Quelli che stiamo vivendo sono probabilmente i giorni più caldi di questa estate, certamente i più terribili di luglio. Lo afferma Bernardo Gozzini, ricercatore di Ibimet-Cnr, secondo cui «questo mese sarà annoverato nella lista di quelli eccezionali per quanto riguarda i valori delle temperature e la persistenza». «Per essere definito eccezionale – spiega – un periodo deve avere due caratteristiche: la durata dei giorni caldi e la temperatura sopra la media. Il weekend in arrivo, ma anche i giorni che verranno, rientrano nella categoria».
Una prima parte di luglio bollente dunque che ha visto in cima alla classifica delle città più calde finora Firenze che durante le ore del mattino ha toccato punte di 39 gradi per ben 12 giorni di fila, con una percezione del caldo fino a 47 gradi. Roma invece ha vinto lo scettro di città più calda di notte per l’elevato tasso di umidità. Un luglio da record, quindi, come non accadeva da ben 12 anni. «L’estate del 2003 ricordata come la più calda non ha però avuto un luglio come l’attuale – rileva Gozzini –. Il 2003 iniziò con temperature elevate a maggio e giugno, di 3/4 gradi sopra la media, ma senza grossi sfioramenti a luglio».
E se l’Italia detiene il podio per afa e caldo insieme a Spagna e Portogallo che toccano una media di 40 gradi, al resto d’Europa non va meglio, con Parigi e Berlino che «in questi giorni fanno registrare temperature superiori alla media con punte nella capitale francese di 35° e a Berlino poco meno».
E questo scenario non accenna a calmarsi neanche la prossima settimana. Ci sarà una piccola parentesi piovosa solo domenica e solo al Nord e sulle Alpi, ma «il caldo e l’afa non daranno tregua all’Italia, anche la prossima settimana: fino al 25 luglio – spiega Gozzini – si registreranno temperature da record con elevati tassi di umidità che renderanno l’afa più insopportabile». Per avere un po’ di refrigerio si dovrà attendere agosto anche se – conclude Gozzini – non possiamo dirlo con certezza.
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venerdì 17 luglio 2015
Buoni numeri per il turismo eoliano. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud
Il turismo eoliano da soddisfacenti segnali di
riprese anche se si è ancora lontani dai numeri di un paio di anni fa. Lo
conferma il presidente di Federalberghi Isole Eolie, Christian Del Bono il
quale evidenzia come nei primi mesi del 2015 il trend è in crescita.
“Relativamente ai mesi di maggio e giugno – dichiara - possiamo parlare di un
incremento di presenze stimato attorno al 15%. Il mese di luglio, anche questo
in moderata crescita, risente della ripresa ancora troppo lenta del mercato
interno. Previsioni positive vi sono, comunque, anche per i mesi di agosto e
settembre nei quali abbiamo motivo di ritenere che vengano confermati, se non
incrementati i numeri già registrati lo scorso anno. Se in termini di presenze
- continua Del Bono - stiamo tornando lentamente ai numeri pre-crisi, per
quanto riguarda i fatturati abbiamo ancora parecchio da lavorare, proprio a
causa del turismo nostrano. La capacità di spesa degli italiani risente ancora,
infatti, parecchio della perdurante crisi economica che ha avvolto il paese in
questi ultimi anni". Notevole, in questa prima parte della stagione, è
anche il movimento dei turisti-pendolari che raggiungono le isole, in particolare
Lipari, Vulcano, Panarea e Stromboli, con i vaporetti provenienti dalla costa
sicula e calabra. Il movimento di questi turisti, che arrivano a metà mattinata
e partono il pomeriggio, andrebbe meglio regolamentato. Per evitare, come
accade in questo momento, il contemporaneo afflusso di migliaia di essi nelle
varie isole.
In crescita anche il movimento dei turisti del fine
settimana. Ne è chiara dimostrazione il tutto esaurito fatto registrare dai
mezzi veloci che servono le isole maggiori delle Eolie. Intanto si deve
registrare una notizia di rilievo per quanto riguarda i collegamenti marittimi.
