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martedì 9 maggio 2023

GLI EOLIANI DEL SANTAMARINA CE LI RICORDIAMO ? NOI SI!. LA RIFLESSIONE E LA PROPOSTA DI BARTOLINO FERLAZZO

Sono trascorsi 80 anni, da quel tragico 9 maggio 1943 una data, purtroppo, destinata a rimanere impressa, per sempre, nella storia delle Isole Eolie, come una macchia indelebile che mai il tempo potrà cancellare.

- Era una domenica come tante altre, Lipari e le sue sorelle toccarono con mano, quelli che furono gli orrori della guerra, toccarono con mano le inutili contraddizioni della guerra stessa, oltre a subire la crudeltà di un conflitto, certamente non voluto dalle popolazioni, ma loro malgrado costrette a subirlo, l' offesa, la disperazione, i lutti, le privazioni e la ripugnanza.- Tante vittime innocenti perirono, per colpe certamente che non avevano commesse, ma immolate solamente sull' altare della Patria, una Patria che probabilmente ancora oggi non si ricorda più di loro e certamente non solo la Patria.

- Quel giorno a Lipari, si era svolta nella mattinata, la festa dell' impero, con grande partecipazione di folla, come succedeva in quegli anni; nel pomeriggio intorno alle ore 15,10, il piroscafo di linea, Santa Marina, salpava gli ormeggi da Marina Corta, per dirigersi su Vulcano-Milazzo, seguendo la rotta 102/C; il mare era particolarmente mosso, ma certamente non metteva in crisi un' imbarcazione che, per quei tempi, era considerata d' avanguardia; così lasciato lo scalo di Vulcano, il Santa Marina proseguiva, felicemente, la sua rotta, quando a nove miglia da Lipari ed a non più di tre o quattrocento metri da Punta Luccia, un siluro lanciato, intorno alle ore 15,48, dal sommergibile inglese UNRIVALLED, al comando del capitano di fregata Mac Linshed, partito dalla base navale di Malta il primo maggio per un' operazione di pattugliamento delle coste nord-orientali della Sicilia, lo colpiva al centro ed esattamente all' altezza della sala macchine, spaccandolo in due tronconi e facendolo affondare in pochissimi minuti, portandosi dietro il suo immane carico di morte e di disperazione.- Ma non fu il solo siluro ad essere lanciato dallo scafo inglese, perché all' accorrere di una motovedetta tedesca, ne lanciò un secondo che non centrava lo scafo, solo perché non veniva considerata la poca chiglia di cui era dotata l' imbarcazione.- Cosa sarebbe potuto succedere, ci domandiamo ancora oggi, se questo attacco fosse stato portato a termine nella mattinata di quel triste giorno, quando a bordo del Santa Marina, si trovavano circa duecento giovani in partenza per la visita di leva. A bordo, in quell' ultimo viaggio, avevano preso posto circa cento passeggeri, molti dei quali non avrebbero più visto la loro terra, le loro isole, i loro parenti che portarono a lagrime di madri, di spose, di figli, di amici, parenti e conoscenti dell' equipaggio e dei passeggeri, che ignari e innocenti, in quel giorno primaverile, incontrarono la morte tra i flutti di questo nostro mare.- Marina Corta era colma di folla, atterrita, convulsa che correva, che cercava di aiutare i volenterosi a mettere in mare le barche, ad approntare i remi, a preparare le coperte, i medicinali, perché non c' era tempo e bisognava far presto, solo qualche imbarcazione era fornita di motore, poi le prime terribili notizie, si ricorda chi era partito, che si sperava fossero salvi, di coloro che non sarebbero più tornati, malgrado gli sforzi che i pochi sopravvissuti avevano tentato con generoso coraggio.- Allora Lipari, capì veramente tutta l' atrocità della guerra fu un trauma, una presa di coscienza sulla tremenda realtà. Con il Santa Marina, è affondata pure una parte di noi eoliani, una parte di queste isole, una parte della nostra coscienza, certamente mortificata, umiliata e violentata da una guerra assurda, dichiarata solo per una sventata mania di grandezza e cagionata dalla mania omicida che aveva pervaso irrimediabilmente in quegli anni l' Italia, una mania che distrusse il paese, che annientò una buona parte di italiani, una mania che mise in ginocchio un' intera nazione.

Prima di elencare tutti i presenti su quella nave, ci chiediamo dato che si intitolano piazze, strade, vicoli a tutti e più di tutti, nel tempo le civiche amministrazioni, anche se da noi sempre sollecitate, perché non hanno mai pensato di rendere omaggio a questi nostri fratelli caduti, non per loro volontà, intitolandogli una strada nel centro storico di Lipari, perché chi non ha rispetto per i morti non potrà mai avere rispetto per i vivi; senza che si faccia dello sciacallaggio politico o si prenda come spunto per l' attuale campagna elettorale. 

