La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.
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(Public Policy) - Roma, 19 giu - "Si continuano a registrare in questi giorni, disservizi nella telefonia mobile a Salina. Il sindaco di Malfa, Giuseppe Siracusano, ha denunciato una situazione non più tollerabile: un'intera comunità insulare, quella di Salina, costretta a convivere con interruzioni frequenti e prolungate del servizio di telefonia mobile e trasmissione dati. Esprimiamo piena solidarietà al sindaco e all'amministrazione comunale e sollecitiamo, con una interrogazione parlamentare urgente, il Governo ad intervenire presso le istituzioni competenti, gli operatori di rete e gli operatori di telecomunicazione, per rimuovere gli ostacoli al pieno ripristino di un collegamento telefonico e di dati affidabile, sicuro, continuo», così in una nota il senatore Antonio NICITA e il deputato Peppe Provenzano, entrambi Pd.
"Specie per un'isola minore le comunicazioni elettroniche non sono un servizio accessorio, ma un'infrastruttura essenziale e strategica – proseguono NICITA e Provenzano –. I disservizi impattano su lavoro, attività economiche e turistiche, accesso ai servizi e, soprattutto, sicurezza delle persone: in un territorio insulare l'impossibilità di contattare tempestivamente i numeri di emergenza è un rischio che nessuno può sottovalutare, tanto più nella stagione di massima affluenza. Le isole minori non possono essere lasciate in una condizione di isolamento digitale incompatibile con gli standard minimi che lo Stato deve assicurare»".
Mitt. Rosario avv. Venuto
Via G. Marconi n. 6 Lipari
Lipari, 19.06.2026
Ill. Mo signor
Sindaco del Comune di Lipari
Oggetto : riflessione da cittadino sul dibattito relativo agli intrattenimenti musicali nelle Isole Eolie
In questi giorni seguo con attenzione il dibattito sviluppatosi attorno alla proposta di regolamento sugli intrattenimenti musicali e ritengo utile offrire una riflessione da semplice cittadino, animato esclusivamente dall'interesse per il bene della nostra comunità.
Il tema è certamente delicato perché coinvolge interessi diversi, tutti legittimi e meritevoli di tutela. Da una parte vi è il diritto dei residenti al riposo, alla salute, alla tranquillità e alla vivibilità dei luoghi; dall'altra vi sono le esigenze delle attività economiche che operano nel settore turistico, della ristorazione e dell'intrattenimento, le quali rappresentano una componente importante dell'economia delle nostre isole.
Proprio per questo motivo credo che sarebbe un errore affrontare la questione come una contrapposizione tra categorie sociali o come uno scontro tra interessi inconciliabili.
Le Eolie non possono dividersi tra favorevoli e contrari alla movida, tra residenti ed esercenti, tra chi invoca maggiori limitazioni e chi chiede maggiore libertà. Una comunità cresce quando riesce a trovare punti di equilibrio, non quando alimenta divisioni interne.
Occorre inoltre prendere atto di una realtà ormai consolidata. In tutta Italia il fenomeno della movida è stato negli anni oggetto di una regolamentazione sempre più rigorosa attraverso leggi, regolamenti, ordinanze e interventi della magistratura amministrativa e ordinaria. La tutela della quiete pubblica, della salute dei cittadini e della vivibilità dei centri abitati rappresenta oggi un principio ampiamente riconosciuto e difficilmente reversibile.
Le regole, dunque, esistono già e il quadro normativo appare sostanzialmente definito. Il problema non è scegliere tra regole e assenza di regole, ma individuare modalità equilibrate di applicazione che tengano conto delle peculiarità del territorio e delle esigenze dell'intera collettività.
In questo contesto ritengo che anche gli strumenti di partecipazione popolare debbano essere utilizzati con particolare prudenza. La partecipazione dei cittadini è un valore democratico irrinunciabile e il confronto pubblico rappresenta sempre una ricchezza. Tuttavia, quando una questione è particolarmente sensibile, il rischio è che petizioni, raccolte di firme o iniziative contrapposte finiscano per trasformarsi in una conta tra schieramenti, alimentando tensioni e conflitti all'interno del tessuto sociale.
Le nostre isole sono una comunità piccola e coesa.
Creare fronti contrapposti tra cittadini, operatori economici, giovani, famiglie e residenti non giova a nessuno e rischia di lasciare ferite ben più profonde del problema che si intende risolvere.