A seguito di un tavolo, tenutosi al Ministero dei Trasporti e al quale hanno
preso parte rappresentanti dello stesso Ministero, l'assessore regionale ai Trasporti
Giovanni Pizzo, gli armatori e i sindaci delle isole minori, si è deciso di
rivedere gli estimi navali. Il costo delle corse sarà adeguato ai regolamenti
comunitari e sarà così possibile fare entrare sul mercato nuove compagnie per
garantire i collegamenti con Lampedusa, Linosa, Pantelleria, le Eolie e Ustica.
"Si apre insomma al mercato il servizio azzerando tutti i contenziosi con
il passato - spiega l'assessore Pizzo. La
variazione degli estimi è un passo fondamentale per potere affidare i nuovi
collegamenti veloci integrativi con le isole minori". La gara per
l'affidamento dei collegamenti sarà fatta dalla Regione e non più dal Ministero.
Per siglare l’accordo l’appuntamento è stato fissato per venerdì prossimo.
Santa Marina Salina. L'Antenna a mare la vince Gianluca Re
Sale del museo come saune. Visitatori si lamentano
Visitare il museo di Lipari è, in questi giorni estivi, una vera e propria impresa. Stavolta non parliamo di problematiche legate all'apertura ma, piuttosto, come ci segnalano diversi turisti, al gran caldo che vi è nelle sale. La forte calura fa praticamente "scappare" i visitatori che non riescono a godere appieno del patrimonio storico-culturale esposto.
Pensare al posizionamento di condizionatori, è possibile?
Pensare al posizionamento di condizionatori, è possibile?
"La storia delle Eolie" conosciamola attraverso lo storico Giuseppe La Greca. 13 Luglio 2006 : Yacht killer
13 luglio 2006
Yacht killer
La storia. Sono le 16,30 del 13 luglio 2006. Tempo splendido,
visibilità perfetta. Un Yacht bianco, lunghezza fuori tutto 15 metri o più,
dalle linee moderne, avanza a velocità regolare lungo le stretto si dirige
verso Vulcanello, davanti alla costa del complesso «Baia Fenicia». A 80 metri
di distanza, sulla terrazza di un residence, l’ingegnere Sergio C., assieme
alla moglie, sta osservando il panorama. Compare il grande motoscafo, di nome
forse Nabila, Nabilia, Marbella o qualcosa di simile. «Erano appena iniziate le vacanze - racconta - e stavo osservando l’ambiente marino, quando compare all’orizzonte
quello scafo». L’ingegnere sente il rombo dei motori che, all’improvviso,
si avvitano in una brusca e marcata decellerazione; incuriosito, osserva la
scena concitata e misteriosa che segue. Un pugno di secondi. Tre persone, tre
uomini, si precipitano in poppa e si sporgono per vedere cosa è successo.
Passano uno, due minuti: «Non di più».
Poi il frastuono sordo dei turbodiesel torna di nuovo ad assordare la baia,
ancora più intenso. Il ribollire delle onde, i gorghi provocati da una manovra
convulsa. In apparenza incomprensibile. Lo yacht, così, riparte a tutta
velocità, verso il porto di Filicudi, lasciandosi alle spalle una scia
insanguinata.
Sergio C. ha capito che è successo qualcosa di grave, corre in casa e
afferra il suo binocolo. Controlla con attenzione, lentamente, quel tratto di
mare. E capisce tutto: intravede un corpo, di schiena, avvolto dalla tuta, la
boa bianca e rossa che segnala l’immersione di un sub. Semiaffondata, quasi
spezzata. Scatta l’allarme. Un gommone della Capitaneria di Porto di Lipari si
dirige verso Vulcanello. Dopo una mezz’ora di ricerche, guidate dal testimone,
la salma del medico anestesista Mauro
Falletta, 34 anni, sposato e padre di una bimba, viene recuperata e portata
nel porto di Lipari, per l’autopsia. Nei giorni successivi prosegue la caccia
al pirata e al suo yacht bianco lungo tra i 15 e i 18 metri che ha travolto e
ucciso atrocemente il sub torinese. Alle ricerche partecipano attivamente un
aereo della Guardia costiera proveniente da Catania e le motovedette della Cp e
dei Carabinieri che hanno setacciato rispettivamente dall’alto e in ogni porto
e in ogni anfratto il mare delle Eolie e della vicina costa tirrenica sicula.
