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mercoledì 10 marzo 2010

Un comune sempre più a fondo, dove ciò che ti è dovuto per diritto lo devi avere, se ti va bene, per cortesia (di Bartolo Favaloro)

Riceviamo dal geometra Bartolo Favaloro e pubblichiamo:
Oramai al limite non c’è più rimedio. Il Comune di Lipari sprofonda sempre più nel baratro. Da oggi chi deve protocollare un documento ed avere il protocollo non può più farlo. Può invece consegnare i documenti, brevi mano, ad un impiegato del Comune nell’ingresso, che poverino riceve la posta con un banchetto, in mezzo al via vai dei cittadini che si recano nei vari uffici (urbanistica, lavori pubblici, sanatoria, protezione civile e persino l’Ufficio dell’Inps) ed in mezzo al vociare generale.
Tra poco troveremo l’impiegato con il banchetto sul marciapiedi di via Garibaldi.
Gli Uffici del Comune vanno progressivamente crollando. I maggiorenti del palazzo sono sempre più convinti che i cittadini eoliani, forse per via dell’isolamento geografico ogni giorno più incalzante, possano essere trattati come gente del terzo mondo, laddove nessuna risposta gli è dovuta nei termini di legge. Ed allora se capita che uno sventurato cittadino ha delle scadenze e deve necessariamente protocollare un atto nello stesso giorno di presentazione, si sente rispondere “passi tra qualche giorno”. La stessa cosa vale per cittadino viaggiatore che viene dalle altre isole o dalla terra ferma e che quindi deve ritornare.
Credo che tutti dobbiamo rispettare le leggi, ma soprattutto il Comune nella sua parte propositiva. E’ sempre la stessa storia: ciò che ti è dovuto per diritto lo devi avere, se ti va bene, per cortesia.
Geom. Bartolo Favaloro

Eolie: Prima demolizione abusiva ad Alicudi. A Pianoconte la GDF sequestra quattro macchinette. A Filicudi tunisino in manette

E' stata demolita nel comune di Lipari la prima delle cinque opere abusive la cui demolizione era stata giudicata prioritaria nell'ambito del protocollo stilato tra i comuni messinesi e la Procura della Repubblica. La prima struttura a cadere è stata una costruzione di circa trenta metri quadri realizzata nell'isola di Alicudi, quale ampliamento di una abitazione già esistente. A demolirla, a proprie spese, ci ha pensato il propietario. Ricordiamo che le abitazioni individuati da demolire in via prioritaria erano cinque.
Sempre in tema di cronaca a Lipari la Guardia di Finanza ha effettuato un blitz sin un locale della frazione di Pianoconte.
I militari hanno sottoposto a sequestro 4 apparecchi-videopoker, in relazione ad illeciti di natura amministrativa e penale. Contestate 8 mila euro di sanzioni.
Un cittadino tunisino è stato arrestato dai carabinieri per non avere ottemperato all’ordine di espulsione. Nel primo pomeriggio di ieri, nell’isola di Filicudi, i carabinieri della locale Stazione hanno tratto in arresto il 35enne cittadino tunisino HAMDI Imed, poiché inottemperante al decreto di espulsione.
I militari dell’Arma, a seguito di alcuni controlli effettuati sui cittadini extracomunitari presenti sull’isola, hanno accertato che il cittadino tunisino, HAMDI Imed era destinatario di un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale, emesso dal Questore di Siracusa nel marzo del 2004.
Dopo le formalità di rito il cittadino extracomunitario, su disposizione dell’A.G. è stato posto in regime di arresti domiciliari.