Vi è inoltre una riflessione che riguarda il ruolo stesso delle istituzioni.
In una democrazia rappresentativa i cittadini eleggono amministratori e consiglieri affinché assumano decisioni nell'interesse generale.
Ascoltare la comunità è un dovere; decidere è una responsabilità.
La funzione della politica e delle istituzioni non è quella di trasferire sulla collettività il peso delle decisioni più difficili, né quella di limitarsi a registrare i conflitti esistenti o alimentarli . Al contrario, il loro compito è quello di comporre interessi differenti, individuare punti di equilibrio e assumere scelte orientate al bene comune.
Tutti , ritengo , conosciamo il principio che “Governare significa esercitare una sintesi tra esigenze diverse, non trasformare ogni questione in una contrapposizione tra maggioranze e minoranze sociali” . Quando una comunità si divide, il compito delle istituzioni non è contare i favorevoli e i contrari, ma trovare soluzioni ragionevoli che consentano la convivenza tra diritti ugualmente meritevoli di tutela.
Per questo auspico che il dibattito sugli intrattenimenti musicali venga affrontato con spirito costruttivo, lontano da ogni logica di scontro. Il buon senso, il dialogo e la ricerca dell'equilibrio possono essere oggi molto più utili di qualsiasi contrapposizione.
Le Eolie hanno bisogno di regole chiare, di rispetto reciproco e di amministratori capaci di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. Hanno bisogno di una comunità unita che sappia guardare all'interesse generale, senza lasciare che questioni complesse diventino occasione di divisione sociale.
Le decisioni possono anche essere impopolari nel medio termine ma funzionali ad una crescita ordinata del sistema e sempre all’interno del perimetro della legalità e del rispetto dei diritti di tutte le categorie della collettività .
Solo così sarà possibile conciliare il diritto al riposo dei residenti, il rispetto della legalità, le esigenze delle attività economiche e la vocazione turistica che da sempre caratterizza il nostro territorio. Tanto dovevo in ragione del tema in discussione
Saro avv. Venuto
Buon compleanno a Antonio Giovenco, Fabio Picciolo, Sofia Frasca Zisa, Mary Pennici, Angelo Andrea Cannistrà, Filomeno Groppo, Gresy Bonica
Dal 20 al 22 giugno 2026, Stromboli accoglierà l’evento “Dal Mare all’Universo”, promosso da ASTRIS in occasione del solstizio d’estate 2026, con un programma dedicato al rapporto tra scienza, mare, cielo e conoscenza dell’Universo.
L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della ProLoco Amo Stromboli, nasce con l’obiettivo di avvicinare il largo pubblico ad alcuni dei temi più affascinanti della ricerca contemporanea: lo studio dei neutrini, messaggeri invisibili provenienti dal cosmo, l’esplorazione dell’Universo attraverso i grandi rivelatori sottomarini, la conoscenza della struttura interna della Terra e l’osservazione diretta del cielo.
Il titolo dell’evento richiama idealmente il legame profondo tra il mare e l’Universo. Proprio nelle profondità marine, infatti, la ricerca scientifica ha trovato uno straordinario ambiente naturale per studiare particelle quasi impalpabili, capaci di attraversare la materia e di portare informazioni preziose sugli eventi più estremi e lontani del cosmo.
La cornice di Stromboli, isola simbolo di natura, energia e bellezza, rende l’iniziativa ancora più significativa: un luogo in cui la forza della Terra, il respiro del mare e l’immensità del cielo si incontrano in modo unico.
Il programma prenderà avvio sabato 20 giugno con l’esposizione assistita di meteoriti e brecce lunari, a cura di Luciano Quaglietti e Cesare Dal Pont di ASTRIS, presso “Il vulcano nel bosco”. In serata sono previste osservazioni guidate al telescopio, aperte al pubblico.
