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giovedì 9 gennaio 2014
Gli auguri di Eolienews ai festeggiati di oggi
Il direttore Salvatore Sarpi e lo staff di Eolienews augurano Buon Compleanno a Manuela Paterniti, Katerina Famularo, Gianmarco D'Ambra, Manuela Bongiorno
mercoledì 8 gennaio 2014
ARS, APPROVATO IL BILANCIO INTERNO FINANZIARIA, SI RIPARTE DOMANI ALLE 12. PAUSA DI RIFLESSIONE PRIMA DELL'ESAME DEL TESTO
Pausa di riflessione, quanto mai opportuna, durante la notte, per il governo, che cerca un punto di contatto e di mediazione fra maggioranza ed opposizione. All’Ars si ripartirà domani alle 12, per l’esame del testo.
Dopo l’esame del bilancio interno dell’Ars, l’Aula prova dunque a mediare tra istanze di risanamento, tagli e quanto di unilaterale il governo ha provveduto a fare in questa legge. L’approvazione dei documenti finanziari arriverà al termine dunque di questo supplemento di confronto tra le parti politiche.
Dopo l’esame del bilancio interno dell’Ars, l’Aula prova dunque a mediare tra istanze di risanamento, tagli e quanto di unilaterale il governo ha provveduto a fare in questa legge. L’approvazione dei documenti finanziari arriverà al termine dunque di questo supplemento di confronto tra le parti politiche.
Pianoconte. Cimitero sottratto al "degrado" da volontari
Un intervento di pulizia straordinaria è stato effettuato quest'oggi al cimitero di Pianoconte da parte di alcuni volontari residenti nella frazione.
Il luogo sacro (e non è la prima volta) versava in un totale stato di degrado. I viali del cimitero erano praticamente ricoperti da fiori secchi e da altro materiale accumulatisi nel periodo trascorso da questo intervento ad un altro effettuato in prossimità delle festività natalizie.
I cittadini di Pianoconte che già sono penalizzati dalla mancanza di loculi in quella struttura cimiteriale chiedono che si provveda, almeno, a mantenerla in modo decoroso.
Il luogo sacro (e non è la prima volta) versava in un totale stato di degrado. I viali del cimitero erano praticamente ricoperti da fiori secchi e da altro materiale accumulatisi nel periodo trascorso da questo intervento ad un altro effettuato in prossimità delle festività natalizie.
I cittadini di Pianoconte che già sono penalizzati dalla mancanza di loculi in quella struttura cimiteriale chiedono che si provveda, almeno, a mantenerla in modo decoroso.
Cedimenti strutturali sulla strada di Bagnamare. Da domani sarà chiusa. Traffico dirottato sull'angusta e pericolosa via di Serra
La via Bagnamare, per via di cedimenti strutturali (inutile dire che sono dovuti alle ormai ataviche perdite della rete idrica e probabilmente anche della rete fognaria) sarà chiusa al traffico per l'effettuazione dei sondaggi e, ovviamente, per l'effettuazione degli indispensabili lavori.
E' stata già emessa ordinanza sindacale
Il traffico sarà, quindi, dirottato sulla strada di Serra. Strada, ricordiamolo, sicuramente non il meglio in quanto a sicurezza, specie nelle ore notturne.
Il senatore catanese Gibiino è stato nominato da Silvio Berlusconi coordinatore siciliano della nuova Forza Italia.
Silvio Berlusconi, in qualità di presidente di Forza Italia, ha nominato il coordinatore regionale del movimento in Sicilia. Si tratta del senatore catanese Vincenzo Gibiino.no).
