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sabato 21 marzo 2015
Milazzo. Rapinatore spara a vigilantes appena sceso dall'aliscafo
Un rapinatore, a volto coperto con un passamontagna, ha sparato un colpo di fucile contro un vigilantes che aveva reagito al tentativo di aggressione. Il colpo non è andato a segno.
La vittima è stata aggredita nel porto di Milazzo, mentre, sceso da un aliscafo, stava raggiungendo la propria auto. Gli agenti del commissariato locale, oltre a sentire il vigilante e alcuni testimoni, stanno visionando i filmati delle telecamere dell'autorità portuale, per cercare di individuare il rapinatore. (ANSA)
NDD -Precisiamo che non si tratta di un vigilantes residente a Lipari
NDD -Precisiamo che non si tratta di un vigilantes residente a Lipari
Attenzione cagnolini attraversano strada dopo tunnel. In direzione Lipari
” Nel parcheggio, subito dopo il tunnel, direzione Lipari, ci sono dei cuccioli abbandonati per i quali, noi volontari della sezione Enpa di Lipari, stiamo già provvedendo alla cattura. Ogni giorno, attraversano la strada per dirigersi a porto Pignataro, quindi, siate prudenti e andate piano”. E’ questo l’avviso diffuso da Annalisa Marocchini di Enpa su facebook.
Ieri sera un cagnolino è stato investito da un auto ma a rischio vi è anche l’incolumità di automobilisti e motociclisti.
Già, nei giorni scorsi, c'è stato un incidente causato dall'attraversamento della strada da parte dei cani.
Libero raduno di poeti ad Assisi per celebrare la primavera. Vi sarà anche Cortese, il poeta di Lipari
Oggi 21 marzo, per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia e il primo giorno di primavera, ci sarà un libero raduno di poeti italiani ad Assisi.
L’evento, promosso dal Centro Poesia Roma, dall’Accademia della Lingua Italiana di Assisi e da altre associazioni culturali di tutta Italia, sarà coordinato dal poeta Davide Rondoni.
Nella città di San Francesco, tra i poeti presenti ci sarà il poeta di Lipari Davide Cortese, che ha recentemente ricevuto in Campidoglio il Premio Internazionale Don Luigi Di Liegro per la Poesia.
Oggi 21 Marzo: Giornata mondiale contro il razzismo
Il 21 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro il Razzismo, indetta dalla Nazioni Unite in ricordo del massacro avvenuto in Sudafrica nel 1960.
Per non dimenticare, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il compito di promuovere la parità di trattamento e rimuovere le discriminazioni fondate sulla razza e l'origine etnica, organizzerà dal 16 al 22 marzo prossimo l’XI edizione della "Settimana di azione contro il razzismo" : una campagna di sensibilizzazione, informazione ed approfondimento con l'obiettivo di diffondere ed accrescere una coscienza multietnica e multiculturale nell'opinione pubblica , in particolare fra i giovani.
Le istituzioni pubbliche e private, le associazioni, le scuole, potranno aderire all'iniziativa dando vita ad incontri, dibattiti, eventi che si pongano l'obiettivo di promuovere la cultura dell'integrazione.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito
www.unar.it/settimanacontroilrazzismo
o chiamare il numero verde per la campagna “Spegni le discriminazioni, accendi I diritti” 800 90 10 10
Assessorato ai servizi sociali
Per non dimenticare, l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il compito di promuovere la parità di trattamento e rimuovere le discriminazioni fondate sulla razza e l'origine etnica, organizzerà dal 16 al 22 marzo prossimo l’XI edizione della "Settimana di azione contro il razzismo" : una campagna di sensibilizzazione, informazione ed approfondimento con l'obiettivo di diffondere ed accrescere una coscienza multietnica e multiculturale nell'opinione pubblica , in particolare fra i giovani.
Le istituzioni pubbliche e private, le associazioni, le scuole, potranno aderire all'iniziativa dando vita ad incontri, dibattiti, eventi che si pongano l'obiettivo di promuovere la cultura dell'integrazione.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito
www.unar.it/settimanacontroilrazzismo
o chiamare il numero verde per la campagna “Spegni le discriminazioni, accendi I diritti” 800 90 10 10
Assessorato ai servizi sociali
venerdì 20 marzo 2015
D'Uva (MoVimemento 5 stelle): "Aumento inaccettabile delle tasse universitarie. Via le mani dal diritto allo studio!"
