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mercoledì 30 settembre 2026



"Eureka, le soluzioni giuste per le tue comunicazioni"

Corso Vittorio Emanuele 287 Lipari 

Oggi, 30 settembre: San Girolamo

È il Santo che pose tutta la sua vasta erudizione a servizio della Sacra Scrittura. Nacque nel 347 a Stridone in' Dalmazia, da famiglia patrizia e cristiana. Giovane di natura irrequieta, venne a Roma per approfondirsi negli studi, per i quali sentiva innata attrattiva. Quantunque cattolico praticante, si lasciò sedurre dallo studio dei classici pagani, pei quali nutriva grande venerazione. Amante della cultura fu nelle Gallie, a Costantinopoli, ad Antiochià, ecc., apprendendo il greco, il latino, l'ebraico, il siriaco e il caldaico.

Papa Damaso gli chiese di tradurre in latino il Vecchio Testamento, e rivedere il Nuovo. Girolamo accettò l'arduo compito, e per soddisfarvi meglio stimò opportuno fissare la dimora nella Giudea. Si stabili a Betlemme in una grotta presso quella dove nacque il Salvatore, e quivi consacrò tutta la vita e la sua vasta erudizione alla traduzione e commento delle Sacre Scritture.

Tentato a desistere dall'impresa e ad abbandonare la solitudine, riuscì a vincersi mediante prolungati digiuni, assidua preghiera e pene corporali, tanto che poteva scrivere più tardi: « Serbi per sè Roma i suoi tumulti, scorra il sangue nelle sue arene, risuoni il circo delle grida insensate,' siano riboccati di lussuria i suoi teatri... Qui noi pensiamo solamente quanto sia salutare rimanere uniti con Dio e mettere in Lui tutta la nostra speranza, affinchè un giorno possiamo scambiare la nostra povertà col regno dei cieli... ».

Il rigore morale di Girolamo, lo rendeva decisamente favorevole all'introduzione del celibato ecclesiastico e all'eradicazione del fenomeno delle cosiddette agapete, vergini cristiane che consacravano la propria vita a Dio con un voto di castità e conducevano vita in comune, non era ben visto da buona parte del clero, fortemente schierato su posizioni giovinianiste. In una lettera ad Eustochio, Girolamo si esprime contro le agapete nei seguenti termini: «Oh vergogna, oh infamia! Cosa orrida, ma vera! Donde viene alla Chiesa questa peste delle agapete? Donde queste mogli senza marito? E donde in fine questa nuova specie di puttaneggio?»

Superate difficoltà d'ogni genere e sopportate con pazienza le critiche, dopo un lungo ed estenuante lavoro, terminava finalmente l'opera monumentale della traduzione della Sacra Scrittura. I dotti del tempo la stimarono un prodigio, ed ancor oggi la traduzione di S. Girolamo è ufficiale nella Chiesa. Combattè vigorosamente tutti quelli che snaturavano il dogma o spargevano scissioni nel gregge di Cristo: le sue lettere immortali ne sono prova. Benchè infermo e ridotto a pelle e ossa, non risparmiò mortificazione alcuna al suo corpo, ripetendo che intendeva consumare il sacrificio della sua vita sulla vetta del Golgota.

Si spegneva nel Signore il 30 settembre 420, dopo una lunga vita di lotta, di lavoro e di preghiere. La Chiesa riconobbe in lui uno dei più fermi e sicuri testimoni della verità, e ornò la sua fronte coll'aureola dei Dottori.

PRATICA. Procuratevi una copia del S. Vangelo e leggetelo.

PREGHIERA. O Dio, che ti sei degnato provvedere la tua Chiesa del beato Girolamo confessore, Dottore Sommo nell'esporre le Sacre Scritture, fa', ti preghiamo, che per sua intercessione e col tuo aiuto possiamo praticare quello che egli insegnò colla parola e coll'esempio.

MARTIROLOGIO ROMANO. Memoria di san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa: nato in Dalmazia, nell'odierna Croazia, uomo di grande cultura letteraria, compì a Roma tutti gli studi e qui fu battezzato; rapito poi dal fascino di una vita di contemplazione, abbracciò la vita ascetica e, recatosi in Oriente, fu ordinato sacerdote. Tornato a Roma, divenne segretario di papa Damaso e, stabilitosi poi a Betlemme di Giuda, si ritirò a vita monastica. Fu dottore insigne nel tradurre e spiegare le Sacre Scritture e fu partecipe in modo mirabile delle varie necessità della Chiesa. Giunto infine a un'età avanzata, riposò in pace.

