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lunedì 12 ottobre 2026
Tanti auguri!
U Marmuraru di Bartolomeo Basile, artigiano in Lipari - Via Francesco Crispi (Marina Lunga)
Lavorazione di marmi, graniti, soglie, scale, rivestimenti in pietra, pulitura bocciardatura, lavori edili e cimiteriali di ogni genere.
Artista della pietra locale con la scultura come hobby.
"La natura crea, io la modello: la mia professione ed esperienza, acquisita negli anni, tramandatami prima dal nonno e, poi, da mio padre, si vede in ogni lavoro che eseguo usando mani, testa, cuore e passione.
Massima puntualità e serietà per soddisfare le vostre esigenze"
Contatti: 345 4239 640 - mail: bartolobasile74@gmail.com
IL VIDEO CON ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI:
Oggi, 12 ottobre: San Carlo Acutis
Carlo Acutis nacque a Londra il 3 maggio 1991 da Andrea Acutis e Antonia Salzano, milanesi provvisoriamente in città per lavoro. Carlo fin da piccolo manifesta un'indole particolarmente devota tanto che tornati in Italia a soli 7 anni chiese di poter ricevere la Prima Comunione.Richiesta insolita ma che venne accolta dopo averla sottoposta a Monsignor Pasquale Macchi il quale diede il suo benestare dopo aver interrogato il ragazzo, ritenendolo idoneo. Carlo ricevette così l'Eucaristia il 16 giugno 1998, giovanissimo, e restò un punto fermo nella sua breve vita assieme alla messa quotidiana alla quale assisteva.
Carlo era anche bravo in informatica tantoche è stato proclamato patrono del web, e così dopo aver assistito ad un incontro di presentazione del Piccolo Catechismo eucaristico decise di dare vita ad una mostra sui miracoli eucaristici, per testimoniare la vera presenza di Gesù nell'ostia. Dopo tre anni di ricerche in giro per l'Europa con in genitori la mostra era pronta e talmente ben fatta da essere richiesta dalle diocesi di tutto il mondo.
Il sogno di Carlo era di farsi sacerdote, ma purtroppo all'età di 15 anni fu stroncato da una leucemia fulminante, e dopo aver dedicato la sua vita “al suo amico Gesù” torna alla casa del Padre il 12 ottobre 2006. Venne sepolto ad Assisi e successivamente dal cimitero viene traslato nel Santuario della Spogliazione: attraverso una speciale procedura di imbalsamazione viene esposto alla visita dei pellegrini.
Dichiarato venerabile nel 2008 è stato beatificato il 10 ottobre 2020 dopo averne accertato almeno un miracolo, ovvero la guarigione di un ragazzo brasiliano avvenuta dopo averne toccato le reliquie. Il 7 settembre 2025 Papa Leone XIV l'ha elevato agli onori degli altari.
La madre: «Vi racconto il suo miracolo»
Intervista realizzata da Stefano Lorenzetto alla madre di Carlo, Antonia Salzano, e pubblicata dal CorriereIntercede. Salva. Guarisce. Converte. Appare. I devoti di quello che già viene chiamato il patrono di Internet, almeno 1 milione nei cinque continenti, vedono la sua presenza ovunque. L’ultimo segno, il 15 agosto. Scrivono i fan su Facebook: Questa notte, nella solennità della Santissima Vergine Maria Assunta, Carlo venuto a prendersi la sua cagnolina Briciola di quasi 17 anni. Ora corre e gioca anche lei nei meravigliosi giardini del Paradiso assieme agli altri animali di Carlo che l’hanno preceduta, i cani Poldo, Stellina e Chiara, i gatti Bambi e Cleopatra. Non le pare eccessivo che associno l’Assunzione alla morte di una bestiola? Sorride indulgente Antonia Salzano, mamma di Carlo Acutis, stroncato a 15 anni da una leucemia fulminante nel breve volgere di 72 ore.