Nel tratto di mare dell’incidente, nei pressi del canale tra Vulcano e Lipari,
è stato anche recuperato il fucile adoperato da Falletta per la caccia
subacquea e quel che resta del pallone di segnalazione.
Scrive Sarpi sulla
Gazzetta: “Il nome del natante killer, in
base alle dichiarazioni di uni dei due preziosi testimoni che ha fornito tre
importanti indicazioni sull’identità del mezzo, sarebbe in mano agli investigatori. Questioni di pochi
giorni, se non di ore, secondo i più ottimisti e il nome del responsabile del
criminoso evento verrà fuori. Dovrà rispondere dei reati di omissione di
soccorso ed omicidio colposo”.
Le previsioni
ottimistiche del giornalista eoliano non si concretizzano, il grande yacht
bianco sembra svanito nel nulla. Le ulteriori notizie vengono alla luce dopo
oltre un anno.
I giornali del 1
agosto 2007 danno la notizia che è stata consegnata agli inquirenti di
Barcellona P.G. una immagine sfocata, ma molto leggibile, di quello che
potrebbe essere lo yacht-killer. La foto era stata scattata, per caso, da due
turisti che, a bordo di una canoa stavano fotografando il panorama: in un
angolo del fotogramma, piccola, compare la sagoma di uno scafo bianco con strisce blu sulle fiancate. Il ponte alto. Data,
ora, braccio di mare, coincidono al millimetro con il teatro della tragedia
descritto da Sergio C., il supertestimone che è stato già più volte
interrogato. Nella perizia di Daniela Trio e Filippo Santovito, disposta dai pm
di Barcellona Pozzo di Gotto, quel segmento di foto è stato ripreso e
rielaborato con tecniche diverse. Sono ricomparse immagini abbastanza chiare,
che disegnano linee e caratteristiche forse riconoscibili dagli occhi, per
esempio, di un vero esperto di nautica. I tecnici hanno così ricostruito le
linee del quadrato di poppa e di parte della prua con una notevole precisione.
Leggibili anche i profili del ponte di comando e delle strutture della parte
anteriore dello scafo. Ma c’è ancora da lavorare.
I carabinieri dei Ris di Roma stanno ancora esaminando le cellule
telefoniche della zona. Vogliono ricostruire il traffico di quei minuti
cruciali del 13 luglio 2006. Obiettivo, risalire ai titolari delle Sim. Non
sarà facile. «Ma non sarà tralasciato
nulla», promettono gli inquirenti. Che hanno iniziato un faticoso
censimento, su tutti i registri navali italiani, delle imbarcazioni con
caratteristiche e nomi simili alla barca assassina. Nessuno si nasconde le
difficoltà. negli anni successivi gli ufficiali della Capitaneria riuscirono a
individuare il laboratorio grafico dove venivano realizzate le scritte in
acciaio inox, incollate sulle fiancate alle imbarcazioni da diporto della zona.
Fu individuata la fattura relativa a un «Aicon» identico alla barca assassina.
I dipendenti , dopo molte reticenze, e anche bugie, finalmente confermano di
avere eseguito, a suo tempo, quell’ordine. Una serie di Aicon, destinati ad
essere noleggiati nei porti arabi, erano stati tutti battezzati con nomi arabi:
Tahira, Jamila, Kamila. Ma del Nabila, nessuna traccia.