Ecco le prime dichiarazioni del neo coordinatore regionale della nuova Forza Italia: “Una grande sfida che ci attende sono le prossime elezioni europee e al contempo ci vorrebbe il voto in Italia. Dovremo riorganizzare il movimento con un sistema duale che non deve essere la riedizione della precedente Forza Italia, ma un movimento dove tutti devono potere entrare ed essere liberi di partecipare democraticamente. Insisto sul termine movimento, perché penso ad un organizzazione che non deve avere un funzionamento a compartimenti stagni, ma deve essere aperto, affiancato dai Club Forza Silvio. Berlusconi li definisce ‘sentinelle del voto’. Penso che dovremo avere un club ogni 4-5 sezioni elettorali. Nel 1994 i club erano 6600, oggi siamo già a circa 6000 in Italia, anche grazie ai social network che facilitano la partecipazione e consentono di trasformare l’entusiasmo in azione politica. In primis puntiamo a rilanciare l’economia. In Sicilia – continua Gibiino – immagino una grande sfida, cioè coinvolgere molti su 10 macroprogetti realizzabili con i fondi europei o con la finanza di progetto finora poco sfruttata, anche perché in mancanza dei decreti attuativi, ora approvati, era una norma inapplicabile. Sono 16 decreti che gli imprenditori conoscono bene, che consentono di realizzare anche scuole, carceri, porti. Presto andrà in Aula, al Senato, un mio disegno di legge sui porti che prevede di sganciare i piani regolatori dei porti da quelli delle città. Ambiente e beni culturali devono essere il volano per la crescita della nostra economia. Dobbiamo fare tutti un grande sforzo, anche insieme al centrosinistra”. Continua Gibiino: “È importante volgere lo sguardo all’Africa, che si candida già dal 2014 ad un incremento del Pil di circa il 4,5%. Noi siamo al centro del Mediterraneo, possiamo essere il trampolino di lancio per gli investimenti in Africa. Mi rendo conto di pronunciare parole forti, forse eccessive, ma dobbiamo prendere atto da ciò che è successo finora, guardando all’Europa, che è mortificante per la Sicilia. Bisogna cominciare a pensare ad uno sviluppo diverso. Nei giorni scorsi ho incontrato i giovani di Messina del movimento: mi hanno proposto di spostare a Sud gli attracchi dei traghetti per liberare la costa. Iniziative che costano poco e che possono essere realizzate con la finanza di progetto”. Alla domanda sull’apertura di una sede regionale ci risponde: “Abbiamo tante sedi quanti sono i Club Forza Silvio”. Una dura sfida lo attende: riportare l’isola ai tempi del 61 a 0.
Bilancio. Riunione dell'Ars in corso. Ritirato l'emendamento Cimino per finanziare il collegamento con le isole minori ma c'è l'impegno di Crocetta
Riprende la corsa per l’approvazione del bilancio. Il clima è più sereno dopo lo scontro fra l’assessore Luca Bianchi ed il deputato Milazzo. Il governo cerca di compattare la maggioranza, nella consapevolezza che non arriveranno assist dall’opposizione. L’emendamento che prevedeva il contributo per finanziare il collegamento con le isole minori, è stato ritirato da Michele Cimino. Crocetta ha assunto l’impegno di provvedere con le somme riservate alla presidenza.
E intanto, sono stati approvati gli articoli del bilancio. Il voto finale verrà espresso dopo la discussione della Finanziaria per la quale, a tutt’ora, pare non ci sia l’accordo politico.
All’Ars quest’oggi si era iniziato con due ore di ritardo. Due ore di chiarimenti, di dubbi. ”Cercatemi i residui in bilancio”, il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta si rivolge ai suoi collaboratori, cerca Bianchi. È sereno. O lo appare. Ieri sera non ha gradito la sospensione estemporanea che il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha disposto, percependo un’aria strana. Non proprio un’imboscata. Ma neanche un clima ideale e sereno. Sulla vicenda Spo, non ha ripensamenti, continua a ribadire che bilancio e finanziaria non si potevano fare diversamente.
La seduta inizia qualche minuto dopo le tredici. Dopo circa due ore di discussione è stata approvata l’intera Tabella A e l’articolo 1. Il presidente Ardizzone risponde duramente all’onorevole Ciancio che aveva stigmatizzato i due milioni di euro in più trasferiti all’Ars, chiarendo che si tratte di spese di funzionamento rimodulate. “La manovra si regge quasi interamente sui quasi cento milioni di euro sottratti al servizio sanitario, – dice l’onorevole Di Giacomo – orientati poi nella manovra verso i servizi socio-sanitari, e quindi in qualche maniera recuperati. Ma un taglio a cuor leggero di questo tipo è un danno, certamente, o lo è per tutti. Anche Milazzo interviene a difesa dell’Ars e del suo funzionamento: “Non dobbiamo cercare strumentalizzazioni. Bloccate la tabella H, in particolare all’assessorato alla Famiglia, ad esempio. Perché non si parla di edilizia scolastica”.
