Nato appunto a Pavia nella nobile famiglia Beccari (o de Beccaria) nei primi decenni del sec. XII, Lanfranco fu consacrato Vescovo della sua città da Papa Alessandro III. La ricostruzione della sua biografia si deve in prima istanza al suo successore nella Cattedra episcopale, Bernardo che scrisse, poco dopo la sua morte, una "Vita Lanfranci": nella quale sono riportati, letteralmente, vita, morte e miracoli del futuro Santo. Da questo scritto e da numerosi altri contributi bibliografici emerge la figura carismatica di Lanfranco: amabile con i buoni, ma energico con i cattivi, pio, caritatevole e di vita esemplare. Difensore del potere della Chiesa in un periodo in cui si verificavano spesso controversie tra Papato e Autorità laiche, tra Guelfi e Ghibellini Egli difese con forza le proprietà e le prerogative ecclesiastiche e per questo motivo risultò presto inviso ai Consoli che governavano il Comune di Pavia, finendo per essere svillaneggiato e angariato da un certo numero di influenti cittadini pavesi. La situazione arrivò a una gravità tale che il Vescovo fu costretto a lasciare Pavia e a recarsi a Roma, ove trovò conforto e sostegno da parte del Papa. Ritornato a Pavia, ma ormai stanco di lottare, si ritirò nel monastero vallombrosano, allora ancora detto del S. Sepolcro (nei pressi della città ma non entro le sue mura), dove morì il 23 giugno (forse) del 1198, come appare da una lettera di Innocenzo III del 8 agosto di quell'anno.
La fama di santità di Lanfranco si diffuse rapidamente attraverso il territorio pavese e dei dintorni, anche in funzione dei numerosi miracoli subito attribuiti al Vescovo. Leggendo il piacevole libro di Vittorio Lanzani "Cronache di Miracoli. Documenti del XIII secolo su Lanfranco Vescovo di Pavia" si può constatare, non solo che già il successore Bernardo fece registrare, con atto notarile, ben 40 casi riconosciuti come miracolosi, ma anche come alcuni di questi eventi abbiano davvero un carattere di grande originalità. Insieme alla registrazione di guarigioni o scampati pericoli si trovano infatti almeno tre testimonianze di prigionieri liberati in seguito ad eventi prodigiosi verificatisi dopo che questi avevano elevato invocazioni al Santo. Alcuni dei documenti notarili dell'epoca sono ancora reperibili negli archivi pavesi e riportano le dichiarazioni dei protagonisti e di numerosi testimoni dei fatti citati.
Nel febbraio del 1202 il giovane Giovanni Boglario si trova detenuto per "carcerazione a lunga durata e coartazione con ceppi di ferro a mani e piedi. Nulla viene detto sul reato così punito, ma si registra il fatto che il prigioniero, "soffrendo molto per i ceppi di ferro", aveva invocato l'aiuto di S. Lanfranco: facendo voto di servizio perpetuo nel Convento del S. Sepolcro qualora fosse stato liberato dalle catene. Nella notte seguente il ragazzo sogna S. Lanfranco e al risveglio si trova libero dai ceppi, anche se questi giacciono a terra perfettamente chiusi. Le guardie, ovviamente, non credono subito al miracolo e sospettano un tentativo di evasione, ma i controlli alle cavigliere e alle manette di ferro confermano la loro regolare chiusura e l'assenza di segni di effrazione. Con l'intervento del Vescovo Bernardo, Giovanni viene quindi graziato e può continuare la sua vita al servizio della chiesa ora intitolata a S. Lanfranco.
In data 1 giugno 1202 Uberto Verri riesce ad evadere dai sotterranei del carcere e fugge salendo verso la Torre di Porta di Palazzo, dove incontra però un manipolo di guardie che lo riacciuffano. Nella concitazione del momento, per quanto i carcerieri avessero promesso di non far del male al prigioniero, uno degli sgherri pugnala il malcapitato, che viene riportato in cella sanguinante e ormai in fin di vita. Nella sua disperazione Uberto invoca S. Lanfranco e la mattina dopo si ritrova risanato e con la ferita ormai cicatrizzata. Sono le stesse guardie, tra cui il responsabile dell'accoltellamento, a testimoniare l'evento miracoloso.