Strade abbandonate..pioggia di risarcimento danni verso il comune. Il consigliere Biviano interroga il sindaco di Lipari

"Sinistri stradali: risarcimento e copertura assicurativa" è l'oggetto dell'interrogazione che il consigliere comunale Giacomo Biviano ha inviato al sindaco del comune di Lipari e per conoscenza al segretario e direttore generale e all'assessore alla viabilità.
IL TESTO:
Egr. sig. Sindaco,
mi dispiace dover prendere atto ogni giorno del verificarsi di sinistri stradali per la scarsa manutenzione delle nostre strade. Le assicuro che tra le tante lamentele raccolte nella qualità di consigliere comunale quella “dei fossi” ha il triste primato di essere puntualmente reiterata.
Purtroppo, non posso dissentire da chi giustamente contesta lo stato di abbandono delle pubbliche vie, anzi devo ammettere l’inerzia dell’Ente nell’adoperarsi per la manutenzione.
Più volte il sottoscritto ha sottoposto alla Sua attenzione situazioni insidiose per gli utenti (vedi interrogazioni in merito alla Via Sparanello, Via Stradale Pianoconte, Via I. Conti, Via Marina Garibaldi…..) al fine di adottare le opportune cautele utili a scongiurare sinistri stradali. Tuttavia, la ormai consolidata prassi degli interventi di emergenza (che contraddistingue la Sua amministrazione) fa si che si proceda di volta in volta a “tappare i fossi”. Anche quando apparentemente ci si appresta ad effettuare un lifting generale delle nostre strade, come nel caso della via I. V. Conti, ben presto si scopre che gli interventi sono di facciata e non idonei a scongiurare il verificarsi di pericoli. In tal senso mi chiedo come mai nessuno ha vigilato nel corso dell’esecuzione dei lavori. Lo stesso asfalto, ultimamente, a detta di molti tecnici, è stato passato in un periodo non idoneo ad una perfetta aderenza al manto stradale, oltre ai criteri, alquanto discutibili, di scelta delle strade da asfaltare, a discapito di altre che necessitavano maggiormente.
Ieri, volutamente, ho effettuato un giro dell’isola e sono veramente sconcertato dello stato di abbandono delle nostre strade. Arrivato all’altezza degli stabilimenti delle ex cave di pomice mi sono ritrovato davanti una transenna riversata per terra e un “pilastrone” di cemento, fortunatamente procedevo a bassa velocità altrimenti, stante l’assenza di illuminazione, avrei sicuramente subito un incidente. Forse il Comune di Lipari e la Provincia Regionale di Messina dimenticano che vi sono indagini in corso da parte della magistratura anche per casi di morte proprio per la mancata manutenzione delle strade e per la posa irregolare della segnaletica stradale. Mi riferisco al caso del sinistro occorso al sig. Saltalamacchia Vincenzo, in località Acquacalda, se ben ricordo, lo scorso ottobre.
Per fonte certa, so che vengono inoltrate al Comune di Lipari numerose richieste di risarcimento danni per sinistri avvenuti sulle strade, riscontrati con l’indicazione di accertamenti sui luoghi compiuti dal Corpo di Polizia Municipale.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi si tratta di danni di poche centinaia di euro per il quale basterebbe che il Comune di Lipari si dotasse di assicurazione per garantire all’incolpevole utente della strada il risarcimento del danno patito.
Orbene, nel nostro Comune invece si è optato per una strada diversa, che danneggia chi ha subito il danno e sicuramente lo stesso Ente che subisce l’incremento del contenzioso giudiziario (con spese per i difensori) e rischia di dover affrontare condanne gravose nell’ipotesi di soccombenza. Infatti, il nostro Ente ha stipulato una polizza assicurativa con la compagnia Generali Assicurazioni, per l’importo annuo di circa € 50.000,00, tuttavia, con l’applicazione di una franchigia di € 2.000,00. In pratica, per i danni pari o inferiore ad € 2.000,00 risponde direttamente il Comune di Lipari, l’assicurazione opera esclusivamente per quelli di importo superiore agli € 2.000,00.
Ho sottoposto la questione a dei legali che mi hanno spiegato il meccanismo che applicano in casi in cui il danno è inferiore agli € 2.000,00. E’ necessario intentare sempre azione diretta nei confronti del Comune di Lipari con citazione davanti al Giudice di Pace. Naturalmente, il cittadino deve anticipare le spese per intentare l’azione giudiziaria, con tutti i rischi che comporta un giudizio e con i tempi lunghi (molto) della giustizia.
Alla luce di quanto sopra, non riesco a comprendere come mai deve sempre pagare il cittadino che subisce il danno e che deve attendere anni per ottenere il giusto risarcimento.
Inoltre, mi risulta che anche nei casi in cui la responsabilità del Comune emerge in modo netto non si opta mai per risoluzioni bonarie che eviterebbero, sicuramente, dispendiosi giudizi.
Basterebbe, Sindaco, intervenire prima di tutto per prevenire i sinistri stradali avendo cura di compiere i necessari interventi manutentivi e, successivamente, sarebbe giusto stipulare una polizza assicurativa che copra anche i danni inferiori ad euro 2000,00 e che abbia quale obiettivo quella di ristorare l’utente dal danno patito in tempi celeri.
Oltretutto, la interrogo per sapere:
Se tale procedura non comporta, di volta in volta, il generare di debiti fuori bilancio, visto che le suddette spese, derivanti dai sinistri stradali, non vengono mai previste nel Bilancio di Previsione.
Se è prevista nel nostro Comune la figura di un perito per accertare i sinistri in cui il risarcimento è imputato direttamente al nostro Comune.
Se esiste un ufficio per la concertazione dei suddetti sinistri, evitando, di fatto, che il cittadino sia ogni volta obbligato, anche nei casi in cui la responsabilità appare netta, ad intraprendere un'azione giudiziaria nei confronti del nostro Comune, con l'anticipazione di tutte le spese, con tutti i rischi che comporta un giudizio, con i tempi (molto) lunghi della giustizia e con un notevole incremento delle spese nel caso venga accertata la responsabilità del nostro Ente.
Il Consigliere Comunale
Partito Democratico
(Dott. Giacomo Biviano)

