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martedì 29 settembre 2026
Lipari, dal 1° ottobre galleria chiusa: al via i lavori. Traffico dirottato su Serra
La sospensione della circolazione permetterà di svolgere le lavorazioni in condizioni di sicurezza. Il provvedimento resterà in vigore fino alla conclusione dei lavori in galleria.
Per gli utenti sarà disponibile il percorso alternativo lungo la S.P. 180 di Canneto, nel collegamento Lipari–Serra, che consentirà di evitare il tratto interessato dalla chiusura.
Eolie 2027 countdown: sedersi allo stesso tavolo non basta (di Fausto Mandarano)
EOLIE 2027 | COUNTDOWN
A Canneto: Residence Mistral
Eolienews ricorda Livio D'Ambra
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Incendio alle spalle di Chiesa vecchia, tre ettari di vegetazione in fumo
E' stato appiccato, contemporaneamente, in più punti, l'incendio di ieri sera, alle spalle di Chiesa vecchia. Le fiamme hanno mandato in fumo circa tre ettari di vegetazione. L'intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo potesse estendersi ulteriormente.
La partita dei miliardi, il silenzio della politica(di Davide Starvaggi)
LA PARTITA DEI MILIARDI. IL SILENZIO DELLA POLITICA.
Oggi, 29 settembre: Santi Michele, Gabriele e Raffaele
San Michele
Un tempo, al termine di ogni messa, il sacerdote pregava così: «San Michele arcangelo, difendici nella battaglia; sii il nostro aiuto contro la malvagità e l'insidia del diavolo. Comandi sopra di lui il Signore, e tu, principe delle milizie celesti, sprofonda nell'inferno, con la tua divina potenza, Satana e tutti gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per la perdizione delle anime». Quella preghiera, collocata in un momento strategico della liturgia, quando cioè il fedele sta per passare dalla solennità del rito alla sua concreta traduzione nel trambusto della vita quotidiana, testimoniava l'antichissima tradizione del culto dell'arcangelo san Michele, viva tra i cristiani, ma ancor prima nel popolo ebraico, che lo aveva eletto a proprio protettore. Una devozione diffusa e antica, che ha almeno tre centri di riferimento importanti e suggestivi, come la chiesa di San Michele del Gargano, in Puglia, il famosissimo santuario del Mont Saint Michel, in Francia, e la Sacra di San Michele, in Piemonte, all'imboccatura della Vai di Susa.
Michele è il protettore dei protettori, l'arcangelo guerriero, principe delle milizie celesti, avversario di Satana e degli angeli che si erano ribellati a Dio, e che lui aveva vinto al grido di guerra: «Chi è come Dio?», che è anche il significato del suo nome in lingua ebraica. Ed è così, nell'atto di trafiggere il demonio sconfitto, che viene spesso raffigurato nelle immagini più belle.
La Genesi (il primo libro della Bibbia) non fa il nome dell'angelo posto da Dio a custodire il paradiso terrestre, dopo la cacciata di Adamo ed Eva, rei di aver mangiato la fatidica mela proibita. Qualcuno ha voluto vedere, nell'arcigno custode che brandisce una spada fiammeggiante, l'arcangelo Michele, impegnato in un ennesimo episodio di quell'interminabile lotta contro le forze del male, che avrà il suo epilogo, come ha previsto l'evangelista Giovanni, nei giorni dell'apocalisse, quando Michele e i suoi angeli faranno precipitare definitivamente negli abissi il gran drago rosso con sette teste e dieci corna, cioè il diavolo o Satana, segnando così la sconfitta senza appello del male.
Nella nostra vita san Michele è l'angelo che ci è vicino nelle piccole e grandi battaglie quotidiane contro le suggestioni del male, contro quelle forze che vogliono farci scivolare nel vortice della perversione e del peccato e che, alla fine della vita, ci guiderà (anche questo è un compito che la tradizione gli attribuisce) nel momento del trapasso per essere poi al nostro fianco, avvocato, nel giorno del giudizio definitivo.