Il fatto più eclatante si verifica comunque nell'ottobre del 1203. La carretta che porta i condannati a morte verso la forca, per l'impiccagione, trasporta due condannati: uno di essi è Alberto da Novara, giudicato colpevole di "molti gravi peccati e misfatti". Questi comincia presto a proclamare pubblicamente il suo pentimento per i reati commessi e ad invocare l'aiuto di San Lanfranco di fronte alla morte. Dopo la regolare impiccagione del primo condannato, si passa a sistemare la corda al collo di Alberto, che da parte sua continua a pregare. La botola si apre, l'impiccato resta appeso per il collo, ma la morte non sopraggiunge. Anzi, egli continua ad elevare preghiere ad alta voce. Al boia e ai suoi aiutanti non resta che liberare il condannato in modo da verificare la corda e controllarne l'efficienza. Per altre due volte si tenta di impiccare Alberto, persino cercando di tirare il malcapitato per le gambe in modo da facilitarne il soffocamento, niente da fare: l'impiccato mancato continua ad elevare preghiere e ringraziamenti a S. Lanfranco. Di fronte all'evento prodigioso non resta quindi alle Autorità civili che adeguarsi a concedere la grazia già data dal Potere Divino.
A questi fatti si può associare un ultimo evento prodigioso dovuto a San Lanfranco. Questo è documentato nel bassorilievo scolpito sulla destra dell'Arca che conserva il corpo del Santo tumulato nella chiesa: "La giovane Gelasia, condannata con la falsa accusa di aver avvelenato il fratello, esce salva dal rogo".
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martedì 23 giugno 2026
Oggi, 23 giugno: San Lanfranco Beccari
lunedì 22 giugno 2026
Dissalatori, il Comune non si ferma. Notificata immissione in possesso
LIPARI, Giugno 22 ANSA - Nonostante le forti proteste di cittadini, comitati civici, associazioni e organizzazioni ambientaliste — tra le quali spicca Italia Nostra — il Comune di Lipari tira dritto sul progetto per la realizzazione dei nuovi dissalatori. Oggi l'Ente ha notificato, ufficialmente, tramite posta elettronica certificata ai proprietari dei terreni interessati, l'immissione in possesso d'urgenza delle particelle catastali individuate per l'impianto di Filicudi. Secondo quanto si apprende, nelle prossime ore un'analoga notifica dovrebbe essere recapitata anche ai proprietari delle aree individuate per le strutture previste a Panarea e ad Alicudi. A questo punto sembra sempre più probabile, considerando i tempi ristretti per non perdere i fondi del Pnrr, che nel fine settimana, al massimo lunedì, potrebbe essere sancito l’inizio dei lavori.
L'avvio delle notifiche ai proprietari terrieri di Filicudi sta tuttavia alimentando un profondo malcontento tra la popolazione locale. (ANSA)
Domani seconda proiezione per "Racconti d'estate - cinema in piazza" del Magazzino di Mutuo Soccorso Eolie
Secondo appuntamento con la rassegna estiva del Magazzino di Mutuo Soccorso Eolie con "Springsteen – Liberami dal nulla" di Scott Cooper.
Emergenza idrica a Lipari, cittadini invocano l'applicazione della Costituzione. L'Ansa del direttore Sarpi
Alla radice dell’emergenza vi sono le prestazioni del dissalatore isolano: dall'1 gennaio 2026 a oggi, i quantitativi erogati sono inferiori di circa 70.000 metri cubi rispetto agli anni passati.
Per fronteggiare la carenza, il sindaco Riccardo Gullo ha richiesto con urgenza al Dipartimento dell’Acqua della Regione l’invio straordinario di navi cisterna, ma le risposte risultano ad oggi del tutto insufficienti a colmare il vuoto.
Di fronte allo stallo istituzionale, la protesta si sposta sul piano del diritto costituzionale. A nome della comunità, il commercialista ed ex amministratore locale Giuseppe Subba ha formalizzato una richiesta di intervento urgente alle massime autorità nazionali e regionali, invocando la Legge Costituzionale n. 2 del 7 novembre 2022, che impone la rimozione degli svantaggi derivanti dall'insularità.
La crisi idrica viene così configurata come un gravissimo "svantaggio" strutturale che Stato e Regione hanno l'obbligo di sanare (ANSA)
Tanti auguri di...
