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mercoledì 10 settembre 2025

Alicudi: Si riprova ad eradicare le capre inselvatichite

 E’ in corso, da stamattina, ad Alicudi una operazione di eradicazione delle circa 500 capre inselvatichite (a fronte di un centinaio di residenti) che stanno devastando il territorio, mettendo a rischio anche la pubblica incolumità: ad attuarla è la Forestale sbarcata sull’isola con una propria squadra con l’obiettivo, per primo, della realizzazione di recinti, dove catturare questi animali.  I forestali si fermeranno ad Alicudi fino a giovedì per, poi, farvi ritorno domenica sera. 

Se tutto procederà come da cronoprogramma già da lunedì un buon numero di capre saranno trasferite nell’apposito spazio, realizzato, lo scorso anno, vicino all’acquedotto. 

Martedì su un mezzo gommato, adibito al trasporto animali, le capre saranno trasferite in una azienda siciliana. 

Sin in qui quello che si intende attuare, ma anche gli addetti ai lavori non nascondono che si tratta di un programma che presenta molte incognite.

Un precedente tentativo di eradicazione era fallito per la rinuncia della ditta incaricata. 

Per Ginostra, dove le capre inselvatichite, sono oltre 2000, per il momento, tutto tace o, perlomeno, si dovrebbe procedere come ad Alicudi ma, concretamente, si  risolverà il problema? Sperare non costa nulla ma la realtà e tutt'altra cosa...speriamo di essere smentiti

Divorzio a sorpresa tra Ferrara e il Lipari (Dalla Gazzetta del sud del 9 settembre 2025)


 

Buon compleanno a...

...Jessica Zanca, Franco Muscara', Monica Casamento, Luigi Zagami, Francesco Fonti, Elisa Giaquinta, Gabriele Riganò, Graziellaa Falanga, Christian Corrieri, Daniele Quadara


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Capre a Ginostra. Mario Lo Schiavo si appella al Prefetto, al ministro Piantedosi e alla Procura della Repubblica

A  S.E. il Prefetto di Messina
e p.c.

Al Sig. Ministro dell’Interno, On. Matteo Piantedosi – Roma

Al Sig. Procuratore della Repubblica – Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

Eccellenza, 

Mi rivolgo a Lei in quanto, all’età di 83 anni e in condizioni di salute già precarie, mi trovo costretto quotidianamente a fronteggiare la presenza di caproni del peso di circa 80 kg, dotati di corna lunghe oltre mezzo metro, che si introducono nelle mie terrazze. 

Questa situazione, oltre a rappresentare un serio pericolo per la mia incolumità fisica, è ormai insostenibile e nota da tempo.

Le chiedo, con rispetto ma con fermezza, di voler intervenire con la massima urgenza e in via definitiva per risolvere il problema, onde evitare che un simile disagio possa avere conseguenze tragiche per la mia salute, già fortemente compromessa.

Non aspettate che ci scappi il morto. 

Ringrazio anticipatamente per l’attenzione e resto in attesa di un riscontro.

Con osservanza,

Mario Lo Schiavo

Tratte marittime statali alla Regione: L'intervento dell’onorevole Tommaso Calderone, presidente della commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità

 Si apprende la notizia della cessione da parte dello Stato in favore della Regione Siciliana della gestione diretta delle tratte marittime verso le Isole minori.

Auspichiamo che tale iniziativa possa costituire un primo passo verso la risoluzione di una problematica grave e complessa, quale il trasporto verso le isole minori.

Infatti, da quanto è dato sapere, i collegamenti di continuità fra la Sicilia e le Isole minori sono regolati da una convenzione fra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la società SNS SCpA. Detta richiamata convenzione prevede che, ogni tre anni, si proceda alla verifica delle condizioni di equilibrio finanziario, il cui mancato rispetto potrebbe condurre alla riduzione delle attività sovvenzionate, alla rivisitazione degli assetti nautici ed alla modifica delle tariffe.

Posto che in esito al primo periodo di regolazione, valevole per il triennio 2016-2019, era seguito un procedimento di riequilibrio dal quale era emerso un deficit economicofinanziario pari a 18 milioni di Euro, per questo motivo venivano individuate delle misure di ripiano. 

