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venerdì 14 agosto 2026

Diritto allo studio, trasporto scolastico degli studenti pendolari e criteri adottati dal Comune di Lipari. Interrogazione dei consiglieri d'opposizione di Lipari

Interrogazione consiliare - Diritto allo studio, trasporto scolastico degli studenti pendolari e criteri adottati dal Comune di Lipari.

I sottoscritti Consiglieri comunali,
PREMESSO CHE
il diritto allo studio costituisce un principio fondamentale sancito dalla Costituzione e deve essere garantito con particolare attenzione nei territori insulari e disagiati, dove la mobilità rappresenta un ostacolo oggettivo all'accesso all'istruzione;
il Comune di Lipari ha pubblicato l'avviso per l'accesso ai benefici relativi al trasporto scolastico degli studenti pendolari, subordinando la gratuità esclusivamente al possesso di determinati requisiti ISEE;
la Circolare della Regione Siciliana n. 17 del 30 agosto 2024 stabilisce che i Comuni devono garantire prioritariamente la gratuità del trasporto agli studenti con ISEE fino a € 20.000 nei Comuni delle isole minori, ma precisa altresì che, una volta soddisfatto tale obbligo, le eventuali somme residue possono essere destinate anche agli studenti con ISEE superiore, secondo criteri autonomamente stabiliti dall'Amministrazione comunale;
numerosi Comuni siciliani, tra cui i Comuni di Salina, pur richiedendo l'indicazione dell'ISEE, non prevedono nell'avviso alcuna esclusione preventiva degli studenti con redditi superiori alla soglia, lasciando aperta la possibilità di riconoscere il beneficio in presenza di risorse disponibili;
CONSIDERATO CHE
nelle Isole Eolie il tema del trasporto scolastico assume un valore del tutto particolare, poiché molti studenti sono costretti a lasciare la propria isola per frequentare istituti non presenti nel territorio comunale;
una simile impostazione rischia di determinare una grave disparità sociale, costringendo numerose famiglie a sostenere costi molto elevati o, peggio ancora, inducendo i ragazzi a rinunciare al percorso di studi desiderato semplicemente perché l'indirizzo scelto non è presente nelle isole;
ciò significa che uno studente eoliano potrebbe essere costretto ad abbandonare le proprie aspirazioni e scegliere un diverso indirizzo scolastico non per vocazione o merito, ma esclusivamente per ragioni economiche;
RICORDATO CHE
per decenni il trasporto scolastico degli studenti pendolari rappresentava un servizio garantito praticamente a tutti gli aventi diritto, proprio in considerazione delle peculiarità del territorio insulare;
oggi, invece, si assiste ad un arretramento di un diritto fondamentale che colpisce soprattutto le famiglie della classe media, che spesso sono costrette a sostenere costi non contemplati dall’ISEE ma che influiscono sul reddito familiare annuale, escluse da qualsiasi sostegno pur dovendo affrontare costi di viaggio particolarmente onerosi;
RILEVATO ALTRESÌ CHE
appare difficile comprendere come un'Amministrazione che trova risorse per incrementare la spesa relativa a manifestazioni, eventi e iniziative promozionali, ovvero per sostenere una struttura dirigenziale composta da cinque dirigenti con costi complessivi estremamente rilevanti per il bilancio comunale, non riesca invece a reperire le somme necessarie per garantire pienamente il diritto allo studio dei giovani eoliani.
La vera priorità di un Comune dovrebbe essere quella di investire nei propri ragazzi, non di limitarne le opportunità formative, a prescindere dall’ISEE familiare, che spesso non tiene conto di diversi fattori e di molti costi sostenuti dalle famiglie a vario titolo.
APPARE INOLTRE PARADOSSALE CHE
mentre il legislatore riconosce la gratuità del trasporto ai lavoratori pendolari appartenenti a categorie strategiche quali personale sanitario, personale scolastico e forze dell'ordine, indipendentemente dal reddito posseduto, gli studenti delle isole minori, che rappresentano il futuro della comunità, vedano il proprio diritto subordinato esclusivamente alla fascia ISEE di appartenenza.
Chi sceglie di studiare fuori dall'isola perché il relativo indirizzo scolastico non esiste alle Eolie non compie una scelta di comodo, ma una necessità imposta dalla condizione di insularità.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri interrogano il Sindaco e la Giunta per sapere:
1. per quali ragioni il Comune abbia scelto di limitare il beneficio esclusivamente agli studenti rientranti nelle fasce ISEE previste, senza prevedere la possibilità di estendere il contributo a tutti gli studenti così come hanno fatto i Comuni di Salina.
2. se l'Amministrazione intenda integrare con fondi comunali le risorse regionali al fine di garantire il trasporto anche agli studenti esclusi;
3. se non ritenga opportuno rivedere i criteri adottati, assicurando che nessun giovane eoliano debba rinunciare al proprio percorso di studi per motivi economici;
4. se l'Amministrazione non ritenga che il diritto allo studio, soprattutto in un territorio insulare e disagiato come quello eoliano, debba rappresentare una priorità assoluta delle politiche comunali, anche a costo di rinunciare a qualche Dirigente di troppo.
Le Isole Eolie soffrono quotidianamente gli effetti dell'insularità. Se davvero si vuole contrastare lo spopolamento e offrire un futuro ai nostri giovani, occorre partire proprio dalla scuola.
È difficile comprendere come possano essere reperite risorse per eventi, manifestazioni e una struttura amministrativa sempre più costosa, mentre si chiede alle famiglie di sostenere migliaia di euro di spese per consentire ai propri figli di frequentare una scuola che, semplicemente, non esiste sul territorio.
Il diritto allo studio non può diventare un privilegio riservato a pochi, né può dipendere dal codice di avviamento postale o dall'isola in cui si nasce.
Per questo chiediamo all'Amministrazione comunale di riconsiderare le proprie scelte, ponendo al centro i giovani e il loro futuro, perché ogni euro investito nell'istruzione rappresenta un investimento sulla sopravvivenza stessa della comunità eoliana.
Si richiede risposta scritta
I Consiglieri Comunali
Gaetano Orto, Lucy Iacono, Giorgia Santamaria, Raffaele Rifici, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Angelo Portelli

