(di Salvatore Sarpi) C'è un momento in cui il silenzio diventa complicità. Pianoconte quel momento lo ha già superato. Otto incendi in poco più di quarantotto ore non sono una coincidenza, non sono una casualità, non sono una semplice emergenza estiva. Sono il segnale di un territorio preso di mira da chi, con lucidità e vigliaccheria, continua ad appiccare il fuoco mettendo in pericolo persone, abitazioni, aziende agricole e beni pubblici.Chi incendia la nostra terra non è un vandalo. È un criminale. E come tale deve essere considerato. Ogni sterpaglia incendiata, ogni rogo innescato a pochi metri da una casa o da una scuola è un attentato alla sicurezza di un'intera comunità. Se oggi raccontiamo di fiamme domate, lo dobbiamo esclusivamente alla straordinaria rapidità d'intervento dei Vigili del fuoco, del Corpo Forestale, dei volontari e di tanti cittadini che non sono rimasti a guardare. Ma non si può continuare ad affidarsi alla buona sorte. Perché prima o poi il vento cambia, il fuoco corre più veloce e il prezzo da pagare diventa insopportabile.
C'è però una verità che sarebbe troppo comodo ignorare. Il piromane accende il fuoco, ma l'incuria gli prepara la strada. Bordi delle strade ricoperti da erbacce per mancata manutenzione degli Enti preposti. Ettari di terreni invasi da erbacce secche, appezzamenti lasciati all'abbandono per anni: tutto questo rappresenta il carburante perfetto per chi vuole distruggere. È una realtà sotto gli occhi di tutti e che ogni estate si ripresenta identica, come se nulla fosse accaduto negli anni precedenti.
La manutenzione del territorio non è un dettaglio, non è una scelta facoltativa e nemmeno una questione estetica. È prevenzione. È protezione civile. È tutela della vita umana. Ogni proprietario che lascia il proprio terreno trasformarsi in una polveriera si assume una responsabilità che va ben oltre il confine della sua proprietà. Perché quando il fuoco parte, non chiede a chi appartiene un campo. Travolge tutto ciò che incontra.
E accanto alle responsabilità dei privati ci sono quelle delle istituzioni. Il Comune non può limitarsi agli appelli o alle raccomandazioni. La legge offre strumenti precisi: diffidare gli inadempienti, imporre la pulizia dei terreni e, nei casi di inerzia, intervenire direttamente recuperando le spese sostenute. Le regole esistono per essere applicate, soprattutto quando è in gioco l'incolumità pubblica.
Naturalmente la priorità resta individuare chi continua ad appiccare questi incendi. Le indagini devono proseguire senza sosta e con ogni mezzo disponibile. Ma è evidente che la sola repressione non basta. Occorre investire nella prevenzione, rafforzare la videosorveglianza, aumentare i controlli e costruire una rete di collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine. Perché un piromane si arresta, ma un territorio si difende ogni giorno.
Pianoconte non può diventare il teatro di un incendio annunciato. Non può essere ricordata come la frazione che ha aspettato la tragedia prima di reagire. Ogni rogo spento è una vittoria, ma anche un avvertimento. Continuare a sottovalutare ciò che sta accadendo sarebbe l'errore più grave. Perché il prossimo incendio potrebbe non concedere una seconda possibilità. E allora non serviranno più le parole, ma resteranno soltanto i rimpianti.
A Lipari, parlare di nautica significa anche parlare diEolian Bunker.La società nasce nel 1976 dall’intuizione diGiuseppe Merenda e Alessandro Casali, con un obiettivo allora tutt’altro che scontato: creare un deposito costiero di benzina e gasolio destinato a pescherecci, navi, imbarcazioni da diporto e aliscafi che operavano o transitavano alle Eolie. Il deposito aveva una capacità di 800 metri cubi di gasolio e 200 di benzina e contribuì a trasformare il rapporto tra l’arcipelago e la nautica.
