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lunedì 13 luglio 2015

Rifornimento idrico. Art.1 ringrazia l'assessore Orto e la ditta Biviano

Ci sentiamo di dovere ringraziare l'assessore Orto per l'impegno costante,contro il caldo e il legittimo risentimento dei cittadini e degli operatori turistici, rispetto ad un problema, quello dell'acqua,la cui soluzione definitiva ancora non si è trovata. 
Pur riconoscendogli tutti gli sforzi anche di carattere personale,non possiamo però non sottolineare l'assoluto silenzio di importanti riferimenti regionali UDC 
( on. Ardizzone, presidente dell'assemblea regionale) adottati da questo territorio e che oggi tra il finocchietto selvatico di Blufi ed il trofeo di cavalli arabi, non trovano il tempo per rispondere almeno una volta alle esigenze degli eoliani. Vogliamo anche ringraziare l'impresa Biviano che con grande professionalità e con soli due mezzi sta cercando di venire incontro alle esigenze di tutti raddoppiando i turni di lavoro e rispondendo celermente a tutte le chiamate. 
Speriamo che questi ringraziamenti, doverosi ,non costino la poltrona All'assessore Orto e l'appalto alla ditta Biviano. 
Art.1

La segnalazione: A Pignataro lavori ultimati da 1 mese ma la "voragine" resta pericolosamente aperta

La ditta responsabile cosa aspetta a chiudere questa voragine, visto che i lavori sono terminati da quasi un mese ,e visto il consistente flusso di auto e pedoni che giornalmente vi transitano.....aspettiamo che qualcuno vi finisca dentro?
Lucio Raffaele

Rifornimento idrico a Pianoconte. Comunicato dell'amministrazione comunale

AVVISO ALLA CITTADINANZA
 DELLA FRAZIONE DI PIANOCONTE

SI PORTA A CONOSCENZA  DEI CITTADINI DELLA FRAZIONE DI PIANOCONTE CHE NELLE GIORNATE DEL 14 E 15 LUGLIO PP.VV. AVVERRÀ LA EROGAZIONE DELLE RISORSE IDROPOTABILI
 L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE


                                           

Smarriti occhiali a Canneto

E' stato smarrito ieri sulla spiaggia, di fronte alla rivendita di frutta di Fabio Currò, un paio di occhiali con astine nere. Chi le ha ritrovate può contattare il nostro direttore al 339.5798235 che provvederà a consegnarle al proprietario

Purpura a Lipari: "70 mln per siti Unesco. Le Eolie saranno protagoniste". E pensa all'occupazione degli ex Pumex

"Per i siti Unesco ci sono a disposizione 70 milioni e altri 120 ci saranno con il piano Poin", Programma interregionale operativo. L'assessore regionale dei Beni culturali Antonio Purpura, intervenuto a Lipari per inaugurare la mostra internazionale "Mare Motus" - alla presenza degli organizzatori Lorenzo Zichichi, Michele Benfari e del dirigente del museo archeologico Amalia Mastelloni e di Francisco Brugnoli, direttore del più importante museo di arte contemporanea del Cile - spiega che "le Eolie come attrattore centrale avranno un ruolo di primo piano. Ci sono molte cose fare, ma da problema il sito diventerà un'opportunità".
"Penso - aggiunge - ai 40 ex lavoratori della Pumex a cui dovremo dare stabilità occupazionale. Un vincolo deve diventare opportunità. Come l'area pomicifera che valorizzandola si potrebbe coniugare con sole e mare, anche per allungare la stagione turistica. Le Eolie non sono a rischio cancellazione dal sito Unesco. Certo l'inserimento non è per l'eternità, perché bisogna rispettare le condizioni imposte dalla commissione a partire dalla formazione dei piani di gestione. Noi comunque ci stiamo lavorando. Le realtà eoliane dovranno muoversi in questa ottica per evitare possibili sorprese".
"Ribadisco - risponde osserva Purpura - che già vi sono 70 milioni per i siti attrattori nell'ambito dei progetti 2014-2020 e 120 milioni nell'ambito del Poin per il miglioramento dei siti e per iniziative di interesse culturale. In questo contesto si potrà pensare al recupero delle diverse chiese seicentesche". Purpura ha già incontrato i sindaci dei comuni delle sette isole Eolie.

