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giovedì 24 settembre 2026

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Progetto Reboat: Le Eolie isole pilota Italiane per la sostenibilità e l’economia circolare


COMUNICATO STAMPA
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​Il 29 settembre 2026, presso l’Hotel Filadelfia a Lipari, si terrà l’incontro con gli stakeholder locali per esporre le modalità pratiche di realizzazione del progetto Reboat.
​LIPARI (ME), settembre 2026 – Le Isole Eolie si confermano al centro dell’innovazione ecologica e della transizione verso modelli di sviluppo sostenibile. Il prossimo 29 settembre 2026, presso l’Hotel Filadelfia di Lipari, si svolgerà un importante incontro aperto agli stakeholder del territorio per illustrare le fasi operative e le modalità pratiche di realizzazione del progetto Reboat (Circular Systemic Solution for Sustainable Tourism in European Islands).
​L’evento è organizzato dall’associazione Eolian Re Generation, attiva nella promozione della sostenibilità e della tutela del territorio eoliano.
​Le Isole Eolie Pilota del Progetto Insieme a Partner Europei
​Il progetto Reboat vede come capofila il Politecnico di Milano (con il coordinamento scientifico del Prof. Marcello Colledani) affiancato da un ampio consorzio di partner europei. All’interno di questo percorso di cooperazione internazionale, le Isole Eolie rappresentano le isole pilota italiane: un laboratorio strategico per la sperimentazione di soluzioni circolari orientate a coniugare la salvaguardia ambientale con la gestione sostenibile del turismo e delle risorse.
​Invito alla Partecipazione degli Stakeholder
​L’incontro rappresenta un’occasione fondamentale di confronto tra le istituzioni, gli operatori economici, i rappresentanti della comunità locale e il team di progetto.
​Tutti gli stakeholder locali – operatori del settore turistico, commerciali, rappresentanti di enti e associazioni del territorio – sono cordialmente invitati a partecipare per offrire il proprio contributo e scoprire da vicino i dettagli pratici, le opportunità e i prossimi passaggi attuativi dell'iniziativa.
​Contatti e Informazioni
​Per informazioni e conferme di partecipazione:
​Eolian Re Generation: eolianregeneration@gmail.com
​Politecnico di Milano (Coordinamento di Progetto): marcello.colledani@polimi.it | marco.papetti@polimi.it


 

Comune di Lipari "affoga" nei debiti fuori bilancio


 

Tanti auguri!

Buon compleanno a Marco Arnone, Cristian Nicchia, Giuseppe Saltalamacchia, Simona Acquaro, Adriana Mandarano, Giuliano Pavone


Il 22enne arrestato a Messina al GIP: «Non avevo intenzione di uccidere Melisa»

Ha confermato le dichiarazioni rese in precedenza, ribadendo che non aveva intenzione di uccidere Melissa Echevarria e di averle versato dell’acqua quando l’ha vista cadere a terra. 
Ha ripercorso quella notte Bessem Slimeni, il 22enne tunisino arrestato per l’omicidio della 40enne di origini argentine trovata senza vita il 14 agosto scorso nel cortile di una casa disabitata di via La Farina. 
Al gip Nunzio De Salvo, che ha disposto la custodia in carcere, il giovane ha raccontato di aver conosciuto Melisa in un contesto di marginalità. 
Sentito alla presenza del difensore, l’avvocato Giuseppe Ciminata, il 22enne ha ripercorso la lite scoppiata. Come raccontato durante il primo interrogatorio in carcere ha detto di averle messo le mani al collo per pochi secondi ma che non aveva l’intenzione di ucciderla. Era poi andato via pensando che fosse ancora viva. Secondo il gip, però in questo caso si configura il “dolo eventuale” in quanto il giovane avrebbe accettato il rischio che quella mossa violenta potesse cagionare una morte avendo la donna una corporatura particolarmente gracile. 
L’avvocato Ciminata pensa già di ricorrere al Riesame. 
Al giovane gli investigatori della Squadra Mobile sono risaliti grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza e dopo aver sentito alcune persone.

A Canneto: Residence La Villetta


Un sano relax e una stupenda vacanza nella quiete di Canneto, a soli 50 metri dal mare
Residence La Villetta - Via Calandra Coste, 1 - 98052 Canneto Lipari (Isole Eolie) Tel.: 090 9813000/Fax: 090 9880716
Maggiori informazioni e possibilità di visita virtuale alla nostra struttura sul sito www.lavilletta.it

Alfa e Omega: Onoranze funebri nelle Eolie

Eolienews ricorda Gaetano Beninati


 La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Ad ottobre arriva a Lipari il Motorhome sanitario: chi può accedervi


Arriva a Lipari, dal 2 al 4 ottobre, il Motorhome sanitario, l’ambulatorio mobile che offre gratuitamente visite mediche, farmaci essenziali e supporto per la prenotazione di visite specialistiche.