Proseguono, quindi, gli interventi dei singoli deputati che hanno a disposizione cinque minuti ciascuno su tutti gli emendamenti. Duro Santi Formica sull’emendamento che dà luogo alla modalità di finanziamento dell’Arsea, l’agenzia incaricata di pagare i contributi europei agli agricoltori, che a più riprese è stato oggetto di dure critiche, perché giudicato ente inutile. “È impresentabile, presidente lo dichiari improponibile, o daremo spazio alle strumentalizzazioni”.
Sulla sanità, Luca Bianchi, assessore all’Economia, ha precisato che non esiste alcun margine di discrezionalità di intervento, l’emendamento è di carattere esclusivamente tecnico. “Le cifre riguardano la compartecipazione regionale. Abbiamo adeguato solo alcuni interventi”. Bianchi ha poi continuato: “Abbiamo ricevuto dal mondo agricolo e dall’assessore competente l’impulso, che rimanessero le risorse per mantenere in vita l’Arsea, l’istituto che potrebbe fungere da strumento per partecipare all’utilizzo di altre risorse comunitarie sulla materia”. Una tappa di intermediazione, dunque, una posta minima cioè per un utilizzo eventuale, come ha spiegato lo stesso presidente Crocetta.
Tra gli interventi relativi all’articolo 1 della legge di Bilancio, anche quello di Pietro Alongi: “Verifichi sugli uffici presidente, all’interno delle tabelle di valutazione i tagli scellerati compiuti dagli uffici, come ad esempio quello sul banco alimentare”. Tocca ancora a Luca Bianchi illustrare l’emendamento Tab A 1, che modifica alcune voci di entrate per mettere in sicurezza il bilancio. Bocciata la richiesta di voto segreto. Il parlamento approva in successione anche gli emendamenti Tab A2 e Tab A3.
E intanto, sono stati approvati gli articoli del bilancio. Il voto finale verrà espresso dopo la discussione della Finanziaria per la quale, a tutt’ora, pare non ci sia l’accordo politico.
All’Ars quest’oggi si era iniziato con due ore di ritardo. Due ore di chiarimenti, di dubbi. ”Cercatemi i residui in bilancio”, il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta si rivolge ai suoi collaboratori, cerca Bianchi. È sereno. O lo appare. Ieri sera non ha gradito la sospensione estemporanea che il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha disposto, percependo un’aria strana. Non proprio un’imboscata. Ma neanche un clima ideale e sereno. Sulla vicenda Spo, non ha ripensamenti, continua a ribadire che bilancio e finanziaria non si potevano fare diversamente.
La seduta inizia qualche minuto dopo le tredici. Dopo circa due ore di discussione è stata approvata l’intera Tabella A e l’articolo 1. Il presidente Ardizzone risponde duramente all’onorevole Ciancio che aveva stigmatizzato i due milioni di euro in più trasferiti all’Ars, chiarendo che si tratte di spese di funzionamento rimodulate. “La manovra si regge quasi interamente sui quasi cento milioni di euro sottratti al servizio sanitario, – dice l’onorevole Di Giacomo – orientati poi nella manovra verso i servizi socio-sanitari, e quindi in qualche maniera recuperati. Ma un taglio a cuor leggero di questo tipo è un danno, certamente, o lo è per tutti. Anche Milazzo interviene a difesa dell’Ars e del suo funzionamento: “Non dobbiamo cercare strumentalizzazioni. Bloccate la tabella H, in particolare all’assessorato alla Famiglia, ad esempio. Perché non si parla di edilizia scolastica”.
Proseguono, quindi, gli interventi dei singoli deputati che hanno a disposizione cinque minuti ciascuno su tutti gli emendamenti. Duro Santi Formica sull’emendamento che dà luogo alla modalità di finanziamento dell’Arsea, l’agenzia incaricata di pagare i contributi europei agli agricoltori, che a più riprese è stato oggetto di dure critiche, perché giudicato ente inutile. “È impresentabile, presidente lo dichiari improponibile, o daremo spazio alle strumentalizzazioni”.