Per Milazzo fine settimane di "prove tecniche" per conquistare mercato turistico. Si punta all'interfaccia con le Eolie

Giovanni Petrungaro ( Gazzetta del Sud)
Notevole afflusso agli imbarcaderi, navi ed aliscafi che viaggiano a pieno ritmo e boom di prenotazioni nelle varie agenzie marittime della Siremar, della Ngi, della Ustica Lines e della Tarnav. Sin da venerdì pomeriggio l’approdo di via Rizzo è stato preso d’assalto da chi puntava sul primo aliscafo per evitare sorprese. Stesso discorso ai traghetti dove si registrerebbero problemi per l’imbarco delle autovetture. Altro problema è quello dei parcheggi e sarà opportuno mettere in conto la necessità di realizzare una mega area per coloro che vanno alle Eolie. Piacevole novità anche le numerose persone che hanno deciso di pernottare a Milazzo e che hanno usufruito delle due mostre sui Tesori di Milazzo, al Castello, e su Picasso – inaugurata ieri – a Palazzo D’Amico. Molti di questi vacanzieri pernottano nella città del Capo per poi raggiungere in escursione le Eolie con l’offerta delle mini-crociere. Le tre navi della Tarnav, solo nell’ultimo fine settimana, hanno fatto la spola con le varie isole dell’arcipelago trasportando quasi 2.000 persone. «È una delle novità di questi ultimi anni – afferma Fortunato Alacqua – perché si riesce a “personalizzare” la vacanza”, sfruttando anche i vantaggi della terraferma. A Milazzo tutto questo bisogna coglierlo al volo e comprendere che il turismo è la principale risorsa e non una delle risorse. Ho letto della proposta del sindaco Formica di avvicinare l’imbarco delle minicrociere verso il centro cittadino. La condivido in quanto è importante far arrivare i turisti nel cuore della città, in maniera tale da dare le giuste risposte anche ai commercianti. In tal senso spero, anzi sono fiducioso, che pure l’assessore allo Sviluppo economico, Carmelo Torre, favorirà la corretta sinergia. Non bisogna pensare che il turismo sia solo agosto, ma questa città può vivere di turismo almeno nove mesi l’anno. Ma è una questione di mentalità, non ci si può improvvisare albergatori o agenti turistici. Noi ci crediamo da tempo e la partecipazione alle varie “Borse del turismo”, a nostre spese, dimostra che è questa la politica da seguire»
Per Alacqua «Milazzo ad esempio può interfacciarsi con le Eolie come Sorrento fa con Ischia, ma tra le due amministrazioni locali occorre dialogare e non competere. Noi operatori privati poi dobbiamo crederci di più e investire. Oggi non si può continuare ad improvvisare. O magari sperare nel colpo di fortuna. Occorre programmare e offrire soprattutto itinerari, pacchetti pronti all’uso, visto che il turista che sceglie la meta vuole certezze. E, soprattutto, occorre essere competitivi sui prezzi. Sfruttando la bassa stagione che per noi, grazie al clima, può diventare l’elemento vincente. Ma è fondamentale crederci».

Porto Salvo e "bancarellopoli". La difesa d'ufficio di Giacomantonio e la replica del nostro direttore