La giornata di domenica 21 giugno sarà dedicata, nella mattinata, alle osservazioni solari presso “Il vulcano nel bosco”. Nel pomeriggio, presso la sala conferenze dell’hotel “La Sirenetta”, si terranno gli incontri scientifici: Cesare Dal Pont di ASTRIS parlerà de “I neutrini: una finestra sull’invisibile dell’Universo”; Giorgio Riccobene, di INFN – Laboratori Nazionali del Sud, Università di Catania e Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia, illustrerà “L’universo in fondo al mare: il più grande telescopio sottomarino del mondo in Sicilia (KM3NeT)”; Claudia Piromallo, di INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, affronterà il tema “L’interno della Terra rivelato dalle onde che essa stessa genera”; Andrea Donini, dell’Istituto di Fisica Corpuscolare, centro misto CSIC-Università di Valencia, proporrà l’intervento “Vedere debolmente non vuol dire vederci male: neutrini e struttura interna della Terra”.
In serata, ancora presso “Il vulcano nel bosco”, sono previste nuove osservazioni guidate al telescopio, aperte al pubblico.
L’evento rappresenta anche un’importante occasione per valorizzare Stromboli come luogo di cultura scientifica, oltre che di straordinario interesse naturalistico e paesaggistico, rafforzando il dialogo tra comunità locale, ricerca, divulgazione e pubblico.
«Siamo particolarmente orgogliosi di portare ASTRIS a Stromboli con un’iniziativa che unisce scienza, mare e cielo, dichiara Emanuele Sillato, Presidente di ASTRIS. Parlare di neutrini significa parlare dei messaggi più silenziosi e profondi che l’Universo ci invia. Farlo in un luogo come Stromboli, dove la natura mostra con tanta evidenza la sua forza e la sua bellezza, rende questo appuntamento ancora più speciale».
La Pro Loco Amo Stromboli esprime un sentito ringraziamento ad Astris , alle istituzioni scientifiche coinvolte — INFN – Laboratori Nazionali del Sud, INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Università di Catania, Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia, Istituto di Fisica Corpuscolare, centro misto CSIC-Università di Valencia — e a tutti gli enti, le istituzioni e le realtà che hanno offerto supporto, collaborazione e patrocinio all'iniziativa, poiché l'evento è una grande opportunità per l'isola
Con “Dal Mare all’Universo”, ASTRIS conferma la propria missione: rendere la scienza accessibile, viva e condivisa e patrimonio di conoscenze per tutti: perché guardare il cielo significa anche comprendere meglio la Terra, il nostro posto nell’Universo e il valore della conoscenza.
Rosa Oliva (Presidente della Pro Loco Amo Stromboli Aps)
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S. Romualdo nacque a Ravenna dalla nobile famiglia degli Onesti: i costumi del casato però non corrispondevano al nome. Il duca Sergio, padre del nostro Santo, uomo irascibile e per nulla religioso, venuto in lite con un parente per il possesso di un podere, lo sfidò a duello. Romualdo sebbene aborrisse lo spargimento di sangue, costretto dal padre, dovette assistere a quell'atto irragionevole che terminò coll'uccisione dell'avversario. A quella vista il suo cuore inorridì e corse a nascondersi nel monastero di Classe presso Ravenna, per riparare, con quaranta giorni di penitenza, l'omicidio commesso dal genitore.
Italia Nostra Sicilia accende i riflettori sui progetti di realizzazione dei quattro dissalatori previsti nelle isole di Filicudi, Panarea, Stromboli e Alicudi e finanziati con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con una articolata richiesta di accesso agli atti indirizzata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Comune di Lipari e a tutti gli enti competenti, l’Associazione ha chiesto di poter esaminare l’intera documentazione tecnica, ambientale e autorizzativa relativa agli interventi. Il documento è stato sottoscritto dal Presidente Nazionale di Italia Nostra Edoardo Croci e dalla Presidente Regionale di IN Sicilia Nella Tranchina, a conferma della rilevanza nazionale della questione e della necessità di garantire la massima tutela per uno dei territori più preziosi del Mediterraneo. «Non siamo contrari alla dissalazione in quanto tale – precisa Italia Nostra – e riconosciamo l’esigenza di assicurare adeguate risorse idriche alle comunità delle isole minori. Riteniamo però indispensabile verificare che opere di tale portata siano realmente compatibili con il patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale delle Eolie, riconosciute dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità».
L’Associazione evidenzia una serie di questioni che meritano approfondimenti: la proporzionalità degli impianti rispetto ai reali fabbisogni delle isole, caratterizzati da una forte stagionalità; l’impatto paesaggistico delle opere; la sostenibilità economica dei progetti e dei costi di gestione nel lungo periodo; gli effetti ambientali derivanti dagli scarichi delle salamoie prodotte dai processi di dissalazione. Tali reflui presentano normalmente concentrazioni saline superiori a quelle naturali e possono contenere residui delle sostanze chimiche utilizzate per proteggere le membrane durante il processo di dissalazione a osmosi inversa.