SAN GIROLAMO E IL LEONE

San Gerolamo nello studio
titolo San Gerolamo nello studio
autore Colantonio anno 1445-46 ca

Un giorno un leone ferito si presentò nel monastero di San Girolamo e i confratelli fuggirono spaventati ma San Girolamo lo accolse coraggiosamente. Egli ordinò ai confratelli di lavare le zampe al leone e curarle scoprendo così che i rovi avevano dilaniato le piante delle zampe. Quando il leone guarì, rimase nel monastero. Su di esso i monaci confidarono per garantirsi la custodia dell'asino del convento.


Un giorno, mentre l'asino stava pascolando, il leone si addormentò e alcuni mercanti, ne approfittarono per appropriarsi dell'equino. Al rientro al monastero, il leone venne accusato dai monaci di aver divorato l'asino, cosicché gli vennero affidati tutti i lavori che normalmente venivano svolti da quest'ultimo.


I mercanti che avevano rubato l’asino chiedono perdono al Santo
titolo I mercanti che avevano rubato l’asino chiedono perdono al Santo
autore Maestro dei Gesuati anno 1450-1450 ca

Un giorno il felino incrociò sul suo cammino la carovana dei mercanti che avevano portato via l'asino dove riconobbe il ciuco. Si precipitò verso di loro ruggendo terribilmente e mettendoli in fuga. Dopo di che condusse l'asino ed i cammelli, carichi di mercanzia, al convento. Quando i mercanti tornarono, si recarono al convento a chiedere a San Girolamo il perdono e la restituzione delle loro mercanzie, cosa che San Girolamo fece, raccomandando loro di non rubare più le proprietà altrui.
 


 

Buongiorno e buon mercoledì con questa cartolina dalle Eolie


 


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martedì 29 settembre 2026

Sicilia: verso Anno Europeo Normanni, a Lipari convegno internazionale su architetture religiose e potere laico nel Mediterraneo

 Terzo incontro internazionale di “Mediterraneo Medievale.Architettura, Archeologia, Arte”, in programma a Lipari dall’1 al 3 ottobre 2026. Progetto del Parco Archeologico delle Isole Eolie e dell’Università Aix Marseille, riunisce studiosi e ricercatori di grandi atenei italiani e stranieri. 

L’Assessore Scarpinato: “Accogliamo con entusiasmo l’avvicinarsi dell’Anno Europeo dei Normanni che vedrà la Sicilia al centro di importanti iniziative culturali internazionali”

 

Lipari (Isole Eolie, ME), 29 settembre 2026 – Quando nel 1061 i Normanni iniziarono la conquista della Sicilia, toccò ai monaci benedettini inviati proprio da Ruggero I d’Altavilla presidiare l’isola di Lipari. Qui i seguaci di San Benedetto avviarono la ricostruzione della monumentale Abbazia di San Bartolomeo che, insieme alla Cattedrale, dall’alto della rocca di Lipari divenne presto tra gli edifici-simbolo del nuovo assetto politico e del potere di Ruggero I in Sicilia.

 

Alla vigilia dell’Anno Europeo dei Normanni (2027), che vedrà anche la Sicilia al centro di una serie di iniziative culturali, il rapporto fra l’architettura religiosa e il potere laico nel Mediterraneo medievale sarà al centro del convegno scientifico internazionale “Dominare, costruire, pregare. Potere laico e architettura religiosa nel Mediterraneo tra XII e XIII secolo” in programma a Lipari (Me), dall’1 al 3 ottobre 2026, negli spazi del Parco Archeologico delle Eolie – Museo Archeologico Bernabò Brea della Regione Siciliana.

 

Si tratta del terzo incontro internazionale della rassegna “Mediterraneo Medievale. Architettura, Archeologia, Arte” che prevede tre giorni fitti di interventi e proiezioni aperte al pubblico – e in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parco delle Isole Eolie - che coinvolgeranno una trentina di studiosi e dottorandi provenienti da prestigiosi atenei e centri di ricerca italiani e stranieri.

 

Il convegno è un progetto del Parco archeologico delle Isole Eolie – Museo archeologico Bernabò Brea della Regione Siciliana e del Laboratoire d'archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) dell’Università Aix Marseille.  Realizzato con il sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Dipartimento BBCC, è ideato da Rosario Vilardo, direttore del Parco, e da Fabio Linguanti, architetto PhD storia dell’architettura (LA3M - Aix Marseille Université/ UniSOB Napoli), curatore scientifico della rassegna.