Sulla sanità, Luca Bianchi, assessore all’Economia, ha precisato che non esiste alcun margine di discrezionalità di intervento, l’emendamento è di carattere esclusivamente tecnico. “Le cifre riguardano la compartecipazione regionale. Abbiamo adeguato solo alcuni interventi”. Bianchi ha poi continuato: “Abbiamo ricevuto dal mondo agricolo e dall’assessore competente l’impulso, che rimanessero le risorse per mantenere in vita l’Arsea, l’istituto che potrebbe fungere da strumento per partecipare all’utilizzo di altre risorse comunitarie sulla materia”. Una tappa di intermediazione, dunque, una posta minima cioè per un utilizzo eventuale, come ha spiegato lo stesso presidente Crocetta.
Tra gli interventi relativi all’articolo 1 della legge di Bilancio, anche quello di Pietro Alongi: “Verifichi sugli uffici presidente, all’interno delle tabelle di valutazione i tagli scellerati compiuti dagli uffici, come ad esempio quello sul banco alimentare”. Tocca ancora a Luca Bianchi illustrare l’emendamento Tab A 1, che modifica alcune voci di entrate per mettere in sicurezza il bilancio. Bocciata la richiesta di voto segreto. Il parlamento approva in successione anche gli emendamenti Tab A2 e Tab A3.
Terza sessione del corso di autosoccorso. Comunicato agli interessati
Ufficio Protezione
Civile
COMUNICATO STAMPA
DEL 08 GENNAIO 2014
SI COMUNICA CHE LA
TERZA SESSIONE DEL CORSO DI AUTOSOCCORSO SI TERRA’ NELLE GIORNATE
DI VENERDI 10, SABATO 11 E DOMENICA 12 GENNAIO 2014 PRESSO IL PALAZZO
DEI CONGRESSI DI LIPARI A PARTIRE DALLE ORE 08,30 CON LA
REGISTRAZIONE DELLE PRESENZE.
SI INFORMANO,
INOLTRE, I CORSISTI, CHE IL CORSO SI CONCLUDERA NELLE GIORNATE DEL 25
E 26 GENNAIO PROSSIMI.
L’ESPERTO DI P.C.
DOTT. GIUSEPPE LA
GRECA
Una scuola di Palermo sarà intitolata alla memoria di Alessandra Siragusa
Riceviamo da Saverio Merlino e pubblichiamo:
Una scuola di Palermo sarà intitolata alla memoria di Alessandra Siragusa
La Commissione comunale Toponomastica, riunita questa mattina a Palazzo Ziino, ricordando Alessandra Siragusa e lo straordinario impegno e il grande lavoro rivolto in tutta la sua vita al mondo della scuola, ha deliberato di intitolare una scuola della città alla sua memoria.
La Commissione, anche in considerazione del fatto che molti istituti scolastici e altre Istituzioni cittadine hanno avanzato proposta di intitolazione, ha dato mandato al presidente Francesco Giambrone di contattare l'assessore alla Scuola Barbara Evola affinché anche d'intesa il Provveditore agli Studi indichi quale scuola intitolare.
Contestualmente, sono stati avviati tutti gli atti finalizzati ad ottenere la deroga in relazione al fatto che per l'intitolazione di vie o edifici pubblici e' necessario che siano trascorsi dieci anni dalla scomparsa.
"L'intitolazione di una scuola ad Alessandra Siragusa - hanno detto il Sindaco Leoluca Orlando e l'Assessore alla Cultura Francesco Giambrone - come annunciato e' un atto dovuto ad una straordinaria figura che ha contribuito, tra l'altro, a dare slancio al mondo della scuola e lo dimostra anche l'alto numero di scuole che si sono proposte".
Una scuola di Palermo sarà intitolata alla memoria di Alessandra Siragusa
La Commissione comunale Toponomastica, riunita questa mattina a Palazzo Ziino, ricordando Alessandra Siragusa e lo straordinario impegno e il grande lavoro rivolto in tutta la sua vita al mondo della scuola, ha deliberato di intitolare una scuola della città alla sua memoria.
La Commissione, anche in considerazione del fatto che molti istituti scolastici e altre Istituzioni cittadine hanno avanzato proposta di intitolazione, ha dato mandato al presidente Francesco Giambrone di contattare l'assessore alla Scuola Barbara Evola affinché anche d'intesa il Provveditore agli Studi indichi quale scuola intitolare.
