(Il nostro articolo trae spunto da una dettagliata ricerca del geometra Giuseppe Cirino)
Nella foto: Il sepolcro nel cimitero di Lipari con una corona di fiori, deposta il 19 giugno 2018, nel centenario della sua morte
Tra le pieghe meno note della storia eoliana si trova la vicenda del sottotenente Mariano Amendola, l’unico tra i militari eoliani caduti in guerra ad essere sepolto nei cimiteri eoliani, per la precisione a Lipari
La sua giovane vita si spezzò il 19 giugno 1918, nel pieno della Battaglia del Solstizio, tra il Piave e il Monte Grappa, uno dei momenti decisivi del fronte italiano.
Mariano Amendola nacque a Lipari il 5 febbraio 1897 da Vincenzo e Luigina Paino. Appartenente alla leva del distretto militare di Messina, risultava iscritto con la matricola 125285, serie del ruolo 18. La chiamata alle armi lo portò a raggiungere il fronte settentrionale come sottotenente di complemento nel 280° Reggimento Fanteria, 6ª Compagnia, inquadrata nella 3ª Armata del Piave.
Il 280° Reggimento faceva parte della Brigata Foggia, formata relativamente tardi nel corso del conflitto, il 15 luglio 1917.
La Brigata era costituita da:
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280° Reggimento (dal deposito del 26° Reggimento),
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281° Reggimento (dal deposito del 50° Reggimento),
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282° Reggimento (dal deposito del 53° Reggimento).
Nel 1918, anno dell’ultima fase della guerra, Amendola e i suoi commilitoni furono impegnati a lungo in Val Lagarina, tra gennaio e maggio. Le posizioni presidiate furono numerose e spesso aspre, tra cui Brentonico, Castione, Coste di Tierno, quota 940, Martello, Malga Sorgente, quota 382, Dosso Alto, Castel Brentonino, Monte Giovo, S. Cecilia, Sbarramento Talpinia e il caposaldo di Coste Tierno.
Un settore di media montagna duro e rischioso, segnato da trincee gelide e continue ricognizioni.
Nel giugno 1918, la Brigata Foggia venne trasferita sul Piave, dove si preparava l’offensiva austro-ungarica destinata a diventare la Battaglia del Solstizio.
Dal 16 giugno al 21 settembre le posizioni difensive della Brigata si estendevano tra L’Ero, San Biagio, Callalta, Molino Nuovo, Casa Martino, Meolo, Casa Pavan, Villanova, Croste e l’argine San Marco.
Fu proprio nella zona di Casa Martini (Casa Martino) che, il 19 giugno 1918, Mariano Amendola venne colpito mortalmente da gravi ferite in combattimento, a soli 21 anni. Morì mentre era impegnato nella difesa di uno dei punti più contestati della linea del Piave, nel cruciale scontro che arrestò l’ultimo grande tentativo austro-ungarico di sfondamento.
In un primo momento, la salma del giovane sottotenente venne sepolta nel cimitero di San Biagio di Callalta, vicino ai luoghi della battaglia.
Successivamente, in una fase di restituzione e ricomposizione delle memorie familiari e territoriali, Mariano Amendola fu traslato nel Cimitero Comunale di Lipari, diventando così l’unico caduto eoliano della Grande Guerra oggi sepolto nelle isole.

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