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sabato 18 luglio 2015

OGGI PRESENTAZIONE LIBRO DI TEODORO CATAFFO ED INAUGURAZIONE MOSTRA PITTORICA NELLA BIBLIOTECA DI MALFA

COMUNICATO
Nuovi eventi nella Biblioteca Comunale di Malfa per il 18 luglio alle ore 18,30, con la presentazione del libro di Teodoro Cataffo “CASA AL MARE” edito nel 2009 e con anticipazioni del suo secondo libro prossimo alla pubblicazione. Inoltre sarà inaugurata la mostra pittorica “Speak your truth” (Esprimere la propria verità) di Katia Moltisanti, che vive a New York.
L’esposizione d’arte rimarrà esposta nei locali della Biblioteca sino al 3 agosto prossimo secondo l’orario della Biblioteca medesima (da lunedì a venerdì 8,30-14 ed anche martedì e giovedì 16-19).

Art.1 vicina al governatore Crocetta

Comunicato
L’associazione Art.1, da sempre vicina al presidente Crocetta, i circoli di Lipari, Milazzo, Furnari, Pace del mela e Basicó , il coordinatore della zona tirrenica Alessandro La Cava, rappresentano la totale vicinanza al presidente della Regione per avere subito una ulteriore mortificazione, la più grave perché colpisce la sua integrità morale, volta a delegittimarlo e screditarlo rispetto a pseudo intercettazioni presenti solo nella mente di un sistema di potere che ha deciso di “eliminarlo” dalla scena della politica.
Sulla questione Crocetta, l’unica cosa certa emersa è la definitiva scomparsa della democrazia.
Come sui figli non devono ricadere le colpe dei padri, non ne devono ricadere i meriti, quindi Paolo Borsellino, che è un eroe davanti al quale bisogna solo inchinarsi, in questa storia non centra niente e la Borsellino che ieri ha dichiarato di essere stata costretta a lavorare in condizioni non adeguate, dica chi l’avrebbe costretta a non svolgere al meglio il proprio ruolo.
I Poteri forti oggi decidono in quale momento e secondo quale disegno vanno cambiate situazioni non più controllabili.
Noi non ci stiamo!

venerdì 17 luglio 2015

Le Eolie a Linea Blu il 18 e il 25 Luglio

Linea blu, il popolare programma di Raiuno, è tornata alle Eolie realizzando riprese a Panarea e a Filicudi. Approfondite le tematiche inerenti l'archeologia subacquea.
Le due puntate andranno in onda su Rai 1 sabato 18 luglio e sabato 25 luglio alle ore 14.30.

I due articoli del nostro direttore sulla Gazzetta del sud di oggi: "Autorizzati a lavorare in nero". L'amara denuncia di 8 lsu da quindici anni impiegati dal comune di Lipari Stromboli - Bancomat fuori uso e c'è chi paga l'acqua con carta di credito

Nell'ambito del progetto MED-JELLYRISK anche a Santa Marina Salina la rete anti-meduse