(Michele Giacomantonio) Diciamolo chiaramente. Questa festa di Portosalvo quest'anno non suscita solo pensieri ed attenzioni religiosi, culturali o anche turistici. In questa realtà strana e particolare che è la comunità liparese c'è molto di più. C'è soprattutto l'impegno del Comitato organizzatore a dimostrare che è possibile dare vita ad una manifestazione civile, decorosa, ordinata superando i limiti degli anni scorsi e permettendo a fedeli, cirttadini e turisti di viverla con fervore religioso e serenità. C'è un impegno speciale del Comune e dell'Amministrazione che hanno garantito il pieno sostegno. Particolare attenzione è stata dedicata all'autorizzazione delle bancarelle consentendo i permessi solo a quelle che offrono garanzie e rispettano le condizioni. Ma c'è anche chi scommette e spera in un insuccesso, nel caos, nella confusione per poter dire "l'avevo detto io,che una festa popolare in città non si può fare". Mettere le bancarelle a Lipari vuol dire realizzare una "bancarellopoli". Si può fare in tanti paesi della Sicilia e dell'Italia, si può fare a Milano ( la fiera degli obei obei è antichissima), si può fare a Roma a Trastevere (la fiera di Noantri), si può fare da per tutto ma a Lipari no. Perché no? Che cosa hanno di particolare i liparesi? Non si riesce a capire. Non ha organizzatori competenti? Ma gli organizzatori possono arrivare fino ad un certo punto e possono fare ben poco se non hanno la piena collaborazione delle autorità, forze dell'ordine come avviene in tutt'Italia. Vigili Urbani innanzitutto ma poi certamente i Carabinieri, la Capitaneria di Porto, la Guardia di finanza, i Vigili del fuoco, ecc. 
Le forze dell'ordine non sono quelle che stanno alla finestra per dare i punti ed i giudizi, per punire e sanzionare a fatti avvenuti. Le forze dell'ordine stanno dentro al meccanismo per farlo funzionare nel modo migliore e operando perché la festa riesca. Prevenendo quando è possibile prevenire, affiancandosi agli organizzatori e sostenendoli quando è necessario. La sanzione è l'ultima arma e deve avere sempre una funzione correttiva non punitiva. Cose vecchie che tutti sanno ma che ogni tanto è bene ricordarle. 
Se la festa avrà successo sarà merito dell'organizzazione ma anche delle forze dell'ordine. Così se non avrà successo, se nasceranno problemi. Nessuno potrà tirarsene fuori. 

Nota del direttore - Se il dottor Giacomantonio fa riferimento a quanto da noi scritto ieri (che riproponiamo prima di questo post), e sicuramente lo fa visto che di "bancarellopoli" ne avevamo parlato noi, si sbaglia di grosso e non ha letto bene. Nessuno "scommette o spera in un insuccesso" anzi, saremmo felici della riuscita.
Nessuno ha voglia di dire o scrivere "l'avevo detto che non si può fare". Al punto che, parlando dell'organizzazione affidata al comitato presieduto dal signor Raffaele China, abbiamo scritto che, siamo certi, dell'impegno per frenare l'orda dei bancarellisti. 
Riportando, tra l'altro, a merito di China, quanto ebbe da scrivere al consigliere  Lo Cascio.
Poi se il dottor Giacomantonio legge attentamente, e senza partigianeria, l'articolo di ieri , poniamo, questo sì, un dubbio: "Ma, al di là della sua indubbia buona volontà, avrà i poteri per farlo e quindi con quali risultati ?". 
Rileggendo la nota di Giacomantonio non ci vuole molto a capire che anche lui, oltre all'impegno dell'organizzazione, affida la riuscita della festa ad altri fattori...oggetto del nostro dubbio.
Se poi si vuole impedire a chi opera ed ha investito nella zona una qualche preoccupazione, per quel che potrebbe essere, lo si faccia pure ma  non si dica, o si scriva, che si "scommette o si spera in un insuccesso", perchè non è così. Tutt'altra cosa è esprimere una  opinione, avanzare un dubbio, farsi portavoce delle preoccupazioni che ci sono...così come abbiamo fatto. 
Ci è consentito? Oppure bisogna essere tutti allineati? Non è da noi...e lo ribadiamo
Ed infine è fuori luogo, vista la portata e il tipo di organizzazione, il paragone di queste bancarelle (così come di tutte le altre feste patronali) con quelle di Milano o Roma, citate da  Giacomantonio. Appartengono ad un altro pianeta.
Per noi il discorso si chiude qui, non pubblicheremo altre repliche sull'argomento. Pronti, questo si, a tornare a scrivere di quel che sarà (in positivo o in negativo). Senza sconti per nessuno, organizzatori, addetti ai controlli. Con applausi per tutti se è il caso. E senza vendere fumo...parlando, come sempre, di fatti concreti!
Salvatore Sarpi

Marina Lunga tra erbacce e ...slalom anti escrementi canini. Ed è in arrivo... Bancarellopoli

