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martedì 29 settembre 2026

Gli addetti del 118 continuano a pagare il biglietto. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 29 settembre 2026


 

L'estate è finita ma alle Eolie è ancora boom di turisti. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 29 settembre 2026


 

Lipari, dal 1° ottobre galleria chiusa: al via i lavori. Traffico dirottato su Serra

Dal 1° ottobre 2026 sarà chiuso al transito il tratto della S.P. 181 di Pignataro compreso tra il km 0+715 e il km 0+910 circa, nel territorio del Comune di Lipari. La misura è necessaria per consentire l’esecuzione dei lavori all’interno della galleria esistente, nell’ambito degli interventi di consolidamento e di difesa costiera previsti lungo la strada provinciale.

La sospensione della circolazione permetterà di svolgere le lavorazioni in condizioni di sicurezza. Il provvedimento resterà in vigore fino alla conclusione dei lavori in galleria.

Per gli utenti sarà disponibile il percorso alternativo lungo la S.P. 180 di Canneto, nel collegamento Lipari–Serra, che consentirà di evitare il tratto interessato dalla chiusura.
* la lunghezza della galleria

 



 
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Tirreno Eolie, nel Gal subentrano Napoli e Rando. Dalla Gazzetta del sud del 28 settembre 2026


 

Tanti auguri!

Buon compleanno a Matteo Salin, Alessandro Saltalamacchia, Nancy Di Giovanni Villari


Eolie 2027 countdown: sedersi allo stesso tavolo non basta (di Fausto Mandarano)

 Riceviamo e pubblichiamo: 

EOLIE 2027 | COUNTDOWN

SEDERSI ALLO STESSO TAVOLO NON BASTA
Oggi si parla già di quattro possibili candidati a sindaco.
Il problema non è che non si parlino o che non si siedano allo stesso tavolo.
Il problema nasce quando ci si incontra, ma non si riesce a fare sintesi.
Forse prevale l’arroganza?
Quando ognuno ritiene che la propria soluzione sia la migliore.
Quando le aspirazioni personali vengono prima della costruzione di una squadra.
Quando il confronto diventa una prova di forza invece che uno strumento per trovare ciò che unisce.
Le ambizioni sono legittime.
Le differenze sono necessarie.
Anche il confronto acceso può essere utile.
Ma arriva un momento in cui chi vuole assumersi la responsabilità di guidare una comunità deve dimostrare soprattutto saggezza, capacità di mediazione e disponibilità a fare un passo verso gli altri.
Altrimenti rischiamo di arrivare al 2027 con tanti candidati, tante squadre e tante promesse, ma senza un progetto condiviso per le Eolie.
Forse dovremmo invertire il percorso.
Non chiediamoci subito:
CHI DEVE FARE IL SINDACO?
Chiediamoci prima:
COSA VOGLIAMO FARE?
QUALI SONO LE PRIORITÀ?
QUALI COMPETENZE SERVONO?
QUALI PROGETTI POSSIAMO REALIZZARE?
DOVE TROVIAMO LE RISORSE?
E soltanto alla fine:
CHI È PIÙ ADATTO A GUIDARE QUESTA SQUADRA?
Magari attraverso delle primarie e perché no?
Questa è “LA POLITICA AL CONTRARIO.”
Perché sedersi allo stesso tavolo è facile.
LA VERA LEADERSHIP È RIUSCIRE AD ALZARSI DA QUEL TAVOLO PIÙ UNITI DI PRIMA

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Eolienews ricorda Livio D'Ambra

 
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Incendio alle spalle di Chiesa vecchia, tre ettari di vegetazione in fumo

E' stato appiccato, contemporaneamente, in più punti, l'incendio di ieri sera, alle spalle di Chiesa vecchia. Le fiamme hanno mandato in fumo circa tre ettari di vegetazione. L'intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo potesse estendersi ulteriormente.

