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giovedì 23 luglio 2015
"Spettacolo" di delfini nel mare eoliano (video di Candeloro Mollica)
Vi proponiamo un bellissimo video di delfini che giocano e saltano nel mare eoliano. Per il video ringraziamo Candeloro Mollica
Crocetta "Volevo suicidarmi, mi ha salvato Lo Voi"
"Non mi sono suicidato perché è intervenuto un procuratore perbene, Lo Voi, uno che si batte per la verità, uno apolitico. Lo ringrazio". Lo dice Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia, a La Zanzara su Radio 24. "Oggi - aggiunge - sarei un uomo morto, infangato e forse tra qualche anno si sarebbe scoperto che avevano assassinato un uomo innocente. Ho pensato davvero di ammazzarmi e lo avrei fatto subito dopo l'uscita della notizia. Ma è arrivato il mio avvocato che mi ha preso in albergo, mi ha portato nel suo studio e mi ha detto che il procuratore stava verificando la notizia. Altrimenti sarei già un uomo morto. Piangevo, non mangiavo, non dormivo, non mi affacciavo alla finestra perché pensavo che qualcuno mi potesse guardare e mi insultasse, ho avuto paura di uscire di casa. Qualcosa di ignobile. Senza quel giudice sarei una larva umana, è moralmente possibile tutto questo? Possiamo vivere in un paese così?". "Avevo trovato su internet - conclude - un modo veloce, sicuro, in modo che nessuno mi potesse salvare. Visto che non possiedo armi, mi sono chiesto: come mi ammazzo in modo che nessuno mi salvi? Pensavo alle tecniche che dovevo adottare per evitare l'arrivo di qualcuno, ho anche i militari sotto casa e un collaboratore vicino a me. Ma ho trovato un metodo facile, semplice. Lo avevo trovato ma non lo dico per paura delle emulazioni". (ANSA).
Caldo fino a venerdì Poi arriva Circe
Fino a domani non ci sarà tregua al caldo e all'afa e bisognerà aspettare il week end quando dall' Atlantico (con il "ciclone Circe") arriveranno venti che porteranno sull'Italia aria più fresca e caleranno, anche se di poco, le temperature.
Al Nord solo tra sabato e domenica ci saranno i primi temporali, che saranno di forte intensità "sulle Alpi, Pre Alpi Dolomiti e Trentino" come spiega il climatologo del Cnr-Ibimet Bernardo Gozzini.
Per avere un po' di refrigerio bisogna aspettare solo il week end quando, spiega il Cnr, "l'anticiclone allenterà la sua presa, e si verificherà una lieve diminuzione della temperatura, circa 3/4 gradi. Ma la cosa più importante sarà l'arrivo delle prime piogge che in alcune zone assumeranno anche carattere di forti temporali, prima al Nord per poi estendersi alle Regioni del Centro Italia. Le temperature si assesteranno sui 30 gradi, almeno fino a fine mese di luglio".
Premesse all'imminente rubrica a cura di Giuseppe Cirino "100° Anniversario Grande Guerra - I caduti eoliani ": Oggi: Era una notte che pioveva - La Grande Guerra (3° parte)
LA PRIMA GUERRA MONDIALE NEL NORDEST ITALIANO RACCONTATA DAL GENERALE ITALICO CAUTERUCCIO E ATTRAVERSO I CANTI DEL CORO CONEGLIANO (terzo video)
Gran caldo. Si susseguono i soccorsi anche alle Eolie
Si susseguono anche alle Eolie i soccorsi in questi caldissimi giorni. Stamani è dovuto intervenire il 118 per una ragazza colta da malessere sull'Emma M. in partenza per Santa Marina Salina.
Per consentire il soccorso il mezzo ha dovuto posticipare la partenza
Per consentire il soccorso il mezzo ha dovuto posticipare la partenza
Il noir ritorna alle Eolie
COMUNICATO STAMPA
Il noir ritorna alle isole Eolie con la seconda edizione di "Lipari noir" organizzato da Cristina Marra per il Festival “UN MARE DI CINEMA” giunto alla XXXII edizione che ospita al suo interno la kermesse dedicata al poliziesco. Due giorni il 23 e il 30 luglio interamente dedicati alla narrativa noir e ai suoi scrittori con la presenza di Roberto Riccardi, Antonio Fusco, Giovanni Ricciardi, Ignazio Pandolfo e Gianmauro Costa. Si comincia la sera del 23 alle 19,30 a bordo piscina del residence LA GIARA con la presenta dei due romanzi ambientati in Sicilia "La firma del puparo" di Roberto Riccardi e "La canzone del sangue" di Giovanni Ricciardi. Condotta da Cristina Marra la serata prevede reading ,musica e un aperitivo eoliano. Anche in questa edizione l'Associazione Bellavista" di Bologna è partner del festival col suo "Atmosfere noir" un gemellaggio artistico tra le due manifestazioni che creerà un ponte tra Bologna e Lipari e favorirà scambi e collaborazioni volti a promuovere insieme la lettura noir.
