Gazzetta del Sud
Un altro "ribaltone". Torneranno in servizio i sette pompieri licenziati a dicembre scorso dopo un errore nella procedura concorsuale indetta nel 2006 per ricoprire 11 posti di vigili del fuoco.
E il loro reintegro, avvenuto dopo la decisione del Tar di Catania, ha il sapore di un eclatante caso giudiziario. Sergio Impellizzeri, 31 anni; Ivan Castelli, 28 anni; Ivan Parasiliti, 28 anni; Francesco Bottari, 40 anni; Daniele De Vardo, 34 anni; Michelangelo Bellamacchia, 38 anni; Francesco Cuciti, 31 anni, difesi dagli avvocati Aldo Tigano e Corrado Martelli, hanno sostanzialmente perso il loro ricorso ma hanno ottenuto quello che più volevano: il posto di lavoro.
Avevano chiesto che il loro licenziamento arrivato dopo cinque anni di servizio e dopo che avevano superato tutte le prove, a seguito della soccombenza del ministero in un altro giudizio amministrativo, venisse dichiarato illegittimo. Ma così non è stato in quanto per il Tar l'amministrazione ha eseguito solamente un giudicato amministrativo e pertanto il suo comportamento non poteva essere considerato irregolare.
Il problema era a monte. Loro, i sette vigili, non erano in possesso dei requisiti per ricoprire il posto. Ma il tutto era filato liscio e loro avevano superato tutti gli ostacoli della selezione. Ricevendo anche encomi ed attestati di benemerenze per il coraggio mostrato a Giampilleri e San Fratello.
Le avvisaglie, però, sul reintegro in servizio scaturito definitivamente dalla decisione di ieri c'erano tutte. Il 22 dicembre scorso, infatti, i giudici amministrativi avevano accolto la sospensiva, facendoli rientrare in servizio.
Ecco il testo della sentenza che si riferisce proprio a questo aspetto: «Il collegio ritiene che il risarcimento del danno andrebbe commisurato alle retribuzioni che andranno a perdere in ragione degli atti impugnati, sicchè appare più ragionevole, in assenza di una non dedotta completezza dell'organico, procedere alla riammissione in servizio dei predetti ricorrenti.». Concorso sbagliato, licenziamenti corretti ma lavoratori riassunti. Un caso incredibile.(a.n.)
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sabato 4 febbraio 2012
Col veliero sugli scogli di Salina, comandante indagato
Gazzetta del Sud
Barcellona- Un naufragio alle Eolie avvenuto la notte del 15 agosto del 2009 potrebbe costare una dura condanna ad un comandante di un veliero affondato a Salina.
La Procura di Barcellona ha infatti concluso le indagini preliminari avviate nei confronti del comandante di un motoveliero che navigando di notte nel mare delle Eolie, senza rispettare le distanze dalla costa, finiva contro gli scogli, provocando l'affondamento dell'imbarcazione su cui viaggiavano membri dell'equipaggio e ospiti. L'episodio verificatosi nella notte di Ferragosto del 2009, ha avuto come protagonista il capitano Giovanni Tedesco 54 anni, originario di Palermo e residente a Sferracavallo, indagato del reato previsto dall'art. 428, naufragio da sommersione, lo stesso reato contestato al comandante della Concordia, in relazione all'ipotesi colposa di danno prevista all'art. 449 e ciò perché nella qualità di comandante del motoveliero denominato "Vesta V Defne" di proprietà della società "Montepashi di Siena Leasing & Factoring", sul quale si trovavano 4 membri di equipaggio e 4 ospiti, per colpa consistita in negligenza imprudenza e imperizia - poiché navigava a circa 300 metri dalla costa dell'isola di Salina in ore notturne senza prestare la dovuta diligenza - in zona di mare in cui era notoria la presenza di secche e scogli, volgeva la prora dell'imbarcazione in direzione del porto di Rinella ed impattava violentemente contro gli scogli affioranti siti in prossimità di Punta Brigantino dell'Isola di Salina. L'impatto violento del motoveliero sugli scogli dell'isola di Salina "cagionava la immediata sommersione dell'imbarcazione e il naufragio degli occupanti". Il comandante indagato che ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini con contestuale informazione di garanzia, difeso dall'avv. Alessandro Oliva, sulla base delle contestazioni fatte dalla Procura di Barcellona rischia una condanna che va da un minimo di 5 anni fino a 12.