EX PUMEX. FILCA CISL SCRIVE ALL´ASSESSORE AL LAVORO: DISPERATA PROTESTA E SCIOPERO DELLA FAME CONSEGUENZE DELLE PROMESSE NON MANTENUTE DALLA POLITICA

"La decisione degli ex lavoratori della Pumex di Lipari di effettuare lo sciopero della fame e di occupare il Consiglio Comunale non deve sorprendere perché è il frutto di anni di inerzia da parte della politica".
I segretari generali di Filca Cisl Sicilia Santino Barbera e della Filca messinese Giuseppe Famiano scrivono così all´assessore regionale al Lavoro, Politiche Sociali e Famiglia on. Nicola Leanza sulla vertenza che coinvolge i lavoratori della pomice di Lipari.
"Una condizione di precarietà che arriva da lontano - spiegano nella missiva - dalla decisione di chiudere la società in cui erano impegnati produttivamente per rispettare la direttiva per la salvaguardia paesaggistica delle Eolie imposta dall´Unesco dopo l´inserimento dell´arcipelago delle Eolie nella lista dei beni paesaggistici dell´umanità. Inserimento - lamentano i rappresentanti sindacali regionali e messinesi - che doveva portare a Lipari benessere e prosperità, con conseguente ricollocazione dei lavoratori interessati, ma che sinora ha portato solo disagi e miseria".
La Filca Cisl ricorda come per anni si è parlato della ricollocazione produttiva dei lavoratori in questione in altre attività e come alcuni partiti politici locali, regionali e nazionali ne abbiano fatto un cavallo di battaglia nelle loro corse elettorali. "Ma il risultato - affermano Barbera e Famiano - è sotto gli occhi di tutti: le promesse non sono state mantenute. E adesso, questi lavoratori con famiglia, tutti monoreddito e lontano dalla possibilità di ottenere il trattamento pensionistico, sono rimasti disperati e soli in questa battaglia. L´eclatante gesto dello sciopero della fame era rimasto l´unico modo per riportare l´attenzione sulla loro condizione, per rimettere al centro della discussione politica la loro prospettiva di un lavoro produttivo, più volte promesso da diversi interlocutori politici".
La Filca Cisl siciliana e messinese hanno chiesto all´Assessore Leanza un incontro urgente per affrontare la vertenza in maniera costruttiva e definitiva, trovando - attraverso l´istituzione di un tavolo specifico - la soluzione finalizzata al reinserimento occupazionale e soprattutto riporti serenità a tutti i lavoratori interessati e alle loro famiglie.

