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lunedì 7 luglio 2008

Filicudi: Relitti ed anfore accoglieranno i visitatori in muta

Le antiche anfore sparse sui fondali di Capo Graziano sono la traccia piu' evidente di un relitto che da oltre duemila anni e' custodito dal mare di Filicudi. Ed e' questo il cuore di un nuovo percorso archeologico subacqueo, un ''museo sommerso'' per la Sicilia dopo il successo dei primi progetti della Soprintendenza del Mare.
Inizieranno oggi i lavori per l'allestimento del sito che sara' presto visitabile dai turisti-subacquei dopo essere stato per anni vietato alle immersioni. Boe di segnalazione in superficie, cime per scendere sul fondo e per indicare il percorso da seguire, indicazioni per non perdere l'orientamento e per segnalare i reperti da vedere: sara' cosi' possibile, indicativamente dal 20 luglio, immergersi scoprire i resti del ''relitto A'', una nave di eta' ellenistica naufragata fra il III e il II secolo a.C., e i tanti altri reperti sparsi nelle vicinanze.
Un' anteprima del percorso museale subacqueo e' stata data sabato, direttamente sott'acqua, in un' immersione con il sovrintendente del Mare Sebastiano Tusa: scendendo lungo i fianchi dell'insidiosa secca che nei secoli ha fatto naufragare piu' di una nave, si vedono le prime anfore ad una profondita' intorno ai 30 metri, poi si scende ancora fino a circa 45. L'acqua cristallina di Filicudi lascia filtrare la luce del sole, permette una ''caccia'' alle tracce del passato con una piena visibilita' anche a quella profondita'. Con l'allestimento del sito, affidato all'esperto locale Nino Terrano che ne sara' anche custode, si raggiunge ''il traguardo importante'' - ha detto Tusa presentando poi l'iniziativa a terra, nel suggestivo piccolo borgo di Pecorini - di rendere ''finalmente fruibile, ed in piena sicurezza, uno dei siti storici piu' noti del mare delle Isole Eolie''. E cosi', indirettamente, sara' anche possibile ''finalmente salvaguardare e tutelare quel che resta di una ricchezza archeologica che negli scorsi decenni e' stata saccheggiata'' dai predatori di reperti. Le visite saranno curate da diversi diving dell'arcipelago. Il progetto, che nasce da una idea del giornalista Michele Guccione ed e' finanziato dall'Assessorato regionale al Turismo, potra' poi essere sviluppato anche con un sistema di telecamere sommerse, che oltre a garantire vigilanza e sicurezza permettera' ai turisti di guardare i siti archeologici sommersi da terra, sul video, come naturale complemento alla raccolta della sezione di Filicudi del museo archeologico ed ai resti del villagio preistorico di Capo Graziano. ''Cosi' sara' anche possibile - ha spiegato Tusa - vedere qualcosa dei molti altri relitti di naufragi, dalle navi elleniche alla posacavi affondata a inizio novecento, tutti ad una profondita' non raggiungibile per la subacquea sportiva. Una testimonianza, nel corso della storia, dei traffici, dei commerci, e delle popolazioni che hanno navigato questi mari''. Anche per il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, l'iniziativa e' ''ancora una volta la dimostrazione che le Eolie non offrono solo sole e mare ma anche storia e cultura''.