Oggi Eolian Bunker, situato nella baia di Marina Lunga, vicino a Porto Pignataro, è ancora un riferimento per il rifornimento delle imbarcazioni nell’arcipelago. Il pontile di circa 50 metri consente le operazioni di bunkeraggio di imbarcazioni da diporto, pescherecci, aliscafi, navi e mezzi adibiti al trasporto passeggeri.
A raccontare questa storia è Alessandro Casali, esponente della famiglia che ha accompagnato l’evoluzione dell’azienda e oggi uno dei suoi amministratori.
Cinquant’anni fa, quando alle Eolie mancava il carburante
Partiamo dall’inizio. Come nasce Eolian Bunker?
Eolian Bunker nasce nel 1976 dall’idea di due persone che conoscevano molto bene il mare: Giuseppe Merenda e Alessandro Casali. Erano anni in cui alle Eolie la nautica era ancora un’attività per pochi, anche perché mancavano infrastrutture e servizi fondamentali. Uno dei problemi principali era proprio il carburante.
L’obiettivo era creare un deposito che potesse rifornire tutti i mezzi nautici che operavano nell’arcipelago: dai pescherecci alle imbarcazioni da diporto, dalle navi agli aliscafi
Quanto era difficile fare nautica alle Eolie in quegli anni?
Molto. Era una nautica per coraggiosi. Arrivare alle Eolie significava affrontare un territorio lontano dalla terraferma e con infrastrutture ancora molto limitate. Non c’era un servizio di rifornimento adeguato e questo rappresentava un ostacolo enorme.
La nascita del deposito ha cambiato la situazione. Il carburante è diventato disponibile e questo ha permesso anche lo sviluppo dei collegamenti marittimi. La tratta Napoli-Eolie con gli aliscafi, per esempio, ha trovato nel tempo condizioni più favorevoli per svilupparsi.
Il bunkeraggio come motore della nautica
Quindi il vostro ruolo è andato ben oltre la semplice vendita di carburante?
Assolutamente. La disponibilità del carburante è una delle condizioni essenziali perché una destinazione nautica possa svilupparsi. Se una barca arriva in un’isola e non sa dove rifornirsi, deve necessariamente organizzare il viaggio in modo diverso.
Eolian Bunker è diventato progressivamente un punto di riferimento per qualsiasi esigenza legata al rifornimento nautico, sia per il diporto sia per le attività professionali. Il sito si trova nella baia di Marina Lunga, vicino a Porto Pignataro, e dispone di un pontile di circa 50 metri.
Quali sono oggi le vostre dimensioni?
Abbiamo una capacità di stoccaggio importante. La struttura originaria disponeva di 800 metri cubi di gasolio e 200 di benzina. Oggi movimentiamo oltre un milione di litri di carburante e abbiamo una struttura che consente di servire contemporaneamente più imbarcazioni.
Da padre in figlio
Lei rappresenta la seconda generazione?
Sì. La storia è partita con la generazione precedente e poi è proseguita con noi. Oggi siamo arrivati anche alla terza generazione, con mio figlio che sta entrando nell’attività.
Questo per un’azienda familiare che opera in un territorio come Lipari è importante: significa aver costruito qualcosa che non riguarda soltanto una singola attività commerciale, ma un servizio che da cinquant’anni è parte della vita dell’arcipelago.
Il prezzo del carburante e una nautica più prudente
Quanto pesa oggi il costo del carburante?
Pesa molto. L’aumento del prezzo della benzina e del gasolio e, soprattutto, le continue oscillazioni rendono più difficile programmare. Quando c’è un momento di crisi o di incertezza economica, inevitabilmente si vedono meno barche utilizzate per le vacanze.
La nautica rimane un settore importante, ma è anche molto sensibile alla situazione economica generale.
Chi è oggi il vostro cliente ideale?
Il turista italiano che viene alle Eolie in vacanza rimane una componente importante. Poi ci sono clienti con esigenze molto diverse: alcuni cercano semplicemente il servizio, altri hanno esigenze più complesse e sono molto più esigenti.
Pignataro e Marina Lunga
Quanto è importante la posizione della vostra struttura?