Per il secondo anno Lipari noir si avvale della creatività dell'artista Loredana Salzano che ha realizzato l'immagine della locandina con l'aggiunta della sua speciale "Alice noir".
Lipari, 22 luglio 2015
Lipari, 22 luglio 2015
Prosegue senza sosta attività Guardia Costiera di Lipari a salvaguardia ambiente. Sequestrata imbarcazione ricolma di olio esausto e discarica sul porto
Prosegue incessante da parte del Circomare-Guardia Costiera di Lipari, al comando del comandante Margadonna, l'intensa attività a salvaguardia dell'ambiente e della fruizione collettiva del patrimonio demaniale pubblico.
Militari della Guardia Costiera, congiuntamente all'assessore Fabiola Centurrino, hanno ieri effettuato un sopralluogo in un'area limitrofa al pontile di Canneto, ponendo sotto sequestro una piccola imbarcazione all'interno della quale erano stati sversati diverse decine di litri di olio esausto.
Considerato il pericolo per l'ambiente, che potrebbe verificarsi in caso di dispersione del liquido sull'arenile, l'imbarcazione è stata "sigillata" e, contestualmente, è stata incaricata una ditta autorizzata per procedere in tempi brevissimi al prelievo dell'olio esausto. Una volta compiuta tale operazione il natante, chiaramente in disuso, sarà rimosso per essere smaltito così come prevede la normativa.Sempre su quella parte di litorale è stato predisposto un intervento di bonifica.
Sempre ieri i militari della guardia costiera hanno individuato e posto sotto sequestro una discarica che, incredibilmente, era stata creata a non poco più di 5 metri dal porto degli aliscafi a Sottomonastero. Scaldabagni, porte a soffietto, divani e rifiuti vari per i quali stamani si attuerà l'operazione di bonifica.Quella che può essere tranquillamente definita una vera e propria "battaglia" per la salvaguardia dell'ambiente in tutte le isole, e che ha già portato nei giorni scorsi a brillanti risultati, è proseguita con un sopralluogo nella frazione di Ginostra per verificare il corretto conferimento e prelievo dei rifiuti dallo scarrabile posizionato sul molo. Un sopralluogo, sempre in tema di salvaguardia ambientale, e stato effettuato a Panarea.
Leggere e pensare. Riflessioni di Lina Paola Costa sulle feste, tradizioni e usanze
Fra tante news di questi giorni colpiscono le lettere, i comunicati e le precisazioni che riguardano la modalità di svolgimento e le implicazioni generali delle feste sacro-profane.
Tali feste ci sono da sempre e non credo si smetterà di organizzarle, sebbene il loro corso di svolgimento sia “perfettibile”.
Ci conosciamo tutti, siamo tutti “amici” pronti a collaborare per fare cose belle, pronti –almeno per quanto mi riguarda– a riconoscere il merito di chi si spende per la comunità civica a vario titolo con mille idee originali, con vari ruoli e parecchie fatiche …ma a leggere alcuni comunicati sembra che avere un’opinione sia un delitto, fare una foto sia un’offesa, sembra che a Lipari ci siano a scoppio ritardato i Guelfi e i Ghibellini, i clericali e i laici, i festaioli e i casalinghi…
Scrivere troppo inflaziona l’attenzione. Ma fermiamoci a riflettere.
È necessario chiarire una confusione di idee, mistificata ad arte: si confonde il significato di TRADIZIONI (antiche, radicate, con un loro perché antropologico) con le USANZE, ovvero con azioni pratiche non così di antica data, spesso derivanti da scopi lontani dal tema che le dovrebbe giustificare.
È una tradizione fare il presepe; è un’usanza vestirsi da zucca.
