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venerdì 17 gennaio 2014

Sicilia. Abolizione Province, non c'è accordo governo -maggioranza

(gds) Ancora un testo condiviso sulla riforma delle Province non c'è, tant'è che lunedì prossimo il governo dovrebbe riunire la maggioranza per trovare una sintesi, con l'Udc che preme per l'abolizione totale degli enti. Intanto la commissione Affari istituzionali, presieduta da Antonello Cracolici (Pd), ha cominciato l'esame degli emendamenti, bocciandone uno, a firma Giuseppe Milazzo (Pdl-Ncd) che sopprimeva l'articolo 1 e che di fatto avrebbe affossato il testo in esame. Ormai è una corsa contro il tempo: il Parlamento ha tempo fino a metà febbraio per varare la riforma, altrimenti saranno indetti i comizi elettorali e si tornerà al voto per l'elezione degli organi di governo e addio riforma.   
La commissione conta di esitare il disegno di legge entro la fine della prossima settimana; i lavori proseguiranno a ritmo serrato, con la commissione convocata dal 21 al 24 gennaio.    Il nodo da sciogliere, però, resta il numero dei liberi consorzi da istituire e lunedì il governo farà un passaggio con i partiti di maggioranza per trovare un'intesa.
Le opzioni possibili sembrerebbero due: una è quella contenuta nel testo del ddl delle Commisione che ne prevede nove, l'altra quella indicata nell'emendamento del governo, che consente di crearne in numero maggiore e individua come parametro di riferimento aree territoriali con un numero di abitanti compreso tra i 150 mila e 500 mila, quest'ultima ipotesi indigesta all'Udc. Nulla quaestio per le città metropolitane, quelle previste sono tre Palermo, Catania e Messina

Lipari: L'isola della bellezza colta. Oggi primo appuntamento al Centro Studi

Oggi17 gennaio primo appuntamento al Centro studi eoliano con "Preistoria delle Isole Eolie: dal primo insediamento alla scomparsa dei grandi villaggi - con Maria Clara Martinelli

L'incontro rientra nel calendario dell'iniziativa "Lipari: L'isola dalla bellezza colta"

CROCETTA CONTRO TUTTI. È GUERRA VUOLE TORNARE ALLE URNE?

È come se avesse disegnato una road map e avesse fatto crollare i ponti dietro per evitare di tornare indietro, altrimenti non si spiegano le reazioni di Rosario Crocetta dopo le conclusioni dell’inchiesta della Procura sulle spese facili di deputati e gruppi parlamentari. Ha affondato la lancia nel costato senza guardare in faccia nessuno, anzi scendendo nei particolari, al punto da mandare in bestia tutti quanti, da Cracolici a Faraone, a Lupo ed altri. Si aspettavano un distinguo, cautela, ed invece qualche ora dopo, ha messo le mani avanti: avete visto, ha detto più o meno, se avessi ascoltato i fautori del rimpasto mi sarei trovato una giunta di indagati e che figura ci avremmo fatto?
La road map è tracciata, sospetta qualcuno: vuole lasciare Palazzo d’Orleans e andare a Roma, perché l’aria si è fatta mefitica a Palazzo dei Normanni. Non ha maggioranza e non ha alleati veri ed affidabili. Perfino il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, spiegano, è uscito dal riserbo e lo ha accusato di non rispettare il Parlamento e di approfittare dell’inchiesta per delegittimarlo. Covava, è vero, in lui una profonda diffidenza per via delle giornate (e nottate) passate a Sala D’Ercole attorno alla Finanziaria, tanto che a cose fatte ha espresso un plauso nei confronti dell’assessore all’Economia, Luca Bianchi, che è sembrato un rimprovero nei confronti del governatore.
Chi non condivide la tesi del ritorno alle urne, la “fuga” dal parlamento ostile, ricorda che Crocetta ha sempre avuto reazioni istintive, che poi sono state ammorbidite nei giorni successivi. Ed a riprova di questo ragionamento, avverte che poi il governatore, tornando sulla questione – l’inchiesta e gli indagati – si è mostrato dispiaciuto ed ha ricordato che ci sono tanti deputati seri ed efficienti che fanno la loro parte in modo encomiabile.
Ma questa “seconda” puntata non attenua i rigori della prima, quando ha colpito nel mucchio, ha delegittimato il Parlamento senza eccezione ed ha alzato barricate fra il governo e l’Assemblea.
Al di là delle parole, opportune o inopportune, è questo il punto dolente: la scelta, di principio, nessun deputato deve fare parte dell’esecutivo. Si può sostenere, fanno notare, la necessità di un governo tecnico, che privilegi l’efficienza, l’esperienza, la competenza, ma non può essere una regola non scritta, che i parlamentari non debbano e non possano fare parte dell’esecutivo. Non c’è una norma che lo vieta, finora.
La prima “vittima” del disagio istituzionale creato dall’inchiesta e dall’accoglienza riservata dalle sue conclusioni a Palazzo d’Orleans potrebbe essere l’abolizione delle Province. I “conservatori” aspettano al varco il governo per fare un viaggio e due servizi, impallinarlo e tornare alle urne per eleggere i consigli provinciali ed i presidenti, mentre i riformatori – dal Pd all’Udc (seppure con alcuni distinguo) – lo aspettano al varco per misurare l’attendibilità degli impegni assunti.
Le cose, insomma, si sono messe male. E la prospettiva di una terza legislatura “spezzata” è diventata improvvisamente concreta. Nonostante le forti resistenze dei deputati, che sono tradizionalmente contrari ad accorciare la vita del mandato.