È fondamentale. Siamo nella baia di Marina Lunga, in prossimità di Porto Pignataro. La posizione consente di offrire un servizio molto pratico alle imbarcazioni che arrivano a Lipari. Il pontile è dedicato alle operazioni di rifornimento e la posizione costituisce uno degli elementi che hanno contribuito a rendere Eolian Bunker un riferimento per la nautica locale.
Che cosa rappresentate oggi per l’arcipelago?
Siamo un servizio per i diportisti, ma anche per la pesca e per la navigazione commerciale. La nostra vocazione è sempre stata quella di servire chi vive il mare: pescherecci, imbarcazioni private, navi e mezzi di trasporto passeggeri. Ancora oggi effettuiamo bunkeraggio con gasolio agevolato per diverse categorie di mezzi professionali.
I grandi nomi arrivati alle Eolie
In cinquant’anni avete visto passare anche moltissimi personaggi famosi.
Sì, e forse una delle cose più interessanti è proprio vedere come è cambiato il mondo che ruota intorno agli yacht.
Negli anni in cui arrivavano gli Agnelli, per esempio, i grandi personaggi erano più facilmente visibili. Poi sono passati personaggi come Raul Gardini e Calisto Tanzi, protagonista della storia di Parmalat. Negli anni Novanta, prima di Tangentopoli, le Eolie erano anche uno dei luoghi di ritrovo di quella che veniva definita la “Milano da bere”.
Quando è iniziato il cambiamento?
Direi intorno al 1993-94. Da quel momento il movimento ha iniziato a diminuire e poi c’è stato un calo molto forte.
Oggi il mondo è cambiato e sono cambiate anche le persone che frequentano le Eolie. Abbiamo visto arrivare calciatori, imprenditori e personaggi internazionali di primissimo piano.
Il fascino, però, è rimasto.
Sì. Perché le Eolie hanno qualcosa che non si può costruire artificialmente. Sono una destinazione particolare, raggiungibile dal mare, con isole molto diverse tra loro. Ed è proprio questo che continua ad attirare una clientela internazionale.
La nautica e l’economia di Lipari
Quanto ha contribuito il movimento nautico all’economia dell’isola?
Moltissimo. La presenza delle imbarcazioni crea un indotto che va ben oltre il porto e il carburante: ristoranti, alberghi, servizi, manutenzione, cantieri, negozi, escursioni.
Oggi Lipari può contare su circa 350 posti barca e questo significa un indotto importante per tutto il territorio.
La nautica non è quindi soltanto un modo per arrivare alle Eolie: è diventata una parte dell’economia dell’isola.
Da un’attività pionieristica a una nuova generazione
Se guarda indietro a questi cinquant’anni, qual è la cosa che è cambiata di più?
È cambiato tutto: le barche, i motori, le esigenze degli armatori, i servizi e naturalmente il modo di vivere il mare.
Quello che non è cambiato è la necessità di avere servizi affidabili. Cinquant’anni fa bisognava avere coraggio per investire nelle Eolie. Oggi bisogna continuare ad avere la stessa capacità di guardare avanti.
Eolian Bunker compie quindi cinquant’anni. Qual è il prossimo obiettivo?
Continuare a essere un punto di riferimento per chi arriva alle Eolie via mare. Abbiamo attraversato diverse generazioni e diversi momenti economici. Ora dobbiamo accompagnare anche la nuova nautica, mantenendo però quella stessa idea da cui tutto è partito nel 1976: garantire alle barche che arrivano alle Eolie la possibilità di trovare qui quello di cui hanno bisogno.
Nato a Calaruega in Spagna nel 1170, da Felice Guzman e Giovanna di Asa, fu subito consacrato al Signore dalla madre sua, la quale aveva già visto in sogno che il figlio era destinato dal Signore a compiere cose grandi nella Chiesa. Appena ne fu capace, la pia Giovanna si prese cura di istruirlo nelle verità cristiane, e Domenico mostrava quanto grande fosse già fin d'allora la sua intelligenza e la sua pietà.