Il giallo si risolverà nel corso del marzo 2013 quando i giornali danno notizia che è stata individuata
l’imbarcazione. PA 2651 D. Sarebbe la targa del motoscafo d’altura, anni di
indagini, difficilissime, e alla fine il pm della procura di Barcellona Pozzo
di Gotto ha iscritto undici persone nel registro degli indagati, tutte imputate
di omicidio colposo aggravato, favoreggiamento e falsa testimonianza.
I cellulari di due degli indagati, sarebbero stati «agganciati» dalla cella telefonica di
Vulcano.
Fuga verso
Milazzo
Secondo gli investigatori della Capitaneria di Lipari, il grosso
natante, dopo l’incidente, invece di fermarsi e di tentare di soccorrere la
vittima, dopo una sosta di pochi minuti, ripartì a tutta velocità e si diresse
verso il porto di Milazzo. Gli armatori l’avrebbero immediatamente riportata a
secco, il nome cancellato e sostituito e poi di nuovo noleggiata, con nuovi
documenti e identità. Sette anni di indagini, in un clima di omertà, tra
silenzi, documenti spariti, fatture contraffatte, amnesie parziali e totali.
Giustizia? Nessuna!
Il processo si è risolto con un clamoroso epilogo: prescritto.
giovedì 16 luglio 2015
Domani, Messa in suffragio di Saverio Camporeale
Una S. Messa in suffragio di Saverio Camporeale nel sesto anniversario della sua dipartita sarà celebrata da Mons. Gaetano Sardella domani, venerdì 17 luglio, alle ore 19, nella Chiesetta della Madonna del pozzo. Saranno presenti la moglie Debbie e le figlie Francesca ed Almas.
Crocetta si auto-sospende. Ma l'intercettazione choc sulla Borsellino seconda la procura di Palermo "non esiste"
Il governatore siciliano si auto-sospende dalla sua carica dopo le polemiche per un'intercettazione, pubblicata dall'Espresso, nella quale il suo medico, Matteo Tutino, parlando di Lucia Borsellino afferma: "Va fermata, va fatta fuori come suo padre". Parole che Crocetta dice di non aver sentito. E il legale di Tutino, che nel frattempo è stato arrestato per truffa, sostiene di non averla mai pronunciata. Ma sul governatore scoppia la bufera con il Pd che ne chiede le dimissioni e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi chiamano la Borsellino per manifestarle la loro solidarietà. Intanto Beppe Grillo lancia sui social l'hashtag #CrocettaDimettiti. Il presidente del Senato Pietro Grasso, parla di "parole schifose".
"Agli atti dell'ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi.
"I carabinieri del Nas - ha aggiunto Lo Voi - hanno escluso che conversazioni simili siano contenute tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti di Tutino".
La Procura ha specificato di avere fatto ricontrollare tutte le registrazioni relative all'inchiesta su Tutino, il medico agli arresti domiciliari per truffa, sia dai Pm titolari dell'inchiesta che dai carabinieri del Nas. Lo Voi ed il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che ha coordinato l'indagine, hanno sottolineato che nelle carte e negli atti della Procura di Palermo non esiste alcuna telefonata in cui Tutino avrebbe detto a Crocetta riferendosi all'ex assessore alla Sanità Lucia Borsellino: "Questa va fatta fuori come il padre".
"Agli atti dell'ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi.
"I carabinieri del Nas - ha aggiunto Lo Voi - hanno escluso che conversazioni simili siano contenute tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti di Tutino".
La Procura ha specificato di avere fatto ricontrollare tutte le registrazioni relative all'inchiesta su Tutino, il medico agli arresti domiciliari per truffa, sia dai Pm titolari dell'inchiesta che dai carabinieri del Nas. Lo Voi ed il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che ha coordinato l'indagine, hanno sottolineato che nelle carte e negli atti della Procura di Palermo non esiste alcuna telefonata in cui Tutino avrebbe detto a Crocetta riferendosi all'ex assessore alla Sanità Lucia Borsellino: "Questa va fatta fuori come il padre".