Eolienews ricorda Jolanda Villani

 


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San Bartolomeo 2026: Il messaggio dell'arcivescovo Accolla



Oggi, 14 agosto: San Massimiliano Kolbe

Padre Kolbe è l'eroico frate francescano conventuale che nel campo di concentramento di Auschwitz offrì la propria vita per salvare quella di un padre di famiglia, Francesco Gaiowniczek, condannato a morire di fame come rappresaglia per la fuga di un detenuto.

Giovanni Paolo II, nell'elevarlo agli onori degli altari, il 10 ottobre 1982, lo ha proclamato «patrono del nostro difficile secolo», un esempio di pace e di fraternità in una società sconvolta dall'odio e dall'egoismo.

Kolbe nacque a SudunzskaWola, una cittadina del centro industriale di Lodz, l'8 gennaio 1894. I suoi genitori erano operai tessili. Kolbe da ragazzo conobbe il senso liberatorio e insieme opprimente di povertà e lavoro. E quell'esperienza non fu estranea ad alcune scelte che lo portarono ad abbracciare la Regola di san Francesco tra i minori conventuali di Leopoli (1907) e poi a dar vita a una istituzione che aveva proprio, in povertà e lavoro, caratteristiche tipicamente francescane, un sicuro fondamento, e cioè le «Città dell'Immacolata»: «Niepokalanów», in Polonia, e «Mugenzai No Sono», in Giappone.