Il servizio è rivolto in particolare alle persone con Isee inferiore a 10 mila euro, ai possessori di codice STP o ENI, alle persone senza fissa dimora e a quanti vengono segnalati dai servizi sociali.

Il personale del Motorhome sarà presente alla Festa dei Popoli con un banchetto informativo e resterà a Lipari anche nei due giorni successivi, per garantire l’accesso ai servizi sanitari.

L’iniziativa rientra nel Programma Nazionale Equità nella Salute, con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle cure alle fasce della popolazione più fragili.

Le Eolie nelle stampe d'epoca (126° puntata): U strittu a Sena a Lipari (oggi dopo il complesso "Il mulino" )


La Italiana Capers Sud srl  ha sede a Lipari, nelle splendide Isole Eolie, sin dal 1981, anno della sua costituzione. La Ditta produce, confeziona e commercializza capperi di eccellente qualità, sia convenzionali che biologici e anche certificati DOP. Il Cappero delle Isole Eolie, in considerazione delle sue peculiari caratteristiche ha infatti recentemente ottenuto il riconoscimento comunitario della Denominazione di origine protetta.
La Società propone alla clientela una vasta gamma di confezioni e di diversi calibri di capperi nonché i cucunci, (frutti del cappero) a marchio  “CAPPARIS “,  che si rivelano deliziosi e particolarmente indicati per aperitivi e raffinati antipasti.
La Italiana Capers Sud srl ha inoltre realizzato un nuovo prodotto: i “CAPPERI FRANTUMATI”, essiccati con un sistema innovativo, che conserva ed esalta la loro notevole ed inconfondibile capacità aromatica. Si tratta di un insaporitore di estrema versatilità, adatto a molti piatti grazie alla sua semplicità e praticità nell’impiego.
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Oggi, 24 settembre: Madonna della Mercede

 Beata Vergine Maria della Mercede

Il primo agosto del 1218, festa di San Pietro in Vincoli, il fondatore dei Mercedari Pietro Nolasco ebbe una visione della Santissima Vergine, la quale si fece conoscere come la Mercede ossia Misericordia e lo esortò a fondare un Ordine religioso avente come fine principale quello di riscattare i cristiani finiti in schiavitù.

In quel tempo la Penisola iberica era dominata da eretici e pirati saraceni che prolificavano sulle coste del Mediterraneo, rapivano molte persone e le trasportavano come schiavi nel Nordafrica.

Pietro Nolasco creò così l'Ordine dei Mercedari, che fu fondato nella Cattedrale di Barcellona con l'appoggio del re Giacomo il Conquistatore ed il consenso di San Raimondo di Peñafort.

La devozione alla Madonna della Mercede si diffuse presto in Catalogna, poi in tutta la Spagna, ed infine in Francia ed in Italia. Con la scoperta dell'America il culto vi si diffuse largamente. Il Perù è attualmente il paese di tutta l'America che riunisce una maggior quantità di devoti.

MARTIROLOGIO ROMANO. Commemorazione della beata Vergine Maria detta della Mercede, Fondatrice sotto tale nome dell'Ordine per la redenzione degli schiavi. La sua Apparizione si commemora il dieci Agosto.

Buongiorno e buon giovedì con questa cartolina dalle Eolie


 



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mercoledì 23 settembre 2026

Pomeriggi culturali del Centro Studi. Presentazione del libro: "Lo scrigno segreto"


 

Ecco come la giunta Gullo ha impiegato il contributo di sbarco per il 2023/24/25. "Spiccioli" per il turismo che porta questi soldini...per non parlare delle isole minori


 


Il Comune di Lipari in predissesto finanziario. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 23 settembre 2026


 

Melisa uccisa dopo una lite. Scatta l'arresto per il 22enne. Dalla Gazzetta del sud del 23 settembre 2026

Calcio, Prima Categoria: Il calendario della stagione 2026 - 27 della Ludica Lipari


 


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A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI

L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.

Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.

Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.

Tel. 0909812335
0909216237
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Tanti auguri!

