interno del Decreto Legge  201/2011(Salva Italia), è ad essa che ci rivolgeremo”.
Nelle more e vista la ristrettezza dei tempi, per la Fit Cisl si dovrà passare all'affidamento diretto del servizio all'attuale gestore, in attesa del nuovo bando di gara che dovrà prevedere più corse rispetto alle attuali per far fronte alle esigenze di mobilità.
“La possibilità di attraversare lo Stretto per persone e cose – concludono Benigno e Testa - non è un regalo, come vorrebbero farci intendere, ma è un diritto riconosciuto dalla nostra costituzione e dai trattati europei”.

Crocetta si riduce lo stipendio

Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha dato disposizioni affinchè a partire dal 2014 gli venga ridotto lo stipendio e gli siano sospese ulteriori indennità spettanti per il pagamento dei portaborse in applicazione di quanto previsto dal decreto Monti.
Il Governatore ha inviato una lettera, in tal senso, al Presidente dell’Ars, al Segretario generale dell’Assemblea regionale siciliana ed al Ragioniere generale.
Nella missiva Crocetta scrive: “In coerenza con le iniziative gia’ adottate da questo Governo regionale in materia di riduzione della spesa pubblica e, nel caso di specie, di costi della politica, nelle more della definizione dei procedimenti di adozione da parte della Regione siciliana dei provvedimenti di competenza in materia, finalizzati ad uniformare le indennità spettanti ai deputati regionali alle prescrizioni dettate dal legislatore statale con diverse normative, lo scrivente chiede che gli Uffici in indirizzo provvedano ad assicurare che, a far data dall’1 gennaio 2014, siano applicate le riduzioni alle indennita’ spettanti nella qualita’ di Presidente della Regione siciliana e deputato regionale, nelle misure come in atto determinate per effetto del Decreto Monti”.
“Inoltre, sempre nelle more dell’adozione del provvedimento da parte dell’Ars, lo scrivente chiede che venga sospesa dall’1 gennaio 2014 la corresponsione di ogni ulteriore indennità spettante e afferente la copertura degli oneri inerenti la retribuzione di propri collaboratori parlamentari esterni (portaborse) ritenendo, in ogni caso, che tali compensi non debbano assolutamente transitare sul mio conto corrente personale, ma dovrebbero piuttosto essere erogati direttamente ai dipendenti del singolo deputato, su delega del parlamentare che dovesse ricorrere all’assunzione di collaboratori esterni”.

I volti di "A'nciuria". Mostra di Emilie Di Paola del Maggio 2010

"Ruderi d'oro" alle Eolie. Le dinamiche della truffa e i responsabili (dalla G. del sud di oggi)

