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venerdì 29 novembre 2013

Stanno eruttando contemporaneamente 35 vulcani in tutto il mondo!

Ben 35 vulcani attivi nel mondo (Viaggi.nanopress.it)Attualmente stanno eruttando ben trentacinque vulcani in tutto il mondo, ovviamente non tutti hanno attività esplosive come l’Etna o il Sinabung in Indonesia, molti di essi “fumano” solamente o hanno delle leggere attività effusive. Comunque è un numero veramente elevato se pensiamo che in media eruttano cinquanta o sessanta vulcani all’anno, ed averne trentacinque contemporaneamente è proprio un bel numero.
Ben sette di questi sono in Indonesia, che è la nazione dove c’è il cosiddetto anello di fuoco, The Ring of Fire. Ancora molti altri nel Sud-Est Asiatico, decisamente la zona con la più alta concentrazione di vulcani. Poi  altri in Africa Centrale, ben cinque in pochi chilometri di distanza nel remoto est Russo, otto nell’America Centro-Meridionali ed ancora Etna e Vulcano in Italia, infine l’isolato Monte Erebus in Antartide. Dunque la nostra Terra è decisamente attiva!

SÌ ALLE AREE METROPOLITANE: NIENTE CONSORZI, POTERE AI COMUNI

Sulle province non si capisce più niente. Tutti contro tutti, o quasi. Chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, così le cose sono destinate a restare a bagnomaria, come sempre. Un limbo dannosissimo per il normale espletamento dei servizi fin qui offerti dagli enti intermedi e per il personale dipendente, che non sa ancora che sorte gli tocca.
Alla legge che le aboliva avrebbe dovuto seguire una legge che riorganizzava la pubblica amministrazione sul territorio. E qui sono venuti i guai. Mentre sull’abolizione si è registrata una normale querelle fra favorevoli e e contrari, su ciò che avrebbe dovuto sostituire le nove province c’è una grande confusione. Gli abolizionisti e i conservatori non la pensano all’interno tutti allo steso modo. Anzi. In più fra due gruppi della maggioranza di governo, o presunta tale, e cioè Udc e Art.4, c’è una vecchia ruggine, figlia della scissione patita dal partito di Casini, che aumenta, se possibile, ancora di più il caos.
I “conservatori” del vecchio assetto, come Nello Musumeci, hanno scavato nuove trincee e mirano a far tornare indietro il Parlamento regionale se non su tutta la linea, almeno su una cospicua parte del fronte.E manifestano considerazione per le province e ne auspicano il risorgimento su nuove basi.
Nel campo degli abolizionisti, le novità più rilevanti: l’Udc, per il tramite di Giovanni Pistorio, coordinatore del partito in Sicilia, ribadisce la sua propensione all’abolizione, ma dichiara la sua contrarietà verso i consorzi di comuni, che dovrebbero sostituire le province, come pretenderebbe lo Statuto della regione siciliana, la carta più tradita della storia dell’Isola. Pistorio sollecita la costituzione delle aree metropolitane ma suggerisce di lasciar perdere gli enti intermedi.
“L’Udc, pur apprezzando lo sforzo dell’assessore Patrizia Valenti e del presidente della I Commissione dell’Ars Antonello Cracolici ritiene la bozza di riforma delle province non soddisfacente”, scrive in una nota il segretario regionale dell’Udc siciliana dopo una riunione con il gruppo parlamentare dello scudocrociato all’Ars sul tema inderogabile della riforma degli enti locali. “L’Udc – continua la nota di Pistorio – ritiene che vadano attivate con convinzione le Città metropolitane, che rappresentano un fattore di sviluppo e sono ritenute strategiche nei programmi dell’Unione europea”.
I comuni possono fare da sé in tutti i settori, con l’eccezione di quelle funzioni che appartengono alla Regione. Un bel salto, dunque. Se poi i comuni vogliono mettere in piedi sinergie e coordinare i loro interventi ed i servizi possono unirsi, di loro spontanea volontà, fra loro, costituendo le “unioni di comuni”.
“Non ci convince per nulla – precisa il segretario regionale dei centristi – la soluzione relativa ai cosiddetti liberi consorzi, che liberi non sono e che ripropongono solo un surrogato della vecchie province a scartamento ridotto in cui cambia soltanto il meccanismo di elezione degli organi di governo”.
“Aboliamo le province, che non servono a niente e costano molto - sostiene Pistorio – ma passiamo la mano ai comuni”. E se proprio vogliamo lasciare in piedi le province, sia abbia il coraggio di chiamarle con il loro nomem, assegnando ai cittadini il potere di eleggere gli ammi nistratori.
Il capogruppo di Articolo 4 all’Ars Luca Sammartino bacchetta Giovanni Pistorio: “Appare quantomeno singolare che, vestiti i panni di capo della segreteria tecnica dell’assessore regionale agli Enti Locali, Patrizia Valenti, e indossati quelli di segretario dell’Udc, critichi un disegno di legge che lui stesso avrebbe dovuto quantomeno conoscere in fase di predisposizione”.
E gli altri? Il capogruppo Pdl, D’Asero, ribadisce la necessità di lasciare in vita, invece, l’ente intermedio, semmai incrementandone le competenze, mentre il governo mantiene la sua volontà di abolire le province e sostituirle con i consorzi, che – man mano che passa il tempo – assomigliano sempre di più alle province per numero, assetto e competenze.