Biviano (PD) scrive al sindaco a proposito di compagnie di navigazione e modifica attuali linee. Propone la Genova-Lipari-Milazzo

Al Sindaco del Comune di Lipari


OGGETTO: Compagnie di navigazione ed eventuali proposte di modifica delle attuali linee.

Nei giorni scorsi abbiamo appreso dai notiziari locali di un incontro svoltosi tra la Federalberghi Lipari e i rappresentanti di "Compagnia delle Isole - Siremar".
Nello stesso incontro sembrerebbe che si sia discusso di eventuali modifiche agli attuali orari e alle corse giornaliere e/o settimanali. In particolar modo sembrerebbe essere emersa la volontà di incrementare la linea Napoli-Eolie portandola nel periodo estivo da due a tre corse settimanali.
Non posso che accogliere favorevolmente qualsiasi ipotesi di incremento delle linee, ma valuterei meglio la proposta emersa negli ultimi giorni dai media locali di posticipare uno dei due giorni settimanali di partenza della tratta Napoli-Eolie da giovedì a venerdì con arrivo sabato mattina. Questo consentirebbe una migliore intercettazione di quel turismo di fine settimana che purtroppo negli ultimi anni a causa della crisi nazionale è incrementato a discapito di quello settimanale. Mi trovo, inoltre, favorevole con la possibilità di inserire, anche a costo di rinunciare all'eventuale terza tratta Napoli-Eolie che si intende integrare, la linea GENOVA-LIPARI-MILAZZO, considerato l'enorme successo riscosso dalla Genova-Palermo e considerato che in tal modo si amplierebbe il ventaglio di possibilità di collegare le Eolie con il resto d'Italia.
Poichè il sottoscritto ritiene che il nostro Comune debba essere il principale interlocutore con le compagnie che forniscono un servizio pubblico di trasporto finanziato da Stato e Regione, La invito a convocare le suddette compagnie affinchè si possa meglio delineare e concordare con l'ente pubblico comunale qualsiasi modifica e/o incremento di linee e orari, anche alla luce delle proposte emerse dal sottoscritto, da altri consiglieri comunali, dai media locali e da tutte le categorie commerciali presenti nel nostro territorio.
Il Consigliere Comunale
Dott. Giacomo Biviano

Ospedale di Lipari. "Non si ridimensioni nulla e si dia concretezza al provvedimento di riapertura del Centro nascite. Merlino, Biviano e Sgroi(PD) sollecitano l'amministrazione Giorgianni

AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI LIPARI
AL SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI LIPARI