È una tradizione fare la processione, è un’usanza sventolare i kleenex per salutare le varie statue mariane…
La cosa che mi sembra sia sfuggita di mano è una sola: senza nulla togliere al merito di chi organizza le feste, di chi le predispone istituzionalmente in modo ponderato, non si può accettare nel terzo millennio che una spiaggia diventi un gabinetto a cielo aperto, in piena estate con il caldo che fa e le temperature che abbiamo.
Non si può giustificare nulla, a fronte di questa situazione, nulla.
Non ci vogliono apologie, prima durante e dopo gli eventi o gli interventi delle Autorità costituite. Ci vuole buon senso.
Negli anni passati le lamentele per lo sporco “et alia” le ho sentite personalmente da persone di specchiata fedeltà alla chiesa, ora quindi non si può affrontare questo tema a suon di anatemi.
Trovo deplorevole a questo punto che si mandino prima i volontari a pulire le spiagge, i ragazzi tredici anni a giocare alle giovani marmotte... E poi che le stesse spiagge venti giorni dopo diventino una latrina con il consenso di chi a turno ha tuonato contro l’immobilismo di Lipari.
È una mancanza i rispetto verso gli altri, non verso i Santi che secondo me sorridono alquanto delle nostre miserie terrene.
Grazie per l'attenzione.
Tali feste ci sono da sempre e non credo si smetterà di organizzarle, sebbene il loro corso di svolgimento sia “perfettibile”.
Ci conosciamo tutti, siamo tutti “amici” pronti a collaborare per fare cose belle, pronti –almeno per quanto mi riguarda– a riconoscere il merito di chi si spende per la comunità civica a vario titolo con mille idee originali, con vari ruoli e parecchie fatiche …ma a leggere alcuni comunicati sembra che avere un’opinione sia un delitto, fare una foto sia un’offesa, sembra che a Lipari ci siano a scoppio ritardato i Guelfi e i Ghibellini, i clericali e i laici, i festaioli e i casalinghi…
Scrivere troppo inflaziona l’attenzione. Ma fermiamoci a riflettere.
È necessario chiarire una confusione di idee, mistificata ad arte: si confonde il significato di TRADIZIONI (antiche, radicate, con un loro perché antropologico) con le USANZE, ovvero con azioni pratiche non così di antica data, spesso derivanti da scopi lontani dal tema che le dovrebbe giustificare.
È una tradizione fare il presepe; è un’usanza vestirsi da zucca.
È una tradizione fare la processione, è un’usanza sventolare i kleenex per salutare le varie statue mariane…
La cosa che mi sembra sia sfuggita di mano è una sola: senza nulla togliere al merito di chi organizza le feste, di chi le predispone istituzionalmente in modo ponderato, non si può accettare nel terzo millennio che una spiaggia diventi un gabinetto a cielo aperto, in piena estate con il caldo che fa e le temperature che abbiamo.
Non si può giustificare nulla, a fronte di questa situazione, nulla.
Non ci vogliono apologie, prima durante e dopo gli eventi o gli interventi delle Autorità costituite. Ci vuole buon senso.
Negli anni passati le lamentele per lo sporco “et alia” le ho sentite personalmente da persone di specchiata fedeltà alla chiesa, ora quindi non si può affrontare questo tema a suon di anatemi.
Trovo deplorevole a questo punto che si mandino prima i volontari a pulire le spiagge, i ragazzi tredici anni a giocare alle giovani marmotte... E poi che le stesse spiagge venti giorni dopo diventino una latrina con il consenso di chi a turno ha tuonato contro l’immobilismo di Lipari.
È una mancanza i rispetto verso gli altri, non verso i Santi che secondo me sorridono alquanto delle nostre miserie terrene.
Grazie per l'attenzione.
Lina Paola Costa
Lettere al direttore. Il signor Cacciapuoti interviene sulle note del dottor Giacomantonio: Festa Portosalvo, nel suo aspetto folkloristico e di intrattenimento, così come realizzata, è illegale "ab imis"
Egregio
Direttore,
ho atteso in “religioso” silenzio che si concludesse la festa in onore
della Madonna di Porto Salvo, prima di scrivere le considerazioni che seguono,
ispirate dalla lettura dei due interventi a firma del dott. Giacomantonio ( 13
e 21 luglio) pubblicati su questo giornale online.
Premetto che non sono tra coloro che speravano in un insuccesso ma, tra
coloro che al contrario auspicano un miglioramento
del livello della festa.
