A Lipari, parlare di nautica significa anche parlare di Eolian Bunker. La società nasce nel 1976 dall’intuizione di Giuseppe Merenda e Alessandro Casali, con un obiettivo allora tutt’altro che scontato: creare un deposito costiero di benzina e gasolio destinato a pescherecci, navi, imbarcazioni da diporto e aliscafi che operavano o transitavano alle Eolie. Il deposito aveva una capacità di 800 metri cubi di gasolio e 200 di benzina e contribuì a trasformare il rapporto tra l’arcipelago e la nautica.
Oggi Eolian Bunker, situato nella baia di Marina Lunga, vicino a Porto Pignataro, è ancora un riferimento per il rifornimento delle imbarcazioni nell’arcipelago. Il pontile di circa 50 metri consente le operazioni di bunkeraggio di imbarcazioni da diporto, pescherecci, aliscafi, navi e mezzi adibiti al trasporto passeggeri.
A raccontare questa storia è Alessandro Casali, esponente della famiglia che ha accompagnato l’evoluzione dell’azienda e oggi uno dei suoi amministratori.
Cinquant’anni fa, quando alle Eolie mancava il carburante
Partiamo dall’inizio. Come nasce Eolian Bunker?
Eolian Bunker nasce nel 1976 dall’idea di due persone che conoscevano molto bene il mare: Giuseppe Merenda e Alessandro Casali. Erano anni in cui alle Eolie la nautica era ancora un’attività per pochi, anche perché mancavano infrastrutture e servizi fondamentali. Uno dei problemi principali era proprio il carburante.
L’obiettivo era creare un deposito che potesse rifornire tutti i mezzi nautici che operavano nell’arcipelago: dai pescherecci alle imbarcazioni da diporto, dalle navi agli aliscafi

Quanto era difficile fare nautica alle Eolie in quegli anni?
Molto. Era una nautica per coraggiosi. Arrivare alle Eolie significava affrontare un territorio lontano dalla terraferma e con infrastrutture ancora molto limitate. Non c’era un servizio di rifornimento adeguato e questo rappresentava un ostacolo enorme.
La nascita del deposito ha cambiato la situazione. Il carburante è diventato disponibile e questo ha permesso anche lo sviluppo dei collegamenti marittimi. La tratta Napoli-Eolie con gli aliscafi, per esempio, ha trovato nel tempo condizioni più favorevoli per svilupparsi.

Il bunkeraggio come motore della nautica
Quindi il vostro ruolo è andato ben oltre la semplice vendita di carburante?
Assolutamente. La disponibilità del carburante è una delle condizioni essenziali perché una destinazione nautica possa svilupparsi. Se una barca arriva in un’isola e non sa dove rifornirsi, deve necessariamente organizzare il viaggio in modo diverso.
Eolian Bunker è diventato progressivamente un punto di riferimento per qualsiasi esigenza legata al rifornimento nautico, sia per il diporto sia per le attività professionali. Il sito si trova nella baia di Marina Lunga, vicino a Porto Pignataro, e dispone di un pontile di circa 50 metri.
Quali sono oggi le vostre dimensioni?
Abbiamo una capacità di stoccaggio importante. La struttura originaria disponeva di 800 metri cubi di gasolio e 200 di benzina. Oggi movimentiamo oltre un milione di litri di carburante e abbiamo una struttura che consente di servire contemporaneamente più imbarcazioni.

Da padre in figlio
Lei rappresenta la seconda generazione?
Sì. La storia è partita con la generazione precedente e poi è proseguita con noi. Oggi siamo arrivati anche alla terza generazione, con mio figlio che sta entrando nell’attività.
Questo per un’azienda familiare che opera in un territorio come Lipari è importante: significa aver costruito qualcosa che non riguarda soltanto una singola attività commerciale, ma un servizio che da cinquant’anni è parte della vita dell’arcipelago.
Il prezzo del carburante e una nautica più prudente
Quanto pesa oggi il costo del carburante?
Pesa molto. L’aumento del prezzo della benzina e del gasolio e, soprattutto, le continue oscillazioni rendono più difficile programmare. Quando c’è un momento di crisi o di incertezza economica, inevitabilmente si vedono meno barche utilizzate per le vacanze.
La nautica rimane un settore importante, ma è anche molto sensibile alla situazione economica generale.
Chi è oggi il vostro cliente ideale?
Il turista italiano che viene alle Eolie in vacanza rimane una componente importante. Poi ci sono clienti con esigenze molto diverse: alcuni cercano semplicemente il servizio, altri hanno esigenze più complesse e sono molto più esigenti.