Buon compleanno a Mariarosa Cortese, Graziella Tesoriero, Salvatore Cipriano, Loredana Scoglio


Eolienews ricorda Angela Giuffrè

 


La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Oggi, 23 settembre: San Pio da Pietrelcina


Pochi santi furono, come padre Pio, dotati di doni straordinari che hanno richiamato su di lui l'attenzione del mondo intero: le stimmate, il profumo misterioso che emanava dal suo corpo, i carismi di profezie e di scrutamento dei cuori, le guarigioni e le conversioni attribuite alla sua preghiera. Nel convento del Gargano, nel quale l'umile frate cappuccino viveva, la ressa di devoti era quotidiana: tutti lo volevano vedere, toccare; tutti desideravano assistere alla sua messa — un momento di rara intensità spirituale — e soprattutto confessarsi, rimettersi in sintonia con Dio guidati da lui. La confessione era un incontro che spesso sconvolgeva le persone mutando per sempre la loro vita, mentre il numero dei «convertiti» e dei devoti estimatori aumentava incessantemente. 
Ma poi, in concreto, per lui la vita fu un lungo calvario che egli visse unendosi a Cristo per la salvezza delle anime, fedele a un programma di vita, che egli aveva così espresso nell'immagine ricordo della sua prima messa: «Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi che trepidante ti elevo in un mistero d'amore, con te io sia per il mondo Via, Verità e Vita e per te sacerdote santo, vittima perfetta». 
Francesco Forgione (così si chiamava padre Pio prima di indossare il saio francescano) era nato il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, piccolo paese di contadini e pastori della provincia di Benevento. I genitori, ambedue analfabeti, pur sudando sui campi, non riuscivano a sfamare la copiosa nidiata che avevano messo al mondo (sette figli). Tanto che papà Orazio un giorno si imbarcò per l'America sperando in una sorte migliore. Gli andò bene, lavoratore instancabile e avveduto, riuscì a mettere insieme una discreta fortuna.
Alla famiglia intanto badò mamma Maria Giuseppa. Forte e ricca di fede, aveva una predilezione per il piccolo Francesco, perché era il più gracile, spesso in preda a misteriose e violente febbri, e dotato di una fine sensibilità religiosa che lo portava a ricercare luoghi solitari per dedicarsi alla preghiera. E si chiedeva, mamma Maria, che cosa avrebbe potuto fare da grande quel suo figliolo così gracile. Risolse lui stesso il problema. Indicando con la mano il frate cappuccino venuto per la questua, disse: «Voglio farmi frate, come fra Camillo». 
Nel 1903, indossando il saio francescano nel convento dei cappuccini di Morone, iniziava il cammino di preparazione alla vita religiosa e sacerdotale che si concluse il 10 agosto 1910. E non fu un cammino facile: le misteriose malattie che lo avevano tormentato a casa, continuarono con assalti di una virulenza tale da far temere che non sarebbe mai giunto vivo all'ordinazione, tant'è vero che, non appena ebbe l'età minima richiesta dal diritto canonico, fu consacrato sacerdote.
Con gli sgargianti paramenti sacri addosso pareva ancora più debole ed emaciato, tanto che i superiori ebbero compassione di lui e, anziché inserirlo subito nell'attività pastorale, lo mandarono a Pietrelcina, sperando che l'aria di casa gli avrebbe fatto tornare un po' di forze; qui invece il giovane frate imboccava dritto la strada di quel calvario che percorrerà per tutta la vita. 
Il 5 agosto 1918 gli apparve un misterioso personaggio che gli trafisse il cuore con un dardo infuocato, mentre il 20 settembre riceveva le stimmate, inizialmente invisibili. «Ero in coro - ha raccontato lui stesso - dopo la celebrazione della santa messa, allorché venni sorpreso da un riposo simile a un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni nonché le stesse facoltà dell'anima si trovarono in una quiete indescrivibile. Vi subentrò subito una grande pace. E mentre tutto questo si andava operando, vidi innanzi un misterioso Personaggio, simile a quello visto il 5 agosto, che si differenziava solamente in questo: aveva le mani, i piedi e il costato che grondavano sangue. La sua vista mi atterrì. Mi sentii morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore che sentivo sbalzare dal petto. Il Personaggio si ritirò e io mi avvidi che mani, piedi e costato erano trasformati e grondavano sangue». 
Un fatto mistico accompagnato da dolore fisico acuto e lacerante. Ma sopportabile. Più profondo e più lacerante fu il dolore provocato invece dai giudizi, dai sospetti e dalle condanne che gli vennero da istituzioni ecclesiastiche, da confratelli e da ambienti scientifici per i quali le ferite del frate del Gargano erano frutto di isterismo. 
