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L’Assessore Scarpinato: “Accogliamo con entusiasmo l’avvicinarsi dell’Anno Europeo dei Normanni che vedrà la Sicilia al centro di importanti iniziative culturali internazionali”
Lipari (Isole Eolie, ME), 29 settembre 2026 – Quando nel 1061 i Normanni iniziarono la conquista della Sicilia, toccò ai monaci benedettini inviati proprio da Ruggero I d’Altavilla presidiare l’isola di Lipari. Qui i seguaci di San Benedetto avviarono la ricostruzione della monumentale Abbazia di San Bartolomeo che, insieme alla Cattedrale, dall’alto della rocca di Lipari divenne presto tra gli edifici-simbolo del nuovo assetto politico e del potere di Ruggero I in Sicilia.
Alla vigilia dell’Anno Europeo dei Normanni (2027), che vedrà anche la Sicilia al centro di una serie di iniziative culturali, il rapporto fra l’architettura religiosa e il potere laico nel Mediterraneo medievale sarà al centro del convegno scientifico internazionale “Dominare, costruire, pregare. Potere laico e architettura religiosa nel Mediterraneo tra XII e XIII secolo” in programma a Lipari (Me), dall’1 al 3 ottobre 2026, negli spazi del Parco Archeologico delle Eolie – Museo Archeologico Bernabò Brea della Regione Siciliana.
Si tratta del terzo incontro internazionale della rassegna “Mediterraneo Medievale. Architettura, Archeologia, Arte” che prevede tre giorni fitti di interventi e proiezioni aperte al pubblico – e in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parco delle Isole Eolie - che coinvolgeranno una trentina di studiosi e dottorandi provenienti da prestigiosi atenei e centri di ricerca italiani e stranieri.
Il convegno è un progetto del Parco archeologico delle Isole Eolie – Museo archeologico Bernabò Brea della Regione Siciliana e del Laboratoire d'archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) dell’Università Aix Marseille. Realizzato con il sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Dipartimento BBCC, è ideato da Rosario Vilardo, direttore del Parco, e da Fabio Linguanti, architetto PhD storia dell’architettura (LA3M - Aix Marseille Université/ UniSOB Napoli), curatore scientifico della rassegna.
Enti patrocinatori: Fondazione Amatller di Barcellona, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli, Politecnico di Torino, l’Università degli studi di Catania, l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.
I lavori sono ospitati dal Parco archeologico delle Eolie nell’ex Chiesa di Santa Caterina e prevedono un focus sul complesso monumentale della Cattedrale e dell’Abbazia di San Bartolomeo, come sistema fortificato della rocca di Lipari, il cui perimetro è parte integrante dell’area museale del Museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea”, principale istituto del Parco.
il caso di Lipari è esemplare di come, grazie alla presenza dei monaci benedettini, il complesso religioso e la fortificazione divennero un sistema connesso alla difesa della città e al controllo dei traffici marittimi dell’arcipelago durante il secolo d’oro della Sicilia rappresentato dalla dominazione normanna. Sovrani passati alla storia per la politica cosmopolita e di tolleranza che consentì la pacifica convivenza fra le comunità greche, arabe ed ebraiche della Sicilia.
Francesco Paolo Scarpinato, Assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana, ha commentato: “In cammino verso l’Anno dei Normanni, questo convegno del Parco delle Eolie che si inserisce nel solco dei due precedenti sulle architetture medievali nel Mediterraneo e vede protagonista una platea accademica internazionale di altissimo spessore. Un percorso che rafforza il ruolo di Lipari come luogo di ricerca, confronto scientifico e valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo”.
Dal canto suo, Rosario Vilardo, Direttore del Parco archeologico delle Eolie – Museo Luigi Bernabò Brea, ricostruisce il percorso del ciclo dei convegni sulle architetture medievali nel Mediterraneo: “Lipari – spiega Vilardo - è un osservatorio privilegiato per comprendere il rapporto tra architettura religiosa, fortificazione e potere. Abbiamo iniziato nel 2022 con il Chiostro di San Bartolomeo, un gioiello dell’architettura medievale il cui rinvenimento si deve agli scavi avviati da Luigi Bernabò Brea negli anni Settanta. Nel 2024, invece, il focus era l’architettura religiosa fortificata nel Mediterraneo. Quest’anno metteremo in relazione altri complessi religiosi e sistemi fortificati realizzati tra XII e XIII secolo, in un’epoca segnata da Riconquista e Crociate”.