La partita dei miliardi, il silenzio della politica(di Davide Starvaggi)

 RIPRENDIAMO E PUBBLICHIAMO:

LA PARTITA DEI MILIARDI. IL SILENZIO DELLA POLITICA.

C'è una partita da 1,45 miliardi di euro che deciderà come si muoveranno le isole minori siciliane fino al 2036.
Eppure se ne parla pochissimo.
La Regione Sicilia sta preparando il bando per nove anni di collegamenti marittimi. È probabilmente la scelta più importante degli ultimi decenni per le nostre isole. Ma mentre si decide il futuro di migliaia di cittadini, la politica regionale sembra avere la testa altrove: candidature, alleanze, equilibri di partito.
Ed è questo il problema.
Perché non stiamo discutendo solo di navi nuove, orari o tariffe. Stiamo discutendo di un sistema che continua a dimenticare gli approdi.
Alle Eolie arrivano circa 17 milioni di euro per mettere in sicurezza porti devastati dalle mareggiate e dal ciclone Harry. Dall'altra parte, 1,45 miliardi per il servizio marittimo. Quasi ottanta volte di differenza.
Che senso ha comprare il futuro se poi lo facciamo attraccare su banchine del passato?
C'è un dettaglio che rende questa vicenda ancora più politica: in Sicilia porti e trasporti dipendono dallo stesso assessorato. Non esiste l'alibi del "non è competenza mia". Programmare i collegamenti senza programmare gli scali significa programmare un sistema già incompleto.
La cosa più grave, però, è un'altra. Comuni insulari e parlamentari hanno chiesto confronto. Finora è arrivato soprattutto silenzio.
Le isole minori non possono diventare una pratica tecnica da chiudere mentre la politica guarda alle prossime elezioni. Qui si decide il diritto alla mobilità, alla sanità, alla scuola, al lavoro e alla possibilità stessa di vivere tutto l'anno sulle isole.
Prima che il bando venga pubblicato, la politica regionale dovrebbe fare una cosa semplice: alzare lo sguardo e confrontarsi davvero con i territori. Perché questa non è la gara delle navi. È la gara sul futuro delle isole minori siciliane.

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Oggi, 29 settembre: Santi Michele, Gabriele e Raffaele

Gli Arcangeli, per Dionigi l'Areopagita, sono altissime gerarchie angeliche con specifici compiti, tra i quali: servire Dio, contemplare il suo volto, cantarne incessantemente le lodi, lottare contro Satana sino alla sua sconfitta finale e aiutare l'uomo portandogli i messaggi di Dio e sconfiggere le suggestioni del male, per ricondurlo dopo la morte terrena a Dio.

San Michele

San Michele

Un tempo, al termine di ogni messa, il sacerdote pregava così: «San Michele arcangelo, difendici nella battaglia; sii il nostro aiuto contro la malvagità e l'insidia del diavolo. Comandi sopra di lui il Signore, e tu, principe delle milizie celesti, sprofonda nell'inferno, con la tua divina potenza, Satana e tutti gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per la perdizione delle anime». Quella preghiera, collocata in un momento strategico della liturgia, quando cioè il fedele sta per passare dalla solennità del rito alla sua concreta traduzione nel trambusto della vita quotidiana, testimoniava l'antichissima tradizione del culto dell'arcangelo san Michele, viva tra i cristiani, ma ancor prima nel popolo ebraico, che lo aveva eletto a proprio protettore. Una devozione diffusa e antica, che ha almeno tre centri di riferimento importanti e suggestivi, come la chiesa di San Michele del Gargano, in Puglia, il famosissimo santuario del Mont Saint Michel, in Francia, e la Sacra di San Michele, in Piemonte, all'imboccatura della Vai di Susa.
Michele è il protettore dei protettori, l'arcangelo guerriero, principe delle milizie celesti, avversario di Satana e degli angeli che si erano ribellati a Dio, e che lui aveva vinto al grido di guerra: «Chi è come Dio?», che è anche il significato del suo nome in lingua ebraica. Ed è così, nell'atto di trafiggere il demonio sconfitto, che viene spesso raffigurato nelle immagini più belle. 
La Genesi (il primo libro della Bibbia) non fa il nome dell'angelo posto da Dio a custodire il paradiso terrestre, dopo la cacciata di Adamo ed Eva, rei di aver mangiato la fatidica mela proibita. Qualcuno ha voluto vedere, nell'arcigno custode che brandisce una spada fiammeggiante, l'arcangelo Michele, impegnato in un ennesimo episodio di quell'interminabile lotta contro le forze del male, che avrà il suo epilogo, come ha previsto l'evangelista Giovanni, nei giorni dell'apocalisse, quando Michele e i suoi angeli faranno precipitare definitivamente negli abissi il gran drago rosso con sette teste e dieci corna, cioè il diavolo o Satana, segnando così la sconfitta senza appello del male. 
Nella nostra vita san Michele è l'angelo che ci è vicino nelle piccole e grandi battaglie quotidiane contro le suggestioni del male, contro quelle forze che vogliono farci scivolare nel vortice della perversione e del peccato e che, alla fine della vita, ci guiderà (anche questo è un compito che la tradizione gli attribuisce) nel momento del trapasso per essere poi al nostro fianco, avvocato, nel giorno del giudizio definitivo. 