La passeggiata a  mare di Marina Lunga era stata concepita come una zona di ampio respiro, a contatto con il mare, dove rilassarsi sia in estate, così come nelle altre stagioni.
Una zona arricchita dagli imprenditori che, investendo fior di soldini,  hanno creduto (e sperano ancora) di fare compiere un salto di qualità al nostro turismo. Parliamo dei pontili galleggianti, delle strutture di ristorazione ect...
Eppure..il decollo tarda ad arrivare e non certo per colpa degli imprenditori.
Al momento più che il decollo è in vigore lo slalom....tra gli escrementi canini... escrementi che si trovano in grande abbondanza lungo la passeggiata. Per rendersene conto basta fare un piccolo tour in zona, la sera....stando ben attenti a non calpestare la poupou.
E' dei cosidetti cani vaganti? Chi lavora in zona, e pulisce per fare fronte all'inciviltà altrui, è di tutt'altro parere.
A ciò si aggiunge una mancata manutenzione di buona parte delle aiuole insistenti nell'area, ricoperte da erbacce. Eppure basterebbe un intervento di qualche ora per ripulire il tutto. C'è qualche amministratore che prende l'iniziativa o dovranno provvedere i privati?
Ma per gli operatori della zona è in arrivo "la ciliegina sulla torta".
Anche quest'anno, da quanto apprendiamo, sarà Bancarellopoli...per la festa di Porto Salvo.
Nulla contro le bancarelle ma, dopo l'esperienza degli ultimi anni, dello scorso in particolare, avremmo sperato, e con noi gli operatori della zona, in una inversione di marcia...in una individuazione di un sito ad hoc per quelle bancarelle che non sono di dolciumi e giocattoli.
Speriamo di essere smentiti.. ma non sarà così. Anche per quest'anno...tutti insieme appassionatamente..sul lungomare, con buona pace del turismo di qualità che, di fronte alla "Ucciria tutta eoliana", punterà la prua verso altri lidi (come già avvenuto nel passato).
Immaginiamo che chi organizza  la festa (dal punto folclorico) farà il possibile, e non abbiamo dubbi, per arginare l'orda dei bancarellisti. 
Anche perchè l'amico Raffaele China nell'accettare l'incarico da parte del sindaco in una nota di risposta al consigliere Lo Cascio scrisse: Sono convinto che se sapremo dare una disciplina alle bancarelle limitando la presenza a Marina lunga su un solo lato, moderando altoparlanti e musiche, e garantendoci che i gestori abbiano un alloggio e non bivacchino sulla strada o, peggio, sulla spiaggia avremo vinto gran parte della scommessa e avremmo arricchito il nostro “biglietto da visita” offrendo a “quanti sbarcano dalle unità da diporto ormeggiate presso i quattro pontili galleggianti presenti nella zona” uno spettacolo di folklore e di grande tradizione locale degno di una terra che ha alle spalle una civiltà millenaria.
Ma, al di là della sua indubbia buona volontà, avrà i poteri per farlo e quindi con quali risultati ?
Ci attendono, come lo scorso anno, musica a palla, marciapiedi occupati da ogni cosa, escrementi e piscio ovunque, ingressi resi impraticabili da bancarelle, addomi di soggetti addormentati o in standy-bay su sdraio o a terra?
Nel riprorre alcune foto dello scorso anno...speriamo in un miracolo. 

Ancora un'auto "in bilico" nella bretella di Annunziata


Ennesimo "incidente" la notte scorsa nella bretella che collega la strada secondaria di contrada Annunziata (Lipari) alla Provinciale.
L'auto (nella foto), guidata da una turista, è rimasta "appesa" nella bretella. Per fortuna nessun danno per la signora.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Lipari.
Non è la prima volta che si verificano "incidenti" di questo genere. Sarebbe, crediamo, opportuno, delimitare meglio la bretella in questione

Verso la "Grande Guerra" e i caduti eoliani in Tripolitania e Cirenaica (di Giuseppe Cirino)