Buon compleanno a Immacolata Rifici, Giusy Riganò, Alessandro Furnari, Antonella Portelli, Elide Caruso, Eraldo Biviano
Eolienews ricorda Antonietta Caracciolo
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Novecento, rubrica a cura di Giuseppe La Greca: Ventuno giugno 1964. Eolie le leggendarie isole delle sirene
21 giugno 1964
Eolie le leggendarie isole delle sirene
Di Guido Gerosa – foto di Giac Casale
Il 21 giugno la rivista “Epoca” (n 717, dell’anno XV), pubblica un bellissimo Reportage con una breve prefazione e le didascalie delle foto scritte dallo scrittore e giornalista Guido Gerosa e le foto di Giac Casale.
I 117 chilometri quadrati delle isole Eolie racchiudono un sogno millenario: dalla più remota antichità queste sette gemme del mare (Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea,
Salina, Filicudi, Alicudi), incastonate a nord-est della Sicilia nel purissimo azzurro del Mediterraneo, sono la terra del mito. Qui, forse, Ulisse invocò una tregua alle sue peregrinazioni senza fine, rifugiandosi presso Eolo dio dei venti, in un’isola “cui tutta un muro d’infrangibile rame – e una liscia circonda eccelsa rupe”. Il paesaggio vi appare veramente omerico: le monumentali masse grigie parlano di un mondo perduto, quando queste pietre erano squassate dalla furia dei vulcani e le pareti a picco strapiombavano sul mare ruggente e le caverne misteriose erano popolate da mostri. Così Virgilio immaginò “Lipari aspra dai sassi fumanti”. Ma questa terra, ieri come oggi, accanto alle smisurate ombre del mito esprimeva la luminosa serenità dei grandi spazi mediterranei.Queste isole erano la superba dimora degli dei, di Eolo e di Vulcano; e, secondo la leggenda, le anime dei morti, nel compiere il viaggio senza ritorno, passavano accanto ad esse, per captarvi un’ultima volta il fulgore della natura, mentre di scoglio in scoglio, nella luce abbagliante, si levavano sulle acque le voci incantatrici delle divine Sirene.
Lorenzo Orto ancora una volta sul podio
Il giovanissimo liparese Lorenzo Orto, nella quarta tappa del regionale FMI, disputatesi ieri a Siracusa, si è piazzato al secondo posto in gara uno e al terzo in gara due. Occupando così il terzo posto nel podio. Lorenzo con questo risultato mantiene la seconda posizione nel campionato
Oggi, 22 giugno: San Paolino da Nola
Ai doni intellettuali elargitigli da Dio, egli unì severi e profondissimi studi, apprendendo a perfezione la musica e l'eloquenza. Ma ciò che più di tutti lo distinse, sia prima che dopo la sua conversione, fu l'esimia carità verso i poveri e i derelitti.
Ricchissimo e nobilissimo, entrato nella carriera politica, venne presto innalzato alla dignità di senatore e con questo onorifico titolo venne in Italia, fissando la sua sede a Nola. Quivi, scosso dai fatti strepitosi che avvenivano alla tomba del martire S. Felice, cominciò ad avvicinarsi alla fede di Cristo.
Ritornato in Francia, ricevette il battesimo da S. Martino, vescovo di Tours e durante una permanenza in Spagna conobbe un'avvenente e pia giovane, Therasia, che sposò. Ambedue però decisero poi di perseguire un ideale di perfezione evangelica fondato sulla povertà, l'ascetismo e la preghiera, spinti a quella decisione fu la morte prematura del figlioletto, Celso.
Abbandonata ogni altra occupazione, approfondì lo studio delle Sacre Scritture, e, fedele interprete di quelle parole di vita, ne ricavò un grande disinteresse delle grandezze umane ed un ardente desiderio dei beni eterni. Distribuì le sue ingenti ricchezze ai poveri e, separatosi dalla sua fedele consorte, che rinunziando al matrimonio prendeva il velo, si recò a Barcellona.
Il Signore però, sempre ammirabile nelle sue vie, vedendo ormai quell'anima pronta al sacrificio, non tardò ad eleggersela.