Particolare
preoccupazione suscita la tutela degli ecosistemi marini e delle praterie di
Posidonia oceanica, habitat protetto di importanza strategica per il
Mediterraneo. Nella nota si richiama inoltre uno studio scientifico svolto sul
dissalatore di Lipari che avrebbe evidenziato alterazioni delle caratteristiche
delle acque marine e una riduzione della biodiversità nelle aree prossime agli
scarichi. Uno dei punti centrali dell’iniziativa riguarda la compatibilità
degli interventi con lo status UNESCO delle Isole Eolie. Italia Nostra chiede
infatti di verificare se i progetti siano stati sottoposti a specifiche
valutazioni in relazione alla conservazione del Valore Universale Eccezionale
che ha determinato l’iscrizione dell’arcipelago nella World Heritage List e se
siano stati coinvolti gli organismi competenti per la gestione del sito.
Attenzione viene inoltre rivolta al progetto previsto
a Filicudi, localizzato in prossimità dell’area archeologica di Capo Graziano e
di importanti testimonianze archeologiche sommerse, rispetto alle quali
l’Associazione ritiene necessario acquisire ulteriori elementi conoscitivi.
Per Italia Nostra la questione non riguarda soltanto
la realizzazione di quattro infrastrutture idriche, ma il modello di gestione
di un territorio unico al mondo, sottoposto a molteplici vincoli ambientali e
culturali.
«L’obiettivo – conclude l’Associazione – non è
bloccare preventivamente gli interventi, ma garantire che ogni decisione venga
assunta sulla base di dati scientifici, valutazioni complete, trasparenza
amministrativa e pieno coinvolgimento delle comunità locali. Quando si
interviene in un sito UNESCO, il livello di attenzione deve essere massimo».
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Il rischio che ciò accada sembra essere abbastanza reale, in quanto, da ciò che trapela, la convenzione non sarà rinnovata e l'Asp di Messina avrebbe intenzione di indire un bando, riconoscendo a queste due figure, 60 euro lordi giornalieri.
Non bisogna essere profeti e/o indovini per prevedere che a queste condizioni non verrà nessuno e questo, specie in pena estate, sarebbe davvero un dramma.
Auspichiamo, se non è stato già fatto, un incisivo intervento della politica eoliana (non solo, quindi, di quella di Lipari) e dei vari comitati e/o associazioni che operano nel settore della Sanità.
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Secondo il Martirologio Romano,Santa Marina si festeggia il 18 giugno, e il 17 luglio si celebra la traslazione delle sue reliquie da Costantinopoli a Venezia, avvenuta nel 1231. Nella chiesa infatti si raccoglievano le gesta dei santi che poi venivano trascritte perché fossero di esempio a tutti i cristiani e venivano lette durante la messa. L'altare di questa santa è meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo, in particolare dalle località dell'Italia centro meridionale, dove è ancora venerata.
Di conseguenza:Nella Via Roma di Lipari (tratto compreso tra la rampa che conduce alla Via Vittorio Emanuele e l’ingresso con la Piazza Ugo di Sant’Onofrio) ed in Piazza Ugo di Sant’Onofrio di una zona denominata AREA PEDONALE dalle ore 14:00 alle ore 02:00 del giorno successivo.
L’istituzione del divieto di sosta 0/24, con rimozione forzata, nella Via Roma di Lipari;
Il doppio senso di circolazione, dalle ore 02:00 alle ore 14:00 nella Via Roma di Lipari;
LIPARI, Giugno 17 ANSA - Italia nostra Sicilia accende i riflettori sui progetti dei quattro dissalatori nelle isole di Filicudi, Panarea, Stromboli e Alicudi, finanziati con fondi del Pnrr. Con una richiesta di accesso agli atti indirizzata al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Comune di Lipari e a tutti gli enti competenti, l’associazione ha chiesto di poter esaminare l’intera documentazione tecnica, ambientale e autorizzativa relativa agli interventi.
