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mercoledì 21 novembre 2018

Le Eolie e le date da ricordare: a cura del dottor Giuseppe(Pino) La Greca

21 novembre 1585

La reliquia di S. Bartolomeo

Nel 1585, in seguito alla rinunzia di Mons. Paolo Bellardito, fu nominato dal Pontefice Sisto V, il 21 novembre dello stesso anno, Mons. Martino La Cugna, Vescovo di Lipari. sotto il governo di questo zelantissimo vescovo avvenne il recupero della reliquia di S. Bartolomeo che si conserva in Cattedrale. Mons. Martino La Cugna si mise in viaggio da Roma per recarsi alla sua Chiesa di Lipari, che devotamente lo attendeva. Giunto a Napoli il buon Pastore, fu costretto a fermarsi; sia per la stanchezza del lungo cammino, sia anche per consultarsi sul nuovo viaggio con persone competenti, dati i tempi cattivi in quel periodo di arretrata civiltà.
Fu in quella fortunata circostanza che avvenne il recupero della reliquia, rubata dai turchi nell’infausto sacco, compiuto dalla soldataglia di Ariadeno Barbarossa, ammiraglio di Solimano II. Bersaglio delle rapine di quegli infedeli furono le case dei signori e le Chiese, specialmente la Cattedrale che fu totalmente derubata di tutte le preziose suppellettili di cui era riccamente dotata. Uno di quei barbari s’impossessò di una cassettina chiusa nel tesoro della Cattedrale, in cui si conservavano le reliquie sacre e tra queste vi era il dito di S. Bartolomeo. La cassetta fu portata a Costantinopoli, ove un deportato spagnolo ebbe notizia delle reliquie che il turco deteneva. Spinto da viva devozione egli osò chiederle per sottrarre il sacro deposito alla profanazione del sacrilego usurpatore, il quale richiese per il riscatto 500 scudi. Non passò molto tempo che per il devoto spagnolo venne l’ora della liberazione e ritornando da Costantinopoli portò con sé, fino a Napoli, la cassetta delle reliquie col proposito di restituirle alla Cattedrale di Lipari.
Qui l’incolse un grave male e fu costretto a ricoverarsi nell’ospedale di S. Giacomo degli spagnoli, ove, nonostante le cure, si ridusse in fin di vita. Al Cappellano che amorosamente lo assisteva consegnò la cassetta delle reliquie con l’incarico di restituirle a questa Cattedrale, chiedendo il rimborso dei 500 scudi da lui pagati, da depositare all’ospedale come legato in suffragio dell’anima sua. La notizia giunse all’orecchio di Mons. La Cugna, ancora fermo a Napoli, il quale recatosi all’Ospedale di S. Giacomo degli Spagnoli, ottenne da quel Cappellano le reliquie dietro versamento dei 500 scudi.
Il dito dell’Apostolo è custodito nel reliquiario d’argento modellato a forma di braccio (foto in alto). Un pezzo di pelle di S. Bartolomeo, ottenuto dal Vescovo Angelo Paino, dal Capitolo di Venezia, è riposto nel “Vascelluzzo” di oro e di argento eseguito con ricchezza e arte con le offerte di oro e denaro del nostro popolo devoto.

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