Il capitano avrà adesso 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogato. (l.o.)
Barcellona- Un naufragio alle Eolie avvenuto la notte del 15 agosto del 2009 potrebbe costare una dura condanna ad un comandante di un veliero affondato a Salina.
La Procura di Barcellona ha infatti concluso le indagini preliminari avviate nei confronti del comandante di un motoveliero che navigando di notte nel mare delle Eolie, senza rispettare le distanze dalla costa, finiva contro gli scogli, provocando l'affondamento dell'imbarcazione su cui viaggiavano membri dell'equipaggio e ospiti. L'episodio verificatosi nella notte di Ferragosto del 2009, ha avuto come protagonista il capitano Giovanni Tedesco 54 anni, originario di Palermo e residente a Sferracavallo, indagato del reato previsto dall'art. 428, naufragio da sommersione, lo stesso reato contestato al comandante della Concordia, in relazione all'ipotesi colposa di danno prevista all'art. 449 e ciò perché nella qualità di comandante del motoveliero denominato "Vesta V Defne" di proprietà della società "Montepashi di Siena Leasing & Factoring", sul quale si trovavano 4 membri di equipaggio e 4 ospiti, per colpa consistita in negligenza imprudenza e imperizia - poiché navigava a circa 300 metri dalla costa dell'isola di Salina in ore notturne senza prestare la dovuta diligenza - in zona di mare in cui era notoria la presenza di secche e scogli, volgeva la prora dell'imbarcazione in direzione del porto di Rinella ed impattava violentemente contro gli scogli affioranti siti in prossimità di Punta Brigantino dell'Isola di Salina. L'impatto violento del motoveliero sugli scogli dell'isola di Salina "cagionava la immediata sommersione dell'imbarcazione e il naufragio degli occupanti". Il comandante indagato che ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini con contestuale informazione di garanzia, difeso dall'avv. Alessandro Oliva, sulla base delle contestazioni fatte dalla Procura di Barcellona rischia una condanna che va da un minimo di 5 anni fino a 12.
Il capitano avrà adesso 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogato. (l.o.)
venerdì 3 febbraio 2012
Domani comitato provinciale e cittadino Udc
Domani, alle 10, aula Magna dell'Istituto Ignatianum, comitato provinciale e cittadino Udc, in riunione congiunta. Durante l'assemblea verra' eletta la direzione provinciale e comunale del partito e proposte le candidature di Carmelo Torre a sindaco di Barcellona P.G. e Marco Giorgianni, quale candidato sindaco a Lipari.
Prevista la presenza del capogruppo Udc al Senato e coordinatore siciliano del partito, Gianpiero D'Alia, di Giuseppe Naro, deputato centrista alla Camera e segretario amministrativo nazionale Udc, di Giovanni Ardizzone, parlamentare All'Ars dell'Udc per il Terzo polo, del segretario provinciale del partito, Matteo Francilia e del presidente provinciale Udc, Giorgio Muscolino.
Prevista la presenza del capogruppo Udc al Senato e coordinatore siciliano del partito, Gianpiero D'Alia, di Giuseppe Naro, deputato centrista alla Camera e segretario amministrativo nazionale Udc, di Giovanni Ardizzone, parlamentare All'Ars dell'Udc per il Terzo polo, del segretario provinciale del partito, Matteo Francilia e del presidente provinciale Udc, Giorgio Muscolino.
COMUNICATO PER FERMO DISSALATORE DI CANNETO
Avviso per la popolazione: a decorrere dal giorno 8 febbraio e per la durata di quattro giorni si attuerà il fermo della produzione di acqua del dissalatore di Canneto per lavori necessari alla realizzazione del nuovo impianto.
Verrà sospesa l'erogazione idirca nelle zone di Canneto-Sparanello-Agliozzo-Lami-Penninella. L'erogazione idrica nel centro abitato di Lipari avverrà a giorni alterni. Gli utenti interessati dovranno provvedere con anticipo ad accumulare le scorte idriche adeguate a sopperire al fermo impianto per la durata prevista.
Le restanti zone dell'isola potranno subire temporanee sospensioni o modifiche all'erogazione programmata.
