Al Ministro della Difesa On. Guido Crosetto
Al Ministro per la Protezione Civile e Politiche del mare On. Nello Musmeci
Al Presidente della Regione Siciliana – On. Renato Schifani
All’Assessore dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità On. Francesco Colianni
All’Assessore del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo On. Elvira Amata
Al Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti
Al Prefetto di Messina
Ad ATI Acque Messina
Al Sindaco del Comune di Lipari – Riccardo Gullo
ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente
Alla Corte dei Conti – Sezione di Controllo per la Regione Siciliana
Oggetto: Ulteriore e urgente segnalazione sulla gravissima crisi idrica dell’isola di Lipari e richiesta di immediato intervento sul dissalatore – Profilo di potenziale danno erariale
Egregi, le associazioni imprenditoriali, ricettive, sociali e professionali del Comune di Lipari, già firmatarie della nota del 6 agosto 2025, tornano a segnalare la gravissima e ormai insostenibile crisi idrica che sta investendo l’isola. Nonostante i ripetuti allarmi e le richieste formali di intervento, nulla è stato concretamente realizzato per mettere in sicurezza e rendere pienamente operativo il dissalatore di Lipari, la cui condizione manutentiva – già allora critica – è oggi precipitata in una situazione di emergenza assoluta.
1. Crollo della produzione del dissalatore: -50%
Come comunicato dal Responsabile del Servizio Idrico Integrato del Comune di Lipari, la produzione dell’impianto è crollata da 4.100–4.500 m³/giorno a circa 1.900–2.000 m³/giorno, a causa della rottura dei generatori elettrici e dei motori di produzione. Questa riduzione rende impossibile garantire il servizio idrico essenziale alla popolazione e alle attività economiche, con ripercussioni immediate sulla salute pubblica, sulla vivibilità e sull’immagine turistica dell’isola.
2. Un impianto mai completato e mai collaudato
È necessario ribadire un fatto gravissimo: il nuovo dissalatore di Lipari non è mai stato completato, né collaudato, nonostante siano trascorsi oltre dieci anni dalla sua installazione.
In particolare:
• l’impianto fotovoltaico da 1 MW, progettato per alimentare il dissalatore e ridurre i costi energetici, non è mai entrato in funzione, ne mai realizzate le linee elettriche tra impianto fotovoltaico e dissalatore;
• alcune sezioni fondamentali dell’impianto non sono mai state consegnate o installate;
• la presa a mare attuale non è in grado di prelevare più di 4.500 tonnellate/giorno, rendendo impossibile raggiungere la capacità progettuale di 9.000 t/giorno.
Non si tratta quindi di una semplice “manutenzione”, ma di un impianto incompleto, mai portato a regime e oggi in stato di degrado funzionale.
3. Costi aggiuntivi a carico della Regione:
+1 milione €/anno A causa del mancato completamento dell’impianto e dell’assenza del fotovoltaico, la Regione Siciliana ha riconosciuto al gestore un costo aggiuntivo di circa 0,70 €/tonnellata, pari a oltre il 30% del costo pattuito.
Questo comporta per la Regione un esborso aggiuntivo di circa 1 milione di euro l’anno, totalmente evitabile se l’impianto fosse stato completato e collaudato.
4. Costi enormi per lo Stato: acqua via nave a oltre 13 €/tonnellata
Il cattivo funzionamento del dissalatore obbliga lo Stato, a integrare l’approvvigionamento tramite navi cisterna. Il costo complessivo del trasporto via nave supera i 13 €/tonnellata, cioè circa 10 €/tonnellata in più rispetto alla produzione del dissalatore.
A tal proposito si fa rilevare che proprio per le cattive condizioni del dissalatore nell’anno 2025 sono state trasportate via nave 210.000 tonnellate delle quali 50.000 tonnellate in più rispetto al 2024 per un costo di oltre 2.700.000 €. Si tratta di un aggravio di spesa enorme, totalmente ingiustificato e strutturalmente evitabile.
5. Una domanda inevitabile
Alla luce di questi dati, sorge spontanea una domanda che poniamo formalmente alle istituzioni competenti:
Per quale motivo si continua a non completare un impianto che, con un investimento di circa 2 milioni di euro, permetterebbe di risparmiare in un solo anno più di quanto oggi si spende in costi aggiuntivi e approvvigionamenti sostitutivi (circa 3.700.000 €)?
