Lo denuncia il Comitato "Residenti isola di Alicudi".
Una situazione che, soprattutto in un’isola abitata tutto l’anno, non può essere affrontata con soluzioni temporanee o comunicazioni frammentarie. Prima della cessazione del servizio e nei giorni successivi sono state inviate diverse PEC agli enti e ai soggetti istituzionalmente competenti.
L’ultima comunicazione risale al 6 agosto e chiedeva indicazioni precise per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria e farmaceutica.
Ad oggi, però, restano ancora senza risposta alcune questioni fondamentali.
A partire da una domanda semplice ma essenziale: a chi devono rivolgersi i residenti per ottenere le prescrizioni mediche?
E, una volta ottenute, attraverso quale procedura devono essere reperiti e trasportati i medicinali fino ad Alicudi?
Il problema diventa ancora più delicato per chi segue terapie croniche o necessita di farmaci salvavita.
Non si tratta, infatti, soltanto di assicurare la presenza periodica di un medico sull’isola.
La vera emergenza riguarda la continuità dell’intero percorso assistenziale.
Prescrizioni, reperimento dei medicinali, trasporto, consegna e gestione delle urgenze devono essere regolati da una procedura certa.
Una procedura che tenga conto anche delle difficoltà nei collegamenti marittimi e delle giornate in cui le condizioni del mare possono isolare l’isola.
Per chi vive ad Alicudi tutto questo non è un dettaglio organizzativo, ma una necessità quotidiana.
L’insularità impone infatti risposte specifiche, tempestive e soprattutto ufficiali.
Non è sufficiente sapere che un medico potrà essere presente occasionalmente.
I cittadini hanno bisogno di sapere chi garantisce l’assistenza quando il medico non c’è e come possono accedere alle cure necessarie.
Serve inoltre chiarezza sulle modalità con cui i farmaci possono arrivare sull’isola, soprattutto nei casi urgenti.
Il Comitato Residenti Isola di Alicudi torna quindi a chiedere risposte concrete alle istituzioni competenti.
È necessario comunicare pubblicamente alla popolazione una procedura semplice, certa e immediatamente applicabile.
Una procedura che garantisca prescrizioni e medicinali anche nelle situazioni più delicate.
Allo stesso tempo, va affrontata la questione di un presidio farmaceutico adeguato alle particolari esigenze di Alicudi.
Una comunità residente tutto l’anno non può essere lasciata nell’incertezza sull’accesso a cure e farmaci.
La tutela della salute deve essere garantita anche nelle isole minori, senza che la distanza dalla terraferma diventi un ostacolo insormontabile.
Alicudi chiede soltanto un sistema chiaro, funzionante e capace di rispondere alle reali necessità dei suoi abitanti.
E chiede che, dopo le numerose richieste già inviate, arrivino finalmente risposte ufficiali e operative.
Una situazione che, soprattutto in un’isola abitata tutto l’anno, non può essere affrontata con soluzioni temporanee o comunicazioni frammentarie. Prima della cessazione del servizio e nei giorni successivi sono state inviate diverse PEC agli enti e ai soggetti istituzionalmente competenti.
L’ultima comunicazione risale al 6 agosto e chiedeva indicazioni precise per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria e farmaceutica.
Ad oggi, però, restano ancora senza risposta alcune questioni fondamentali.
A partire da una domanda semplice ma essenziale: a chi devono rivolgersi i residenti per ottenere le prescrizioni mediche?
E, una volta ottenute, attraverso quale procedura devono essere reperiti e trasportati i medicinali fino ad Alicudi?
Il problema diventa ancora più delicato per chi segue terapie croniche o necessita di farmaci salvavita.
Non si tratta, infatti, soltanto di assicurare la presenza periodica di un medico sull’isola.
La vera emergenza riguarda la continuità dell’intero percorso assistenziale.
Prescrizioni, reperimento dei medicinali, trasporto, consegna e gestione delle urgenze devono essere regolati da una procedura certa.
Una procedura che tenga conto anche delle difficoltà nei collegamenti marittimi e delle giornate in cui le condizioni del mare possono isolare l’isola.
Per chi vive ad Alicudi tutto questo non è un dettaglio organizzativo, ma una necessità quotidiana.
L’insularità impone infatti risposte specifiche, tempestive e soprattutto ufficiali.
Non è sufficiente sapere che un medico potrà essere presente occasionalmente.
I cittadini hanno bisogno di sapere chi garantisce l’assistenza quando il medico non c’è e come possono accedere alle cure necessarie.
Serve inoltre chiarezza sulle modalità con cui i farmaci possono arrivare sull’isola, soprattutto nei casi urgenti.
Il Comitato Residenti Isola di Alicudi torna quindi a chiedere risposte concrete alle istituzioni competenti.
È necessario comunicare pubblicamente alla popolazione una procedura semplice, certa e immediatamente applicabile.
Una procedura che garantisca prescrizioni e medicinali anche nelle situazioni più delicate.
Allo stesso tempo, va affrontata la questione di un presidio farmaceutico adeguato alle particolari esigenze di Alicudi.
Una comunità residente tutto l’anno non può essere lasciata nell’incertezza sull’accesso a cure e farmaci.
La tutela della salute deve essere garantita anche nelle isole minori, senza che la distanza dalla terraferma diventi un ostacolo insormontabile.
Alicudi chiede soltanto un sistema chiaro, funzionante e capace di rispondere alle reali necessità dei suoi abitanti.
E chiede che, dopo le numerose richieste già inviate, arrivino finalmente risposte ufficiali e operative.
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