A quattordici anni fu inviato all'Università di Valenza di dove uscì con la laurea in retorica, filosofia e teologia. Divenuto sacerdote e sentendosi inclinato ad una vita piuttosto ritirata dal secolo, entrò fra i Canonici Regolari di S. Agostino, dedicandosi alla conversione degli eretici Albigesi, ma dopo tante fatiche, visto che quello scoglio era troppo duro per essere spezzato da un uomo solo, meditò d'istituire un ordine di uomini religiosi i quali accoppiassero agli esercizi di pietà lo studio delle scienze ecclesiastiche per dedicarsi specialmente alla predicazione: pregò molto il Signore affinchè gli manifestasse la sua divina volontà: e finalmente comunicò il suo disegno ai vescovi della Linguadoca, e tutti unanimemente approvarono; sedici missionari che già con lui faticavano lo seguirono e così l'ordine fu iniziato a Tolosa nel 1215. Fondato a Prouille un monastero di religiose ed un Terz'Ordine, si recava a Roma per ottenere l'approvazione per i nuovi religiosi. La sua istituzione venne così sanzionata nel 1216 assieme alle sue sagge costituzioni, ed il granello di senapa seminato nel fecondo campo della Chiesa, non tardò a dare i suoi copiosi frutti, poiché, ancor vivente, egli ebbe la consolazione di vedere fiorire in molte regioni d'Europa numerosi conventi da lui medesimo fondati. Gli Albigesi si convertirono, gran parte del clero si uni alla santa crociata, e fra i Cristiani si notò presto un forte risveglio.
La principale gloria di S. Domenico é però quella di aver divulgato la bella devozione del S. Rosario. Mentre egli predicava nella Linguadoca per la conversione degli eretici, vedendo che gran parte delle sue fatiche riuscivano vane, ricorse all'intercessione della SS. Vergine: e Maria SS. gli ispirò la recita di 150 Avemaria intercalate da 15 Pater e dalla considerazione di 15 misteri di nostra santa religione. Domenico ed i suoi figli con il Rosario riuscirono a convertire gli ostinati Albigesi; S. Pio V ottenne la celebre vittoria di Lepanto sui Turchi, e tutti i Santi che seguirono ebbero dal Rosario le più belle vittorie sul demonio.
Il santo patriarca, dopo aver compiuto in Roma l'ufficio di maestro del Sacro Palazzo, percorse ancora una volta la Spagna e la Francia, lasciando in esse il profumo delle sue virtù e fondando diversi monasteri: ritornò quindi in Italia per terminare i suoi ultimi giorni nel bacio del Signore. Spirò a Bologna circondato dai suoi religiosi il 6 agosto 1221.
PRATICA. Col Rosario anche noi vinceremo tutte le nostre difficoltà.
PREGHIERA. O Signore, che ti sei degnato illuminare la tua Chiesa mediante le dottrine ed i meriti del Beato Domenico confessore, concedici, per sua intercessione, ch'essa non venga privata degli aiuti temporali, e sempre più progredisca nelle vie dello spirito.
MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di San Domenico, sacerdote, che, canonico di Osma, umile ministro della predicazione nelle regioni sconvolte dall’eresia albigese, visse per sua scelta nella più misera povertà, parlando continuamente con Dio o di Dio. Desideroso di trovare un nuovo modo di propagare la fede, fondò l’Ordine dei Predicatori, al fine di ripristinare nella Chiesa la forma di vita degli Apostoli, e raccomandò ai suoi confratelli di servire il prossimo con la preghiera, lo studio e il ministero della parola. La sua morte avvenne a Bologna il 6 agosto.
La notizia, riportata oggi dalla stampa locale sulla base della denuncia della Cisl Fp Messina, secondo cui una postazione del 118 di Lipari sarebbe rimasta chiusa per carenza di personale, richiede un immediato chiarimento da parte delle istituzioni competenti.
"Se quanto segnalato sarà confermato - afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons - ci troveremmo di fronte a una situazione che non può essere considerata normale, soprattutto nel pieno della stagione estiva. Alle Eolie, dove in questo periodo la presenza di turisti aumenta sensibilmente, il servizio di emergenza deve essere organizzato in modo da garantire continuità e capacità di intervento".