“La Costituzione Italiana garantisce il diritto allo studio ed alla formazione, garantisce (almeno sulla carta) che tutti possano avere l’opportunità di studiare, crearsi un proprio futuro, anche nel caso non sussistano le condizioni economiche. Anzi, proprio in quel caso, garantisce che vengano forniti supporti perché il diritto allo studio non venga mai meno. E allora come commentare l’innalzamento delle tasse della prima rata, nell’Università di Messina, del ben 300%?”.
E’ questo il commento di Francesco D’Uva, PortaVoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, alle ultime notizie sull’innalzamento assurdo delle tasse universitarie.
“Ho depositato un’interrogazione perché il Ministro risponda, in modo preciso, a questo diritto allo studio negato – ha affermato D’Uva – oltre a chiarire il motivo per cui in Italia non esiste un organismo di controllo e vigilanza in questo campo”.
I dati a cui il PortaVoce fa riferimento nella sua interrogazione sono quelli del “Rapporto sullo stato dell’università e della ricerca in Italia”, presentato il 18 marzo 2014 dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca).
“Secondo le statistiche – ha continuato D’Uva – il quadro generale sulle immatricolazioni nel nostro Paese è assolutamente allarmante”. L’ANVUR, difatti, ha registrato un calo delle immatricolazioni del 10% nelle regioni del Nord Italia, del 25% nelle regioni del Centro e del 30% in quelle del Mezzogiorno. Sempre secondo l’Agenzia, le ultime riforme non avrebbero fatto altro che allargare la forbice esistente tra Nord e Sud andando ad incentivare un sistema per cui al Sud diviene sempre più insostenibile, per gli studenti, potersi iscrivere ad un corso di laurea.
“Gli atenei meridionali continuano il loro lento e progressivo allontanamento dal resto delle università italiane – ha continuato D’Uva – e questo anche a causa del nuovo diabolico sistema di finanziamento previsto dal Governo. Ricordiamo, infatti, che la premialità prevista per gli Atenei virtuosi viene garantita attraverso la sottrazione dei fondi per il finanziamento ordinario. Cosa implica questo? Che gli Atenei che non riescono ad accedere a tale quota sono costretti a far gravare i costi del loro funzionamento sugli studenti. Una situazione paradossale che costringe gli Atenei non virtuosi a far pagare una quantità di contributi che non rispecchia i servizi offerti”.
“La battaglia degli studenti di Messina e di tutta Italia – ha concluso D’Uva - è una battaglia che il MoVimento 5 Stelle porta avanti da tempo. Proprio su questo tema ha depositato un progetto di legge che da mesi è bloccato in commissione. Ma non ci fermiamo e continuiamo ad urlare insieme: via le mani dal diritto allo studio!”.
E’ questo il commento di Francesco D’Uva, PortaVoce del MoVimento 5 Stelle alla Camera, alle ultime notizie sull’innalzamento assurdo delle tasse universitarie.
“Ho depositato un’interrogazione perché il Ministro risponda, in modo preciso, a questo diritto allo studio negato – ha affermato D’Uva – oltre a chiarire il motivo per cui in Italia non esiste un organismo di controllo e vigilanza in questo campo”.
I dati a cui il PortaVoce fa riferimento nella sua interrogazione sono quelli del “Rapporto sullo stato dell’università e della ricerca in Italia”, presentato il 18 marzo 2014 dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca).
“Secondo le statistiche – ha continuato D’Uva – il quadro generale sulle immatricolazioni nel nostro Paese è assolutamente allarmante”. L’ANVUR, difatti, ha registrato un calo delle immatricolazioni del 10% nelle regioni del Nord Italia, del 25% nelle regioni del Centro e del 30% in quelle del Mezzogiorno. Sempre secondo l’Agenzia, le ultime riforme non avrebbero fatto altro che allargare la forbice esistente tra Nord e Sud andando ad incentivare un sistema per cui al Sud diviene sempre più insostenibile, per gli studenti, potersi iscrivere ad un corso di laurea.