Mentre nella città di Barcellona assisteva alla solennissima festa del S. Natale, fu preso dal popolo e fatto consacrare sacerdote. Assunto all'altissimo onore di ministro di Dio, il Santo mise a servizio del suo augustissimo re tutte le sue forze intellettuali e morali, tanto che in breve tempo crebbe talmente la sua stima che, ricchi e poveri, piccoli e grandi, principi e governatori ricorrevano a lui chiedendogli consiglio nelle più importanti e difficili imprese e tenendolo come l'oracolo della città. Egli però, che amava essere a tutti sconosciuto, partì dalla Spagna e venne a stabilirsi a Nola. Quest'uomo già illustre per essere stato senatore e console, vestito di rozza tonaca passava i giorni e le notti nelle veglie e nei digiuni, continuamente assorto nella contemplazione delle cose celesti. Si stabilì insieme alla consorte in un'ospizio per i poveri da lui edificato. Divenuto vacante il vescovado di Nola, Paolino venne unanimemente eletto vescovo.
Consapevole del nuovo compito e delle tante anime che da lui aspettavano il pane spirituale della divina parola, cercò di adempiere in modo perfetto questo suo delicatissimo ufficio di padre e maestro.
Ma la morte ormai s'avvicinava. Dopo essere infatti ritornato a Nola da un viaggio che aveva fatto per liberare i cristiani rimasti prigionieri dei barbari, si ammalò e s'addormentò nel Signore l'anno 431, lasciando numerosi scritti grandemente apprezzati per la loro sapienza.
PRATICA. - Impariamo ad avere carità verso Dio e verso il prossimo.
PREGHIERA. - O Dio, concedici, dietro l'esempio del santo vescovo Paolino, di disinteressare le cose terrene e desiderare le celesti.
MARTIROLOGIO ROMANO. San Paolino, vescovo, che, ricevuto il battesimo a Bordeaux e lasciato l’incarico di console, da nobilissimo e ricchissimo che era si fece povero e umile per Cristo e, trasferitosi a Nola in Campania presso il sepolcro di san Felice sacerdote per seguire da vicino il suo esempio di vita, condusse vita ascetica con la moglie e i compagni; divenuto vescovo, insigne per cultura e santità, aiutò i pellegrini e soccorse con amore i poveri.
domenica 21 giugno 2026
Tanti auguri di...
Eolienews ricorda Isabella Conti Eller Vainicher e Federico Megna
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Anniversari, ricorrenze e pubblicazione foto richieste dai lettori (con o senza testo) sono a pagamento
Eolienews ricorda Enrico Costa
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Oggi, 21 giugno: San Luigi Gonzaga
Nacque da Maria Santena di Chieri e dal marchese Ferdinando, discendente dalla nobile e potente famiglia dei Gonzaga, nel 1568. Dalla madre, insieme col latte succhiò pure i primi germi di santità, facendo prevedere l'eccelso grado di perfezione a cui sarebbe sì rapidamente asceso.
Ancora piccolo, molte volte fu veduto dai servi e dalla stessa madre in un angolo remoto del palazzo assorto in preghiera.
Il marchese suo padre, intanto, ignaro di tutto il lavoro soprannaturale che la grazia divina operava nel suo caro Luigino, e sedotto dal desiderio di grandezza, intendeva fare del figlio una celebrità. Perciò non cessava di mandarlo or da questo, or da quell'altro grande, senza avvedersi che un tale modo di agire contribuiva mirabilmente a rendere uggiosa al giovane principe la vita pomposa, vuota e sciocca delle corti.
Luigi contava appena sedici anni quando chiese al padre di entrare nella Compagnia di Gesù. Questi, vedendo fallite e deluse tutte le sue speranze, si oppose, ma invano. Il nostro Santo insistè con tanto coraggio e fermezza, che vinse le opposizioni paterne. Ed eccolo finalmente, dopo la bufera, approdare al porto desiderato della Compagnia di Gesù. Fin dal suo primo ingresso nella religione, egli si prefisse un programma di vita: dietro l'illuminata guida dei suoi superiori, avrebbe fatto tutto quello che tornasse gradito al Signore e fuggito come peste e veleno tutto ciò che in qualche modo potesse offenderlo.