San Gabriele
Gabriele, forza di Dio (questo significa il suo nome), è l'angelo messaggero per eccellenza. L'ambasciata più clamorosa l'ha fatta a Maria, la giovane fidanzata del falegname di Nazaret, Giuseppe, per annunciarle che il Messia misteriosamente si sarebbe fatto carne in lei e l'eternità sarebbe entrata così nel tempo e nella storia. Ecco le sue parole: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te [...]. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissim»
Prima che a lei, Gabriele era apparso al profeta Daniele per rivelargli il numero delle settimane che dividevano il suo tempo dalla venuta del Messia, e il numero delle settimane che avrebbero separato la venuta del Messia dalla sua morte.
Era apparso poi all'anziano sacerdote Zaccaria per annunciargli la nascita di Giovanni Battista: «Tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni [...]. Egli ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia [...] per preparare al Signore un popolo ben disposto».
Le missioni di Gabriele si sono concluse a Nazaret, nella casa di Maria: «Ti saluto, o piena di grazia; il Signore è con te! Tu sei benedetta tra le donne». Il suo annuncio apre sulla terra l'era dell'incarnazione: Dio si fa uomo tra gli uomini, diventa nostro compagno nel travaglio della vita fino alla morte, schiudendoci le porte della speranza senza fine. Di questa grande realtà Gabriele fu entusiasta e benedetto messaggero.
San Raffaele
Raffaele, che in ebraico significa «Dio guarisce», è l'arcangelo che, sotto forma di giovane bellissimo, accompagna Tobiolo, incaricato dal padre, il vecchio e cieco Tobia, di andare a riscuotere un credito di dieci talenti d'argento. Un lungo viaggio dall'Assiria a Rages, che il giovane Tobiolo difficilmente avrebbe potuto condurre a termine se non avesse avuto a fianco Raffaele a salvarlo da un bel po' di guai. Tutto finisce bene: Tobiolo riscuote i denari, non solo, ma per l'intermediazione di Raffaele sposa Sara, la bella e virtuosa figlia di Rachele, e, tornato a casa, restituisce la vista al padre ungendogli gli occhi con il fiele di un pericoloso pesce che sul Tigri aveva minacciato la sua vita.
La Bibbia descrive Raffaele come un giovane bellissimo, dalle vesti succinte, cioè come un viaggiatore che ha bisogno delle gambe libere per avere il passo più spedito. Per questo Raffaele viene invocato come protettore di chi nella vita deve affrontare lunghi e incerti viaggi.
PRATICA: Affidiamo oggi alla Corte Celeste il nostro passato per essere perdonati; il nostro presente perché Dio conceda a tutti il dono della Pace, del lavoro, della dignità; il nostro futuro per accettarlo sotto la vostra guida col sorriso nel cuore e sulle labbra.
PREGHIERA: O gloriosi Arcangeli, proteggeteci da ogni attacco del maligno, preservateci da tutto ciò che ci distoglie dal bene, ed otteneteci da Dio le grazie che ci sono necessarie per vivere in terra senza mai allontanarci da Lui e in cielo per contemplarlo nella Sua gloria.
Scopri dove fare il pieno prima di salpare!
A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI
L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.
Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.
Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.
Tel. 0909812335
0909216237
VHF canale 76
info@eolianbunker.com
lunedì 28 settembre 2026
Personale emergenza - urgenza nelle Eolie. Il rimborso sinora è solo nel decreto
Uomo perde la vita nel mare di Filicudi
Un uomo, un turista polacco, che si trovava a bordo di un catamarano turistico ha perso la vita nel mare di Filicudi : potrebbe essere stato colto da malore.
La salma dello sfortunato sta per essere trasferita all'obitorio del cimitero di Lipari in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria.