Per urgenze sarà disponibile il servizio sostitutivo a mezzo autobotte da richiedersi presso il servizio idrico comunale (via Maurolico tel.090.9887513-514-515-516).
Verrà sospesa l'erogazione idirca nelle zone di Canneto-Sparanello-Agliozzo-Lami-Penninella. L'erogazione idrica nel centro abitato di Lipari avverrà a giorni alterni. Gli utenti interessati dovranno provvedere con anticipo ad accumulare le scorte idriche adeguate a sopperire al fermo impianto per la durata prevista.
Le restanti zone dell'isola potranno subire temporanee sospensioni o modifiche all'erogazione programmata.
Per urgenze sarà disponibile il servizio sostitutivo a mezzo autobotte da richiedersi presso il servizio idrico comunale (via Maurolico tel.090.9887513-514-515-516).
Basile: Non appartengo ad alcun schieramento
Al fine di sfatare alcune voci che circolano in questi giorni riguardo a presunti accordi politici tra la sottoscritta e qualche esponente partitico locale in vista delle imminenti elezioni comunali, con la presente, ci tengo a precisare che, in questo momento, mi identifico come apolitica nel senso che non sostengo alcuno schieramento. Saluti.
Francesca Basile
Eolie&Pesca. Il quesito di Merlino
A proposito dell'articolo Eolie&Pesca mi domando: gli onorevoli regionali (tutti) seguiranno l’evoluzione delle iniziative della Giunta di Governo e vigileremo sul problema pesca così come hanno seguito la questione sulla sanità e sul punto nascite a Lipari?
Saverio Merlino
Le discriminanti in campagna elettorale (di Pietro Lo Cascio)
Ho letto con interesse la nota di Michele Giacomantonio sulle “discriminanti” in campagna elettorale: un argomento importante, perché su questa base si possono definire le alleanze o, viceversa, le contrapposizioni tra diverse forze politiche, e probabilmente tra diverse “aree di pensiero”. Personalmente non mi convince la tesi che “destra” e “sinistra” abbiano oggi perso il loro significato originario. Permangono infatti visioni differenti, che anche su un piano locale investono direttamente gli obiettivi che si pone un’amministrazione comunale. Prendiamo il caso dei dieci anni di amministrazione di destra appena trascorsi, dove hanno prevalso ad oltranza le logiche privatistiche: la consegna dell’intera portualità ai privati, come avvenuto con la creazione della società Lipari Porto nella quale Condotte d’Acqua detiene il 70 % del pacchetto azionario, o la proposta del programma costruttivo dei 140 alloggi in aree a verde agricolo o soggette ad altri vincoli, dove l’impresa sarebbe stata l’unico reale beneficiario e con il quale la comunità si sarebbe giocata per molti anni qualsiasi possibilità di sviluppo dell’edilizia economica e popolare, sono chiaramente scelte scaturite da un pensiero destra. In contrapposizione naturale, chi ha testimoniato in questi anni un pensiero di sinistra nel nostro paese chiedeva – e chiede – una portualità pubblica, realizzabile con un piano regolatore dei porti, o i PEEP (Piani di edilizia economica e popolare), in merito ai quali l’amministrazione Bruno ha risposto con un imbarazzante – e premonitore – silenzio.
Comprendo che il PD attraversi oggi la fase più critica della sua breve esistenza, soprattutto in Sicilia dove – pur se destinato dall’elettorato a un ruolo di opposizione – ha preferito scendere a patti con il peggior governo regionale e sostenerlo, piuttosto che proporsi come alternativa al fallimento del centro-destra-pseudo-autonomista di cui Lombardo era l’espressione originaria. Questa logica sicuramente ha favorito un clima di confusione, nel quale è più facile liquidare la faccenda della distinzione dei ruoli e delle posizioni sostenendo che le stesse hanno perso ormai il loro significato; ma è proprio questa confusione che genera i “mostri”, per esempio quel piano sanitario che – di fatto – il PD regionale sostiene e che sta sopprimendo l’ospedale di Lipari: il sacrificio estremo della sanità pubblica, attuato con cinica indifferenza mentre le società elicotteristiche private continuano a ingrassare nella mangiatoia, sarebbe concettualmente una scelta di “destra”, ma perde tale connotato se compiuto con la benedizione del principale partito del centro-sinistra.