Enti patrocinatori: Fondazione Amatller di Barcellona, Università Suor Orsola Benincasa – Napoli, Politecnico di Torino, l’Università degli studi di Catania, l’Arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.

 

I lavori sono ospitati dal Parco archeologico delle Eolie nell’ex Chiesa di Santa Caterina e prevedono un focus sul complesso monumentale della Cattedrale e dell’Abbazia di San Bartolomeo, come sistema fortificato della rocca di Lipari, il cui perimetro è parte integrante dell’area museale del Museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea”, principale istituto del Parco.

il caso di Lipari è esemplare di come, grazie alla presenza dei monaci benedettini, il complesso religioso e la fortificazione divennero un sistema connesso alla difesa della città e al controllo dei traffici marittimi dell’arcipelago durante il secolo d’oro della Sicilia rappresentato dalla dominazione normanna. Sovrani passati alla storia per la politica cosmopolita e di tolleranza che consentì la pacifica convivenza fra le comunità greche, arabe ed ebraiche della Sicilia.

 

Francesco Paolo Scarpinato, Assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana, ha commentato: “In cammino verso l’Anno dei Normanni, questo convegno del Parco delle Eolie che si inserisce nel solco dei due precedenti sulle architetture medievali nel Mediterraneo e vede protagonista una platea accademica internazionale di altissimo spessore. Un percorso che rafforza il ruolo di Lipari come luogo di ricerca, confronto scientifico e valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo”.

 

Dal canto suo, Rosario Vilardo, Direttore del Parco archeologico delle Eolie – Museo Luigi Bernabò Brea, ricostruisce il percorso del ciclo dei convegni sulle architetture medievali nel Mediterraneo: “Lipari – spiega Vilardo - è un osservatorio privilegiato per comprendere il rapporto tra architettura religiosa, fortificazione e potere. Abbiamo iniziato nel 2022 con il Chiostro di San Bartolomeo, un gioiello dell’architettura medievale il cui rinvenimento si deve agli scavi avviati da Luigi Bernabò Brea negli anni Settanta. Nel 2024, invece, il focus era l’architettura religiosa fortificata nel Mediterraneo. Quest’anno metteremo in relazione altri complessi religiosi e sistemi fortificati realizzati tra XII e XIII secolo, in un’epoca segnata da Riconquista e Crociate”.

 

Dell’iniziale imposizione in Sicilia dei modelli architettonici normanni parla Fabio Linguanti, Direttore scientifico del convegno e del progetto su Ruggero I promosso dalla Drac (Direction régionale des affaires culturelles) per l’Anno Europeo dei  Normanni: “Recenti studi – spiega Linguanti - hanno individuato per la Cattedrale di Lipari un impianto originario a un’unica navata, di derivazione oltralpina. Evidenziando così, da parte di Ruggero I, nella fase di conquista e consolidamento del potere normanno in Sicilia, una iniziale imposizione di modelli architettonici riconducibili all’ars edificatoria del ducato normanno. Un tentativo di proporre in Sicilia una sorta di immagine riflessa del ducato di Normandia tramite l’architettura. Il confronto scientifico internazionale a Lipari con altri complessi religiosi e coevi del Mediterraneo ci consentirà di indagare meglio questo dato: ovvero come l’architettura medievale abbia contribuito alla costruzione e alla percezione del potere”.

 

Partecipano al progetto studiosi provenienti dall’Italia: Università di Padova, Università Pontificia Gregoriana (Roma), La Sapienza (Roma); Università della Campania, Università di Bari, Università di Messina, Università di Catania, Università di Palermo, Università di Sassari, Università di Urbino, il Ministero della Cultura con il  Dipartimento Regionale Musei Nazionali (DRMN) della Calabria e la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Latina e Frosinone; dalla Spagna l’Università delle Isole Baleari e l’Università di Girona; dagli Stati Uniti Università di Princeton; dal Giappone l’Università di Waseda (Tokyo); dalla Croazia Università di Zagabria; dalla Francia Università Aix Marseille Laboratoire d'archéologie médiévale et moderne en Méditerranée (LA3M) e la DRAC (Direction régional affaires culturelles) Normandie.