Dell’iniziale imposizione in Sicilia dei modelli architettonici normanni parla Fabio Linguanti, Direttore scientifico del convegno e del progetto su Ruggero I promosso dalla Drac (Direction régionale des affaires culturelles) per l’Anno Europeo dei Normanni: “Recenti studi – spiega Linguanti - hanno individuato per la Cattedrale di Lipari un impianto originario a un’unica navata, di derivazione oltralpina. Evidenziando così, da parte di Ruggero I, nella fase di conquista e consolidamento del potere normanno in Sicilia, una iniziale imposizione di modelli architettonici riconducibili all’ars edificatoria del ducato normanno. Un tentativo di proporre in Sicilia una sorta di immagine riflessa del ducato di Normandia tramite l’architettura. Il confronto scientifico internazionale a Lipari con altri complessi religiosi e coevi del Mediterraneo ci consentirà di indagare meglio questo dato: ovvero come l’architettura medievale abbia contribuito alla costruzione e alla percezione del potere”.
Partecipano al progetto studiosi provenienti dall’Italia: Università di Padova, Università Pontificia Gregoriana (Roma), La Sapienza (Roma); Università della Campania, Università di Bari, Università di Messina, Università di Catania, Università di Palermo, Università di Sassari, Università di Urbino, il Ministero della Cultura con il Dipartimento Regionale Musei Nazionali (DRMN) della Calabria e la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Latina e Frosinone; dalla Spagna l’Università delle Isole Baleari e l’Università di Girona; dagli Stati Uniti Università di Princeton; dal Giappone l’Università di Waseda (Tokyo); dalla Croazia Università di Zagabria; dalla Francia Università Aix Marseille Laboratoire d'archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) e la DRAC (Direction régional affaires culturelles) Normandie.
IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLE ISOLE EOLIE - MUSEO ARCHEOLOGICO “LUIGI BERNABO’ BREA”
Notizie
Il Parco archeologico delle Isole Eolie si sviluppa nelle isole di Lipari, Panarea, Filicudi e Salina e comprende suggestivi villaggi preistorici, necropoli di età greca e romana, terme romane e tante altre testimonianze. La sede principale è il Museo archeologico Luigi Bernabò Brea, aperto al pubblico nel 1954 – quest’anno ricorre il 70°anniversario dall’istituzione - e situato sul Castello di Lipari, una cittadella fortificata a strapiombo sul mare. Abitata fin dal Neolitico, e poi nell’età del Rame e all’età del Bronzo, tanto che riveste una fondamentale importanza per la preistoria del Mediterraneo. Il Museo Archeologico ripercorre la storia delle isole Eolie dalla preistoria all’età greca e romana e custodisce migliaia di reperti (vasi, statuette, la più grande collezione di maschere teatrali, gioielli) provenienti dalle ricerche e dagli scavi archeologici condotti soprattutto nell’Arcipelago ed, in particolare, dai corredi funerari delle circa tremila tombe della necropoli di Contrada Diana. Una sala è dedicata anche all’archeologia subacquea, un’altra alla storia della formazione del Museo, mentre un padiglione ha per protagonisti i vulcani. Un’ala del Castello di Lipari, le ex carceri, sono dedicate all’arte contemporanea con una collezione permanente dal titolo Mare Motus.
Nell’estate 2024, in occasione della celebrazione dei 70° anni del museo, è stata allestita una mostra permanente che ricostruisce la sua nascita e il febbrile lavoro di ricerca condotto per oltre mezzo secolo nell’arcipelago eoliano dagli archeologi Luigi Bernabò Brea, ligure e dal 1942 Soprintendente archeologo della Sicilia orientale, e dalla francese Madeleine Cavalier, legati dalla comune passione per la storia archeologica delle Eolie.
Nel maggio 2025 il Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea, grazie ai fondi PNRR ha allestito una sezione dedicata a non vedenti e non udenti con reperti tattili realizzati dalla digitalizzazione di pezzi della collezione museale corredati da segnaletica in Braille, app e video in LIS (Lingua Italiana dei Segni). Un progetto che, in collaborazione con Università Cattolica di Milano, nel teatro di pietra della rocca di Lipari, ha visto la messinscena del “Prometeo Incatenato” di Eschilo: con gli attori che indossavano le maschere riprodotte e ingrandite a misura umana sulla scorta dei rilievi digitali realizzati per i reperti tattili destinati ai non vedenti.
EOLIE 2027 | COUNTDOWN
E' stato appiccato, contemporaneamente, in più punti, l'incendio di ieri sera, alle spalle di Chiesa vecchia. Le fiamme hanno mandato in fumo circa tre ettari di vegetazione. L'intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo potesse estendersi ulteriormente.