Ma sono ben altri i segni per cui lo studente milanese, già venerabile dal 2018, verrà proclamato beato dalla Chiesa il 10 ottobre ad Assisi, ultima tappa prima di diventare santo. Quando il 23 gennaio 2019 si eseguì la ricognizione canonica sulle spoglie mortali del giovanissimo servo di Dio, la sua salma fu trovata intatta.
Io stavo lì, mio marito non volle vedere. Era ancora il nostro ragazzone, alto 1,82, solo la pelle un po’ più scura, con tutti i suoi capelli neri e ricci. E lo stesso peso, quello che si era predetto da solo. Pochi giorni dopo il funerale, all’alba fui svegliata da una voce: “Testamento”. Frugai in camera sua, pensavo di trovarvi uno scritto. Nulla. Accesi il pc, lo strumento che preferiva. Sul desktop c’era un filmato brevissimo che si era girato da solo ad Assisi tre mesi prima: “Quando peserò 70 chili, sono destinato a morire”. E guardava spensierato il cielo.
La vita di Carlo durò solo 5.641 giorni.
In realtà 5.640. Entrò in coma alle 14 dell’11 ottobre 2006, con il sorriso sulle labbra. Credevamo che si fosse addormentato. Alle 17 fu dichiarata la morte cerebrale, la mattina del 12 quella legale. Avremmo voluto donare i suoi organi, ma non fu possibile, ci dissero che erano compromessi dalla malattia. Un bel paradosso, perché il cuore, perfetto, ora sarò esposto in un ostensorio nella basilica papale di San Francesco ad Assisi.
Quand’ stato prelevato?
Durante la ricognizione del 2019. Con atto notarile abbiamo voluto donare il corpo al vescovo di Assisi. Era giusto che appartenesse alla Chiesa universale.
In che modo Carlo scoprì la fede?
Non certo per merito di noi genitori, lo scriva pure. In vita mia ero stata in chiesa solo tre volte: prima comunione, cresima, matrimonio. E quando conobbi il mio futuro marito, mentre studiava economia politica a Ginevra, non che la domenica andasse a messa.
Allora come spiega questa religiosità?
Un ruolo lo ebbe Beata, la bambinaia polacca, devota a papa Wojtyla. Ma c’era in lui una predisposizione naturale al sacro. A 3 anni e mezzo mi chiedeva di entrare nelle chiese per salutare Gesù. Nei parchi di Milano raccoglieva fiori da portare alla Madonna. Volle accostarsi all’eucaristia a 7 anni, anziché a 10. Lo lasciammo libero. Ci pareva una cosa bella, perciò chiedemmo una deroga. Per me fu una “Dio-incidenza”. Carlo mi salvò. Ero un’analfabeta della fede. Mi riavvicinai grazie a padre Ilio Carrai, il padre Pio di Bologna, altrimenti mi sarei sentita screditata nella mia autorità genitoriale. un percorso che dura tuttora. Spero almeno di finire in purgatorio.
Carlo fu precoce solo nella preghiera?
In tutto. Era un mostro di bravura. A 6 anni già padroneggiava il computer, girava per casa con il camice bianco e il badge “Scienziato informatico”. A 9 scriveva programmi elettronici grazie ai testi acquistati nella libreria del Politecnico.
Non era troppo piccolo per usare il pc?
I promotori della causa di beatificazione hanno analizzato in profondità la memoria del suo computer con le tecniche dell’indagine forense, senza riscontrare la minima traccia di attività sconvenienti. Sognava di adoperare il pc e il web per diffondere il Vangelo. Papa Francesco nella Christus vivit cita Carlo come esempio per i giovani. “Sapeva molto bene”, spiega, “che questi meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati”, ma lui ha saputo uscirne “per comunicare valori e bellezza”. Il suo sguardo spaziava ben oltre Internet. Alle mense dei poveri, quelle delle suore di Madre Teresa di Calcutta a Baggio e dei cappuccini in viale Piave, dove prestava servizio come volontario. La sera partiva da casa con recipienti pieni di cibo e bevande calde. Li portava ai clochard sotto l’Arco della Pace, per i quali con i risparmi delle sue mance comprava anche i sacchi a pelo. Lo accompagnava il nostro cameriere Rajesh Mohur, un bramino della casta sacerdotale indù, che si convertì al cattolicesimo vedendo come Carlo aiutava i diseredati.