 

 

IL PARCO ARCHEOLOGICO DELLE ISOLE EOLIE - MUSEO ARCHEOLOGICO “LUIGI BERNABO’ BREA”

Notizie

 

Il Parco archeologico delle Isole Eolie si sviluppa nelle isole di Lipari, Panarea, Filicudi e Salina e comprende suggestivi villaggi preistorici, necropoli di età greca e romana, terme romane e tante altre testimonianze. La sede principale è il Museo archeologico Luigi Bernabò Brea, aperto al pubblico nel 1954 – quest’anno ricorre il 70°anniversario dall’istituzione - e situato sul Castello di Lipari, una cittadella fortificata a strapiombo sul mare. Abitata fin dal Neolitico, e poi nell’età del Rame e all’età del Bronzo, tanto che riveste una fondamentale importanza per la preistoria del Mediterraneo. Il Museo Archeologico ripercorre la storia delle isole Eolie dalla preistoria all’età greca e romana e custodisce migliaia di reperti (vasi, statuette, la più grande collezione di maschere teatrali, gioielli) provenienti dalle ricerche e dagli scavi archeologici condotti soprattutto nell’Arcipelago ed, in particolare, dai corredi funerari delle circa tremila tombe della necropoli di Contrada Diana. Una sala è dedicata anche all’archeologia subacquea, un’altra alla storia della formazione del Museo, mentre un padiglione ha per protagonisti i vulcani. Un’ala del Castello di Lipari, le ex carceri, sono dedicate all’arte contemporanea con una collezione permanente dal titolo Mare Motus.

Nell’estate 2024, in occasione della celebrazione dei 70° anni del museo, è stata allestita una mostra permanente che ricostruisce la sua nascita e il febbrile lavoro di ricerca condotto per oltre mezzo secolo nell’arcipelago eoliano dagli archeologi Luigi Bernabò Brea, ligure e dal 1942 Soprintendente archeologo della Sicilia orientale, e dalla francese Madeleine Cavalier, legati dalla comune passione per la storia archeologica delle Eolie.

Nel maggio 2025 il Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea, grazie ai fondi PNRR ha allestito una sezione dedicata a non vedenti e non udenti con reperti tattili realizzati dalla digitalizzazione di pezzi della collezione museale corredati da segnaletica in Braille, app e video in LIS (Lingua Italiana dei Segni). Un progetto che, in collaborazione con Università Cattolica di Milano, nel teatro di pietra della rocca di Lipari, ha visto la messinscena del “Prometeo Incatenato” di Eschilo: con gli attori che indossavano le maschere riprodotte e ingrandite a misura umana sulla scorta dei rilievi digitali realizzati per i reperti tattili destinati ai non vedenti.



 

Gli addetti del 118 continuano a pagare il biglietto. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 29 settembre 2026


 

L'estate è finita ma alle Eolie è ancora boom di turisti. L'articolo del direttore Sarpi sulla Gazzetta del sud del 29 settembre 2026


 

Lipari, dal 1° ottobre galleria chiusa: al via i lavori. Traffico dirottato su Serra

Dal 1° ottobre 2026 sarà chiuso al transito il tratto della S.P. 181 di Pignataro compreso tra il km 0+715 e il km 0+910 circa, nel territorio del Comune di Lipari. La misura è necessaria per consentire l’esecuzione dei lavori all’interno della galleria esistente, nell’ambito degli interventi di consolidamento e di difesa costiera previsti lungo la strada provinciale.

La sospensione della circolazione permetterà di svolgere le lavorazioni in condizioni di sicurezza. Il provvedimento resterà in vigore fino alla conclusione dei lavori in galleria.

Per gli utenti sarà disponibile il percorso alternativo lungo la S.P. 180 di Canneto, nel collegamento Lipari–Serra, che consentirà di evitare il tratto interessato dalla chiusura.
* la lunghezza della galleria

 

Tirreno Eolie, nel Gal subentrano Napoli e Rando. Dalla Gazzetta del sud del 28 settembre 2026


 

Tanti auguri!