Il Codacons chiede alla Regione Siciliana e alla SEUS di verificare con urgenza quanto segnalato, chiarendo le ragioni dell'eventuale mancata operatività della postazione e quali misure siano state adottate per assicurare comunque la copertura del servizio di emergenza sul territorio.
"Non intendiamo individuare responsabilità prima che siano compiuti tutti gli accertamenti necessari - sottolinea Tanasi - ma riteniamo doveroso chiedere risposte immediate. Quando si parla di emergenza sanitaria, ogni criticità organizzativa deve essere affrontata e risolta tempestivamente, prima che possa determinare conseguenze per i cittadini".
Alla questione della carenza di personale si aggiunge quella dei costi sostenuti dagli operatori per raggiungere le isole, sulla quale le organizzazioni sindacali hanno richiamato l'attenzione anche in relazione agli aumenti delle tariffe dei collegamenti marittimi annunciati dal 10 agosto.
"Le istituzioni devono affrontare anche le condizioni che possono rendere più difficile garantire la presenza del personale sanitario nelle isole minori - prosegue Tanasi - La particolare condizione geografica delle Eolie è nota e proprio per questo richiede programmazione, organizzazione e soluzioni specifiche, soprattutto durante i mesi estivi".
Il Codacons chiede quindi alla Regione di assicurare che tutte le postazioni previste per il servizio di emergenza nelle isole minori dispongano del personale necessario e che venga effettuata una ricognizione immediata sulla copertura del 118 nell'intero arcipelago.
"Vivere su un'isola o trascorrervi le vacanze non può significare avere minori garanzie quando si verifica un'emergenza sanitaria. Chiediamo alla Regione e alla SEUS di fare piena chiarezza sulla vicenda e, qualora le criticità segnalate siano confermate, di adottare immediatamente ogni misura necessaria per garantire un servizio 118 continuo, efficiente e adeguato alle esigenze del territorio" – conclude Tanasi.
LIPARI, Agosto 7 ANSA - Otto sindaci delle isole minori siciliane chiedono "l'immediata sospensione dell'aumento del 18% delle tariffe dei collegamenti marittimi annunciato dalla Società di navigazione Siciliana con decorrenza dal 10 agosto" esprimendo "forte preoccupazione per gli effetti del rincaro su residenti, passeggeri, veicoli privati e commerciali" ed evidenziando come "la misura rischi di aggravare il già elevato costo della vita nelle isole".
Ai maggiori prezzi dei carburanti, dell'energia e della logistica, spiegano, si aggiungono ora nuovi oneri destinati a pesare su famiglie, imprese, attività turistiche e sull'approvvigionamento delle merci.
Secondo gli amministratori locali, il problema non riguarda soltanto l'aumento del costo di un servizio, ma il diritto delle comunità insulari a beneficiare di una reale continuità territoriale, che deve garantire collegamenti accessibili e sostenibili. Per questo è stato rivolto un appello alle istituzioni nazionali e regionali affinché intervengano per bloccare gli aumenti e affrontare in modo strutturale una questione che si ripresenta ciclicamente.
"Le isole – affermano – non possono continuare a subire soluzioni emergenziali: servono certezze per consentire alle famiglie di programmare il proprio futuro, alle imprese di investire e agli operatori turistici di potere competere". (ansa)
RICHIESTA SOSPENSIONE E ANNULLAMENTO
DELL'INCREMENTO TARIFFARIO SUI COLLEGAMENTI MARITTIMI CON LE ISOLE MINORI E
AVVIO DI UN PERCORSO STRUTTURALE PER LA TUTELA DELLA CONTINUITÀ TERRITORIALE.
In
riferimento alla comunicazione della Società di Navigazione Siciliana S.C.p.A.
del 4 agosto 2026, con la quale è stato annunciato, con decorrenza 10 agosto
2026, un incremento generalizzato del 18% delle tariffe applicate ai
collegamenti marittimi, queste Amministrazioni comunali manifestano la profonda
preoccupazione delle loro comunità isolane per gli effetti che tale misura è
destinata a produrre.