Ruotava principalmente su due società, con sede legale nel Lazio, la maxi-truffa che ha portato ai "domiciliari" Stefano Triolo, 59 anni, originario delle Isole Eolie ma domiciliato a Roma, e la compagna Samira Nathlouthi, 42 anni di origini tunisine, ultimo domicilio a Napoli, alla quale è stato imposto l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Ad entrambi la Guardia di finanza della Compagnia di Milazzo ha notificato i provvedimenti emessi dal Gip di Messina, Maria Teresa Arena, a Roma.
Gli altri indagati, invece, risiedono a Messina, Malfa e San Filippo del Mela.
Tutti - secondo l'accusa - avrebbero creato una vera e propria associazione a delinquere attraverso al compravendita di case degli emigrati dell'arcipelago eoliano, acquisite in modo illecito.
La Guarda di finanza di Milazzo sotto le direttive del capitano Antonio Ranaudo, ha anche sequestrato 13 immobili a Filicudi, Alicudi e Salina.
Gli inquirenti hanno accertato che tutto ruotava attorno a due società di Albano Laziale, la Cogedil srl e la Grotta Azzurra srl, società delle quali Triolo era amministratore unico.
L'uomo, approfittando del fatto che la maggior parte degli immobili versava in stato di abbandono o erano disabitati da molti anni, si avvaleva della collaborazione di tecnici ai quali di volta in volta conferiva l'incarico di eseguire ricerche e visure catastali, pratiche di successione, perizie di stima di immobili. In tal modo - secondo l'accusa - variando dolosamente i dati catastali del fabbricato e dei terreni oggetto delle future compravendite, ne attribuiva fittiziamente la titolarità in capo ai soggetti da lui rappresentati e a discapito dei legittimi proprietari e degli stessi acquirenti, in buona fede. Quindi, con l'ausilio di una sorta di "sensali" che operavano nelle varie isole, avvicinava i probabili compratori e per avvalorare la paternità del bene scriveva sui muri di ruderi abbandonati persino con una bomboletta spray il proprio nome o quello di chi lo rappresentava nell'azione fraudolenta.
A far saltare il "tappo" ad un'operazione così accuratamente congegnata è stata la proprietaria di un immobile di Filicudi che, nel Giugno del 2010, ha chiesto l'intervento dei carabinieri della locale stazione in quanto una vicina di casa l'aveva avvisata che, sul rudere di sua proprietà, erano stati apposti cartelli con la scritta "Proprietà privata" ed era stato sostituito il lucchetto posto alla porta d'ingresso. Ciò ad opera di quattro persone che non sono state identificate. Sono scattate le verifiche ed è venuto fuori che l'immobile risultava intestato a Samira Nathlouthi alla quale era stato venduto da Stefano Triolo, persona nota alla signora di Filicudi in quanto, originario come lei, delle Isole Eolie.
A quel punto sono scattate le indagini ed è venuto fuori che Triolo, il quale disponeva di procure generali e speciali conferitegli da soggetti immigrati all'estero, ottenute con il pretesto di curare i loro affari, individuava i terreni e gli immobili e poi, dopo averli fatti rientrare nel patrimonio di coloro che gli avevano conferito la procura, li alienava a terze persone all'insaputa dei "rappresentati" il cui nome veniva, dunque, falsamente utilizzato per incassare i ricavati delle vendite.
Per chiudere il cerchio gli inquirenti hanno dovuto avviare un'attività di collaborazione internazionale con l'Australia e lì i reali proprietari dei beni hanno confermato di essere all'oscuro di qualsiasi compravendita e di aver firmato procure in favore del Triolo. Ma dalle indagini sono venute fuori anche trattative di vendita saltate quando un acquirente ha chiesto approfondimenti al Triolo dopo aver versato una caparra che non gli è stata restituita.
Le indagini hanno altresì dimostrato che il Triolo, avuta la certezza dell'avvio del procedimento a suo carico, dopo una perquisizione subita a Messina, si è attivato per continuare a porre in essere una serie di trasferimenti di proprietà, con l'intento di ostacolarne l'illecita provenienza. In questo contesto scaturisce il coinvolgimento di Samira Nathlouthi, convivente dell'uomo, la quale - sostengono gli inquirenti - pur non avendo mai presentato dichiarazione dei redditi - è diventata in un breve lasso di tempo intestataria di numerosi immobili che ha rivenduto alle società Cogedil e Grotta Azzurra delle quali Triolo è amministratore. Ciò consentiva al compagno di rivendere i beni a terzi.
Dagli accertamenti è emerso che, in meno di due anni, Triolo avrebbe incassato assegni per circa 600mila euro.
La verifica dei conti correnti da parte delle Fiamme Gialle ha però portato a rilevare un saldo pari a 0. L'ordinanza del gip Arena, che ha portato Triolo agli arresti domiciliari e la sua compagna all'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, fa parte di un più ampio e articolato procedimento che vedeva originariamente indagati anche notai, avvocati e tecnici la cui posizione è stata stralciata e definita con decreto di archiviazione.

Il maestro Giovanni Giardina ha rielaborato, adeguandolo ad oggi, il testo di "Volare" che diventa "Tassare ! ‘un si nni po cchiù"

                            Tassare ! ( ‘un si nni po cchiù )
                           Pienzu ca un ghiuornu accussì ‘un’aggira mai cchiù
                           stava uardannu i programmi davanti a Ti Vù ,
                           poi all’improvvisu o Senatu cuminciàru a vutàri….
                          pi graziàri on latrùni, o pi u cunnannàri…..
                          
                         Votàre, oh ! oh !
                         Votàre, oh ! oh ! oh !
                         Vutàru, pi n’ura e cchiù
                         Finu a quannu u teatrinu finù !
                         Ma un latrùni, ca cumanna da anni,
                         nun supporta cunnanni, currù ‘npiazza e spiegò:
                      “ Quannu unu è potenti o innoccenti , cunnannàri ‘un si po”,
                         mentri a genti ca l’avia supra e balli da gioia gridò !…..  
                         ‘Ngalera , oh ! oh !
                         ‘Ngalera , oh ! oh ! oh !
                         Dda intra,‘un po trasiri cchiù ,
                         Finalmenti u burdellu ti finù !
                          Mentri ddu falcu reali avìa spisa i jttàri,
                         a tanti falchi e palummi ci vinni a mancàri,
                         poi un bellu juornu i palummi unni ièru a vulàri ?
                       ‘Nto jad..dinàru di polli, pi putilli spinnàri….