Questa scelta – o meglio, questa non-scelta – appare priva di qualsiasi razionalità tecnica, economica ed amministrativa.
6. Necessità di potenziare la presa a mare
Precisiamo inoltre che la presa a mare non va semplicemente ristrutturata, ma pienamente potenziata, poiché l’attuale linea non può superare i 4.500 m³/giorno.
Per portare il dissalatore alla capacità progettuale è necessario:
• raddoppiare la linea di captazione,
• adeguare le infrastrutture di pompaggio,
• completare le sezioni mai attivate.
Solo così sarà possibile raggiungere la produzione di 6.700 m³/giorno nel breve termine e 9.000 m³/giorno a regime rendendo l’isola totalmente e definitivamente autosufficiente.
7. Profilo di potenziale danno erariale
La combinazione di:
• mancato completamento dell’impianto,
• mancato collaudo,
• mancata attivazione del fotovoltaico,
• costi aggiuntivi riconosciuti al gestore,
• ricorso sistematico a navi cisterna,
• mancata programmazione degli interventi necessari,
Potrebbe configurare un potenziale danno erariale, che riteniamo doveroso sottoporre alla valutazione della Corte dei Conti.
8. Richieste urgenti
Alla luce di quanto sopra esposto, chiediamo:
– lo stanziamento immediato di almeno 2 milioni di euro per completare, ristrutturare e mettere a regime il dissalatore;
– l’avvio immediato dei lavori, con procedure accelerate coerenti con la natura emergenziale della situazione;
– la messa in funzione ed il collegamento dell’impianto fotovoltaico da 1 MW; – il raddoppio della presa a mare;
– il collaudo e l’attivazione delle sezioni mai utilizzate;
– un cronoprogramma pubblico e vincolante, con responsabilità chiare e tempi certi.
9. Impossibile a affrontare la stagione 2026 in queste condizioni
Lipari non può a affrontare la prossima stagione turistica – fondamentale per l’economia dell’intero arcipelago – con un impianto in condizioni di manutenzione così precarie e con una produzione idrica dimezzata.Ogni ulteriore ritardo comprometterà:
• la salute pubblica per potenziali problemi igienico sanitari,
• la continuità dei servizi essenziali,
• la tenuta economica delle imprese,
• l’immagine internazionale delle Isole Eolie.
Chiediamo pertanto un intervento immediato, concreto e verificabile. Ribadiamo la nostra piena disponibilità a un incontro urgente, per definire un percorso risolutivo immediato e non più rinviabile. In attesa di un riscontro tempestivo, porgiamo distinti saluti.
Firmatari • A.D.E. – Associazione Diportisti Eoliani (Felicino Mirabito) • ARIE – Associazione Ristoratori Isole Eolie (Angelino Paino) • Associazione Albergatori Panarea (Salvatore Tesoriero) • Associazione Ama le Eolie (Emanuele Carnevale) • Associazione Amici dell’Ospedale (Danilo Conti) • Associazione Armatori (Gaetano Di Mech) • Associazione dei Tecnici Eoliani (Gaetano Barca) • Associazione Cappero delle Isole Eolie Dop (Lorenzo Cortese) • Associazione Culturale Hierà (Gilberto Iacono) • Asociazione Culturale Idee (Manuela Mondiello) • Associazione Guide Turistiche Eolie Messina Taormina (Giuseppina Florio) • Assoimprese Isole Eolie (Maurizio Cipicchia) • Associazione Valentino Uno di Noi (Eleonora Zagami) • Associazione Balneari Isole Eolie (Luigi Sabatini) • Biodistretto Isole Eolie Aimèe Carmoz (Danilo Conti) • Centro Studi Eoliano Onlus (Nino Saltalamacchia) • Comitato Eolie 20-30 (Danilo Conti) • Comitato Trasporti Isole Eolie (Sara Tomasello) • Condotta Isole Slow Siciliane (Venanzio Iacolino) • Confesercenti Messina – Delegazione Isole Eolie (Monte Domenica) • ENPA Sez. Isole Eolie (Manori Wijayaratne) • Italia Nostra – Isole Eolie (Angelo Sidoti) • La Fucina di Efesto APS (Gaia Toni) • Proloco Amo Stromboli APS (Rosa Oliva)
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