E' deceduto Miceli, dirigente del settore archeologico subacqueo della Soprintendenza del mare

E' deceduto Teodoro Di Miceli, dirigente del settore archeologico subacqueo della Soprintendenza del mare. Miceli unitamente, al soprintendente prof. Sebastiano Tusa e allo staff degli archeologi subacquei, aveva coordinato a settembre i lavori nella struttura portuale romana che giace a Sottomonastero (Lipari). 

Pagamento da parte dei cittadini di "diritti non dovuti". Il geometra Natoli scrive al portavoce Giacomantonio

Gentile Dottore Giacomantonio, 
La disturbo per sottoporLe una problema che riguarda il pagamento di "Diritti", a mio avviso non dovuti dai cttadini.
Infatti l'art.14 del "Regolamento Comunale sul diritto di accesso ai documenti amministrativi" (D.CC. n° 21/2006)sancisce quanto segue: 

a) "per visione del documento deve intendersi l'attività diretta a prendere conoscenza, attraverso la lettura e la consultazione, dei documenti cui si accede. L'esame del documento è gratuito". Detta gratuità discende da quanto disposto dall'art. 25 della L. n° 241/90; dall'art. 28 p.3 della L.R. n° 10/91; dall'art. 10 .4 del D.P.R.S. n° 12/98; ed in ultimo dal D.Leg.vo 
n°33/2013.
Orbene, l'Amministrazione Comunale con propria deliberazione (n° 109 del 21.12.2012)ha istituito al p. 15 una tassa di €. 25,00 per "diritti ricerca pratica già archiviata". Questa nuova imposizione contrasta con quanto disposto dal Regolamento Comunale e dalle varie normative nazionali e regionali. Ho scritto al Sindaco, ed in particolare al Segretario Comunale,  mettendo in evidenza questa contraddizione chiedendo la revoca di quanto disposto al p.15 della citata delibera ritenendola una norma, oltre che vessatoria, illegittima. 

Infatti, come tra l'altro chiarito dall'ex Segretario Generale dell'Ente, Dott.ssa De Gregorio, e sicuramente anche di Sua conoscenza come ex Sindaco dell'Ente, non rientra nei compiti dell'Amministrazione Comunale apportare modificare al Regolamento Comunale, essendo questo di esclusiva competenza del Consiglio Comunale.
Ho scritto al Segretario Comunale perchè, se la mia memoria di ex amministratore non mi tradisce, ogni atto deliberativo deve essere dotato della regolarità da parte della Segreteria. Ma la risposta è stata quella che non rientra nei compiti del Segretario proporre la revoca della delibera in questione, anche se  limitatamente all'art. 15. Nel mentre i cittadini  continuano a pagare il "balzello", e non sempre ne hanno la possibilità. 