“Gli atenei meridionali continuano il loro lento e progressivo allontanamento dal resto delle università italiane – ha continuato D’Uva – e questo anche a causa del nuovo diabolico sistema di finanziamento previsto dal Governo. Ricordiamo, infatti, che la premialità prevista per gli Atenei virtuosi viene garantita attraverso la sottrazione dei fondi per il finanziamento ordinario. Cosa implica questo? Che gli Atenei che non riescono ad accedere a tale quota sono costretti a far gravare i costi del loro funzionamento sugli studenti. Una situazione paradossale che costringe gli Atenei non virtuosi a far pagare una quantità di contributi che non rispecchia i servizi offerti”.
“La battaglia degli studenti di Messina e di tutta Italia – ha concluso D’Uva - è una battaglia che il MoVimento 5 Stelle porta avanti da tempo. Proprio su questo tema ha depositato un progetto di legge che da mesi è bloccato in commissione. Ma non ci fermiamo e continuiamo ad urlare insieme: via le mani dal diritto allo studio!”.
PARLIAMO DI LIBRI! Rubrica della Biblioteca Comunale di Malfa a cura di Antonio Brundu. OGGI: MENANDRO E IL TEATRO GRECO NELLE TERRECOTTE LIPARESI di Luigi BERNABO’ BREA
Così scrive Luigi Bernabò Brea, in premessa, nel corposo
volume (pubblicato nel 1981) dal titolo “MENANDRO E IL TEATRO GRECO NELLE
TERRECOTTE LIPARESI”:
“Negli scavi della necropoli dell’antica Lipàra è stata
rinvenuta una ingente massa di piccole terracotte di argomento teatrale. Si
tratta di modellini fittili di maschere e di statuette di attori. Ai pezzi
provenienti da scavi e da rinvenimenti fortuiti del secolo scorso, ora
conservati nei musei di Glasgow, di Cefalù e di Palermo e a quelli, assai
numerosi, raccolti nelle prime campagne di scavo eseguite dal museo Eoliano di
Lipari fra il 1948 e il 1978, soprattutto nei terreni della mensa vescovile e
zone adiacenti della contrada Diana di Lipari e di scoperte recenti nell’isola
di Stromboli. Sono ormai, fra interi e frammentari, un migliaio di pezzi che
riguardano tutti i generi della produzione teatrale greca vera e propria, come
la tragedia, il dramma satiresco e la commedia, ma comprendono anche generi
letterari e cioè figure di auletrie, di danzatori e danzatrici, di acrobati, di
giocolieri ecc.; insomma tutto il mondo del teatro nella sua più vasta
eccezione.
Il complesso delle terracotte teatrali liparesi è di gran
lunga il più cospicuo, il più vasto, il più completo che sia finora venuto in
luce in una sola località dal mondo greco, ma anche uno dei più omogenei e dei
più antichi. Esso si scagliona infatti attraverso poco più di un secolo dalla
prima metà del IV alla metà del III secolo a.C.. Si tratta cioè di una
produzione artigianale a cui ha posto improvvisa e drastica fine la distruzione
di Lipari da parte dei romani nel 252 a. C.. Ed è una produzione questa, che,
come quella della contemporanea ceramica dipinta, si connette essenzialmente al
culto dei defunti.
Lo dimostra la provenienza pressochè esclusiva di queste
piccole terracotte dall’area della necropoli, ove le troviamo frequentemente
sparse intorno alle tombe, a cui dovevano essere portate come offerta, o
raccolte in fosse sacrali, che erano
forse discariche dei resti di scarifici o di ustrini. Molteplici sono dunque
gli interessi che la scoperta di questo complesso di terracotte può suscitare.
Esse sono innanzi tutto una chiara testimonianza della larga diffusione che
nella Lipari di questa età aveva avuto la religione dionisiaca e dimostrano la
connessione, più intima ed evidente che , in qualsiasi altro centro della
Grecia di Occidente, fra i vari aspetti della complessa personalità di
Dionisio, quale dio che offre le eterne beatitudini del mondo ultraterreno e quale dio del teatro.
Ma queste piccole terracotte, proprio grazie al loro numero,
alla loro grande varietà e ai limiti cronologici ben definiti della loro produzione,
sono un documento di eccezionale interesse per la conoscenza del costume
scenico della loro età, del periodo cioè che va da qualche decennio dopo la
morte di Sofocle, di Euripide e di Aristofane, all’età in cui la commedia di
Menandro aveva conquistato tutti i teatri del mondo greco.