Aggiungo, a scanso di equivoci, che la discussione e anche il diritto
di critica non sfiorano l’aspetto religioso
e devozionale della festa, la cui processione a mare ne rappresenta una
straordinaria e suggestiva parte.
Confesso che mi trovo, per la prima volta, in totale disaccordo con il
dott. Giacomantonio.
Tenterò brevemente di illustrarne le ragioni.
La festa, come già detto, nel suo aspetto folkloristico e di
intrattenimento, per come è concepita e realizzata, è illegale “ab imis”.
Nonostante le buone intenzioni degli organizzatori e del Comune, non vengono
seguite le procedure amministrative e burocratiche previste dalla normativa
vigente propedeutiche alla realizzazione della manifestazione.
Si discute sterilmente da anni su dove posizionare le bancarelle e
quante collocarne sul suolo pubblico ( mi auguro tutte paganti…). Si dimentica
che non spetta né al Comitato, né alle forze dell’ordine, stabilire questi
aspetti, ma al Sindaco ovviamente attraverso gli uffici comunali competenti.
Ciò è stabilito da leggi, decreti e circolari.
Si disquisisce inutilmente da anni su temi quali la sicurezza e
l’igiene all’interno dell’area destinata alla festa, senza ricordare che anche
questi temi fondamentali sono regolati dal diritto positivo e non dalla volontà
dei singoli. Non c’è nulla da inventare è tutto scritto nelle norme: basterebbe
applicarle.
Ecco perché non posso condividere una parola del dott. Giacomantonio
in particolare sulle “responsabilità da condividere” tra tutti i soggetti che a
vario titolo hanno a che fare con la festa.
Talvolta, nonostante tutte le buone intenzioni, la collaborazione tra
le Forze dell’Ordine e gli organizzatori si deve interrompere laddove la legalità
viene compromessa.
E’ verissimo che le forze
dell’Ordine (Forze di Polizia e con funzioni di Polizia) siano naturalmente
dentro al meccanismo per farlo funzionare meglio e non per creare inutili
ostacoli, tuttavia, farei un torto alla
sua conoscenza del Diritto nel rammentarle i doveri per gli agenti e ufficiali
di Polizia Giudiziaria derivanti dall’osservanza dell’ art. 112 della Costituzione e quelli nel caso di illeciti di natura
amministrativa (Legge 24/11/1981 n. 689).
Proprio lei, da ex Sindaco, dovrebbe esigere
dal Comune l’osservanza puntuale e
rigorosa delle norme anche di quelle ritenute inutili, superflue, ridondanti.
Sarebbe bene ricordare a tutti
che le leggi sono tali perché erga omnes,
ogni concessione all’impunità è un vulnus
inferto all’applicazione della legge uguale per tutti. Se non siamo unanimi sui
principi di legalità rischiamo una deriva ( in cui peraltro già siamo) verso la
diseguaglianza, la prevaricazione del più forte sul debole. Se permette queste
sono: “cose vecchie che tutti sanno ma che ogni tanto è bene ricordarle” e non
quelle da lei espresse.
Concordo con lei solo sul fatto
che “questa è una realtà strana e particolare” seppur da posizioni
diametralmente opposte.
Renato Cacciapuoti
"La storia delle Eolie" conosciamola attraverso lo storico Giuseppe La Greca. Oggi: 23 Luglio 1985 "Per soli 4 minuti"
23 luglio 1985
Per soli quattro
minuti ….Mercoledì 23 luglio 1985 si chiudeva con uno scontro tra il primo
cittadino ed il commissario regionale Letterio Corvo, la breve esperienza della
Giunta di Centro sinistra guidata dal sindaco Angelo Li Donni.
Doveva essere un tranquillo passaggio di consegne. Invece a Lipari, dal
lunedì 21 c'era aria di tempesta. Il dottor Letterio Corvo, commissario
regionale incaricato di reggere il Comune dopo che il Tar aveva annullato le
elezioni di maggio, non potè prendere possesso delle sue funzioni. Sulla sua
strada trovò il sindaco Angelo Li Donni che, giudicando irregolare la procedura
di nomina adottata dall'assessore regionale agli Enti locali, aveva rifiutato
di lasciare la poltrona ed aveva presentato una denuncia al carabinieri, ipotizzando
pesanti violazioni della legge.