Considerato che negli ultimi anni molte sono state le proteste contro il ridimensionamento dell’ospedale di Lipari senza però ottenere modifiche concrete al piano sanitario della Regione che, con insistenza, ha seguito solo una logica prettamente economica e politica.
Visto che oggi l’approccio dell’assessore Borsellino al problema sembrerebbe diverso rispetto a quello dei suoi predecessori.
Preso atto che l’assessore Borsellino si è impegnata a rivedere il piano sanitario regionale e la realizzazione di una nuova bozza che, prima di diventare legge, verrà inviata alla conferenza dei sindaci affinché anche questi ultimi possano avere voce in capitolo.
I Sottoscritti, pertanto, invitano le SS.LL. a promuovere ogni azione necessaria, unitamente ad un accorato appello all’assessore alla Salute della Regione siciliana, affinché nel piano sanitario regionale nulla dell’ospedale di Lipari venga in qualsiasi modo ridimensionato (anche perché non si comprende cosa c’è più da tagliare), chiedendo, altresì, di dare concretezza al provvedimento emanato dalla Giunta regionale del Presidente Crocetta sulla riapertura del Centro Nascite presso l’Ospedale di Lipari, in deroga al principio dei 500 parti, e il mantenimento dei reparti di ostetricia e pediatria, facendo emergere le reali necessità di un territorio insulare come il nostro al servizio di sette isole.
La invitiamo, inoltre, a chiedere un audizione alla Commissione regionale Sanità, con la presenza dell'Assessore Borsellino e la partecipazione di rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e minoranza del nostro Comune, affinchè in fase di redazione del suddetto piano, venga affermato quanto sopra espresso.
Privare le Eolie di un qualsiasi servizio ospedaliero verrebbe dire privare i cittadini del diritto alla Salute.
Lipari, 16/01/2014
Saverio Merlino Segretario PD-Lipari Eolie   Giacomo Biviano – Capogruppo PD
Claudio Sgroi - Consigliere Comunale PD