I documenti contemporanei del costume scenico di questa età
erano finora scarsissimi, almeno in alcuni settori, come quello della tragedia.
Le nostre terracotte aprono dunque un nuovo ampio campo alla ricerca e portano
un sostanziale contributo alla storia del teatro greco nel suo insieme. Ma le
terracotte figurate sono anche l’espressione di un artigianato di notevolissimo
livello, fiorito nella Lipari di questa età, che si ispira senza dubbio a
prototipi creati ad Atene e forse diffusi per tutto il mondo greco, ma che si
sviluppa peraltro secondo tradizioni proprie e secondo i gusti della clientela
a cui era rivolto. Esse sono quindi di per se stesse una forma d’arte che ha
una sua propria originalità, ma che soprattutto riflette, sia pure in un campo
particolarissimo, i movimenti e le tendenze della grande arte contemporanea.
Esse pongono interessanti quesiti sui rapporti, senza dubbio
assai stretti, intercorsi fra le arti maggiori, quali la scultura monumentale e
la pittura, e l’arte specializzatissima degli skeuopoiòi, degli artisti cioè
che creavano le maschere teatrali e le altre attrezzature sceniche, di coloro
che oggi chiameremmo gli scenografi e i costumisti. Intimamente connessi con le
terracotte teatrali sono i minuscoli ritratti usciti dalle mani degli stessi
maestri, prodotti dallo tesso artigianato anch’essi nel duplice aspetto di
statuette e di maschere ritratto.
Pur nella modesta e popolarissima forma della coroplastica
essi ci offrono una documentazione contemporanea di eccezionale interesse sulla
ritrattistica del primo ellenismo, precedendo di oltre due secoli le ritrattistica
marmorea diffusa in età romana. Gli scavi sistematici della necropoli di Lipari
iniziati nel 1948, quando io reggevo - continua Luigi Bernabò Brea nella sua
descrizione introduttiva- la
Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale, e continuati poi, dopo
il mio collocamento a riposo, sotto la reggenza dei miei successori, sono stati
diretti sul terreno, a partire dal 1951, da Madeleine Cavalier, «chargèe de recherche» al Centre National de la Recherche
Scientifique e conservatrice del Museo Eoliano di Lipari, ove tutto il
materiale rinvenuto è oggi archiviato.
Alla attiva e costante collaborazione della Cavalier sono
dovuti non solo lo scavo, ma anche la classificazione, l’inventario e la
documentazione del materiale. Il presente studio è quindi per larga parte
frutto del nostro lavoro comune di un trentennio e ad essa è dovuto
l’approfondimento di un particolare aspetto di questa ricerca, quello dei
rapporti fra le terracotte teatrali e la ceramica, che forma l’argomento
dell’Appendice II.
Devo gratitudine ai miei successori Paola Pelagatti e
Giuseppe Voza per avermi reso possibile la continuazione degli scavi e lo
studio dei materiali, dandomi a questo fine tutte le possibili agevolazioni.
Ringrazio la direzione del Museo Mandralisca di Cefalù e del Museo del Parco di
Kelvingrove di Glasgow per avermi consentito lo studio dei materiali liparesi
in essi conservati e i colleghi Vincenzo Tusa, Alfonso De Franciscis e Gino
Felice Lo Porto per quanto riguarda lo studio dei materiali di confronto nei
musei di Palermo, di Napoli e di Taranto; l’Ecole Francaise de Rome e
l’Istituto Archeologico Germanico di Roma, l’Istituto di Archeologia
dell’Università di Catania, gli Istituti di Archeologia, di Letteratura greca e
di Filologia classica dell’Università di Genova per la liberalità con cui mi
hanno accolto, facilitando in ogni modo le mie ricerche. Il Dott. Horst Blanck
e la direzione dell’Antikensammlung di Munchen per le belle fotografie
procuratemi. Importantissimi sono i consigli che ci ha dato il prof. A. D.
Trendall dell’Università australiana di Melbourne per quanto riguarda la
ceramica figurata con cui le terracotte teatrali sono associate nella necropoli
liparese.
Le fotografie dei materiali liparesi
sono dovute a M. Cavalier, a Salvatore Fontana e a Oreste Ragusi; mentre il
restauro dei materiali degli scavi successivi a quelli pubblicati in Meligunìs-Lipàra
II è dovuto a Bartolo Mandarano, a Filippo Famularo e a Rosario Giardina. Alla
presentazione museografica dei pezzi hanno collaborato Ignazio Travia e Pippo
Betta”.