Lo Schiavo (S. Marina Salina) richiede tavolo tecnico all'Autorità portuale

Una richiesta di istituzione di un tavolo tecnico di confronto e proposte per le aree portuali di Milazzo e Messina è stata inoltrata dal sindaco di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo all'Autorità portuale di Messina.
IL TESTO:
Si apprende dai mezzi di stampa che è in atto, nell’ambito portuale di Milazzo, lo spostamento delle biglietterie navi ed aliscafi dalla cortina del porto alla via Tonnara, da realizzarsi entro l’estate.
Se ciò costituisce un vantaggio per le problematiche della città di Milazzo, così come dichiarato dal vice Sindaco Franco Cusumano, è indubbio che i disagi per chi quotidianamente viaggia da e per le Eolie aumenteranno. Infatti la nuova previsione delle biglietterie sulla via Tonnara, in luogo dell’attuale cortina del porto, comporterà enormi peripezie per i viaggiatori non muniti di auto al seguito, che dovranno recarsi alle Eolie. Tale situazione di disagio, addirittura, aumenterà nel momento in cui sarà realizzato e reso funzionale il nuovo pontile aliscafi nella banchina L. Rizzo: i passeggeri dovranno munirsi di biglietto in via Tonnara e recarsi poi a piedi agli imbarcaderi degli aliscafi, percorrendo quasi un chilometro a piedi.
Il traffico passeggeri e veicolare del porto di Milazzo oggi è indirizzato totalmente verso le Isole Eolie, per cui è necessario tenere conto nelle programmazioni e decisioni dell’ambito portuale di Milazzo, anche, e soprattutto, delle esigenze di tutti i viaggiatori diretti alle Isole( residenti, pendolari e turisti), come ad esempio la futura ubicazione delle biglietterie navi ed aliscafi.
A riguardo, lo scrivente sposa in pieno i contenuti della nota inviataLe dal Presidente di Federalberghi Eolie, Dr. Cristian Del Bono, qualche giorno addietro,con la quale si chiede l’istituzione di un tavolo tecnico di confronto per superare alcune difficoltà che già oggi, chi è diretto alle Eolie deve affrontare.
Pertanto si chiede alla S.S. di voler considerare il coinvolgimento delle Amministrazioni Eoliane, all’interno del tavolo tecnico di confronto, prima di prendere decisioni che potrebbero compromettere la funzionalità stessa del porto di Milazzo per quanto concerne il trasporto passeggeri e automezzi diretti alle Eolie, e tutto ciò al fine di non arrecare ulteriori disagi ai pendolari, ai residenti e all’economia eoliana in generale, con scelte che svantaggino la nostra Comunità.
Certi di un Suo fattivo riscontro, si porgono cordiali saluti.
Il Sindaco
Massimo Lo Schiavo

Santa Marina Salina. Lo Schiavo chiede la limitazione allo sbarco degli autoveicoli dal 1 luglio al 31 agosto

COMUNICATO STAMPA
La Giunta Comunale di Santa Marina Salina con Deliberazione n. 10 dell’08/03/2010 ha approvato la “Richiesta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dell’emissione di un Decreto inteso a vietare e limitare lo sbarco di determinati autoveicoli nel Comune di Santa Marina Salina per l’estate 2010”.
“Il provvedimento si è reso necessario”, spiega il Sindaco Massimo Lo Schiavo, “per limitare lo sbarco nel periodo di maggiore affluenza dal 01 luglio al 31 agosto, di automezzi nel territorio di Santa Marina Salina, considerando che Salina in estate è l’unica isola in cui è ammesso lo sbarco illimitato, che crea non pochi problemi alla viabilità”. La limitazione allo sbarco, prevederà alcune deroghe, come ad esempio i veicoli dei residenti nei tre comuni isolani, quelli di coloro che sono iscritti nei ruoli comunali della TARSU per l’anno 2009, i veicoli per trasporto merci fino a 7.500 Kg, autoambulanze e carri funebri, autoveicoli per trasporti invalidi regolarmente muniti dell’apposito contrassegno e autoveicoli appartenenti a persone che dimostrino di essere in possesso di prenotazioni alberghiere o extra –alberghiere di almeno sette giorni.