Nonostante la sua innocenza, non risparmiò duri colpi di flagello al suo corpo, perché noi tutti, non innocenti e dalla carne guasta, imparassimo quale è il mezzo per spegnere la triste fiamma della passione. A questo aggiunse una semplice ma affettuosa devozione a Maria SS, a cui consacrò il suo giglio profumato col voto di perpetua verginità. Ventiquattrenne fu trovato maturo per il cielo. In Roma serpeggiava la peste micidiale, che seminava ovunque le sue vittime. Il santo giovane chiese di essere mandato in soccorso dei poveri appestati, e fu accontentato, ma egli stesso contrasse il morbo. Dopo pochi giorni di malattia, circondato dai confratelli, se ne volava serenamente al cielo il 21 giugno del 1591.
Dal Papa è stato proposto a modello di tutta la gioventù.
PRATICA Per custodire la purezza occorre la preghiera, la mortificazione e la fuga delle occasioni pericolose.
PREGHIERA. O angelico S. Luigi, facci comprendere che la cosa più importante su questa terra e il farci santi.
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di san Luigi Gonzaga, religioso, che, nato da stirpe di principi e a tutti noto per la sua purezza, lasciato al fratello il principato avito, si unì a Roma alla Compagnia di Gesù, ma, logorato nel fisico dall’assistenza da lui data agli appestati, andò ancor giovane incontro alla morte.
sabato 20 giugno 2026
Il dramma dell'acqua a Lipari. Coscione: "Amministrazione faccia conoscere ai cittadini il punto della situazione"
Francesco Coscione
Tanti auguri di...
Crisi idrica a Lipari. Il dottore Subba lancia l'allarme e chiede applicazione della Cosituzione
Presidente della Repubblica
Presidente Consiglio dei Ministri
Ministro della Difesa
Ministro per la Protezione civile
Ministro del Turismo
Ministro della Salute
Prefetto di Messina
Presidente Regione Sicilia
Assessore Regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità
Assessore Regionale al turismo
Assessore Regionale alla salute
Dirigente generale Protezione civile
Sindaco di Lipari
Oggetto: segnalazione grave crisi idrica isola di Lipari. Richiesta di intervento urgente a norma della Legge Costituzionale 7 novembre 2022, n.2
Il sottoscritto Subba Giuseppe, residente nell’isola di Lipari, intende portare alla Sua autorevole attenzione la gravissima situazione di emergenza idrica che sta interessando Lipari, causando disagi alle comunità residenti e incalcolabili danni alle attività economiche (in prima linea strutture ricettivo-turistiche).
La crisi idrica è legata alla ridotta fornitura di acqua potabile prodotta dal dissalatore di Lipari, (messo in funzione nel 2010), per via dei continui interventi di manutenzione straordinaria.
Dall’1 gennaio 2026 a oggi i quantitativi di acqua potabile erogati in meno dal dissalatore sono pari a mc 70.000 circa rispetto agli stessi periodi degli anni precenti.
La grave situazione, che ha colpito il servizio pubblico essenziale, è stata segnalata, più volte, dal dott. Riccardo Gullo, sindaco di Lipari, comune più difficile d’Italia perché amministra 6 isole, un territorio insulare (Ginostra), con 2 vulcani attivi (Stromboli e Vulcano) ricadenti nel territorio comunale.
Lo stesso sindaco Gullo per fronteggiare la grave crisi richiede, continuamente, al Dipartimento dell’Acqua dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, l’impiego straordinario di un maggiore numero di navi cisterna di armatori privati che, ricorrentemente, effettuano il rifornimento idrico integrativo.
Le richieste del primo cittadino di Lipari, vengono accolte, parzialmente, e in misura, assolutamente, insufficiente a compensare i minori quantitativi prodotti dal dissalatore.
Tale situazione impone al servizio idrico integrato, gestito dal Comune, di effettuare limitazioni e interruzioni nella distribuzione idrica incidendo, significativamente, sulla vita dei cittadini, perché compromette le esigenze primarie quali: l’igiene personale, la preparazione di alimenti e il normale svolgimento delle attività domestiche.
Un danno rilevante colpisce le attività produttive, connesse al turismo, che costituiscono l’asse portante dell’economia dell’arcipelago.