La prego quindi di volersi occupare del problema, non volendo disturbare il Sindaco oberato da problematiche più rilevanti.
Saluti
ALDO NATOLI 

Partylandia augura Buon Compleanno a Pietro Mezzena

Lo staff di Partylandia augura Buon Compleanno a Pietro Mezzena che compie 3 anni

Consiglio comunale e Imu. Convocata per oggi sessione urgente


Come eravamo. Lipari: Sopra la Civita, Marina Lunga e Monte S. Angelo


SCREENING SUI COSTI DELLE 9 PROVINCE DICIASSETTE MILIONI PER INDENNITÀ

Avremo risparmi con l’abolizione delle Province, spenderemo di più o non cambierà nulla? Il governo e i gruppi parlamentari danno risposte diverse.
Eppure dovrebbe essere semplice detrarre dalle spese i costi degli apparati politici (gettoni, indennità, rimborsi, segreterie ecc), delle consultazioni elettorali e qualcos’altro. A volere essere pignoli, infatti, si lascia fuori “l’indotto”, tutto ciò che gira attorno alle segreterie.
Lasciamo le risposte virtuali delle parti politiche al loro destino e facciamo i conti dell’esistente. I dati più aggiornati risalgono al 2102, né potrebbe essere altrimenti, e provengono dalla Banca dati del Ministero del tesoro, segnatamente dal Siope (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici).
La Regione siciliana spende 600 milioni di euro l’anno per far funzionare le nove province siciliane. Si tratta sia di spesa corrente, rigida, concernente i costi di amministrazione, personale eccetera, quanto di spesa in conto capitale, cioè gli investimenti, che rappresentano il 23 per cento rispetto ai sette miliardi della spesa totale della Regione. In dettaglio, il costo della spesa corrente ammonta a 460 milioni di euro circa, la spesa in conto capitale a 140 milioni di euro circa, per un totale di 601 milioni di euro, pari al 23,32 per cento.
Il personale politico delle nove province costa ad ogni siciliano 3,39 euro l’anno (11,53 euro il personale dei comuni, più numeroso).
I costi della politica, dunque: per indennità e rimborsi agli organi, la Regione siciliana spende 17 milioni di euro (su una popolazione di 5.037.799, ammontano al 3,39).
I dipendenti delle amministrazioni provinciali costano a ciascun cittadino il 39,61 e sono 5.600 (l’1,8 per cento sono dirigenti). Il costo del personale (escluse le collaborazioni e le determine) ammonta a 199.537.116 euro, ed il contratto medio del dipendente è di 35.618 euro (pressocché identico a quello del personale dei comuni, ma molto più basso rispetto al personale della Regione, che invece è di 94.351 euro).
Secondo i dati del Siope nel 2012 la Regione siciliana ha destinato 57 milioni di euro agli enti e alle agenzie di pertinenza provinciale per l’esercizio delle funzioni, e 1 miliardo di euro ai Comuni. I trasferimenti per le spese correnti ammmontano a 36 milioni e 337 mila euro, in conto capitale 20 milioni e 788 mila euro.
Queste le cifre su cui i partiti e il governo si confronteranno nei prossimi giorni.

giovedì 28 novembre 2013

ADDIO HOTEL DELLE PALME PERSO UN SIMBOLO DI PALERMO

La crisi non guarda in faccia a nessuno. Lo storico Hotel delle Palme, uno dei simboli della Belle Époque di Palermo, chiude i battenti. L’anno che sta arrivando segnerà la parola fine per l’albergo a quattro stelle di via Roma. Infatti, dal 4 gennaio prossimo, l’Acqua Marcia Turismo, che gestisce l’hotel, avrebbe deciso di licenziare i circa quaranta dipendenti della struttura alberghiera. La decisione sarebbe stata resa nota ai sindacati. Tra i motivi che hanno spinto l’azienda a questa scelta, ci sarebbero gli eccessivi costi di gestione, non garantiti da un numero sempre più scarso di clienti.
Sulla vicenda pesa anche la complessa vicenda del gruppo Acqua Marcia, la società immobiliare di Francesco Caltagirone, finito in galera ad Imperia, sospettato di truffa ai danni dello Stato. 
Così, la storica dimora dove Richard Wagner terminò il suo Parsifal nel 1881, non vedrà il nuovo anno. L’edificio venne costruito per iniziativa della famiglia Ingham – Whitaker nel 1874 ed utilizzato come residenza privata. La casa era collegata da un passaggio segreto all’antistante Chiesa anglicana. Inizialmente l’edificio era composto da un corpo basso di due piani con un giardino d’inverno esotico che arrivava fino al mare.
Sul finire del XIX secolo la casa venne ceduta al cavaliere Enrico Ragusa che, nel 1907, diede incarico di trasformare Palazzo Ingham nel Grande Albergo delle Palme all’architetto Ernesto Basile. Divenne un hotel di lusso simbolo della Belle Époque.
Oltre a Wagner, sono molti altri i personaggi che hanno fatto la storia hanno, soggiornando a lungo nell’albergo, tra cui il poeta Raymond Roussel, che vi visse fino alla morte e il generale Charles Poletti, che lo trasformò in quartier generale americano durante la seconda guerra mondiale.
Nell’albergo si è scritta, inoltre, la storia di Sicilia: lì nel 1882 Francesco Crispi impartiva lezioni di politica, mentre rimane famosa la cena a 12 portate servita all’ex presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando. Infine, nel 1957 vi si tenne l’ultimo summit tra i capi di Cosa nostra siciliana e i boss della mafia americana.