Filicudi e i totem di ricarica ambulanza e di auto elettriche che non funzionano (Comitato civico "Occhio vigile su Filicudi")
FILICUDI: TOTEM A “RICARICA LENTA”…
LETTERA APERTA AL SINDACO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, ALLA GIUNTA E AI CONSIGLIERI COMUNALI DI LIPARIDal 2005 ad oggi cambiano i progetti, cambiano le amministrazioni, ma i totem restano. E le risposte?Lettera aperta al Comune di Lipari e, per conoscenza, agli organi di informazioneIL PARADOSSO DI FILICUDIImmaginiamo un turista che arriva a Filicudi con un’auto elettrica.«Scusi, dove posso ricaricare l’auto?»E il filicudaro:«Lì c’è il totem.»«E funziona?»«Questo è un altro progetto.»Una battuta, certamente.Ma dietro questa battuta c’è una domanda molto seria:QUANTI SOLDI PUBBLICI SONO STATI INVESTITI NEGLI ANNI E QUALE SERVIZIO CONCRETO HANNO PRODOTTO?A Filicudi la storia delle infrastrutture per la ricarica elettrica non nasce oggi.Dal 2005 ad oggi si sono susseguiti diversi interventi e progetti: inizialmente attraverso un progetto regionale e, successivamente, con nuovi interventi realizzati nell’ambito di programmi finanziati dal Ministero dell’Ambiente.Cambiano i progetti, Cambiano le amministrazioni, Cambiano i finanziamenti.Ma i totem rimangono.E tutti, ancora oggi, installati ma non utilizzabili.E LE RISPOSTE?Nel corso degli anni sono state presentate varie istanze e richieste di chiarimento al Comune di Lipari, ma a queste richieste non è seguita una nessuna risposta.È COSÌ DIFFICILE DIRE QUANTO È STATO SPESO, DA CHI, PER COSA E CON QUALE RISULTATO? Stiamo parlando di infrastrutture pubbliche realizzate con risorse pubbliche, su un’isola dove ogni euro investito dovrebbe essere verificabile e ogni opera dovrebbe essere concretamente utilizzabile dalla comunità.Per questo chiediamo al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, alla Giunta e a tutti i Consiglieri comunali di contribuire a fare finalmente chiarezza.Chiediamo trasparenza , chiediamo che il Comune indichi, il responsabile del procedimento o l’ufficio competente e lo stato amministrativo e tecnico aggiornato.DOPO VENT’ANNI, CREDIAMO SIA ARRIVATO IL MOMENTO DI FARE IL BILANCIONon il bilancio economico di un singolo progetto.Il bilancio di vent’anni di progetti : la domanda da cittadino è :qual è stato il beneficio prodotto dall’investimento pubblico?Filicudi non ha bisogno di altri totem simbolici.Ha bisogno di servizi funzionanti, manutenzione, efficienza e trasparenza.E soprattutto ha bisogno che alle domande dei cittadini venga data una risposta.SINDACO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIUNTA E CONSIGLIERI: VI CHIEDIAMO UNA RISPOSTA PUBBLICA.ACCENDIAMO ANCHE LA TRASPARENZA.Comitato Civico “Occhio vigile su Filicudi”Coordinamento: Beatrice Bonica, Gabriella Federico
Tanti auguri!
Buon compleanno a Anna Castrogiovanni, Melania Minciullo, Sabrina Currò, Fabrizio Falconieri, Giuseppe Sarpi, Gaetano Accetta, Nino Germanà, Virginia Caruso, Catena Fichera, Giuseppe Giardina, Gabriele Famularo, Donatella Coppolino, Stella Amico, Rosaria Traviglia.
Ordinanza sui cani a Leni. Conti, Biviano, Garofalo: "La quiete nasce dal benessere del cane non dalle sanzioni"
con la presente desideriamo sottoporre alla Sua attenzione alcune considerazioni in merito all'ordinanza recentemente adottata dall'Amministrazione comunale, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti l'abbaio dei cani nelle ore notturne e alle sanzioni previste, che possono arrivare fino a 20.000 euro.