Nell'ideale francescano Kolbe innestò poi la propria fiducia nella possibilità offerta dai mezzi che la tecnica in quel tempo stava mettendo a disposizione. E a chi gli faceva osservare che su di essi già il diavolo aveva allungato le sue sordide zampacce, egli rispondeva: «Ragione di più per svegliarci e metterci all'opera per riconquistare le posizioni perdute».

Quando ne ebbe l'opportunità, dimostrò la bontà e la lungimiranza dei propri progetti. E ciò avvenne in Polonia, dove ritornò nel 1919, dopo aver conseguito a Roma la laurea in teologia.

A pochi chilometri da Varsavia diede vita nel 1927 a «Niepokalanów» (Città dell'Immacolata) i cui cittadini, tutti frati, si dedicavano, vivendo in rigorosa povertà, all'apostolato per mezzo della stampa. E furono autori di un consistente boom editoriale che ancor oggi sorprende. Il «Cavaliere dell'Immacolata», la prima di una catena di riviste, fondato nel 1922 dopo un periodo iniziale di stasi, decollò raggiungendo le cinquantamila copie. In seguito si affermò come settimanale con settecentocinquantamila copie (addirittura un milione nel 1938).



L'Immacolata, cui padre Kolbe ha intitolato gran parte delle sue riviste, era il suo chiodo fisso. In tempi non troppo felici per la chiesa e per il mondo, Kolbe vedeva nella Madonna l'ideale capace di scuotere le coscienze, di ridare fiato al cristianesimo; un ideale, comunque, per il quale combattere le sante battaglie della fede. Per questo, ancor prima di essere ordinato sacerdote, aveva istituito a Roma, il 16 ottobre 1917, la Milizia dell'Immacolata, uno strumento per far conoscere e vivere la devozione alla Madre di Cristo, ancor oggi vivo e prosperoso.

Nel 1930 partì missionario per il Giappone a fondarvi un'altra Città dell'Immacolata, animata dallo stesso spirito e dagli stessi ideali. Tornato definitivamente in Polonia, dopo un paio di altri viaggi «missionari» nello stesso Giappone e in altri paesi dell'oriente, padre Kolbe si dedicò interamente alla sua opera.

La seconda guerra mondiale lo sorprese a capo del più importante complesso editoriale della Polonia.

Il 19 settembre 1939 fu arrestato dalla Gestapo, che lo deportò prima a Lamsdorf (Germania), poi nel campo di concentramento di Amlitz. Rilasciato l'8 dicembre 1939, tornò a Niepokalanów, riprendendo l'attività interrotta. Arrestato di nuovo nel 1941 fu rinchiuso nel carcere di Pawiak a Varsavia, e poi deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, dove con uno straordinario atto d'amore chiuse una vita tutta spesa al servizio degli altri.



Nel campo viveva una legge secondo la quale, per la fuga di uno, dieci dello blocco, venivano condannati a morire di fame in un oscuro sotterraneo. Quando all'appello della sera risultò che uno mancava un grande timore invase l'animo di tutti i prigionieri...

Il Comandante scelse con un cenno della mano chi doveva morire e ad un tratto si sentì un grido: «Addio! addio! mia povera sposa, addio miei poveri figli...era il sergente Francesco Gajowniczek.

Ma ad un tratto un uomo, anzi, un numero esce con passo deciso dalle file e va diritto verso il Comandante del campo. Chi è lei? Cosa vuole? Come osa infrangere la ferrea disciplina ed affrontare il terribile Capo?

«Sono un sacerdote cattolico polacco; sono anziano, voglio prendere il suo posto, perchè egli ha moglie e figli».

Il Comandante, meravigliato, parve non riuscire a trovare la forza per parlare e stranamente accettò quella proposta...

Padre Kolbe insieme agli altri condannati fu avviato verso il blocco 11. Qui le vittime furono denudate e rinchiuse in una piccola cella, in cui dovevano morire di fame e di sete. Ma da questo tetro luogo, invece di pianti e disperazione, questa volta si udirono preghiere e canti. Padre Kolbe li guidava, attraverso il cammino della croce, alla vita eterna.