LA PARTITA DEI MILIARDI. IL SILENZIO DELLA POLITICA.
Un uomo, un turista polacco, che si trovava a bordo di un catamarano turistico ha perso la vita nel mare di Filicudi : potrebbe essere stato colto da malore.
La salma dello sfortunato sta per essere trasferita all'obitorio del cimitero di Lipari in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria.
FILICUDI: TOTEM A “RICARICA LENTA”…
Buon compleanno a Anna Castrogiovanni, Melania Minciullo, Sabrina Currò, Fabrizio Falconieri, Giuseppe Sarpi, Gaetano Accetta, Nino Germanà, Virginia Caruso, Catena Fichera, Giuseppe Giardina, Gabriele Famularo, Donatella Coppolino, Stella Amico, Rosaria Traviglia.
con la presente desideriamo sottoporre alla Sua attenzione alcune considerazioni in merito all'ordinanza recentemente adottata dall'Amministrazione comunale, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti l'abbaio dei cani nelle ore notturne e alle sanzioni previste, che possono arrivare fino a 20.000 euro.
Premesso che nessuno di noi intende mettere in discussione il legittimo e sacrosanto diritto dei cittadini alla quiete, al riposo e alla serenità, riteniamo tuttavia doveroso evidenziare come una sanzione di tale entità, applicata senza un'adeguata valutazione delle circostanze concrete, possa determinare conseguenze potenzialmente molto problematiche.
Il cane, infatti, non è un dispositivo che può essere semplicemente "spento" quando produce rumore. L'abbaio è una forma naturale di comunicazione, connaturata alla sua specie, e può essere determinato da molteplici fattori: paura, stress, solitudine, dolore, disagio, presenza di altri animali o persone, o una situazione di pericolo o intrusione nella proprietà. Come per il pianto di un bambino, non si tratta di un fenomeno sempre immediatamente controllabile.
È proprio questo l'aspetto che maggiormente ci preoccupa. Di fronte alla prospettiva di una multa così elevata, esiste il rischio concreto che alcuni proprietari, per puro timore, ricorrano a forme di contenimento improprie: cani rinchiusi per ore in sgabuzzini, isolati, legati a catena in condizioni precarie, fino alla sedazione farmacologica o, nei casi estremi, all'abbandono.
Si tratta di un rischio indiretto ma reale, che riteniamo doveroso prevenire. Tali condotte, oltre ad essere eticamente inaccettabili, hanno rilevanza penale. Sarebbe paradossale che una disposizione volta a tutelare la quiete favorisse indirettamente comportamenti che l'ordinamento considera ben più gravi. Cosa dovrebbe fare un proprietario per impedire al cane di abbaiare?
Riteniamo che l'abbaio persistente possa certamente costituire un disturbo, ma possa anche essere un importante segnale di disagio dell'animale. In tali casi, la sola repressione dell'effetto rischia di essere insufficiente e controproducente. Sarebbe più utile e responsabile prevedere, prima dell'applicazione di sanzioni così gravose, un accertamento concreto della situazione e, ove necessario, il coinvolgimento dei servizi veterinari e di professionisti qualificati in comportamento animale, al fine di intervenire sulle cause.
In questa prospettiva, ci permettiamo di osservare che sarebbe stato più urgente e opportuno occuparsi del benessere animale a 360 gradi. Ancora oggi, sulle nostre isole, moltissimi animali sono tenuti a catena o in condizioni igieniche e di vita pessime. Vi sono situazioni sotto gli occhi di tutti, come quella delle capre di Stromboli lasciate per giorni chiuse in un camion, senza cibo né acqua, nelle loro stesse deiezioni. Crediamo siano queste le priorità di cui un'Amministrazione debba farsi carico.
Vi è infine una questione di coerenza applicativa: se il disturbo deriva dall'abbaio in quanto tale, come si applica il principio quando a vagare liberi e ad abbaiare sono cani randagi o privi di proprietario identificabile? In quel caso paga il Comune? Ciò evidenzia come il fenomeno non possa essere affrontato esclusivamente in chiave sanzionatoria.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo rispettosamente all'Amministrazione comunale di Leni di voler riesaminare le disposizioni dell'ordinanza, valutando l'introduzione di:
1. criteri di accertamento chiari, oggettivi e verificabili, che distinguano il normale comportamento da situazioni realmente e persistentemente moleste;
2. gradualità e proporzionalità degli interventi, affinché una problematica di convivenza non si trasformi in fonte di sofferenza per gli animali;
3. strumenti di prevenzione e supporto per i proprietari, favorendo ove necessario il ricorso a figure professionali competenti per risolvere il problema alla sua origine.