Nessuno ci ha ancora
comunicato ufficialmente la decisione del Tar —
dichiarava il sindaco — il commissario si
è presentato, lunedì mattina, nel mio ufficio senza che il suo arrivo fosse
stato preannunciato, senza che nessuno ci avesse ancora reso nolo lo
scioglimento del Consiglio comunale. Non potevo far passare sotto silenzio una
così palese violazione della legge, sarei venuto meno ai miei obblighi di
sindaco.
Questa la vicenda.
Il 19
aprile 1985 la commissione elettorale mandamentale di Lipari, escludeva la
lista della Dc per un ritardo di quattro minuti. I dirigenti democristiani,
furibondi, preannunciavano ricorso, sostenendo che si trattava di un errore
della segreteria. A Lipari la Dc, nelle ultime elezioni, aveva raggiunto oltre
il 70 per cento dei voti. Non sembrava vero. La democrazia cristiana fuori da
giochi!!!
Seguì una campagna elettorale “anomala” con alcuni esponenti democristiani
che puntavano su candidati trasversali delle liste in competizione con “Unità per il Cambiamento” (data per
vincente) come alternativa ai ricorsi in itinere, augurandosi di trovare
“mercenari” pronti a spostare le loro posizioni.
Il 12 maggio 1985 le elezioni si svolgono regolarmente con la
successiva costituzione del nuovo consiglio comunale. Votarono 6.608 eoliani, le Liste: “Primavera Eoliana” 749 voti; MSI 476;
PRI 694; Unità per il cambiamento 2082; PSI 1476; PSDI 828. La Lista “Unità per il Cambiamento” (dissidenti
Dc, comunisti e indipendenti di sinistra) con la maggioranza relativa riuscì a
portare sulla poltrona di primo cittadino, il Dott. Angelo Li Donni con il
sostengo di socialdemocratici e repubblicani. Tuttavia la sua amministrazione
avrà vita breve, circa due mesi. La Democrazia cristiana non accettava
l'esclusione, sostenendo di aver presentato la propria lista in tempo utile e
accusava il segretario comunale di aver commesso un errore nella registrazione
dell'ora. Sulla base di queste argomentazioni venne presentato un primo ricorso
alla Commissione elettorale mandamentale (Cem) che lo respinge. La Dc passava
allora al Tar di Catania dove presentava due ricorsi: uno, subordinato ad una
querela per falso contro il segretario comunale; l'altro, in cui veniva impugnata
la legittimità della convocazione del Cem per la mancata presenza di uno dei
componenti supplenti nella Commissione elettorale. E' proprio questo secondo venne
accolto dal Tar.
Il 17 luglio 1985 il tribunale
amministrativo di Catania, sezione per la Sicilia orientale, accoglieva la richiesta
della DC di annullare le elezioni amministrative. Un'esclusione ingiustificata,
secondo i giudici del Tar: che avevano esaminato gli incartamenti, ascoltate le
testimonianze del segretario comunale di Lipari, si era infatti accertato che
l'orario segnato sul registri non era quello di presentazione, ma dell'avvenuta
verbalizzazione. Risultato: le elezioni venivano annullate, il Consiglio
comunale dichiarato decaduto. Entro un mese la Regione avrebbe dovuto designare
un commissario e prima della fine di dicembre si sarebbero dovute svolgere le
nuove elezioni.
Una sentenza, quella del Tar, accolta con apparente rassegnazione
dall'amministrazione di Lipari. Non era stata presa in considerazione neanche
l'eventualità di un ricorso. Tutti si preparavano a lasciare il campo affilando
le armi per le prossime elezioni. Nulla. Insomma, che facesse prevedere il braccio
di ferro di questi giorni, destinato a suscitare polemiche.
La resa dei conti arrivò il 25 maggio successivo con le nuove elezioni,
anche queste “anomale” in quanto si tornò a votare con le liste bloccate
dell’anno precedente. Provate ad immaginare tutti quelli che si erano ritenuti
traditi, trombati, scaricati dalle prima tornata elettorale “costretti” a
convivere da separati in casa; una vicenda pirandelliana.
La DC risultò il primo partito ma fortemente ridimensionato; aveva 21
consiglieri e ne perse 4; Pci e indipendenti ne avevano tre e ne guadagnarono
altri tre. Votarono 7717 elettori, una percentuale del 79,1 contro l'84,5 delle
amministrative del 1980. Quello che seguì è forse il quinquennio peggiore degli
ultimi cinquant’anni.
mercoledì 22 luglio 2015
Ritrovato borsellino a Canneto
E' stato ritrovato sulla spiaggia a Canneto, in prossimità del Ristorante "La Bussola", questo borsellino e ci è stato consegnato.