Lo Schiavo (Marevivo) scrive al sindaco sullo smaltimento dei rifiuti a Ginostra
Sig. Sindaco Comune di Lipari
e p.c. S.E. Prefetto di Messina
Presidente Circoscrizione Stromboli
Comandante Circomare Lipari
Oggetto: problematiche smaltimento rifiuti a Ginostra – isola di Stromboli
Egregio sig. Sindaco,
in qualità di Primo Cittadino Lei darebbe mai disposizioni per posizionare, nei mesi estivi, un maleodorante compattatore di rifiuti sul pontile di Scari a Stromboli, o di Panarea, o di Marina Lunga a Lipari…, proprio dove poggia il portellone delle navi di Linea, nonché a meno di venti metri dall’imbarcadero degli aliscafi?!? Sì proprio nel punto esatto dove i turisti in visita nelle nostre isole mettono piede a terra?!?
Era il lontano 9 giugno del 2012 quando in occasione della sua prima (ed unica) visita ufficiale nella frazione di Ginostra, prima ancora che potesse raggiungere il locale dove avrebbe incontrato gli abitanti, Le venne prospettata l’annosa questione dello smaltimento dei rifiuti … a distanza di oltre tre anni la risoluzione di quel problema non è mai stata efficacemente pianificata, programmata, finché si è giunti all’emergenza!
Nella mattinata dello scorso martedì 14 c.m. è stato effettuato un sopralluogo congiunto (di cui pochi… avevano notizia) da parte di un rappresentante del Comune di Lipari, degli uomini del Circomare Lipari, di operai della ditta appaltatrice, cui ha partecipato anche un gruppetto di appena otto abitanti accorsi, sotto il sole cocente, per discutere del posizionamento in ambito portuale di un compattatore in cui conferire giornalmente i rifiuti.
Dopo un’ampia discussione, che ha raggiunto in certi momenti toni accesi ed esasperati, fra i pochi presenti, ed in maniera affatto condivisa, è prevalsa la scelta di collocare il suddetto mezzo in maniera permanente sulla testata del pontile da dove dovrà essere imbarcato, ed immediatamente sostituito, sulla nave dei rifiuti che passerà da Ginostra, mare permettendo, e dunque nella migliore delle ipotesi, due volte alla settimana
Tale soluzione presenta a mio modesto avviso una serie di indubbi vantaggi che mi permetto di elencare anche volendo rivendicare il decennale impegno in tal senso dello scrivente:
e p.c. S.E. Prefetto di Messina
Presidente Circoscrizione Stromboli
Comandante Circomare Lipari
Oggetto: problematiche smaltimento rifiuti a Ginostra – isola di Stromboli
Egregio sig. Sindaco,
in qualità di Primo Cittadino Lei darebbe mai disposizioni per posizionare, nei mesi estivi, un maleodorante compattatore di rifiuti sul pontile di Scari a Stromboli, o di Panarea, o di Marina Lunga a Lipari…, proprio dove poggia il portellone delle navi di Linea, nonché a meno di venti metri dall’imbarcadero degli aliscafi?!? Sì proprio nel punto esatto dove i turisti in visita nelle nostre isole mettono piede a terra?!?
Era il lontano 9 giugno del 2012 quando in occasione della sua prima (ed unica) visita ufficiale nella frazione di Ginostra, prima ancora che potesse raggiungere il locale dove avrebbe incontrato gli abitanti, Le venne prospettata l’annosa questione dello smaltimento dei rifiuti … a distanza di oltre tre anni la risoluzione di quel problema non è mai stata efficacemente pianificata, programmata, finché si è giunti all’emergenza!
Nella mattinata dello scorso martedì 14 c.m. è stato effettuato un sopralluogo congiunto (di cui pochi… avevano notizia) da parte di un rappresentante del Comune di Lipari, degli uomini del Circomare Lipari, di operai della ditta appaltatrice, cui ha partecipato anche un gruppetto di appena otto abitanti accorsi, sotto il sole cocente, per discutere del posizionamento in ambito portuale di un compattatore in cui conferire giornalmente i rifiuti.