Siamo convinti che un'Amministrazione attenta alle esigenze della propria comunità possa e debba trovare un punto di equilibrio tra il diritto dei cittadini alla quiete e il dovere di garantire il rispetto e il benessere degli animali, senza che la tutela di un diritto avvenga a discapito dell'altro.
Confidando nella Sua attenzione e sensibilità, restiamo in attesa di un cortese riscontro e porgiamo distinti saluti.
Danilo Conti
Sandro Biviano
Sara Garofalo
Muore Edward Re
Il 17 settembre del 2006 è morto a Brooklyn all’età di 85 anni il giudice Edward Domenico Re. Con lui scompare una delle figure italoamericane più prestigiose del sistema giudiziario americano. Gli furono affidati incarichi prestigiosi da ben tre presidenti degli Stati Uniti.
In una intervista ad "America Oggi" gli fu chiesto in quale modo gli sarebbe piaciuto essere ricordato, rispose: “Come un italiano che è arrivato qui a sette anni e che con il sudore degli studi e del lavoro è riuscito a fare qualcosa, a dare un buon nome ai suoi figli e ai suoi nipoti e che sarà ricordato come una persona che ha avuto il privilegio di insegnare diritto a migliaia di alunni, che ricordano ancora i valori che parlano di giustizia e del trattare tutti nella maniera giusta”.
Figlio delle isole Eolie, nato a Santa Marina Salina il 14 ottobre 1920, il giudice Re ha percorso una carriera brillante fino a diventare un esponente di spicco del sistema giudiziario americano. Un’impresa non facile la sua che riuscì a realizzare grazie al suo eccezionale impegno negli studi. Si laureò con lode il 4 febbraio del 1943 alla St. John University, e solo pochi giorni dopo fu chiamato alle armi per indossare la divisa di semplice aviere dell’Air Force. Si congedò con il grado di colonnello. Ma subito riprese il suo lavoro di avvocato, oltre che a dedicarsi a scrivere libri giuridici che ancora oggi rappresentano la “bibbia” per studenti e studiosi nordamericani. È autore - tra gli altri - di un testo sul diritto internazionale e confische di capitali esteri che non sfuggì all’attenzione dell’allora presidente John Kennedy. Impegnato nell’incarico federale al Board of Higher Education di New York, il giudice Re venne chiamato nel 1961 dal presidente Kennedy a ricoprire l’incarico di Chairman of Foreign Claims Settlement degli Stati Uniti. Dal presidente Johnson venne chiamato a ricoprire la carica di assistente Segretario di Stato per gli affari culturali ed educativi, mentre in riconoscimento di quanto da lui fatto nelle cariche pubbliche, sempre Johnson, lo nominò giudice federale, carica che l’italoamericano mantenne per molti anni, senza mai fermarsi nella pubblicazione di numerosissimi testi di materia giuridica.
Il presidente Jimmy Carter lo nominò primo giudice capo presso la Corte Internazionale di Commercio degli Usa, mentre il giudice Re continuava a collezionare numerosi premi, tra i quali il “Distinguished Service Award of the U.S. junior Chamber of Commerce” ottenuto nel 1957, il “St. Thomas More Award” dalla University of San Francisco nel 1987 e l’Award della St. John University nel 2003.
Anche l’Italia non ha mai dimenticato il suo figlio illustre di Santa Marina Salina. Nel 1986 il presidente della Repubblica gli conferì l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, oltre ad aver ricevuto numerosi attestati dagli atenei di Roma, Bologna, Verona, Urbino e L’Aquila. Il giudice Re è stato presidente dell’Associazione internazionale dei giudici d’Italia e degli Stati Uniti. Tra i suoi studenti il giudice Re annoverava anche due ex governatori di New York: Hugh Carey e Mario Cuomo e per la sua profonda cultura giuridica nel 1961 fu nominato consigliere della Nunziatura Apostolica presso le Nazioni Unite.
Padre di dodici figli e nonno di più di venti nipoti, Edward Domenico Re non ha mai dimenticato il fascino della sua isola natale e della sua casa affacciata sul mare eoliano. Ricordava sempre a tutti quelli che l’incontravano questa meravigliosa “cartolina illustrata” che aveva fissato nella sua mente. Nel corso del 1997 e 1998 ha presieduto il Comitato d’Onore della “Settimana Eoliana di New York” del febbraio 1998.
Per approfondimenti: Le Eolie all’Onu, di Giuseppe La Greca, Centro Studi Eoliano, 2013.