Purtuttavia, ancorché operative dette misure, si registrava un’ulteriore fase di disequilibrio tale da condurre ad un successivo deficit pari a 38,6 milioni di Euro. 

È sulla scorta di dette ragioni che il MIT e la Regione Siciliana hanno deciso di trasferire la titolarità della convenzione alla Regione Siciliana con l'obiettivo di rendere più efficienti i servizi esistenti.

Si è venuto a conoscenza che vi sarebbe, per ovviare al problema deficitario, un probabile aumento delle tariffe con riduzione di alcuni servizi nonché di riduzioni sui CCNL del personale.

Risulta, peraltro, che entro il corrente mese di settembre, dovranno essere completate tutte le fasi per condurre alla modifica della convenzione, fra cui rileva la predisposizione dei report di vigilanza sui servizi in convenzione (effettuati nel 2024- 2025) a cura della regione Siciliana, oltre ad un dettagliato report con l’evidenza dei relativi effetti economici sul deficit registrato.

In attesa degli opportuni approfondimenti, monitoreremo con attenzione l’evolversi dell’iter amministrativo della cessione anche - e soprattutto - al fine di evitare che l’iniziativa assunta non comporti riduzione del servizio in termini di numero di corse e aumenti dei prezzi.

A tal fine prenderemo in considerazione di convocare in audizione l’Assessore Regionale alle Infrastrutture, nonché il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti – sen. Salvini – al fine di ottenere chiarimenti sulla vicenda de qua. 


Tra emozioni e applausi è sceso il sipario sulla IV edizione di Stromboli aerial week

Con un cielo carico di emozioni e applausi, cala il sipario sulla quarta edizione del Ritiro Internazionale di Discipline Aeree e Pole Dance, interamente ideato e organizzato a Stromboli da Ludovica Capodanno Curatolo con l’indispensabile aiuto di Salvo Guagliardo. 
Un appuntamento ormai imperdibile nel panorama artistico internazionale che, anche quest’anno, ha visto convergere sull’isola un cast totalmente estero e d’eccezione per l’insegnamento di tessuti aerei, cerchio, cinghie sospensione capillare e pole dance. 
Sono stati 80 i partecipanti da tutto il mondo che, tra natura selvaggia e scenari vulcanici, hanno preso parte a un’esperienza formativa e artistica intensa e coinvolgente, sotto la guida di insegnanti di fama internazionale. 
Un evento unico nel suo genere, che non solo valorizza le arti del movimento e della sospensione, ma che ha anche il merito di elevare Stromboli a meta privilegiata per le discipline aeree. L’isola, con la sua bellezza primordiale e il suo paesaggio mozzafiato, si conferma luogo ideale dove l’arte si fonde con la natura, in un connubio che incanta e ispira. 
La manifestazione è realizzata con il patrocinio della Pro Loco Amo Stromboli, di diversi enti istituzionali e di brand leader nel settore delle arti aeree e della pole dance, che ne sostengono lo sviluppo e ne riconoscono l’altissimo valore culturale e professionale. 
Alla guida di questa visione c’è Ludovica Capodanno Curatolo, anima creativa e mente visionaria dell’intero progetto. La sua capacità di unire professionalità, immaginazione e passione ha dato vita a un format che va ben oltre il semplice stage: un’esperienza immersiva dove arte, natura e comunità si incontrano in una dimensione poetica e potente. 
A suggellare la conclusione del ritiro, come da tradizione, la cerimonia di chiusura , quest’anno ispirata all’elemento del vento: “Lo Scrigno del Vento – Il Risveglio di Eolo”, un evento-spettacolo ormai divenuto leggenda sull’isola e ben oltre. Con oltre 400 spettatori accorsi ad assistere alla performance finale, il pubblico ha potuto ammirare un intreccio di acrobazie, musica e narrazione che ha celebrato il mito del vento e la forza della creatività umana. Un successo travolgente che conferma ancora una volta l’eccezionalità di questo appuntamento annuale. 
Con le sue corde tese verso il cielo e i suoi artisti sospesi tra sogno e realtà, Stromboli chiude questa edizione del ritiro lasciando nell’aria un’eco di bellezza e stupore. E già si guarda al futuro: la quinta edizione del ritiro è già confermata e si terrà dal 2 al 6 settembre 2026.