COMUNICATO
Santa Marina Salina ha la sua rete anti-meduse. Il Delphis Aeolian Dolphin Center, no-profit con sede a Salina che si occupa dello studio e della salvaguardia dell’ecosistema marino delle Eolie e che nel 2013 ha sottoscritto insieme al Comune di Santa Marina Salina un protocollo d’intesa con il Consorzio di progetto MED-JELLYRISK, ha provveduto a posizionarla nello specchio acqueo antistante la piazza principale del paese.
L’obiettivo scientifico del progetto MED-JELLYRISK è quello di tentare, per la prima volta in assoluto, una valutazione degli impatti socio-economici delle “esplosioni demografiche” delle meduse per studiare e progettare con cognizione di causa le contromisure mitigative da applicare.
Del Consorzio MED-JELLYRISK fanno parte il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa) quale Ente capofila oltre ad istituti di ricerca italiani (Università del Salento), spagnoli (l’Istituto di Scienze Marine di Barcelona), maltesi (Università di Malta) e tunisini (Facoltà di Scienze di Bizerta, Istituto Nazionale Agronomico di Tunisia). Vi aderiscono inoltre 33 partner associati: ministeri, organizzazioni governative, agenzie regionali per le acque, PMI, la Croce Rossa, ospedali, tutte le Aree Marine Protette siciliane e numerosi Enti Locali.
Le reti, posizionate su alcune spiagge del Mar Mediterraneo scelte per la sperimentazione, hanno una lunghezza complessiva che varia dai 25 ai 200 m lineari possono proteggere aree paragonabili a quelle di un campo da calcio (0,5 ettari), da calcetto o da tennis. Le reti sono costituite da una linea di galleggianti cilindrici, da una parte immersa di 2 centimetri di maglia e vengono posizionate dalla linea di riva sino alla profondità massima di 3 metri per creare delle zone dove è impedito l’accesso alle meduse.
La rete posizionata a Santa Marina Salina delimita uno specchio acqueo delle dimensioni di circa 250 metri quadrati e sarà gestita dal centro Delphis, che si occuperà del monitoraggio scientifico e della manutenzione della stessa. A breve saranno inoltre posizionati dei pannelli che oltre a segnalare la presenza della rete antimeduse guideranno i bagnanti alla scoperta del mondo delle meduse.
“Siamo contenti – spiega il Vice Sindaco di Santa Marina Salina Domenico Arabia – di poter prestare una piccola porzione del nostro mare alla sperimentazione di questa rete antimeduse innovativa, unica nel suo genere e che ha fatto registrare risultati molto importanti nelle località europee dove la sperimentazione è già in atto da oltre un anno. Benchè quest’anno, come peraltro anche nel 2014 nonostante l’allarmismo ingiustificato provocato da alcune notizie circolate sui media nazionali, di meduse nel nostro mare non se ne vedano tante è sempre un bene poter contare su una installazione che potrà regalare comunque bagni più sereni soprattutto alle tante famiglie con bambini che normalmente affollano la spiaggia antistante la piazza. Già a poche ore dal suo posizionamento – continua il Vice Sindaco – l’area di spiaggia protetta dalla rete risulta essere molto frequentata. Per il futuro pertanto si potrebbe pensare di dotare di questa particolare protezione anche altri tratti del nostro litorale. Ringrazio i biologi marini del centro Delphis – conclude il Vice Sindaco di Santa Marina Salina Domenico Arabia – per la disponibilità dimostrata per l’installazione e per la gestione della rete che necessita, per il buon funzionamento e per la riuscita della sperimentazione, di controllo e di una manutenzione costante ed operata da mani esperte e competenti”.

Alcuni barconi evitano sbarco generando danno all'erario. Il consigliere Bertè scrive al sindaco

Al Sig. Sindaco del Comune di Lipari
Marco Giorgianni
SEDE
Oggetto: Gite con i Barconi alle Isole Eolie – Situazione.
Gentilissimo Sig. Sindaco ricevo diverse segnalazioni, da parte di operatori economici e di privati cittadini, circa lo svolgimento di attività di tipo escursionistico svolte da alcuni dei barconi che giornalmente visitano il nostro arcipelago, provenienti dalla terra ferma. Nello specifico, mi fanno rilevare che, alcune di queste imbarcazioni non effettuano più lo sbarco nelle isole, ma raggiungono le Eolie per portare in escursione i passeggeri con sosta in mare per fare il bagno alle cave di pomice o ai faraglioni senza alcun approdo nelle isole.
Per tanto, con la presente, Le chiedo di verificare quanto sopra anche in considerazione del fatto che se le imbarcazioni coinvolte fossero adibite al trasporto passeggeri, credo che le stesse debbano avere un porto di destinazione. La questione, tra l'altro, tocca anche le casse comunali in quanto su questi eventi non verrebbe riconosciuto il pagamento della rituale tassa di sbarco che diversamente dovrebbe essere sostenuto.
Distinti saluti.
Ugo Bertè (consigliere comunale)

Afa sino ad agosto e poi... chissà!