Ovviamente non stiamo a scrivere cosa c'è all'interno.
Il proprietario può contattarci al 339.5798235
Ovviamente non stiamo a scrivere cosa c'è all'interno.
Il proprietario può contattarci al 339.5798235
PARLIAMO DI LIBRI…! Rubrica della Biblioteca Comunale di Malfa a cura di Antonio Brundu . Oggi: “FIORE DEL DESERTO – Storia di una donna” di Waris Dirie con Cathleen Miller
Quella di Waris Dirie è una testimonianza straordinaria. La sua vita, ricca di momenti dolorosi ma anche di grandi felicità e successi, insieme avventurosa ed esemplare, l’ha portata dai deserti africani all’esclusivo mondo delle top model. È nata in un villaggio della Somalia, ha circa trent’anni: ma nessuno, nella sua famiglia di nomadi con dodici figli, annotò la data della sua nascita. Quando aveva più o meno cinque anni, suo padre decise che era giunto il tempo di infibularla: le pagine in cui Waris ricorda oggi quella mutilazione atroce sono assolutamente strazianti. A tredici anni venne venduta dal padre per cinque cammelli a un uomo di sessant’anni: Waris non accettò quel destino, fuggì da una zia a Mogadiscio, e poi a Londra, nella residenza di uno zio ambasciatore, come cameriera, a lavorare 18 ore al giorno 7 giorni su 7. Sempre meglio di quello che lo aspettava in patria, pensava. Così quando lo zio, concluso il suo mandato, fu richiamato in Somalia, decise di restare in Inghilterra. Sola, iniziò a guadagnarsi da vivere lavando i pavimenti da McDonald’s. Analfabeta, si iscrisse a una scuola serale. Finchè un giorno un fotografo la convinse a posare. All’improvviso, come nelle favole, il suo destino cambiò. Iniziò una fortunatissima carriera di fotomodella che la portò sul Calendario Pirelli e nelle campagne pubblicitarie della Revlon. Dopo il successo è arrivata anche la felicità: oggi è la madre felice del piccolo Aleeke. Tuttavia Waris Dirie non ha mai dimenticato le sofferenze che ha patito, e quelle che hanno patito e patiscono milioni di donne in tutto il mondo. Al culmine del successo, ha trovato il coraggio per raccontare la propria storia, il suo segreto più intimo. Con quell’intervista è iniziata la battaglia che sta combattendo con grandissimo impegno e coraggio, in difesa di tutte le donne che hanno vissuto e vivranno la sua esperienza. Oggi Waris Dirie è il portavoce ufficiale di Face to Face, la campagna dell’ONU per eliminare le mutilazioni femminili.
«La mutilazione genitale femminile è particolarmente diffusa in ventotto paesi africani. L’ONU ritiene che questa pratica abbia riguardato complessivamente 130 milioni di donne e ragazze. Le vittime vengono mutilate con utensili d’uso comune – quali lame di rasoio, coltelli, forbici o, peggio, con schegge di vetro, pietre appuntite e persino a morsi. Invece di diminuire, il numero delle ragazze che vengono mutilate aumenta. Molti africani emigrati in Europa e negli Stati Uniti non hanno abbandonato questa consuetudine. Se penso che quest’anno due milioni di ragazze subiranno quello che ho subìto io, mi sento male e mi rendo conto che quanto più questa tortura andrà avanti, tante più saranno le donne come me, furiose e ferite, che non potranno mai più avere ciò che è stato loro tolto».
NOTA DELL’AUTRICE: A MIA MADRE
“Quando si percorre la strada della vita, esposti alle intemperie o alla piacevole luce del sole, o ancora nell’occhio di mille cicloni, la sopravvivenza è frutto della sola forza di volontà. Perciò dedico questo libro alla donna nella cui forza inesauribile ho sempre confidato: a mia madre, Fattuma Ahmed Aden. Lei ha dato ai suoi figli l’esempio concreto della fede, senza mai inchinarsi alle inimmaginabili avversità. Ha equamente amato ogni sua creatura (impresa già di per sé degna di nota) e dimostrato una saggezza in grado di umiliare i più celebrati tra tutti i sapienti. Molti i sacrifici sopportati, ma rare, rarissime, le lamentele. E noi figli sempre consapevoli della sua incapacità di risparmiarsi, della generosità nel dare anche quel poco di cui disponeva. Ha provato più volte il tormento di perdere un figlio, e ciononostante conserva intatti la forza e il coraggio per continuare a lottare. Il suo nobile spirito e la sua bellezza, interiore ed esteriore, sono per me una leggenda”.