Viabilità, governo Schifani approva avviso da 55 milioni per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali

Sono 55 i milioni di euro che il governo Schifani destina alla manutenzione straordinaria delle strade provinciali in tutta la Sicilia. Nella riunione di Giunta di oggi pomeriggio è stato approvato l’avviso, predisposto dall’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità, con cui saranno finanziati i progetti esecutivi e immediatamente cantierabili presentati da Città metropolitane e Liberi consorzi. Viene così data attuazione a quanto previsto dall’art. 7 della legge regionale di variazioni di bilancio (n. 29/2025) approvata dall’Ars lo scorso agosto.


«Su input del mio governo - sottolinea il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani - gli uffici del dipartimento Infrastrutture, mobilità e trasporti hanno celermente lavorato per predisporre un avviso di fondamentale importanza per la viabilità isolana. Il nostro obiettivo è ripristinare l’efficienza delle arterie viarie, spesso interrotte o accidentate a causa di frane e smottamenti, restituendo condizioni di sicurezza e percorribilità ai collegamenti, dando priorità alle strade che collegano Comuni appartenenti alle aree interne».

«Abbiamo accelerato - afferma l’assessore alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Aricò - per finalizzare una disposizione normativa che va incontro alle necessità dei territori. Vogliamo finanziare più progetti possibile, ripartendo le risorse tra i nove ambiti provinciali dell’Isola, in considerazione di due criteri: per il 50% la popolazione residente e per l’altro 50% l’estensione chilometrica della rete viaria provinciale di ogni ambito».

In base a tali parametri questa la distribuzione dei plafond per ciascuna realtà territoriale: Agrigento (4,7 milioni), Caltanissetta (4,5), Catania (9,7), Enna (3,2), Messina (7,2), Palermo (11,4), Ragusa (3,8), Siracusa (5,5), Trapani (4,6).

Le richieste potranno essere presentate dal 15 settembre e non oltre il 15 ottobre, via pec indirizzata a dipartimento.infrastrutture@certmail.regione.sicilia.it.

Oggi, 10 settembre: San Nicola da Tolentino

I suoi genitori, pii cristiani e senza figli, fecero un pellegrinaggio a S. Nicola di Bari per ottenere di avere un figliuolo. E l'anno 1245 a S. Angelo, presso. Fermo, nasceva loro il piccolo Nicola, così chiamato in ossequio al Santo pugliese.

Fin dai primi anni ebbero cura di infondergli sentimenti cristiani, e Nicola crebbe buono, ubbidiente, mortificato: lo Spirito Santo lavorava in quell'anima innocente; più volte occorse ritrarlo dalla preghiera e frenarlo nella mortificazione e nella liberalità verso i poveri.


Assisteva e serviva volentieri la S. Messa; ascoltava la parola di Dio e studiava le cose sacre.

Quando incominciò a studiare fece rapidi progressi nella scienza, onde i genitori gli provvidero un canonicato nella chiesa del SS. Salvatore a Tolentino. Un giorno nella chiesa, udì un religioso di S. Agostino che predicava sulla vanità del mondo e ripeteva quel passo del Vangelo: « Cosa giova all'uomo guadagnare tutto il mondo se poi perde l'anima sua? » e l'altro: « Chi vuol essere mio discepolo, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua ». Nicola non attese altro: subito fece domanda di essere ammesso tra i figli di S. Agostino in quella città. Fu accettato, prese l'abito religioso, e dopo un anno di noviziato si consacrò al Signore mediante i santi voti religiosi: aveva 18 anni. Nel convento riconfermò il proposito che fin da piccolo si era prefisso: rinnegare se stesso. Perciò si stimava l'ultimo dei fratelli e cercava sempre gli uffici più umili, contento quando poteva eseguire la volontà altrui, e rinunziare alla sua, Durante gli studi fu mandato in vari conventi del suo Ordine e a Cingoli fu ordinato sacerdote.