Buon compleanno a Matteo Salin, Alessandro Saltalamacchia, Nancy Di Giovanni Villari


Eolie 2027 countdown: sedersi allo stesso tavolo non basta (di Fausto Mandarano)

 Riceviamo e pubblichiamo: 

EOLIE 2027 | COUNTDOWN

SEDERSI ALLO STESSO TAVOLO NON BASTA
Oggi si parla già di quattro possibili candidati a sindaco.
Il problema non è che non si parlino o che non si siedano allo stesso tavolo.
Il problema nasce quando ci si incontra, ma non si riesce a fare sintesi.
Forse prevale l’arroganza?
Quando ognuno ritiene che la propria soluzione sia la migliore.
Quando le aspirazioni personali vengono prima della costruzione di una squadra.
Quando il confronto diventa una prova di forza invece che uno strumento per trovare ciò che unisce.
Le ambizioni sono legittime.
Le differenze sono necessarie.
Anche il confronto acceso può essere utile.
Ma arriva un momento in cui chi vuole assumersi la responsabilità di guidare una comunità deve dimostrare soprattutto saggezza, capacità di mediazione e disponibilità a fare un passo verso gli altri.
Altrimenti rischiamo di arrivare al 2027 con tanti candidati, tante squadre e tante promesse, ma senza un progetto condiviso per le Eolie.
Forse dovremmo invertire il percorso.
Non chiediamoci subito:
CHI DEVE FARE IL SINDACO?
Chiediamoci prima:
COSA VOGLIAMO FARE?
QUALI SONO LE PRIORITÀ?
QUALI COMPETENZE SERVONO?
QUALI PROGETTI POSSIAMO REALIZZARE?
DOVE TROVIAMO LE RISORSE?
E soltanto alla fine:
CHI È PIÙ ADATTO A GUIDARE QUESTA SQUADRA?
Magari attraverso delle primarie e perché no?
Questa è “LA POLITICA AL CONTRARIO.”
Perché sedersi allo stesso tavolo è facile.
LA VERA LEADERSHIP È RIUSCIRE AD ALZARSI DA QUEL TAVOLO PIÙ UNITI DI PRIMA

Eolienews ricorda Livio D'Ambra

 
La rubrica è realizzata, gratuitamente, con le foto del nostro archivio, pubblicate in modo casuale.

Incendio alle spalle di Chiesa vecchia, tre ettari di vegetazione in fumo

E' stato appiccato, contemporaneamente, in più punti, l'incendio di ieri sera, alle spalle di Chiesa vecchia. Le fiamme hanno mandato in fumo circa tre ettari di vegetazione. L'intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo potesse estendersi ulteriormente.

La partita dei miliardi, il silenzio della politica(di Davide Starvaggi)

 RIPRENDIAMO E PUBBLICHIAMO:

LA PARTITA DEI MILIARDI. IL SILENZIO DELLA POLITICA.

C'è una partita da 1,45 miliardi di euro che deciderà come si muoveranno le isole minori siciliane fino al 2036.
Eppure se ne parla pochissimo.
La Regione Sicilia sta preparando il bando per nove anni di collegamenti marittimi. È probabilmente la scelta più importante degli ultimi decenni per le nostre isole. Ma mentre si decide il futuro di migliaia di cittadini, la politica regionale sembra avere la testa altrove: candidature, alleanze, equilibri di partito.
Ed è questo il problema.
Perché non stiamo discutendo solo di navi nuove, orari o tariffe. Stiamo discutendo di un sistema che continua a dimenticare gli approdi.
Alle Eolie arrivano circa 17 milioni di euro per mettere in sicurezza porti devastati dalle mareggiate e dal ciclone Harry. Dall'altra parte, 1,45 miliardi per il servizio marittimo. Quasi ottanta volte di differenza.
Che senso ha comprare il futuro se poi lo facciamo attraccare su banchine del passato?
C'è un dettaglio che rende questa vicenda ancora più politica: in Sicilia porti e trasporti dipendono dallo stesso assessorato. Non esiste l'alibi del "non è competenza mia". Programmare i collegamenti senza programmare gli scali significa programmare un sistema già incompleto.
La cosa più grave, però, è un'altra. Comuni insulari e parlamentari hanno chiesto confronto. Finora è arrivato soprattutto silenzio.
Le isole minori non possono diventare una pratica tecnica da chiudere mentre la politica guarda alle prossime elezioni. Qui si decide il diritto alla mobilità, alla sanità, alla scuola, al lavoro e alla possibilità stessa di vivere tutto l'anno sulle isole.
Prima che il bando venga pubblicato, la politica regionale dovrebbe fare una cosa semplice: alzare lo sguardo e confrontarsi davvero con i territori. Perché questa non è la gara delle navi. È la gara sul futuro delle isole minori siciliane.