Premesso che nessuno di noi intende mettere in discussione il legittimo e sacrosanto diritto dei cittadini alla quiete, al riposo e alla serenità, riteniamo tuttavia doveroso evidenziare come una sanzione di tale entità, applicata senza un'adeguata valutazione delle circostanze concrete, possa determinare conseguenze potenzialmente molto problematiche.
Il cane, infatti, non è un dispositivo che può essere semplicemente "spento" quando produce rumore. L'abbaio è una forma naturale di comunicazione, connaturata alla sua specie, e può essere determinato da molteplici fattori: paura, stress, solitudine, dolore, disagio, presenza di altri animali o persone, o una situazione di pericolo o intrusione nella proprietà. Come per il pianto di un bambino, non si tratta di un fenomeno sempre immediatamente controllabile.
È proprio questo l'aspetto che maggiormente ci preoccupa. Di fronte alla prospettiva di una multa così elevata, esiste il rischio concreto che alcuni proprietari, per puro timore, ricorrano a forme di contenimento improprie: cani rinchiusi per ore in sgabuzzini, isolati, legati a catena in condizioni precarie, fino alla sedazione farmacologica o, nei casi estremi, all'abbandono.
Si tratta di un rischio indiretto ma reale, che riteniamo doveroso prevenire. Tali condotte, oltre ad essere eticamente inaccettabili, hanno rilevanza penale. Sarebbe paradossale che una disposizione volta a tutelare la quiete favorisse indirettamente comportamenti che l'ordinamento considera ben più gravi. Cosa dovrebbe fare un proprietario per impedire al cane di abbaiare?
Riteniamo che l'abbaio persistente possa certamente costituire un disturbo, ma possa anche essere un importante segnale di disagio dell'animale. In tali casi, la sola repressione dell'effetto rischia di essere insufficiente e controproducente. Sarebbe più utile e responsabile prevedere, prima dell'applicazione di sanzioni così gravose, un accertamento concreto della situazione e, ove necessario, il coinvolgimento dei servizi veterinari e di professionisti qualificati in comportamento animale, al fine di intervenire sulle cause.
In questa prospettiva, ci permettiamo di osservare che sarebbe stato più urgente e opportuno occuparsi del benessere animale a 360 gradi. Ancora oggi, sulle nostre isole, moltissimi animali sono tenuti a catena o in condizioni igieniche e di vita pessime. Vi sono situazioni sotto gli occhi di tutti, come quella delle capre di Stromboli lasciate per giorni chiuse in un camion, senza cibo né acqua, nelle loro stesse deiezioni. Crediamo siano queste le priorità di cui un'Amministrazione debba farsi carico.
Vi è infine una questione di coerenza applicativa: se il disturbo deriva dall'abbaio in quanto tale, come si applica il principio quando a vagare liberi e ad abbaiare sono cani randagi o privi di proprietario identificabile? In quel caso paga il Comune? Ciò evidenzia come il fenomeno non possa essere affrontato esclusivamente in chiave sanzionatoria.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo rispettosamente all'Amministrazione comunale di Leni di voler riesaminare le disposizioni dell'ordinanza, valutando l'introduzione di:
1. criteri di accertamento chiari, oggettivi e verificabili, che distinguano il normale comportamento da situazioni realmente e persistentemente moleste;
2. gradualità e proporzionalità degli interventi, affinché una problematica di convivenza non si trasformi in fonte di sofferenza per gli animali;
3. strumenti di prevenzione e supporto per i proprietari, favorendo ove necessario il ricorso a figure professionali competenti per risolvere il problema alla sua origine.
Siamo convinti che un'Amministrazione attenta alle esigenze della propria comunità possa e debba trovare un punto di equilibrio tra il diritto dei cittadini alla quiete e il dovere di garantire il rispetto e il benessere degli animali, senza che la tutela di un diritto avvenga a discapito dell'altro.
Confidando nella Sua attenzione e sensibilità, restiamo in attesa di un cortese riscontro e porgiamo distinti saluti.
Danilo Conti
Sandro Biviano
Sara Garofalo
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