Dopo un’ampia discussione, che ha raggiunto in certi momenti toni accesi ed esasperati, fra i pochi presenti, ed in maniera affatto condivisa, è prevalsa la scelta di collocare il suddetto mezzo in maniera permanente sulla testata del pontile da dove dovrà essere imbarcato, ed immediatamente sostituito, sulla nave dei rifiuti che passerà da Ginostra, mare permettendo, e dunque nella migliore delle ipotesi, due volte alla settimana
Tale soluzione presenta a mio modesto avviso una serie di indubbi vantaggi che mi permetto di elencare anche volendo rivendicare il decennale impegno in tal senso dello scrivente:
1- si libera lo scalo storico del “Pertuso” e l’adiacente “piscinetta” per i bambini da quella vergognosa catasta di sacchi emananti odori nauseabondi lasciati per giorni\settimane alla mercé di topi, gabbiani, insetti;
2- si abolisce l’assurdo, inefficace, inefficiente e probabilmente illegale servizio di trasporto rifiuti a mezzo barca da Ginostra al porto di “Scari”;
3- si pone fine ai disagi degli abitanti di Stromboli che per anni hanno dovuto “sopportare” la vista ed il putrido olezzo di quell’ulteriore carico di rifiuti proprio sulla banchina di “Scari” dove giornalmente sbarcano migliaia di turisti;
4- si prevengono piccoli disastri ambientali derivanti dal trascinamento in mare di decine di sacchi in occasione di violente mareggiate.
Resta tuttavia quel triste BENVENUTO proprio accanto alla maiolica che ricorda a chi sbarca dai mezzi di linea di essere arrivato a “Ginostra patrimonio dell’Unesco”.
Alla luce di quanto esposto in maniera precisa ed oggettiva, e non subdola e fuorviante, ritengo che certamente la soluzione individuata non possa essere definita un “miglioramento” e che comunque, seppur momentanea, rappresenti un’umiliazione, un ennesimo sacrificio imposto, che probabilmente ancora una volta la comunità ginostrese saprà sopportare, nell’auspicio di una definitiva risoluzione della problematica che non può prescindere dalla realizzazione con materiali locali di un piccolo spazio, opportunamente mimetizzato, sotto (e non sopra come qualche mente labile ha suggerito) il muraglione del sito denominato “u fossu a cauci”.
Sempre in tema di rifiuti mi permetto infine di volere sollecitare ancora una volta la bonifica della discarica a cielo aperto adiacente il cimitero di Ginostra nonché lo storico sentiero (seppur ormai abbandonato) per la scalata allo “Stromboli”.
A tal proposito mi permetto di rilevare che - probabilmente da diversi lustri - il Comune liquida ogni semestre al proprietario circa 1.150,00 € per l'affitto del terreno area di stoccaggio RSU: non si potrebbero utilizzare tali somme per la rimozione e il trasporto delle migliaia di bottiglie di vetro e plastica in idoneo sito?
Sperando di poterLa presto incontrare a Ginostra insieme a tutta la comunità, per un confronto leale e costruttivo, Le porgo i più cordiali saluti.
prof. Riccardo Lo Schiavo
Resta tuttavia quel triste BENVENUTO proprio accanto alla maiolica che ricorda a chi sbarca dai mezzi di linea di essere arrivato a “Ginostra patrimonio dell’Unesco”.
Alla luce di quanto esposto in maniera precisa ed oggettiva, e non subdola e fuorviante, ritengo che certamente la soluzione individuata non possa essere definita un “miglioramento” e che comunque, seppur momentanea, rappresenti un’umiliazione, un ennesimo sacrificio imposto, che probabilmente ancora una volta la comunità ginostrese saprà sopportare, nell’auspicio di una definitiva risoluzione della problematica che non può prescindere dalla realizzazione con materiali locali di un piccolo spazio, opportunamente mimetizzato, sotto (e non sopra come qualche mente labile ha suggerito) il muraglione del sito denominato “u fossu a cauci”.