Contestualmente, sono stati avviati tutti gli atti finalizzati ad ottenere la deroga in relazione al fatto che per l'intitolazione di vie o edifici pubblici e' necessario che siano trascorsi dieci anni dalla scomparsa.
"L'intitolazione di una scuola ad Alessandra Siragusa - hanno detto il Sindaco Leoluca Orlando e l'Assessore alla Cultura Francesco Giambrone - come annunciato e' un atto dovuto ad una straordinaria figura che ha contribuito, tra l'altro, a dare slancio al mondo della scuola e lo dimostra anche l'alto numero di scuole che si sono proposte".
ARS. Di Mauro "Basta tirare a campare. Siamo sull'orlo del default"
"Parlare di bilancio e finanziaria non è facile, perché l'attuale precarietà e difficoltà ha certamente origini lontane nel tempo e che ha almeno quattro ragioni: la situazione delle partecipate che sono divenute centri di spesa incontrollata; le assunzioni in diversi comparti che hanno fatto lievitare la spesa cui non è corrisposto un aumento di produttività; la proliferazione degli enti con una moltiplicazione dei centri di spesa; i sempre più marcati tagli dei trasferimenti statali. Di fronte a questa situazione di crisi occorre un quadro di risposte articolato, che metta in campo capacità di fare una vera rivoluzione della spesa, rendendoci credibili ad un tavolo da avviare con il Governo nazionale."
Lo ha dichiarato oggi in Aula a Palazzo dei Normanni il capogruppo del Partito dei Siciliani MPA Roberto Di Mauro intervenendo nel dibattito sulla Finanziaria regionale.
"Occorre proseguire sulla strada dei provvedimenti avviati nella scorsa legislatura con la chiusura degli enti inutili e con l'accorpamento di quelli che svolgono funzioni necessarie - ha proseguito Di Mauro - occorre che il Governo e il Parlamento ragionino in termini di bilancio consolidato, prevedendo già in fase di programmazione della spesa i necessari strumenti di controllo e monitoraggio, invece di intervenire sempre per salvare le situazioni di crisi."
Per il capogruppo del PdS occorre "smettere di navigare a vista e tirare a campare. E' necessario uscire dalla logica dei provvedimenti di carattere elettorale, perché le elezioni ci sono ogni anno e non si può vivere passando da una promessa elettorale all'altra."
Da qui l'allarme e una proposta."Le norme che sono in Aula mettono a serio rischio l'attività dei comuni e di molti enti, che si troveranno ad avere gravi problemi anche per il pagamento degli stipendi; ci sono anche alcune norme positive, come quelle annunciate ora dal Governo per proseguire sulla strada della soppressione degli enti inutili. Ma serve però avviare un ragionamento complessivo che affronti in modo netto i nodi della crisi finanziaria."
La proposta di Di Mauro è quindi "quella di un provvedimento lampo per i precari e del ricorso all'esercizio provvisorio, in attesa di maggiore chiarezza sul Fondo verticale incentivato e dell'avvio di un tavolo di concertazione con il Governo nazionale, che non può negare alla Sicilia la stessa attenzione dedicata alla città di Roma per evitarne il default."
Lo ha dichiarato oggi in Aula a Palazzo dei Normanni il capogruppo del Partito dei Siciliani MPA Roberto Di Mauro intervenendo nel dibattito sulla Finanziaria regionale.
"Occorre proseguire sulla strada dei provvedimenti avviati nella scorsa legislatura con la chiusura degli enti inutili e con l'accorpamento di quelli che svolgono funzioni necessarie - ha proseguito Di Mauro - occorre che il Governo e il Parlamento ragionino in termini di bilancio consolidato, prevedendo già in fase di programmazione della spesa i necessari strumenti di controllo e monitoraggio, invece di intervenire sempre per salvare le situazioni di crisi."
Per il capogruppo del PdS occorre "smettere di navigare a vista e tirare a campare. E' necessario uscire dalla logica dei provvedimenti di carattere elettorale, perché le elezioni ci sono ogni anno e non si può vivere passando da una promessa elettorale all'altra."