San Gabriele

San Gabriele

Gabriele, forza di Dio (questo significa il suo nome), è l'angelo messaggero per eccellenza. L'ambasciata più clamorosa l'ha fatta a Maria, la giovane fidanzata del falegname di Nazaret, Giuseppe, per annunciarle che il Messia misteriosamente si sarebbe fatto carne in lei e l'eternità sarebbe entrata così nel tempo e nella storia. Ecco le sue parole: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te [...]. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissim» 
Prima che a lei, Gabriele era apparso al profeta Daniele per rivelargli il numero delle settimane che dividevano il suo tempo dalla venuta del Messia, e il numero delle settimane che avrebbero separato la venuta del Messia dalla sua morte. 
Era apparso poi all'anziano sacerdote Zaccaria per annunciargli la nascita di Giovanni Battista: «Tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni [...]. Egli ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia [...] per preparare al Signore un popolo ben disposto». 
Le missioni di Gabriele si sono concluse a Nazaret, nella casa di Maria: «Ti saluto, o piena di grazia; il Signore è con te! Tu sei benedetta tra le donne». Il suo annuncio apre sulla terra l'era dell'incarnazione: Dio si fa uomo tra gli uomini, diventa nostro compagno nel travaglio della vita fino alla morte, schiudendoci le porte della speranza senza fine. Di questa grande realtà Gabriele fu entusiasta e benedetto messaggero. 

San Raffaele

San Raffaele

Raffaele, che in ebraico significa «Dio guarisce», è l'arcangelo che, sotto forma di giovane bellissimo, accompagna Tobiolo, incaricato dal padre, il vecchio e cieco Tobia, di andare a riscuotere un credito di dieci talenti d'argento. Un lungo viaggio dall'Assiria a Rages, che il giovane Tobiolo difficilmente avrebbe potuto condurre a termine se non avesse avuto a fianco Raffaele a salvarlo da un bel po' di guai. Tutto finisce bene: Tobiolo riscuote i denari, non solo, ma per l'intermediazione di Raffaele sposa Sara, la bella e virtuosa figlia di Rachele, e, tornato a casa, restituisce la vista al padre ungendogli gli occhi con il fiele di un pericoloso pesce che sul Tigri aveva minacciato la sua vita. 
La Bibbia descrive Raffaele come un giovane bellissimo, dalle vesti succinte, cioè come un viaggiatore che ha bisogno delle gambe libere per avere il passo più spedito. Per questo Raffaele viene invocato come protettore di chi nella vita deve affrontare lunghi e incerti viaggi.

PRATICA: Affidiamo oggi alla Corte Celeste il nostro passato per essere perdonati; il nostro presente perché Dio conceda a tutti il dono della Pace, del lavoro, della dignità; il nostro futuro per accettarlo sotto la vostra guida col sorriso nel cuore e sulle labbra.