Scienziati di ogni tipo, inviati da organismi religiosi e dallo stesso Vaticano, si accanirono per dimostrare che i fenomeni attribuitigli non avevano alcuna origine soprannaturale. E riuscirono a convincere il Sant'Uffizio, promotore di una delle inchieste più clamorose durante il pontificato di Pio XI, che si trattava di fenomeni isterici. E gli arcigni monsignori del Vaticano nel 1923, con un apposito decreto, vietavano al frate di Pietrelcina di dire la messa in pubblico e di confessare i fedeli. Un'atroce tortura, durata una decina d'anni, che padre Pio visse in silenzio, senza protestare, rifugiandosi nella preghiera e nella penitenza.
La gente, che non aveva mai messo in dubbio l'origine soprannaturale di quelle misteriose piaghe, quando cessò l'ostracismo, riprese a salire la mulattiera che conduceva al convento per ascoltare la messa celebrata dal frate delle stimmate. 
Padre Pio definiva la messa «il mistero tremendo». Ed era per lui un momento di grande emozione spirituale: il volto trasfigurato, gli occhi luminosissimi, il corpo rapito oltre il tempo e lo spazio. Ma anche per quanti la seguivano era un momento di rara tensione e, dopo la messa, facevano la coda davanti al suo confessionale per accedere al sacramento del perdono e per chiedergli di intercedere per loro presso Dio. E c'era chi se ne andava deluso o irritato, e chi interiormente trasformato. Molte le conversioni anche di personaggi notissimi al grande _pubblico che verso il frate stigmatizzato nutrirono sempre profonda riconoscenza e devozione. Padre Pio, uomo di grande carità e umiltà, aveva anche il dono di leggere nei cuori, «sentiva» se chi lo avvicinava era sincero o ambiguo; per questo con alcuni era buono e con altri spicciativo o addirittura burbero. Invitava tutti comunque a pregare sempre, a essere in continuo contatto con il Signore. 
Nel 1940, mentre il mondo era alle prese con il terribile dramma della guerra, nascevano su suo invito i «Gruppi di preghiera», un'istituzione che presto si diffuse proficuamente in tutto il mondo. «La preghiera aveva detto ai suoi confratelli è la chiave dei tesori di Dio, è l'arma del combattimento e della vittoria in ogni lotta per il bene e contro il male».
Nel medesimo anno, spinto da un grande amore per il prossimo, soprattutto per quanti erano afflitti dalla malattia, metteva in moto un movimento di carità e di solidarietà per poter realizzare una struttura ospedaliera a servizio dei malati poveri. L'idea si concretizzava nel 1956 con l'inaugurazione della Casa sollievo della sofferenza, destinata a diventare uno degli ospedali meglio attrezzati del Meridione, nel quale lavorano luminari della medicina e dove tutti sono invitati a vedere nel malato e nel povero il volto stesso di Gesù. 
Tra i tanti doni di cui era dotato, padre Pio ebbe anche quello di prevedere il tempo della sua morte. Un giorno, ed eravamo nel 1918 quando aveva appena ricevute le stimmate, disse a uno che frequentava il convento: «Coraggio: abbiamo ancora cinquant'anni davanti». E cinquant'anni dopo, 1968, mentre con i devoti si accingeva a commemorare il mezzo secolo dall'evento, padre Pio avvicinò quel fedele e con un filo di voce gli sussurrò: «Cinquant'anni sono passati». 
La domenica 20 settembre si fece gran festa, padre Pio celebrò messa e poi si affacciò a benedire i pellegrini che erano accorsi in gran numero. Fu l'ultima volta che lo videro vivo, perché la notte del 23, dopo aver recitato per intero il rosario, moriva. 
La gente lo venerò come un santo, prima ancora che la chiesa si esprimesse in tal senso. Il convento e la chiesa dove celebrava messa sono diventati ben presto meta di incessanti pellegrinaggi e luogo di preghiera, di carità e di conversione. Il cammino verso gli altari, però, fu più tortuoso. Coloro che lo avevano avversato in vita, anche per motivi poco nobili (leggi: l'uso delle tante offerte che la gente inviava per le sue iniziative di carità), misero molti pali tra le ruote. 
Ma alla fine la verità sulla sua santità ha avuto il sopravvento. Padre Pio, che definiva se stesso «un frate che prega», è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo II, che nutriva per lui grande devozione, il 2 maggio del 2000, e due anni dopo, il 16 giugno 2002 lo stesso Pontefice in piazza San Pietro, lo proclamò Santo e ne stabilì la memoria liturgica per il 23 settembre, "giorno della sua nascita al cielo".
Il luglio 2004 fu inaugurata la nuova grande chiesa a S. Giovanni Rotondo progettata dal celebre architetto Renzo Piano.

PRATICA. Riflettiamo sulle parole di San Pio, (ASN, 15): "La vita non è che una perpetua reazione contro se stessi e non si schiude in bellezza, che a prezzo del dolore. Tenete sempre compagnia a Gesù nel Getsemani ed egli saprà confortarvi nelle ore angosciose che verranno".

PREGHIERA. O Dio, per la tua misericordia e per i meriti di questo tuo grande santo, concedi anche a noi una fede capace di scorgere nei poveri e nei sofferenti il volto di Gesù. Insegna anche a noi l'umiltà del cuore, perché in tuo nome, scopriamo la gioia di perdonare i nostri nemici.

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