Da qui l'allarme e una proposta."Le norme che sono in Aula mettono a serio rischio l'attività dei comuni e di molti enti, che si troveranno ad avere gravi problemi anche per il pagamento degli stipendi; ci sono anche alcune norme positive, come quelle annunciate ora dal Governo per proseguire sulla strada della soppressione degli enti inutili. Ma serve però avviare un ragionamento complessivo che affronti in modo netto i nodi della crisi finanziaria."
La proposta di Di Mauro è quindi "quella di un provvedimento lampo per i precari e del ricorso all'esercizio provvisorio, in attesa di maggiore chiarezza sul Fondo verticale incentivato e dell'avvio di un tavolo di concertazione con il Governo nazionale, che non può negare alla Sicilia la stessa attenzione dedicata alla città di Roma per evitarne il default."
GOVERNO DEBOLE, AVVERTE LUPO. BISOGNA IRROBUSTIRLO. DOPO LA FINANZIARIA IL RIMPASTO E DOPO IL RIMPASTO LE URNE?
Il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, è categorico: “Mai una maggioranza con il Nuovo Centrodestra”. È stato il governatore a proporlo? “Mi auguro che l’abbiano interpretato male”, osserva, severo. Le ragioni del dissenso? “Un programma di forte cambiamento è incompatibile con la presenza della destra nella maggioranza”.
E a Roma, allora?, vi chiederete. A Roma è un’altra cosa, che discorsi. È una questione di forza maggiore a Roma. Palermo, invece, vive una stagione diversa. In verità, non è proprio così, qualche dubbio è lecito. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, non disponeva di una maggioranza. Ha vinto, ma non ha avuto in dote alcuna maggioranza parlamentare, perché il Pd non ha raccolto suffragi sufficienti. Perciò il governatore se l’è costruita la maggioranza, almeno sulla carta, incoraggiando la nascita di nuovi gruppi parlamentari. Non ha risolto il problema, ma questa è la norma, le maggioranze sono liquide all’Assemblea regionale siciliana ormai da tempo immemorabile. E’ stato lesto e concreto, però. Una trasfusione di sangue condotta con successo. Grazie all’emorragia dei partiti di centrodestra. Compatibile con il centrosinistra, a quanto pare. Se ne deve dedurre, dunque, che una cosa è il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, ostile al cambiamento, ed un’altra quei deputati che, all’indomani delle elezioni, sono scesi dal taxi elettorale e hanno deciso di sostenere il governo. Naturalmente per senso di responsabilità: la Sicilia non può stare a bagnomaria per altri cinque anni.
A rigor di logica ne consegue che Articolo 4, gruppo parlamentare e partito “promosso” da Lino Leanza, è affidabile, consente di disboscare il sistema, mentre Giuseppe Castiglione, Dore Misuraca e Simona Vicari, non lo sono.
E ancora: il Nuovo Centrodestra romano di Angelino Alfano è compatibile con il cambiamento, quello siciliano, no, non lo è.
Se l’equazione è questa, e qualche dubbio potrebbe essere legittimamente manifestato, ne discende che sull’altare del cambiamento non si scherza. Bisogna disinquinare, semmai, e non mettere dentro il governo l’area politica e culturale sinonimo della conservazione.
La ricetta di Lupo qual è? “Rimpasto di governo dopo l’approvazione finanziaria”. Chiaro, ma chi entra e chi esce? Non è questione di poltrone, beninteso, Lupo non è interessato nemmeno ad uno strapuntino. Lo dice e lo ripete da una vita. Il rimpasto serve per rafforzare il governo, “la giunta deve avere la caratteristica di rappresentare una sintesi delle forze parlamentari presenti all’Ars”. Tutte? No, guai a fare di tutta l’erba un fascio: “Mi riferisco, precisa il segretario Pd, a quei partiti che hanno eletto il presidente della Regione”.
E quali sarebbero questi partiti? Proviamo a indovinare: il Pd in primis, poi il Megafono, infine l’Unione di Centro. Che sono già nell’esecutivo, fino a prova contraria. Con tecnici, però, seppure autorevoli. Sono rappresentati ma non sufficientemente? Può darsi che sia questo il gap da correggere. L’esecutivo è debole perché il Pd è scontento Il Megafono, infatti, è a posto. E l’Udc, a quanto pare, non sente il bisogno di sostituire la sua rappresentanza.