PREGHIERA: O gloriosi Arcangeli, proteggeteci da ogni attacco del maligno, preservateci da tutto ciò che ci distoglie dal bene, ed otteneteci da Dio le grazie che ci sono necessarie per vivere in terra senza mai allontanarci da Lui e in cielo per contemplarlo nella Sua gloria.

Buongiorno e buon martedì con questa cartolina dalle Eolie


 

 

Scopri dove fare il pieno prima di salpare!

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lunedì 28 settembre 2026

Piromani di nuovo in azione. Incendio sotto Chiesa vecchia a Quattropani


 

Personale emergenza - urgenza nelle Eolie. Il rimborso sinora è solo nel decreto

Il personale della Seus S.C.p.A., impegnato nel servizio di emergenza-urgenza 118 nelle isole Eolie, continua a sostenere di tasca propria i costi degli spostamenti via mare, nonostante un decreto assessoriale ne preveda il rimborso totale. 
A sollevare nuovamente la questione è la Cisl Fp Sicilia che ha inviato una nota all’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, e, per conoscenza, al presidente della Seus, Riccardo Castro. 
Con il decreto assessoriale dell’11 agosto scorso è stata disposta l’estensione del rimborso totale del costo dei trasporti marittimi anche agli operatori Seus in servizio nell’arcipelago ma, a quasi due mesi dal provvedimento, tuttavia, il rimborso non risulta ancora concretamente operativo. 
Secondo quanto segnalato dai lavoratori e dalla federazione territoriale messinese della Cisl Fp, l’applicazione del decreto sarebbe ferma a causa di problemi tecnici del portale telematico. 
La situazione continua, quindi, a comportare, considerevoli aggravi economici per il personale impegnato, quotidianamente, nell’importante servizio di soccorso sanitario nell’arcipelago. A maggior ragione con l’incremento del 18% sui collegamenti a convenzione statale. 
«Abbiamo apprezzato la sensibilità dimostrata dall’assessore Aricò con il decreto di agosto - dichiara Daniele Passanisi, segretario generale della Cisl Fp Sicilia - ma un diritto riconosciuto sulla carta deve diventare presto realtà per chi ogni giorno garantisce il soccorso sanitario in un territorio complesso come quello delle isole Eolie». 
Il sindacato chiede, quindi, che le criticità della piattaforma vengano risolte in tempi brevi, consentendo l’attivazione del rimborso delle somme sostenute dai lavoratori per gli spostamenti marittimi, così come previsto dal decreto assessoriale.

Uomo perde la vita nel mare di Filicudi

 Un uomo, un turista polacco, che si trovava a bordo di un catamarano turistico ha perso la vita nel mare di Filicudi : potrebbe essere stato colto da malore. 

La salma dello sfortunato sta per essere trasferita all'obitorio del cimitero di Lipari in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria. 

Filicudi e i totem di ricarica ambulanza e di auto elettriche che non funzionano (Comitato civico "Occhio vigile su Filicudi")

FILICUDI: TOTEM A “RICARICA LENTA”…

Da due anni l’ambulanza aspetta la sua ricarica ufficiale . ASP Messina e Comune non rispondono alle richieste di informazioni e sembrano avere la batteria scarica sulle risposte!
Un altro spreco di denaro pubblico?
Comitato Civico " Occhio vigile su Filicudi

LETTERA APERTA AL SINDACO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, ALLA GIUNTA E AI CONSIGLIERI COMUNALI DI LIPARI