Il prezioso volume è arricchito da numerose tavole con
disegni, foto in bianco e nero ed a colori.
L'eclissi solare vista da Lipari. Foto Marco Raffiti e Pedro Camillo
Nelle foto di Marco Raffiti e di Pedro Camillo due momenti della spettacolare eclisse solare di oggi. Le foto sono state scattate da Lipari. Da Eolienews un grazie ad entrambi per il prezioso contributo
Bilanci di previsione 2015 degli enti locali prorogati al 31 maggio
Riceviamo da Roberto Piemonte e pubblichiamo:
Il decreto di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale firmato lunedì posticipa il termine in scadenza il 31 marzo
Con un comunicato pubblicato ieri, 19 marzo 2015, sul sito del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno è stata annunciata la firma, il 16 marzo scorso, del decreto ministeriale che differisce ancora, dal 31 marzo al 31 maggio 2015, il termine diapprovazione da parte di Comuni, Città metropolitane e Province dei bilanci di previsione per l’esercizio finanziario 2015.
Il provvedimento è stato adottato ai sensi art. 151, comma 1 del DLgs. 267/2000 (TUEL) d’intesa con il Ministro dell’Economia e delle finanze. Tale norma dispone, infatti, che gli enti locali deliberino entro il 31 dicembre il bilancio di previsione per l’anno successivo, osservando i principi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità. Tale termine, tuttavia, può essere differito con decreto del Ministro dell’Interno, d’intesa con il MEF, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, in presenza di motivate esigenze.
Il decreto del 16 marzo 2015 ha considerato che i Comuni, in sede di predisposizione dei bilanci di previsione dell’anno 2015, non dispongonoancora in maniera completa di dati certi, sia in ordine alle risorse finanziarie disponibili a valere sul fondo di solidarietà comunale 2015, che per la ridefinizione degli obiettivi del patto di stabilità interno 2015. Inoltre, il 9 marzo scorso, l’Unione delle Province d’Italia (UPI) aveva richiesto il differimento del termine del 31 marzo per tutti gli enti locali. Per questi motivi è stata disposta la proroga.
Il parere della Conferenza Stato-città e autonomie locali era arrivato il 12 marzo scorso. In quell’occasione, il sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI Enzo Bianco, auspicando che quello fosse l’ultimo rinvio, aveva ribadito la necessità “di varare al più presto un decreto Enti locali per risolvere le questioni di finanza locale che ci impediscono l’approvazione dei bilanci nei tempi stabiliti dalla legge. I primi a soffrire di questo rinvio siamo noi, per questo chiediamo di risolvere le questioni ancora aperte’’.
È il secondo differimento
Si ricorda, infatti, che questo è il secondo differimento. Il decreto del 24 dicembre 2014 aveva posticipato il termine per l’approvazione del bilancio di previsione del 2015 da parte degli enti locali dal 31 dicembre 2014 al 31 marzo 2015.
Quella della necessità dei rinvii non è certo una novità se si considera che, per quanto riguarda i bilanci di previsione del 2014 da parte degli enti locali, i rinvii sono stati quattro: il decreto del 19 dicembre 2013 ha posticipato la scadenza dal 31 dicembre 2013 al 28 febbraio 2014; il decreto 13 febbraio 2014 ha ancora rimandato il termine al 30 aprile 2014; il decreto 29 aprile 2014 ha posto il limite del 31 luglio 2014 e, infine, il decreto 18 luglio 2014 aveva ulteriormente prorogato al 30 settembre il termine della deliberazione.
Il decreto 16 marzo 2015, dopo la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Interno di ieri, è stato ora inviato alla Gazzetta Ufficiale.
Con un comunicato pubblicato ieri, 19 marzo 2015, sul sito del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno è stata annunciata la firma, il 16 marzo scorso, del decreto ministeriale che differisce ancora, dal 31 marzo al 31 maggio 2015, il termine diapprovazione da parte di Comuni, Città metropolitane e Province dei bilanci di previsione per l’esercizio finanziario 2015.