Ciò posto, in virtù della norma Costituzionale, indicata in oggetto:
C H I E D E
1) di segnalare alle Autorità competenti lo stato di emergenza idrica che, da tempo, colpisce l’isola di Lipari;
2) di sollecitare le stesse Autorità a promuovere con urgenza, le misure necessarie volte a rimuovere il gravissimo svantaggio della crisi idrica;
3) di promuovere interventi strutturali idonei a prevenire il ripetersi di analoghe emergenze.
Confida nella sensibilità istituzionale della S.V., delle Autorità Statali e Regionali ed è certo che saranno attivati, tempestivamente, tutti i rimedi per ripristinare il diritto fondamentale della fruizione dell’acqua potabile, bene fondamentale per la vita e la salute pubblica di diverse decine di migliaia di residenti e turisti presenti sull’isola di Lipari.
Distinti saluti.
Lipari, 19/06/2026
Eolienews ricorda Dino Costa
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Eolienews ricorda Amelia La Greca in Ziino
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Oggi, 20 giugno: Beata Vergine Maria Consolatrice

Quello stesso Figlio che in punto di morte le diede la sua consolazione, appunto, facendo nascere l'appellativo di Madonna Consolata. Gesù stesso, infatti, disse "venite a me, affaticati e oppressi" e in un altro passo ribadì il concetto dicendo "beati gli afflitti".
Perché gli afflitti, ieri come oggi, rappresentano una moltitudine di emarginati bisognosi di tutto: di guarigione se ammalati, di considerazione se messi da parte, di sollievo se afflitti dal tormento, di liberazione se oppressi. Questi emarginati possono essere consolati dal Signore, che si è incarnato tramite Maria ed ha potuto annunciare al mondo il regno di Dio.
In questo clima di dolore e afflizione, Gesù è fonte primaria di ogni consolazione. In Matteo 11,28, si legge: "Venite a me voi che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò".
E se c'è una persona che ha accettato di soffrire e che ha accolto l'afflizione tra se e se, quella è proprio Maria, la Maria "Consolata" che viene ricordata il 20 giugno. Non è un caso infatti se una nota preghiera reciti: "A te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime". Perché è lei la rappresentante più autentica degli afflitti che hanno bisogno di essere consolati da Cristo! E' lei la testimonianza di come Gesù possa andare incontro agli afflitti, rincuorandoli e ridando loro la forza di affrontare le tante asperità della vita!
La figura della Madonna Consolatrice viene ricordata in particolar modo dalla città di Torino, in quanto i Savoia hanno dimostrato sempre una certa devozione a Maria e a questa sua specifica declinazione.
venerdì 19 giugno 2026
TLC, NICITA E PROVENZANO (PD): INACCETTABILI INTERRUZIONI SERVIZIO TELEFONIA MOBILE A SALINA
(Public Policy) - Roma, 19 giu - "Si continuano a registrare in questi giorni, disservizi nella telefonia mobile a Salina. Il sindaco di Malfa, Giuseppe Siracusano, ha denunciato una situazione non più tollerabile: un'intera comunità insulare, quella di Salina, costretta a convivere con interruzioni frequenti e prolungate del servizio di telefonia mobile e trasmissione dati. Esprimiamo piena solidarietà al sindaco e all'amministrazione comunale e sollecitiamo, con una interrogazione parlamentare urgente, il Governo ad intervenire presso le istituzioni competenti, gli operatori di rete e gli operatori di telecomunicazione, per rimuovere gli ostacoli al pieno ripristino di un collegamento telefonico e di dati affidabile, sicuro, continuo», così in una nota il senatore Antonio NICITA e il deputato Peppe Provenzano, entrambi Pd.
"Specie per un'isola minore le comunicazioni elettroniche non sono un servizio accessorio, ma un'infrastruttura essenziale e strategica – proseguono NICITA e Provenzano –. I disservizi impattano su lavoro, attività economiche e turistiche, accesso ai servizi e, soprattutto, sicurezza delle persone: in un territorio insulare l'impossibilità di contattare tempestivamente i numeri di emergenza è un rischio che nessuno può sottovalutare, tanto più nella stagione di massima affluenza. Le isole minori non possono essere lasciate in una condizione di isolamento digitale incompatibile con gli standard minimi che lo Stato deve assicurare»".






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