IL CASTELLO DI LIPARI

La rocca, nota come il Castello, è un'imponente cupola di lava vulcanica che si protende nel mare innalzandosi fino ad un'altezza di circa cinquanta metri. Formatosi meno di 40000 anni fa, il Castello sorge al centro di un'ampia baia sulla costa orientale di Lipari, tra le due insenature di Marina Lunga a Nord, delimitata dal Monte Rosa e Marina Corta a Sud, ancora oggi i migliori approdi dell'isola. La rocca è circondata tutto intorno da alte balze verticali, inaccessibili, e presenta alla sommità una superficie abbastanza pianeggiante. Grazie alla sua conformazione, essa ha da sempre costituito una vera e propria fortezza naturale, offrendo fin dall'antichità una sede sicura agli abitanti che vi si stabilivano quando vi era necessità di difendersi dal pericolo di incursioni nemiche; nei periodi di tranquillità, l'abitato si è esteso anche nella piana sottostante, ovvero nell'area della città attuale. Così, con alterne vicende, il Castello di Lipari è stato abitato a partire dall'età neolitica (circa 6000 anni fa) fino al nostro secolo. Le testimonianze degli insediamenti di ogni età si sono sovrapposte man mano a quelle dei periodi precedenti creando un notevole innalzamento del terreno. Gli scavi archeologici hanno infatti portato alla luce una successione di strati alta più di 10 metri dovuta alla sovrapposizione dei resti degli abitati che si sono succeduti, resti ben conservati anche grazie all'accumulo delle ceneri emesse dai vulcani vicini e trasportate dal vento. Oggi il Castello rappresenta il centro della vita culturale delle Isole Eolie, animato dalla presenza giornaliera di molti visitatori che possono ripercorrere le tappe della storia del Castello attraverso la visione degli scavi archeologici, dei padiglioni del museo, delle chiese principali e delle mura di fortificazione.Il suo aspetto attuale deriva dalle possenti fortificazioni spagnole, fatte costruire intorno alla rocca da Carlo V verso il 1560, dopo l'attacco all'isola del pirata tunisino Kairedin Barbarossa, che nel 1544 aveva conquistato e distrutto la città, portando via come schiavi gran parte degli abitanti. Queste mura hanno rivestito il roccione fino alla sua base ed erano provviste in diversi punti da postazioni di artiglieria e cannoniere, ora chiuse da murature. Sul lato Nord le mura spagnole hanno inglobato le torri di età normanna (XII secolo) tra le quali è una torre-porta che costituiva l'ingresso antico dalla collina della Civita (Piazza Mazzini) al Castello. Ancora oggi questo rappresenta l'ingresso principale alla rocca. Qui si può vedere, oltre le fortificazioni spagnole e normanne, una torre di età greca (IV secolo a.C.) in esse inserita, costruita con blocchi di pietra rossastra del Monte Rosa, ben squadrati, disposti in altezza su 23 filari. La strada di ingresso al Castello passa sotto un corridoio con volta a botte, dove si conserva una caditoia per la saracinesca di ferro che poteva essere calata a sbarrare il passaggio.Dopo questa apertura doveva esistere una seconda porta chiusa da una stanga di legno. La strada prosegue quindi all'aperto, accanto al muro spagnolo con feritoie, e poi sotto un soffitto con arcate ogivali costruite nel 1800. Si accede finalmente al pianoro della rocca attraverso la porta spagnola del XV secolo, sopra la quale è dipinto uno stemma con un'aquila simbolo della famiglia dei Borboni.Il Castello era sede fino al XVIII secolo della città. Se delle case sono rimasti visibili pochi resti, si conservano invece le chiese, in tutto cinque: la chiesa di S. Caterina all'ingresso (fine XVll-inizi XVIII sec.), usata come cucina nel periodo fascista, l' Addolorata (prima metà del XVI sec.) e l'Immacolata (prima metà del XVIII sec.) poco più avanti, la Cattedrale dedicata a S. Bartolomeo apostolo, al centro del pianoro, e infine la chiesa della Madonna delle Grazie (XVII secolo), nell'area del parco archeologico. La più antica è la Cattedrale, che fondata in età normanna nel XII secolo, è stata ricostruita dagli spagnoli nel XVI e XVII secolo dopo la distruzione del pirata Barbarossa . La facciata attuale fu realizzata nel 1861 insieme al campanile, non finito; della costruzione normanna della Cattedrale si può oggi visitare il chiostro dell'antico monastero, costruito con colonne e capitelli sia recuperati dalle case più antiche, soprattutto di età romana, sia di età medievale, decorati con figure di animali (colombe, leoni o animali fantastici) e motivi vegetali (fiori e frutti).L'abitato con case dal XV al XVIII secolo si conservava ancora fino agli inizi del nostro secolo, nonostante le case fossero molto danneggiate.Queste, infatti, una volta abbandonate dagli abitanti trasferitisi nella città nuova nella piana sottostante, erano state occupate dai "coatti", relegati nell'isola di Lipari prima dal governo borbonico, poi, dopo l'unità d'ltalia, dal governo italiano. Nei primi anni del '900, il Vescovo, per non passare attraverso le tristi case distrutte, creò una scalinata di accesso frontale alla Cattedrale, tagliando purtroppo un ampio tratto delle fortificazioni spagnole e distruggendo i resti degli insediamenti delle età più antiche.Nel 1926, con l'arrivo dei confinati politici, il governo fascista distrusse quanto restava delle case antiche tra l'ingresso e la Cattedrale costruendo due casermoni, dei quali uno ospita oggi il Museo Classico.Si conserva invece parte dei vecchi edifici nell'area oltre la Cattedrale. A sinistra l'attuale Sezione Preistorica era nel XVII secolo il Palazzo Vescovile eretto dal vescovo Vidal inglobando i resti dell'antico monastero normanno; a destra era un'abitazione del XV secolo, ora sezione Vulcanologica; in fondo era la casa "Acunto" del XVIII secolo, attuale sede della Biblioteca e centro dell'attività scientifica del Museo. L'estremità meridionale del Castello è stata sistemata a parco archeologico, dove sono, oltre alla chiesa della Madonna delle Grazie, anche alcuni padiglioni del campo di concentramento che ospitano ora i depositi del Museo ed i laboratori di restauro. Nel parco, inoltre, sono stati sistemati numerosi sarcofagi in pietra provenienti dalla necropoli greca e romana di Contrada Diana ed è stato costruito nel 1978 dal Comune di Lipari, proprio nell'area utilizzata durante il fascismo come cava di pietra, un teatro all'aperto sul modello degli antichi teatri greci, ora destinato nella stagione estiva a spettacoli di vario genere.A partire dal 1950, allorché fu soppresso il campo di concentramento sul castello, cominciarono gli scavi archeologici condotti da Luigi Bernabò Brea e da Madeleine Cavalier nell'area adiacente la strada moderna. Lo scavo ha richiesto estrema perizia e attenzione, perché la parte superiore del terreno era piena di buche per cisterne o pozzi neri e dei resti delle abitazioni distrutte in epoca fascista.Sono stati messi in luce dapprima i resti delle strade di un quartiere abitativo di età ellenistico-romana ovvero del II sec.a.C. mentre delle case si conserva parte dei muri perimetrali.Quando nel 580 a.C. coloni provenienti da Rodi e da Cnido fondarono la città greca, stanziarono I'acropoli sul Castello. Degli edifici che furono costruiti sull'acropoli rimangono però poche testimonianze a causa della violenta . distruzione operata dai Romani nel 252-51 a.C.Visibile è ancora una fossa votiva, nota come "Bothros di Eolo", profonda più di 7 metri e con un diametro di 3 metri, con la bocca coperta da un coperchio di pietra lavica sormontato da un leoncino, all'interno della quale venivano gettati oggetti di vario genere come vasi e statuette in terracotta, offerti ad Eolo dio dei venti e probabilmente ad altre divinità. Sotto il livello di età greca sono stati rinvenuti i resti di capanne relative a quattro abitati preistorici dell'età del Bronzo: dall'età del Bronzo antico, cui appartengono le capanne della cultura di Capo Graziano (XVII-XV sec. a.C.) all'età del Bronzo medio, con le capanne della cultura del Milazzese (XIV-XIII sec.a.C.), e del Bronzo tardo o finale, cui si riferiscono le capanne della cultura dell'Ausonio I e II (XIII-X sec.a.C.).L'abitato dell'Ausonio II subì una violenta distruzione, a causa di un incendio provocato da popolazioni nemiche agli Ausoni, fra il X e il IX sec. a.C. (950-850 a.C.). Dopo la distruzione del villaggio ausonio la rocca del Castello non fu più abitata fino ad età greca.AI di sotto delle capanne dell'età del Bronzo saggi di scavo eseguiti in profondità hanno portato alla luce vari altri strati.Questi materiali hanno permesso di conoscere gli insediamenti più antichi del Castello, dall'Eneolitico (età del Rame), attraverso le culture chiamate di Piano Conte e di Piano Quartara intorno alla metà del III millennio a.C., alla fase finale del Neolitico con la cultura di Diana, nel IV e agli inizi del III millennio a.C., e fino al Neolitico medio (IV millennio a.C.) quando si stabiliscono sul Castello genti che usano una raffinata ceramica dipinta con i motivi del meandro e della spirale, nello stile cosiddetto di Serra d'Alto, e ancor prima altre popolazioni che fabbricavano vasi in ceramica decorati con motivi a fasce o fiamme rosse contornate di nero sul fondo chiaro dell'argilla.