Sempre in tema di rifiuti mi permetto infine di volere sollecitare ancora una volta la bonifica della discarica a cielo aperto adiacente il cimitero di Ginostra nonché lo storico sentiero (seppur ormai abbandonato) per la scalata allo “Stromboli”.
A tal proposito mi permetto di rilevare che - probabilmente da diversi lustri - il Comune liquida ogni semestre al proprietario circa 1.150,00 € per l'affitto del terreno area di stoccaggio RSU: non si potrebbero utilizzare tali somme per la rimozione e il trasporto delle migliaia di bottiglie di vetro e plastica in idoneo sito?
Sperando di poterLa presto incontrare a Ginostra insieme a tutta la comunità, per un confronto leale e costruttivo, Le porgo i più cordiali saluti.
prof. Riccardo Lo Schiavo
Auguri Carmelina!
Nel giorno in cui festeggi il tuo compleanno e il tuo onomastico voglio farti giungere, attraverso questo mio giornale, i miei più affettuosi auguri.
Avrei voluto scriverti qualcosa di diverso ma stranamente non riesco e non comprendo perchè....o forse si:
Qualsiasi mia parola di augurio sarebbe superflua rispetto a quella che stanotte, alzando gli occhi verso il cielo, potrai percepire. Dolce, leggera, carica d'amore, di quell'amore che LORO....hanno per te!
Salvo
Avrei voluto scriverti qualcosa di diverso ma stranamente non riesco e non comprendo perchè....o forse si:
Qualsiasi mia parola di augurio sarebbe superflua rispetto a quella che stanotte, alzando gli occhi verso il cielo, potrai percepire. Dolce, leggera, carica d'amore, di quell'amore che LORO....hanno per te!
Salvo
Bancomat di Stromboli fuori servizio da 4 giorni. Bottiglietta d'acqua si paga con carta di credito
I due bancomat di Stromboli sono fuori servizio da ben quattro giorni e le lamentele dei turisti che affollano l'isola si sprecano. Non avendo alcuna disponibilità di contante i vacanzieri sono costretti a pagare con la carta di credito o con il bancomat - così come ci conferma il titolare di un supermercato - anche una semplice bottiglietta d'acqua minerale. Altri ricorrono, per quanto possibile, a piccoli "prestiti" da parte delle strutture in cui sono ospitati. Con l'impegno di saldare il tutto insieme al conto del soggiorno. La situazione, tra l'altro, è aggravata anche dalla ristrettissima disponibilità di contante da parte del locale ufficio postale. Sino ad oggi - così come ci informano alcuni tra gli operatori turistico-alberghieri dell'isola - a nulla sono valse le richieste d'intervento. Il coro unanime è: Ma si può pensare davvero di fare turismo in queste condizioni?
Mons. Miccichè indagato solo per astratte ipotesi di appropriazione dell’otto per mille e di beni artistici. Il comunicato dell'avvocato Troia che annuncia la presentazione di denunce per recenti rivelazioni giornalistiche
Riceviamo dall' Avv. Francesco Troia e pubblichiamo:
Le inchieste che
hanno investito recentemente Sua Eccellenza Mons. Francesco Miccichè Vescovo
emerito di Trapani, finora si sono dimostrate il frutto delle testimonianze di
soggetti più interessati a compiacere i propri interlocutori e/o i propri ispiratori,
piuttosto che alla verità.
Le carte
investigative, rese già disponibili dalle dinamiche processuali, tradiscono il
limite di una indagine basata su fonti compromesse da tensioni o problematiche
personali, ovvero contagiate dalle malevole ed anonime voci che da anni, senza
riscontro, pervadono il Trapanese.