 Caro direttore.
Nel proseguire il nostro viaggio all’interno della Grande Guerra, vorrei dare ai lettori dei brevi cenni sulle cause che trascinarono gli stati Europei nel vortice del conflitto. Spesso si tende a concentrare  l’ottica cui gli eventi in questione si riferiscono a un singolo episodio, in altre parole all’assassinio dell’erede al trono Asburgico, Francesco Ferdinando e della consorte, avvenuto a Sarajevo il 28 giugno del 1914.  Le  cause al vero sono assai più complesse e andrebbero cercate iniziando dall’indomani della caduta di Napoleone a Waterloo, con le varie spartizioni e rivendicazioni territoriali tra i piccoli staterelli emergenti e i grandi imperi.
Nel 1914, l’Europa si vide  catapultata fuori dal florido periodo (durato quasi cento anni) di pace e di prosperità economica e sociale, passato alla storia come la Bella Epoque. L’intero continente era definito come una “locomotiva in corsa” che nessuno più poteva arrestare.
Dietro questa grandiosa facciata, si celavano le mire espansionistiche e i rancori (vecchi e nuovi) tra gli “Imperi centrali” (Germania – Impero Austro Ungarico – Impero Ottomano e Regno di Bulgaria le “Nazioni Alleate” (Regno Unito – Francia – Impero Russo - dal 1915 Regno d’Italia  - dal 1917 Stati Uniti). Tutti in sostanza, si preparavano a una guerra che nessuno voleva ma che per tutti appariva inevitabile. A questo si aggiunse la grande instabilità politica degli stati balcanici.

Più che una locomotiva, l’Europa era diventata una grande polveriera, che trova la sua miccia d’innesco, proprio nell’atto compiuto dal nazionalista serbo Gavrilo Princip a Sarajevo, con l’omicidio di Francesco Ferdinando Este, erede al trono d’Austria.
A distanza di un mese esatto, il 28 luglio 1914 l’Austria-Ungheria dichiarò guerra al Piccolo Stato Serbo a favore del quale si schiereranno Francia, Regno Unito e Impero Russo. In virtù del patto della “TRIPLICE ALLEANZA” stipulato il 20 maggio 1882 tra Germania, Austria e Italia, l’Impero Tedesco intervenne immediatamente nel conflitto, mentre l’Italia scelse invece un temporaneo periodo neutralità e riflessione.
La guerra assume così proporzioni enormi e da lì a poco la Germania invadendo il Belgio neutrale varcò il confine francese.
Il fronte si estese rapidamente dall’entroterra fino al mare e solo il 5 settembre 1914, gli allegati riuscirono a bloccare l’avanzata tedesca con la battaglia della Marna. Ogni tentativo di sfondamento del fronte da parte degli imperi centrali si rivelò inutile e nel mese di novembre, con la battaglia di
Ypres, la “guerra di movimento” si trasformerà in “Guerra di Trincea”.
La battaglia di Ypres segnerà anche la fine delle guerre convenzionali, così come fino allora il mondo le aveva conosciute e l’inizio della guerra moderna. Il progresso scientifico portato della Bella Epoque aveva di colpo messo a disposizione dei generali un nuovo tipo di armi, votate alla distruzione di massa (armi chimiche). Proprio a Ypres che per la prima volta, sarà utilizzato un nuovo tipo di gas a base di cloro (l’iprite) capace di uccidere e invalidare (anche con effetti permanenti) migliaia di soldati in pochi minuti.
Tornando indietro di qualche anno, è possibile comprendere, come anche l’Italia, sulla scia di tante altre nazioni, contribuì con la politica coloniale in Libia (voluta dal governo Giolitti) sfociata poi nel conflitto Italo Turco del 1911 – 1912, alla destabilizzazione dello scacchiere Balcanico. La facilità, con la quale la nostra nazione aveva costretto l’impero ottomano a negoziare un accordo di pace, risveglio i nazionalismi sopiti dei territori della Lega Balcanica sotto controllo Turco, tante che questi, iniziarono già prima della fine della campagna in Tripolitania (1911 – 1912) ad attaccare i possedimenti ottomani in area slava.
Approfondimenti e curiosità:
Nella guerra per la conquista della Cirenaica e della Tripolitania, l’Italia schierò in campo un discreto numero di rudimentali velivoli (nove in tutto), che compirono per la prima volta nella storia, azioni di bombardamento aereo. Sempre per la prima volta nella storia, l’Italia impiegò nel trasporto delle truppe automobili Fiat Tipo 2 e motociclette SIAMT, favorendo lo spostamento di masse di soldati in tempi sempre più rapidi. Era ormai chiaro (anche se da molti compreso con forte ritardo) che le future guerre avrebbero assunto connotati devastanti ed inaspetti.
Al conflitto italo turco, presero parte anche soldati Eoliani. Tal evento è ricordato dalla targa commemorativa dei caduti della frazione di Quattropani, nella quale sono indicati i nomi di:
- Falanga Angelo e Falanga Angelo di Angelo morti proprio nel 1911 per fatti di guerra in Tripolitania e Cirenaica (Libia).
GIUSEPPE CIRINO