LN Garden a Lipari - Marina Lunga 
E' rivenditore ufficiale "Il giardino delle meraviglie"
Da noi troverete: Piante ortive - da frutto - ornamentali e fiori
Prodotti per il giardinaggio e l'agricoltura; Semi da orto e bulbi; Mangimi per animali; Antiparassitari; Concimi e ammendanti





Oggi, 29 settembre: Santi Michele, Gabriele e Raffaele

Gli Arcangeli, per Dionigi l'Areopagita, sono altissime gerarchie angeliche con specifici compiti, tra i quali: servire Dio, contemplare il suo volto, cantarne incessantemente le lodi, lottare contro Satana sino alla sua sconfitta finale e aiutare l'uomo portandogli i messaggi di Dio e sconfiggere le suggestioni del male, per ricondurlo dopo la morte terrena a Dio.

San Michele

San Michele

Un tempo, al termine di ogni messa, il sacerdote pregava così: «San Michele arcangelo, difendici nella battaglia; sii il nostro aiuto contro la malvagità e l'insidia del diavolo. Comandi sopra di lui il Signore, e tu, principe delle milizie celesti, sprofonda nell'inferno, con la tua divina potenza, Satana e tutti gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per la perdizione delle anime». Quella preghiera, collocata in un momento strategico della liturgia, quando cioè il fedele sta per passare dalla solennità del rito alla sua concreta traduzione nel trambusto della vita quotidiana, testimoniava l'antichissima tradizione del culto dell'arcangelo san Michele, viva tra i cristiani, ma ancor prima nel popolo ebraico, che lo aveva eletto a proprio protettore. Una devozione diffusa e antica, che ha almeno tre centri di riferimento importanti e suggestivi, come la chiesa di San Michele del Gargano, in Puglia, il famosissimo santuario del Mont Saint Michel, in Francia, e la Sacra di San Michele, in Piemonte, all'imboccatura della Vai di Susa.
Michele è il protettore dei protettori, l'arcangelo guerriero, principe delle milizie celesti, avversario di Satana e degli angeli che si erano ribellati a Dio, e che lui aveva vinto al grido di guerra: «Chi è come Dio?», che è anche il significato del suo nome in lingua ebraica. Ed è così, nell'atto di trafiggere il demonio sconfitto, che viene spesso raffigurato nelle immagini più belle. 
La Genesi (il primo libro della Bibbia) non fa il nome dell'angelo posto da Dio a custodire il paradiso terrestre, dopo la cacciata di Adamo ed Eva, rei di aver mangiato la fatidica mela proibita. Qualcuno ha voluto vedere, nell'arcigno custode che brandisce una spada fiammeggiante, l'arcangelo Michele, impegnato in un ennesimo episodio di quell'interminabile lotta contro le forze del male, che avrà il suo epilogo, come ha previsto l'evangelista Giovanni, nei giorni dell'apocalisse, quando Michele e i suoi angeli faranno precipitare definitivamente negli abissi il gran drago rosso con sette teste e dieci corna, cioè il diavolo o Satana, segnando così la sconfitta senza appello del male. 
Nella nostra vita san Michele è l'angelo che ci è vicino nelle piccole e grandi battaglie quotidiane contro le suggestioni del male, contro quelle forze che vogliono farci scivolare nel vortice della perversione e del peccato e che, alla fine della vita, ci guiderà (anche questo è un compito che la tradizione gli attribuisce) nel momento del trapasso per essere poi al nostro fianco, avvocato, nel giorno del giudizio definitivo. 

San Gabriele

San Gabriele

Gabriele, forza di Dio (questo significa il suo nome), è l'angelo messaggero per eccellenza. L'ambasciata più clamorosa l'ha fatta a Maria, la giovane fidanzata del falegname di Nazaret, Giuseppe, per annunciarle che il Messia misteriosamente si sarebbe fatto carne in lei e l'eternità sarebbe entrata così nel tempo e nella storia. Ecco le sue parole: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te [...]. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissim» 
Prima che a lei, Gabriele era apparso al profeta Daniele per rivelargli il numero delle settimane che dividevano il suo tempo dalla venuta del Messia, e il numero delle settimane che avrebbero separato la venuta del Messia dalla sua morte. 
Era apparso poi all'anziano sacerdote Zaccaria per annunciargli la nascita di Giovanni Battista: «Tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni [...]. Egli ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia [...] per preparare al Signore un popolo ben disposto». 
Le missioni di Gabriele si sono concluse a Nazaret, nella casa di Maria: «Ti saluto, o piena di grazia; il Signore è con te! Tu sei benedetta tra le donne». Il suo annuncio apre sulla terra l'era dell'incarnazione: Dio si fa uomo tra gli uomini, diventa nostro compagno nel travaglio della vita fino alla morte, schiudendoci le porte della speranza senza fine. Di questa grande realtà Gabriele fu entusiasta e benedetto messaggero. 