Tanto
sembrerebbe dimostrare che il mezzo secolo di servizio sacerdotale, in prima
linea contro l’immoralità, la criminalità organizzata e le occulte
concentrazioni di potere, è una scomoda eredità, un patrimonio che, secondo
alcuni, deve essere disperso.
Tuttavia, alla
luce dei fatti, il Vescovo risulta indagato solo per astratte ed indeterminate ipotesi
di appropriazione dei fondi dell’otto per mille e di beni artistici che,
peraltro, nessuno degli aventi diritto ha mai denunciato sottratti.
Invero, le
opere sequestrate, sottoposte al vaglio di tecnici esperti, sono risultate per
la maggior parte di modestissima fattura, diverse sono le copie di pezzi
conservati altrove ed addirittura sono stati riconosciuti dei falsi.
Quanto alle più
recenti rivelazioni giornalistiche, atteso che l’unica fonte attendibile
sarebbe stata la Procura della Repubblica di Trapani che, viceversa, è chiamata
per prima a rispettare e a far rispettare il segreto istruttorio, sono state
tutte prontamente denunciate avanti alle rispettive autorità giudiziarie e si
procederà alle conseguenti richieste di risarcimento del danno.
Tale
situazione ha comunque sollevato un problema che, come operatori del diritto,
non possiamo ignorare, poiché abbiamo riscontrato che nel passato i propositi della
Procura sono stati spesso percepiti anticipatamente dalla stampa; la
impermeabilità degli Uffici dei Tribunali è garanzia di Diritto e di civiltà
giuridica, negarne il valore ed ignorarne il pericolo svilisce il lavoro di chi
è chiamato a servire lo Stato e le sue Leggi.
Sicché, sarà
iniziativa dei prossimi giorni procedere a segnalare e richiedere agli Uffici
competenti di intervenire.
La giovane artista liparese Anna Coluccio, settima tra gli Iperreallisti partecipanti ad una Biennale. Disegno selezionato mostra d'arte a Milano
Questo bellissimo disegno della giovane artista liparese Anna Coluccio ha partecipato ad una biennale dell'arte.Ieri Anna è stata informata di essersi classificata con lo stesso tra i primi venti IPERREALISTI, precisamente al settimo posto.
In conseguenza di questo risultato il disegno sarà esposto alla mostra che si terrà a MILANO presso la galleria ART STUDIO 38, dall'1 al 15 settembre 2015.
Noi di Eolienews, che al talento di Anna abbiamo sempre creduto, riservandogli dello spazio del nostro sito, pubblicando, tra gli altri, anche questo disegno, siamo estremamente felici da questo traguardo da lei raggiunto e le formuliamo i migliori auguri per il futuro.
Sequestro imbarcazione minicrociere. In corso conferenza stampa. Inchiesta Dda di Catanzaro su presunti interessi 'ndrangheta in collegamenti quotidiani con le Eolie
(ANSA) - TROPEA (VIBO VALENTIA), 16 LUG - La nave di proprietà di una società privata che effettua il servizio di collegamento quotidiano tra Tropea e le Isole Eolie è stata sequestrata dalla Guardia costiera e dalla Guardia di finanza perchè condotta da una persona che non aveva i titoli per svolgere le funzioni di comandante. L'imbarcazione, capace di trasportare fino a 300 passeggeri e del valore di alcuni milioni di euro, è stata bloccata stamattina al suo arrivo nel porto di Tropea La nave, dopo il sequestro, è stata messa a disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che ha diretto le indagini che hanno portato all'esecuzione del provvedimento. I dettagli dell'operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che avrà luogo alle 12 nella Procura della Repubblica di Vibo Valentia.
Si è poi appreso che la Dda di Catanzaro sta conducendo un'inchiesta su presunti interessi della 'ndrangheta nella gestione dei collegamenti quotidiani via nave tra Tropea e le Isole Eolie. Nell'inchiesta della Dda, che è comunque nella fase iniziale, non ci sarebbero, al momento, indagati.
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