Quelli che stiamo vivendo sono probabilmente i giorni più caldi di questa estate, certamente i più terribili di luglio. Lo afferma Bernardo Gozzini, ricercatore di Ibimet-Cnr, secondo cui «questo mese sarà annoverato nella lista di quelli eccezionali per quanto riguarda i valori delle temperature e la persistenza». «Per essere definito eccezionale – spiega – un periodo deve avere due caratteristiche: la durata dei giorni caldi e la temperatura sopra la media. Il weekend in arrivo, ma anche i giorni che verranno, rientrano nella categoria».
Una prima parte di luglio bollente dunque che ha visto in cima alla classifica delle città più calde finora Firenze che durante le ore del mattino ha toccato punte di 39 gradi per ben 12 giorni di fila, con una percezione del caldo fino a 47 gradi. Roma invece ha vinto lo scettro di città più calda di notte per l’elevato tasso di umidità. Un luglio da record, quindi, come non accadeva da ben 12 anni. «L’estate del 2003 ricordata come la più calda non ha però avuto un luglio come l’attuale – rileva Gozzini –. Il 2003 iniziò con temperature elevate a maggio e giugno, di 3/4 gradi sopra la media, ma senza grossi sfioramenti a luglio».
E se l’Italia detiene il podio per afa e caldo insieme a Spagna e Portogallo che toccano una media di 40 gradi, al resto d’Europa non va meglio, con Parigi e Berlino che «in questi giorni fanno registrare temperature superiori alla media con punte nella capitale francese di 35° e a Berlino poco meno».
E questo scenario non accenna a calmarsi neanche la prossima settimana. Ci sarà una piccola parentesi piovosa solo domenica e solo al Nord e sulle Alpi, ma «il caldo e l’afa non daranno tregua all’Italia, anche la prossima settimana: fino al 25 luglio – spiega Gozzini – si registreranno temperature da record con elevati tassi di umidità che renderanno l’afa più insopportabile». Per avere un po’ di refrigerio si dovrà attendere agosto anche se – conclude Gozzini – non possiamo dirlo con certezza.

Buoni numeri per il turismo eoliano. L'articolo del nostro direttore sulla Gazzetta del sud

Il turismo eoliano da soddisfacenti segnali di riprese anche se si è ancora lontani dai numeri di un paio di anni fa. Lo conferma il presidente di Federalberghi Isole Eolie, Christian Del Bono il quale evidenzia come nei primi mesi del 2015 il trend è in crescita. “Relativamente ai mesi di maggio e giugno – dichiara - possiamo parlare di un incremento di presenze stimato attorno al 15%. Il mese di luglio, anche questo in moderata crescita, risente della ripresa ancora troppo lenta del mercato interno. Previsioni positive vi sono, comunque, anche per i mesi di agosto e settembre nei quali abbiamo motivo di ritenere che vengano confermati, se non incrementati i numeri già registrati lo scorso anno. Se in termini di presenze - continua Del Bono - stiamo tornando lentamente ai numeri pre-crisi, per quanto riguarda i fatturati abbiamo ancora parecchio da lavorare, proprio a causa del turismo nostrano. La capacità di spesa degli italiani risente ancora, infatti, parecchio della perdurante crisi economica che ha avvolto il paese in questi ultimi anni". Notevole, in questa prima parte della stagione, è anche il movimento dei turisti-pendolari che raggiungono le isole, in particolare Lipari, Vulcano, Panarea e Stromboli, con i vaporetti provenienti dalla costa sicula e calabra. Il movimento di questi turisti, che arrivano a metà mattinata e partono il pomeriggio, andrebbe meglio regolamentato. Per evitare, come accade in questo momento, il contemporaneo afflusso di migliaia di essi nelle varie isole.
In crescita anche il movimento dei turisti del fine settimana. Ne è chiara dimostrazione il tutto esaurito fatto registrare dai mezzi veloci che servono le isole maggiori delle Eolie. Intanto si deve registrare una notizia di rilievo per quanto riguarda i collegamenti marittimi. A seguito di un tavolo, tenutosi al Ministero dei Trasporti e al quale hanno preso parte rappresentanti dello stesso Ministero, l'assessore regionale ai Trasporti Giovanni Pizzo, gli armatori e i sindaci delle isole minori, si è deciso di rivedere gli estimi navali. Il costo delle corse sarà adeguato ai regolamenti comunitari e sarà così possibile fare entrare sul mercato nuove compagnie per garantire i collegamenti con Lampedusa, Linosa, Pantelleria, le Eolie e Ustica. "Si apre insomma al mercato il servizio azzerando tutti i contenziosi con il passato - spiega l'assessore Pizzo.  La variazione degli estimi è un passo fondamentale per potere affidare i nuovi collegamenti veloci integrativi con le isole minori". La gara per l'affidamento dei collegamenti sarà fatta dalla Regione e non più dal Ministero. Per siglare l’accordo l’appuntamento è stato fissato per venerdì prossimo.