Avrebbe mai detto che un giorno sarebbe salito all’onore degli altari?
Ero certa che fosse santo già in vita. Fece guarire una signora da un tumore, supplicando la Madonna di Pompei.
Il miracolo riconosciuto dalla Chiesa?
No, solo uno dei tanti che nemmeno sono entrati nel processo di canonizzazione. Quello che lo far proclamare beato accadde in Brasile nel settimo anniversario della morte, il 12 ottobre 2013, a Campo Grande. Matheus, 6 anni, era nato con il pancreas biforcuto e non riusciva a digerire alimenti solidi. Padre Marcelo Tenrio invitò i parrocchiani a una novena e appoggiò un pezzo di una maglia di Carlo sul piccolo paziente, che l’indomani cominci a mangiare. La Tac dimostrò che il suo pancreas era divenuto identico a quello degli individui sani, senza che i chirurghi lo avessero operato. Una guarigione istantanea, completa, duratura e inspiegabile alla luce delle attuali conoscenze mediche.
Suo figlio come si ammalò?
Sembrava una banale influenza. Dopo alcuni giorni comparvero forte astenia e sangue nelle urine. Lui se ne uscì con una delle sue frasi: “Offro queste sofferenze per il Papa, per la Chiesa e per andare dritto in paradiso senza passare dal purgatorio”, ma in famiglia non vi demmo troppo peso. Chiamai il professor Vittorio Carnelli, che era stato il suo pediatra. Ci consigli l’immediato ricovero nella clinica De Marchi. E l avemmo la diagnosi infausta: leucemia mieloide acuta M3. Carlo ne fu informato dagli ematologi. Reagì con dolcezza e commentò: “Il Signore mi ha dato una bella sveglia”. Fu trasferito all’ospedale San Gerardo di Monza. Appena giuntovi, scosse la testa: “Da qui non esco vivo”.
Lei invocò un miracolo per suo figlio?
Sì, da Gesù, dalla Madonna e dal venerabile fra Cecilio Maria, al secolo Pietro Cortinovis, il cappuccino fondatore dell’Opera San Francesco per i poveri di Milano. Ma i piani di Dio erano altri. Quelli che avevo proposto a Carlo prima che spirasse: chiedi al Signore di manifestarci un segno della sua presenza.
E suo figlio che cosa le rispose?
“Non preoccuparti, mamma. Ti darò molti segni”. Nove giorni dopo la sua morte, a Tixtla, in Messico, un’ostia si arrossì di sangue. Una commissione composta anche da scienziati non credenti accertò che era del gruppo AB, lo stesso presente nella Sindone e nel miracolo di Lanciano, e che si trattava di cellule del cuore. A distanza di quattro anni, negli strati sottostanti alla coagulazione restava ancora presente del sangue fresco.
Suo figlio aveva allestito Segni, una mostra sui miracoli eucaristici.
Sì, sta girando tutti i santuari del mondo. Negli Stati Uniti l’hanno ospitata 10.000 parrocchie. Sono eventi soprannaturali come quello accaduto il 12 ottobre 2008, nel secondo anniversario della sua morte, a Soklka, in Polonia. Un’ostia caduta a terra durante la comunione, e conservata in cassaforte, una settimana dopo divenne un pezzo di carne di origine miocardica, gruppo sanguigno AB.
Ha avuto solo questi, di segni?
Anche altri. Carlo mi predisse che sarei diventata di nuovo madre, benché stessi per compiere 40 anni. E nel 2010, quando gi ne avevo 43, diedi alla luce due gemelli, Michele e Francesca.
Perché fu sepolto ad Assisi?
Abbiamo una casa in Umbria. Un cartello avvertiva che c’erano in vendita nuovi loculi nel cimitero comunale. Chiesi a Carlo che cosa ne pensasse. “Sarei felicissimo di finire qua”, rispose. Il suo corpo intatto stato poi traslato nel santuario della Spogliazione, dove ora i fedeli potranno venerarlo per sempre.