Torniamo a Lipari, e al tema scomodo delle discriminanti in campagna elettorale. Chi, negli ultimi anni, ha contrastato l’azione (o l’inazione) amministrativa della giunta Bruno, le sue proposte nefaste per il territorio e per le comunità che lo abitano, i suoi bilanci, le iniziative vessatorie in materia fiscale a fronte dell’incapacità di razionalizzare la spesa e i costi pubblici, oggi rappresenta naturalmente la proposta alternativa a questa visione del governo del paese; i comportamenti politici di chi, anche se in modo altalenante, ha sostenuto l’attuale amministrazione, e di chi invece l’ha avversata, sono chiari e noti a chi ha seguito le vicende politiche locali. Riguardo alle alleanze elettorali, Sinistra Ecologia Libertà – che rappresento in consiglio comunale – ha sempre posto come unica condizione la credibilità: e, per essere credibile, una proposta di rinnovamento del paese deve partire dai comportamenti politici alternativi a quelli che hanno portato il paese all’attuale, e drammatico, livello di degrado.
Nei confronti finora avviati, la condizione posta da SEL non ha raccolto il consenso della principale forza locale di opposizione, l’UDC, che ha ritenuto di aprire un dialogo con i profughi del centro-destra; sono scelte strategiche che rispetto, anche alla luce di un rapporto quinquennale e proficuo da alleati preziosi all’opposizione, ma che come forza politica abbiamo deciso di non condividere. Di conseguenza, SEL è disponibile a discutere con altre forze l’ipotesi di percorsi comuni, ma chiedendo anche a loro che identità e riconoscibilità, oltre a un programma condiviso, siano gli elementi fondanti di un’eventuale alleanza. Riconoscibilità chiara dai fautori e dai sostenitori – anche a intermittenza – dell’amministrazione uscente. Se da un lato questa può apparire una visione troppo rigida, dall’altro costituisce l’unica difesa contro il trasformismo, il peggiore aspetto di quella politica “da quattro soldi” che troppo spesso svilisce il nobile significato e il vero senso della politica. È questa, del resto, la vera essenza dell’alternanza, anche se oggi – sul piano locale – si incastona in un mosaico di posizioni sempre più complesso e, a tratti, anche difficilmente comprensibile. Ed è questa, dunque, la vera discriminante. La grande domanda, semmai, è: la coerenza paga? Sarà la cittadinanza a deciderlo. In ogni caso, e su questo concordo pienamente con Michele Giacomantonio, non basta vincere, ma bisogna convincere.
Pietro Lo Cascio
consigliere comunale e coordinatore del Circolo di Sinistra Ecologia Libertà
Trasporti marittimi. Sindaco Bruno "respinge" tagli
COMUNICATO STAMPA
Il Sindaco di Lipari, unitamente agli altri Sindaci delle Isole Minori della Sicilia, ha partecipato ad una riunione con i funzionari dell’Assessorato Regionale alle Infrastrutture e Trasporti e dell’Assessorato all’Economia relativamente ai paventati tagli sui servizi dei trasporti marittimi.
Il Capo dell’Amministrazione ha evidenziato che dal 5 agosto 2011 aveva manifestato, attraverso incontri con la stampa e con scritti, il pericolo che la Regione Siciliana potesse addivenire ad una riduzione dei servizi.
Lo stesso Sindaco, così come tutti gli altri intervenuti, ha respinto ogni e qualsiasi iniziativa della Regione tendente a mortificare i territori insulari.
Egli ha, inoltre, comunicato al tavolo regionale, che interverrà in ogni sede a difesa della comunità eoliana, dei lavoratori del settore marittimo, dell’economia e della clientela turistica.
Dalla Residenza Municipale, 3 febbraio 2012-02-03
Porto di Milazzo-Pontile aliscafi Eolie. Interviene con una lettera il sindaco Lo Schiavo
Autorità Portuale di Messina e Milazzo
Alla c.a. del Presidente
Prof. Dario Lo Bosco
Capitaneria di Porto
Alla c.a. del Sig. Com.te
C.F. Fabrizio Coke
OGGETTO: Porto di Milazzo - pontile aliscafi Eolie – Problematiche
In seguito all’articolo uscito in data odierna sui quotidiani relativo alle problematiche riguardanti i tempi di collaudo ed utilizzo del nuovo pontile aliscafi, con la presente si manifestano forti preoccupazioni per quanto appreso. Inoltre come già evidenziato durante la riunione tenutasi presso la Capitaneria di Porto di Milazzo in data 10 gennaio 2012, si esprimono forti dubbi anche sull’efficienza del pontile in questione, il quale con soli due attracchi comporterà inevitabilmente disagi e ritardi all’utenza, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.