Auguri da Partylandia per Ilaria e Maia

Lo staff di Partylandia augura Buon Compleanno ad Ilaria e Maia che compiono tre anni 
Sulla Gazzetta del sud di oggi troverete un articolo a firma di Salvatore Sarpi sulla borsa di studio "Michele Roncaglia" consegnata alla studentessa Alessia Carbonaro

Eolienews e la famiglia Sarpi augurano Buon Compleanno a Gesuele Fonti

Eolienews e la famiglia di Salvatore Sarpi augurano Buon Compleanno all'amico Gesuele Fonti

Gli auguri di Eolienews ai festeggiati di oggi

Lo staff di Eolienews augura Buon Compleanno a Paola Ziino

Viabilità sulla Lipari-Canneto. L'interrogazione del consigliere Lo Cascio


Al Signor Sindaco
del Comune di Lipari 

Interrogazione su viabilità Lipari-Canneto.
 Gentile Signor Sindaco,
alla luce dei problemi che hanno coinvolto la rotabile Lipari-Canneto nel tratto di Bagnamare e della relativa chiusura della stessa, nonché degli altri cantieri legati ai lavori di realizzazione del depuratore e che insistono su buona parte delle strade carrozzabili tra il centro di Lipari (via Falcone e Borsellino) e quello di Canneto (zona Unci e Canneto Dentro),
 desidero conoscere se
è stata predisposta adeguata comunicazione alla cittadinanza in merito alla durata dei cantieri in questione, o in caso contrario se e in quale modo si intende provvedere in tempi ragionevoli;
è stata predisposta adeguata comunicazione alla cittadinanza in merito a eventuali, futuri interventi in altri tratti delle strade comunali e provinciali che possono determinare oggettivo disagio per il traffico veicolare, o in caso contrario se e in quale modo si intende farlo;
se ritiene che siano state valutate e attuate tutte le misure necessarie per garantire una viabilità adeguata nei tratti dove è stato smistato il traffico veicolare, inclusa la collocazione di segnali temporanei, semafori mobili ecc.;
se è stato predisposto un controllo effettivo della viabilità e del rispetto dei divieti di sosta laddove vigenti, con particolare riferimento ai tratti stradali dove la presenza di autoveicoli parcheggiati costituisce un oggettivo problema per il traffico stradale a doppio senso, e se a tale scopo sia stata prevista una presenza adeguata della Polizia Municipale nei tratti interessati onde effettuare attività di vigilanza, prevenzione e le opportune verifiche;
se si è provveduto a chiedere alla ditta Urso l’adeguamento temporaneo degli orari dell’autobus, considerando che lo smistamento del traffico in rotabili spesso congestionate e che soffrono evidenti disagi determina di fatto modifiche non trascurabili ai tempi di percorrenza.
In attesa di una sua gentile risposta, porgo distinti saluti
 Pietro Lo Cascio (consigliere comunale de La Sinistra)