San Raffaele

San Raffaele

Raffaele, che in ebraico significa «Dio guarisce», è l'arcangelo che, sotto forma di giovane bellissimo, accompagna Tobiolo, incaricato dal padre, il vecchio e cieco Tobia, di andare a riscuotere un credito di dieci talenti d'argento. Un lungo viaggio dall'Assiria a Rages, che il giovane Tobiolo difficilmente avrebbe potuto condurre a termine se non avesse avuto a fianco Raffaele a salvarlo da un bel po' di guai. Tutto finisce bene: Tobiolo riscuote i denari, non solo, ma per l'intermediazione di Raffaele sposa Sara, la bella e virtuosa figlia di Rachele, e, tornato a casa, restituisce la vista al padre ungendogli gli occhi con il fiele di un pericoloso pesce che sul Tigri aveva minacciato la sua vita. 
La Bibbia descrive Raffaele come un giovane bellissimo, dalle vesti succinte, cioè come un viaggiatore che ha bisogno delle gambe libere per avere il passo più spedito. Per questo Raffaele viene invocato come protettore di chi nella vita deve affrontare lunghi e incerti viaggi.

PRATICA: Affidiamo oggi alla Corte Celeste il nostro passato per essere perdonati; il nostro presente perché Dio conceda a tutti il dono della Pace, del lavoro, della dignità; il nostro futuro per accettarlo sotto la vostra guida col sorriso nel cuore e sulle labbra.

PREGHIERA: O gloriosi Arcangeli, proteggeteci da ogni attacco del maligno, preservateci da tutto ciò che ci distoglie dal bene, ed otteneteci da Dio le grazie che ci sono necessarie per vivere in terra senza mai allontanarci da Lui e in cielo per contemplarlo nella Sua gloria.

Buongiorno e buon martedì con questa cartolina dalle Eolie


 

 

Scopri dove fare il pieno prima di salpare!

A LIPARI (EOLIE) E’ DISPONIBILE UN MODERNO IMPIANTO CARBURANTI

L’ Eolian Bunker è un deposito, stazione di rifornimento di gasolio nazionale, agevolato e benzina per imbarcazioni e natanti.

Situato nella baia di Marina Lunga, a Lipari – Eolie, vicino al Porto Pignataro, è dotato di un pontile di circa 50 metri che consente l’attracco dei natanti per le operazioni di rifornimento.

Effettua inoltre il bunkeraggio con gasolio agevolato a navi, aliscafi, pescherecci e imbarcazioni che svolgono attività di trasporto passeggeri.

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lunedì 28 settembre 2026

Piromani di nuovo in azione. Incendio sotto Chiesa vecchia a Quattropani


 

Personale emergenza - urgenza nelle Eolie. Il rimborso sinora è solo nel decreto

Il personale della Seus S.C.p.A., impegnato nel servizio di emergenza-urgenza 118 nelle isole Eolie, continua a sostenere di tasca propria i costi degli spostamenti via mare, nonostante un decreto assessoriale ne preveda il rimborso totale. 
A sollevare nuovamente la questione è la Cisl Fp Sicilia che ha inviato una nota all’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, e, per conoscenza, al presidente della Seus, Riccardo Castro. 
Con il decreto assessoriale dell’11 agosto scorso è stata disposta l’estensione del rimborso totale del costo dei trasporti marittimi anche agli operatori Seus in servizio nell’arcipelago ma, a quasi due mesi dal provvedimento, tuttavia, il rimborso non risulta ancora concretamente operativo. 
Secondo quanto segnalato dai lavoratori e dalla federazione territoriale messinese della Cisl Fp, l’applicazione del decreto sarebbe ferma a causa di problemi tecnici del portale telematico. 
La situazione continua, quindi, a comportare, considerevoli aggravi economici per il personale impegnato, quotidianamente, nell’importante servizio di soccorso sanitario nell’arcipelago. A maggior ragione con l’incremento del 18% sui collegamenti a convenzione statale. 
«Abbiamo apprezzato la sensibilità dimostrata dall’assessore Aricò con il decreto di agosto - dichiara Daniele Passanisi, segretario generale della Cisl Fp Sicilia - ma un diritto riconosciuto sulla carta deve diventare presto realtà per chi ogni giorno garantisce il soccorso sanitario in un territorio complesso come quello delle isole Eolie». 
Il sindacato chiede, quindi, che le criticità della piattaforma vengano risolte in tempi brevi, consentendo l’attivazione del rimborso delle somme sostenute dai lavoratori per gli spostamenti marittimi, così come previsto dal decreto assessoriale.