Il documento è stato sottoscritto dal presidente nazionale Edoardo Croci e dalla presidente regionale Nella Tranchina. “Non siamo contrari alla dissalazione – precisa Italia Nostra – e riconosciamo l’esigenza di assicurare adeguate risorse idriche alle comunità delle isole minori. Riteniamo però indispensabile verificare che opere di tale portata siano realmente compatibili con il patrimonio ambientale, paesaggistico, archeologico e culturale delle Eolie, riconosciute dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’umanità”.Buon compleanno a Nuccio Bonarrigo, Patrizia Castelli, Luigi Del Pozzo, Nino Terrano, Melania Lo Schiavo, Antonella Mondello, Alessandra Andaloro
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COMUNICATO STAMPA
La Posidonia oceanica è una pianta acquatica:
forma delle praterie sottomarine che purificano l’acqua e la rendono
cristallina, nutrono organismi animali e vegetali, nonché proteggono la costa
dall’erosione. La prateria di Posidonia è il massimo livello di sviluppo e
complessità dell’ecosistema del Mediterraneo.
Il Comune di Lipari ha recentemente chiesto
autorizzazione alla Regione Siciliana di modificare il progetto originale dei
quattro dissalatori previsti per Alicudi, Filicudi, Panarea e Stromboli. La
nuova proposta consiste nell’operazione di “espianto e trapianto” della
Posidonia oceanica per consentire la posa delle condotte sottomarine dei nuovi
impianti. Per limitare i danni all’ecosistema, la Regione aveva già vietato
qualsiasi scavo o dragaggio che potesse danneggiare la prateria di Posidonia.
Le prescrizioni disponevano infatti che l’attraversamento della prateria
avvenisse senza toccare il fondale, mediante Trivellazione Orizzontale
Controllata (TOC) sotterranea oppure posando la condotta al di fuori dell’area
protetta. L’unica motivazione indicata a sostegno di tale modifica del progetto
è il risparmio economico, a fronte però di una operazione di “espianto e
trapianto” che è molto rischiosa per una pianta marina il cui tasso di crescita
lineare dei rizomi è stimato in appena 100-1000 cm per secolo. Un cortocircuito
economico e ambientale che si sta consumando alle spalle dei contribuenti e del
nostro ecosistema marino.
Infatti, i progetti di realizzazione dei quattro
dissalatori dovrebbero essere finanziati con i fondi del PNRR, le cui deroghe
evidentemente permettono di scavalcare sia le leggi nazionali che la logica
comune. La gestione dei fondi europei, troppo spesso percepiti come regali
piovuti dall’alto, sono in realtà il frutto diretto del lavoro dei cittadini,
alimentato dalle tasse che ognuno versa annualmente. Il paradosso strutturale a
cui si assiste rasenta quindi l’assurdo. Da un lato, ingenti risorse pubbliche
vengono stanziate e spese per la piantumazione e il ripristino della Posidonia
oceanica, polmone verde dei nostri mari e baluardo contro l’erosione costiera.
Dall’altro lato, in perfetta e schizofrenica contraddizione, altrettanto denaro
pubblico viene impiegato per estirpare i medesimi banchi di Posidonia,
sacrificati sull’altare di presunte opere di “pubblica utilità”. Viene
spontaneo chiedersi quale utilità possa esserci nel distruggere un ecosistema
protetto nell’area di addirittura quattro isole, per imporre progetti calati
dall’alto, privi del consenso delle comunità locali e privi di una reale
lungimiranza strategica. Una gestione che non si può che definire scellerata: i
cittadini pagano due volte, prima per finanziare la devastazione e poi per
ripristinarla. Utilizzare il denaro dei contribuenti per finanziare un’opera e,
contemporaneamente, il suo esatto contrario, è un insulto alla logica economica
e alla sensibilità ambientale.
Se la maggior parte della comunità è in
disaccordo e protesta in ogni modo, una scelta può ancora ritenersi “pubblica”?
Chi stabilisce cos’è di pubblica utilità?
Sarebbe doverosa quindi un’immediata inversione di rotta e un controllo rigoroso sulla coerenza dei finanziamenti pubblici. La transizione ecologica non può essere solo uno slogan dietro al quale nascondere lo scempio dei nostri mari, specialmente quando a pagarlo sono proprio gli stessi cittadini che vorrebbero proteggerli.
Movimento contro il Dissalatore sulla Spiaggia di Filicudi (MoDiSFi)
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