domenica 12 luglio 2015

Domenica ecologica a Lingua nelle foto di Elio Benenati

Domenica ecologica nella frazione di Lingua nel comune di Santa Marina Salina. Consistente il quantitativo di rifiuti recuperato. 
Come scrive Elio nella sua pagina fb "Operazione spiagge completata....grazie a tutti i partecipanti...grandi e piccoli".

Isola, sostantivo plurale. Apre oggi a Lipari una suggestiva mostra. I grandi Maestri siciliani e i più stimolanti artisti contemporanei in un percorso unico

Anna Mallamo (Gazzetta del sud)Isolamento, isolatria, isolandia, isolitudine... ci sono mille parole per circumnavigare il concetto di “isola”, senza esaurirlo mai, senza raccontarlo tutto: così, in una pluralità di voci, approcci e sguardi, le opere della mostra “Eolie 1950/2015. Mare Motus” che sarà inaugurata oggi alle 19.30 a Lipari, nei suggestivi spazi della ex chiesa di Santa Caterina.
L’isola ospiterà i “tentativi d’isola” delle opere, la “pluralità” dell’isola – come diceva Gesualdo Bufalino, altro cantore d’isolitudini e collezionista di sguardi – attraverso la pluralità di artisti e di tecniche, di percorsi, di materiali, di ricerche.
Ci saranno foto e video, sculture e pitture, elettronica e ceramica. E il dialogo, fitto e vivo, coi grandi maestri del Novecento siciliano: da Carla Accardi a Fausto Pirandello, da Renato Guttuso a Emilio Isgrò, Pietro Consagra, Salvo, Ferdinando Scianna. E pure una testimonianza di Alberto Burri (“BiancoCretto” del 1969): da Lipari a Gibellina, l’arte che si fa riparazione, cicatrizzazione. La mostra, a cura di Lea Mattarella e Lorenzo Zichichi, resterà aperta fino al 30 settembre nella ex Chiesa divenuta ormai raffinato spazio espositivo. Quaranta gli artisti presenti, in tutto: tra loro testimoni della cultura sudamericana, grandi fotografi e videoartist, scultori e autori di imponenti installazioni.
Mischiato e cangiante
Voci, coro, pluralità nel tentativo d’afferrare la pluralità dell’isola, dove «tutto è mischiato, cangiante, contraddittorio, come nel più composito dei continenti», scriveva Bufalino. Vale per la Sicilia tutta, e per le isole dell’isola, le fascinose Eolie, e Lipari tra loro, «vere e proprie isole-continenti anche nelle affinità e differenze», scrivono i curatori nel saggio.
E accanto ai “numi tutelari”, i grandi siciliani che dell’isola hanno illuminato aspetti differenti (la materia di Consagra, l’arabesco della Accardi, la carne dolente di Pirandello, le donne mediterranee di Emilio Greco, le indimenticabili facce di Scianna, i nomi che diventano segno di Salvo, le cancellature di Isgrò), tanti altri artisti contemporanei che raccontano delle misteriose proprietà di assenza-presenza dell’isola (il cui massimo esempio è l’isola Ferdinandea, capace di scomparire «per sottrarsi agli uomini» e al centro di un ciclo di lavori di Franco Accursio Gulino): l’isola da cui si parte, come nella foto “cancellata” di Francesco Vaccaro. L’isola che diventa carcere, luogo concentrazionario per eccellenza, e dunque l’isola fucina di evasioni, sogni, immaginazioni.
Ed ecco i lavori dei fotografi Martin Parr, Elger Esser, Nan Goldin, Gioberto Noro, Carlo Gavazzeni Ricordi, Raffaela Mariniello, Alice Pavesi Fiori e Veronica Nalbone, tra le video installazioni l’opera di Elena Bellantoni. E poi Valerio Berruti, Rosario Bruno, Franco Accursio Gulino, Laura Panno, Mauro Di Silvestre, Alessandra Giovannoni, Silvia Camporesi, Cristiano Pintaldi, Bruno Ceccobelli, Andrea Di Marco, Fathi Hassan, Alberto Biasi, Velasco, Paolo Picozza, Mimmo Paladino, Gonzalo Borondo, Carin Grudda, Francesco Messina, Francesco Vaccaro e rappresentanti del Sud America come Samy Benmayor, Sebastian Yrarrazaval, autori di installazioni di grande impatto come Gregorio Botta, Elisabetta Novello e Riccardo Monachesi.
L’isola punto d’arrivo del nostro vagare, dove ci aspetta la poltrona dell’opera di Veronica Nalbone “Da lontano”: si scorge, appunto da lontano, il profilo di Alicudi, isola sognata e immaginata, isola contemplata dal prospetto di un’altra isola, dove sedersi a guardare. Perché forse la vita non è che andare da un’isola all’altra, sognare un’isola dall’altra, senza fine.