Uomo perde la vita nel mare di Filicudi

 Un uomo, un turista polacco, che si trovava a bordo di un catamarano turistico ha perso la vita nel mare di Filicudi : potrebbe essere stato colto da malore. 

La salma dello sfortunato sta per essere trasferita all'obitorio del cimitero di Lipari in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria. 

Filicudi e i totem di ricarica ambulanza e di auto elettriche che non funzionano (Comitato civico "Occhio vigile su Filicudi")

FILICUDI: TOTEM A “RICARICA LENTA”…

Da due anni l’ambulanza aspetta la sua ricarica ufficiale . ASP Messina e Comune non rispondono alle richieste di informazioni e sembrano avere la batteria scarica sulle risposte!
Un altro spreco di denaro pubblico?
Comitato Civico " Occhio vigile su Filicudi

LETTERA APERTA AL SINDACO, AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, ALLA GIUNTA E AI CONSIGLIERI COMUNALI DI LIPARI

FILICUDI: 20 ANNI DI TOTEM DI RICARICA. MA LA CORRENTE E LE RISPOSTE DOVE SONO?
Dal 2005 ad oggi cambiano i progetti, cambiano le amministrazioni, ma i totem restano. E le risposte?
Lettera aperta al Comune di Lipari e, per conoscenza, agli organi di informazione
IL PARADOSSO DI FILICUDI
Immaginiamo un turista che arriva a Filicudi con un’auto elettrica.
«Scusi, dove posso ricaricare l’auto?»
E il filicudaro:
«Lì c’è il totem.»
«E funziona?»
«Questo è un altro progetto.»
Una battuta, certamente.
Ma dietro questa battuta c’è una domanda molto seria:
QUANTI SOLDI PUBBLICI SONO STATI INVESTITI NEGLI ANNI E QUALE SERVIZIO CONCRETO HANNO PRODOTTO?
A Filicudi la storia delle infrastrutture per la ricarica elettrica non nasce oggi.
Dal 2005 ad oggi si sono susseguiti diversi interventi e progetti: inizialmente attraverso un progetto regionale e, successivamente, con nuovi interventi realizzati nell’ambito di programmi finanziati dal Ministero dell’Ambiente.
Cambiano i progetti, Cambiano le amministrazioni, Cambiano i finanziamenti.
Ma i totem rimangono.
E tutti, ancora oggi, installati ma non utilizzabili.
E LE RISPOSTE?
Nel corso degli anni sono state presentate varie istanze e richieste di chiarimento al Comune di Lipari, ma a queste richieste non è seguita una nessuna risposta.
È COSÌ DIFFICILE DIRE QUANTO È STATO SPESO, DA CHI, PER COSA E CON QUALE RISULTATO? Stiamo parlando di infrastrutture pubbliche realizzate con risorse pubbliche, su un’isola dove ogni euro investito dovrebbe essere verificabile e ogni opera dovrebbe essere concretamente utilizzabile dalla comunità.
Per questo chiediamo al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, alla Giunta e a tutti i Consiglieri comunali di contribuire a fare finalmente chiarezza.
Chiediamo trasparenza , chiediamo che il Comune indichi, il responsabile del procedimento o l’ufficio competente e lo stato amministrativo e tecnico aggiornato.
DOPO VENT’ANNI, CREDIAMO SIA ARRIVATO IL MOMENTO DI FARE IL BILANCIO
Non il bilancio economico di un singolo progetto.
Il bilancio di vent’anni di progetti : la domanda da cittadino è :
qual è stato il beneficio prodotto dall’investimento pubblico?
Filicudi non ha bisogno di altri totem simbolici.
Ha bisogno di servizi funzionanti, manutenzione, efficienza e trasparenza.
E soprattutto ha bisogno che alle domande dei cittadini venga data una risposta.
SINDACO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, GIUNTA E CONSIGLIERI: VI CHIEDIAMO UNA RISPOSTA PUBBLICA.
ACCENDIAMO ANCHE LA TRASPARENZA.
Comitato Civico “Occhio vigile su Filicudi”
Coordinamento: Beatrice Bonica, Gabriella Federico