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lunedì 20 aprile 2009

Alicudi: Capretta sgozzata e barca incendiata ad un residente. Ancora un atto tipicamente mafioso nelle Eolie.

(Peppe Paino) Gli hanno fatto trovare, prima, una delle sue quattro caprette, sgozzata e trascinata, sanguinante, dalla stalla alla porta di casa. Dopo a Bartolomeo Taranto, 46 anni, residente ad Alicudi, gli hanno addirittura bruciato la barca. Un caratteristico gozzo di 4 metri, con tanto di attrezzature ,anche per l’attività subacquea sistemate all’interno, per un danno di oltre 10 mila euro.
Tutto questo in una isoletta della quale si è sempre sentito parlare poco. La tranquillità di Alicudi, per via delle poche anime che la popolano d’inverno, anche a causa della sua posizione geografica e dei limitati servizi di collegamento marittimo, è risaputa. Negli ultimi tempi, però, sono divampate delle turbolenze sociali, con atti intimidatori di tipico stampo mafioso che minacciano seriamente il sereno proseguo della convivenza locale e con i carabinieri della stazione di Filicudi che, ovviamente, hanno il loro bel da fare sentendo turisti o meglio, semiresidenti, nell’ambito delle indagini condotte cercando di scalfire una certa reticenza a parlare. Atteggiamento che si spiega, semplicemente, con il fatto che sull’isola si conoscono tutti a menadito.
I motivi degli ultimi due atti intimidatori sarebbero da ricondurre alla prossima apertura , da parte di Bartolomeo Taranto, di un’azienda agricola per turismo rurale con 36 posti letto in un parco naturale in località Bazzina.
Lo ha dichiarato senza mezzi termini l’interessato il quale ha fatto presente fino ad ieri di continuare a ricevere gravi minacce e che ha presentato una dettagliata denuncia ai carabinieri , temendo, comprensibilmente, per la sua incolumità ma anche per la sua abitazione. E' così forte la preoccupazione, sulla quale ora ha preso il sopravvento la paura, che lo stesso Taranto, addirittura, ammette di non passare più, ormai da qualche giorno, per precauzione la notte tra le sue mura.
“Qui è diffuso il bracconaggio, agevolato dalla mancanza di controlli”, denuncia Taranto. Le trappole hanno provocato uno sterminio oltre che di capre e pecore anche di cani e gatti. Gli stessi semiresidenti, che non possono accettare tali avvenimenti, sono preoccupati per le loro abitazioni ma hanno paura a lanciare l’allarme su questa vera e propria piaga. E’ evidente – conclude Bartolomeo Taranto- che la nascita della mia azienda darebbe parecchio fastidio”.
Ai rappresentanti istituzionali della circoscrizione Filicudi – Alicudi che di recente, in occasione di un altro grave atto intimidatorio ( un gatto ammazzato e appeso ad una tettoia di una casa di Filicudi) hanno mosso l’accusa di strumentalizzazione dell’accaduto, l’invito a non sottovalutare certi episodi, i quali, purtroppo, alla luce della triste frequenza non sono più tali.