Santa Marina Salina. L'Antenna a mare la vince Gianluca Re

Si è tenuta a Santa Marina Salina la tradizionale Antenna a mare. Vincitore dell'edizione edizione 2015 è stato Gianluca Re
Nella foto di Marco Miuccio, l'antenna a mare e il vice-sindaco Domenico Arabia in procinto di finire in acqua

Sale del museo come saune. Visitatori si lamentano

Visitare il museo di Lipari è, in questi giorni estivi, una vera e propria impresa. Stavolta non parliamo di problematiche legate all'apertura ma, piuttosto, come ci segnalano diversi turisti, al gran caldo che vi è nelle sale. La forte calura fa praticamente "scappare" i visitatori che non riescono a godere appieno del patrimonio storico-culturale esposto.
Pensare al posizionamento di condizionatori, è possibile?

"La storia delle Eolie" conosciamola attraverso lo storico Giuseppe La Greca. 13 Luglio 2006 : Yacht killer

13 luglio 2006
Yacht killer

La storia. Sono le 16,30 del 13 luglio 2006. Tempo splendido, visibilità perfetta. Un Yacht bianco, lunghezza fuori tutto 15 metri o più, dalle linee moderne, avanza a velocità regolare lungo le stretto si dirige verso Vulcanello, davanti alla costa del complesso «Baia Fenicia». A 80 metri di distanza, sulla terrazza di un residence, l’ingegnere Sergio C., assieme alla moglie, sta osservando il panorama. Compare il grande motoscafo, di nome forse Nabila, Nabilia, Marbella o qualcosa di simile. «Erano appena iniziate le vacanze - racconta - e stavo osservando l’ambiente marino, quando compare all’orizzonte quello scafo». L’ingegnere sente il rombo dei motori che, all’improvviso, si avvitano in una brusca e marcata decellerazione; incuriosito, osserva la scena concitata e misteriosa che segue. Un pugno di secondi. Tre persone, tre uomini, si precipitano in poppa e si sporgono per vedere cosa è successo. Passano uno, due minuti: «Non di più». Poi il frastuono sordo dei turbodiesel torna di nuovo ad assordare la baia, ancora più intenso. Il ribollire delle onde, i gorghi provocati da una manovra convulsa. In apparenza incomprensibile. Lo yacht, così, riparte a tutta velocità, verso il porto di Filicudi, lasciandosi alle spalle una scia insanguinata.
Sergio C. ha capito che è successo qualcosa di grave, corre in casa e afferra il suo binocolo. Controlla con attenzione, lentamente, quel tratto di mare. E capisce tutto: intravede un corpo, di schiena, avvolto dalla tuta, la boa bianca e rossa che segnala l’immersione di un sub. Semiaffondata, quasi spezzata. Scatta l’allarme. Un gommone della Capitaneria di Porto di Lipari si dirige verso Vulcanello. Dopo una mezz’ora di ricerche, guidate dal testimone, la salma del medico anestesista Mauro Falletta, 34 anni, sposato e padre di una bimba, viene recuperata e portata nel porto di Lipari, per l’autopsia. Nei giorni successivi prosegue la caccia al pirata e al suo yacht bianco lungo tra i 15 e i 18 metri che ha travolto e ucciso atrocemente il sub torinese. Alle ricerche partecipano attivamente un aereo della Guardia costiera proveniente da Catania e le motovedette della Cp e dei Carabinieri che hanno setacciato rispettivamente dall’alto e in ogni porto e in ogni anfratto il mare delle Eolie e della vicina costa tirrenica sicula. Nel tratto di mare dell’incidente, nei pressi del canale tra Vulcano e Lipari, è stato anche recuperato il fucile adoperato da Falletta per la caccia subacquea e quel che resta del pallone di segnalazione.