Di qui comincia una nuova era per il nostro Santo. Quando si trovava all'altare, la sua faccia si infiammava d'amore e abbondanti lacrime sgorgavano dai suoi occhi. Le segrete comunicazioni della sua anima con Dio all'altare ed al confessionale gli facevano gustare anticipatamente le delizie della beatitudine celeste. Più tardi si recò a Tolentino ove passò i suoi ultimi anni. Predicava quasi tutti i giorni e le sue prediche producevano frutti meravigliosi. Nessuno poteva resistere alla forza e alla dolcezza dei suoi discorsi sia pubblici che privati. L'amore che portava a Dio infiammava talmente il suo cuore che sovente fu visto piangere sul pulpito.

Fu favorito di doni celesti ed operò molti miracoli. Nel 1305, il 10 settembre, dopo essere stato tribolato da una lunga malattia, morì all'età di 60 anni, pieno di virtù e di meriti.


PRATICA. Facciamo bene oggi i nostri doveri religiosi.

PREGHIERA. O Signore, che vi degnaste chiamare alla santità il vostro servo Nicola, fate che anche noi, obbedendo alla vostra volontà, possiamo entrare nella gloria del Paradiso.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Tolentino nelle Marche, san Nicola, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, che, dedito a una severa astinenza e assiduo nella preghiera, fu severo con se stesso, ma clemente con gli altri, e spesso imponeva a sé le penitenze altrui.

I PANI BENEDETTI DI SAN NICOLA

Fin dal principio delle lotte col demonio San Nicola fu. soggetto a numerose malattie; era, a poco a poco, consumato da infermità ch'esso attribuiva alle malignità e agli inganni di Satana. In una di questa malattie, la Vergine gli apparve e gli ordinò di prendere del pane fresco e di intingerlo nell'acqua, se voleva riacquistare la salute. Tale è l'istituzione dei pani di San Nicola. I miracoli che furono compiuti per mezzo del pane benedetto si moltiplicarono talmente, dopo la morte del Santo, che Papa Eugenio IV prescrisse, per la benedizione, una formula speciale. Più tardi, nel 1622 la Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari dichiarò che soltanto gli Eremiti di Sant'Agostino godessero il privilegio di benedire e distribuire ai fedeli il pane miracoloso.

Per mostrare quante grazie sono da ciò derivate è opportuno conoscere uno dei fatti più importanti, che riempì di ammirazione tutta la cristianità. Negli anni 1601 e 1602 una peste violenta devastava la città di Cordova. Dopo tredici mesi il flagello era divenuto sterminatore. Fu allora che Giacomo di Vargas y Caravajal, governatore di Cordova, decretò di portare solennemente la statua di San Nicola all'Ospedale di San Lazzaro, dove giacevano, infermi di peste, migliaia di persone. La cerimonia ebbe luogo il 7 giugno: il governatore, il Senato, ventiquattro deputati, si recarono ad ascoltare la Santa Messa all'altare del Taumaturgo nella chiesa degli Agostiniani, e, quando ebbe termine il Santo Sacrifizio, con la torcia in mano, seguirono processionalmente la statua di San Nicola. Ai due fianchi di essa erano portate ceste di pane benedetto, destinato agli ammalati. Il Priore del convento e tutti i religiosi presero parte all'imponente corteo che si fermò dinanzi al Monastero di Nostra Signora del Carmelo. Il Padre Giovanni di Navas, dell'Ordine di San Francesco, confessore dell'ospizio, rivestito dei paramenti sacri, e sorreggendo un Crocefisso, stava sulla porta per riceverlo. Tutti gli ammalati che avevano potuto alzarsi, facevano corona, ad una certa distanza dal popolo per causa del contagio. Il corteo si fermò: un padre agostiniano presa la statua del Santo, andò ad inginocchiarsi davanti al francescano che reggeva il Crocefisso, mentre tutti i fedeli, in ginocchio, imploravano soccorso. Allora il religioso Agostiniano innalzò l'immagine di San Nicola. Nel momento che il volto del Santo arrivò all'altezza dei piedi del Crocefisso, alla presenza di tutto il popolo, fu operato il prodigio: la statua sì animò e baciò i piedi del Salvatore, mentre la grande folla commossa fino alle lagrime, invocava ad alta voce l'aiuto del 'auto. La statua fu di nuovo avvicinata al Crocefisso, ed allora apparve una meraviglia ancor più sublime; si vide il Salvatore staccare le braccia dalla Croce ed abbracciare, con infinita tenerezza, il volto del suo Servo glorioso. L'entusiasmo fu al colmo; si distribuì a tutti il pane benedetto, ed il protettore di Cordova fece tornare nell'animo di ognuno la più viva speranza. La moria cominciò a decrescere e, in meno di un mese, scomparve del tutto; le guarigioni si succedevano numerose, mangiando od applicando i piccoli pani benedetti. Tutti questi miracoli, e mille e mille altri, diffusero prodigiosamente la devozione al pane benedetto dì San Nicola; ed ancor oggi continua la potenza data da Dio al grande Taumaturgo, quella potenza per la quale: Tutte le genti Te cantan Nicola, l'innalzan le città carmi devoti, — scioglie il fanciullo in sua dolce parola — E lodi e voti.