L'aumento
interessa indistintamente passeggeri, residenti, veicoli privati e commerciali,
incidendo direttamente sulla mobilità delle persone, sull'approvvigionamento
delle merci e, conseguentemente, sull'intero equilibrio economico e sociale
delle isole di Sicilia, oltre che destinato a perdurare nel tempo.
Ai
maggiori costi dei carburanti, che sulle isole raggiungono livelli
sensibilmente superiori rispetto alla terraferma, si sommano quelli
dell'energia, della logistica, dell'approvvigionamento delle merci e, più in
generale, di tutti i beni e servizi essenziali, quindi un ulteriore incremento
del costo dei collegamenti marittimi produce inevitabili ripercussioni sulle
famiglie, sulle imprese, sul comparto turistico e sull'intero sistema economico
locale, aggravando una situazione già particolarmente complessa.
È
di tutta evidenza, quindi, come il rincaro annunciato non rappresenti soltanto
un aumento del prezzo di un servizio, ma un ulteriore elemento di pressione
sulle comunità isolane che affrontano già condizioni strutturalmente più
onerose rispetto alla generalità del Paese.
La
continuità territoriale non può limitarsi a garantire l'esistenza dei
collegamenti. Essa deve assicurare che quei collegamenti siano realmente
accessibile e sostenibile, perché soltanto in questo modo il principio
costituzionale dell'insularità potrà trovare concreta attuazione.
Per
tali ragioni, è stato chiesto con fermezza alle Autorità Nazionali e Regionali
interessate l'immediata sospensione e il conseguente annullamento degli
incrementi tariffari annunciati, affinché non ricadano ancora una volta sui
cittadini e sulle imprese isolane gli effetti di una situazione che richiede
risposte di carattere istituzionale e non esclusivamente tariffario.
In
merito si ritiene importante rilevare che se periodicamente si ripresentano le
medesime criticità, significa che il problema viene affrontato nell'immediato
come problema di mercato, ma non definitivamente risolto, invece di essere
affrontato come elemento importante di sopravvivenza delle comunità isolane
sempre a rischio di spopolamento e di diventare dei “villaggi turistici
estivi”.
Le
famiglie devono poter programmare il proprio futuro, le imprese devono poter
investire, gli operatori turistici devono poter competere e organizzare la
propria attività senza il timore che, periodicamente, nuove tensioni sul
sistema dei collegamenti compromettano gli equilibri economici delle isole.
È
per queste ragioni che un atto di coraggio da parte delle istituzioni Nazionali
e Regionali, quello di affrontare in modo definitivo una questione che non
riguarda esclusivamente l'equilibrio economico di una convenzione di servizio,
ma investe il diritto delle comunità insulari a poter vivere, lavorare e
svilupparsi in condizioni di effettiva parità con il resto del Paese, va fatto
subito per dare certezze alla popolazione delle piccole isole, spesso
dimenticata!
Addì 7.08.2026
Domenico
Arabia, Sindaco di Santa Maria Salina
Fabrizio
D’Ancona, Sindaco di Pantelleria
Ireneo
Giardinello, Sindaco di Leni
Riccardo
Gullo, Sindaco di Lipari
Filippo
Mannino, Sindaco di Lampedusa e Linosa
Salvatore
Militello, Sindaco di Ustica
Giuseppe
Pagoto, Sindaco di Favignana - Isole Egadi
LIPARI, Agosto 7 ANSA - L'ambulanza del 118 in servizio a Lipari è rimasta ferma nel cortile dell'ospedale per la mancanza di personale soccorritore. Lo stop è stato comunicato ufficialmente alla centrale operativa del Seus 118. I soccorritori chiamati a sostituire i colleghi assenti per ferie o malattia, provenienti dalla terraferma, rinunciano infatti al servizio anche a causa degli elevati costi dei collegamenti marittimi. Per garantire gli interventi in emergenza è stata utilizzata un'ambulanza dell'ospedale normalmente destinata al trasferimento dei pazienti.