Stromboli: Tre forti esplosioni. Dalla Protezione civile "Nessun rischio per la popolazione"

"Non ci sono rischi per la popolazione" di Stromboli, dopo le tre esplosioni maggiori che si sono verificate stamani, alle 5, alle 6 e alle 7, seguite da un trabocco lavico.
Lo riferisce la Protezione civile nazionale che sta monitorando attentamente il trabocco lavico fuoriuscito, probabilmente, dalla zona nord est verso la sciara del fuoco.
Il magma, osservato dalle apposite telecamere che sorvegliano il vulcano, "non ha raggiunto il mare", si sottolinea, ma si è fermato a circa 70 metri dalla zona dell'esplosione ed è rimasto "in quota".
Per la popolazione non ci sono pericoli. Sono in corso i rilievi tecnici e controlli più accurati da parte della protezione civile e dei tecnici Ingv.

"Eolianità e professionalità ci hanno permesso di tornare a casa". Lettera al direttore di alcuni eoliani tornati a casa grazie alla NGI

Riceviamo e pubblichiamo:
Caro direttore,
In un momento in cui nelle nostre isole si parla sempre più spesso di mancanza di eolianità e di professionalità ci sembra giusto e doverso sottolineare come, ancora una volta, oltre duecento eoliani "costretti " a bivaccare, per diverse ore, a Milazzo a causa delle "avverse condizioni meteo" segnalate nei cartelli esposti dalle biglietterie di Siremar e Ustica Lines, hanno potuto fare ritorno a casa ieri sera grazie all'impegno dell'imprenditore eoliano della NGI, Sergio La Cava, del comandante e dell'equipaggio di quella società".
Inizia così una lettera, firmata da otto cittadini che si trovavano a bordo del mezzo della NGI, inviata stamani alla nostra redazione.
"Mentre altri-continua la nota- preferiscono trincerarsi dietro un asfittico e generico bollettino meteo, riferito ad un ampio tratto di mare e non solo a quello che divide Milazzo da Lipari, la NGI "affronta", "tocca con mano" le condizioni reali del mare e quando è possibile (il 99% dei casi) riesce a portarci a casa, evitandoci disagi e costose permanenze.
Ma c'è di più. Ieri sera, proprio per venire incontro a tutti coloro che stanchi, infreddoliti ed affamati hanno stazionato a lungo nel porto di Milazzo, l'imprenditore della NGI ha fatto servire a bordo, a sue spese, un qualcosa che ci ristorasse (pizza).
Caro direttore,
per suffragare quanto da noi affermato può contattare i signori Lelio Finocchiaro, Gianfranco Grasso, Anna Vitagliano ed altri che insieme a noi hanno "goduto" di questi gesti di eolianità e professionalità. Non si tratta di piaggeria- concludono gli scriventi, ma solo di pura e santa verità, di constatazioni reali.
Seguono le otto firme

ENERGIA: SICILIA, SICUREZZA E CONVENIENZA NEL NUOVO PIANO

Il nuovo piano energetico della Regione siciliana sara' adottato come un regolamento di quello approvato nel marzo 2009. E sara' ispirato a due criteri-guida: sicurezza e convenienza. Le linee generali della politica energetica siciliana sono state tracciate dal presidente Raffaele Lombardo al convegno, che si e' aperto ieri a villa Malfitano a Palermo, sul tema: "Sicilia, verso una nuova politica energetica".
Le interviste al presidente Raffaele Lombardo, al capo di gabinetto dell'assessore all'Energia, Gandi Gallina, al commissario straordinario dell'Ircac, Antonio Carullo e al presidente di Confindustria Palermo, Nino Salerno.
Cliccare su play:

Lipari: Colto da malore uno dei tre ex Pumex in sciopero della fame

La tensione, l'astinenza dal cibo, lo stress maturato in questi lunghissimi tempi di "battaglia" per rivendicare un posto di lavoro hanno fatto stamani la prima "vittima" tra i tre ex Pumex che sono in sciopero della fame al palazzo municipale di Lipari.
A cedere e ad essere colto da malore, al punto da richiedere l'intervento del sanitario della guardia medica e, successivamente, dell'ambulanza del 118 che lo ha trasportato in ospedale per i necessari controlli è stato Tiziano Profilio.
Grande, ovviamente, la preoccupazione tra i familiari del Profilio e tra i suoi compagni ex Pumex.
Vi mostriamo alcune delle immagini da noi realizzate stamani proprio mentre si prestano i soccorsi a Profilio.