Scrive Sarpi sulla Gazzetta: “Il nome del natante killer, in base alle dichiarazioni di uni dei due preziosi testimoni che ha fornito tre importanti indicazioni sull’identità del mezzo, sarebbe in  mano agli investigatori. Questioni di pochi giorni, se non di ore, secondo i più ottimisti e il nome del responsabile del criminoso evento verrà fuori. Dovrà rispondere dei reati di omissione di soccorso ed omicidio colposo”.
Le previsioni ottimistiche del giornalista eoliano non si concretizzano, il grande yacht bianco sembra svanito nel nulla. Le ulteriori notizie vengono alla luce dopo oltre un anno.
I giornali del 1 agosto 2007 danno la notizia che è stata consegnata agli inquirenti di Barcellona P.G. una immagine sfocata, ma molto leggibile, di quello che potrebbe essere lo yacht-killer. La foto era stata scattata, per caso, da due turisti che, a bordo di una canoa stavano fotografando il panorama: in un angolo del fotogramma, piccola, compare la sagoma di uno scafo bianco con  strisce blu sulle fiancate. Il ponte alto. Data, ora, braccio di mare, coincidono al millimetro con il teatro della tragedia descritto da Sergio C., il supertestimone che è stato già più volte interrogato. Nella perizia di Daniela Trio e Filippo Santovito, disposta dai pm di Barcellona Pozzo di Gotto, quel segmento di foto è stato ripreso e rielaborato con tecniche diverse. Sono ricomparse immagini abbastanza chiare, che disegnano linee e caratteristiche forse riconoscibili dagli occhi, per esempio, di un vero esperto di nautica. I tecnici hanno così ricostruito le linee del quadrato di poppa e di parte della prua con una notevole precisione. Leggibili anche i profili del ponte di comando e delle strutture della parte anteriore dello scafo. Ma c’è ancora da lavorare.
I carabinieri dei Ris di Roma stanno ancora esaminando le cellule telefoniche della zona. Vogliono ricostruire il traffico di quei minuti cruciali del 13 luglio 2006. Obiettivo, risalire ai titolari delle Sim. Non sarà facile. «Ma non sarà tralasciato nulla», promettono gli inquirenti. Che hanno iniziato un faticoso censimento, su tutti i registri navali italiani, delle imbarcazioni con caratteristiche e nomi simili alla barca assassina. Nessuno si nasconde le difficoltà. negli anni successivi gli ufficiali della Capitaneria riuscirono a individuare il laboratorio grafico dove venivano realizzate le scritte in acciaio inox, incollate sulle fiancate alle imbarcazioni da diporto della zona. Fu individuata la fattura relativa a un «Aicon» identico alla barca assassina. I dipendenti , dopo molte reticenze, e anche bugie, finalmente confermano di avere eseguito, a suo tempo, quell’ordine. Una serie di Aicon, destinati ad essere noleggiati nei porti arabi, erano stati tutti battezzati con nomi arabi: Tahira, Jamila, Kamila. Ma del Nabila, nessuna traccia.
Il giallo si risolverà nel corso del marzo 2013 quando i giornali danno notizia che è stata individuata l’imbarcazione. PA 2651 D. Sarebbe la targa del motoscafo d’altura, anni di indagini, difficilissime, e alla fine il pm della procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha iscritto undici persone nel registro degli indagati, tutte imputate di omicidio colposo aggravato, favoreggiamento e falsa testimonianza.
I cellulari di due degli indagati, sarebbero stati «agganciati» dalla cella telefonica di Vulcano.