«La mutilazione genitale femminile è particolarmente diffusa in ventotto paesi africani. L’ONU ritiene che questa pratica abbia riguardato complessivamente 130 milioni di donne e ragazze. Le vittime vengono mutilate con utensili d’uso comune – quali lame di rasoio, coltelli, forbici o, peggio, con schegge di vetro, pietre appuntite e persino a morsi. Invece di diminuire, il numero delle ragazze che vengono mutilate aumenta. Molti africani emigrati in Europa e negli Stati Uniti non hanno abbandonato questa consuetudine. Se penso che quest’anno due milioni di ragazze subiranno quello che ho subìto io, mi sento male e mi rendo conto che quanto più questa tortua andrà avanti, tante più saranno le donne come me, furiose e ferite, che non potranno mai più avere ciò che è stato loro tolto».
«La mutilazione genitale femminile è particolarmente diffusa in ventotto paesi africani. L’ONU ritiene che questa pratica abbia riguardato complessivamente 130 milioni di donne e ragazze. Le vittime vengono mutilate con utensili d’uso comune – quali lame di rasoio, coltelli, forbici o, peggio, con schegge di vetro, pietre appuntite e persino a morsi. Invece di diminuire, il numero delle ragazze che vengono mutilate aumenta. Molti africani emigrati in Europa e negli Stati Uniti non hanno abbandonato questa consuetudine. Se penso che quest’anno due milioni di ragazze subiranno quello che ho subìto io, mi sento male e mi rendo conto che quanto più questa tortura andrà avanti, tante più saranno le donne come me, furiose e ferite, che non potranno mai più avere ciò che è stato loro tolto».
NOTA DELL’AUTRICE: A MIA MADRE
“Quando si percorre la strada della vita, esposti alle intemperie o alla piacevole luce del sole, o ancora nell’occhio di mille cicloni, la sopravvivenza è frutto della sola forza di volontà. Perciò dedico questo libro alla donna nella cui forza inesauribile ho sempre confidato: a mia madre, Fattuma Ahmed Aden. Lei ha dato ai suoi figli l’esempio concreto della fede, senza mai inchinarsi alle inimmaginabili avversità. Ha equamente amato ogni sua creatura (impresa già di per sé degna di nota) e dimostrato una saggezza in grado di umiliare i più celebrati tra tutti i sapienti. Molti i sacrifici sopportati, ma rare, rarissime, le lamentele. E noi figli sempre consapevoli della sua incapacità di risparmiarsi, della generosità nel dare anche quel poco di cui disponeva. Ha provato più volte il tormento di perdere un figlio, e ciononostante conserva intatti la forza e il coraggio per continuare a lottare. Il suo nobile spirito e la sua bellezza, interiore ed esteriore, sono per me una leggenda”.
«La mutilazione genitale femminile è particolarmente diffusa in ventotto paesi africani. L’ONU ritiene che questa pratica abbia riguardato complessivamente 130 milioni di donne e ragazze. Le vittime vengono mutilate con utensili d’uso comune – quali lame di rasoio, coltelli, forbici o, peggio, con schegge di vetro, pietre appuntite e persino a morsi. Invece di diminuire, il numero delle ragazze che vengono mutilate aumenta. Molti africani emigrati in Europa e negli Stati Uniti non hanno abbandonato questa consuetudine. Se penso che quest’anno due milioni di ragazze subiranno quello che ho subìto io, mi sento male e mi rendo conto che quanto più questa tortua andrà avanti, tante più saranno le donne come me, furiose e ferite, che non potranno mai più avere ciò che è stato loro tolto».
Smarrito iphone. Offresi ricompensa
Ieri notte alle 23 è stato smarrito a Lipari un iphone con dei numeri importanti. Il proprietario lo ha dimenticato su una panchina del porto di Lipari mentre aspettava la nave. Offre una ricompensa a chi lo riconsegnerà.
Contattateci al 339.5798235.
Vi metteremo in contatto con il proprietario
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