A PALERMO LE INIZIATIVE PER LA GIORNATA MONDIALE DEL RENE. CONVEGNO CON MEDICI, FILOSOFI ED ECONOMISTI SULLA QUALITA’ DELLA VITA

Tutte le malattie croniche tra cui quelle renali riducono la qualità della vita. "La giornata mondiale del rene" si celebra anche a Palermo con due importanti iniziative.
Filosofi, economisti e medici si daranno appuntamento oggi, mercoledì 10 marzo, nella sala magna di palazzo Chiaramonte Steri per il convegno "Sopravvivere non basta. Migliorare la qualità della vita" che vedrà la partecipazione del rettore dell'università Roberto Lagalla, del preside della facoltà di Medicina Adelfio Elio Cardinale, del direttore dell'Azienda ospedaliera-universitaria "Paolo Giaccone" Mario La Rocca, del direttore sanitario della stessa azienda Claudio Scaglione e del professore di nefrologia della facoltà di Medicina Maurizio Li Vecchi.
Al centro dei lavori i dati sull'impatto delle malattie renali in Sicilia, gli effetti della ricerca di base e della ricerca clinica sulla salute. Si discuterà anche dell'importanza della medicina preventiva per ridurre i costi della sanità.
Giovedì 11, in piazza Castelnuovo, dalle 10 alle 18, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, che posizionerà due tende, e con gli studenti della facoltà di Medicina, gratuitamente, sarà misurata la pressione arteriosa, sarà controllato il peso corporeo, saranno effettuati gli esami delle urine e consegnati i risultati con eventuali indicazioni.

La legge sul "piano casa" in Sicilia. I punti "cardine"

La legge sul piano casa, approvata ieri dall'Assemblea regionale siciliana, disciplina gli ampliamenti degli edifici esistenti consentendo nuovi volumi.
Sono ampliabili solo gli edifici ultimati entro il 31 dicembre 2009 e aventi una volumetria non superiore a 1000 metri cubi. Occorre che si tratti di edifici legittimamente costruiti, con esclusione, quindi, di immobili che hanno usufruito di condono edilizio, ed in regola con il titolo abitativo e con il pagamento delle tasse sugli immobili.
Al fine di favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente e' possibile demolire e ricostruire edifici residenziali, ultimati entro il 31 dicembre 2009, anch'essi in regola con il titolo abitativo e con il pagamento delle tasse sugli immobili.
Gli interventi sono praticabili attraverso aumenti fino al 25 per cento del volume esistente, utilizzando tecniche costruttive di bioedilizia. Il limite e' incrementato del 10 per cento fino ad un ma ssimo del 35 per cento qualora siano adottate tecniche costruttive che utilizzano fonti di energie rinnovabili. E' inoltre possibile ricostruire il medesimo edificio su di un' area diversa, sempre all'interno della stessa area di proprieta', purche' la superficie originariamente occupata dal primo fabbricato demolito sia destinata a verde privato o a parcheggi a servizio dell'immobile. E' inoltre consentita la costruzione di uno o piu' piani interrati destinati a parcheggio, a condizione pero' della cessione gratuita al Comune di superfici destinate a verde pubblico anche attrezzato. Negli edifici diversi dall'abitazione sono consentiti interventi di ampliamento entro il limite del 15 per cento della superficie coperta, comunque non superiore a 400 metri quadri.
In tali fattispecie sono altresi' consentiti interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento del 25 per cento della superficie coperta. Il limite del 25 e' incrementabile del 10 per cento qualora siano utilizzate fonti di energia rinnovabile che consentano l'autonomia energetica dell'edificio. Da tale tipologia di interventi sono esclusi gli edifici alberghieri, turistico - ricettivi e commerciali, ed in ogni caso dovranno ricadere in aree classificate dagli strumenti urbanistici generali come zone industriali.