Si rimane amareggiati, inoltre, per la scelta del Sindaco di Milazzo di non voler rilasciare un parere positivo sull’adeguamento e miglioramento della pensilina ubicata sul molo XX luglio, e anzi chiederne l’immediata eliminazione, nonostante i tempi per il collaudo del nuovo pontile aliscafi, così come ipotizzato potrebbero protrarsi più del dovuto, che significherebbe far rimanere ancora letteralmente “sotto l’acqua e sotto il sole” l’utenza diretta verso le Eolie per diversi mesi.
In ragione di quanto sopra esposto, si chiede all’Autorità Portuale di Messina, di volersi adoperare per rendere più moderno ed efficace l’ambito portuale di Milazzo, eliminando i disagi che quotidianamente l’utenza Eoliana è costretta a subire a causa dell’inadeguatezza dei servizi e delle strutture.
Con la presente, inoltre, si chiede cortesemente alla Capitaneria di Porto di Milazzo di voler convocare un ulteriore riunione, durante la quale poter dissipare i dubbi sulle problematiche già evidenziate nell’incontro di gennaio.
Distinti saluti. Il Sindaco
Massimo Lo Schiavo
Il problema delle discriminanti in questa campagna elettorale (di Michele Giacomantonio)
Nella vita politica e soprattutto nei momenti elettorali, importante diventa il problema delle discriminanti per decidere con chi allearsi e contro chi combattere. Un problema tanto più sentito da quando sono venute meno le discriminanti di carattere ideologico e “destra” e “sinistra” hanno perso molto del loro significato originario.
Oggi le discriminanti più importanti mi sembrano di due tipi: di tipo etico e di tipo politico. Per discriminante etica intendo quella nei confronti di chi è si è macchiato di reati in particolare contro la società e la pubblica amministrazione attestati da una condanna o, in casi gravi, anche da un rinvio a giudizio. Ma anche in assenza di un provvedimento giudiziario la discriminante etica deve vigere nei confronti di chi è accusato dall’opinione pubblica, trovando riscontri nella realtà quotidiana, di comportamenti criminali ( mafiosi ad esempio) o speculativi ( abusi edilizi gravi ad esempio). Infine c’è il problema dell’etica personale nella vita privata che non dovrebbe avere rilevanza nella vita pubblica a meno che si tratti di comportamenti che provocano grave scandalo pubblico. E mi si risparmino a questo proposito esempi nazionali.
Più complessa e delicata è la discriminante di tipo politico. Anche qui mi sembra che bisogna distinguere su discriminante in base a programmi e progetti e discriminanti in base a comportamenti politici precedenti. La prima mi sembra quella fondamentale anche se non mi pare che debba essere interpretata rigidamente: i progetti ed i programmi si discutono, si approfondiscono, si chiarificano e le posizioni di partenza possono mutare. Faccio un esempio. Quando fu presentato il Parco delle Isole Eolie, contro di esso si raccolsero 4055 firme (si veda l’apposita scheda e relativa documentazione nella rubrica “Dentro i problemi”). Se dovessimo considerare le 4055 persone che firmarono bloccate sulla posizione del NO, per il Parco nelle Eolie non ci sarebbe più storia. Invece sappiamo che su di essa influirono molti fattori a cominciare dal fatto che nelle Eolie si è sicuramente abusato con i vincoli in negativo che hanno creato anche problemi alla realizzazione di opere pubbliche essenziali. Inoltre vi era la preoccupazione che il parco si trasformasse in un carrozzone clientelare vigendo in carica una amministrazione su cui pesava l’accusa di clientelismo e di irregolarità nella amministrazione nella cosa pubblica (v. approvazione del megaporto di Lipari). Inoltre vi era mancanza di chiarezza sui vincoli e non si capiva se si volevano consolidare e rendere cogenti quelli esistenti o crearne di nuovi.