                       Spinnàri ! oh ! oh !
                       Spinnàri ! oh ! oh ! oh !
                       Manciàri ! sempri di cchiù,
                         Di cca , cu si nni va cchiù ?…
                         E manciàri, manciàri, manciàri,
                         cchiù du puorcu i ‘nta stadda e ancòra di cchiù,
                         mentri a spisa, ca scusa da crisi, pi l’autri finù…
                         tantu a vriògna e u russùri ‘nta facci, oramai si pirdù…
                         Tassàre ! oh ! oh !
                         Tassàre ! oh ! oh ! oh !
                         Ormai ‘un si nni po cchiù,
                         du nord, finu a quaggiù,
                          o sud , ancora di cchiù…
                         Latrùni, ma va iti a ffa ‘ncul….
                         ffa …’ncul !

Cimitero a Pianoconte. L'interrogazione del consigliere D'Alia

Eolie nel circuito “Sicilia km zero”. Adesione al costituendo network Aziende del “Sicilia km zero”. Il comunicato UNSIC di Lipari

L’art. 8 della Legge regionale n. 25/2011 che attribuisce all’Assessore regionale per le risorse agricole e alimentari il compito di disciplinare i criteri e le modalità per l’istituzione e la diffusione del logo “chilometro zero”, dall’emanazione del D.A. n. 53 del 18 ottobre 2012, pubblicato nella GURS n.5 del 25-01-2013 parte prima, che ha istituito il logo “Sicilia km 0 (chilometro zero)” con l’obiettivo di promuovere la valorizzazione delle produzioni regionali agricole, zootecniche e alimentari di qualità, favorendone il consumo e la commercializzazione, garantendo ai consumatori una maggiore trasparenza dei prezzi e assicurando una adeguata informazione sull’origine e le specificità di tali prodotti. I servizi connessi al logo “Sicilia km 0” e al relativo circuito promozionale sono rivolti agli esercenti le attività di ristorazione e alloggio, ai commercianti, agli artigiani agroalimentari e alle imprese del settore turistico e agroalimentare che intendano qualificare la propria attività, valorizzando i prodotti agricoli di origine regionale e favorendo una migliore conoscenza delle produzioni di qualità e delle tradizioni alimentari regionali da parte dei consumatori.
Le imprese di servizi esercenti attività di ristorazione, ospitalità e vendita al pubblico che operano nel territorio regionale, con sede nella regione Sicilia e iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura, per accedere al circuito regionale e fregiarsi del relativo logo “Sicilia km 0” devono presentare la documentazione prevista.
Si intendono prodotti regionali a km zero le produzioni agricole e agroalimentari coltivate e trasformate nel territorio della regione Sicilia afferenti alle seguenti categorie:
a) Denominazione d’origine protetta (DOP), ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
b) Indicazione geografica protetta (IGP), ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
c) Specialità tradizionale garantita (STG), ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/2012;
d) Biologico, ai sensi del Regolamento (CE) n. 834/2007;
e) Prodotti a sistema di qualità nazionale e/o regionale;
f) Agricoltura integrata, ai sensi del Disciplinare di Produzione Integrata (DPI) della Regione
Sicilia;
g) Prodotti agroalimentari tradizionali in conformità del disposto dell’art.3, comma 3, del decreto ministeriale 8 settembre 1999, n.350. Questi prodotti devono avere almeno per i componenti/ingredienti principali un origine regionale documentata (Fatture di acquisto che devono riportare l’indicazione dell’origine, natura, qualità e quantità dei prodotti acquistati e altra documentazione che permetta di attestare l’origine regionale).
L’U.N.S.I.C. sede zonale di Lipari in sinergia al C.C.N. Isola di Lipari vuole sostenere il circuito e promuovere intese, accordi e partnership finalizzate a manifestare l’interesse all’iniziativa regionale.
Per fare ciò si invitano le Aziende Eoliane a manifestare il proprio interesse inviando una email all’indirizzo di posta elettronica unsiclipari@gmai.com oppure ccnisoladilipari@email.it.
Sarete contattati per partecipare alla riunione operativa nella quale verrà predisposto un piano di adesione e verranno raccolte le manifestazioni di interesse da inviare agli uffici preposti.
UNSIC sede zonale di Lipari
Il referente sindacale
Antonio Casilli