Meglio gli onorevoli che i tecnici designati dal Pd? Sembra il gioco dell’oca, ma non si sa che cosa pensare. Altrimenti D’Alia, che ha aperto al Ncd, e Crocetta, che ha parlato con Castiglione, perché sarebbero stati sconfessati sulla via di Damasco?
Se avete tempo, sfogliate i giornali degli ultimi quattro anni. Un giorno qualunque, non c’è bisogno di sceglierlo. Vi accorgerete che il passato non è affatto passato. E tutto deja vu.
E a Roma, allora?, vi chiederete. A Roma è un’altra cosa, che discorsi. È una questione di forza maggiore a Roma. Palermo, invece, vive una stagione diversa. In verità, non è proprio così, qualche dubbio è lecito. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, non disponeva di una maggioranza. Ha vinto, ma non ha avuto in dote alcuna maggioranza parlamentare, perché il Pd non ha raccolto suffragi sufficienti. Perciò il governatore se l’è costruita la maggioranza, almeno sulla carta, incoraggiando la nascita di nuovi gruppi parlamentari. Non ha risolto il problema, ma questa è la norma, le maggioranze sono liquide all’Assemblea regionale siciliana ormai da tempo immemorabile. E’ stato lesto e concreto, però. Una trasfusione di sangue condotta con successo. Grazie all’emorragia dei partiti di centrodestra. Compatibile con il centrosinistra, a quanto pare. Se ne deve dedurre, dunque, che una cosa è il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, ostile al cambiamento, ed un’altra quei deputati che, all’indomani delle elezioni, sono scesi dal taxi elettorale e hanno deciso di sostenere il governo. Naturalmente per senso di responsabilità: la Sicilia non può stare a bagnomaria per altri cinque anni.
A rigor di logica ne consegue che Articolo 4, gruppo parlamentare e partito “promosso” da Lino Leanza, è affidabile, consente di disboscare il sistema, mentre Giuseppe Castiglione, Dore Misuraca e Simona Vicari, non lo sono.
E ancora: il Nuovo Centrodestra romano di Angelino Alfano è compatibile con il cambiamento, quello siciliano, no, non lo è.
Se l’equazione è questa, e qualche dubbio potrebbe essere legittimamente manifestato, ne discende che sull’altare del cambiamento non si scherza. Bisogna disinquinare, semmai, e non mettere dentro il governo l’area politica e culturale sinonimo della conservazione.
La ricetta di Lupo qual è? “Rimpasto di governo dopo l’approvazione finanziaria”. Chiaro, ma chi entra e chi esce? Non è questione di poltrone, beninteso, Lupo non è interessato nemmeno ad uno strapuntino. Lo dice e lo ripete da una vita. Il rimpasto serve per rafforzare il governo, “la giunta deve avere la caratteristica di rappresentare una sintesi delle forze parlamentari presenti all’Ars”. Tutte? No, guai a fare di tutta l’erba un fascio: “Mi riferisco, precisa il segretario Pd, a quei partiti che hanno eletto il presidente della Regione”.
E quali sarebbero questi partiti? Proviamo a indovinare: il Pd in primis, poi il Megafono, infine l’Unione di Centro. Che sono già nell’esecutivo, fino a prova contraria. Con tecnici, però, seppure autorevoli. Sono rappresentati ma non sufficientemente? Può darsi che sia questo il gap da correggere. L’esecutivo è debole perché il Pd è scontento Il Megafono, infatti, è a posto. E l’Udc, a quanto pare, non sente il bisogno di sostituire la sua rappresentanza.
Meglio gli onorevoli che i tecnici designati dal Pd? Sembra il gioco dell’oca, ma non si sa che cosa pensare. Altrimenti D’Alia, che ha aperto al Ncd, e Crocetta, che ha parlato con Castiglione, perché sarebbero stati sconfessati sulla via di Damasco?
Se avete tempo, sfogliate i giornali degli ultimi quattro anni. Un giorno qualunque, non c’è bisogno di sceglierlo. Vi accorgerete che il passato non è affatto passato. E tutto deja vu.