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE II " S. Lucia" di Lipari. I progetti autorizzati (di Renato Candia)

Visto il Programma Operativo Nazionale: "Competenze per lo sviluppo" 2007-2013; Visto l'avviso AOODGAI 2373 del 26/02/2013 - Programma Operativo Nazionale "Competenze per lo sviluppo" 2007IT051PO007 -finanziato con il FES. Annualità 2013/2014; Visto il progetto relativo all'avviso di cui sopra presentato da questo Istituto; Vista la nota del MIUR prot. n. AOODGAI/11920 del 19/11/2013, assunta al protocollo della scuola con la quale viene comunicata l'ammissibilità al finanziamento e la formale autorizzazione al progetto. 
RENDE NOTO 
che questa istituzione scolastica è stata autorizzata ad attuare i seguenti progetti:
C-1—FSE-2013-2563 1 Do re mi...si fa musica, 2. Il tuo mare, 3. Si alzi il sipario, 4. Conosci il tuo Mare, 5. InFormare, 6. Vivere nel mare, 7. La matita digitale
8. New tra i banchi, 9. Scuola sub, 10. Musica@Scuola €. 62.727,98
D-1-FSE-2013-9851 La nuova scuola digitale €. 5.892,86
Si rende noto altresì che, nel pieno rispetto delle direttive concernenti gli obblighi della trasparenza e della massima divulgazione, a tutti i diversificati elementi che caratterizzano i citati progetti PON FSE 2013/2014 di cui al Bando AOODGAI 2373 del 26/02/2013, nelle varie fasi di realizzazione e sviluppo (Avvisi, Bandi, Pubblicità), sarà data la massima diffusione nelle forme e nelle modalità previste dalle disposizioni normative vigenti.

giovedì 16 gennaio 2014

Si è spenta questa sera a Siena Francesca Carbone vedova Vagaggini. Sorella di Ruccio e di Bruno, nata a Canneto il 18 aprile 1929, viveva in Toscana dagli anni 50. 
Ai figli Paolo e Chiarangela vanno le condoglianze della "sua " Lipari

Allerta Meteo: al Sud in arrivo forte scirocco e tanta sabbia del Sahara, temperature in netto aumento

Il Sud Italia resta a guardare il maltempo che nelle prossime ore colpirà duramente il nord, ma anche nel meridione la situazione meteo sarà abbastanza vivace: non ci sarà la neve del Piemonte o delle Alpi, neanche le piogge torrenziali della Liguria, ma non mancheranno forti venti di scirocco che spingeranno su tutte le Regioni centro/meridionali abbondanti quantità di sabbia desertica proveniente dal Sahara, determinando un netto aumento termico.
Già oggi, con cieli sereni o poco nuvolosi, le temperature sono state miti anche nelle zone collinari emontane: Catania, Siracusa e Castrovillari hanno raggiunto i +17°C di temperatura massima, Messina, Taranto, Trapani e Agrigento i +16°C, Palermo, Bari, Reggio Calabria, Foggia, Brindisi, Lecce, Olbia, Alghero e Cosenza i +15°C, Napoli, Latina, Cagliari, Fiumicino, Salerno, Catanzaro e Crotone i +14°C, Grosseto, Ancona, Ragusa, Guidonia, Lamezia Terme, Vibo Valentia e Caltanissetta i +13°C, Enna gli +11°C, Campobasso i +10°C. Nulla d’eccezionale, ma comunque valori ben superiori rispetto alle medie del periodo. Solo un piccolo assaggio del caldo che arriverà nel weekend, con picchi di oltre +20°C tra Calabria e Sicilia anche nelle ore serali e notturne tra sabato e domenica, quasi come in estate! Poi, domenica, non mancherà il maltempo con piogge sparse e qualche temporale soprattutto in Liguria, il tutto in uno scenario surreale a causa dell’atmosfera giallastra a causa della polvere desertica.