Fuga verso Milazzo
Secondo gli investigatori della Capitaneria di Lipari, il grosso natante, dopo l’incidente, invece di fermarsi e di tentare di soccorrere la vittima, dopo una sosta di pochi minuti, ripartì a tutta velocità e si diresse verso il porto di Milazzo. Gli armatori l’avrebbero immediatamente riportata a secco, il nome cancellato e sostituito e poi di nuovo noleggiata, con nuovi documenti e identità. Sette anni di indagini, in un clima di omertà, tra silenzi, documenti spariti, fatture contraffatte, amnesie parziali e totali.
Giustizia? Nessuna!

Il processo si è risolto con un clamoroso epilogo: prescritto.

giovedì 16 luglio 2015

Domani, Messa in suffragio di Saverio Camporeale

Una S. Messa in suffragio di Saverio Camporeale nel sesto anniversario della sua dipartita sarà celebrata da Mons. Gaetano Sardella domani, venerdì 17 luglio, alle ore 19, nella Chiesetta della Madonna del pozzo. Saranno presenti la moglie Debbie e le figlie Francesca ed Almas.

Crocetta si auto-sospende. Ma l'intercettazione choc sulla Borsellino seconda la procura di Palermo "non esiste"

Il governatore siciliano si auto-sospende dalla sua carica dopo le polemiche per un'intercettazione, pubblicata dall'Espresso, nella quale il suo medico, Matteo Tutino, parlando di Lucia Borsellino afferma: "Va fermata, va fatta fuori come suo padre". Parole che Crocetta dice di non aver sentito. E il legale di Tutino, che nel frattempo è stato arrestato per truffa, sostiene di non averla mai pronunciata. Ma sul governatore scoppia la bufera con il Pd che ne chiede le dimissioni e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi chiamano la Borsellino per manifestarle la loro solidarietà. Intanto Beppe Grillo lancia sui social l'hashtag #CrocettaDimettiti. Il presidente del Senato Pietro Grasso, parla di "parole schifose".
"Agli atti dell'ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa tra il governatore Crocetta e il dottor Matteo Tutino". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi.
"I carabinieri del Nas - ha aggiunto Lo Voi - hanno escluso che conversazioni simili siano contenute tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione nei confronti di Tutino".
La Procura ha specificato di avere fatto ricontrollare tutte le registrazioni relative all'inchiesta su Tutino, il medico agli arresti domiciliari per truffa, sia dai Pm titolari dell'inchiesta che dai carabinieri del Nas. Lo Voi ed il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che ha coordinato l'indagine, hanno sottolineato che nelle carte e negli atti della Procura di Palermo non esiste alcuna telefonata in cui Tutino avrebbe detto a Crocetta riferendosi all'ex assessore alla Sanità Lucia Borsellino: "Questa va fatta fuori come il padre". 



Lo Schiavo (Marevivo) scrive al sindaco sullo smaltimento dei rifiuti a Ginostra

Sig. Sindaco Comune di Lipari
e p.c. S.E. Prefetto di Messina
Presidente Circoscrizione Stromboli
Comandante Circomare Lipari
Oggetto: problematiche smaltimento rifiuti a Ginostra – isola di Stromboli