FILICUDI: 20 ANNI DI TOTEM DI RICARICA. MA LA CORRENTE E LE RISPOSTE DOVE SONO?
Dal 2005 ad oggi cambiano i progetti, cambiano le amministrazioni, ma i totem restano. E le risposte?
Lettera aperta al Comune di Lipari e, per conoscenza, agli organi di informazione
IL PARADOSSO DI FILICUDI
Immaginiamo un turista che arriva a Filicudi con un’auto elettrica.
«Scusi, dove posso ricaricare l’auto?»
E il filicudaro:
«Lì c’è il totem.»
«E funziona?»
«Questo è un altro progetto.»
Una battuta, certamente.
Ma dietro questa battuta c’è una domanda molto seria:
QUANTI SOLDI PUBBLICI SONO STATI INVESTITI NEGLI ANNI E QUALE SERVIZIO CONCRETO HANNO PRODOTTO?
A Filicudi la storia delle infrastrutture per la ricarica elettrica non nasce oggi.
Dal 2005 ad oggi si sono susseguiti diversi interventi e progetti: inizialmente attraverso un progetto regionale e, successivamente, con nuovi interventi realizzati nell’ambito di programmi finanziati dal Ministero dell’Ambiente.
Cambiano i progetti, Cambiano le amministrazioni, Cambiano i finanziamenti.
Ma i totem rimangono.
E tutti, ancora oggi, installati ma non utilizzabili.
E LE RISPOSTE?
Nel corso degli anni sono state presentate varie istanze e richieste di chiarimento al Comune di Lipari, ma a queste richieste non è seguita una nessuna risposta.
È COSÌ DIFFICILE DIRE QUANTO È STATO SPESO, DA CHI, PER COSA E CON QUALE RISULTATO? Stiamo parlando di infrastrutture pubbliche realizzate con risorse pubbliche, su un’isola dove ogni euro investito dovrebbe essere verificabile e ogni opera dovrebbe essere concretamente utilizzabile dalla comunità.
Per questo chiediamo al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, alla Giunta e a tutti i Consiglieri comunali di contribuire a fare finalmente chiarezza.
Chiediamo trasparenza , chiediamo che il Comune indichi, il responsabile del procedimento o l’ufficio competente e lo stato amministrativo e tecnico aggiornato.
DOPO VENT’ANNI, CREDIAMO SIA ARRIVATO IL MOMENTO DI FARE IL BILANCIO
Non il bilancio economico di un singolo progetto.
Il bilancio di vent’anni di progetti : la domanda da cittadino è :
qual è stato il beneficio prodotto dall’investimento pubblico?
Filicudi non ha bisogno di altri totem simbolici.
Ha bisogno di servizi funzionanti, manutenzione, efficienza e trasparenza.
E soprattutto ha bisogno che alle domande dei cittadini venga data una risposta.
SINDACO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIUNTA E CONSIGLIERI: VI CHIEDIAMO UNA RISPOSTA PUBBLICA.
ACCENDIAMO ANCHE LA TRASPARENZA.
Comitato Civico “Occhio vigile su Filicudi”
Coordinamento: Beatrice Bonica, Gabriella Federico

Tanti auguri!

Buon compleanno a Anna Castrogiovanni, Melania Minciullo, Sabrina Currò, Fabrizio Falconieri, Giuseppe Sarpi, Gaetano Accetta, Nino Germanà, Virginia Caruso, Catena Fichera, Giuseppe Giardina, Gabriele Famularo, Donatella Coppolino, Stella Amico, Rosaria Traviglia. 


La vicinanza del Centro studi a Silvia Campanatico per la perdita del papà


 

Ordinanza sui cani a Leni. Conti, Biviano, Garofalo: "La quiete nasce dal benessere del cane non dalle sanzioni"

 Egregio Signor Sindaco del Comune di Leni,

con la presente desideriamo sottoporre alla Sua attenzione alcune considerazioni in merito all'ordinanza recentemente adottata dall'Amministrazione comunale, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti l'abbaio dei cani nelle ore notturne e alle sanzioni previste, che possono arrivare fino a 20.000 euro.

Premesso che nessuno di noi intende mettere in discussione il legittimo e sacrosanto diritto dei cittadini alla quiete, al riposo e alla serenità, riteniamo tuttavia doveroso evidenziare come una sanzione di tale entità, applicata senza un'adeguata valutazione delle circostanze concrete, possa determinare conseguenze potenzialmente molto problematiche.