Risultati 1° Giornata Campionato Provinciale di Serie D di calcio a 5 femminile
QUESTI I RISULTATI DELLA 1° GIORNATA CAMPIONATO PROV.LE DI SERIE D FEMMINILE
L'INIZIATIVA - ROMETTA 4 - 3
LUDICA LIPARI - LONGI 3 - 1
MONTAGNAREALE - ACQUEDOLCESE 5 - 2
In classifica tre punti per le squadre che hanno conseguito la vittoria. Zero per le altre
L'INIZIATIVA - ROMETTA 4 - 3
LUDICA LIPARI - LONGI 3 - 1
MONTAGNAREALE - ACQUEDOLCESE 5 - 2
In classifica tre punti per le squadre che hanno conseguito la vittoria. Zero per le altre
Lipari. Consiglio comunale la prossima settimana?
Consiglio comunale in vista a Lipari. Il presidente Adolfo Sabatini potrebbe convocarlo per la prossima settimana. All'odg vi dovrebbero essere il Piano triennale delle opere pubbliche e il regolamento per l'alienazione dei beni comunali
Sei giovanissimi liparesi a Trigoria. Stamani la grande emozione a Piazza S. Pietro per il passaggio del Santo Padre e oggi provino alla presenza di numerosi osservatori
Sei giovanissimi liparesi, unitamente agli altri componenti della Giovanile Milazzo, società della quale fanno parte, sono ospiti della Roma nel proprio centro sportivo di Trigoria.I giovanissimi sono Bartolo Fonti, Michael e Erik Gualdi, Vincenzo Sciacchitano, Valerio Paino e Daniel Saltalamacchia.
La Giovanile Milazzo è affiliata alla società giallorossa.
I giovani eoliani, così come altri della società milazzese, sosterranno oggi pomeriggio alle 15 un provino alla presenza di diversi osservatori . Domani saranno ospitati all'Olimpico in occasione dell'incontro Roma-Sampdoria valido per la Coppa Italia.
Intanto, stamani, erano in prima fila in piazza San Pietro al passaggio di Papa Francesco. Seppure a distanza hanno scambiato qualche battuta con il Santo Padre facendo presente che arrivavano da Lipari e da Milazzo.
Per i 6, sicuramente, una intensa emozione che va a sommarsi alle altre che stanno vivendo o stanno per vivere in questo soggiorno romano.
Tassa di soggiorno? di Aldo Natoli
(Aldo Natoli) Comprendo la posizione del Presidente della Federalberghi delle isole Eolie, Christian Del Bono, sulla probabile istituzione della tassa di soggiorno essendo fallita la possibilità di istituire la tassa di sbarco.
Mi spiacerebbe però che gli albergatori eoliani, ai quali sono sempre stato vicino, finissero con l'essere ricordati per coloro che sono contrari a tutto ciò che li riguarda.
La tassa di soggiorno la paghiamo tutti, italiani e stranieri ogni volta che soggiorniamo per motivi di vacanza, di lavoro e di salute in ogni città. Non comprendo quindi perchè dobbiamo esonerare coloro che sostano nelle nostre isole.
Il problema dovrebbe essere posto, a mio avviso, in modo diverso. Le somme ricavate da questa imposizione dovrebbero essere spese dal Comune per creare nelle isole i servizi turistici necessari per accogliere quanti vi soggiornano e per attuare quanto ho suggerito nel precedente articolo a proposito della istituzione della tassa di sbarco.
Purtroppo, lo vediamo con il tciket di sbarco, gli incassi vengono utilizzati per fare ben altro. Questo dovrebbe principalmente interessare agli albergatori!
Mi spiacerebbe però che gli albergatori eoliani, ai quali sono sempre stato vicino, finissero con l'essere ricordati per coloro che sono contrari a tutto ciò che li riguarda.
La tassa di soggiorno la paghiamo tutti, italiani e stranieri ogni volta che soggiorniamo per motivi di vacanza, di lavoro e di salute in ogni città. Non comprendo quindi perchè dobbiamo esonerare coloro che sostano nelle nostre isole.
Il problema dovrebbe essere posto, a mio avviso, in modo diverso. Le somme ricavate da questa imposizione dovrebbero essere spese dal Comune per creare nelle isole i servizi turistici necessari per accogliere quanti vi soggiornano e per attuare quanto ho suggerito nel precedente articolo a proposito della istituzione della tassa di sbarco.
Purtroppo, lo vediamo con il tciket di sbarco, gli incassi vengono utilizzati per fare ben altro. Questo dovrebbe principalmente interessare agli albergatori!
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