Il provvedimento è stato adottato ai sensi art. 151, comma 1 del DLgs. 267/2000 (TUEL) d’intesa con il Ministro dell’Economia e delle finanze. Tale norma dispone, infatti, che gli enti locali deliberino entro il 31 dicembre il bilancio di previsione per l’anno successivo, osservando i principi di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità. Tale termine, tuttavia, può essere differito con decreto del Ministro dell’Interno, d’intesa con il MEF, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, in presenza di motivate esigenze.
Il decreto del 16 marzo 2015 ha considerato che i Comuni, in sede di predisposizione dei bilanci di previsione dell’anno 2015, non dispongonoancora in maniera completa di dati certi, sia in ordine alle risorse finanziarie disponibili a valere sul fondo di solidarietà comunale 2015, che per la ridefinizione degli obiettivi del patto di stabilità interno 2015. Inoltre, il 9 marzo scorso, l’Unione delle Province d’Italia (UPI) aveva richiesto il differimento del termine del 31 marzo per tutti gli enti locali. Per questi motivi è stata disposta la proroga.
Il parere della Conferenza Stato-città e autonomie locali era arrivato il 12 marzo scorso. In quell’occasione, il sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI Enzo Bianco, auspicando che quello fosse l’ultimo rinvio, aveva ribadito la necessità “di varare al più presto un decreto Enti locali per risolvere le questioni di finanza locale che ci impediscono l’approvazione dei bilanci nei tempi stabiliti dalla legge. I primi a soffrire di questo rinvio siamo noi, per questo chiediamo di risolvere le questioni ancora aperte’’.
È il secondo differimento
Si ricorda, infatti, che questo è il secondo differimento. Il decreto del 24 dicembre 2014 aveva posticipato il termine per l’approvazione del bilancio di previsione del 2015 da parte degli enti locali dal 31 dicembre 2014 al 31 marzo 2015.
Quella della necessità dei rinvii non è certo una novità se si considera che, per quanto riguarda i bilanci di previsione del 2014 da parte degli enti locali, i rinvii sono stati quattro: il decreto del 19 dicembre 2013 ha posticipato la scadenza dal 31 dicembre 2013 al 28 febbraio 2014; il decreto 13 febbraio 2014 ha ancora rimandato il termine al 30 aprile 2014; il decreto 29 aprile 2014 ha posto il limite del 31 luglio 2014 e, infine, il decreto 18 luglio 2014 aveva ulteriormente prorogato al 30 settembre il termine della deliberazione.
Il decreto 16 marzo 2015, dopo la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Interno di ieri, è stato ora inviato alla Gazzetta Ufficiale.
Ex Pumex colto da infarto su posto di lavoro. Trasferito a Messina in elicottero
S.L.G., 60 anni, un ex Pumex è stato colpito da infarto mentre era sul posto di lavoro, all'ufficio protocollo del comune di Lipari. E' accaduto stamattina, intorno alle 8 e 30. I sanitari del pronto soccorso dell'ospedale, dove è stato trasportato, dopo le prime cure, hanno allertato l'elicottero del 118 che lo ha trasferito al Policlinico di Messina. Le sue condizioni sono stazionarie ma è fuori pericolo
UFFICI STAMPA: IOPPOLO PRESENTA RISOLUZIONE PER ISTITUIRLI NELLE 18 ASP DELL'ISOLA.
Una risoluzione con la quale si chiede al governo regionale di adoperarsi per favorire l'istituzione degli uffici stampa nelle 18 aziende sanitarie dell'isola. E' stata presentata dal parlamentare dell'opposizione Gino Ioppolo, componente della commissione Sanità dell'Ars. Ioppolo, insieme agli altri membri della commissione aveva incontrato due giorni fa in audizione i rappresentati dell'Associazione siciliana della stampa, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani aderente alla Federazione nazionale della stampa (Fnsi) che avevano posto la questione alla luce del recente piano di riordino della rete ospedaliera e delle piante organiche. Il sindacato ha denunciato una carente situazione sia dal punto di vista del numero di giornalisti addetti, sia da quello contrattuale con bandi e procedure diversi da un'azienda all'altra.
"Si tratta di una richiesta più che legittima - ha affermato Ioppolo - occorre ora che il parlamento si faccia promotore nei confronti del governo, per procedere alla costituzione degli uffici stampa e nella definizione delle procedure di assunzione di giornalisti".
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