Rimase nel bunker per due settimane, quando le SS decisero di svuotare la cella della morte. Erano rimasti in vita solo quattro uomini tra cui Padre Massimiliano.

Venne ucciso con un'iniezione di acido fenico, perché la cella, che egli aveva trasformato in cenacolo di preghiera e che condivideva con gli altri condannati, serviva per altre vittime. «Porse lui stesso, con la preghiera sulle labbra, il braccio al carnefice», raccontò un testimone.

Lo trovarono qualche ora dopo, «appoggiato al muro, con la testa inclinata sul fianco sinistro e il volto insolitamente raggiante. Aveva gli occhi aperti e concentrati in un punto. Lo si sarebbe detto in estasi». Era la vigilia dell'Assunta, di una festa della Madre di Dio, che egli aveva sempre amato, chiamandola con il nome di «dolce mamma».

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di san Massimiliano Maria (Raimondo) Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia, si consegnò ai carnefici al posto di un compagno di prigionia, offrendo il suo ministero come olocausto di carità e modello di fedeltà a Dio e agli uomini.
 

Buongiorno e buon venerdì con questa cartolina dalle Eolie


 

giovedì 13 agosto 2026

Accadde il 13 agosto 2013: Il ministro D'Alia inaugura a Lipari l'ambulanza della Croce Rossa



 

Carabinieri della motovedetta "Stefanizzi" in soccorso a barca a vela in panne nelle acque di Sottomonastero

Alle diciotto di oggi, nello specchio acqueo, antistante il porto di Sottomonastero, a Lipari, la motovedetta dei Carabinieri “Stefanizzi”, in dotazione al Nucleo Navale Carabinieri di Lipari, è intervenuta per prestare soccorso a un’imbarcazione a vela rimasta in panne per un’avaria al motore.

L’unità, un Beneteau Oceanis 411, della lunghezza fuori tutto di 12,34 metri, di proprietà era condotta da un cittadino italiano residente in Francia. A bordo si trovava una famiglia composta da cinque persone.

L’imbarcazione si trovava sulla rotta di ingresso delle navi di linea, rendendo necessario un tempestivo intervento.
I militari dell’Arma hanno raggiunto l’unità e provveduto a metterla in sicurezza, prestando assistenza all’equipaggio durante le operazioni di spostamento e messa in sicurezza.
La barca è stata, quindi, accompagnata e assistita nelle operazioni di fonda in acque sicure.
L’intervento ha consentito di allontanare l’imbarcazione dalla rotta delle navi di linea, evitando possibili situazioni di pericolo per gli occupanti e per la navigazione.
La famiglia è rimasta a bordo dell’unità in condizioni di sicurezza, in attesa dell’arrivo del personale specializzato.
L’imbarcazione resterà in fonda fino all’intervento del service incaricato delle necessarie riparazioni.
L’operazione conferma l’impegno del Nucleo Navale Carabinieri di Lipari nelle attività di assistenza e sicurezza in mare

Pochi parcheggi a Lipari il Comune corre ai ripari. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 13 agosto 2026


 

Le Eolie nelle stampe d'epoca (116° puntata): Lo scario della Calcara a Gelso - Vulcano


 

Eolienews ricorda Teresa Casamento ved. Matarazzo

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Ferragosto e dintorni nel Comune di Lipari. Con ordinanza concessa un'ora in più per la chiusura dei locali

Il Comune di Lipari, con ordinanza del sindaco Riccardo Gullo, ha concesso un’ora in più per la chiusura delle attività commerciali e dei pubblici esercizi. 
 La deroga riguarda le notti tra il 14 e il 15 agosto, tra il 15 e il 16 agosto e tra il 16 e il 17 agosto. Per bar, ristoranti, pizzerie, pub e attività similari, l’apertura, viene, quindi, consentita dalle 6 alle 3 del giorno successivo. Per le discoteche, sale da ballo e attività similari, dalle 21 alle 3.30 del giorno successivo.
Restano immutate le altre disposizioni contenute nell'ordinanza originaria