Il cane, infatti, non è un dispositivo che può essere semplicemente "spento" quando produce rumore. L'abbaio è una forma naturale di comunicazione, connaturata alla sua specie, e può essere determinato da molteplici fattori: paura, stress, solitudine, dolore, disagio, presenza di altri animali o persone, o una situazione di pericolo o intrusione nella proprietà. Come per il pianto di un bambino, non si tratta di un fenomeno sempre immediatamente controllabile.

È proprio questo l'aspetto che maggiormente ci preoccupa. Di fronte alla prospettiva di una multa così elevata, esiste il rischio concreto che alcuni proprietari, per puro timore, ricorrano a forme di contenimento improprie: cani rinchiusi per ore in sgabuzzini, isolati, legati a catena in condizioni precarie, fino alla sedazione farmacologica o, nei casi estremi, all'abbandono.

Si tratta di un rischio indiretto ma reale, che riteniamo doveroso prevenire. Tali condotte, oltre ad essere eticamente inaccettabili, hanno rilevanza penale. Sarebbe paradossale che una disposizione volta a tutelare la quiete favorisse indirettamente comportamenti che l'ordinamento considera ben più gravi. Cosa dovrebbe fare un proprietario per impedire al cane di abbaiare?

Riteniamo che l'abbaio persistente possa certamente costituire un disturbo, ma possa anche essere un importante segnale di disagio dell'animale. In tali casi, la sola repressione dell'effetto rischia di essere insufficiente e controproducente. Sarebbe più utile e responsabile prevedere, prima dell'applicazione di sanzioni così gravose, un accertamento concreto della situazione e, ove necessario, il coinvolgimento dei servizi veterinari e di professionisti qualificati in comportamento animale, al fine di intervenire sulle cause.

In questa prospettiva, ci permettiamo di osservare che sarebbe stato più urgente e opportuno occuparsi del benessere animale a 360 gradi. Ancora oggi, sulle nostre isole, moltissimi animali sono tenuti a catena o in condizioni igieniche e di vita pessime. Vi sono situazioni sotto gli occhi di tutti, come quella delle capre di Stromboli lasciate per giorni chiuse in un camion, senza cibo né acqua, nelle loro stesse deiezioni. Crediamo siano queste le priorità di cui un'Amministrazione debba farsi carico.

Vi è infine una questione di coerenza applicativa: se il disturbo deriva dall'abbaio in quanto tale, come si applica il principio quando a vagare liberi e ad abbaiare sono cani randagi o privi di proprietario identificabile? In quel caso paga il Comune? Ciò evidenzia come il fenomeno non possa essere affrontato esclusivamente in chiave sanzionatoria.

Alla luce di quanto sopra, chiediamo rispettosamente all'Amministrazione comunale di Leni di voler riesaminare le disposizioni dell'ordinanza, valutando l'introduzione di:

1.⁠ ⁠criteri di accertamento chiari, oggettivi e verificabili, che distinguano il normale comportamento da situazioni realmente e persistentemente moleste;

2.⁠ ⁠gradualità e proporzionalità degli interventi, affinché una problematica di convivenza non si trasformi in fonte di sofferenza per gli animali;

3.⁠ ⁠strumenti di prevenzione e supporto per i proprietari, favorendo ove necessario il ricorso a figure professionali competenti per risolvere il problema alla sua origine.

Siamo convinti che un'Amministrazione attenta alle esigenze della propria comunità possa e debba trovare un punto di equilibrio tra il diritto dei cittadini alla quiete e il dovere di garantire il rispetto e il benessere degli animali, senza che la tutela di un diritto avvenga a discapito dell'altro.

Confidando nella Sua attenzione e sensibilità, restiamo in attesa di un cortese riscontro e porgiamo distinti saluti.

Danilo Conti

Sandro Biviano

Sara Garofalo


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