Caduto il segreto di Stato, siamo venuti in possesso della documentazione, grazie ad un amico, esistente presso il ministero della difesa, dove vengono riportati i nomi delle persone che si trovavano a bordo in quel tragico 9 maggio 1943;

Equipaggio Mercantile, tutti dichiarati Dispersi: BASILE Onofrio Comandante - DI MEGLIO Gennaro 1° Ufficiale - ORTESE Emilio Direttore di Macchina - CALVO Domenico Carpentiere - RE Giovanni Carpentiere - NATOLI Angelo Macchinista - FOTI Vincenzo Fuochista - ANDALORO Giuseppe Carbonaio - BITTO Vincenzo Cameriere - SACCHETTINO Giuseppe Cuoco - ALFONSETTI Michelangelo Marò - FLORIO Pasquale Marò SAVA Francesco Marò - CUZZOCREA Paolo R.T.

Militari Dispersi: PORRETTO Giuseppe Capo Cann. 2^ - GALLAZZI Arnaldo Capo Cann. 2° P.S. - FIORENTINO Natale Cann. - D' ALESSANDRO Alfonso S.C.R.T. - STRAMANDINO Antonino Marò - BENINATI Giovanni Marò - BARCA Domenico Marò - CURRO' Antonino Marò - SCUDERI Antonino App. R.C. - MONDELLO Francesco R.C. - CASELLA Salvatore Carabiniere - PAVONE Sebastiano C.N. - PORTELLI Giuseppe C.N. - LEANZA Edoardo Brigadiere CC. - COSTA Giuseppe Brigadiere CC. - D' ANIERI Antonino Caporal Maggiore Sanità - NATOLI Felice Aviere - MIANO Nicola Sergente - MARTINIS Antonino C.N.

Militari Salvati: MIRANDA Salvatore S.C. Cannoniere O - VENTO Salvatore Cann. P.S. - ATZORI Italo Cann. O - GULLO Vincenzo Cann. O - MICELI Concetto Cann. O - GABBIANELLI Orlando Cann. A - MACRI' Giuseppe Marò - FEDERICO Giuseppe S. Nocch. - BACCHI Antonino Marò - NATOLI Antonino Marò - BARBAGALLO Camillo Marò - MAISANO Antonino Marò - LO SURDO Angelo Marò - GAMBINO Giuseppe Marò - ZIINO Francesco Cann. Maridist. - LACOTETA Santo All. Torped. - LO SCHIAVO Giuseppe Nocch. - BONGIORNO Giuseppe Bersagliere - NATOLI Bartolomeo C.N. fu Giuseppe e di Cincotta Maria - SCARCELLA Fernando G. Mare - SCHEPIS Nicolò G.T. - MAZZA Angelo Aviere - DE SANTIS Nicola Carabiniere - PRESTI Santo G. Finanza - SCUDERI Paolo Cann. - SANGIORGIO Pietro Cann. - VIA Giuseppe Marò

Dispersi Civili: PICONE Antonino Pianoconte - ACUNTO Stefano Lipari - MARTURANO Giuseppe Lipari - RUSSO Grazia Canneto - BONINO Bartolomeo Quattropani - BASILE Giovanni Lipari - MOLLICA Rosario Lipari - BIVIANO Rosina Lipari - RUSSO Francesco Canneto - TAURO Giuseppe Canneto - CURRO' Iolanda Acquacalda - MAGGIORE Giacomo Lipari - MANNELLO Tommaso Lipari - SPANO' Antonino Canneto - BUONGIORNO Marino S. Marina Salina - SGRO' Salvatore Malfa - GERMANO' Edera Malfa - PISTORESI Giulia Canneto - DI MENTO Giuseppe Spadafora - GRECO Giuseppe Spadafora - CASELLA Michele Sant' Angelo di Brolo - ROMAGNOLO Rosario Milazzo - GITTO Lorenzo Milazzo - PENTOLA Antonino Caprileone - VINCENTI Luigi Cumia Inferiore - CASSATA Luigi Cumia Inferiore - IMBESI Francesco S. Lucia del Mela - MAIORANA Giuseppe Canneto

Deceduti Accertati: LIBERATORE Angela Lami/Canneto

Salvati Civili: ALACQUA Carmelo Milazzo - PATANE' Giuseppe Leni - POMA Assunta Lipari - TAURO Antonino Canneto - ARCORACI Luigi Malfa - MARTINO Domenico Lipari - BIVIANO Antonino Lipari - CARINI Matteo Malfa - MERRINA Gaetano Milazzo - ANDOLINA Salvatore Milazzo - BIVIANO Giuseppe Acquacalda - GRECO Tommaso Milazzo - NATOLI Bartolomeo fu Giuseppe e di Ferlazzo Angela Canneto - GRECO Orazio S. Maria della Scala (CT)

La Sezione del Regio Tribunale di Messina che dichiarò lo stato di morte presunta era così composta: Presidente : BLANDALEONE Stefano, Giudici : CIMINATO Vincenzo - NICOTRA Giovambattista.

Adesso dopo ben 80 anni e dopo un quarto di secolo di oscurantismo politico, sociale, economi, morale e dato che tutte le amministrazioni che si sono succedute hanno sempre fatto orecchie da mercanti alle richieste, non ultime le nostre, ci sarà qualche ente che avrà il buon senso, la sensibilità, e il rispetto verso questi caduti, vittime di una tragedia immane di cui sono stati parte integrante, di VOLER intitolare loro una strada nel centro di Lipari ? si chiede troppo ?

Ricordatevi chi non dimostra rispetto per i morti non potrà mai avere rispetto per i vivi.-

Bartolino Ferlazzo

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