Le Eolie sulla Gazzetta del sud di oggi. Proteste eoliane sul porto a Milazzo, Diffida su Canneto e Condanne per decesso operaio Italpomice

Niente aliscafi, eoliani protestano nel porto di Milazzo. In serata li riporta a casa la NGI
(Gazzetta del sud- Peppe Paino) Gli aliscafi non partono e gli eoliani si piazzano in mezzo alla strada, fuori dall'agenzia Siremar. È accaduto ieri pomeriggio intorno alle 16 quando alcuni isolani si sono sentiti rispondere dagli addetti dell'agenzia che il comandante non sarebbe partito per le cattive condizioni meteo-marine. Man mano che arrivavano gli altri si è quindi creato un folto gruppo di "protesta", proprio in mezzo alla carreggiata. Gli eoliani protestavano perché ritenevano ci fossero le condizioni per effettuare il viaggio, nonostante il forte vento di scirocco che finisce poi col condizionare gli approdi nei moli eoliani. Sono intervenute di conseguenza pattuglie della polizia di Stato e dei carabinieri, che hanno esortato gli improvvisati manifestanti a sgomberare l'arteria stradale. Dopo oltre un'ora, comunque, il gruppo , nell'ultima speranza affidata alla società NGI dell'armatore Sergio La Cava, per l'eventuale partenza del traghetto, ha finalmente interrotto l'occupazione della strada ad alto traffico veicolare. Mancando un riparo i viaggiatori sono stati costretti ad attendere come al solito in locali di fortuna, restando chiusi ancora quelli del terminal fatto costruire dall'Autorità portuale. E ieri sera poco dopo le 21 il natante della società italiana navigazione ha lasciato il porto di Milazzo con a bordo gli eoliani. L'ennesima odissea conclusasi a lieto fine.

La messa in sicurezza di Canneto Contestati gli interventi
(Gazzetta del sud- Salvatore Sarpi) Sulla "messa in sicurezza dell'abitato di Canneto (Lipari)" una lettera di diffida è stata inviata dal cittadino Elio Mollica, quale portavoce di una buona parte della frazione, all'ingegnere capo del Genio Civile opere marittime di Palermo. Rivolgendosi all'ingegnere capo e all'ing. Fabio Arena, conoscitore dei problemi marittimi delle isole Eolie, è stato evidenziato come sia "in atto la predisposizione di un progetto di travasamento di migliaia e migliaia di metri cubi di arenile tra nord e sud del pontile di Canneto, con la giusta intenzione di eliminare l'attuale scivolo naturale che in caso di forti mareggiate porta la sabbia all'interno della strada litoranea. Sistematicamente, da tre anni, con il benestare della Capitaneria di Porto di Lipari, il lavoro che si vuole fare a nord viene effettuato sul lato sud con la conseguenza di porgere la sabbia alle correnti marine che, è risaputo, in quella zona, nove volte su dieci, vanno da nord a sud, rimpinguando la secca dei "Due Frati" fuori dal Monterosa". Mollica diffida l'ingegnere capo del Genio Civile "dall'avallare sperpero di denaro pubblico, facendo eseguire detti lavori, senza prima avere riprogettato la chiusura dei tetrapodi contro il Monterosa, come già previsto e progettato nel 1981, o in alternativa chiudere provvisoriamente a 60 gradi verso terra per evitare l'effetto pennello. Si verrebbe così a rimodellare la spiaggia".

