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martedì 19 dicembre 2017

Riflessione (di Francesco Coscione)

All'inizio della messa di Domenica scorsa, davanti a me in Chiesa c'era una mamma che insegnava al figlio di pochi anni che teneva in braccio, a farsi il segno della Croce. 
Domenica pomeriggio in una trasmissione della Rai, la conduttrice iniziava facendo gli auguri a Papa Francesco puntualizzando, quasi scusandosi, subito dopo che era laica e che sperava che questo non avesse portato a polemiche. 
Un prete è stato accusato di blasfemia dai parrocchiani perchè ha voluto mettere la natività su una zattera in segno di solidarietà con i migranti. 
Il web si colora di rosa delle immagini della natività con due San Giuseppe vestiti di rosa per vicinanza ai gay. 
Per non offendere i non credenti e le confessioni religiose diverse non mettiamo Crocifissi e presepi nelle scuole e impediamo le recite natalizie. 
Dei ragazzi distruggono un presepe postando immagini oscene con i pastorelli fatti a pezzi. 
Qualcuno prende a sassate un crocifisso artistico messo ad un incrocio. 
Qualcuno propone di non nominare più il Natale ma di chiamarlo festa d'inverno per non offendere atei e altre religioni.
La lista potrebbe continuare a lungo. 
Non metterò nessun commento a quanto sopra scritto e non mi addentrerò in ricerche esegetico-teologiche che sono inutili e non ne avrei la cultura. Penso che il problema non siano ne gli atei ne coloro che appartengono a religioni diverse. Gli occidentali che vivono nei paesi arabi non credo che facciano una richiesta ai governi per impedire che venga fatta la preghiera sul tappeto ne che la voce del Muezzin che cinque volte al giorno chiama i fratelli mussulmani alla preghiera dal minareto venga zittita. 
Il problema siamo noi che non siamo ne credenti ne atei ne di altre religioni, noi che siamo di quel tepidume inutile di cui parla anche l'Apocalisse: "Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca." (Apoc. 3, 15-16). 
I salotti televisivi pullulano di "tiepidi" che si professano laici che chiedono a gran voce scuole senza presepi e senza crocifissi. 
Lasciamo stare, potendo..., la realtà delle radici cristiane e della nostra storia, ma quello che dico è: da veramente così fastidio un uomo totalmente inerme di fronte alla crudeltà umana? 
E' così inutile e fuori moda un bimbo sopra la paglia che ti allunga le braccia donando e chiedendo amore? 
Provoca veramente nausea guardare un Presepe con scene di varia umanità che non fanno altro male che raccontare una storia d'amore? 
Ma cosa sta diventando questa società? Noi, tutti noi "tiepidi" cosa stiamo diventando? 
I grandi idoli che guadagnano migliaia di euro ogni ora tirando calci a una palla non andranno al mondiale: poverini! 
La nazionale amputati andrà ai mondiali di calcio: tutti ragazzi con una gamba sola! Ma non hanno soldi per andarci: vergogna! Ieri sera ho pianto davanti a quei ragazzi. Mi sono vergognato per questa razza umana di uomini e donne tiepidi che prendono fisicamente e metaforicamente a sassate crocifissi e presepi, vivono su Facebook, guardano solo Sky applaudendo miliardari della pedata. 
Se non svegliamo le nostre coscienze un giorno quel Dio in cui crediamo solo per un'ora la Domenica ci vomiterà. 
BUON NATALE.
Francesco Coscione

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