Gli eletti nel Consiglio d' Istituto del Comprensivo Lipari 1 - Comunicato

ELEZIONI CONSIGLIO D’ ISTITUTO 2013
Istituto Comprensivo Lipari 1
scuola materna ed elementare di Lipari
scuole di Panarea, Stromboli, Salina, Filicudi ed Alicudi,
triennio 2013.14/2014.15/2015.16;
*
I GENITORI CANDIDATI ALLE ELEZIONI CHE SI SONO APPENA SVOLTE PRESSO L’“I.C. LIPARI 1” DESIDERANO RINGRAZIARE TUTTI I GENITORI DEGLI ALUNNI DI LIPARI, STROMBOLI, PANAREA, FILICUDI E ALICUDI CHE HANNO DATO PROVA DI VERA PARTECIPAZIONE ATTIVA ESERCITANDO IL LORO DIRITTO/DOVERE DI VOTO E RIPONENDO LA LORO FIDUCIA NEI GENITORI ELETTI (Laura Natoli, Roberto Piemonte, Salvatore Naso, Giuseppina (IosiSperanza, Arnaldo Lumia, Massimo Taranto)
I QUALI, CON GRANDE RESPONSABILITA’, SI FARANNO PORTAVOCE DELLE ESIGENZE E DEI PROBLEMI DI TUTTI I PICCOLI ALUNNI DI OGGI E DI DOMANI AFFINCHE’ SI POSSA CONTRIBUIRE, TUTTI INSIEME, AL BUON FUNZIONAMENTO ED AL MIGLIORAMENTO DELLA NOSTRA SCUOLA, PARTE ESSENZIALE ED INSOSTITUIBILE DELLA CRESCITA E DELLA FORMAZIONE DEI NOSTRI FIGLI.

Cimitero di Pianoconte "tirato a lucido"

Nei giorni avevamo pubblicato le foto e le considerazioni del consigliere comunale Gesuele Fonti sulla sporcizia che imperava nel cimitero di Pianoconte in occasione di Pianoconte.
Come ci informa lo stesso Fonti il luogo sacro quest'oggi risultava ripulito

LA SICILIA HA PAURA: NEL WEEKEND SI RISCHIA UN “SUPER CICLONE”

Per la Sicilia al peggio non ci sarebbe fine. Il condizionale è d’obbligo, in questi casi. Dopo il crollo nella colonnina di mercurio, che negli ultimi giorni ha portato l’insolito gelo per l’isola, secondo i centri di calcolo meteo nel weekend ci sarebbe anche il rischio di una ancor più violenta perturbazione “dai connotati ciclonici”.
Il meccanismo di “scontro” dei venti – anche se, fortunatamente, non è possibile fare previsioni precise con 3-4 giorni d’anticipo – potrebbe verificarsi nel mar Jonio, proprio sottocosta a Calabria e Sicilia.
Il rischio di ciclone esisterebbe perchè potrebbero verificarsi in contemporanea due effetti: da una parte, un nuovo affondo di freddo proveniente da Nord-est, che piomberà nel Mediterraneo fra venerdì e sabato, e, dall’altra, la risalita di masse d’aria calde dal deserto del Sahara.
Risultato dell’”incontro”, come scrive meteoweb.eu, una “poderosa ciclogenesi” da cui scaturirà una violenta ondata di maltempo che si abbatterà su gran parte del Sud proprio all’inizio di dicembre.
La violenta “perturbazione Afro-Mediterranea dai connotati ciclonici”, viene definita “a tutti gli effetti “super” per l’entità dei venti e soprattutto delle abbondanti precipitazioni che potranno interessare molte regioni del nostro Paese tra sabato, domenica e lunedì 2 dicembre”.
ALLERTA DELLA PROTEZIONE CIVILE. ‘L’aria depressionaria presente sulla nostra penisola si sta spostando sull’area tirrenica centro-meridionale, dove determinerà una spiccata instabilità, in particolare sulla Sicilia”.
Sulla base delle previsioni disponibili ”e di concerto con tutte la Regione coinvolta, cui spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati”, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede, dalle prime ore di domani, ”precipitazioni anche a carattere temporalesco sulla Sicilia, con possibili rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento”.
Il Dipartimento della Protezione Civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione ”in contatto con le prefetture, le regioni e le locali strutture di protezione civile”. Sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it) sono consultabili alcune norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo.