Morte di un operaio nella cava di pomice di Acquacalda. Tre condanne
(Gazzetta del Sud- Salvatore Sarpi) Tre responsabili a vario titolo dell'ex azienda pomicifera Italpomice di Acquacalda sono stati condannati al tribunale di Lipari a conclusione del processo per la morte di Bartolomeo Saltalamacchia, 50 anni, avvenuta il 10 febbraio 2004 mentre l'uomo era al lavoro nella cava.
Il giudice Roberto Gurini ha condannato Angelo Merenda (54 anni, legale rappresentante dell'azienda), Enrico Lo Monaco (40 anni, direttore dei lavori) e Michele Saltalamacchia (58 anni, sorvegliante) rispettivamente a 13, 11 mesi e 9 mesi di reclusione (pena sospesa), al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede. I tre stati difesi dagli avvocati Antonio Taviano Giuffrida, Gioacchino Sbacchi, Costantino Lo Monaco e Candido Bonaventura. I familiari del povero Bartolomeo Saltalamacchia (da tutti conosciuto come Lello) si sono costituiti parte civile attraverso gli avvocati Gaetano Orto, Luca Frontino e Walter Militi. L'uomo venne ritrovato morto, soffocato dal materiale pomicifero, dopo essere finito all'interno di un grosso bocchettone, sito in prossimità di un canalone lungo alcune decine di metri (detto canale di spolvero) che trasferiva la pomice(da una altezza di una quarantina di metri) sino al nastro trasportatore.
Dopo il ritrovamento del corpo scattarono le indagini dei carabinieri secondo le quali (così come riportato nel capo d'imputazione) l'uomo, in assenza di condizioni di sicurezza, si era posto all'interno del canale di spolvero, al di sotto della tela del vaglio della pomice, per battere la stessa tela con un martello, onde provocare la caduta della polvere pomicifera bloccatasi tra le maglie della griglia. Mentre eseguiva tale operazione Saltalamacchia perse l'equilibrio scivolando attraverso il canale sino al cosidetto fornello di scarico. Il destino beffardo, tra l'altro, volle che Bartolomeo Saltalamacchia perdesse la vita proprio in quello stabilimento dove, una ventina di anni prima, morì il padre.

Protezione civile, dopo gli annunci il Piano provinciale ancora non c'è

Mentre il Messinese frana in ogni dove, non si hanno tracce del famoso Piano di protezione civile provinciale. Documento che Palazzo dei leoni aveva annunciato di redigere al più presto e che a quanto pare sarebbe finito nel dimenticatoio. A tornare prepotentemente sull'argomento con un'ennesima interrogazione al presidente della Provincia Nanni Ricevuto è il consigliere del Pd Pippo Rao, il quale ha aveva già incalzato l'amministrazione in passato: questa è la terza interrogazione. Gli scenari che quotidianamente le comunità del Messinese sono costrette ad affrontare sono certamente inquietanti ma nonostante gli eventi disastrosi, il prezzo altissimo già pagato dai cittadini e l'elevatissimo rischio idrogeologico e sismico del nostro territorio, la nostra provincia continua a non poter contare su un piano di protezione civile. «Ma perché bisogna aspettare nuovi e tragici eventi per capire che la Protezione civile non può e non deve essere materia da improvvisare in occasione di situazioni contingenti, ma che richiede una adeguata pianificazione organizzativa e gestionale?». È la domanda che si pone Rao all'interno del suo nuovo intervento.
Era il 5 novembre del 2004, quando l'allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi, con propria determina, individuava la società Ast Sistemi Spa per l'affidamento di compiti di collaborazione e consulenza tecnica scientifica per la redazione del "Piano provinciale generale di Protezione civile" e la gestione delle attività connesse. Il tutto per un importo complessivo annuo di centomila euro (trovante capienza nel Peg 2004). Determina che trovò riscontro in un'altra successiva di provenienza dirigenziale, datata 10 novembre dello stesso anno, attraverso la quale veniva approvato lo "schema del foglio patti e condizioni" che implicava l'affidamento all'Ast Sistemi e al contempo impegnava la somma di centoventimila euro, proveniente da due voci del Bilancio 2004. «La convenzione con l'Ast – spiega Rao – con scadenza 31 dicembre 2005, con determina presidenziale sempre a firma di Leonardi, appena un giorno prima della scadenza veniva integrata con un ulteriore incarico sempre affidato alla stessa società; e nell'ambito del Piano provinciale venivano individuate nel territorio quattro aree idonee ad ospitare "Zone d'ammassamento". Proprio all'Ast Sistemi veniva affidata, per poter proseguire il lavoro iniziato, la progettazione per l'organizzazione e l'allestimento delle aree polivalenti attrezzate, che d'intesa con le amministrazioni locali interessate, in via ordinaria, potevano anche essere utilizzate per scopi diversi. Successivamente – prosegue il consigliere d'opposizione – vennero impegnate risorse per l'attivazione dello stesso Piano, restando in attesa di un regolamento attuativo che a quanto risulterebbe dovrebbe essere già stato trasmesso alla Presidenza della Provincia nel dicembre 2008. Che cosa si è fatto con quei soldi?». Domanda più che legittima, meritevole di riscontro.