Buongiorno...così!


 

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martedì 9 settembre 2025

I ringraziamenti delle famiglie Mandarano e Biviano


 

"SUNSET LIVE MUSIC", A TENUTA DI CASTELLARO (LIPARI) CONCERTI AL TRAMONTO TRA LA VIGNA E IL MARE: IL PROGRAMMA

 

Nel cuore della vigna “Anfiteatro”, un palcoscenico naturale sulle isole di Alicudi, Filicudi e Salina, la musica dal vivo si fonde con i colori del tramonto: in programma, dal cantautorato siciliano contemporaneo di Brando Madonia, alle evocazioni cinematografiche di Lina Gervasi, passando per l’eleganza di Domenico Quaceci, il fascino acustico di Luca Madonia e le melodie neoclassiche di Galactica


Quando il sole comincia a calare e l’aria profuma di vigna e salsedine, la luce si adagia lenta sui filari della Tenuta di Castellaro, tingendo di oro le isole di Alicudi, Filicudi e Salina. È qui, nella vigna “Anfiteatro”, adagiata sulla scogliera come un palcoscenico naturale sospeso tra cielo e mare, che prende vita la magia di Sunset Live Music.

Dal 17 luglio all’11 settembre, ogni giovedì sera, la musica dal vivo sopra ogni rumore del mondo e il vento tra i filari accompagneranno gli spettatori in un’esperienza intima e irripetibile.

A raccontarne il senso più profondo è Massimo Lentsch, che ha dato origine alla cantina nel 2005: “Abbiamo immaginato questo luogo come un punto d’incontro tra paesaggio e musica. La nostra vigna Anfiteatro non è solo un terreno coltivato, ma un’arena naturale che accoglie emozioni. Qui, dove la vista si perde nel mare e l’energia della terra si respira tra i filari, la musica trova uno spazio puro, autentico. Sunset Live Music è il nostro modo per celebrare l’armonia tra l’uomo e la natura”.

In uno scenario mozzafiato – sottolinea Sergio Zinna, direttore artistico della rassegna - dove lo sguardo abbraccia le isole di Alicudi, Filicudi e Salina e il tramonto colora ogni cosa di meraviglia, prende vita una rassegna di concerti pensati per fondersi con il paesaggio: nove compositori e musicisti tra neo-cantautorato, musica neoclassica e jazz contaminato”.

Il programma, che si è aperto giovedì 17 luglio con Brando - Madonia e che ha visto di scena il 24 luglio Lina Gervasi e il 31 luglio Domenico Quaceci  prosegue con questi appuntamenti: 

Il 7 agosto, alle 19 e 56, il concerto di Mario Incudine “Canzoni scordate”