ELEZIONI RSU AMBIENTE: LA FIT CISL OTTIENE PIU’ VOTI DEGLI ISCRITTI NEL SETTORE. “DATO CHE TESTIMONIA LA MATURITA’ DEI LAVORATORI. RIPAGATA LA COERENZA E LA SERIETA’ DELLA FIT CISL”

“Avere ottenuto, a Messinambiente, più voti di quanti sono i nostri iscritti è un motivo di grande soddisfazione e orgoglio. È la testimonianza della qualità del lavoro di tutti i rappresentanti della Fit Cisl, a cominciare da chi quotidianamente vive i gravi problemi di azienda e lavoratori”. Il segretario provinciale della Fit Cisl Enzo Testa e la segretaria aziendale Rosaria Perrone commentano così il dato delle elezioni Rsu nel settore ambientale che ha visto al voto i lavoratori di Messinambiente, Ato3, Ato 4 e Dusty.
Il dato più significativo è quello di Messinambiente dove la Fit Cisl ha ottenuto 133 voti per la RSU e 128 per il RLS a fronte di 97 iscritti e ben 5seggi compreso il rappresentante della sicurezza, che è stato il più votato in assoluto. Altri due seggi RSU la Fit Cisl li ha ottenuti alla ex Ato 3 e, a Milazzo, alla Dusty.
“L'elezione diretta a scrutinio segreto da parte  dei lavoratori – aggiungono Enzo Testa e Rosaria Perrone – consegna un risultato che dimostra come la demagogia alla fine non paga. Non solo a Messinambiente, ma in tutti i contesti il numero dei voti e dei lavoratori eletti nelle nostre liste supera di gran lunga il numero degli iscritti alla Cisl. In questo dato – sottolineano Testa e Perrone – politicamente va letto il grande livello di maturità dei lavoratori che, al di la delle prese di posizione demagogiche che spesso hanno caratterizzato il settore, hanno dimostrato di apprezzare la coerenza e la serietà della Cisl”.

Il Comune di Santa Marina Salina stupito dal comunicato emesso dal responsabile di Piano del Gal "Isole di Sicilia"

COMUNICATO STAMPA
Leggiamo con stupore il comunicato diffuso dall'arch. Roberto Sauerborn, Responsabile di Piano del Gal Isole di Sicilia, che nel presentare al pubblico il lavoro svolto da lui e dal suo staff non dimentica di sottolineare "la moderata soddisfazione a riprova del buon lavoro fatto da questo Ufficio di Piano..." ma non chiarisce, "per dovere d'ufficio e di trasparenza", che alla  data del 7 Novembre 2013, scadenza naturale delle misure 3.1.3 e 3.2.3 ed in proroga della misura 3.1.2, vi era certamente una istanza di finanziamento presentata a sistema: quella imputata sulla misura 3.2.3 dal Comune di Santa  Marina Salina tramite il portale Sian in data 5 Novembre.
Tanto si riporta per mettere in chiaro come questa amministrazione, nel rispetto delle previsioni dei bandi che concedevano 90 giorni per presentare istanze complete delle documentazioni necessarie a concorrere all'attribuzione dei finanziamenti previsti, fosse riuscita, non senza difficoltà ed impegno, a rispettare i tempi fissati e di per se già molto lunghi.
Va sottolineato infine come il ricorso continuo e non sempre sufficientemente motivato allo strumento della proroga, possa finire per mettere a rischio l’efficacia e l’esistenza stessa degli attuali strumenti di programmazione territoriale che la Comunità Europea mette a disposizione. Allungare i tempi, infatti, non favorisce la corretta e tempestiva attribuzione delle risorse finanziarie previste e non considera in modo dovuto come i continui richiami mossi sull’argomento dai competenti organismi europei mettano a rischio i finanziamenti di oggi e gli investimenti di domani.
Ufficio Stampa  Comune di Santa Marina Salina