Appuntamento il 16 agosto con la manifestazione culturale "Racconti sotto il pino". Si terrà a Lami

Il 16 agosto torna *Racconti sotto il Pino*,la manifestazione culturale nata per condividere storie, idee e differenti forme espressive nella cornice intima e mediterranea di Contrada Pomiciazzo, a Lami.

La seconda edizione mette in dialogo fotografia, poesia e musica.

La serata ospiterà due mostre fotografiche:
“I Luoghi dell’Anima” di Giorgio Cosulich de Pecine e “L’Isola che non c’è” di Massimo Russo.
Due sguardi differenti attraversano Lipari, il rapporto con i luoghi, la memoria e l’identità dell’isola.

Alle immagini si uniranno le poesie di Davide Cortese e la musica di Francesco Megna.

Un’occasione per ritrovarsi sotto il grande pino e vivere insieme un racconto composto da immagini, parole e suoni.

*Racconti sotto il Pino – Seconda edizione*
16 agosto 2026, ore 18.00
Contrada Pomiciazzo, Lami – Lipari

E' deceduta Giuliana Paino

Le onoranze funebri sono a cura della ditta ALFA&OMEGA di Lipari
Ai cari di famiglia le sentite condoglianze
della famiglia Sarpi e di Eolienews


 

I ringraziamenti della famiglia Cristea


 

Oggi: santa Filomena di Roma

 Nel 1802 si scoprirono delle ossa di un'adolescente tra i tredici e i quindici anni nel cimitero di Priscilla. "Pax tecum Filomena", questo recitava l'incisione, trovata insieme alla raffigurazione di due ancore, tre frecce e un ramo di palma, sulle tre tegole di terracotta scoperte vicino alla tomba.


Questi segni e simboli furono accolti come una valida prova dell'esistenza di una martire e vergine di nome Filomena. Il sacerdote Francesco de Lucia portò le reliquie di santa Filomena a Mugnano nella chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie. Molti miracoli furono attribuiti al reliquiario di santa Filomena e così fu canonizzata.

Secondo la leggenda l'imperatore Diocleziano volle sposarla, ma lei si rifiutò e così lui la sottopose ad atroci torture. Fu flagellata, ma un angelo le guarì le ferite. Cercarono di annegarla, ma l'ancora si ruppe e Filomena si salvò. Diocleziano ordinò di ucciderla, ma le frecce degli archi furono miracolosamente deviate. Santa Filomena fu quindi decapitata.

Nell'iconografia è spesso raffigurata con frecce e ancora dovuto al suo martirio.

Santa Filomena, nonostante la venerazione di cui è stata oggetto fin dalla scoperta dei suoi resti e il fervore dei suoi devoti, non è mai stata inserita nel Martirologio Romano, e nel 1961, la Sacra Congregazione dei Riti prese la decisione di rimuovere il suo nome dal Messale Romano.

Iconografia di Santa Filomena

Sintesi dei simboli ricorrenti e esempi di opere.

Simboli principali e significati

  • Ancora, frecce, palma, edera: attributi del martirio tradizionalmente associati alla santa.
  • Giglio: purezza e verginità.
  • Corona di rose, abiti regali: nobiltà spirituale e, talvolta, origine nobile nella tradizione devozionale.
  • Catene: sofferenza accettata per la fede.
  • Colomba e angeli: assistenza divina e dimensione celeste.
  • Tenda o drappo rosso: allusione al sacrificio martiriale.
  • Figura distesa su letto o cuscini: riposo eterno e gloria del martirio in contesto devozionale.

Buongiorno e buon giovedì con questa cartolina dalle Eolie