Che cosa le manca di più di suo figlio?
L’allegria. Appena morì, ricordo d’aver pensato: e ora chi mi far ridere? e chi mi aiuterò con il computer? Mi restano i suoi pensieri, detti e scritti: “Non io, ma Dio!”. “Da qualunque punto di vista la si guardi, la vita sempre fantastica”. “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie”.
L’ultimo rende bene l’idea dei social.
Così, gli uomini d’oggi sono ripiegati su sè stessi. La loro felicità fatta solo di like. Ma Carlo l’influencer di Dio.
Non vorrebbe che fosse ancora qui con lei, anziché avere un santo in cielo?
Ho fatto mia l’invocazione di Giobbe: “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!”. I figli non ci appartengono, ci sono affidati. Sento Carlo più presente di quando era in vita. Vedo il bene che fa. Mi basta.
Oggi, dopo 100 anni di storia, il Filippino è un ristorante moderno e funzionale, articolato in due sale interne e in una grande e rinnovata terrazza climatizzata.
L’arredamento, in legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante, con mobili d’epoca e un caldo camino.
Le specialità proposte sono prevalentemente legate alla cucina di mare, regionale, con piatti a base di pesce fresco pescato quotidianamente, unitamente a materie prime dell’isola, quali le verdure e gli oli, che ne esaltano il sapore. Il ristorante dispone inoltre di un’ottima cantina vini con una selezione che include più di 100 etichette, oltre a un’ottantina di grappe. Complessivamente offre la disponibilità di 250 coperti. E l’accoglienza e l’attenzione alle esigenze di ogni cliente sono sempre di casa: oggi come ai primi del Novecento.
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domenica 11 ottobre 2026
Si impicca in carcere l'assassino di Melisa Echevarria
Un agente di Polizia penitenziaria, durante il consueto giro di perlustrazione, si è accorto che il detenuto si era impiccato con un laccio alle grate della finestra. Immediatamente sono scattati i soccorsi ma per non c'è stato nulla da fare.
Il detenuto, fino al giorno precedente, era sottoposto ad un regime di sorveglianza speciale poiché aveva manifestato dei disturbi probabilmente di natura psichica. Non appena gli è stata revocata la sorveglianza si è tolto la vita.
Sulla vicenda il Procuratore capo di Barcellona Giuseppe Verzera ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti e disposto il sequestro delle cartelle cliniche del detenuto. C'è da capire innanzitutto le ragioni per cui gli sia stata revocata la sorveglianza speciale.Mercoledì sarà conferito al medico legale l'incarico per l'autopsia.
Calcio, Prima Categoria: Nuova sconfitta casalinga per la Ludica Lipari
La Ludica Lipari non riesce a cancellare lo zero dalla casella dei punti in classifica. Al Monteleone, infatti, oggi pomeriggio, è stata superata per tre a zero dalla Torrenovese.
I gol degli ospiti sono maturati negli ultimi quindici minuti di gara
Eolienews ricorda Angela Merlino
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
Calcio. Ludica Lipari in cerca di riscatto al Monteleone. Terza sconfitta per il Lipari IC
In Seconda Categoria, terza battuta d'arresto consecutiva per il Lipari IC, battuto ieri per 3 a 1 nell'anticipo con il Pellegrino.
Paura per i torrenti dopo la pioggia a Stromboli, il Montagna Russo è colmo. L'Ansa del direttore Sarpi
Rischio che massi possano superare protezione e arrivare in centro abitato
LIPARI, Ottobre 11 ANSA - Stromboli con il fiato sospeso dopo le piogge della notte scorsa, che hanno trascinato su alcune strade pietre, terriccio e fango, creando disagi alla viabilità.
A preoccupare, più che il materiale riversatosi sulle vie, è la situazione dei torrenti dell’isola. Particolare allarme desta il torrente Montagna Russo, ormai colmo di detriti al punto da rendere irriconoscibili gli argini e il letto. Il timore è che nuove precipitazioni possano aggravare una situazione già critica.