La discriminante in base ai comportamenti precedenti politici mi sembra più delicata. Delicata perché una sua interpretazione troppo restrittiva rischierebbe di congelare le posizioni in campo rendendo complicata la possibilità dell’alternanza. L’alternanza sarebbe possibile, in una visione troppo rigida, solo spostando il consenso e non invece i rappresentanti politici che sarebbero bloccati dai loro comportamenti pregressi. Sono obiezioni che nel corso dell’ultima assemblea del PD qualcuno ha sollevato nei confronti dei consiglieri de “Il Faro” eletti nel 2007 con la maggioranza ma che nel corso di questi cinque anni hanno dimostrato una autonomia di giudizio non sempre però convergente con quella dell’opposizione.
Voglio fare osservare che se questa logica fosse stata applicata durante le elezioni del 2007, al ballottaggio non sarebbe stato possibile allearsi con l’UDC e le liste collegate per cercare di battere il candidato Bruno. Infatti i dirigenti dell’UDC ( e liste collegate) avevano governato lungo i cinque anni precedenti con la maggioranza dalla quale avevano preso a differenziarsi solo nelle ultime settimane. Inoltre gravavano su di loro alcuni comportamenti che avevano permesso scelte rivelatesi gravissime come l’approvazione del megaporto (comportamento non lineare dei consiglieri fino alla fine del periodo amministrativo)e il passaggio del progetto del ciclo dell’acqua dalla Lotti alla Sogesid. Certo l’UDC ( e la lista Nuovo giorno) nei cinque anni che sono seguiti si sono rivelati alleati preziosi per il PD e le posizioni sia in ordine al megaporto, sia in relazione al progetto del ciclo dell’acqua sono profondamente mutati. E questo sia perché un conto è essere in maggioranza ed un altro all’opposizione, sia perché un confronto sereno con il PD ha permesso loro di scoprire aspetti del problema che, in partenza, erano stati trascurati. Per questo nell’assemblea del PD, nel mio intervento ho detto che nei confronti di chi è stato o è ancora su posizioni diverse bisogna avere un atteggiamento pedagogico e non solo di scontro, per questo ho detto che – di fronte alla realtà drammatica delle isole – non basta vincere ma bisogna convincere.
Michele Giacomantonio
Tagli nei trasporti marittimi per le isole minori. Filt pronta a bloccare i mezzi nei porti
Ustica e le isole Eolie rischiano di pagare caro il prezzo dei tagli al finanziamento regionale ai collegamenti con le isole minori. È l'allarme che lancia questa mattina la Filt di Messina in vista del confronto che si terrà a partire dalle 10.30 al Tavolo regionale tra l'assessore al Bilancio, quello alla Mobilità e li sindacati. “Partono male i lavori del Tavolo di questa mattina- commenta Pino Foti, segretario generale della Filt, la categoria della Cgil che segue il settore trasporti, di Messina-. Diamo atto al Governo Regionale che le responsabilità di questi tagli appartengono tutti e per intero al Governo Berlusconi, contro cui una buona parte della classe politica messinese e siciliana non ha mosso un dito, ma gli effetti di questa operazione che tende a ridurre di un quinto i finanziamenti dei contratti di servizio in essere ed in alcuni casi addirittura impedisce la copertura del capitolo di bilancio per le gare ancora da espletare”.
A condizionare negativamente i lavori di oggi, la decisione, assunta nei giorni scorsi dalla Commissioni trasporti all'ARS di tagliare del 20% le risorse destinate ai collegamenti con le isole. Un taglio operativo già a partire dallo scorso gennaio. “Questo taglio condiziona tutta la partita. Là dove i contratti di servizio sono già stati banditi, verranno automaticamente ridotti del 20%. Ma nel caso di gare ancora da espletare, come per il collegamento con Ustica, a breve, o le isole Eolie, il prossimo anno, si rischia di non avere nemmeno le risorse in bilancio per bandire la gara”, spiega Foti che sulla questione dei tagli formula un'ipotesi . “Non vorremmo che il taglio del 20%, che tende di fatto ad escludere i servizi integrativi alle Eolie e alle altre isole minori, sia conseguenza di quell'impegno che lega la Regione alla Siremar al punto che servizio integrativo e Siremar vengono messi in contrapposizione. E, a farne le spese in termini di mobilità , lavoro e sviluppo, saranno le popolazioni e i lavoratori”.