Il progetto
La mostra di Lipari chiude il progetto comunitario biennale “Mare Eolie” (finanziato dall’Unione Europea con una misura dei Fondi PO-FESR 2007-2013) concepito per valorizzare e rigenerare in chiave contemporanea l’area fortificata del Castello, già sede del prestigioso Museo Archeologico Bernabò Brea. Alla cerimonia inaugurale, assieme ai curatori, interverranno Antonio Purpura (assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana), Gaetano Pennino (dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana), Rocco Scimone (Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Messina), Maria Amalia Mastelloni (Direttore del Museo Archeologico Bernabò Brea di Lipari).

LA CHIUSURA DEI PICCOLI UFFICI POSTALI È UN DURO COLPO PER LE CLASSI PIÙ DISAGIATE. IL DISSENSO DELLA CISL POSTE MESSINA E L'APPELLO AI POLITICI

"Continuiamo ad esprimere forte dissenso per la chiusura di piccoli Uffici postali nel territorio messinese che rappresentano un importante presidio sociale. Non avranno mai l’avallo del sindacato perché riteniamo che i piccoli uffici postali svolgano un ruolo importante per assicurare in ogni luogo un contatto con il mondo affinchè l’accessibilità ai servizi postali continui a soddisfare le esigenze degli utenti". Si esprime così Gisella Schillaci, segretaria generale del Slp Cisl Messina a seguito della comunicazione di chiusura dei piccoli uffici postali di Messina. "La digitalizzazione - afferma - non può essere disumanizzazione e non si può consentire che un presidio sociale quale è l’ufficio postale seppur piccolo venga soppresso perché diseconomico".
SLP CISL Messina esprime forte dissenso alla decisione che sembra godere dell’avallo della politica e degli enti economici.
"Risulterebbe - continua la Schillaci - essere stata, stavolta, rispettata la procedura che prevede l’informativa entro i 60 giorni dalla chiusura rivolta al Sindaco della città. Risulterebbe anche l’avallo al progetto di chiusura da parte dell’ANCI. Sensibili alle reali esigenze del territorio invitiamo quanti nel recente passato si sono espressi contro tale piano di chiusure nel territorio messinese e soprattutto nella città di Messina ad attivarsi o a ritirare il consenso a tale scempio".
La Cisl Poste di Messina chiede che si attivi un reale tavolo di confronto per far rispettare quanto sancisce l'Agcom, ovvero il mantenimento di uffici postali distanti più di 6 km dal primo punto utile più vicino. "Pezzolo, ad esempio, dista nove chilometri dal più vicino ufficio postale. Quindi perché chiuderlo?", conclude Gisella Schillaci. 

Denny Méndez a Vulcano "paparazzata" da Antonio Bianchi tra pozza dei fanghi ed acque calde

Quello che è ormai diventato il nostro corrispondente sui vip a Vulcano ha colpito ancora.
Antonio Bianchi, dopo Giovanni (del famoso trio), ha paparazzato oggi Denny Méndez.

L'ex Miss Italia, come ben visibile dalle foto, è stata immortalata nella pozza dei fanghi e nelle acque calde.
Ad Antonio il nostro grazie