Comunicato - GULLO DICE CHE È “IL SOLITO PROBLEMA DELL’IDRICO”. NO, SINDACO: È IL PROBLEMA DELLE SCELTE CHE AVETE FATTO SUI CONTI DEL COMUNE
La replica del sindaco Gullo conferma una cosa fondamentale: lo squilibrio c’è.
Il sindaco non smentisce i numeri, non smentisce la segnalazione del dirigente finanziario e non smentisce che già a giugno fosse stato predisposto un bilancio con parere tecnico-contabile non fa2vorevole.
Cerca semplicemente di raccontare che si tratta del “solito problema dell’idrico”.
Ma proprio qui sta il punto.
Non è un problema che scopriamo oggi. Noi lo avevamo denunciato un anno fa.
Durante l’approvazione del PEF idrico 2025/2027 e successivamente durante la discussione sul bilancio avevamo detto chiaramente che non prevedere le risorse necessarie per il depuratore avrebbe prodotto uno squilibrio negli anni successivi.
Lo avevamo detto allora.
È esattamente quello che è successo oggi.
E quindi il sindaco dovrebbe smetterla di presentare questa situazione come un fulmine caduto dal cielo o come una conseguenza imprevedibile del passaggio della gestione del depuratore dalla Regione al Comune.
Perché il costo del depuratore non è nato con il passaggio della gestione.
Anche prima, quando il depuratore era gestito direttamente dalla Regione, il Comune doveva sostenere quelle spese e le precedenti amministrazioni stanziavano annualmente in bilancio le somme necessarie per far fronte a quei costi.
Con il passaggio della gestione al Comune sarebbe cambiato il soggetto che materialmente avrebbe gestito quelle risorse.
Non sarebbe certamente scomparso il costo.
E invece cosa è successo?
L’Amministrazione Gullo ha scelto di non mantenere quelle somme nelle previsioni di bilancio, nel tentativo di far quadrare i conti, e ha intrapreso una serie di ricorsi nei confronti della Regione.
Ricorsi che, per quanto da noi già evidenziato, non hanno prodotto il risultato sperato.
E oggi il conto arriva.
Non è il depuratore ad essere comparso improvvisamente. È la copertura finanziaria che è scomparsa dai bilanci.
Ma c’è un altro dato che il sindaco stesso mette nero su bianco e sul quale sarebbe bene fare chiarezza.
Gullo sostiene che la produzione dei rifiuti sia aumentata del 15% a giugno e del 20% a luglio.
Bene.
Ma ai cittadini bisogna ricordare che l’anno scorso la TARI è già aumentata di circa il 40%.
E oggi ci ritroviamo nuovamente davanti a uno squilibrio sul servizio rifiuti quantificato dagli uffici in circa 244 mila euro.
Allora una domanda sorge spontanea:
dopo un aumento della TARI del 40% imposto ai cittadini appena un anno fa, cosa voleva fare ancora il sindaco? Aumentarla nuovamente?
Perché se l’Amministrazione sostiene che il problema è l’aumento della produzione dei rifiuti, bisogna anche spiegare come sia possibile che, dopo un aumento tariffario così pesante, il servizio presenti ancora uno squilibrio di questa entità.
I cittadini di Lipari hanno già pagato.
E hanno pagato tanto.
Non possono essere sempre loro a dover mettere mano al portafoglio ogni volta che i conti non tornano.
Il sindaco oggi dice che non intende aumentare ulteriormente il PEF dei rifiuti e che vuole utilizzare i proventi della Tassa di Sbarco per coprire i maggiori costi.
Vedremo gli atti e vedremo i numeri.
Ma una cosa è certa:
dopo il +40% della TARI dello scorso anno, sarebbe stato semplicemente vergognoso chiedere ancora sacrifici alle famiglie e alle imprese di Lipari.
E allora, prima di parlare di aumenti della produzione dei rifiuti, sarebbe opportuno spiegare ai cittadini dove sono finiti gli effetti dell’aumento tariffario già imposto e perché oggi ci troviamo nuovamente a parlare di squilibrio.
Il sindaco continua a parlare di problemi “ereditati”, come se lui fosse arrivato ieri al Comune.
Sono passati più di quattro anni.
È davvero curioso che, quando una precedente amministrazione lasciava un problema, secondo Gullo quella amministrazione avrebbe dovuto risolverlo; mentre quando i problemi si manifestano dopo quattro anni della sua gestione, diventano ancora una volta problemi ereditati.
E allora una domanda è inevitabile:
che cosa avete risolto in questi quattro anni?
Perché il dissalatore è un problema ereditato.
Il depuratore è un problema ereditato.
L’idrico è un problema ereditato.
I rifiuti sono un problema ereditato.
Ma dopo più di quattro anni, se sono ancora tutti lì, forse è arrivato il momento di smettere di parlare esclusivamente di eredità e cominciare a parlare di responsabilità amministrative e di scelte compiute da chi governa oggi.
E soprattutto non si può liquidare tutto dicendo che “non c’è nessuna catastrofe”.
Nessuno ha detto che oggi il Comune sia formalmente in dissesto.
Abbiamo detto una cosa diversa: che la situazione descritta dagli uffici è talmente grave da portare il Comune a dover affrontare formalmente uno squilibrio finanziario e un percorso di riequilibrio.
E questo non lo dice l’opposizione.
Lo dice il Ragioniere Generale.
Il sindaco può continuare a chiamarlo “il solito problema dell’idrico”.
I cittadini, però, hanno il diritto di sapere perché il solito problema dell’idrico oggi si traduca in oltre 1,2 milioni di euro di squilibrio e perché una criticità che l’opposizione aveva già denunciato un anno fa non sia stata affrontata allora.
Noi non abbiamo la sfera di cristallo.
Avevamo semplicemente letto i numeri e fatto il nostro dovere.
Ci accusarono di ostruzionismo.
Oggi quei dubbi sono diventati una segnalazione formale di squilibrio finanziario.
Ecco perché la nostra posizione è molto semplice:
non servono altri comunicati del sindaco per spiegare perché il problema esiste.
Servono risposte su come intendete risolverlo.
Dove sono le risorse?
Quali economie intendete fare?
Quali entrate intendete recuperare?
Quali spese intendete ridurre?
E soprattutto: chi pagherà il conto delle scelte fatte in questi anni?
Perché i problemi possono essere ereditati.
Gli squilibri, però, si aggravano o si risolvono anche in funzione delle scelte di chi amministra.
E oggi gli atti ci dicono che il problema non è affatto risolto.
Anzi.
È arrivato fino al bilancio del Comune.
Adesso il sindaco venga in Consiglio comunale e lo spieghi ai cittadini.
Senza slogan. Senza alibi. Senza dare ancora una volta la colpa a chi c’era prima.
I CONSIGLIERI COMUNALI
Gaetano Orto, Lucy Iacono, Adolfo Sabatini, Cristina Dante, Raffaele Rifici, Portelli Angelo Giorgia Santamaria
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