La Filt lancia quindi un forte allarme tagli per i collegamenti con le isole minori, in particolare Ustica e Eolie, e preannuncia una forte mobilitazione con forme anche estreme di protesta. “Ridurre i collegamenti con le Isole Eolie così come con Ustica significa non solo perdere posti di lavoro diretti e nell'indotto, nei servizi portuali, per esempio. Ma anche danneggiare gravemente la mobilità dei cittadini e l'economia di questi posti che vive soprattutto di turismo. Per questo se al Tavolo odierno , la Regione non farà un passo indietro garantendo le risorse necessarie ai collegamenti con le isole, scatterà una protesta generale e il blocco dei mezzi nei porti”, annuncia il dirigente sindacale.
POLITICA& COMUNE di Lipari ( di Giovanni Giardina)
Egregio direttore, sempre da Radio Marciapiede , trapela quasi certa la notizia sulla candidatura a Sindaco di :
:“ VANNI LA QUALUNQUE”, con la lista civica “ CCHIU’ PILU PI TUTTI “ .
Lunghe e travagliate sono state le concertazioni, e alla fine pare gia’ scontata l’esecuzione, con l’alleanza di altri suonatori e puo’ cantare su : ( Guapparia - Luna Rossa – O Sarracino –Resta cu mme – O sole Mio! )
Ma anche senza di quest’ultime, si comincia a delineare un’ampio repertorio a favore di questa lista civica .
I DO NOT HAVE DREAMS !
Giovanni Giardina
Il cordoglio del Rotary per Bartolo Munafò
"Il Rotary club di Lipari Arcipelago Eoliano ricorda Bartolo Munafò, già socio del Club, dalla nobile figura di imprenditore e di cittadino impegnato nel sociale. In particolare della sua sensibilità hanno beneficiato, per diversi anni, i nostri giovani diplomati con l'assegnazione di borse di studio attraverso il Rotary.
Alla moglie, ai figli ed ai familiari tutti formuliamo le più sentite condoglianze."
Alla moglie, ai figli ed ai familiari tutti formuliamo le più sentite condoglianze."
giovedì 2 febbraio 2012
Pesca. Incontro palermitano per il sindaco di Lipari che domani affronta la problematica dei trasporti marittimi
COMUNICATO STAMPA
Il Sindaco di Lipari, a seguito dell’incontro tenutosi domenica scorsa con la marineria liparese, ha incontrato, nella giornata odierna, l’Assessore regionale alle Risorse Agricole e Alimentari, On. Elio D’Antrassi, al quale ha avuto modo di esternare il profondo disagio della categoria, che si è vista, quasi sistematicamente, privata di ogni forma di sostentamento a fronte delle molteplici limitazioni imposte nel settore pesca e che ha fatto insorgere in tutte le marinerie d’Italia forte stato di agitazione.
L’Assessore regionale ha promesso il suo interessamento per la delicata questione che vede anche le marinerie siciliane fortemente preoccupate per i riflessi negativi che si stanno abbattendo sui lavoratori del mare.
L’Assessore D’Antrassi ha chiesto collaborazione al Sindaco di Lipari ed agli esperti del settore, Rag. Spinella e Rijtano, anch’essi presenti all’incontro, affinchè possano fornire un valido contributo, ritenuto essenziale, per stilare un documento che la Regione Sicilia presenterà in sede nazionale ed europea.
Un sentito ringraziamento va rivolto all’On. Salvino Caputo, Presidente della Commissione “Attività produttive” dell’ARS, che ha profuso impegno per organizzare l’incontro, ed all’On. Ardizzone, entrambi intervenuti, i quali hanno manifestato al Sindaco e all’Assessore regionale tutta la loro disponibilità per farsi interpreti delle istanze dell’Amministrazione Comunale, anche attraverso una iniziativa di carattere parlamentare.
Il Sindaco di Lipari sarà impegnato ancora domani a Palermo per la preoccupante questione dei trasporti marittimi.
Dalla Residenza Municipale 2 febbraio 2012
L’Amministrazione Comunale
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