Pignataro e Marina Lunga
Quanto è importante la posizione della vostra struttura?
È fondamentale. Siamo nella baia di Marina Lunga, in prossimità di Porto Pignataro. La posizione consente di offrire un servizio molto pratico alle imbarcazioni che arrivano a Lipari. Il pontile è dedicato alle operazioni di rifornimento e la posizione costituisce uno degli elementi che hanno contribuito a rendere Eolian Bunker un riferimento per la nautica locale.
Che cosa rappresentate oggi per l’arcipelago?
Siamo un servizio per i diportisti, ma anche per la pesca e per la navigazione commerciale. La nostra vocazione è sempre stata quella di servire chi vive il mare: pescherecci, imbarcazioni private, navi e mezzi di trasporto passeggeri. Ancora oggi effettuiamo bunkeraggio con gasolio agevolato per diverse categorie di mezzi professionali.

I grandi nomi arrivati alle Eolie
In cinquant’anni avete visto passare anche moltissimi personaggi famosi.
Sì, e forse una delle cose più interessanti è proprio vedere come è cambiato il mondo che ruota intorno agli yacht.
Negli anni in cui arrivavano gli Agnelli, per esempio, i grandi personaggi erano più facilmente visibili. Poi sono passati personaggi come Raul Gardini e Calisto Tanzi, protagonista della storia di Parmalat. Negli anni Novanta, prima di Tangentopoli, le Eolie erano anche uno dei luoghi di ritrovo di quella che veniva definita la “Milano da bere”.
Quando è iniziato il cambiamento?
Direi intorno al 1993-94. Da quel momento il movimento ha iniziato a diminuire e poi c’è stato un calo molto forte.
Oggi il mondo è cambiato e sono cambiate anche le persone che frequentano le Eolie. Abbiamo visto arrivare calciatori, imprenditori e personaggi internazionali di primissimo piano.
Il fascino, però, è rimasto.
Sì. Perché le Eolie hanno qualcosa che non si può costruire artificialmente. Sono una destinazione particolare, raggiungibile dal mare, con isole molto diverse tra loro. Ed è proprio questo che continua ad attirare una clientela internazionale.

La nautica e l’economia di Lipari
Quanto ha contribuito il movimento nautico all’economia dell’isola?
Moltissimo. La presenza delle imbarcazioni crea un indotto che va ben oltre il porto e il carburante: ristoranti, alberghi, servizi, manutenzione, cantieri, negozi, escursioni.
Oggi Lipari può contare su circa 350 posti barca e questo significa un indotto importante per tutto il territorio.
La nautica non è quindi soltanto un modo per arrivare alle Eolie: è diventata una parte dell’economia dell’isola.
Da un’attività pionieristica a una nuova generazione
Se guarda indietro a questi cinquant’anni, qual è la cosa che è cambiata di più?
È cambiato tutto: le barche, i motori, le esigenze degli armatori, i servizi e naturalmente il modo di vivere il mare.
Quello che non è cambiato è la necessità di avere servizi affidabili. Cinquant’anni fa bisognava avere coraggio per investire nelle Eolie. Oggi bisogna continuare ad avere la stessa capacità di guardare avanti.
Eolian Bunker compie quindi cinquant’anni. Qual è il prossimo obiettivo?
Continuare a essere un punto di riferimento per chi arriva alle Eolie via mare. Abbiamo attraversato diverse generazioni e diversi momenti economici. Ora dobbiamo accompagnare anche la nuova nautica, mantenendo però quella stessa idea da cui tutto è partito nel 1976: garantire alle barche che arrivano alle Eolie la possibilità di trovare qui quello di cui hanno bisogno.


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