L’autore propone uno spettacolo intimo, lieve e poetico che attinge alla musica tradizionale per proiettarsi in uno spettacolo moderno in cui la radice della tradizione siciliana si fa viva e ricca di spunti creativi.
È “Canzoni scordate”, un viaggio musicale emotivo che parte dalle canzoni tradizionali, le serenate, i riti della Settimana Santa, i canti dei migranti, quelli di lavoro e le novene che Incudine fa risuonare in chiave contemporanea con arrangiamenti minimalisti che esaltano la vocalità e la profonda musicalità e comunicabilità della lingua siciliana.
Il repertorio è composto da canzoni “scordate”, nei campi di grano della Sicilia, nelle chiese di campagna. Sono canzoni “scordate” anche nel senso musicale del termine, poco accordate, di quelle suonate dai barbieri, dai contadini, da musicanti improvvisati, da cantori poco intonati, ma che conservano tutta l’anima della Sicilia.
Ne viene fuori un concerto di teatro-canzone, dove Incudine canta e racconta, narra e improvvisa aneddoti, dialoga con il pubblico su una scena a luci basse, lontano dal suo abituale sound dirompente che ha conquistato le piazze, e che adesso cala la voce sussurrando all’orecchio dello spettatore per portarlo dentro i vicoli della Sicilia di ieri e di oggi.

Il 14 agosto alle 19.56, il concerto di Galactica - ovvero Isabella Libra, pianista e compositrice e Giovanni Caruso, percussionista, entrambi docenti al Conservatorio V.Bellini  di Catania - propone un viaggio sensoriale attraverso i suoni dell’universo, intrecciando melodie neoclassiche con improvvisazioni sperimentali.

Il 21 agosto alle 19.46, il Rosario Di Leo Trio offrirà con “Homotempus” un intreccio di jazz e suggestioni neoclassiche, tra piano, contrabbasso e violoncello.

Il 28 agosto alle 19.36, Luca Di Stefano, giovane rivelazione di America’s Got Talent, emozionerà con “19”, performance voce e chitarra dal cuore soul. Il 4 settembre alle 19.26, Damiano Davide e Cecilia Costanzo proporranno “Musica dal Silenzio”, un dialogo rarefatto tra pianoforte e violoncello, che inizia e si dissolve nel silenzio.

La rassegna si chiude l’11 settembre alle 19.15 con il Bloom Trio, che intreccia jazz americano, soul ed elettronica in una formula ricercata ed elegante.


Gli spettacoli iniziano un’ora prima del tramonto
. I biglietti sono acquistabili su visit.tenutadicastellaro.it. Il pubblico potrà vivere un’esperienza completa prenotando anche la cena al Castellaro Bistrot, per scoprire il menù dello chef Giacomo Caravello, un tributo alla biodiversità dell’arcipelago eoliano. In caso di maltempo, i concerti si terranno al coperto, nella suggestiva barricaia della Tenuta.

Tenuta di Castellaro

Lì dove il sole cala a picco sul mare e si trasmette la millenaria tradizione della coltivazione ad alberello, sorge su terreno vulcanico Tenuta di Castellaro, un monumento dedicato alla natura, alla cultura, all’architettura. Il progetto enologico, strettamente legato all’ambito storico e paesaggistico, racconta un territorio unico come quello di Lipari, la principale delle isole Eolie.  Sono 24 ettari vitati per circa 70mila bottiglie l’anno e una moderna cantina all’avanguardia, oltre a un wine resort e al parco geominerario delle Cave di Caolino, ripulito e bonificato per metterlo a disposizione della collettività: Tenuta di Castellaro è una realtà unica e articolata, che vive da sempre un approccio naturale alla viticoltura, utilizzando protocolli biologici e vegan. Il fascino selvaggio di questo angolo di mondo, incontaminato, remoto e magnetico ha stregato la famiglia bergamasca Lentsch, che nel 2005 ha deciso di intraprendere un grande progetto vitivinicolo e paesaggistico: preservare, valorizzare e far conoscere la bellezza di questo luogo, custodendone le tradizioni e le peculiarità, dando vita a vini realizzati da uve autoctone isolane, a partire dalla Malvasia delle Lipari e il Corinto Nero, che siano puro estratto di un territorio.

Stromboli, gli eventi dedicati alle danze aeree incantano il pubblico. L'articolo di Salvatore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 9 settembre 2025


 

Isole minori, le tratte marittime alla Regione. L'articolo di Salvatore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 9 settembre 2025