Attualmente gli operatori del 118 impegnati nelle Eolie non beneficiano della gratuità del trasporto prevista per altre categorie, né delle agevolazioni riservate ai residenti. Per raggiungere Lipari un soccorritore deve sostenere una spesa di circa 50 euro tra andata e ritorno, costo destinato ad aumentare con il previsto rincaro del 18% delle tariffe dal 10 agosto. (ansa)
Sull'accaduto è intervenuta la segretaria generale di Cisl Fp Messina, Giovanna Bicchieri, che ha spiegato: “I nostri timori si sono concretizzati. Oggi la postazione 118 di Lipari è rimasta chiusa per mancanza di personale. Un fatto gravissimo che mette al rischio la salute di migliaia di persone. Stamattina la postazione di Lipari è chiusa perché nessuno era disposto a dare il cambio al collega che non aveva potuto smontare dal turno precedente di 24 ore ed aveva già prolungato il servizio di ulteriori 24 ore fino a stamane. L’altro operatore in servizio, reduce dal turno di 24, non ha retto per continuare un ulteriore turno di lavoro, per cui la centrale ha chiesto supporto e disponibilità a tutti gli altri operatori in riposo, che a fronte degli aggravi di spese, oltre che dei carichi di lavoro, si sono rifiutati. E a pagarne le spese sono i cittadini. Tutto questo è inammissibile!”
Sabato 9 agosto, alle ore 21:30, l’evento "Aspettando San Lorenzo – Presentazione sotto le stelle” celebrerà la bellezza dell'incontro tra letteratura, musica, e poesia, nella cornice unica delle Centro Studi Eoliano. "Aspettando San Lorenzo" vuole essere molto più di una semplice presentazione di un libro: è un invito a condividere una serata di emozioni, arte e bellezza, lasciandosi ispirare dall'atmosfera unica delle Eolie alla vigilia della notte dei desideri!
Un delicatissimo intervento di soccorso ha evitato una tragedia sull'isola di Salina.
Due turisti russi sono rimasti bloccati su una parete rocciosa estremamente friabile nei pressi di Pollara, nel comune di Malfa, dopo essersi avventurati lungo una scogliera a picco sul mare. Incapaci sia di proseguire sia di tornare indietro, si trovavano sospesi sopra un burrone, con il rischio concreto che un semplice movimento potesse provocarne la caduta.
Scattato l'allarme si è mobilitato Elio Benenati, sovrintendente della Polizia provinciale e responsabile della Riserva naturale orientata di Monte Fossa delle Felci e Monte dei Porri, da anni in prima linea nelle operazioni di soccorso sul territorio.
Giunto sul posto con alcune corde, ha dovuto affrontare ulteriori difficoltà: l'unico punto disponibile per assicurarsi erano le radici, molto fragili, di un albero, insufficiente a garantire un ancoraggio completamente sicuro.
Nonostante il pericolo, Benenati ha deciso di calarsi fino ai due escursionisti. Ha recuperato prima la ragazza, che si trovava nelle condizioni più critiche, e successivamente il ragazzo.
Le operazioni sono state eseguite con estrema cautela, evitando di gravare troppo sulle corde e sull'albero, per scongiurare il cedimento della radice.
Dopo lunghi minuti di tensione, entrambi i turisti sono stati riportati in una zona sicura tra gli applausi dei numerosi presenti, che avevano assistito con apprensione al salvataggio.
Al termine dell'intervento, Benenati ha accusato un forte malore dovuto allo stress e alle difficoltà respiratorie ed è stato sottoposto ad accertamenti medici.
Ha raccontato di aver capito immediatamente la gravità della situazione, spiegando che sarebbero bastati pochi passi sbagliati perché i due precipitassero nel vuoto.
Ha inoltre confessato che, una volta terminato il soccorso e superata la tensione accumulata, è scoppiato a piangere.
Lo stesso Benenati ha definito questa operazione "il salvataggio più difficile della mia vita", sottolineando l'elevato rischio affrontato e la complessità di un intervento che si è concluso fortunatamente senza conseguenze per i due escursionisti.