Egregio sig. Sindaco,
in qualità di Primo Cittadino Lei darebbe mai disposizioni per posizionare, nei mesi estivi, un maleodorante compattatore di rifiuti sul pontile di Scari a Stromboli, o di Panarea, o di Marina Lunga a Lipari…, proprio dove poggia il portellone delle navi di Linea, nonché a meno di venti metri dall’imbarcadero degli aliscafi?!? Sì proprio nel punto esatto dove i turisti in visita nelle nostre isole mettono piede a terra?!?
Era il lontano 9 giugno del 2012 quando  in occasione della sua prima (ed unica) visita ufficiale nella frazione di Ginostra, prima ancora che potesse raggiungere il locale dove avrebbe incontrato gli abitanti, Le venne prospettata l’annosa questione dello smaltimento dei rifiuti … a distanza di oltre tre anni la risoluzione di quel problema non è mai stata efficacemente pianificata, programmata, finché si è giunti all’emergenza!
Nella mattinata dello scorso martedì 14 c.m. è stato effettuato un sopralluogo congiunto (di cui pochi… avevano notizia) da parte di un rappresentante del Comune di Lipari, degli uomini del Circomare Lipari, di operai della ditta appaltatrice, cui ha partecipato anche un gruppetto di appena otto abitanti accorsi, sotto il sole cocente, per discutere del posizionamento in ambito portuale di un compattatore in cui conferire giornalmente i rifiuti.
Dopo un’ampia discussione, che ha raggiunto in certi momenti toni accesi ed esasperati, fra i pochi presenti, ed in maniera affatto condivisa, è prevalsa la scelta di collocare il suddetto mezzo in maniera permanente sulla testata del pontile da dove dovrà essere imbarcato, ed immediatamente sostituito, sulla nave dei rifiuti che passerà da Ginostra, mare permettendo, e dunque nella migliore delle ipotesi, due volte alla settimana
Tale soluzione presenta a mio modesto avviso una serie di indubbi vantaggi che mi permetto di elencare anche volendo rivendicare il decennale impegno in tal senso dello scrivente: 
1- si libera lo scalo storico del “Pertuso” e l’adiacente “piscinetta” per i bambini da quella vergognosa catasta di sacchi emananti odori nauseabondi lasciati per giorni\settimane alla mercé di topi, gabbiani, insetti; 
2- si abolisce l’assurdo, inefficace, inefficiente e probabilmente illegale servizio di trasporto rifiuti a mezzo barca da Ginostra al porto di “Scari”; 
3- si pone fine ai disagi degli abitanti di Stromboli che per anni hanno dovuto “sopportare” la vista ed il putrido olezzo di quell’ulteriore carico di rifiuti proprio sulla banchina di “Scari” dove giornalmente sbarcano migliaia di turisti; 
4- si prevengono piccoli disastri ambientali derivanti dal trascinamento in mare di decine di sacchi in occasione di violente mareggiate.
Resta tuttavia quel triste BENVENUTO  proprio accanto alla maiolica che ricorda a chi sbarca dai mezzi di linea di essere arrivato a “Ginostra patrimonio dell’Unesco”.
Alla luce di quanto esposto in maniera precisa ed oggettiva, e non subdola e fuorviante, ritengo che certamente la soluzione individuata non possa essere definita un “miglioramento” e che comunque, seppur momentanea, rappresenti un’umiliazione, un ennesimo sacrificio imposto, che probabilmente ancora una volta la comunità ginostrese saprà sopportare, nell’auspicio di una definitiva risoluzione della problematica che non può prescindere dalla realizzazione con materiali locali di un piccolo spazio, opportunamente mimetizzato, sotto (e non sopra come qualche mente labile ha suggerito) il muraglione del sito denominato “u fossu a cauci”.
Sempre in tema di rifiuti mi permetto infine di volere sollecitare ancora una volta la bonifica della discarica a cielo aperto adiacente il cimitero di Ginostra nonché lo storico sentiero (seppur ormai abbandonato) per la scalata allo “Stromboli”.
A tal proposito mi permetto di rilevare che - probabilmente da diversi lustri - il Comune liquida ogni semestre al proprietario circa 1.150,00 € per l'affitto del terreno area di stoccaggio RSU: non si potrebbero utilizzare tali somme per la rimozione e il trasporto delle migliaia di bottiglie di vetro e plastica in idoneo sito?
Sperando di poterLa presto incontrare a Ginostra insieme a tutta la comunità, per un confronto leale e costruttivo, Le porgo i più cordiali saluti.
prof. Riccardo Lo Schiavo