A lanciare l’allarme è Rosa Oliva, presidente della Pro Loco Amo Stromboli.
La rete, installata nell’ambito degli interventi per l’emergenza alluvionale, è già sottoposta a forte pressione. Il rischio è che, in caso di nuove piogge, il materiale, tra cui grossi massi, possano oltrepassare la protezione e riversarsi sull’abitato. (ansa)
Soccorso all'ottantunenne infartuato di Vulcano, i ringraziamenti del delegato Iacono
Riceviamo da Gilberto Iacono, delegato municipale di Vulcano e pubblichiamo: "A seguito di articolo uscito sulle testate giornalistiche, inerente il soccorso dell' 81enne di Vulcano, mi sento di ringraziare sicuramente la Guardia costiera che, in maniera celere e con spirito di servizio, ha portato il paziente nella vicina Milazzo.
Ma in un momento storico così difficile per la sanità, il mio grazie va alla Guardia medica di vulcano che, in maniera celere, ha trattato il paziente, lo ha stabilizzato e ha attivato la macchina del soccorso.
Grazie perché dietro ogni risultato positivo c’è sempre un ottimo lavoro di squadra.
Grazie anche alla Croce rossa di vulcano sempre disponibile e essenziale nella macchina dei soccorsi".
Alluvione a Lipari, la Pro loco Amo Stromboli: "Solidarietà ai cittadini ma la prevenzione non può restare sulla carta".
La Pro Loco Amo Stromboli APS esprime la propria vicinanza ai cittadini di Lipari, duramente colpiti dall'alluvione della notte di sabato 10 ottobre. Conosciamo bene la paura, i danni e il senso di impotenza che accompagnano questi eventi: Stromboli e Ginostra li vivono sulla propria pelle dal 2022.
Ma proprio perché sappiamo cosa significa, non possiamo limitarci alla solidarietà.
Per tutto il mese di settembre la Protezione Civile regionale ha richiamato i Sindaci alla prevenzione: con la Circolare n. 1/2026 del 4 settembre, con il comunicato dell'11 settembre che chiedeva di accelerare la pulizia straordinaria di caditoie, tombini e alvei dei torrenti, con la nota prot. 44815 del 25 settembre indirizzata a tutti i Comuni. Il Direttore generale ha chiesto anche la rimozione di ostruzioni e detriti e ha ricordato che le misure vanno valutate perfino con allerta verde, quando l'avviso segnala temporali.
La responsabilità, ha ricordato la Protezione Civile, è degli Enti Locali, in particolare del Sindaco quale autorità locale di protezione civile. La prevenzione non è un adempimento burocratico: è una responsabilità verso le persone e i territori. Chiediamo all'Amministrazione di Lipari di rendere noto cosa è stato fatto, e quando.
A Stromboli, nonostante le ripetute denunce e sollecitazioni della nostra Pro Loco, le opere finanziate per l'emergenza alluvionale 2022 restano da realizzare.
Per conoscere l'elenco degli interventi finanziati, dopo averlo chiesto ripetutamente all'Amministrazione comunale, abbiamo dovuto rivolgerci al TAR. L'Amministrazione non si è costituita in giudizio ed è contumace. Siamo in attesa della sentenza.
Non è accettabile che si debba ricorrere alla giustizia amministrativa per conoscere informazioni che riguardano la sicurezza della propria comunità, mentre le opere destinate a ridurre il rischio alluvionale restano inattuate.
Oggi siamo vicini a Lipari. Ma la solidarietà deve accompagnarsi a una richiesta precisa: prevenzione concreta, trasparenza e realizzazione degli interventi necessari, prima che nuove piogge diventino nuove emergenze.
Dopo un'alluvione non bastano gli annunci. Servono opere realizzate, responsabilità esercitate, territori messi in sicurezza.
La Presidente
Rosa Oliva
Pro Loco Amo Stromboli APS










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