Cerca nel blog

lunedì 12 ottobre 2026

Approfondimento: Cosa può essere successo all'assassino di Melisa (di Luciano Vivacqua, Assistente capo coordinatore di Polizia penitenziaria)

Riceviamo e pubblichiamo: 

Quando ad un utente (detenuto), a seguito di visite staff medico, obbligatorie per i nuovi giunti (sia dalla libertà che da altro istituto), gli si accerta uno stato di salute mentale ed psicologica tale da applicare sorveglianza speciale (la cosiddetta sorveglianza a vista) l'utente stesso viene salvaguardato da atti autolesionistici o attacchi esterni da altri utenti ecc....

Dopo un po' di tempo , sempre a seguito di ulteriori visite (effettuate dallo stesso staff medico) che si riunisce in seduta comune (psichiatra, psicologo ed educatori), se si riscontra miglioramento dello stesso utente può essere presa la decisione di attenuare la sorveglianza da A VISTA CON GRANDISSIMA SORVEGLIANZA MEDICO CUSTODIALE che prevede controlli frequenti (almeno ogni 15 minuti).

Purtroppo con la carenza di personale e sovraffollamento dei reparti detentivi, tra un controllo e l'atro passano quasi tutti i cosiddetti 15 minuti e malgrado (ed in questo sono sicuro che sia stato fatto ) sono stati posti in essere tutte le procedure per salvare una vita (senza giudicare o farsi condizionare da ciò che ha fatto il malcapitato) l'utente è deceduto.

Per tutti gli accertamenti ci saranno due inchieste come previsto in ogni caso di morte in Istituto, una penale da parte della Procura e l'altra interna da parte dell'Amministrazione Penitenziaria .

L'unica certezza è che se qualcuno ha commesso, a titolo di colpa o dolo, un errore si assumerà le sue responsabilità.

  Luciano Vivacqua  (Assistente Capo Coordinatore di Polizia Penitenziaria)

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.